Agrigento, al via il processo d’appello per la sparatoria fatale in una concessionaria
È fissato per il prossimo 28 aprile l’inizio del processo dinanzi alla prima sezione della Corte di Assise di Appello di Palermo, che vedrà come imputati due individui accusati di omicidio come reato non voluto e tentato omicidio in concorso. La vicenda giudiziaria si concentra sulla morte di un 38enne, originario di Palma di Montechiaro, deceduto in seguito a una sparatoria avvenuta nel piazzale di una concessionaria situata al Villaggio Mosè.
I fatti risalgono al 28 febbraio 2024. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l’episodio sarebbe la conseguenza di una “spedizione punitiva” organizzata dalla vittima, dal fratello e da due amici, partiti da Palma di Montechiaro con l’intento di aggredire e, stando alle ipotesi investigative, uccidere a colpi di pistola un commerciante d’auto. Quest’ultimo sarebbe stato accusato di aver truffato la vittima, effettuando acquisti con assegni scoperti.
Durante il brutale pestaggio, il commerciante d’auto, vittima dell’aggressione, avrebbe reagito. Vedendo spuntare una pistola, con una mossa repentina, l’avrebbe spostata, deviando il colpo che ha poi raggiunto l’addome del 38enne, causandone il decesso. La Procura di Agrigento e il Giudice per le Indagini Preliminari hanno qualificato l’accaduto come “omicidio per errore”, sebbene il Tribunale del Riesame abbia successivamente riqualificato giuridicamente il reato.
In primo grado, il Tribunale ha inflitto pene detentive a due imputati: uno, 42enne, è stato condannato a 14 anni e 4 mesi di reclusione, mentre l’altro, 38enne, a 13 anni e 3 mesi. Entrambi provengono dalla stessa località della vittima. Uno degli imputati ha parzialmente collaborato con gli inquirenti nei mesi scorsi, contribuendo al ritrovamento della pistola semiautomatica ritenuta l’arma del delitto. Il fratello della vittima, un 40enne, è stato invece rinviato a giudizio e sarà processato separatamente.
Il procedimento d’appello avrà ora il compito di riesaminare le sentenze e le ricostruzioni dei fatti.




















