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Regioni ed Enti Locali

Agrigento, netturbini licenziati: Buscemi (FP CGIL) scrive al Consiglio Comunale

alfonso buscemiIl segretario della CGIL Funzione Pubblica, Alfonso Buscemi (in foto), ha inoltrato una lettera al presidente del Consiglio Comunale, ai consiglieri ed al Prefetto di Agrigento, sulla vicenda relativa al licenziamento dei netturbini.

Ecco il testo della missiva:
Egregio Signor Presidente, gentili consiglieri comunali,

come è noto la collettività agrigentina sta vivendo l’ennesima crisi occupazionale a seguito della decisione dell’Associazione Temporanea d’ Imprese, che si è aggiudicata la gara per la gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti nella città di Agrigento, di procedere al licenziamento di ventuno lavoratori.
La motivazione delle aziende sarebbe la mancata previsione nel bando delle sostituzioni dei lavoratori assenti per varia natura, con relativa copertura finanziaria.
Con nota del giorno 01/agosto/2015, che si allega in copia, abbiamo chiesto al Sindaco di sfruttare la circostanza che nell’aggiudicazione dei lavori si è in presenza di un forte ribasso d’asta per l’importo circa di un milione e ottocentomila euro e prevedere le sostituzioni del personale che a vario titolo giornalmente risulta assente, scelta che farebbe rientrare il licenziamento dei 21 netturbini.
La proposta trova riscontro, a nostro avviso, nell’applicazione dell’art. 311 del DPR 207/10 attraverso il quale la stazione appaltante può variare il contratto, ad ogni buon fine si riportano i commi 3 e 4:
“3. Sono inoltre ammesse, nell’esclusivo interesse della stazione appaltante, le varianti, in aumento o in diminuzione, finalizzate al miglioramento o alla migliore funzionalità delle prestazioni oggetto del contratto, a condizione che tali varianti non comportino modifiche sostanziali e siano motivate da obiettive esigenze derivanti da circostanze sopravvenute e imprevedibili al momento della stipula del contratto. L’importo in aumento o in diminuzione relativo a tali varianti non può superare il cinque per cento dell’importo originario del contratto e deve trovare copertura nella somma stanziata per l’esecuzione della prestazione. Le varianti di cui al presente comma sono approvate dal responsabile del procedimento ovvero dal soggetto competente secondo l’ordinamento della singola stazione appaltante.
4. Nei casi previsti al comma 2, la stazione appaltante può chiedere all’esecutore una variazione in aumento o in diminuzione delle prestazioni fino a concorrenza di un quinto del prezzo complessivo previsto dal contratto che l’esecutore è tenuto ad eseguire, previa sottoscrizione di un atto di sottomissione, agli stessi patti, prezzi e condizioni del contratto originario senza diritto ad alcuna indennità ad eccezione del corrispettivo relativo alle nuove prestazioni. Nel caso in cui la variazioni superi tale limite, la stazione appaltante procede alla stipula di un atto aggiuntivo al contratto principale dopo aver acquisito il consenso dell’esecutore”.
Alla suddetta lettera non abbiamo ricevuto nessuna risposta. L’Amministrazione comunale ritiene che l’ATI non stia rispettando la clausola prevista nel bando di gara secondo cui “ si devono garantire i livelli occupazionali secondo l’allegato nominativo dei lavoratori aventi diritto”.
Ebbene, se l’Amministrazione comunale è certa di questa affermazione ha il dovere di rescindere immediatamente il contratto con l’ATI per inadempienza contrattuale, diversamente, vuol dire che avrebbe dei dubbi su tale affermazione; di conseguenza è dovere dell’Amministrazione cercare la soluzione per fare rientrare i 21 licenziamenti; a nostro giudizio, una via potrebbe essere la proposta sopra indicata. In considerazione del fatto che è stato indicato un tempo necessario di sei mesi per arrivare a riformulare un nuovo bando di gara con relativa aggiudicazione, proponiamo, in assenza dell’attuazione della prima ipotesi, ripetiamo, rescissione del contratto per inadempienza contrattuale, utilizzare la somma necessaria per i sei mesi a copertura delle sostituzioni che si aggirerebbe attorno ai 400/450 mila euro; una tra le motivazioni del fatto nuovo di cui all’art. 311, più volte citato, potrebbe essere il forte ribasso a base d’asta (35%) e utilizzare parte delle medesime risorse risparmiate.
Naturalmente, la eventuale presenza di 21 lavoratori in più da utilizzare nel servizio vedrà una ricaduta positiva sulla qualità del servizio; dalla raccolta differenziata spinta in più quartieri alla presenza dei centri comunali di raccolta, come proposto dall’Assessore Fontana. Giova, anche qui ricordare la percentuale di raccolta differenziata molto lontano dalla soglia minima per evitare il pagamento della penale. Naturalmente, trattandosi di un progetto che necessita del tempo nelle more suggeriamo di intervenire immediatamente con i CAM (Centro Ambientale Mobile) che potrebbe essere disponibile in 48 ore; senza che, quindi, si dia spazio alle tifoserie tra chi vuole, in silenzio, il licenziamento nella pia illusione di vedersi abbassare le tariffe, e chi vuole garantire soltanto il posto di lavoro a presunti privilegiati.
Per quanto sopra, la scrivente Organizzazione sindacale, chiede rispettosamente delle prerogative del Civico Consesso di voler tenere conto delle osservazioni e proposte formulate nell’unico motivo che ci spingono ad intervenire all’interno del Vostro dibattito politico che è quello di salvaguardare i livelli occupazionali, migliorando la qualità dei servizi, certi, come manifestato pubblicamente da numerosi consiglieri comunali di avere in questo un obbiettivo comune.
Convinti, che dai Vostri lavori approverete, quanto di competenze, direttive o.d.g. O quant’ altro nei confronti dell’Amministrazione che possano aiutare a superare questo grave momento di crisi, cogliamo l’occasione per ringraziare e porgere distinti saluti“.

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