Agrigento, bufera al Liceo Leonardo: polemiche sulla decisione della dirigente Pilato dopo le assenze per lo sciopero generale
È polemica al Liceo Scientifico “Leonardo” di Agrigento dopo la circolare firmata dalla dirigente scolastica Patrizia Pilato, che – riscontrando una “assenza ingiustificata di massa” il giorno successivo allo sciopero generale – ha previsto che gli studenti assenti dovranno essere accompagnati dai genitori al rientro in classe.
Il provvedimento, spiegano fonti scolastiche, non rappresenterebbe una novità, ma un’applicazione delle regole interne dell’istituto, già adottate in passato in occasioni analoghe, come dopo rientri post-gita avvenuti a tarda notte. Tuttavia, la decisione ha scatenato un’ondata di critiche e attacchi sui social, in particolare da parte di chi ha interpretato la misura come una punizione nei confronti degli studenti che avevano partecipato alle manifestazioni a favore di Gaza.
La solidarietà dell’ANP e del mondo politico di centrodestra
A difendere la dirigente è intervenuta l’Associazione Nazionale Presidi (ANP) di Agrigento, che in una nota ha espresso “piena solidarietà e vicinanza” a Pilato, denunciando gli “inaccettabili e violenti attacchi sui social media”.
“L’adesione degli studenti alle manifestazioni pro-Gaza – sottolinea l’ANP – non può essere considerata di per sé una giustificazione. La collega ha agito nel pieno rispetto delle norme e delle prerogative del suo ruolo. La scuola deve educare al confronto e al rispetto delle regole, non sostituirsi al giudizio politico o morale sugli eventi”.
Solidarietà anche dal fronte politico. Adriano Barba, presidente provinciale di Fratelli d’Italia, ha definito “ingiusti e strumentali” gli attacchi alla dirigente:
“Desidero esprimere la mia piena solidarietà e la vicinanza di Fratelli d’Italia alla dirigente scolastica del Liceo Scientifico Leonardo, professoressa Patrizia Pilato, oggi ingiustamente oggetto di attacchi politici per aver semplicemente esercitato il proprio dovere: far rispettare le regole della scuola”. Lo dichiara Adriano Barba, Presidente Provinciale di Fratelli d’Italia ad Agrigento, commentando le polemiche sorte dopo la circolare con cui la dirigente ha previsto l’accompagnamento dei genitori per gli studenti assenti ingiustificati in occasione dello sciopero generale. “Non c’è nulla di politico in una decisione che nasce unicamente dal senso di responsabilità e dal rispetto del regolamento interno – continua Barba. È compito di un dirigente scolastico garantire che la scuola rimanga un luogo di formazione, di libertà e di educazione civica, dove i giovani imparano che libertà e regole non sono in contrasto, ma si completano a vicenda. La libertà di pensiero non può mai diventare arbitrio o disinteresse verso i propri doveri”. Il Presidente provinciale sottolinea: “Il messaggio educativo più forte che un liceo possa dare oggi è proprio questo: il rispetto delle regole è il primo passo per diventare cittadini consapevoli e responsabili. Chi pretende di formare una nuova generazione libera e matura non può prescindere da questi principi fondamentali”. Barba, che in passato è stato Presidente Provinciale della Consulta studentesca, conosce bene le dinamiche che muovono molte manifestazioni di piazza. “Spesso certe mobilitazioni vengono strumentalizzate da frange politiche o ideologiche con il solo scopo di sottrarre i ragazzi a un giorno di scuola, travisando il significato originario di partecipazione e confronto. E purtroppo oggi, non di rado, queste manifestazioni si trasformano in attacchi contro il Governo guidato da Giorgia Meloni e in episodi di tensione che finiscono persino con scontri con le forze dell’ordine. È inaccettabile che un momento educativo venga piegato a fini di parte. La professoressa Pilato ha agito nel pieno delle sue prerogative e nel solco di una tradizione educativa seria e coerente”. “Fratelli d’Italia – conclude Adriano Barba – sarà sempre al fianco di chi, nelle istituzioni scolastiche come in ogni altro ambito, difende l’autorevolezza dello Stato, il valore dell’educazione e la necessità di rispettare le regole. È da lì che si costruisce una società più giusta, libera e responsabile. E tutto comincia proprio dai licei”.
Dello stesso tenore le parole del deputato nazionale Calogero Pisano:
“Esprimo la mia piena solidarietà e il mio sostegno alla dirigente scolastica del Liceo Scientifico ‘Leonardo’, professoressa Patrizia Pilato, ingiustamente attaccata dalla sinistra per aver semplicemente fatto il suo dovere: far rispettare le regole della scuola”.
Lo dichiara Calogero Pisano, deputato nazionale, commentando le polemiche nate dopo la circolare con cui la dirigente ha previsto l’accompagnamento dei genitori per gli studenti assenti ingiustificati in occasione dello sciopero generale.
“In questo momento delicato, in cui il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, unitamente alla comunità internazionale, sta compiendo sforzi massimi per favorire un piano di pace a Gaza e ridurre le ostilità, la sinistra dimostra ancora una volta la sua propensione a strumentalizzare qualsiasi fatto, cercando di buttare benzina sul fuoco, anche laddove non sarebbe opportuno” – prosegue Pisano.
“La professoressa Pilato – sottolinea il deputato – ha agito nel pieno delle sue prerogative di dirigente scolastico, rispettando regole interne che sono alla base della formazione civica dei nostri ragazzi. Far rispettare le regole non è un atto politico, ma un dovere educativo e istituzionale. Difendere chi applica le regole è un dovere, così come lo è riconoscere che la scuola non può diventare terreno di strumentalizzazioni politiche” – conclude Pisano.
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Le critiche dal Partito Democratico
Di segno opposto la posizione della deputata agrigentina Giovanna Iacono (PD), che ha condannato la scelta della dirigente, definendola “lesiva del diritto costituzionale a manifestare”.
“La scelta della dirigente dell’Istituto Leonardo di Agrigento di sanzionare gli studenti che hanno partecipato alla manifestazione a sostegno di Gaza e contro il genocidio del popolo palestinese, è lesiva del diritto costituzionale a manifestare e aderire a forme legittime e pacifiche di protesta. Una scuola che reprime il dissenso e il diritto alla partecipazione contraddice il suo compito educativo. Invece di sanzionare, l’istituzione scolastica dovrebbe promuovere il dibattito critico, il confronto consapevole e il rispetto delle idee – aggiunge la parlamentare -. Mi appello al buon senso della dirigente scolastica, perché revochi la sanzione imposta e consenta il rientro libero degli studenti alle attività scolastiche. Ribadisco il bisogno urgente di una cultura scolastica che valorizzi la partecipazione democratica, il pensiero critico e la responsabilità civica. Sarebbe un segno di una comunità scolastica matura e che non teme il dissenso”
La parlamentare ha annunciato la presentazione di un’interrogazione al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara per chiedere chiarimenti sulla vicenda e per “impedire in futuro misure repressive simili”.
L’intervento del Sindacato Gilda
Il Sindacato Gilda degli Insegnanti di Agrigento esprime profonda preoccupazione e dissenso per il provvedimento disciplinare adottato dalla dirigente del Liceo “Leonardo” di Agrigento nei confronti di alcuni studenti che hanno partecipato alla manifestazione per la pace in Palestina.
“La scuola – dichiara Simone Craparo, coordinatore provinciale della Gilda – non può diventare un luogo in cui si punisce chi esercita il proprio pensiero critico. Oltre i regolamenti, esiste l’opportunità educativa: il dovere di trasformare ogni episodio in un momento di crescita e di confronto, non in un atto repressivo”.
L’iniziativa degli studenti rappresentava un’occasione per discutere di attualità, pace e diritti umani, temi centrali nella formazione di cittadini consapevoli e responsabili. “Reprimere il dissenso, soprattutto quando è espresso in modo pacifico e civile, – aggiunge Craparo – significa soffocare quella parte più viva e autentica del mondo giovanile, che ancora crede nel valore delle idee”.
La Gilda sottolinea come la libertà di espressione e il senso critico non siano “disturbi” da contenere, ma beni preziosi da custodire e valorizzare. “Il dirigente scolastico – prosegue Craparo – ha certamente il compito di garantire il rispetto delle regole, ma deve farlo senza dimenticare che la scuola è, prima di tutto, un luogo di dialogo e partecipazione. L’educazione alla cittadinanza passa dal confronto, non dalla sanzione».
La Gilda degli Insegnanti di Agrigento invita pertanto la dirigente a riconsiderare il provvedimento e a restituire alla scuola la sua funzione più alta: quella di essere spazio libero, inclusivo e capace di formare coscienze critiche.
“Non c’è crescita senza libertà di pensiero – conclude Craparo – e non c’è scuola se viene meno il coraggio di ascoltare i ragazzi”.





