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Apertura Editoriali

Agrigento, amministrative 2020: parte il toto-Sindaci

Sondaggi, nuove alleanze, certezze e semplici “voci di corridoio”. Se la pausa estiva per molti continua sotto il cocente sole, magari in spiaggia fra un bagno ed un altro, ad Agrigento sembra già mettersi in moto la campagna elettorale per le prossime elezioni amministrative.

Neanche la crisi di governo nazionale sembra distrarre i più attenti osservatori della politica locale, alla ricerca di accordi, alleanze e strategie politiche per il nuovo governo della città. C’è grande attesa infatti per la scadenza del 2020, anno in cui Agrigento festeggerà i 2600 anni dalla sua fondazione e – molto probabilmente – la città conoscerà i nuovi amministratori locali.

Sono trascorsi più di quattro anni dall’elezione di Calogero Firetto alla guida della città; anni in cui lo spettro del dissesto e di una situazione economica precaria ha più volte messo alla prova una amministrazione che comunque ha avuto il merito di aver avviato una interruzione con le logiche politiche passate e dato vita ad importanti rivoluzioni. Prima fra tutti il tema della raccolta differenziata.

Un tema delicato, quanto criticato, che ha però rivoluzionato l’intero sistema portando la città ad un risultato: Agrigento può annoverarsi fra i comuni più virtuosi in Sicilia con un’alta percentuale di corretta differenziazione dei rifiuti. Sappiamo bene che tutto è migliorabile e ancor oggi si verificano casi di mancate raccolte nei giorni stabiliti, stravolgimenti nei calendari, ma i dati sono comunque incoraggianti nonostante quei cittadini che preferiscono abbandonare sacchi di spazzatura per le strade. Quello dell’avvio della raccolta differenziata è solo uno degli esempi sui quali, molto probabilmente, Lillo Firetto inaugurerà una campagna elettorale che lo vedrà ricandidato alla poltrona di Sindaco per il secondo mandato.

Al momento, al di là della ricandidatura dell’attuale Sindaco, il quadro politico appare comunque molto frammentato ed il rischio è dietro le porte: numerosi candidati che concorreranno alla poltrona del palazzo di città. Nelle scorse settimane insistente la voce della scesa in campo dell’ex primo cittadino della città dei Templi, Marco Zambuto. Dopo le dimissioni e la fine della sua esperienza alla guida del Comune (che portò alla elezione di Firetto ndr), il nome di Marco Zambuto è sembrato essere quello più probabile in un contesto politico locale che avrebbe visto (sembrano scendere le quotazioni) come suo massimo “sponsor” il deputato regionale Roberto Di Mauro. Una alleanza che – anche se venisse meno – non impedirebbe Zambuto ad ambire ad una candidatura “civica” (voci parlano di un possibile avvicinamento ad un altro deputato regionale: l’on. Riccardo Gallo ndr).

Salgono invece – sempre secondo voci di corridoio – le quotazioni circa la candidatura di un “fedelissimo” dell’onorevole Di Mauro ed ex assessore della giunta Firetto, il medico Franco Miccichè. Fra indiscrezioni e smentite, la figura di Miccichè sembrerebbe essere quella più “gradita” a Di Mauro. Ipotesi, al momento, che non vedrebbero alcuna conferma ufficiale se non quel “chiacchiericcio” politico che spesso si tramuta in qualcosa di più consistente.

Stesso discorso vale per Francesco Picarella, presidente di Confcommercio Agrigento e FederAlberghi, che sembra già avere un programma da presentare per il futuro della città. Più volte accostato al Movimento 5 Stelle, o alla Lega, non è esclusa una candidatura “civica”.

A questi si aggiungerebbero le possibili candidature di rappresentanti di questo o quel movimento che, come nel passato, hanno cercato di gridare a “scandali” o “complotti” ma senza poi arrivare a nulla, né tantomeno al consenso elettorale sperato.

Scenari che restano ancora del tutto sfocati e che si devono consolidare in attesa di conoscere il nuovo governo della città.

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