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Agrigento, condannato a un anno e otto mesi giovane 25enne: aveva armi e droga in casa

Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Agrigento, Micaela Raimondo, ha condannato a un anno e otto mesi di reclusione un giovane 25enne originario di Agrigento ma residente a Porto Empedocle, ritenuto colpevole di detenzione illegale di arma da sparo e munizioni e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

La sentenza è arrivata al termine dell’udienza preliminare, con una pena più severa rispetto a quella proposta dal pubblico ministero, che aveva chiesto un anno e quattro mesi.

La vicenda risale al luglio dello scorso anno, quando il giovane sarebbe intervenuto in difesa del fratello, coinvolto in una lite con un gruppo di persone nei pressi di un bar di Porto Empedocle. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il giovane avrebbe tentato di intimidire i rivali mostrando un’arma da fuoco.

Le indagini, avviate dopo la visione delle immagini di videosorveglianza della zona, portarono i poliziotti a perquisire la sua abitazione. Nascosta nel tetto del terrazzino, gli agenti rinvennero una pistola calibro 22 con 33 cartucce, conservata dentro una federa chiusa. Durante la stessa operazione furono trovati anche 3 grammi di cocaina, un bilancino di precisione e 28 grammi di marijuana occultati all’interno di un muretto.

L’imputato risulta inoltre coinvolto nella maxi inchiesta sulle cosche mafiose di Agrigento, Villaseta e Porto Empedocle, un’indagine più ampia che ha già portato a numerosi arresti e rinvii a giudizio.