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Agrigento, il Fai acquista le “Case Montana”: si trasformeranno in un Museo

Importante investimento da parte del Fai di Agrigento che, dopo aver fatto “rifiorire” il giardino della Kolymbethra, si appresta ad una nuova iniziativa.

Grazie alla disponibilità della famiglia Campo-Riolo, sono infatti state acquistate le “Case Montana”, un complesso di edifici storici che si trovano a strapiombo sul vallone del giardino della Kolymbethra. Si tratta di un importante progetto di investimento che, una volta recuperate e rese fruibili, permetterà di creare un vero e proprio museo della storia contadina.

Un progetto ambizioso che costerà almeno un milione di euro; fondi che saranno oggetto di ricerca (anche attraverso sponsorizzazioni) per rendere al più presto fruibile l’intera area.

I dettagli dell’iniziativa sono stati resi noti in una conferenza stampa dove erano presenti i vertici del Parco Archeologico di Agrigento, il direttore Giuseppe Parello ed il presidente Bernardo Campo; del Fai con il capodelegazione agrigentino Vittorio Nocera, il presidente regionale Giuseppe Taibi ed il vicepresidente esecutivo Marco Magnifico; ed il Sindaco della città dei Templi, Lillo Firetto.

“Accadono – ha affermato il Sindaco di Agrigento Lillo Firetto – fatti che sono pietre miliari. Che non sono casuali, che segnano una via a volte lunga e tortuosa ma di cui è certo il punto di arrivo. L’acquisto di Casa Montana da parte del Fai è ulteriore momento di sintesi di un percorso che ci ha visto insieme al presidente Andrea Carandini, al vice presidente Marco Magnifico, al presidente regionale Giuseppe Taibi, impegnati nella riscoperta  della storia di Agrigento, di tutta la sua storia e non soltanto quella greca di cui rimane traccia visibile in preziosi reperti e monumenti. Come condiviso con il Fai, sin dalla partecipazione al bando a Capitale della Cultura 2020 e poi, a Roma, per la selezione tra le città finaliste, Agrigento è un unicum di rara bellezza nella sua dimensione multiculturale e millenaria. La città tutta, dal mare alla Valle fino al Colle di Girgenti. La sua cultura espressa in mille sfaccettature – continua Firetto -, dall’armonia delle tecniche di coltivazione arabe, all’arte e all’architettura di epoche diverse, spesso confuse o sovrapposte ma sempre ideate per comporre un’unica scrittura, quella di una città che accoglie, che include sapientemente e che ha un grande cuore. Prossimo passo con i vertici Fai, preziosi, sinceri e generosi compagni di viaggio, il Museo della Città, all’ex Collegio dei Padri Filippini, per raccontare questa storia, per continuare a far conoscere e amare Agrigento e per essere pronti anche con questo eccezionale recupero della memoria a celebrare degnamente nel 2020 i suoi 2600 anni”.

Le “Case Montana” saranno ricostruite mantenendo l’aspetto originario e collegate, ovviamente, alla fruizione del giardino della Kolymbethra.

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