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Regioni ed Enti Locali

Agrigento, manifestazione contro l’isolamento: arrivano altre adesioni

“La manifestazione del 25 gennaio, proposta da Cgil, Cisl e Uil e accolta da un sempre più ampio e trasversale cartello sociale ed istituzionale della nostra provincia, costituisce un’occasione che le comunità locali non possono sprecare”.

Lo afferma Angelo Pisano Presidente Federconsumatori Agrigento, che aggiunge:

“Gli infiniti lavori sulla Palermo-Agrigento e sulla Caltanissetta-Agrigento, la chiusura al traffico del ponte Morandi da più di mille giorni e le numerose buche e dislivelli presenti sulle strade statali, con i correlati rischi per l’incolumità dei viaggiatori, sono solo alcuni dei motivi per i quali è indispensabile che gli abitanti del territorio siano presenti e facciano sentire la propria voce ai governanti regionali e nazionali, all’Anas, alle Ferrovie dello Stato, ecc..
È giunto, quindi, il momento di una massiccia e partecipata mobilitazione degli abitanti del territorio per pretendere infrastrutture efficienti ed una viabilità sicura e snella, in grado di far uscire la nostra provincia dall’emarginazione che ne pregiudica le possibilità di crescita. Per tali ragioni, Federconsumatori Agrigento aderisce alla manifestazione contro l’isolamento ed invita la popolazione ad essere presente, per affrontare assieme questo percorso di dignità che riguarda indistintamente tutti e che verrà avviato sabato 25 gennaio”, conclude Angelo Pisano.

Alla manifestazione adesione anche da parte dell’associazione “Tante case tante idee” per scongiurare lo stato di isolamento in cui si trova la provincia di Agrigento. “I motivi che sono alla base della nascita della nostra associazione, sottolinea il presidente Domenico Vecchio, sono strettamente collegati alla necessità di superare la marginalità del nostro territorio se si vogliono cogliere le potenzialità turistiche da tutti riconosciuti. In questo senso partecipare alla marcia del 25 gennaio vuole costituire un momento di sensibilizzazione affinché le autorità competenti si rendano conto che il territorio non può più aspettare risposte adeguate a quei problemi vecchi e nuovi che rischiano di confinare la provincia in una condizione di sotto sviluppo”.

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