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Agrigento, bocciata mozione per destinare gettoni di presenza agli indigenti. “Pentastellati” divisi

consiglioContinua a far discutere ad Agrigento uno dei temi più “scottanti” che lo scorso anno portò allo scandalo denominato “Gettonopoli“.

Ancora una volta sono i gettoni di presenza ad essere al centro del dibattito politico, ma in questo caso nulla a che vedere con un presunto sperpero di denaro pubblico. La questione riguarda la mozione presentata dal consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Marcello La Scala, sulla possibilità di istituire un fondo per i meno abbienti con i soldi provenienti dai gettoni di presenza percepiti dai consiglieri comunali per la partecipazione alle sedute delle sole Commissioni Consiliari.

Una mozione che è stata oggetto di prese di posizione che nei fatti hanno “svilito” il tentativo del consigliere pentastellato di destinare alcune delle somme percepite dai “rappresentanti del popolo” ai bisogni della città. 

Una premessa però va fatta. La nuova amministrazione comunale ha sicuramente messo un freno allo spropositato numero di sedute consiliari (fra Consigli e Commissioni) che portò, giusto o sbagliato che sia, allo scandalo “Gettonopoli“. Oggi vi è un Consiglio sicuramente più oculato e attento che mira al rispetto delle casse comunali e non solo. Un dato oggettivo che ha costituito il punto di svolta rispetto al passato. E forse è proprio questo elemento che ieri ha portato i Consiglieri a “bocciare” la mozione. Fra interventi tecnici che contestavano la “natura” dell’atto (per alcuni non doveva essere presentata una ‘mozione’, ma una proposta di delibera ndr) e coloro che invece sciorinavano belle parole sul lavoro del precedente Consiglio, il caso ha voluto che anche l’altro consigliere del Movimento 5 Stelle, Marcella Carlisi, ha preferito “astenersi“, bollando la proposta del collega come “populista”. Sono infatti stati 22, tra appartenenti alla maggioranza e all’opposizione, a esprimere voto “contrario”, 5 gli astenuti.

Per onore di cronaca, dell’attuale Consiglio Comunale, solo la consigliere Piera Graceffa ha rinunciato, e continua a rinunciare, ai compensi dei gettoni di presenza delle sedute di Consiglio e Commissione; mentre lo stesso Marcello La Scala, come si ricorderà, nei giorni scorsi ha destinato le somme ai meno abbienti. Per il resto, dopo annunci e proclami in pompa magna, il silenzio più assoluto. Il dato più singolare è infatti quello che ha visto nel recente passato alcuni degli stessi componenti dell’attuale Consiglio proclamarsi favorevoli all’azzeramento del “gettone” e poi trincerarsi dietro il silenzio più assordante.

Il lavoro, per carità, deve essere pagato, guai se non fosse così, ma la storia agrigentina, ha forse la memoria corta.

Dell’esito di ieri, grande amarezza per il promotore, Marcello La Scala, che sul proprio profilo Facebook ha espresso il suo pensiero: “Io sicuramente non ho vuoti di memoria e ricordo benissimo i numeri di coloro che ieri sera cercavano di fare la morale. C’era chi ha partecipato a 180 commissioni più 52 consigli comunali da Gennaio a Settembre, per non parlare delle 39 deleghe fotocopiate in cui la sola differenza stava nella data; pensate un po’ che chi si agitava tra i banchi nel 2014 in solo 9 mesi ha partecipato a 208 commissioni più 52 consigli comunali, tra quei banchi ieri sera rideva anche colui che nell’agosto del 2014 ha partecipato a 21 (la mia commissione da settembre a febbraio si è riunita 17 volte) sedute di commissioni, ripeto nel mese di agosto, si sembra incredibile ma non ho sbagliato a scrivere, 21 sedute, si è portato il mare al municipio o il municipio è andato al mare. Nulla da obiettare se a questo numero di riunioni di commissioni avesse fatto seguito una progressiva “fioritura” della città, un risollevamento economico della stessa, ma ovviamente sappiamo tutti che così non è stato. Ieri c’è chi ha parlato addirittura di aumentare il gettone di presenza perchè ha ritenuto offensiva la mozione“.

Poi il consigliere Marcello La Scala, tuona contro la collega del Movimento 5 Stelle: “La cosa più grave è il fuoco amico, ‘populista la scelta di rinunciare ai proventi derivanti dalle commissioni’ ha dimenticato che è stata una promessa fatta agli elettori, ma è forse virus comune perdere la memoria non appena entrati al palazzo comunale. Quello che è accaduto ieri al consiglio comunale non è stata un’azione di difesa circa il proprio operato bensì una mera azione di attaccamento all’aspetto economico. Il politico in determinate realtà dovrebbe solo essere una vocazione e non un mestiere“.

Una situazione che, al di là, delle singole prese di posizione ha anche visto qualcuno rilanciare la proposta: “portiamo i gettoni di presenza al massimo consentito per legge“. 

Chi vivrà, vedrà!!!

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