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Licata, Brandara ad Alfano: “Mandate Unità delitti insoluti”

maggio 15th, 2015 | by Redazione Scrivo Libero
Licata, Brandara ad Alfano: “Mandate Unità delitti insoluti”
Politica
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brandaramariagraziaIl commissario del comune di Licata, Maria Grazia Brandara (in foto), ha inviato una lettera al ministro dell’Interno, Angelino Alfano, con lo scopo “di valutare l’invio in città del corpo speciale dell’Unità Delitti Insoluti della Polizia di Stato, istituita nel 2009 presso la Direzione Centrale

Anticrimine, per tentare di ridestare tra i licatesi la speranza nelle Istituzioni nella consapevolezza che nessun atto contro la vita può rimanere impunito”.

Pur apprezzando l’impegno profuso in questi anni da carabinieri e polizia, presenti in città – si legge nella missiva – ho ritenuto necessario cercare di coinvolgere il Ministro per ridestare ai licatesi la speranza nelle Istituzioni, nella consapevolezza che nessun atto contro la vita può rimanere impunito alla luce di quanto registrato in questa, a me cara ed amata città, a seguito di vari omicidi dei quali si conoscono le vittime, ma non ancora i colpevoli, nonostante, in alcuni casi, il passare di molto tempo. Mi riferisco al delitto di Angelo Truisi, accaduto nel corso del mio mandato, di cui proprio oggi si stanno celebrando i funerali dopo che soltanto da poco gli esami del Dna hanno confermato essere il suo corpo. Ma anche ai delitti di Angelo Aiola, scomparso il 16 agosto 2004; di Gaetano Bottaro scomparso nel 2010; e a quelli dei coniugi Antonino e Rita Timoneri”.

Il Commissario Brandara, nel ricordare al ministro il suo impegno al comune di Licata dallo scorso 5 dicembre, scrive di “conoscere ed apprezzare la tempra di una popolazione laboriosa e dignitosa nonostante le difficoltà storiche che non risparmiano un territorio socialmente ed economicamente vulnerabile”, aggiunge che il suo augurio è quello “che le indagini sappiano assicurare presto alla giustizia il responsabile o i responsabili di queste atrocità» e di avere notato «nella gente di Licata quasi come una fatale rassegnazione generata dai precedenti fatti di sangue irrisolti”.

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