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Agrigento, relazione annuale della Procura: allarme mafia e massoneria

Presentata alla Corte di Appello di Palermo dal presidente Matteo Frasca la relazione annuale dell’anno giudiziario.

“Fotografata” anche la situazione della Giustizia ad Agrigento dopo quanto scritto, in particolare, nella relazione dal procuratore capo di Agrigento, Luigi Patronaggio (in foto), sui temi di mafia e massoneria.

“Oramai da almeno quattro anni – scrive il capo della Procura agrigentina -, si sono verificati una impressionante serie di fatti di reato quali omicidi e tentati omicidi, nonché rinvenimento di veri e propri arsenali di armi vicende tutte che hanno originato diversi procedimenti pendenti presso quest’Ufficio, ma tutt’ora coperti dal segreto investigativo, da cui desumere la progressiva recrudescenza di fatti criminosi di sangue nel territorio, dopo un periodo di sostanziale silenzio da parte delle organizzazioni mafiose operanti (sia Cosa Nostra che Stidda] e la notevole disponibilità di armi da fuoco, anche del tipo da guerra, kalashnikov, esplosivi e altro, da parte delle medesime organizzazioni criminali”.

“Con riguardo alle altre fattispecie delittuose, nell’anno di riferimento – continua Patronaggio -, sono state incrementate le investigazioni per delitti associativi in nuovi procedimenti iniziati anche a seguito delle conclusioni delle indagini preliminari relative all’operazione Montagna. Inoltre, assai significativo quanto accertato nel corso del 2019 relativo alla dimostrata capacità di alcune famiglie mafiose agrigentine di infiltrare talune logge massoniche, avvalendosi in particolare della illecita contiguità di un funzionario della Regione Siciliana, maestro venerabile della loggia massonica di Palermo, il quale risulta avere sistematicamente messo a disposizione della consorteria mafiosa la privilegiata rete di rapporti intrattenuti con professionisti ed esponenti delle istituzioni in gran parte anch’essi massoni”.

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