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Cultura

Agrigento: a teatro Pirandello con “La Casa del Tempo”

E’ per l’amore sconfinato per questa terra con tutte le sue difficoltà e con tutte le sue meraviglie, le sue potenzialità e le sue realtà, che oggi si ritrova alla direzione artistica del teatro di Agrigento, Sebastiano Lo Monaco, oggi direttore artistico del Teatro Luigi Pirandello di Agrigento, ed artista conosciuto per le sue magistrali interpretazioni teatrali dell’opera pirandelliana.

Costantemente alla ricerca di nuovi talenti, di nuovi artisti, per Lo Monaco, il teatro rimane la sua dimora eletta, dove accogliere gli stimoli artistici circostanti qualsiasi forma essi abbiano.
Così, il 28 Settembre alle ore 19.00 sarà presentato, al teatro Pirandello di Agrigento, il video del libro “La casa del tempo” dell’artista Elisa Carlisi, in occasione dell’apertura ufficiale della stagione teatrale agrigentina 2018/2019.

Un’anteprima esclusiva in cui, attraverso immagini fotografiche, la giovane artista, nota fotografa, dà voce ed anima alle ottanta poesie scritte dal padre Tommaso.

Un viaggio emozionante nel tempo, reale ed appassionante, alla riscoperta di emozioni, ricordi e sentimenti passati e presenti. Un viaggio affettivo in cui trapela, da ogni singola immagine e parola, un forte legame con la propria terra, le proprie origini, gli affetti e l’infanzia. Fatti realmente accaduti a persone ed amori primordiali.

Così l’artista Elisa Carlisi spiega il suo secondo libro: “La casa del tempo” è la nostra esistenza, vissuta e raccontata, con le sue mille sfaccettature, da uomini e donne. Il nostro essere profondamente legati al passato quanto al presente che viviamo trova, attraverso ogni forma d’arte, sia essa fotografia o poesia, un’esternazione di sentimenti che non sono solo ondate irrazionali di emozioni e sensazioni, ma anche forze positive con le quali possiamo dare forza alla nostra vita. Sia nel video che nel libro c’è la memoria di un “vissuto” che ci ha donato la conoscenza delle cose; quindi, è una dedica alle persone che ci sono state accanto e che, con pazienza e con amore, hanno guidato i nostri primi passi per condurci a ciò che siamo nel presente. Ecco perché è un lavoro a “quattro mani” con mio Padre”.

Elisa Carlisi ha ottenuto vari riconoscimenti negli ultimi anni e, nel 2013, è stata premiata all’Ars per i suoi reportage fotografici e gastronomici, nel corso della XII edizione del Premio Donnattiva, un riconoscimento all’eccellenza femminile attribuito alle donne più attive in Sicilia.

In apertura della serata, al teatro Pirandello di Agrigento:
Direttore artistico Sebastiano Lo Monaco e l’attore Gaetano Aronica
Ospiti le autorità, il sindaco Calogero Firetto e la cittadinanza, Elisa e Tommaso Carlisi (autori del libro), Francesco Montefusco (regista del video), Giuseppe Cacocciola che per il video ha creato 2 sculture in cartapesta, Giuseppe Spoto che ha fotografato il backstage, Paola Merlino stilista con il suo abito color nudo (presente in alcune scene in movimento), tenute Cuffaro (con i suoi vini e le sue vigne) e D’Angelo gioielli (con i suoi gioielli pezzi unici e di valore indossati nel video), entrambi sponsor del cortometraggio del libro insieme alla associazione di cure palliative di Milano dell’ospedale Garbagnate “PresenzaAmica” ed alla testata giornalistica online Sicilia24h.

Il libro, edito da Edizioni Lussografica con prefazione di Riccardo Manzotti, è il risultato della collaborazione tra padre e figlia, per la prima volta insieme nella pubblicazione di un testo.

Contenuto del libro: L’esistenza è “la casa del tempo”. Dentro e fuori si aggirano uomini, donne, amanti, figli, ed altri (conosciuti e non), semplici e complessi esseri umani di passaggio. In loro compagnia si compie un viaggio ideale attraverso ricordi, confessioni, tradimenti, delusioni e storie d’amore che la raccontano nelle sue mille facce: la vita. Ed è incastrando tra il tramonto e l’alba momenti di realtà e altri di fantasia in un mosaico composto da milioni di tessere, attraverso le immagini fotografiche, che “la casa del tempo” si manifesta in uno spazio e in un tempo unico e sfumato, diventando cartolina di se stessa, vera e strabiliante protagonista di ogni storia.

Gli autori:
Elisa Carlisi
E’ nata ad Agrigento, dopo gli studi classici si trasferisce a Milano dove consegue la laurea in Economia e Marketing e Comunicazione. Frequenta contemporaneamente i corsi dell’Istituto Italiano di Fotografia. Collabora come fotografa e saggista per riviste e case editrici di prestigio. E’ una pittrice affermata. Ha prodotto parecchie mostre e collezionato consensi pregevoli. La fotografia a tratti ha preso il sopravvento portandola a realizzare le sue spinte emotive: l’amore per la persona come entità da esplorare, la natura e le cose come oggetto di studio ontologico. Rinomata nikonista ha ricevuto premi e riconoscimenti per reportages e scatti che restano nel linguaggio fotografico segnali forti dello stato di grazia dell’artista. L’Assemblea Regionale Siciliana la insignisce nel 2012 del Premio Speciale “DonnAttiva”. Vive ed opera ad Agrigento.
Tommaso Carlisi.
Nato ad Agrigento (Italia) il 6 ottobre 1944, studia e si laurea in Medicina e Chirurgia.
Vive ad Agrigento dove ha esercitato la professione di medico presso il locale ospedale.
La sua passione per le arti, per la scrittura in particolare, l’ha portato ad approfondire
La sua cultura letteraria attraverso lo studio dei maggiori scrittori europei ed americani.
Cultore straordinario dei classici greci e degli scrittori sudamericani ha costruito un linguaggio forte e semplice nella sua accezione lessicale, proponendo alla modernità una lettura appassionata, a volte difficile, ma affascinante nella sua natura evocativa e filosofica.
Alla prima esperienza pubblicistica, il poeta non nasconde una certa timidezza nel proporre temi dirompenti che fanno risalire alla sua prima giovinezza la composizione di alcuni scritti.
Prefazione a cura di:
Riccardo Manzotti
Dopo aver essersi laureato prima in Ingegneria Elettronica e poi in Filosofia a Genova (DIST), ha conseguito il Dottorato di Ricerca in Robotica (Premio Patron 2002) sulla possibilità di implementare architetture artificiali dotate di intenzionalità.
Ha dedicato gran parte della sua attività di ricerca allo sviluppo di strumenti per la comprensione e misurazione della mente fenomenica, della percezione, della intenzionalità, della psicologia dell’esperienza e della produzione artistica.
Dal 1997 ha svolto la sua attività di ricerca presso numerosi laboratori di ricerca italiani e stranieri: LIRA-Lab del Dipartimento di Informatica e Sistemistica (DIST) dell’Università di Genova, il Bioengineering Centre presso il Trinity College di Dublino, il Rehabilitation Institute presso la Northwestern University di Chicago, il Consciousness Lab presso l’Imperial College di Londra, il Brain Center del KAIST di Daejeon (Corea del Sud).
Dal 2004 ha insegnato Psicologia dell’Arte e successivamente Psicologia della Percezione Artistica presso la IULM di Milano. Ha organizzato numerose conferenze nazionali e internazionali e pubblicato numerosi articoli e libri sul tema della coscienza e dei fondamenti ontologici dell’esperienza estetica e fenomenica.
Attualmente è docente di Filosofia presso l’università sopra citata.

«Dunque la significazione degli occhi è tanta, ch’essi sono i rappresentanti della vita, e basterebbero a dare una sembianza di vita agli estinti.» (EC)
L’occhio del poeta ha da sempre la capacità di saper leggere dentro la luce, dentro i colori, la forma, la prospettiva di un’azione, o nel movimento, così come nel tempo, per tradurre poi ogni entità in un mondo di parole. Gli occhi di un fotografo sono anch’essi sempre aperti e capaci di familiarizzare con ogni forma sensibile, con il buio e con la luce, che sia una luce esterna o proveniente da un’interiorità o un’entità metafisica. Questa permeabilità della sua parete poetica è parte viscerale-costitutiva del modo di percepire, del sentire: è come se un’immagine fosse addormentata nel buio della sua bocca o dei suoi occhi (poeta o fotografo) e fosse risvegliata da una qualsiasi di queste sensazioni, come se il suo silenzio fosse lo spazio dove si coltiva la possibilità di un’imago. Metaforicamente parlando, se il corpo della macchina fotografica contiene uno specchio atto a riflettere il mondo e a restituirlo, il poeta, è, a sua volta, come uno specchio che lucido si tende e si fa sensibile, poi, reagendo nel silenzio della mente si esprime, fa l’esperienza della luce come la pupilla che s’impressiona e legge dentro l’enigma dell’immagine come una scrittura. Una scrittura di luce ove trova i caratteri per parlare di ciò che ha visto. La poesia (o una fotografia) è una rappresentazione che abbia la facoltà di comunicare e rimemorare ai presenti ciò che è, e che è stato. E che non si faccia quindi sostitutivo della memoria ma luogo di conoscenza. Un passato che fu contemporaneo e che il poeta e il fotografo trasportano nel tempo, recuperando l’antichissima funzione dell’aedo, muovendosi nelle diverse dimensioni e densità dell’aldilà e del passato.
“Noi torniamo al passato per rivivere nel presente la storia dell’umanità…” (TC)

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