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Agrigento discute di “diritti umani”: allo Spazio Temenos la proiezione di “Sulla mia pelle”

È stata una serata partecipata ed emozionante a favore dei diritti umani.

Stiamo parlano della proiezione del film “Sulla Mia pelle” di Alessio Cremonini che ieri sera nella splendida cornice dello Spazio Temenos di Agrigento ha visto radunati più di 150 spettatori per assistere alla visione della pellicola.

L’evento si è inserito nel ciclo di incontri organizzati dal circolo John Belushi di Agrigento in occasione dei suoi trent’anni di attività. Il film, come sappiamo, racconta l’odissea di Stefano Cucchi fra caserme e ospedali, un incubo in cui un giovane uomo di 31 anni entra sulle sue gambe ed esce come uno straccio sporco abbandonato su un tavolo di marmo.

Dopo la proiezione è seguito il collegamento telefonico con Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, e con l’avvocato Fabio Anselmo. Infine, un gradevolissimo fuori programma: il collegamento Skype con Alessandro Borghi, il noto attore che interpreta Stefano nel film.

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“Da associazione che promuove, da 30 anni, la cultura cinematografica – ha detto Antonio Barone, presidente del Belushi- la visione del film “Sulla mia pelle” ha consentito di coniugare la proposta strettamente artistica di un buon film italiano d’autore con un tentativo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della salvaguardia dei diritti coinvolgendo la cittadinanza che ha risposto con grande partecipazione. L’emozione palpabile in sala è segno che l’obiettivo è stato raggiunto. Con successo!”.

“Il film ha un valore importantissimo perché in qualche maniera restituisce personalità a Stefano e quindi anche dignità” – ha affermato al telefono Ilaria Cucchi, che ha proseguito: “Come questa sera ad Agrigento, nel resto d’Italia tantissime persone si sono incontrate per conoscere la storia di Stefano oltre il caso giudiziario che ha riguardato la sua morte. Il film racconta quello che è successo nella realtà prima della battaglia giudiziaria che è seguita alla terribile morte. Una battaglia che ci ha visti coinvolti nelle aule di giustizia per circa nove anni portando avanti processi sbagliati. Il film è, soprattutto, una storia di violazione dei diritti umani e, quindi, per questo estremamente attuale”.

Luigi Mula

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