Agrigento, incendio alle auto dell’ex assessore Ciulla: si indaga per dolo
L’inchiesta aperta all’alba del 6 ottobre scorso dopo l’incendio che distrusse le auto dell’ex assessore comunale Costantino Ciulla e della moglie in via Michele Amari, a Villaseta, si arricchisce di nuovi e importanti elementi. Le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Agrigento e sviluppate dai carabinieri avrebbero infatti avvalorato l’ipotesi del rogo doloso, confermando i sospetti iniziali.
Secondo quanto emerso, ad orientare gli investigatori verso la pista dell’incendio volontario sarebbero state le caratteristiche stesse del rogo: l’altezza delle fiamme, la loro rapida propagazione e la capacità distruttiva incompatibili, secondo gli esperti, con un semplice guasto tecnico o una combustione accidentale.
Durante il sopralluogo effettuato quella notte dai vigili del fuoco e dai carabinieri, non erano state trovate tracce di liquido infiammabile, né taniche, né bottiglie sospette o inneschi. Per questo, nelle ore immediatamente successive all’incendio, si era parlato di “cause ancora in corso d’accertamento”. Tuttavia, l’attività investigativa successiva — fatta di analisi tecniche, rilievi e testimonianze — avrebbe permesso agli inquirenti di mettere alcuni punti fermi.
Al momento, nessuna indiscrezione trapela dagli ambienti della Procura o dalle forze dell’ordine. Le bocche restano cucite, ma la convinzione che l’incendio sia stato appiccato volontariamente appare ormai consolidata.
Resta ora da capire chi abbia agito e, soprattutto, perché. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire il possibile movente. Le indagini proseguono senza sosta, nel tentativo di dare un nome e un volto ai responsabili di un gesto che ha destato sgomento e preoccupazione nella comunità agrigentina.





















