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Agrigento e il centrodestra che non riesce a decidere: il tempo delle ambiguità è quasi finito

A meno di ottanta giorni dalle elezioni amministrative di Agrigento, il quadro politico del centrodestra appare ancora sorprendentemente confuso. Non tanto per la mancanza di nomi o ambizioni – che, al contrario, non mancano mai – ma per l’assenza di una sintesi politica capace di tenere insieme alleati che, almeno sulla carta, dovrebbero marciare nella stessa direzione.

La coalizione si presenta oggi divisa in due blocchi: da una parte Lega e Democrazia Cristiana, dall’altra Movimento per l’Autonomia e Forza Italia. Due schieramenti paralleli che, però, finora non hanno compiuto passi concreti per rafforzare la propria posizione o, soprattutto, per arrivare a una candidatura condivisa.

Il vero nodo resta quello di Fratelli d’Italia. È attorno alla scelta del partito di maggioranza relativa nel Paese che si gioca la partita politica agrigentina. Non a caso una delegazione di Mpa e Forza Italia è volata nei giorni scorsi a Roma per confrontarsi con i vertici nazionali del partito. Un passaggio che conferma quanto la decisione finale non sia solo locale ma intrecciata agli equilibri regionali e nazionali.

Come spesso accade in queste fasi, però, le ricostruzioni sono contrastanti. Secondo alcune indiscrezioni, l’invito che sarebbe arrivato da Roma è quello di individuare un candidato di alto profilo indicato proprio da Fratelli d’Italia, un nome capace di mettere d’accordo l’intero centrodestra e diverso da quello di Calogero Sodano.

È il segno di una fase ancora fluida, dove le dichiarazioni pubbliche convivono con trattative riservate e con un’attesa che ormai pesa come un macigno. Perché il tempo della politica, soprattutto in una campagna elettorale, non è infinito.

Se davvero Fratelli d’Italia dovesse individuare un candidato capace di unire lo schieramento, l’effetto sarebbe immediato: gli alleati difficilmente potrebbero sottrarsi a un appoggio ufficiale e il centrodestra potrebbe finalmente presentarsi compatto con l’obiettivo – ambizioso ma non impossibile – di chiudere la partita già al primo turno.

In questo scenario, Forza Italia potrebbe ricevere indicazioni precise dai livelli nazionali e regionali per lavorare all’unità, mentre per l’Mpa si ridurrebbero drasticamente gli spazi per una corsa autonoma.

Ma mentre il centrodestra discute, anche l’altro fronte si muove. Nel campo progressista sono ore decisive per la candidatura di Michele Sodano come nome unitario del centrosinistra. Una scelta che dipenderebbe anche da equilibri più ampi, legati alla partita politica di Messina.

La sensazione, a questo punto, è che Agrigento stia vivendo l’ennesima fase di attesa in cui la politica sembra girare intorno ai nomi senza ancora affrontare fino in fondo il tema più importante: il progetto per la città.

Perché al di là delle trattative romane, delle missioni politiche e dei veti incrociati, gli elettori tra meno di tre mesi saranno chiamati a scegliere non solo un candidato, ma una visione per il futuro di Agrigento. E quel tempo, ormai, sta rapidamente scadendo.