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Cronaca Regioni ed Enti Locali

Agrigento: contrasse epatite C dopo trasfusione, la Cassazione rende giustizia al contagiato

leggeUn’odissea durata 16 anni quella vissuta da un agrigentino che, alla tenera di 3 anni, nel lontano 1963, contrasse, suo malgrado, il virus dell’epatite C, a causa di una trasfusione di sangue infetto effettuata all’ospedale Policlinico di Torino.

Accortosi di essere positivo al virus solo all’età di 40 anni, l’agrigentino nel 2005 fece esposto al Ministero della Salute per essere risarcito per il danno permanente subito. Sono passati tre gradi di giudizio da allora, solo adesso, la Cassazione ha ribaltato le passate sentenze con cui i giudici si appigliavano ad una questione temporale della richiesta del risarcimento; a loro parere, infatti, la stessa doveva essere presentata non oltre tre anni dalla scoperta della contrazione del virus.

I giudici della Cassazione hanno invece affermato che in materia di contagio da sangue infetto, il termine per la presentazione della relativa richiesta non può farsi decorrere dalla semplice scoperta della positività al virus; quindi, dalla semplice scoperta di essere stato contagiato, ma dal diverso momento in cui il danneggiato, per il manifestarsi della malattia, abbia avuto una concreta consapevolezza del danno.

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