Sicilia nella morsa del caldo africano: allerta anche nell’agrigentino
Un’ondata di caldo estremo sta per investire la Sicilia, con temperature che raggiungeranno livelli record. A partire da domenica 20 luglio, l’arrivo dell’Anticiclone africano porterà una rapida e intensa impennata delle temperature su tutta l’isola, con punte di 40°C già previste in molte aree.
L’emergenza vera e propria, però, è attesa da lunedì 21 luglio, quando l’ondata raggiungerà il suo apice: nelle zone interne tra le province di Siracusa e Catania il termometro potrebbe toccare i 45°C. Anche nell’Agrigentino è prevista una situazione critica, con massime attese tra i 40 e i 43 gradi. L’ondata di calore continuerà a interessare l’intero Sud Italia almeno fino a venerdì 25 luglio.
Le autorità regionali e la Protezione Civile raccomandano massima prudenza, soprattutto per le fasce più vulnerabili della popolazione – anziani, bambini e persone con patologie croniche.
I consigli per affrontare il caldo:
– Idratarsi frequentemente bevendo acqua in abbondanza, anche in assenza di sete.
– Evitare l’esposizione al sole nelle ore più calde, tra le 11 e le 17.
– Indossare abiti leggeri e di colore chiaro, che aiutino a riflettere il calore.
– Rinfrescare gli ambienti interni, tenendo chiuse persiane e finestre durante il giorno e arieggiando la sera.
– Consumare pasti leggeri e freschi, preferendo frutta, verdura e alimenti ricchi d’acqua.
– Evitare alcolici e bevande zuccherate, preferendo tè leggero o infusi freddi.
– Fare docce tiepide e rinfrescare viso e braccia con acqua fresca.
– Proteggersi dal sole con occhiali, cappelli a tesa larga e creme solari ad alta protezione.
L’ondata di caldo africano rappresenta un fenomeno sempre più frequente e intenso negli ultimi anni, segnale evidente dei cambiamenti climatici in atto. Le autorità invitano a seguire gli aggiornamenti meteo e a non sottovalutare i rischi legati a colpi di calore, disidratazione e stress termico.
Per informazioni e assistenza, è attivo il numero verde della Protezione Civile e dei servizi sanitari regionali.


















