Agrigentino condannato all’ergastolo: uccise la moglie nel sonno
La Corte d’Assise del Tribunale di Alessandria ha condannato all’ergastolo un agrigentino di 61 anni per il brutale omicidio della moglie 53enne, insegnante, assassinata a coltellate nel sonno nella notte del 16 ottobre 2024, all’interno del loro appartamento a Solero, piccolo centro della provincia alessandrina.
Una sentenza pesantissima, superiore alla richiesta del pubblico ministero che, al termine della requisitoria, aveva invocato 21 anni di reclusione. I giudici non solo hanno inflitto la pena massima, ma hanno anche escluso qualsiasi attenuante generica, segnalando la particolare gravità dei fatti e la freddezza dell’imputato. La Corte ha inoltre trasmesso gli atti alla Procura di Agrigento per approfondimenti relativi alla confessione, resa dallo stesso 61enne, di avere precedentemente ucciso anche il proprio cane.
Secondo la ricostruzione emersa in aula, l’uomo avrebbe colpito la moglie con numerose coltellate mentre lei dormiva, senza darle alcuna possibilità di difesa.
Durante il processo, l’agrigentino ha fornito dichiarazioni deliranti, affermando di essere stato “posseduto da Satana” e di aver “ricevuto l’ordine dal dio del male” per uccidere la moglie. La difesa ha più volte chiesto una perizia psichiatrica, nel tentativo di dimostrare un’incapacità di intendere e volere, ma la Corte ha respinto la richiesta, giudicando insussistenti le condizioni per procedere all’esame.
Sul tragico gesto, peserebbero anche un forte stato depressivo dell’uomo, la pressione di gravi problemi economici, e un procedimento giudiziario per ricettazione – da cui però è stato assolto – che lo avrebbe messo in profonda crisi. Tuttavia, per i giudici, questi fattori non sono sufficienti a spiegare né a giustificare un delitto così efferato e pianificato.
La Corte ha inoltre disposto una provvisionale esecutiva di 250 mila euro per ciascuno dei due figli della coppia, che si sono costituiti parte civile nel processo.




















