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Cronaca

Agrigento, un anno di cronaca nera e giudiziaria – di Angelo Ruoppolo

angelo ruoppoloUn anno di cronaca nera e giudiziaria nell’agrigentino. Il consuetudinario report annuale del giornalista Angelo Ruoppolo (in foto).

1 gennaio, A Canicattì, all’ ingresso della cittadina, un romeno senza fissa dimora, Costantin Dongoru, 63 anni, è stato investito da un’automobile. Il conducente ha prestato il soccorso ma l’ uomo è morto. Dongoru da tempo ha vissuto a Canicattì grazie alla locale mensa della solidarietà. Il servizio funebre è stato pagato dall’ amministrazione comunale presieduta dal sindaco Corbo.

1 gennaio, Un agrigentino di 66 anni, S P sono le iniziali del nome, è morto durante la notte di Capodanno bloccato all’interno del suo furgone sull’autostrada A29 in direzione Mazzara. L’ agrigentino è stato incolonnato in una lunga fila di mezzi, e, nel corso d’opera dei camion spargi sale, una pattuglia della Polizia si è accorta dell’ uomo chino sul volante come se dormisse. Gli agenti hanno controllato e l’uomo, privo di sensi, è stato soccorso inutilmente dal 118 perché già morto, probabilmente per infarto.

1 gennaio, A Santa Elisabetta, in occasione dei festeggiamenti per Capodanno, un ragazzo di 17 anni è stato ferito ad un polpaccio da un colpo di fucile sparato molto probabilmente in modo accidentale da un altro ragazzo che ha imbracciato un fucile da caccia, carico, per animare stupidamente la serata. il 17enne è stato soccorso all’ Ospedale di Agrigento dove è attualmente ricoverato nel Reparto di Ortopedia. Indagano i Carabinieri. Per il proprietario del fucile si profila la denuncia per omessa custodia dell’arma.

1 gennaio, I Carabinieri della Tenenza di Favara hanno denunciato due uomini di 33 anni di Favara, e due minori di 14 e 15 anni, anche loro di Favara. I quattro, nella scuola “Antonio Mendola” a Favara, avrebbero rubato dei radiatori in ghisa rivendendoli poi al titolare di un centro per il recupero di materiale ferroso in contrada San Benedetto, nell’area industriale ad Agrigento. Nessun reato è stato contestato al titolare del centro, perché ha fornito le prove della tracciabilità del materiale ricevuto, consentendo di risalire ai ladri.

1 gennaio, A Campobello di Licata ladri sciacalli hanno infierito e hanno rubato dentro la casa di un’anziana pensionata appena morta. I malviventi, dopo il trasporto della donna in chiesa per la veglia funebre, sono entrati dentro l’ appartamento e lo hanno svaligiato, rubando anche le offerte funebri donate da parenti ed amici della defunta. Indagano i Carabinieri.

2 gennaio, A Sciacca, in piazza Gerardo Noceto, 3 banditi incappucciati e armati di taglierino, dall’accento palermitano, hanno rapinato l’ufficio postale San Michele. Sotto minaccia hanno intimato agli impiegati di consegnare il denaro e poi sono fuggiti. Il bottino ammonta a circa 3mila euro.
Due impiegate in stato di shock sono state soccorse in Ospedale.

4 gennaio, A Naro 3 colpi di pistola sono stati esplosi contro la Cantina sociale. Ignoti, nottetempo, hanno sparato contro il gabbiotto del custode della cantina, in una zona di campagna alla periferia del paese. Ad accorgersi delle pistolettate sono stati alcuni dipendenti che hanno lanciato l’allarme. I Carabinieri indagano sull’accaduto privilegiando l’ipotesi della intimidazione. Recentemente la Cantina sociale di Naro è stata rilevata da un’azienda della provincia di Caltanissetta.

5 gennaio, Ad Agrigento, nella frazione di Villaseta, innanzi ad un bar, un uomo di 53 anni è stato violentemente aggredito e picchiato, ed è stato poi scoperto ferito, nei pressi della sua abitazione, nel quartiere confinante di Monserrato. E’ stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni di Dio, dove è stato medicato. Indagano i Carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile di Agrigento e della Stazione di Villaseta.

5 gennaio, La Corte dei Conti ha condannato Giuseppe Sgarito, 42 anni, di Favara, a restituire 111mila e 574 euro, pari agli stipendi percepiti in 9 anni, allorchè, dal 2001 al 2009, Sgarito ha ottenuto supplenze come insegnante di sostegno all’istituto per l’agricoltura di Castelbuono, al commerciale e geometri di Prizzi, allo scientifico di Lercara Friddi, al commerciale di Alia, al classico di Valledolmo e al geometri di Vicari, presentando un diploma di specializzazione, poi risultato falso. L’ insegnate è stato già denunciato penalmente e nel 2011 è stato condannato dal Tribunale di Termini Imerese, con sentenza definitiva, a 8 mesi di carcere e 800 euro di multa, con pena sospesa, per truffa.

5 gennaio, La Capitaneria di Sciacca ha sottoposto a fermo di polizia giudiziaria, rimettendosi alle decisioni della Procura, due persone che nottetempo hanno rubato gasolio da alcune imbarcazioni della flotta peschereccia saccense. Manette ai polsi per Angelo Gangarossa, 40 anni, e Francesco Baldassano, 44 anni. I due presunti ladri, con il probabile aiuto di altre persone, avrebbero poi venduto nel mercato irregolare le quantità di gasolio prelevate dalle imbarcazioni saccensi. Sono stati scoperti 10 bidoni da 30 litri, alcuni dei quali già pieni di gasolio, posti sotto sequestro insieme ad una piccola barca utilizzata per raggiungere i pescherecci e trasportare la refurtiva in banchina.

6 gennaio, A Ravanusa i Carabinieri hanno arrestato per evasione il bracciante agricolo Joan Mindirigiu, 36 anni, originario della Romania, perché, sottoposto agli arresti domiciliari, si è trasferito da un domicilio ad un altro senza avvertire forze dell’ordine e magistratura. Il romeno, non trovato in casa, è stato ristretto nuovamente al regime di detenzione domiciliare.

6 gennaio, A Sambuca di Sicilia ha subito un incendio, per cause da accertare, un’automobile di proprietà della società Girgenti Acque, una Fiat 600 con il logo esposto di Girgenti Acque, parcheggiata nei pressi del serbatoio comunale. Le fiamme si sono sviluppate poco prima dell’una della notte. Alcuni passanti hanno allarmato i Vigili del fuoco.

6 gennaio, A Licata un incendio è divampato a danno del primo piano e del tetto della stazione ferroviaria. Le fiamme sono state segnalate da alcuni residenti della zona, allarmati da un violento boato. I Vigili del fuoco sono intervenuti nei locali che ospitano gli uffici del capostazione, la sala d’aspetto e i depositi del primo piano. Ancora incerte le cause del rogo. Carabinieri e agenti della Polfer indagano.

6 gennaio, A Licata, in via Palma, ha subito un incendio l’ automobile Ford Kuga di un operatore ecologico della Dedalo Ambiente, di 45 anni. Indagano I Carabinieri.

7 gennaio, I poliziotti della sezione Narcotici della Squadra Mobile della Questura di Agrigento hanno arrestato, ai domiciliari, Natalia Veresa, 39 anni, originaria del Belgio e residente nel centro storico di Agrigento. La donna, che risponderà di detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio, è stata sospettata perché si è recata spesso a Villaseta. Natalia Veresa è stata pertanto perquisita, ed è stata sorpresa in possesso di 93,5 grammi di hashish, in minima parte già suddivisi in dosi pronte per essere vendute.

8 gennaio, A Ribera i Carabinieri indagano su un colpo d’arma da fuoco esploso contro una finestra del Municipio, in una stanza attigua alla segreteria generale. Ad accorgersi di quanto accaduto sono stati gli impiegati. Il colpo ha frantumato una finestra. È stato scoperto anche il bossolo. Il sindaco di Ribera, Carmelo Pace, più volte destinatario di minacce, ha minimizzato, non escludendo che lo sparo alla finestra del Comune sia solo ”una ragazzata ”

8 gennaio, Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, il pubblico ministero, Carlo Cinque, a conclusione della requisitoria, ha chiesto al tribunale la condanna a 6 anni e 3 mesi di carcere a carico di Davide Dispensa, 32 anni, di Agrigento, imputato di avere colpito con un casco un ragazzo, Luca Cinquemani, 29 anni, e di avergli staccato un pezzo dell’orecchio con un morso. Il magistrato non ha riconosciuto all’ imputato alcuna attenuante generica, e ha definito quanto accaduto “un’ aggressione senza alcun motivo e di violenza inaudita”. L’episodio risale al 9 agosto del 2009, innanzi ad una panineria a San Leone, dove Cinquemani e la sorella hanno festeggiato il loro compleanno insieme ad alcuni amici.

8 gennaio, A Canicattì, in contrada Cuccavecchia, la Polizia ha sequestrato in un negozio gestito da cinesi oltre 180 confezioni di giochi pirotecnici, di varia tipologia, per un totale di 700 pezzi. Si tratta di materiale esplosivo fuori legge, esposto dai proprietari dell’esercizio commerciale sugli scaffali e pronto per essere venduto.

8 gennaio, A Sciacca, al palazzo di giustizia, a conclusione della requisitoria, il pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia, Giuseppe Fici, ha chiesto la condanna a 12 anni di carcere a carico di due imputati nell’ ambito dell’ inchiesta cosiddetta “Alisciannira”, a carico della presunta famiglia di Cosa nostra di Alessandria della Rocca, in provincia di Agrigento. 12 anni di reclusione ciascuno, per associazione mafiosa, sono stati invocati per Pietro Perzia, 67 anni, e Felice Scaglione, 80 anni. L’udienza è stata rinviata al 28 gennaio per eventuali repliche e poi il collegio del Tribunale di Sciacca, composto dal presidente, Andrea Genna, con a latere i giudici Luisa Intini e Filippo Lo Presti, entrerà in camera di consiglio per la sentenza. Parte civile sono l’ associazione nazionale Testimoni di giustizia e Libere terre, rappresentate dall’avvocato Giuseppe Perconti.

9 gennaio, Angelo Azzarello, 26 anni, di Palma di Montechiaro, detenuto perché indagato per l’omicidio della sua compagna, Alina Condurache, 22 anni, originaria della Romania e residente a Naro, ha confessato di essere stato l’autore del delitto, compiuto la notte tra il 3 e il 4 dicembre scorso a Palma di Montechiaro, in contrada Cipolla. Azzarello, interrogato dal sostituto procuratore titolare dell’ inchiesta, Andrea Maggioni, ha fornito anche indicazioni che hanno consentito il recupero dell’ arma da fuoco, una pistola calibro 7,62 di fabbricazione serba. Angelo Azzarello, difeso dall’ avvocato Santo Lucia, ha confermato inoltre il movente della gelosia come causa scatenante.

9 gennaio, A Racalmuto, nella scuola media “Pietro D’Asaro”, un alunno di 11 anni è stato ferito, fortunatamente di striscio alla testa, da una porzione di intonaco che si è staccata dal tetto della classe. I genitori lo hanno accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento. All’ 11enne è stato riscontrato un trauma cranico ed è stato ricoverato al reparto di Pediatria in stato di osservazione. Indagano i Carabinieri della stazione di Racalmuto.

9 gennaio, A Favara, in via Cristoforo Colombo, è esplosa una bomba carta sopra un’automobile posteggiata. Il mezzo, una Fiat Croma, è di proprietà di un dipendente precario del Comune di Favara, conosciuto per le sue battaglie sindacali a favore della categoria da anni in attesa della stabilizzazione. Indagano i Carabinieri della locale Tenenza.

9 gennaio, Al Tribunale di Agrigento è stato azzerato il processo frutto dell’ inchiesta della Procura e della Guardia di Finanza di Agrigento cosiddetta Kainè Trapeza, dal greco Nuovo Tavolino, che il 7 febbraio 2013 ha provocato 3 arresti, un obbligo di dimora, e 34 indagati complessivi, per irregolarità in appalti e turbative a Favara, tra accordi di cartello per l’aggiudicazione di appalti pubblici. Uno dei difensori degli imputati ha eccepito che i reati per i quali si procede, tra cui falso, truffa, corruzione e turbativa d’asta, “non possono essere esaminati dal giudice monocratico ma da un tribunale in composizione collegiale”. Il dibattimento, dunque, sarà riavviato innanzi ad un collegio che sarà designato martedì prossimo, 13 gennaio, e che giudicherà i 14 imputati rinviati a giudizio dal giudice per le udienze preliminari, Francesco Provenzano, che, in occasione dell’ udienza preliminare, ha già inflitto 7 condanne in abbreviato, e poi un’assoluzione e 12 non luogo a procedere.

10 gennaio, A Cammarata i Carabinieri della locale Compagnia hanno arrestato Roberto Mighali, 44 anni, di Palermo, per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Mighali è stato inseguito e sorpreso alla guida della propria automobile, lungo la statale 189, in località “Passo Barbieri”, in possesso di un borsone, peraltro lanciato dal finestrino dell’ auto durante la fuga, contenente 2 chili di marijuana divisi in 3 sacchetti in cellophane. Sequestrate anche quasi 500 euro in banconote di vario taglio, probabile provento di spaccio.

10 gennaio, Al Tribunale di Sciacca, nell’ ambito dell’ inchiesta antidroga cosiddetta “Veleno”, innanzi al giudice per le udienze preliminari, Luisa Intini, hanno patteggiato la condanna Claudio Nocilla, di 40 anni di età, a 1 anno con pena sospesa, e Paolo Cusumano, di 18 anni di età e imputato solo di favoreggiamento, a 3 mesi con pena sospesa.

10 gennaio, Ad Agrigento, in Corte d’Assise, a conclusione della requisitoria, il pubblico ministero, Santo Fornasier, ha chiesto la condanna per omicidio preterintenzionale, a 6 anni e 8 mesi di reclusione, a carico di Ivan Giardina, 28 anni, di Canicatti’, accusato di omicidio preterintenzionale allorche’ il 14 giugno del 2009, al culmine di un diverbio per contrasti di vicinato, avrebbe spintonato la pensionata Giuseppa Lo Sardo, che cadde a terra e poi morì in Ospedale dopo il ricovero.

10 gennaio, Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, in Corte d’Assise, a conclusione della requisitoria, il pubblico ministero della Dda di Palermo, Gery Ferrara, ha chiesto la condanna a 30 anni di carcere a carico di Mouhamud Elmi Muhidin, 30 anni, originario della Somalia, imputato di tratta di esseri umani, associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e violenza sessuale. Il somalo è stato arrestato dopo la denuncia di un gruppo di profughi sopravvissuti al naufragio a Lampedusa il 3 ottobre del 2013, che ha provocato la morte di 368 persone. Dal racconto delle vittime è emerso che i profughi, sia uomini che donne, prima di arrivare sulle coste libiche per imbarcarsi, sono stati segregati per mesi, torturati o violentate, all’interno di magazzini al confine tra il Ciad e la Libia, in attesa che i familiari pagassero la somma di 3mila dollari.

11 gennaio, Arrestato a Napoli un sacerdote originario di Licata. Sorpreso in rapporti sessuali con un minorenne in un internet point. Il Vescovo lo esonera dalle funzioni. Quando è stato arrestato ha chiesto : “non fatelo sapere a mia madre”. Don Camillo, senza Peppone, 50 anni di età, è originario di Licata, in provincia di Agrigento. E’ stato sacerdote nella Diocesi di Cosenza, ed è stato ammanettato a Napoli perché sorpreso a intrattenere rapporti sessuali con un minorenne. Adesso non è più don ma è solo Camillo Sessa, perché l’arcivescovo di Cosenza, don Salvatore Nunnari, appena appresa la notizia dell’arresto del sacerdote, si è raccolto in preghiera e poi ha emesso il decreto di sospensione a divinis e di esonero dalle funzioni e da ogni attività sacerdotale. Poi sono state informate le competenti Autorità ecclesiastiche e la Congregazione della Fede. A Napoli in piazza Garibaldi vi è un internet point. I Vigili urbani della squadra “Tutela dei minori” si sono accorti di Camillo Sessa intento a contrattare sospettosamente con un ragazzino, e li hanno seguiti. Poi il ragazzino è entrato dentro l’ internet point, e poi è entrato anche il prete. Poi è scattato il blitz. Gli agenti della Polizia municipale spalancano una delle cabine dell’internet point e scoprono il ragazzino con i pantaloni già abbassati e l’uomo che lo tocca mentre lo schermo di un computer proietta un filmato pornografico. L’ ex don Camillo Sessa, dopo alcuni anni di servizio pastorale nel territorio dell’Arcidiocesi di Cosenza, è stato anche cappellano del mare, quindi sulle navi da crociera, coordinato dall’Ufficio nazionale di pastorale marittima. Poi ha rifiutato un altro impegno pastorale nella diocesi e si è ritirato nella sua famiglia per alcuni mesi. L’ arcivescovo di Cosenza scrive : “esprimo alla vittima di tale gesto brutale vicinanza ed affetto, e alla famiglia piena solidarietà. Dinanzi a questo ulteriore dolore arrecato alla nostra Chiesa, imploro una preghiera unanime per la conversione dei cuori. Esprimo fiducia nell’azione della magistratura, attendendo ogni sua decisione con spirito di reale collaborazione”.

12 gennaio, A Licata, in via Palma, due banditi, travisati con passamontagna e armati di pistola e coltello, hanno rapinato il supermercato “Eurospin”, in via Palma. Il bottino ammonta a circa 1.000 euro. I due malviventi sono fuggiti a bordo di un ciclomotore. Indaga la Polizia.

12 gennaio, A Canicattì i Carabinieri hanno arrestato, in flagranza, 4 romeni per sequestro di persona, minaccia e lesioni personali. I quattro malviventi, in una strada del centro storico di Canicattì, hanno trascinato con violenza dentro un’automobile una donna romena, al fine di costringere il convivente della donna ad un incontro punitivo. Infatti, nel corso di una colluttazione, il convivente della donna sequestrata ha colpito con un pugno all’addome uno dei 4, che è stato soccorso in Ospedale. Lo stesso convivente della donna sequestrata ha avvisato i Carabinieri prima dell’ incontro. E i Carabinieri hanno arrestato i 4 romeni, sequestrando anche un coltello ed una mazza di legno che sarebbero serviti per colpire il convivente.

12 gennaio, Ad Agrigento, al Villaggio Mosè, lungo Viale Leonardo Sciascia, ha subito un incendio l’automobile, una Jepp Cherokee, dell’ allenatore dell’ Akragas calcio, Vincenzo Feola, 47 anni, originario di Somma Vesuviana. L’ incendio, divampato sotto la palazzina dove abita Feola, è stato domato dai Vigili del fuoco. Indagano i Carabinieri del Nucleo radiomobile di Agrigento e della Stazione del Villaggio Mosè. Già lo scorso 5 dicembre, ancora al Villaggio Mosè, le fiamme hanno bruciato il pulmino utilizzato dai giocatori dell’Akragas.

13 gennaio, I Carabinieri della stazione di Ravanusa e del Comando provinciale di Agrigento, agli ordini del colonnello Mario Mettifogo, e la Procura di Agrigento, tramite l’ aggiunto Ignazio Fonzo e i sostituti Santo Fornasier e Alessandro Macaluso, hanno spiccato 9 ordinanze cautelari accordate dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto. Si tratta di 9 romeni indagati per furto di rame. In carcere 2 : Apetri Costel Andrei e Tanasa Gheorghe. Ai domiciliari 6 : Neica Dumitru Cosmin, Epure Costantin, Lupu Florin, Iancu Valentin, Cobzariu Vasile, e Ciobanu Cristian. E poi il divieto di dimora a Ravanusa è stato imposto a Mohan Oana. Il procuratore Renato Di Natale commenta : “anche questa indagine della Procura della Repubblica di Agrigento dimostra la massima attenzione rivolta dall’Ufficio ai delitti contro il patrimonio in un contesto di particolare allarme sociale di recente evidenziato, proprio ad Agrigento, dall’attuale ministro degli Interni. Le indagini di Polizia, su direttive della Procura della Repubblica, tuttora proseguono al fine di accertare eventuali altre corresponsabilità e sono svolte dall’Arma dei Carabinieri di Agrigento”.

13 gennaio, A Porto Empedocle, in via Roma, il 5 dicembre 2013, si è scatenata una violenta rissa. Un ragazzo di 26 anni, al culmine dello scontro, è stato accoltellato. Il giovane, ferito all’addome, è stato soccorso e trasportato all’ Ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento. Ad accoltellare il 26enne sarebbe stato Giuseppe Gangarossa, 51 anni, di Porto Empedocle, arrestato dalla Polizia. Adesso, al palazzo di giustizia, il Tribunale di Agrigento ha condannato l’empedoclino a 4 anni di carcere.

13 gennaio, A Porto Empedocle, due donne, spacciandosi come impiegate dell’ Inps, hanno approfittato dell’ imprudenza di un anziano di 90 anni, hanno bussato e sono entrate dentro casa sua, e hanno rubato i soldi custoditi dentro una cassaforte. Il bottino ammonterebbe a circa 3mila euro. Indaga la Polizia del locale commissariato diretto da Cesare Castelli.

13 gennaio, I Carabinieri della Stazione di Cattolica Eraclea hanno denunciato a piede libero alla Procura, per danneggiamento aggravato, B S , sono le iniziali del nome, 40 anni, disoccupato, allorchè nottetempo avrebbe appiccato il fuoco al portone d’ingresso del Municipio recentemente intitolato al professor Francesco Renda.

13 gennaio, A Canicattì il marito ha litigato con la moglie, lei è scappata in strada per sfuggire alla furia di lui, lui ha inseguito lei, e lei si è riparata dentro la Guardia Medica, in via Pietro Micca. Le forze dell’ ordine, allarmate dal personale della Guardia Medica, si sono adoperate per restituire ordine e serenità alla coppia che è rientrata in casa.

14 gennaio, Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, a conclusione della requisitoria, il pubblico ministero, Salvatore Vella, ha chiesto la condanna a carico di 5 nigeriani arrestati il 2 maggio 2014 per sfruttamento della prostituzione. Le donne sarebbero state ingaggiate in Africa con l’offerta di un pacchetto viaggio – lavoro, e poi, giunte in Sicilia, sarebbero state avviate alla prostituzione. Chiesti 8 anni di reclusione ciascuno per Endurance Obuh, 28 anni, Uche Obuh, 24 anni, conosciuta come Vera, e Bridget Owanlengba, 26 anni, intesa Angela. Poi, 12 anni per Destiny Obuh, 32 anni, inteso “Bros Happy”, e poi 4 anni per Famous Erengbo, 38 anni.

14 gennaio, La Corte d’Assise d’Appello di Palermo ha ridotto la condanna da 10 a 8 anni di reclusione a favore del pentito originario di Naro, Giuseppe Sardino, già fedelissimo del boss Giuseppe Falsone, imputato dell’omicidio di Angelo Lentini, di Ravanusa, ucciso il primo giugno del 2006, e dell’ occultamento del cadavere di Giuseppe Spatazza, di Campobello di Licata, vittima di lupara bianca il 18 dicembre del 2006. Sardino si è auto – accusato dei due delitti di mafia.

14 ottobre, Presunte truffe nell’ ambito della gestione dei parcheggi nella Valle dei Templi. Il Tribunale di Agrigento rinvia a giudizio 6 imputati. Il 2 ottobre 2012 ad Agrigento è stato il giorno della operazione cosiddetta South Park, parcheggio a sud. La Guardia di Finanza e la Procura di Agrigento hanno scoperto e sventato una presunta maxi truffa a danno dell’ Ente Parco archeologico e del Comune. Adesso il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, ha rinviato a giudizio 6 imputati. Si tratta di due dipendenti dell’ Ente Parco, Roberto Sciarratta, 55 anni, e Maurizio Attanasio, 54 anni, e poi Sonia Vella, 32 anni, amministratrice della cooperativa Lagana, Giuseppe Vella, 31 anni, Carmelo Vella, 60 anni, e un ragioniere, Alfonso Zammuto, 65 anni, tutti di Agrigento. I 6 rispondono di associazione a delinquere finalizzata alle truffe e truffa aggravata a danno dell’Ente Parco archeologico e del Comune di Agrigento. La cooperativa Lagana nel 2011 si è aggiudicata l’appalto per la gestione dei 4 parcheggi pertinenti all’area dei Templi : Sant’Anna, Cugno Vela, Museo archeologico e Tempio di Giunone. Ebbene, sarebbero stati stampati e venduti, con numerazioni riprodotte più volte, i biglietti per parcheggiare, nascondendo così il reale incasso, a danno della parte di incasso che spetta per contratto all’ Ente Parco e al Comune. Ad esempio, i privati avrebbero incassato dai biglietti venduti circa 300mila euro all’anno, e nel 2011, dalle scritture contabili, ne risultano solo 80mila. I funzionari dell’Ente Parco indagati non avrebbero mai vigilato e controllato. Su alcuni biglietti stampati, inoltre, sarebbe stato pubblicizzato un ristorante di proprietà dei familiari della titolare della cooperativa. Già il 9 gennaio 2013 il direttore dell’Ente Parco archeologico Valle dei Templi di Agrigento, Giuseppe Parello, ha rescisso il contratto d’ appalto per la gestione dei parcheggi tra l’ Ente Parco e la Cooperativa Lagana di Agrigento. La prima udienza è in calendario il prossimo 26 febbraio innanzi alla prima sezione penale del Tribunale di Agrigento presieduta da Giuseppe Melisenda Giambertoni.

14 gennaio, A Palermo, al palazzo di giustizia, a conclusione del giudizio abbreviato, il giudice per le udienze preliminari, Riccardo Ricciardi, ha condannato a 6 anni di carcere Anna Messina, di Porto Empedocle, sorella del boss di Porto Empedocle, Gerlandino Messina, che è stato rinviato a giudizio. Anna Messina, 35 anni, difesa dall’ avvocato Salvatore Pennica, attualmente detenuta ai domiciliari, e per la quale la pubblico ministero della Dda, Rita Fulantelli, ha invocato 10 anni di reclusione, è accusata di essere stata messaggera del fratello Gerlandino durante la sua latitanza, ed è imputata di favoreggiamento reale dall’avere agevolato l’associazione mafiosa.

14 gennaio, La Cassazione ha confermato la sentenza d’Appello. E’ definitiva la condanna a 18 anni di carcere a carico dell’ ex carabiniere Salvatore Rotolo. Ha ucciso Antonella Alfano. Il 28 giugno 2013, la Corte d’Appello di Palermo, accogliendo quanto richiesto dalla Procura Generale, ha confermato la sentenza del Tribunale di Agrigento che il 7 giugno 2012 ha condannato a 18 anni di carcere Salvatore Rotolo, 40 anni, di Agrigento, giudicato in abbreviato e imputato dell’ omicidio della compagna, Antonella Alfano, 34 anni, anche lei di Agrigento, scoperta morta carbonizzata all’interno della sua Fiat 600 la mattina del 5 febbraio del 2011. Rotolo, al culmine di una lite, ha ucciso la donna e poi ha simulato un incidente stradale lanciando giù da una scarpata l’ automobile di lei, e poi appiccando il fuoco alla stessa automobile. Ebbene, adesso la sentenza d’Appello è stata confermata dalla Cassazione, che ha rigettato il ricorso presentato dai difensori di Rotolo, gli avvocati Sergio Monaco e Gioacchino Genchi. L’ ex Carabiniere è stato inoltre condannato al pagamento delle spese processuali del giudizio di terzo grado pari a 5mila euro per ogni parte civile rappresentata dagli avvocati Simona Fulco e Sebastiano Bellanca, e al pagamento di una provvisionale a titolo di risarcimento danni di 1 milione e 250 mila euro : 500 mila euro destinati alla figlia Elide e 250 mila euro per ogni familiare diretto della vittima. A conclusione dei precedenti gradi di giudizio, le motivazioni dei giudici che hanno condannato, in attesa che anche la Cassazione motivi il suo verdetto, sono state implacabili. L’ incendio e la distruzione del cadavere sono aggravati perchè finalizzati a occultare il delitto e garantirsi l’ impunità. E poi la gravità dei reati commessi da Salvatore Rotolo è legata alla giovane età di Antonella Alfano, madre di una bambina di pochi mesi. E la donna, come lei scrive nei suoi appunti, è dispiaciuta dall’ atteggiamento distaccato di Rotolo e tuttavia è animata da tanta voglia di vita e di condividere il futuro con il compagno e la figlia. E poi l’ omicidio testimonia la capacità a delinquere di Rotolo : la condotta dissimulatoria, ossia il tentativo di mascherare l’ omicidio con l’incidente e l’ incendio, è prova della sua propensione al crimine. I giudici, in riferimento al comportamento dell’ ex Carabiniere scrivono : “spregiudicatezza, estrema lucidità e senza rimorsi”. E poi Rotolo usa e strumentalizza le sue conoscenze professionali, essendo Carabiniere, per occultare le offese ad Antonella Alfano. E poi, dopo la morte di lei, il reato di plurimo mendacio, ossia le tante dichiarazioni mendaci, false, depistanti, rese da Rotolo per costruirsi un alibi, poi fallito. Ecco perchè, in ragione di tutto ciò, non sono state concesse le attenuanti generiche, ed è stato applicato il massimo della pena, con lo sconto del giudizio abbreviato : 18 anni di carcere.

15 gennaio, Ad Agrigento, poco più di una settimana dopo quanto di vigliacco è stato compiuto in Francia, alcuni benpensanti hanno ritenuto opportuno scrivere con la vernice spray una scritta antisemita sulla parete di un palazzo in via Porta di Mare. In particolare, è stato scritto : “Boycott Israel”, e al messaggio sono state affiancate una svastica e una stella di David. Indaga la Digos della Questura di Agrigento.

15 gennaio, Ad Agrigento, al Viale della Vittoria, innanzi alla villa Bonfiglio, due banditi, incappucciati e armati di coltello, hanno rapinato una donna costringendola a consegnare un bracciale in oro del valore di alcune centinaia di euro, e poco più di cento euro in banconote di vario taglio. Sul posto sono subito intervenuti Carabinieri e Polizia. I due malviventi sono fuggiti a piedi.

15 gennaio, A Favara, due anziani coniugi, lui di 85 anni, lei di 84 anni, sono stati arrestati dai Carabinieri. I due sconteranno 1 anno e 9 giorni di reclusione ai domiciliari a seguito di condanna per abuso edilizio commesso a Favara nell’estate del 2009.

15 gennaio, Ad Agrigento, a Fontanelle, lungo Viale Sicilia, nottetempo, ignoti malviventi hanno sfondato l’ ingresso a vetri e hanno rubato stecche di sigarette di varie marche, articoli per fumatori, blocchetti di Gratta e Vinci, e i soldi nella cassa all’ interno di una Tabaccheria. Sul posto, per i rilievi di rito, hanno lavorato i poliziotti della Squadra Volanti. Il danno ammonterebbe ad alcune decine di migliaia di euro.

16 gennaio, La Corte d’Assise d’Appello di Palermo ha confermato la condanna inflitta il 20 giugno 2013 dal Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Alessandra Vella, a conclusione del giudizio abbreviato, a 13 anni di reclusione a carico di Giuseppe De Rubeis, 29 anni, di Porto Empedocle, idraulico, imputato dell’omicidio e della distruzione del cadavere di Giuseppe Adorno, 25 anni, di Porto Empedocle, ricercato dal 24 agosto del 2009 e poi scoperto morto ammazzato e carbonizzato il 3 settembre nelle campagne di Montaperto ad Agrigento. La Corte si è riservata 90 giorni per il deposito delle motivazioni. De Rubeis è difeso dall’ avvocato Nino Gaziano. I genitori e i fratelli di Giuseppe Adorno, costituiti parte civile, sono assistiti dall’ avvocato Alessandro Patti.

16 gennaio, A Porto Empedocle la Capitaneria ha arrestato un venditore ambulante di prodotti ittici che, dopo aver opposto resistenza ad un controllo contro il commercio abusivo, ha tentato di investire i militari con la propria automobile e poi è fuggito. L’ uomo è stato inseguito anche dalle pattuglie della Polizia di Stato del Commissariato empedoclino, ed è stato bloccato lungo la strada statale 640. Risponderà di tentato omicidio, resistenza e violenza a pubblico ufficiale. E’ ristretto ai domiciliari. Un ufficiale della Guardia costiera ha subito ferite ed è stato medicato in Ospedale.

16 gennaio, Ad Agrigento, in via Esseneto, ha subito un incendio l’automobile, una Toyota Yaris, di proprietà di una donna di 50 anni agrigentina. Le fiamme si sono propagate anche parzialmente a una Fiat Punto, di un pensionato di 66 anni. Sul posto hanno lavorato Vigili del fuoco e Carabinieri. Indagini in corso.

16 gennaio, I Carabinieri e la Procura di Caltanissetta hanno sgominato una organizzazione impegnata nelle truffe a società finanziarie. Notificati 8 avvisi di garanzia ad altrettanti indagati di Caltanissetta, San Cataldo, Palermo, Agrigento e Canicattì, presunti responsabili di truffe per almeno 165 mila euro tramite l’acquisto di elettrodomestici e automobili utilizzando documentazione falsa. Sulle carte d’identità allegate alle richieste di finanziamento sono stati scritti i dati anagrafici esatti degli ignari acquirenti e la foto invece è stata degli autori delle truffe. Circa 60 truffe sarebbero state consumate tra il 2009 e il 2013, soprattutto a Caltanissetta dove risiedono 3 degli 8 denunciati.

16 gennaio, Ad Agrigento, in via Nicone, nella zona sotto la Banca di Italia, un uomo di 45 anni originario di Santo Stefano Quisquina, G A sono le iniziali del nome, è stato rapinato da due banditi a volto scoperto e armati di un coltello a serramanico. L’uomo è stato costretto a consegnare il denaro in tasca, circa 110 euro, e un bracciale in oro. I banditi sono fuggiti a piedi. Si tratta di un episodio identico a quanto già accaduto al Viale della Vittoria, dove due banditi incappucciati e armati di coltello hanno rapinato del bracciale e del denaro in tasca una donna. Indagano i Carabinieri.

16 gennaio, A Palma di Montechiaro i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari Mario Rallo, 66 anni, che sconterà, a seguito di sentenza di condanna, 1 anno e 5 mesi di reclusione per concorso in usura.

16 gennaio, A Ribera i Carabinieri della Compagnia di Sciacca hanno arrestato Francesco Sicurella, 32 anni, sorpreso in possesso di 20 grammi di hashish, un bilancino elettronico di precisione e denaro contante, e Vitale Sciortino, 22 anni, di Palma di Montechiaro, sorpreso intento a trasportare 150 chili di arance appena rubate in un fondo agricolo a Ribera in contrada “Gulfa”. Entrambi sono ristretti ai domiciliari.

17 gennaio, Ad Agrigento, a seguito delle segnalazioni da parte di numerosi cittadini, la sezione Anticrimine della Polizia ha segnalato due ragazzini romeni, che hanno preteso denaro dagli automobilisti che posteggiano le automobili in piazza Vittorio Emanuele, e quando non hanno ricevuto il denaro hanno danneggiato le automobili rigandole o rompendo gli specchietti, e hanno minacciato e insultato i proprietari, come testimoniato dalle telecamere piazzate sul luogo. I genitori sono stati denunciati per impiego di minori per accattonaggio.

17 gennaio, A Cammarata, in via Santissima dell’Indirizzo, in un appartamento, le fiamme, innescate presumibilmente dal malfunzionamento di una coperta elettrica, hanno ucciso Antonina Tinnirello, 90 anni, di Cammarata. La donna, sola in casa, è morta soffocata nel suo letto. E’ stato un parente ad accorgersi del fumo all’ interno dell’abitazione. Sul posto hanno lavorato i Vigili del fuoco e i Carabinieri.

17 gennaio, A Canicattì i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari un pastore, Gioacchino Cuttaia, 30 anni, sorpreso in possesso di un fucile a canne mozze e 36 cartucce calibro 12 da caccia. I militari, in un ovile in contrada Concino, di proprietà di Cuttaia, hanno scoperto, tra alcune balle di fieno, il fucile e le cartucce. Cuttaia è stato segnalato alla Prefettura come assuntore di stupefacenti perché gli è stato sequestrato anche poco più di un grammo di cocaina.

19 gennaio, La Procura di Sciacca, tramite il procuratore Vincenzo Pantaleo, ha chiesto il rinvio a giudizio di due indagati nell’ ambito dell’ inchiesta sul crollo del ponte Verdura lungo la statale 115 il 2 febbraio 2013. Si tratta di Antonino Tumminello, e di Ignazio Calvaruso, entrambi dipendenti dell’ Anas. Tumminello è capo cantoniere addetto alla sorveglianza del tratto di strada della statale 115 “sud occidentale sicula” in cui è ubicato il ponte. Calvaruso è il capo del nucleo di manutenzione dell’ Anas con competenza sullo stesso tratto di strada.

19 gennaio, A Sciacca, la Procura della Repubblica, diretta da Vincenzo Pantaleo, ha chiesto il rinvio a giudizio di Lucio Donatello, direttore tecnico e procuratore speciale della società “Gemmo”, di Giovanni Tacci, referente a livello locale della stessa società “Gemmo S.p.a.”, e di Mario Curreri, responsabile di cantiere nel rapporto con la stazione appaltante. Ai 3 imputati è contestato il reato, in concorso, di frode nelle pubbliche forniture nell’ ambito dell’ inchiesta sull’ accertata interruzione del regolare funzionamento del depuratore con trattamento a fanghi attivi dell’ Ospedale Giovanni Paolo secondo di Sciacca, con conseguente immissione dei reflui ospedalieri nella pubblica fognatura senza un previo trattamento biologico e di disinfezione finalizzato a contenere i reflui nei valori soglia.

19 gennaio, A Palma di Montechiaro, in via 4 novembre, 4 banditi travestiti da Guardia di Finanza hanno rapinato l’Ufficio postale. Si sono presentati come Finanzieri, e quando un dipendente delle Poste ha preteso l’esibizione del tesserino lo hanno spintonato all’ interno, fino ai locali della cassaforte. Il bottino ammonta a circa 25mila euro. La Polizia indaga, con difficoltà perché alle Poste a Palma di Montechiaro mancano le telecamere di video – sorveglianza.

19 gennaio, A Porto Empedocle la Capitaneria ha multato un peschereccio con a bordo attrezzi non autorizzati e personale non in regola con le previste formalità. Il titolare, S S, sono le iniziali del nome, 47 anni, pagherà sanzioni per un totale di 7.616 euro.
Sequestrati 400 metri di rete da pesca vietata dalle normative in materia.

19 gennaio, La Cassazione ha annullato, con rinvio ad altra sezione della Corte di Appello di Palermo, la confisca dei beni a carico di Biagio Smeraglia, 50 anni, di Ribera, imprenditore edile. Sono contesi 11 immobili, 3 imprese di costruzioni e conti correnti per un valore di oltre un milione di euro. Smeraglia è già stato assolto con sentenza definitiva dall’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa nell’ ambito dell’ inchiesta cosiddetta “Scacco Matto”, in cui è stato inquisito perché si è ritenuto che avesse costituito una società con la famiglia mafiosa dei Capizzi di Ribera.

20 gennaio, I poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento, agli ordini di Giovanni Minardi, hanno arrestato un eritreo di 25 anni, Y A sono le iniziali del nome, residente ad Agrigento, destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento per sostituzione di persona, atti persecutori e violenza sessuale a danno dell’ex convivente. L’ eritreo non si sarebbe rassegnato alla conclusione della relazione con la donna, e avrebbe iniziato a minacciarla e a molestarla più volte, costringendo la vittima a subire reiterati abusi sessuali. Inoltre, utilizzando false generalità, l’eritreo avrebbe creato un falso profilo sui social network al fine di entrare in contatto con la donna.

20 gennaio, La Procura di Agrigento, tramite il sostituto Matteo Delpini, ha emesso il decreto di citazione diretta a giudizio a carico dell’ex sindaco di Racalmuto, Salvatore Petrotto, e del responsabile della testata giornalistica online “LinkSicilia”, Giulio Ambrosetti. Petrotto e Ambrosetti, pubblicando 3 articoli, avrebbero offeso la reputazione di Giuseppe e Lorenzo Catanzaro, socio e legale rappresentante della “Catanzaro costruzioni”, operante nel settore dello smaltimento dei rifiuti. I due imputati compariranno innanzi al giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Genna, il prossimo 28 aprile. Petrotto, su LinkSicilia diretto da Ambrosetti, ha sostenuto che lo scioglimento del Comune di Racalmuto per infiltrazioni mafiose sarebbe stato pilotato dalle lobby dei rifiuti, a vantaggio dei propri affari.

20 gennaio, A Licata, in corso Roma, un malvivente armato di coltello è entrato dentro una tabaccheria, ha spintonato a terra l’anziano titolare, poi ha minacciato l’ altra titolare a consegnargli il denaro ma si è imbattuto in un cliente appena entrato, un giovane informatico, che, appena il rapinatore gli ha puntato il coltello minacciandolo, ha reagito e lo ha colpito a schiaffi costringendolo a scappare.

21 gennaio, La Procura di Agrigento, tramite il procuratore Renato Di Natale, l’aggiunto Ignazio Fonzo e il sostituto Andrea Maggioni, ha chiesto il rinvio a giudizio di 6 imputati nell’ ambito dell’ inchiesta “Ecap”. Si tratta di Ignazio Valenza, 50 anni, avvocato, di Agrigento, già assessore al Comune e legale rappresentante dell’Ente di formazione Ecap, poi Antonio Arnese, 45 anni, maresciallo dei Carabinieri a capo del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Agrigento, Mario Carmina, 48 anni, impiegato dell’Ecap, Giuseppe Valenza, 46 anni, impiegato dell’Ecap, Vincenzo Mangiavillano, 59 anni, maresciallo dei Carabinieri ed ex comandante della Sezione di Polizia giudiziaria alla Procura di Agrigento, e poi Sebastian Daniele Castelli, 59 anni, impiegato dell’Ecap. Agli imputati, a vario titolo, si contesta corruzione allorchè avrebbero omesso di segnalare irregolarità nella gestione ad Agrigento dell’ Ente di formazione Ecap e di Casa Amica, una struttura di accoglienza, ottenendo in cambio l’assunzione di un familiare. Poi, truffa, in riferimento a delle assunzioni di alcuni dipendenti che secondo l’accusa sarebbero state compiute in mancanza di autorizzazione da parte della Regione, e applicando la Cassa integrazione in deroga. Inoltre, un finanziamento regionale sarebbe stato indebitamente percepito dall’Ente per pagare il personale dipendente nel dicembre 2010, con buste paga sottoscritte dai lavoratori in assenza dell’incasso dello stipendio. E poi la rivelazione di segreto d’ufficio.

21 gennaio, A Porto Empedocle i Carabinieri hanno arrestato Giuseppe Sacco, 46 anni, di Porto Empedocle, destinatario di un ordine di carcerazione. Sacco sconterà 2 anni e 9 mesi di reclusione perché accusato del reato di lesioni personali aggravate, allorchè nel settembre del 2013 ad Ancona avrebbe tentato di investire la sua ex compagna, e poi avrebbe accoltellato al ventre un pescatore intervenuto per difendere la donna.

21 gennaio, La Procura di Agrigento contesta anche l’ omissione di soccorso nell’ ambito dell’ inchiesta sul naufragio del 3 ottobre 2013 a Lampedusa. 366 furono i morti. Il pubblico ministero, Andrea Maggioni, procede contro ignoti, e ha depositato il nuovo capo di imputazione al processo attualmente in corso a carico del tunisino Khaled Bensalem, 35 anni, presunto scafista della tragica traversata e che risponde di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, naufragio e omicidio volontario plurimo con dolo eventuale. Il processo si celebra in abbreviato innanzi al giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, che ha ammesso la contestazione di omissione di soccorso allorchè sarebbe emerso il mancato soccorso in mare da parte di almeno tre pescherecci che avrebbero navigato nella zona del naufragio senza prestare soccorso.

21 gennaio, Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, ha rinviato a giudizio un uomo di 52 anni di Porto Empedocle, imputato di violenza sessuale su minore, arrestato dagli agenti della Squadra Mobile di Agrigento e dai poliziotti del Commissariato di Porto Empedocle che hanno ravvisato a carico dell’ empedoclino anche il reato di detenzione di materiale pedo – pornografico, per il quale procederà, per competenza, la Procura di Palermo. Nel 2011, il 52enne avrebbe abusato di una bambina di 8 anni, nipote della sua compagna. La vittima, rappresentata dall’avvocato Serena Gramaglia, si è costituita parte civile.

21 gennaio, I Carabinieri della Tenenza di Favara hanno denunciato, per ricettazione in concorso, una donna di 43 anni e 2 uomini 40enni, tutti di Agrigento, sorpresi nella zona industriale al confine con Agrigento, in contrada San Benedetto, a bordo di un’automobile Ford Ka, in possesso di una sacca contenente circa 50 chilogrammi di rame di vario taglio, di cui non hanno saputo indicare la provenienza. Ad uno dei 3 è stata contestata anche la violazione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, avendo eluso l’obbligo di non allontanarsi da Agrigento.

21 gennaio, A Licata i Carabinieri hanno arrestato Paolo Mancuso, 47 anni, detenuto ai domiciliari e sorpreso invece in via Torregrossa a bordo dell’ automobile di un pregiudicato.

21 gennaio, A Palma di Montechiaro i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari i coniugi Salvatore Liguori e Vincenza Gagliano, di 50 e 48 anni, per furto aggravato in concorso di energia elettrica e di acqua all’ interno della propria abitazione tramite allacci abusivi.

21 gennaio, A Naro una molotov costruita artigianalmente è stata lanciata contro l’ingresso dell’ abitazione del sindaco, Calogero Cremona. La bottiglia incendiaria non è esplosa ma ha provocato una fiammata che ha annerito il gradino e la parte bassa del portone. Sul posto hanno lavorato per i rilievi i Carabinieri. Il sindaco Cremona, che oggi in mattinata ha ricevuto la visita e la solidarietà del Prefetto di Agrigento, Nicola Diomede, e dei vertici delle Forze dell’ ordine, commenta : “Non sono intimorito, proseguo l’azione amministrativa”.

21 gennaio, A Licata, a poca distanza dal mare, in località Mollarella, all’ interno di una villetta abbandonata e non più abitata dal proprietario, un professionista di Ravanusa, è stato scoperto un cadavere in avanzato stato di decomposizione. L’allarme è stato lanciato da una coppia di fidanzati. Sul corpo vi sarebbero segni evidenti di traumi esterni e poi tracce di sangue a terra. Indaga la Procura di Agrigento, la Squadra mobile di Agrigento e il Commissariato di Licata. L’ autopsia accerterà la causa della morte. Dallo scorso 2 gennaio a Licata non vi è più traccia di un fabbro di 24 anni, Angelo Truisi. E il cadavere sarebbe di Truisi. Il riconoscimento, anche se manca ancora la prova scientifica, sarebbe stato possibile grazie a una scarpa ed alcuni brandelli degli indumenti che il ragazzo ha indossato, e che sono stati riconosciuti dalla madre. Atteso l’esame del Dna. Secondo la prima sommaria ispezione cadaverica, sul corpo vi sono delle ferite, e poi 4 fori all’addome di incerta origine. La salma è adesso all’obitorio dell’ospedale San Giovanni di Dio ad Agrigento, dove sarà eseguita l’autopsia ad opera del professor Cataldo Ruffino dell’Università di Catania.

22 gennaio, La Corte d’ Appello di Palermo, accogliendo le richieste del difensore, l’ avvocato Angelo Nicotra, ha escluso l’aggravante di favoreggiamento all’ associazione mafiosa a favore di Vincenzo Sorce, 54 anni, di Favara, inquisito nell’ ambito dell’ inchiesta antimafia “Camaleonte”, e ha dichiarato la prescrizione del reato di favoreggiamento contestato per il quale lo stesso Sorce è stato condannato a 3 anni di reclusione, e poi la sentenza è stata annullata con rinvio dalla Cassazione. L’ avvocato Angelo Nicotra commenta : “si chiude così la vicenda penale che ha visto coinvolto Vincenzo Sorce sin dall’anno 2007, quando venne arrestato per avere prestato aiuto all’allora latitante Maurizio Di Gati. E’ stata una vicenda processuale assai travagliata: una condanna in primo grado ad anni 4 di reclusione per favoreggiamento aggravato da mafia pronunciata dal Gup del Tribunale di Palermo nel 2008, ridotta dalla Corte di Appello a 3 anni nel 2009, annullata dalla Cassazione con rinvio per nuovo giudizio limitatamente all’aggravante di mafia nel 2011, confermata dalla Corte di Appello di Palermo nel 2013, annullata nuovamente dalla Cassazione con rinvio a nuovo giudizio per l’aggravante di mafia nel 2014, e adesso la Corte di Appello ha escluso l’aggravante di mafia, adeguandosi al principio stabilito dalla Cassazione, e dichiarato la prescrizione del reato di favoreggiamento rimanente”.

22 gennaio, La Procura della Repubblica di Agrigento, tramite il procuratore, Renato Di Natale, l’ aggiunto Ignazio Fonzo, e il sostituto Andrea Maggioni, ha concluso le indagini nell’ambito dell’inchiesta cosiddetta “La carica delle 104”, contro numerosi di casi di presunti abusi nell’applicazione e nella concessione dei benefici della legge 104. Gli agenti della Digos, capitanati da Patrizia Pagano, e che hanno sostenuto le indagini, hanno notificato a tutti gli indagati, e si tratta di parecchie decine di persone, l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. Adesso scatta il termine di 20 giorni entro cui gli interessati potranno presentare eventuali contro – deduzioni difensive, dopodiché la Procura formalizzerà la richiesta di rinvio a giudizio.

22 gennaio, Ad Agrigento, a San Leone, ignoti malviventi, ed è la seconda volta in 5 mesi, sono entrati dentro il Circolo Nautico, tra il piazzale Aster e il lungomare Falcone-Borsellino. I ladri hanno rubato alcuni attrezzi. Indaga la Polizia.

22 gennaio, A Licata, in via Medici, ha subito un incendio l’automobile, una Fiat Panda, di un bracciante agricolo. Sul posto hanno lavorato i Vigili del Fuoco e la Polizia del locale Commissariato.

23 gennaio, Il Tribunale di Sciacca ha assolto il Luogotenente dei Carabinieri, Carmine Antonio Melillo, 53 anni, imputato di avere, durante il servizio alla Compagnia di Sciacca, agevolato colposamente la conoscenza di notizie sull’ inchiesta antimafia “Scacco matto” a carico delle cosche di Sciacca. Sono state accolte le argomentazioni difensive dei legali di Melillo, gli avvocati Giovanni Vaccaro e Michele Monteleone. Carmine Antonio Melillo, il 14 novembre 2013, al palazzo di giustizia di Palermo, a conclusione del giudizio abbreviato, è stato assolto dall’ accusa di avere invece rivelato dettagli e intercettazioni in corso sull’ inchiesta antimafia Scacco matto. L’inchiesta è scaturita dalle dichiarazioni del pentito di Sambuca di Sicilia, Calogero Rizzuto, presunto destinatario della soffiata. La Procura ha proposto appello. Udienza in calendario il 27 gennaio.

23 gennaio, La Cassazione, accogliendo il ricorso degli avvocati Anna Americo e Ninni Giardina, ha annullato senza rinvio la sentenza emessa il 6 febbraio 2014 dalla Corte di Appello di Palermo a carico di 3 imputati, Idris Yoonis, Amin Handa e Abdi Karim Mohamed, tutti originari della Somalia e condannati a 8 anni di carcere ciascuno per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e omicidio preterintenzionale a seguito della morte di 25 migranti scoperti cadaveri su di un’imbarcazione intercettata la notte fra il 31 luglio e l’1 agosto del 2011 a circa 30 miglia da Lampedusa. Accogliendo le tesi degli avvocati Americo e Giardina, la Cassazione ha opposto il difetto di giurisdizione perché la morte è intervenuta oltre lo spazio delle acque territoriali italiane. Per il residuo reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, i 3 somali sono stati condannati a 5 anni di reclusione ciascuno.

23 gennaio, Al palazzo di giustizia di Agrigento, a conclusione del giudizio abbreviato, il giudice per le udienze preliminari, Francesco Provenzano, ha condannato a 1 anno e 10 mesi di reclusione Antonino Reina, 53 anni, di San Giovanni Gemini, imprenditore, allorchè avrebbe mentito per favorire un presunto affiliato mafioso di Cammarata nell’ ambito dell’ inchiesta su una presunta estorsione a danno dell’ imprenditore impegnato a costruire il centro commerciale Edera.

23 gennaio, Il giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Maria Alessandra Tedde, ha assolto l’imprenditore di Agrigento, Michele Nuara, imputato di calunnia allorchè avrebbe accusato falsamente un avvocato di Canicattì, Giuseppe Sciascia Cannizzaro, di avere partecipato a una rissa. Il fratello, Marco Nuara, è stato già giudicato in abbreviato e condannato a 1 anno di reclusione, pena sospesa. Nel 2007, nel corso di una riunione di condominio, dopo una discussione si sarebbe scatenata una rissa, e l’avvocato Sciascia Cannizzaro, che si è costituito parte civile, è stato denunciato dai due fratelli.

23 gennaio, A Palma di Montechiaro la Polizia indaga a seguito del danneggiamento dell’ automobile dell’avvocato Claudio Trovato, legale del Comune di Palma. L’episodio è stato reso noto dal sindaco di Palma di Montechiaro, Pasquale Amato, sul suo profilo Facebook. Il raid è stato consumato approfittando della presenza dell’avvocato Trovato al Comune, in via Fiorentino. La sua Bmw, parcheggiata in via Alcatraz, è stata rigata con un oggetto appuntito. Secondo il sindaco si tratta di intimidazione.

23 gennaio, Il Tribunale di Agrigento ha assolto dall’ accusa di diffamazione a mezzo stampa, perché il fatto non costituisce reato, Angela Frisina, di Casteltermini, difesa dall’ avvocato Carmelo Amoroso. Nel corso di una trasmissione televisiva, la donna avrebbe offeso, riferendo fatti ritenuti non veri, la reputazione di Angelo Sardone, già dirigente dell’ufficio solidarietà sociale del Comune di Palma di Montechiaro. L’ avvocato Amoroso si riserva il diritto di contro denuncia.

23 gennaio, A Campobello di Licata i Carabinieri hanno arrestato in flagranza di reato, Giuseppe Taibi, 45 anni, macellaio, per furto aggravato di energia elettrica allorchè ha allacciato abusivamente alla rete elettrica l’impianto della propria attività commerciale nel centro di Campobello. Taibi è ristretto ai domiciliari.

23 gennaio, A Canicattì, in via Vittorio Emanuele, due banditi, armati di pistola e con il volto coperto da cappuccio e sciarpa, hanno tentato una rapina a danno di una edicola – cartoleria. Il proprietario, nonostante la pistola puntata contro, ha reagito lanciando alcuni oggetti addosso ai delinquenti inducendoli a fuggire a mani vuote.

24 gennaio, La Cassazione ha condannato il ministero della Sanità a risarcire un agrigentino originario di Lampedusa che, nel 1986, nel corso di un ricovero presso l’Ospedale “Le Molinette” di Torino, a causa di una trasfusione di sangue infetto, ha contratto il virus dell’epatite C. Lo stesso agrigentino, tramite gli avvocati Angelo Farruggia e Annalisa Russello del Foro di Agrigento, ha sostenuto una causa civile contro il ministero della Sanità, che si è conclusa in Cassazione. Il ministero pagherà 500mila euro, oltre interessi, all’ agrigentino infettato, e 50mila euro alla moglie come danni morali. L’ avvocato Farruggia commenta : “la sentenza conferma che il ministero della Salute, colpevolmente, ha omesso di vigilare, nonostante il dovere istituzionale, sull’attività di raccolta, distribuzione e somministrazione del sangue e degli emoderivati”.

24 gennaio, A Palermo vi sarebbero anche giovani agrigentine, e la maggior parte di loro studentesse, tra le ragazze impiegate per le prestazioni sessuali in due centri massaggi che sono stati scoperti e chiusi nell’ ambito di una inchiesta della Procura per sfruttamento della prostituzione. I due centri sono in via Gioacchino Di Marco e in piazza Lolli. Gli investigatori hanno nascosto delle telecamere all’ interno dei due locali. Un rapporto sessuale sarebbe costato 115 euro. Alle ragazze è stato pagato il 50 per cento oltre le mance. Secondo gli inquirenti, i titolari dei due centri avrebbero utilizzato il denaro raccolto anche per alimentare un giro di strozzinaggio.

24 gennaio, La Corte di Appello di Palermo ha ridotto da 1 anno e 6 mesi a 1 anno e 2 mesi la condanna subita in primo grado dall’operaio di Favara, Paolo Airò, 46 anni, accusato di avere palpeggiato una ragazzina incontrata casualmente nel cantiere dove è stato a lavoro, in via Mattarella, ad Agrigento, il 14 ottobre 2011. L’imputato è stato giudicato in abbreviato per violenza sessuale su minore.

24 gennaio, A Canicattì i Carabinieri hanno arrestato Calogero Turco, 29 anni, su ordine del Tribunale di Sorveglianza di Palermo. Turco sconterà ai domiciliari 1 anno e 2 mesi di reclusione per detenzione illegale di una pistola con matricola abrasa, sequestratagli nel settembre del 2013. E A Licata, ancora su ordine del Tribunale di Sorveglianza di Palermo, i Carabinieri hanno arrestato un operaio di 58 anni, Filippo Moscato, che sconterà ai domiciliari 5 mesi di reclusione per evasione, reato risalente al 2007.

24 gennaio, A Favara i Carabinieri hanno arrestato Lillo Pollicino, 30 anni, che sconterà 5 mesi di reclusione ai domiciliari per violazione, a Castrofilippo, nel maggio 2012, della sorveglianza speciale della pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno a cui è stato sottoposto.

24 gennaio, A Grotte si è scatenata una rissa innanzi ad un bar del centro cittadino. Un operaio grottese di 36 anni ha denunciato ai Carabinieri un romeno che lo avrebbe colpito alla testa con una bottiglia. Il 36enne è stato soccorso in Ospedale ad Agrigento. Indagini in corso.

26 gennaio, La Procura di Agrigento ha iscritto un giovane licatese nel registro degli indagati nell’ambito dell’ inchiesta sulla morte di Angelo Truisi, fabbro, 24 anni, il cui presunto cadavere è stato scoperto lo scorso 21 gennaio a poca distanza dal mare, a Licata, in contrada Balatazze. Gli agenti del Commissariato di Licata, agli ordini del dirigente Angelo Cavaleri, e i poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento, diretti da Giovanni Minardi, su disposizione della Procura, hanno sottoposto a sequestro un’ automobile dell’ indagato.

26 gennaio, Ad Agrigento vi sono 3 indagati a seguito dell’ incidente che lo scorso 30 novembre 2014, in via Papa Luciani, ha provocato la morte di Antonio Circo, 86 anni, incastrato tra il pianerottolo di un appartamento e l’ascensore risalita bruscamente dopo essere giunta al settimo piano. Gli indagati sono i responsabili della ditta Irma, la società che si è occupata della gestione e manutenzione dell’ascensore. Il magistrato titolare dell’ inchiesta è Antonella Pandolfi.

26 gennaio, A Canicattì, in via De Gasperi, due banditi, a bordo di un’automobile appena rubata nella zona, hanno rapinato un supermercato. Travisati al volto con un passamontagna e impugnando entrambi dei coltelli hanno costretto i cassieri a consegnare l’ incasso della giornata, circa 2mila euro. Indaga la Polizia.

26 gennaio, A Porto Empedocle i Carabinieri hanno denunciato 50 persone, e si tratta di genitori che nel corso dell’anno scolastico iniziato a settembre non hanno vigilato a che i loro figli frequentassero regolarmente le lezioni. Le 25 coppie risponderanno alla Procura della Repubblica di Agrigento di inosservanza dell’obbligo d’istruzione.

26 gennaio, Ad Agrigento due persone sono state denunciate dalla Polizia perché sorprese in possesso di coltelli a serramanico a bordo di una Lancia Y10 lungo la via Garibaldi. Risponderanno di porto e detenzione di arma e nel frattempo ai due soggetti, non agrigentini, è stato imposto il foglio di via obbligatorio dal Comune di Agrigento per la durata di anni 3, disposto dal Questore di Agrigento.

26 gennaio, A Palma di Montechiaro i Carabinieri hanno arrestato una donna romena, Carmen Stamatin, 39 anni, che risponderà di evasione allorchè, nonostante fosse sottoposta alla detenzione domiciliare, è stata sorpresa fuori dalla propria abitazione. La romena è stata riaccompagnata ai domiciliari.

27 gennaio, A Favara i giorni della merla, i più freddi dell’anno, sono stati riscaldati dagli spari di colpi d’arma da fuoco. In via Fausto Coppi, nella zona San Francesco, Carmelo Bellavia è stato sorpreso dai killer, forse due, innanzi al suo magazzino utilizzato come deposito di bibite. Bellavia, commerciante all’ ingrosso e al dettaglio di bevande, è morto a 51 anni di età, colpito, forse, 3 volte, al fianco e al petto. E 3 sono i bossoli scoperti a terra. Dalle ricerche investigative, a cadavere ancora caldo, emerge che la vittima è padre di Calogero Bellavia, 25 anni, arrestato il 23 ottobre del 2010, a Favara, in viale Stati Uniti, perchè sorpreso dai Carabinieri in un appartamento – covo insieme al capo di Cosa Nostra agrigentina dell’ epoca, Gerlandino Messina, di Porto Empedocle. Calogero Bellavia, ex giocatore della squadra di calcio di Favara, condannato in Appello a 3 anni di carcere, sarebbe stato il vivandiere del boss empedoclino e insieme a lui poi furono inquisiti altri familiari accusati di essere stati complici e favoreggiatori della latitanza di Messina : Carmelo Bellavia, che è stato condannato in Appello a 2 anni e 4 mesi di reclusione, e Antonio Costa, 50 anni, proprietario dell’ immobile dove si nascose il superlatitante, e che è stato condannato in Appello a 1 anno e 8 mesi di reclusione. A favore di Carmelo Bellavia e di Antonio Costa è stata esclusa l’aggravante di avere agevolato Cosa Nostra. Sono state invece assolte la moglie di Carmelo Bellavia, Gerlanda Cutaia, 44 anni, e la fidanzata di Calogero Bellavia, Veronica Costa, 24 anni, figlia di Antonio. Agguato e morte a Favara : indagano i Carabinieri della locale Tenenza, agli ordini del capitano Treleani, e del Reparto operativo del Comando provinciale di Agrigento, diretto dal colonnello Azzolini, coordinati dal sostituto procuratore Matteo Delpini. E’ stata allarmata la Direzione distrettuale antimafia. Sotto esame sarebbero le immagini dell’ impianto di video – sorveglianza nel luogo del delitto. Ancora più difficile sarebbe avvalersi di testimoni dell’agguato, qualora ve ne siano.

27 gennaio, La Direzione investigativa antimafia di Agrigento ha confiscato beni mobili ed immobili, per un valore complessivo di circa 54 milioni di euro, che si ritengono legati ai fratelli Diego Agrò, 68 anni, e Ignazio Agrò, 76 anni, di Racalmuto, imprenditori nel settore della produzione e della commercializzazione di olio alimentare. I decreti di confisca sono stati emessi dalla Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Agrigento presieduta da Luisa Turco, su proposta del procuratore aggiunto di Palermo, Bernardo Petralia, a capo del “Gruppo Misure di Prevenzione” della Direzione distrettuale antimafia. La confisca comprende 58 immobili, tra fabbricati e terreni, in provincia di Agrigento, Messina e Spoleto. 12 imprese con sede ad Agrigento e provincia, a Fasano in provincia di Brindisi, e a Petilia Policastro in provincia di Crotone, impegnate in diversi settori economici. 56 tra rapporti bancari e postali, e polizze assicurative. In Spagna sono stati confiscati 6 fabbricati e 3 imprese di produzione e compravendita di olio. Il Giudice ha rilevato sproporzione tra i redditi dichiarati, l’attività svolta ed il valore del patrimonio dei fratelli Agrò, arrestati, processati e assolti in Corte d’Appello, dopo il rinvio dalla Cassazione, nell’ ambito dell’ inchiesta antimafia cosiddetta “Domino 2”. In particolare, il pentito Maurizio Di Gati ha accusato gli Agrò di essere stati i mandanti dell’ omicidio dell’imprenditore di Milena, Mariano Mancuso, ucciso ad Aragona il 23 settembre del 1992.

27 gennaio, Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, a conclusione della requisitoria, il pubblico ministero, Matteo Delpini, ha chiesto 4 condanne nell’ ambito dell’ inchiesta antidroga cosiddetta “Gioventù bruciata”, per spaccio di stupefacenti tra le scuole e i luoghi di aggregazione giovanile della città, tra il 2009 e il 2010. 4 mesi di carcere per Flavio Napoli 23 anni, 5 anni per Giuseppe Contrino 29 anni, 2 anni per Salvatore Pirrone 30 anni, e 2 anni e 4 mesi per Sergio Rotondo 28 anni. I 4 sono giudicati in abbreviato. Il 23 marzo sono in calendario le arringhe difensive degli avvocati Ninni Giardina, Giuseppina Gangi e Francesco Scopelliti. Subito dopo il giudice per le udienze preliminari, Alessandra Vella, emetterà la sentenza. Nel corso della stessa udienza saranno ratificati o rigettati i patteggiamenti richiesti da Fouad Haourari 23 anni, Faisal Haourari 22 anni e Antonio Prinzivalli 44 anni. Altri 5 imputati, Gianluca Infantino 28 anni, Marco Venturini 30 anni, Giuseppe Pisano 56 anni, Gaspare Valenti 47 anni, e Giovanni Silvestre Russo 24 anni, non hanno scelto riti alternativi e sono stati rinviati a giudizio.

27 gennaio, La Procura di Messina ha disposto la citazione a giudizio, per concorso in diffamazione, dell’avvocato agrigentino Giuseppe Arnone e di altre quattro persone responsabili del volantinaggio sulle “toghe rosse” innanzi al Palazzo di giustizia di Catania nell’ottobre del 2011, “offendendo la reputazione del magistrato Giuseppe Gennaro”. Il provvedimento, che salta la richiesta di rinvio a giudizio, è stato firmato dal sostituto Camillo Falvo. Nel volantino Arnone ha scritto su “vergognosi presunti contatti tra il magistrato Gennaro, candidato alla carica di procuratore a Catania, e il mafioso-imprenditore Rizzo, uomo dei Laudani dal quale il sostituto procuratore Gennaro ha acquistato una villa dichiarando il falso sull’identità del venditore”. Giuseppe Gennaro ha presentato querela e nel procedimento è parte lesa. La prima udienza è in calendario il 29 gennaio prossimo innanzi al Tribunale monocratico di Messina.

27 gennaio, Ad Agrigento, nella camera mortuaria dell’ ospedale San Giovanni di Dio, si è protratta oltre 7 ore l’autopsia sul cadavere che si ritiene sia di Angelo Truisi, 24 anni, fabbro, di Licata, scoperto in una villa abbandonata a Licata, in contrada Balatazze, sul mare. Ad eseguire l’esame è stato il professor Cataldo Ruffino, medico legale dell’Università di Catania, incaricato dal pubblico ministero Salvatore Vella, titolare del fascicolo d’inchiesta sull’omicidio. Ad uccidere il giovane sarebbero stati, oltre a numerosi colpi di oggetti contundenti, anche 4 colpi di arma da fuoco, e ancora non è certo se si tratti di fucile o pistola. Ciò giustifica la presenza di quattro fori all’addome, e di tanto sangue nelle immediate vicinanze del cadavere. Gli esiti riveleranno inoltre se sul cadavere, in avanzato stato di decomposizione, vi sono tracce di sevizie. Sono stati prelevati campioni di tessuto, utili ad eseguire l’esame del Dna, per scoprire se il cadavere è davvero Angelo Truisi. La madre avrebbe già riconosciuto una scarpa, alcuni brandelli di vestiti e un mazzo di chiavi ritrovato accanto al corpo.

27 gennaio, Al Tribunale di Sciacca, il giudice monocratico Fabio Passalacqua ha condannato a 2 anni e 6 mesi di reclusione l’imprenditrice Rocchina Pace, 46 anni, legale rappresentante di una ditta socia di un consorzio che nel 2010 ha gestito i servizi di ristorazione all’ospedale Giovanni Paolo secondo a Sciacca. L’imputata è stata accusata di frode in pubbliche forniture allorchè avrebbe utilizzato cibi di qualità inferiore rispetto agli standard previsti dal contratto di gestione del servizio.

27 gennaio, Ad Agrigento, a San Leone, ignoti hanno rotto il vetro di un infisso e sono entrati dentro una villetta in via dei Girasoli. Rubati un telefono cellulare, diversi attrezzi da lavoro e altri prodotti di valore. Il danno è da quantificare. Indaga la Polizia.

28 gennaio, A Palermo, in Corte d’Assise d’Appello, presieduta da Salvatore Di Vitale, il procuratore generale, Florestano Cristodaro, a conclusione della requisitoria, lo scorso 6 novembre ha chiesto l’assoluzione di Giuseppina Ribisi, 44 anni, di Palma di Montechiaro, casalinga, già condannata il 21 maggio 2013 dalla Corte d’ Assise di Agrigento, presieduta da Luisa Turco, a 23 anni di reclusione perchè accusata di concorso, con il figlio, all’epoca di 16 anni di età, Pino Caravotta, nell’ omicidio del cognato, Damiano Caravotta, 25 anni, ucciso con 3 colpi di pistola al culmine di una lite familiare in una palazzina al Villaggio Giordano, alla periferia est di Palma di Montechiaro, l’ 11 maggio del 2011. Il Procuratore generale Cristodaro e il difensore di Giuseppina Ribisi, l’ avvocato Giovanni Castronovo, hanno sostenuto che la condotta della donna è stata del tutto autonoma rispetto al figlio, e che lei, la Ribisi, ha inteso solo colpire l’ uomo con una mazza da baseball. A carico di Giuseppina Ribisi, infatti, il Procuratore generale ha chiesto la condanna a 4 anni e 6 mesi di reclusione solo per il reato di lesioni gravi e detenzione illegale di arma da fuoco, anche se la Ribisi si è difesa spiegando che lei non ha mai saputo che il figlio ha nascosto in casa una pistola. Adesso la sentenza. E la Corte d’Assise d’Appello ha solo ridotto di 2 anni la condanna del primo grado, e ha inflitto a Giuseppina Ribisi 21 anni di carcere.

28 gennaio, I Carabinieri della Stazione di Racalmuto e del Nucleo Radiomobile di Canicattì hanno arrestato Salvatore Lo Cicero, 67 anni, di Racalmuto, pensionato, sorpreso, nel corso di una perquisizione nel proprio fondo agricolo, in contrada “Fra Paolo”, nelle campagne di Racalmuto, in possesso di un revolver calibro 38 special in buono stato d’uso, con marca e matricola abrasa, e 18 cartucce della stessa arma. Salvatore Lo Cicero, difeso dall’avvocato Daniele Re, è stato ristretto ai domiciliari.

28 gennaio, Il Tribunale di Sciacca ha assolto tre studenti delle scuole superiori di Sciacca, imputati perché il 12 giugno del 2010 hanno organizzato una festa di fine anno scolastico al Castello Incantato di Sciacca senza le necessarie autorizzazioni. I tre imputati, Daniele Casamassima, Marco Fazio e Salvatore Messana, oggi tutti ventenni, sono stati assolti “per non avere commesso il fatto”.

29 gennaio, Il giudice del Tribunale di Sciacca, Filippo Barba, ha condannato il Comune di Sciacca e l’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento a pagare 30mila euro come risarcimento danni a un insegnante di Sciacca di 42 anni che, nell’ agosto del 2007, ha subito la lesione di una vertebra e una prognosi di 60 giorni a causa di un incidente stradale provocato da un branco di cani randagi. L’insegnante, in sella ad una moto, si è imbattuto nei randagi ed è caduto dal mezzo.

29 gennaio, La Cassazione, accogliendo le istanze dei difensori, gli avvocati Lillo Fiorello e Lorenzo Gagliano, ha revocato la misura dell’obbligo di firma alla polizia giudiziaria all’ ex sindaco di Licata, Angelo Balsamo, che si è dimesso dalla carica lo scorso 24 luglio, che è sotto processo al Tribunale di Agrigento, e che è stato arrestato il 13 gennaio 2014 scorso nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla Procura di Agrigento e dalla Polizia in riferimento a un processo civile presunto truccato, tramite una falsa testimonianza, per truffare l’ Assicurazione sul risarcimento danni di un incidente stradale.

29 gennaio, Tredici persone di Sciacca e di Palermo sono indagate per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti, tra hashish e cocaina, nella primavera del 2011. Si tratta dell’ inchiesta cosiddetta “Azalea”, che si è avvalsa soprattutto di intercettazioni ambientali, e che è stata conclusa dalla Procura di Sciacca che ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini a Marcello Pacifico, 44 anni, Michele La Bella, 32 anni, Accursio Sabella, 34 anni, Fabio Fazio, 35 anni, Roberto Fazio, 29 anni, Vincenzo La Rosa, 27 anni, Alberto Sclafani, 32 anni, Giovanni Maniscalco, 31 anni, e Giuseppe Perez, 30 anni, tutti di Sciacca, e ai palermitani Simone Chifari, 23 anni, Gaetana Chifari, 34 anni, e Massimo Altieri, 35 anni.

30 gennaio, Blitz antidroga nell’ agrigentino. I Carabinieri della stazione di Palma di Montechiaro e della Compagnia di Licata, capitanati da Marco Currao, hanno arrestato ai domiciliari Giuseppe Faraci, 32 anni, Davide Faraci, 21 anni, Carmelo Leonardi, 20 anni e Marco Burgio, 37 anni, tutti di Licata. Nell’ abitazione di uno dei 4, a Licata, i Carabinieri hanno sorpreso i 4 in possesso di 25 grammi di marijuana confezionata in 20 dosi, un involucro di cellophane contenente altri 35 grammi di marijuana, un bilancino elettronico di precisione e materiale vario per il confezionamento, e poi 275 euro che sono stati sequestrati perché presunto provento di spaccio.

30 gennaio, A Porto Empedocle, in via Roma, ignoti hanno danneggiato, versando dell’acido corrosivo sul marmo, il nuovo basamento della statua di Luigi Pirandello. Gli operai dell’ impresa a lavoro nel recupero si sono accorti di quanto accaduto e hanno allarmato l’ Ufficio tecnico del Comune. Polizia e Carabinieri confidano nelle immagini registrate dalle telecamere di sorveglianza installate nell’area monumentale. Il sindaco Firetto commenta : “Imbecilli all’opera. Per realizzare questi interventi abbiamo impegnato tempo, risorse e costante passione. Mi auguro che i responsabili siano individuati”.

30 gennaio, La sezione lavoro del Tribunale di Agrigento, presieduta dal giudice Chiara Gagliano, riconoscendo la validità e la legittimità del contratto collettivo per i giornalisti degli uffici stampa degli Enti locali e regionali siglato in Sicilia nel 2007, ha accolto le argomentazioni sostenute nel ricorso del collega Salvatore Grenci e dall’Assostampa, dichiarando l’applicazione del contratto giornalistico che la ex Provincia di Agrigento ha revocato nel 2009. Pur non riconoscendo le ragioni per il mantenimento della precedente qualifica, a Salvo Grenci sarà applicata la qualifica di redattore ordinario del contratto giornalistico. Così annuncia la segreteria provinciale di Agrigento dell’AssoStampa.

30 gennaio, Vi sono anche 2 agrigentini tra le 7 persone arrestate dai Carabinieri della Compagnia di Gela e dalla Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta nell’ ambito dell’ inchiesta antimafia cosiddetta “Odissea”. Si tratta di Salvatore Panarisi, 60 anni, di Realmonte, e Gaspare Valenti, 47 anni, di Favara. Sarebbe stata sgominata una organizzazione organica alla Stidda, che avrebbe trafficato e spacciato stupefacenti, prevalentemente hashish, che dalla Francia e dalla Liguria, dalla Calabria e anche da Palermo, è giunto a Gela e, quindi, rivenduto ad Agrigento e in alcuni centri della provincia.

30 gennaio, Il Tribunale di Agrigento ha condannato il Comune di Canicattì a pagare 10mila euro a Sandra Milo per l’attività prestata come consulente del sindaco in occasione della stagione teatrale per 12 mesi nel 2010 al Teatro sociale di Canicattì. Soddisfatti i legali dell’attrice, gli avvocati Fabio Li Calsi ed Alfonso Napoli di Canicattì. La difesa del Comune, che non ha pagato quanto pattuito con apposita delibera di incarico, si è appellata alla presunta scarsa collaborazione prestata da Sandra Milo che, peraltro, durante una parte dello stesso periodo di tempo partecipò al reality show “L’isola dei famosi” in onda su Rai2.

30 gennaio, La giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Alessandra Vella, ha rigettato la richiesta dei difensori e ha confermato la detenzione in carcere a carico di Antonio Alaimo, 53 anni, di Favara, bidello, arrestato lo scorso 22 settembre nell’ ambito dell’ inchiesta della Digos e della Procura di Agrigento cosiddetta “La carica delle 104?. Alaimo, consigliere comunale di Favara poi sospeso a seguito dell’ arresto, sarebbe stato un procacciatore degli affari legati all’applicazione illecita dei benefici della legge 104.

31 gennaio, Tra 9 persone arrestate dagli agenti della Polizia ferroviaria di Palermo, per un presunto traffico illecito di rifiuti speciali e ordinari, e di rame, che avrebbe fruttato circa 2 milioni di euro, vi è anche un agrigentino. Si tratta dell’amministratore della “F.V. metalli” di Milano, Antonio Vivacqua, 34 anni, di Ravanusa, figlio di Paolo Vivacqua, assassinato a Desio il 14 novembre del 2011. L’operazione è stata condotta in collaborazione con la Polfer della Campania e della Lombardia, dove sono stati scoperti altri presunti terminali del traffico la cui base operativa sarebbe stata a Carini in provincia di Palermo.

31 gennaio, Accogliendo le istanze dei difensori, gli avvocati Angelo Farruggia e Annalisa Russello, il Tribunale civile di Palermo ha condannato il ministero della Sanità a pagare, come risarcimento danni, 709 mila euro ai familiari di un uomo di Canicattì, G F sono le iniziali del nome, che nel 1990, a seguito di una trasfusione di sangue all’ ospedale “Cervello” a Palermo, ha contratto l’epatite C, e poi nel 2013 è morto vittima di un tumore al fegato. Allo stesso canicattinese, il ministero ha già liquidato circa 1 milione di euro per l’ infezione subita. L’ ulteriore risarcimento di 709 mila euro, sollecitato dagli avvocati Farruggia e Russello, del Foro di Agrigento, è stato disposto a seguito dell’ insorgenza tumorale che ha provocato la morte.

31 gennaio, A Menfi i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari Giuseppe Sanzone, 36 anni, sorpreso, nel corso di una perquisizione domiciliare, in possesso di 124 grammi di hashish suddivisi in dosi, un bilancino di precisione e la somma in contanti di mille e 180 euro, forse provento dell’attività di spaccio. Il tutto è stato sequestrato.

1 febbraio, A Porto Empedocle, nel corso di alcuni controlli da parte della Capitaneria sui pescherecci ormeggiati, il comandante, Massimo Di Marco, sarebbe stato aggredito da persone direttamente o indirettamente interessate ad una sanzione che sarebbe stata imposta per irregolarità. L’ Ufficiale è stato costretto a ricorrere alle cure del pronto soccorso dell’ Ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento. Indagini in corso.

1 febbraio, Ad Agrigento, al Viale della Vittoria, un automobilista, verosimilmente poco pratico nella guida, si è schiantato contro una Volkswagen Polo, una Toyota Yaris e una Smart, parcheggiate lungo la strada. Il conducente dell’ auto è stato corretto e responsabile allorchè sul parabrezza delle 3 automobili danneggiate ha posto un foglio di carta con le sue generalità e il suo telefono, per essere così contattato e risarcire il danno provocato.

2 febbraio, Ad Agrigento, a Villaseta, i migranti ospiti di un locale Centro d’accoglienza gestito dall’ associazione Acuarinto hanno protestato bloccando via Zunica con dei cassonetti della nettezza urbana. I migranti protestano, in particolare, contro i ritardi della Commissione per il riconoscimento dello status di rifugiati, e hanno chiesto garanzie per essere al più presto convocati dalla stessa Commissione. Inoltre, i migranti rivendicano l’ aumento del compenso giornaliero da 1 euro a 50 al giorno a 2 euro e 50 al giorno, e la modifica delle pietanze fino ad ora servite dall’associazione che gestisce la struttura. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e la polizia che hanno restituito ordine.

2 febbraio, In Germania, la Corte distrettuale di Oberburg, ha condannato il tedesco di 26 anni che il 5 giugno 2014 avrebbe causato l’incidente stradale che ha provocato la morte di Antonino Busciglio, 52 anni, della moglie Arcangela Capurso, 49 anni, e del figlio Alessandro, di 16 anni, tutti di Cianciana, in provincia di Agrigento, e a lavoro in Germania da emigrati. Al tedesco sono stati inflitti 10 mesi di reclusione con sospensione della pena e un’ammenda di 4mila euro da corrispondere al figlio superstite. L’imputato è stato accusato di omicidio colposo e lesioni colpose.

2 febbraio, I Carabinieri della Tenenza di Favara, agli ordini del capitano Treleani, hanno arrestato ai domiciliari Alfonso Botta, 22 anni, pedinato, poi, in un circolo privato, perquisito e sorpreso in possesso di 7 dosi di hashish, per un peso complessivo di 10 grammi. A casa di Botta è stato scoperto e sequestrato anche uno zainetto con dentro un panetto di hashish di 100 grammi, un cutter, e 280 euro in contanti, forse provento di spaccio. I Carabinieri hanno inoltre identificato e segnalato alla Prefettura di Agrigento, come assuntore di sostanze stupefacenti, un ragazzino di 16 anni.

2 febbraio, Ad Agrigento, all’ Ospedale San Giovanni di Dio, ignoti ladri sono entrati furtivamente dentro gli spogliatoi, dove vi sono i locali che custodiscono gli armadietti. I malviventi hanno scassinato gli stessi armadietti. Ancora non quantificato il danno, ma sarebbe stato rubato solo un tablet. Indaga la Polizia.

2 febbraio, Ad Agrigento, una telecamera di video – sorveglianza ha registrato le immagini di un uomo che ha rubato alimenti dagli scaffali del supermercato Eurospin a Villaseta. Un dipendente si è accorto del furto e ha telefonato alle Forze dell’Ordine. Nel frattempo, il ladro si è allontanato a bordo di una Fiat Punto. Indagini in corso.

3 febbraio, Agrigento e il caso “Commissioni consiliari”. La Procura della Repubblica di Agrigento ha avviato un’ inchiesta nel dicembre scorso. Adesso la Guardia di Finanza, al mattino di oggi, è stata impegnata ad acquisire nell’ufficio di presidenza del Comune di Agrigento gli atti sulle presenze dei consiglieri e i fogli di pagamento degli stessi consiglieri impegnati nelle commissioni. I magistrati titolari del fascicolo sono i pubblici ministeri Santo Fornasier e Alessandro Macaluso.

3 febbraio, A Porto Empedocle sono stati denunciati a piede libero i due presunti aggressori del comandante della Capitaneria, Massimo Di Marco. Si tratta di padre e figlio, G D sono le iniziali del nome, 46 anni, e il figlio C D. Entrambi risponderanno di violenza ed aggressione a pubblico ufficiale, minaccia, lesioni, danneggiamento e ingresso non autorizzato in area militare. Il comandante Di Marco, soccorso in Ospedale, è stato dimesso con 7 giorni di prognosi per le contusioni riportate. La Tac ha escluso danni gravi. Nel frattempo, sono stati arrestati ai domiciliari due pescatori di novellame presunti abusivi che avrebbero opposto resistenza, minacciato e tentato di aggredire i controllori della Capitaneria. Si tratta di Maurizio Fratacci, 22 anni, e Giorgio Farruggia, 29 anni.

3 febbraio, La Procura di Agrigento ha chiesto il giudizio immediato a carico di Pietro Falzone, 56 anni, di Porto Empedocle, imputato dell’ omicidio del figlio Marco, 24 anni, accoltellato lunedì 26 maggio 2014 dentro casa, in via Turati, nel quartiere dei Grandi Lavori, al culmine di un violento litigio. Secondo il pubblico ministero, Alessandro Macaluso, ricorre l’evidenza della prova, tanto da rendere non necessario il filtro dell’ udienza preliminare. La richiesta di giudizio immediato sarà adesso valutata dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale, Stefano Zammuto.

4 febbraio, Ieri la Guardia di Finanza alla ricerca dei documenti sulle riunioni di Commissione consiliare. E oggi, al Municipio di Agrigento, i poliziotti della Digos, capitanati da Patrizia Pagano, hanno acquisito documenti sul Piano regolatore generale e sulle prescrizioni esecutive che sono state reinserite all’ ordine del giorno del Consiglio comunale, in discussione già giovedì prossimo. Nel corso della puntata di Tema in onda su Teleacras, il vice presidente del Consiglio comunale, Giuseppe Di Rosa, ha dichiarato che lui e altri consiglieri hanno avuto il merito di non approvare alcune linee guida al Piano regolatore allorchè avrebbero comportato la trasformazione di numerosi terreni agricoli in terreni C4, quindi case con orto.

4 febbraio, I giudici della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Agrigento, presieduta da Luisa Turco, hanno disposto la confisca di un’ azienda zootecnica che si ritiene essere di proprietà dell’ex capo di Cosa Nostra agrigentina, Giuseppe Falsone. Nell’ azienda, già sottoposta a sequestro, sarebbero state investite risorse illecite. La difesa del boss di Campobello di Licata ha facoltà di ricorrere alla Corte d’Appello prima che il provvedimento di confisca sia definitivo. Dopo l’arresto di Falsone, è stata intercettata una lettera tramite cui la sorella, Carmela Maria Rita Falsone, ha informato il fratello sugli sviluppi della loro attività imprenditoriale, scrivendo, tra l’altro, che “erano nate tante pecore”.

4 febbraio, Ad Agrigento, nel corso della manifestazione di protesta che si è svolta in via Atenea contro il degrado della città e l’ indifferenza degli Amministratori, un idiota, o un gruppo di idioti, ha lanciato una bomba carta durante il passaggio del corteo nei pressi dell’ ex chiesa del Purgatorio. Il gesto ha provocato il ferimento di un uomo, l’avvocato Marco Padùla, che è stato soccorso in Ospedale e ha trascorso la notte in ricovero. Il professionista 40enne ha subito una lesione timpanica.

4 febbraio, I poliziotti del Commissariato “Frontiera” di Porto Empedocle, agli ordini di Cesare Castelli, hanno notificato la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel Comune di residenza a Gabriele Vapore, 34 anni, di Licata. Vapore è accusato di estorsione aggravata in concorso e tentata estorsione in concorso, allorchè, insieme ad Angelo Lo Giudice, 45 anni, di Licata, già arrestato lo scorso 30 dicembre, avrebbe estorto diverse migliaia di euro a due panettieri di Porto Empedocle. Il sostituto procuratore, titolare del fascicolo di indagine, Matteo Delpini, ha chiesto la custodia cautelare in carcere a carico del licatese. Il Gip del Tribunale di Agrigento, Alessandra Vella, ha invece firmato una misura cautelare meno afflittiva, ossia l’obbligo di dimora a Licata con la prescrizione di non allontanarsi da casa dalle 21 alle ore 7.

4 febbraio, Ad Agrigento, in via Mazzini, il maresciallo aiutante della Guardia di Finanza di Agrigento, Pietro Fabrizio, ha salvato un romeno di 34 anni, residente a Raffadali, che, colto da improvviso malore, è caduto a terra battendo la testa, e ha subito una crisi epilettica e un blocco respiratorio. Il militare ha prestato soccorso, salvando il giovane, che è stato poi trasportato all’ospedale “San Giovanni di Dio”. Già lo scorso 22 dicembre, ad Agrigento, come si ricorderà, un altro finanziere, l’ appuntato Andrea Stamerra, libero dal servizio, ha salvato la vita a un bambino di 2 anni e mezzo in preda a violente convulsioni a rischio cardiaco.

4 febbraio, Ad Agrigento, al Villaggio Peruzzo, ignoti ladri sono entrati furtivamente forzando una finestra laterale, e hanno rubato dentro la scuola elementare “Nuova Manhattan”. I vandali hanno scassinato i distributori di caffè, bibite e snack, impossessandosi delle monete, per poche centinaia di euro. Rubate anche diverse merendine. I bidelli hanno allarmato la preside e poi il 113. Indagini in corso.

4 febbraio, La Procura della Repubblica di Agrigento ha chiesto il rinvio a giudizio a carico di 31 imputati, quasi tutti di Ravanusa, accusati, tra l’altro, di truffa per avere tramato e poi percepito indebitamente dall’Inps l’indennità di disoccupazione, simulando un rapporto di lavoro che in realtà non sarebbe mai stato svolto. L’ inchiesta è stata coordinata dalla Guardia di finanza di Canicattì e dal Dipartimento reati contro la Pubblica amministrazione della Procura di Agrigento, tramite il procuratore aggiunto Ignazio Fonzo e il pubblico ministero Andrea Maggioni. Udienza preliminare il prossimo 31 marzo innanzi al Gup del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto.

5 febbraio, Ad Agrigento, nel quartiere di Maddalusa, ignoti malviventi hanno sfondato una finestra e sono entrati dentro una villetta, usata come residenza estiva, in via Anna Dickinson. I ladri, tra l’altro, hanno rubato 5 televisori, tra 2 al pianterreno e 3 al piano superiore, nelle camere da letto. Indagano i poliziotti della Volanti e della Squadra Mobile di Agrigento.

5 febbraio, A Cianciana, in periferia, ignoti ladri sono entrati dentro un capannone e hanno rubato un autocarro con gru. Il danno, a carico di un marmista, ammonta a 50 mila euro. Indagano i Carabinieri.

5 febbraio, Il giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Agata Anna Genna, ha condannato a pagare 100 euro di multa a 3 imputati, titolari di un negozio di mobili a Favara, accusati di ingiuria, lesioni e danneggiamento a seguito di una presunta aggressione ad un cliente. Si tratta di Angela Contino, 49 anni, Vincenzo Gramaglia, 56 anni, e il figlio Gaetano Gramaglia, 23 anni. I 3 sono stati riconosciuti colpevoli solo di danneggiamento per avere rotto gli occhiali del cliente, il 28 marzo del 2009.

5 febbraio, Al Tribunale di Agrigento, Agostino Bonfiglio, 46 anni, di Porto Empedocle, ha patteggiato la condanna a 6 mesi di reclusione. Lo scorso 15 gennaio Bonfiglio è stato arrestato ai domiciliari per resistenza a pubblico ufficiale allorchè, sorpreso dai militari della Guardia costiera intento a vendere pesce senza autorizzazione al porticciolo di San Leone, sarebbe fuggito tentando di investire gli stessi militari impegnati a scrivere il verbale per vendita abusiva di prodotti ittici. Uno dei militari ha subito ferite.

5 febbraio, Ad Agrigento, in via Crispi, nella zona del Viale della Vittoria, già teatro di altri 2 scippi a opera di due malviventi, ancora 2 banditi, in sella ad un ciclomotore, hanno scippato la borsa ad una insegnante di 45 anni, sorpresa alle spalle e strattonata. Il bottino ammonta ad alcune centinaia di euro, un telefonino cellulare, un piccolo computer portatile, un paio di occhiali da sole di marca, documenti d’identità ed altri effetti personali. Indagano i Carabinieri.

5 febbraio, Anche nell’ agrigentino vi sono state perquisizioni nell’ ambito dell’ inchiesta, estesa su tutto il territorio nazionale, cosiddetta “Artemide”. Tra anfore, vasi, frammenti architettonici e monete italiche sono oltre 2 mila i beni archeologici sequestrati dai Carabinieri armati di 142 decreti di perquisizione emessi dalla Procura di Napoli, titolare delle indagini scattate dopo il furto di una porzione di affresco dalla Casa di Nettuno a Pompei. Il bersaglio dell’ indagine sarebbe un gruppo strutturato, operante in particolare tra Campania e Puglia, impegnato in scavi clandestini, ricettazione e illecita commercializzazione di beni culturali.

6 febbraio, Ad Agrigento, in piazzale Rosselli, la Polizia ha bloccato un uomo di 30 anni e gli ha notificato una querela presentata da una ragazza di 25 anni per tentata violenza sessuale a suo danno. La stessa ragazza, il giorno precedente, sarebbe stata preda delle attenzioni morbose dell’ uomo dal quale, con fatica, sarebbe riuscita a svincolarsi. Lei ha sporto denuncia in Questura. Poi il giorno dopo lei si è accorta di lui in piazzale Rosselli, e ha subito telefonato al 113 per segnalarne la presenza. Indagini in corso.

6 febbraio, Agrigento, dilaga la microcriminalità nel centro cittadino. Dopo i primi 3 in un solo mese, adesso altri 2 scippi : in via Diodoro Siculo, nei pressi dell’ ex ospedale, e in via Atenea, a ridosso della chiesa di San Giuseppe. A strappare le borse, strattonando le vittime e ferendole, sono stati sempre, come negli altri casi, due uomini in sella ad uno scooter.

6 febbraio, La Polizia, in collaborazione con i Carabinieri, ha arrestato i presunti responsabili di uno dei 2 scippi compiuti nel corso delle ultime ore ad Agrigento. Si tratta di Marco Davide Racinello, 20 anni, e di Eros Buscemi, 21 anni, entrambi di Porto Empedocle. I due hanno affiancato una donna in piazza Pirandello, tra la chiesa di San Giuseppe e il Municipio, e a bordo di un ciclomotore “Piaggio Zip” le hanno strappato la borsa. Lei è caduta a terra e ha subito ferite con prognosi di 10 giorni. I Poliziotti della Squadra Volanti hanno inseguito i due rapinatori e li hanno arrestati in flagranza di reato. A Buscemi è contestato anche il reato di guida senza patente perchè mai conseguita.

6 febbraio, A Cammarata i Carabinieri della locale Compagnia hanno arrestato ai domiciliari Vincenzo Nocera, di 24 anni, di Cammarata, presunto responsabile del furto nell’appartamento di una commessa di Cammarata. Le indagini dei militari sono state avviate immediatamente dopo avere ricevuto la denuncia di quanto accaduto. L’ attività investigativa si è conclusa con l’arresto di Nocera, destinatario di una misura cautelare agli arresti domiciliari emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento.

7 febbraio, Accogliendo le istanze dei difensori, gli avvocati Antonino e Vincenza Gaziano, la Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Alessandra Vella, ha concesso gli arresti domiciliari all’ortopedico agrigentino Antonino Scimè, 64 anni, arrestato lo scorso 22 settembre dalla Procura e dalla Digos nell’ ambito dell’ inchiesta “La carica delle 104”. Il giudice ha ritenuto che il decorso del tempo, insieme alla circostanza che le indagini sono state concluse, abbiano attenuato le esigenze di custodia cautelare, ritenendo sufficienti gli arresti ai domiciliari.

7 febbraio, A Palma di Montechiaro, durante il giorno, ignoti malviventi hanno tagliato le gomme delle ruote delle automobili private di 3 Vigili urbani in servizio a Palma. Sul posto sono intervenuti Carabinieri e Polizia per i rilievi di rito.

7 febbraio, A Canicattì, al Viale della Vittoria, un bandito, a volto scoperto e armato di taglierino, ha rapinato la Banca Popolare Sant’Angelo. Sotto minaccia, il malvivente ha arraffato oltre 16 mila euro. Poi è fuggito a piedi. Poche ore dopo, concluse le indagini, i Carabinieri della locale Compagnia hanno arrestato un pluripregiudicato di Campobello di Licata di 31 anni, C G sono le iniziali del nome.

7 febbraio, Il 28 ottobre 2014, a San Giovanni Gemini, due banditi hanno rapinato la banca Monte dei Paschi di Siena, in corso Crispi. Hanno minacciato verbalmente il cassiere, ottenendo la consegna di poco più di 2mila euro in contanti. E poi sono fuggiti lungo la strada statale 189 in direzione Palermo a bordo di un’ Audi “TT”. Adesso i Carabinieri, concluse le indagini, che si sono avvalse anche delle immagini registrate dalle telecamere di video – sorveglianza, hanno arrestato Giovanni Migliarba, 22 anni, di Palermo, già detenuto per altro provvedimento restrittivo nel carcere “Pagliarelli”.

7 febbraio, A Grotte un incendio divampato all’ esterno del locale ha danneggiato la saracinesca di un panificio in una delle traverse di corso Garibaldi. Si tratta del “Forno Amato”. Il fumo si è propagato all’ interno annerendo e danneggiando le pareti. Sul posto hanno lavorato 2 ore i Vigili del fuoco del distaccamento di Canicattì. Indagano i Carabinieri della locale stazione, coordinati dal comando Compagnia di Canicattì. I titolari del panificio non sono di Grotte ma di Castrofilippo.

7 febbraio, Il Tribunale di Sciacca ha assolto, “perché il fatto non sussiste”, un operaio di 24 anni di Sciacca, imputato di stalking e di violenza sessuale allorchè, per alcuni mesi, nel 2012, avrebbe perseguitato la sua ex compagna, che lo ha denunciato, molestandola anche sessualmente e, inoltre, danneggiandole l’ ingresso dell’abitazione. Il Tribunale però non ha rilevato adeguati riscontri a quanto denunciato dalla donna, e l’ imputato, nel dubbio (in dubio pro reo), è stato assolto, così come richiesto dal pubblico ministero, Michele Marrone.

9 febbraio, Il Tribunale di Trapani ha condannato 12 imprenditori agrigentini accusati di alcuni episodi di turbativa d’asta che sarebbero stati commessi nel trapanese tra il 2009 e il 2011. I condannati, tra 4 e 15 mesi di reclusione, pena sospesa, sono : Carlo Cavallaro, Roberto Marchica, Gaspare Castronovo, Antonio Bellavia, Gaspare Chianetta, Jessica Bernardo, Onofrio Scrima e Calogero Imbergamo. Salvatore e Gaetano Fallea invece sconteranno la condanna prestando attività lavorativa non retribuita per la durata rispettivamente di 6 mesi e di 9 mesi, per 3 giorni alla settimana e per 2 ore al giorno.

9 febbraio, Ad Agrigento, in contrada Zingarello, in una traversa di via Farag, ignoti malviventi hanno divelto il lucchetto del cancello di ingresso di una villetta residenza estiva, e poi, all’ interno, hanno appiccato il fuoco. L’ immobile è di proprietà di una farmacista di Favara. Probabilmente, i banditi, intenzionati a rubare, non avendo trovato nulla si sono accaniti contro la casa. Indagano i poliziotti della Squadra Volanti e della Squadra mobile di Agrigento.

9 febbraio, I Carabinieri della Tenenza di Ribera hanno arrestato Giuseppe Sarullo, 24 anni, accusato di resistenza, violenza, minaccia e oltraggio a pubblico ufficiale allorchè si è presentato in caserma e ha rivolto frasi minacciose e ingiuriose contro i militari tentando anche di aggredirli dopo avere danneggiato con un pugno una porta. Sarullo, già sorvegliato speciale, è recluso nel carcere di Sciacca.

9 febbraio, A Cattolica Eraclea, un romeno di 54 anni, Vasile Gheorghe, operaio, è stato arrestato ai domiciliari in esecuzione di un’ordinanza emessa dal Tribunale di Sorveglianza perché condannato a 4 mesi di reclusione per ricettazione commessa nel dicembre 2012 a Cattolica Eraclea.
A Ribera i Carabinieri, in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale presso la Corte di Appello di Palermo, hanno arrestato ai domiciliari Kaoutar Bouazza, 37 anni, originario del Marocco, che sconterà 2 mesi e 10 giorni di reclusione per tentata estorsione commessa nel dicembre del 2010 ad Alcamo.

10 febbraio, La prima sezione penale del Tribunale di Agrigento, presieduta da Giuseppe Melisenda Giambertoni, ha condannato a 11 anni di carcere G B , sono le iniziali del nome, 68 anni, di Palma di Montechiaro, imputato di abusi sessuali sulle nipotine, all’epoca, nel 2002, di 9 e 11 anni. L’ inchiesta è scattata a seguito della denuncia presentata dal padre. Una coppia di coniugi palmesi avrebbe deciso di trasferirsi in Germania per lavoro con alcuni figli. Altri due figli sarebbero rimasti a casa con i nonni, e il nonno avrebbe più volte abusato di loro con toccamenti e palpeggiamenti.

10 febbraio, Nottetempo, a Favara, in via Boito, nel centro cittadino, ignoti hanno appiccato il fuoco ad un autocarro dotato di cella frigorifera, di proprietà di un venditore di frutta e verdura, A S sono le iniziali del nome, 59 anni, di Favara. Sul posto hanno lavorato i Vigili del fuoco del Comando provinciale di Agrigento e i Carabinieri della locale Tenenza. E’ stata scoperta una tanica con all’interno tracce di benzina. Probabilmente gli incendiari hanno forzato la portiera del mezzo e dopo avere versato il liquido lo hanno infiammato.

10 febbraio, A Castrofilippo, i Carabinieri della locale Stazione e della Compagnia di Canicattì hanno denunciato 9 minorenni stranieri per danneggiamento allorchè hanno scatenato disordini e hanno danneggiato il centro di accoglienza che li ospita, alla periferia del paese. I 9 hanno protestato a causa della mancata convocazione da parte della Commissione territoriale per il riconoscimento dello status di rifugiato politico. Secondo una prima stima i danni ammonterebbero a circa 3mila euro.

10 febbraio, I Carabinieri della Stazione di Siculiana hanno arrestato Pasquale Di Salvo, 59 anni, pastore, in esecuzione di un ordine di carcerazione emesso dall’Ufficio di Sorveglianza di Palermo. Il siculianese è stato riconosciuto colpevole di associazione per delinquere di stampo mafioso, a Siculiana dal 2004 al 2007. Di Salvo sarà recluso nella Casa Lavoro di Vasto, in provincia di Chieti, in Toscana, dove sconterà la misura di sicurezza di un anno che gli è stata inflitta.

10 febbraio, A Sciacca i Carabinieri hanno arrestato Giuseppe Fazio, 53 anni, pastore, allorchè, sottoposto agli arresti domiciliari, ha violato le prescrizioni imposte.

11 febbraio, La Cassazione ha respinto le richieste di riforma della sentenza da parte della Procura generale e le pretese penali e risarcitorie della difesa della controparte, e ha confermato definitivamente la sentenza della Corte d’Appello di Palermo che il 4 ottobre 2013 accogliendo le argomentazioni del difensore, l’avvocato Arnaldo Faro, ha assolto l’ex sindaco di Porto Empedocle, Orazio Guarraci, 53 anni, dall’ accusa di diffamazione aggravata a mezzo stampa a danno dell’attuale sindaco di Porto Empedocle, Calogero Firetto. Guarraci, condannato in primo grado a 8 mesi di reclusione, nel luglio del 2006 denunciò ai Carabinieri, e ne accenno’ in occasione di una trasmissione televisiva, alcuni presunti casi di voto di scambio alle elezioni amministrative allegando le dichiarazioni dei testimoni. Firetto, rivale elettorale di Guarraci, è stato indagato, e poi il procedimento è stato archiviato. L’avvocato Arnaldo Faro ha sostenuto che le frasi pronunciate da Guarraci rientrano nel diritto di critica politica, e che hanno avuto contenuto del tutto impersonale e non sono state riferite ad personam all’onorevole Firetto. Ecco perchè la sentenza di assoluzione, per insussistenza del reato.

11 febbraio, Al palazzo di giustizia di Agrigento, a conclusione della requisitoria, il pubblico ministero, Brunella Sardoni, ha chiesto 2 condanne e 6 proscioglimenti nell’ ambito dell’ inchiesta “I soliti ignoti” dal nome del blitz dei Carabinieri del 27 gennaio 2011 contro spaccio di droga e altri delitti connessi. A carico di Giacomo Lauricella Luca, 53 anni, di Favara, è stato chiesto 1 anno e 8 mesi di reclusione. E per Salvatore Di Fede, 65 anni, di Agrigento, 8 mesi. Poi, proscioglimenti per difetto di procedibilità o assoluzioni nel merito sono state chieste per i favaresi Francesco Fanara, 59 anni, Calogero Luca Lauricella, 51 anni, Giovanni Mendola, 33 anni, e Gianfranco Limblici, 33 anni, e poi per Eugenio Gibilaro, 48 anni, di Agrigento.

11 febbraio, Innanzi al Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, ha patteggiato la condanna a 1 anno di reclusione, pena sospesa, per lesioni colpose, Claudio Vella, 48 anni, di Raffadali, camionista, che nel 2013 ha investito un ragazzino in giro con la sua bicicletta nel centro abitato di Raffadali. Il ferito ancora sconta, con gravi difficoltà, i postumi dell’ incidente, tra cure e riabilitazione. Vella è imputato di non avere frenato in tempo e di avere mantenuto una condotta di guida non prudente.

12 febbraio, Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, il Tribunale ha condannato a 6 anni e 3 mesi di carcere, accogliendo quanto richiesto dal pubblico ministero, Carlo Cinque, Davide Dispensa, 32 anni, di Agrigento, imputato di avere colpito con un casco un ragazzo, Luca Cinquemani, 29 anni, e di avergli staccato un pezzo dell’orecchio con un morso. L’episodio risale al 9 agosto del 2009, innanzi ad una panineria a San Leone, dove Cinquemani e la sorella hanno festeggiato il loro compleanno insieme ad alcuni amici. Dispensa pagherà una provvisionale di 20mila euro, subito esecutiva, come anticipo del risarcimento del danno sofferto dalla vittima, Cinquemani, che al processo si è costituito parte civile.

12 febbraio, Ad Agrigento, lungo via Luca Crescente, tra Porta Aurea e il Viale Emporium, un uomo di 50 anni originario del Marocco ma da tanti anni residente ad Agrigento, alla guida della propria auto Fiat Uno e diretto al lavoro, è stato colto da un improvviso malore, probabilmente un infarto, ed è morto poco fuori alla vettura, accasciandosi al suolo. Inutili i soccorsi e i tentativi di rianimazione da parte del personale medico di un’ambulanza del 118. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri del Nucleo Radiomobile.

12 febbraio, La Procura di Agrigento ha chiesto il rinvio a giudizio di Luigi Di Natali, 65 anni, di Canicattì, accusato di aver incendiato volontariamente un magazzino della ditta “Di Natali s.r.l.” con sede in Canicattì, amministrata formalmente dal figlio Francesco Luigi Di Natali, ma gestita da lui e di proprietà della coniuge Rita Sanfilippo. Il 25 settembre del 2012, Luigi Di Natali avrebbe, utilizzando tre inneschi di materiale incendiario, infuocato il magazzino adibito al deposito all’ingrosso di prodotti per la casa e l’igiene della persona, per una superficie di circa 2mila e 500 metri quadri, in contrada Guccione, distruggendo quasi del tutto le merci e le attrezzature presenti all’interno, per un danno dichiarato di 4milioni e 200mila euro, coperto da una polizza d’assicurazione. L’ indagato avrebbe dichiarato falsamente alla compagnia d’assicurazioni che è stato probabilmente un incidente legato a un corto circuito fortuito. L’indagine è stata condotta dai Carabinieri della Compagnia di Canicattì con il contributo di un gruppo di esperti ingaggiati dalla compagnia d’assicurazioni. Luigi Di Natali risponderà di incendio doloso aggravato e frode contro le assicurazioni.

12 febbraio, A Palermo la Polizia ha arrestato Giuseppe Gennaro, 24 anni, e Leonardo Spallino, 22 anni, entrambi di Canicattì, che risponderanno di tentato omicidio, in concorso, lesioni personali dolose, resistenza a pubblico ufficiale, rifiuto di indicare la propria identità e truffa aggravata e continuata. I due sono stati ammanettati al culmine di un inseguimento iniziato in via Saline dove la Polizia è intervenuta perché allarmata da un anziano costretto a fronteggiare due persone impegnate nella cosiddetta truffa dello specchietto. I due canicattinesi sono allora fuggiti su un’Alfa 147, che in via dell’Olimpo ha investito un gruppo di ciclisti e uno dei ciclisti è adesso ricoverato in gravissime condizioni. Poi, Gennaro e Spallino si sono schiantati contro un albero.

12 febbraio, Anche in provincia di Agrigento, così come in tante altre province di Italia, sono stati compiuti dei sequestri nell’ ambito dell’ operazione cosiddetta “Mela stregata”, condotta dalla Guardia di Finanza di Cagliari, e che ha provocato il sequestro in 133 esercizi commerciali in tutta Italia di prodotti per l’agricoltura potenzialmente dannosi, molto pericolosi per la salute umana e non conformi alle normative nazionali. Si tratta di circa 16 tonnellate e mezzo di prodotti per l’agricoltura sequestrati e 90 tonnellate di prodotti illeciti immessi nel mercato per un valore stimato di circa sette milioni di euro.

12 febbraio, I Carabinieri della Compagnia di Nicosia hanno arrestato 4 romeni, e indagano su altre 8 persone, che sarebbero parte di una banda impegnata nei furti di rame tra le province di Enna, Caltanisetta e Agrigento tra il 2013 e il 2014. L’ operazione è stata coordinata dalla Procura di Enna. Il rame rubato sarebbe stato riciclato attraverso complici del messinese. E la sede operativa della banda sarebbe stata a Caltanissetta. Gli arrestati sono Valentin Alin Mateiuc 28 anni, Constantin Nitii 26 anni, Cezar-Vasile Botezatu 35 anni, e Gabriel Vicol Mihai 26 anni. Sono accusati di associazione per delinquere finalizzata al furto aggravato e alla ricettazione.

13 febbraio, A Ravanusa i Carabinieri della locale stazione, in collaborazione con i colleghi della compagnia di Licata, indagano, e hanno già interrogato numerose persone, a seguito del suicidio di un romeno di 50 anni che mercoledì scorso 11 febbraio si è impiccato nella tromba delle scale della palazzina in cui ha abitato. Il giorno precedente, a Ravanusa si è scatenato un pestaggio. Un gruppo di ravanusani avrebbe picchiato selvaggiamente due giovanissimi romeni tra i quali uno sarebbe imparentato con il 50enne che si è suicidato.

13 febbraio, La Procura della Repubblica di Sciacca ha concluso le indagini a seguito dell’ incidente stradale che il 12 agosto 2013 a Burgio ha provocato la morte di Vito Baldassare Azzo, 67 anni, di Lucca Sicula. I magistrati inquirenti hanno chiesto il rinvio a giudizio per omicidio colposo a carico di Gabriele Corrao, 20 anni, di Burgio, che, a bordo di di una moto da competizione, ha investito l’anziano. Dagli accertamenti effettuati presso un ospedale di Palermo è emerso che Corrao è risultato negativo sia ai cannabinoidi che all’alcol. Nessuna sostanza stupefacente o alterante ha inciso nel sinistro mortale.

13 febbraio, A Licata, i Carabinieri della locale Compagnia hanno arrestato in flagranza di reato Angelo Castagna, 58 anni, per furto aggravato continuato allorchè avrebbe allacciato abusivamente la propria abitazione alla rete elettrica dell’ Enel.

13 febbraio, A Sciacca, i Carabinieri hanno arrestato Giuseppe Marabella, 20 anni, di Ribera, inquisito nell’ ambito dell’ inchiesta antidroga cosiddetta “Veleno”. Marabella è stato ristretto ai domiciliari su ordine del Tribunale di Sciacca allorchè, a seguito di ulteriori indagini, sono emersi gravi indizi di colpevolezza a suo carico.

13 febbraio, A Favara, i Carabinieri della locale Tenenza hanno arrestato Salvatore Mancuso, 42 anni, che sconterà 8 mesi di reclusione ai domiciliari per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti, reato commesso a Porto Empedocle nell’agosto 2012.

13 febbraio, A Licata, un uomo ha rubato un’ automobile e l’ ha parcheggiata all’ interno della sua proprietà. L’ automobile però è stata dotata del sistema satellitare Gps, e, dopo la denuncia del proprietario, la Polizia ha attivato le indagini scoprendo dove si trovasse l’automobile e risalendo a Enrico Rallo, 38 anni, di Licata. L’apparato satellitare Gps di radio localizzazione ha consentito ai poliziotti di giungere al casolare di campagna appartenente a Rallo dove è stata scoperta l’automobile. Ad Enrico Rallo non è contestato il reato di furto perché non vi è certezza che a rubare il mezzo sia stato lui. Rallo è stato invece arrestato perché, nel corso della perquisizione, i poliziotti hanno scoperto che si è allacciato abusivamente alla rete elettrica. Rallo è stato arrestato per furto di energia elettrica e denunciato per ricettazione.

13 febbraio, Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, la Corte d’Assise, accogliendo quanto richiesto dal pubblico ministero della Direzione distrettuale di Palermo, Gery Ferrara, ha condannato a 30 anni di carcere Mouhamud Elmi Muhidin, 34 anni, originario della Somalia, imputato di tratta di esseri umani, associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e violenza sessuale. Il somalo è stato arrestato dopo la denuncia di un gruppo di profughi, che lo hanno riconosciuto nel Centro d’accoglienza di Lampedusa, sopravvissuti al naufragio a Lampedusa il 3 ottobre del 2013, che ha provocato la morte di 368 persone. Dal racconto delle vittime è emerso che i profughi, sia uomini che donne, prima di arrivare sulle coste libiche per imbarcarsi, sono stati segregati per mesi, torturati o violentate, all’interno di magazzini al confine tra il Ciad e la Libia, in attesa che i familiari pagassero la somma di 3mila dollari. La Corte d’Assise ha anche condannato l’imputato all’interdizione dai pubblici uffici e a versare 20mila euro, a titolo di provvisionale immediatamente esecutiva, al Comune di Lampedusa costituito parte civile, rinviando al giudice civile la liquidazione del danno. La sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini, commenta : “E’ stato un processo importantissimo. Oltre alla condanna di uno degli aguzzini del viaggio che ha portato al naufragio del 3 ottobre, ha svelato l’intricato, organizzato e crudele racket che lucra sulla tratta di esseri umani. Sono indagini che devono essere utili alle istituzioni italiane ed europee per affrontare finalmente un radicale cambio di strategia in tema di immigrazione”.

14 febbraio, A Canicattì i poliziotti della Squadra Volanti hanno arrestato ai domiciliari Maria Adina Bulete, 23 anni, romena, sorpresa in flagranza del reato di furto aggravato all’interno dell’esercizio commerciale “Oviesse”, in largo Aosta. Nel corso di un’ispezione dentro la borsa della giovane, i poliziotti, allarmati dal titolare, hanno scoperto due capi di abbigliamento per bambina e un giubbotto.

14 febbraio, I poliziotti del Commissariato di Porto Empedocle, agli ordini di Cesare Castelli, hanno denunciato e multato E P, sono le iniziali del nome, perché sorpreso alla guida della sua automobile già sequestrata perché senza assicurazione. Poi, due ragazzi, inseguiti in auto, sono stati segnalati alla Prefettura come assuntori di droga perché sorpresi in possesso di uno spinello. Complessivamente sono stati 25 i posti di blocco. Controllate 293 persone e 160 veicoli. Elevati 17 verbali per varie violazioni al Codice della Strada. Tre i veicoli sequestrati per mancata copertura assicurativa. Sei le perquisizioni a pregiudicati e 11 gli accertamenti a persone sottoposte a misure di sicurezza.

14 febbraio, Tra i territori di Montaperto Agrigento e Siculiana, in contrada Monte Narbone, l’ impianto energetico del gruppo Moncada ha subito un furto di cavi elettrici in rame rubati da ignoti che hanno tranciato i cavi dentro una cabina. Tra il rame rubato e lo scassinamento della cabina elettrica, il danno ammonta a circa 4mila euro. Indagano i Carabinieri.

14 febbraio, Il Tribunale di Sciacca ha rinviato a giudizio Calogero Dangelo, 60 anni, ex centralinista del Comune di Sciacca. E’ stato invece ammesso al giudizio abbreviato Matteo Lucchesi Palli, 44 anni. I due sono imputati di truffa allorchè avrebbero percepito indennità di accompagnamento per cecità assoluta non avendone diritto trattandosi invece, presumibilmente, di patologie parziali.

15 febbraio, Nell’ agrigentino le Forze dell’ ordine inseguono da tempo le bande, soprattutto di romeni, impegnate nei furti di rame. I predatori imperversano nelle campagne tranciando i cavi elettrici, e non esitando a danneggiare cabine e impianti. Tanti sono stati gli arresti. Adesso, i cacciatori di rame hanno assaltato finanche il cimitero Bonamorone di Agrigento dove, approfittando della mancanza di telecamere di video – sorveglianza e della mancanza di un sistema di allarme collegato di notte con i centralini delle forze dell’ ordine, hanno razziato rame dappertutto e in modo alquanto sacrilego. Sulle tombe sono state strappate le tabelle di marmo e segati i vasi per rubare il rame. Dovunque vi è distruzione e devastazione. Alcuni cittadini non hanno nemmeno riconosciuto le tombe dei propri cari perché depredate e danneggiate gravemente. Costa tanto collegare un sensore che durante la notte segnali ai numeri delle forze dell’ ordine le intrusioni nel cimitero di Bonamorone ? Non è la prima volta che raid del genere sono compiuti. Gli organi competenti provvedano a difendere il cimitero monumentale di Agrigento dai barbari e delinquenti che si aggirano nostro malgrado nella provincia agrigentina.

15 febbraio, I romeni avrebbero rubato i telefonini. Gli italiani si sarebbero vendicati picchiando i romeni. E il padre di una romena si è impiccato. Accade in Italia, in Sicilia, in provincia di Agrigento, a Ravanusa, dal greco Raphanos, che significa radice, Rivinusa in siciliano, 12mila abitanti. I Carabinieri della locale Stazione e della Compagnia di Licata, e la Procura di Agrigento, hanno sottoposto a stato di fermo Giovanni Montana, 54 anni, Luigi Montana, 33 anni, commerciante, Ivan Montana, 25 anni, commerciante, Angelo Bottaro, 50 anni, operaio, e Antonino Gattuso, 43 anni. I 5 ravanusani risponderanno ai giudici di sequestro di persona, violenza privata, lesioni personali aggravate, violazione di domicilio e danneggiamento. Nel frattempo, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, non ha convalidato il fermo, per insussistenza del pericolo di fuga, e ha applicato solo ad Angelo Bottaro e ad Antonino Gattuso la misura cautelare degli arresti domiciliari, e ai Montana (Giovanni, Ivan e Luigi) l’ obbligo di dimora. Gli indagati si sarebbero infiammati di rabbia perché i romeni avrebbero rubato tanti telefonini in un negozio di telefonia del paese. E per vendetta avrebbero organizzato una spedizione punitiva per ritorsione, sequestrando e malmenando 2 romeni, e poi distruggendo le loro abitazioni. Ai Carabinieri è stato lanciato l’allarme : “sono entrati dentro le case di due famiglie romene, hanno aggredito a calci e pugni un minorenne, poi hanno minacciato una ragazza di 24 anni, poi li hanno sequestrati e costretti a bordo di un’automobile, e poi in campagna sono stati ancora gravemente minacciati”. Sono scattate le ricerche delle persone sequestrate e, quando sono state rintracciate, gli investigatori hanno investigato e ricostruito quanto sarebbe accaduto, risalendo ai presunti responsabili della folle e barbara scorribanda vendicativa. Il minorenne pestato selvaggiamente, in stato di shock a causa delle violente botte subite durante il rapimento, è stato trasportato al pronto soccorso dell’Ospedale “Barone Lombardo” a Canicattì. Nel frattempo, i Carabinieri si sono precipitati a casa della famiglia della ragazza sequestrata, dove il padre di lei, un operaio di 65 anni romeno, forse perchè colto dalla disperazione, si è suicidato impiccandosi con una corda nelle scale del palazzo dove ha abitato.

15 febbraio, L’ avanzata dell’ Isis in Libia, come ampiamente previsto, alimenta i flussi di migranti in fuga verso le coste agrigentine e la Sicilia. Decine di gommoni, carichi mediamente di un centinaio di persone, hanno navigato e sono stati intercettati a poche miglia dalla Libia dalle motovedette italiane perché l’ operazione europea Triton è inesistente. L’ Europa è solo impegnata negli affari suoi, nel rispetto del fiscal compact e nel dissanguamento degli Stati membri. Peraltro, le motovedette della Guardia costiera italiana non sono armate, e quando un gruppo di uomini armati ha minacciato i marinai di una motovedetta italiana, impegnati in un soccorso, a sbrigarsi per restituirgli il gommone, gli stessi marinai non hanno opposto alcuna resistenza e hanno ceduto il gommone.

15 febbraio, Un pescatore di Porto Empedocle, Calogero Romeo, 44 anni, è morto in mare a sud della Sardegna. Romeo, da anni residente a Cagliari con moglie e figli, e con tanti familiari e parenti a Porto Empedocle, è stato comandante di un peschereccio che si è ribaltato a 800 metri dalla costa di Domusdemaria. Il corpo di Calogero Romeo è stato recuperato dai sommozzatori dei vigili del fuoco ancora nella sua cabina. Sul peschereccio, un tunisino, un ucraino e un altro italiano sono riusciti a salvarsi e sono stati ricoverati in Ospedale. L’ imbarcazione, lunga 15 metri, si sarebbe ribaltata a causa delle reti impigliate in un ostacolo nel fondale.

16 febbraio, A Palma di Montechiaro, i Carabinieri della locale stazione hanno arrestato un bracciante agricolo di 46 anni, P F sono le iniziali del nome, il quale, nonostante gli sia stato imposto il divieto di avvicinamento alla ex moglie, si è recato presso l’abitazione della donna, l’avrebbe minacciata pesantemente e avrebbe tentato di sfondare la porta di casa. Il tempestivo intervento dei Carabinieri ha scongiurato il peggio. Il palmese risponderà di atti persecutori, minaccia grave e danneggiamento.

16 febbraio, Incidente stradale tra Licata e Gela, in contrada Poggio di Guardia. Un’automobile contro un camion. Una Ford Fiesta contro un autocarro utilizzato per il trasporto di frutta e verdura. Le vittime sono i fidanzati Paolo Todaro, 30 anni, e Sara Cammilleri, 25 anni, entrambi di Licata, a bordo della Ford Fiesta. Sul posto hanno lavorato Vigili del fuoco, Polizia e Carabinieri.

16 febbraio, A Naro, nottetempo, 6 colpi di pistola calibro 7 e 65 sono stati esplosi contro la finestra del magazzino dell’ex cantina vitivinicola Solevin, in contrada Spagnolo, di proprietà della cooperativa “La Vite” con sede a Riesi. Il legale rappresentante della cooperativa è Santo Chianta, sindaco di Riesi. Indagano i Carabinieri.

16 febbraio, A Naro, Salvatore “Tito” Terranova, 57 anni, di Naro, commerciante, è stato ucciso dentro l’abitacolo della sua automobile Rover, in piazza del Carmine, a poca distanza da via Francesco Crispi, dove Terranova ha gestito un negozio di articoli per la casa, il “Merkatone”. I killer, probabilmente due, hanno atteso che Terranova chiudesse il negozio e poi lo hanno sorpreso appena all’ interno dell’automobile e gli hanno sparato raffiche di proiettili con pistole automatiche. Sarebbero almeno 3 i colpi che hanno ferito mortalmente Tito Terranova. I sicari sono poi fuggiti a bordo di un’ automobile. Salvatore Terranova risulta incensurato. Alcuni pentiti agrigentini, come Salvatore Morello, che poi ha ritrattato, e Giuseppe Sardino, già consigliere comunale a Naro e braccio destro del boss Giuseppe Falsone, hanno accusato Salvatore Terranova, per averne appreso de relato, di essere stato parte del commando che il 3 marzo del 1991, a Naro, uccise Marco Balsamo e Girolamo Di Gerlando. Terranova, conosciuto in paese come Tito Cacumiddu (dal siciliano camomilla) avrebbe condotto l’automobile usata dal gruppo di fuoco. Indagano i Carabinieri, il sostituto procuratore Santo Fornasier, titolare del fascicolo d’ inchiesta, e la Direzione distrettuale antimafia di Palermo.

16 febbraio, Lo scorso 17 novembre 2014, al Palazzo di giustizia a Palermo, la procuratore generale, Rosalia Cammà, ha concluso la requisitoria che ha iniziato il 27 ottobre nell’ ambito dell’ inchiesta antimafia nell’agrigentino “Nuova Cupola”, a carico delle presunte cosche di Agrigento, Palma di Montechiaro, Favara, Porto Empedocle, Siculiana, Raffadali, Santa Elisabetta, Casteltermini e Sambuca di Sicilia, nell’ occhio del ciclone giudiziario il 26 giugno 2012, il giorno del maxi blitz della Polizia battezzato “Nuova Cupola”. Sul tavolo del processo d’Appello vi è la sentenza emessa, a conclusione del giudizio abbreviato, il 31 ottobre 2013, dalla Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Palermo, Daniela Cardamone, che ha condannato 18 imputati e ne ha assolti 23. Adesso i giudici della Corte d’ Appello hanno emesso la sentenza di secondo grado sui 41 imputati :
Giuseppe Anzalone 4 anni.
Filippo Azzarello assolto.
Roberto Belvedere assolto.
Natale Bianchi 8 anni e 8 mesi.
Antonio Brucculeri 2 anni e 8 mesi.
Vincenzo Cacciatore assolto.
Pietro Capraro, di 30 anni di età, 7 anni e 8 mesi. Gaspare Carapezza assolto.
Francesco Paolo Cioffi assolto.
Vincenzo Cipolla assolto.
Luca Cosentino 8 anni.
Giuseppe Giovanni Faldetta assolto.
Raffaele Faldetta assolto.
Gerlando Fragapane assolto,
Antonino Gagliano, di 43 anni di età, 6 anni e 6 mesi. Antonino Gagliano, di 48 anni di età, assolto.
Dario Giardina 6 anni e 4 mesi.
Gerlando Gibilaro assolto.
Salvatore Guarragi assolto.
Giuseppe Infantino 11 anni.
Roberto Lampasona assolto.
Antonino Mangione assolto.
Rosario Mangione assolto.
Salvino Mangione assolto.
Stefano Mangione assolto.
Antonino Mazza assolto.
Fabrizio Messina 4 anni.
Giovanni Rampello assolto.
Francesco Ribisi 13 anni.
Maurizio Rizzo assolto.
Stefano Alessandro Rizzo assolto.
Roberto Romeo 6 anni.
Salvatore Russo Fiorino assolto.
Maurizio Salemi 2 anni e 8 mesi.
Leo Sutera 3 anni.
Giovanni Tarallo 13 anni e 6 mesi.
Giorgio Traina assolto.
Lucio Francesco Vazzano 4 anni.
Pasquale Vetro assolto.
Antonio Orlando 4 anni.

17 febbraio, I Carabinieri della Radiomobile della Compagnia di Sciacca hanno arrestato ai domiciliari, in flagranza di reato, Maria Sedita, 44 anni, e Steve Giovinco, 24 anni, entrambi di Ribera, sorpresi appena fuori il pullman in viaggio da Palermo alla sosta in via Circonvallazione a Ribera in possesso di droga. In particolare, all’ interno della borsa della donna sono stati sequestrati 2 panetti di hashish del peso complessivo di 200 grammi, 375 millilitri di metadone e un grammo di eroina.

17 febbraio, Ad Agrigento, in via Gioeni, nottetempo, ignoti malviventi hanno sfondato, forse con una mazza, la vetrina blindata di una gioielleria e hanno rubato 5 preziosi orologi di varie marche e altri oggetti in oro. Il danno ammonterebbe a diverse migliaia di euro. Indagano i Carabinieri che hanno già visionato le immagini di alcune telecamere della zona per tentare di risalire ai responsabili.

17 febbraio, A Palma di Montechiaro i Carabinieri hanno arrestato in flagranza di reato Ahmed Haseeb, 27 anni, e Alì Waqas, 24 anni, entrambi del Pakistan e ospiti di un locale Centro d’accoglienza. E’ stato denunciato a piede libero un altro pakistano di 24 anni. I 3, approfittando della confusione durante i festeggiamenti del Carnevale, hanno rubato uno smartphone dallo zaino in spalla ad uno studente di 20 anni di Palma di Montechiaro, scatenando la reazione delle persone a passeggio.

17 febbraio, A Canicattì i Carabinieri hanno arrestato Daniele Lodato, 32 anni, al quale è stato sospeso il beneficio della misura alternativa della detenzione perché ha violato le prescrizioni connesse agli arresti domiciliari a cui è stato sottoposto.

17 febbraio, A Palma di Montechiaro i Carabinieri hanno arrestato Calogero Bongiorno, 31 anni, perché ha violato gli obblighi relativi alla sorveglianza allorchè si è allontanato arbitrariamente dalla propria abitazione per recarsi in un locale pubblico.

17 febbraio, A Sciacca i Carabinieri hanno arrestato Calogero Galleggiante Crisafulli, 55 anni, per evasione allorchè, ristretto ai domiciliari, è stato sorpreso fuori dalla propria abitazione.

18 febbraio, Il 9 luglio 2013, al Palazzo di giustizia di Agrigento, il Tribunale ha condannato a 7 anni di reclusione Antonio Nicolini, 50 anni, di Lampedusa. Lui, Vigile del fuoco, già sospeso dal servizio, è stato denunciato ai Carabinieri il 30 settembre 2011 dalla madre di un bambino di 11 anni. La donna ha accusato Nicolini di avere abusato sessualmente di suo figlio a bordo del traghetto Palladio durante la traversata da Porto Empedocle a Lampedusa. Innanzi al Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Luisa Turco, si è svolto l’ incidente probatorio. Assistito da uno psicologo e dall’avvocato di famiglia, Peppe Aiello, il piccolo ha confermato quanto già raccontato alla madre. Antonio Nicolini è stato arrestato il 19 ottobre 2011 e poi rinviato a giudizio il 3 ottobre 2012. Secondo il racconto dell’ 11enne, all’interno di una cabina della nave, l’uomo lo avrebbe molestato e avrebbe tentato un rapporto. Il ragazzino, sotto choc, è fuggito dalla madre. Gli indumenti indossati dal bambino e il tampone prelevato dai medici sono stati all’esame dei carabinieri del Ris di Messina che hanno depositato l’esito : sul pigiama indossato dal bimbo vi sono tracce di liquido seminale maschile non del piccolo. L’ 11 maggio 2014 la Corte d’Appello di Palermo ha confermato la condanna inflitta in primo grado ad Antonio Nicolini, sposato e padre di 3 figli. La vittima e i familiari sono Parte civile. Antonio Nicolini è stato amico di famiglia delle vittime. Durante il viaggio in mare è stata la madre del bambino ad affidare il figlio al pompiere. La donna è stata invece in un’altra cabina, insieme alla figlia, Adesso la Cassazione ha respinto il ricorso dell’ imputato e ha confermato la sentenza di condanna a 7 anni di reclusione.

18 febbraio, L’ ex presidente delle Terme di Sciacca, Carmelo Cantone, è stato assolto dall’accusa di avere omesso di versare entro il termine previsto le ritenute alla fonte operate in relazione agli emolumenti, nell’anno 2008, nei confronti dei dipendenti, per un importo pari a 58 mila euro. Un altro ex amministratore delle Terme saccensi, Giovanni Lupo, è stato già prosciolto nell’ ambito della stessa inchiesta.

18 febbraio, La Corte d’Appello di Palermo ha confermato la condanna inflitta in primo grado, in abbreviato, a 2 anni e 2 mesi di reclusione a carico di Michele Crapanzano, 45 anni, di Favara, arrestato il 15 giugno 2013 dai Carabinieri perche’ accusato di tentata rapina e violazione di domicilio. L’ uomo, spacciandosi come tecnico dell’ Enel, ha tentato una rapina nell’abitazione di due disabili, una madre di 96 anni e il figlio di 61 anni.

18 febbraio, Ad Agrigento, al Viale della Vittoria, ignoti ladri sono entrati dentro l’ Ufficio tecnico provinciale forzando un infisso e hanno rubato una macchina fotografica e altri prodotti elettronici. Sul posto sono intervenuti i poliziotti della sezione Volanti, che hanno effettuato un primo sopralluogo e raccolto la denuncia di furto contro ignoti.

18 febbraio, A Realmonte, in contrada Baiate Vallonforte, approfittando della momentanea assenza del proprietario, un pensionato di 69 anni, ignoti malviventi hanno svaligiato un’abitazione, rubando beni per circa 5mila euro tra 1.500 euro in contanti, oggetti in oro e argenteria. Indagano i Carabinieri.

19 febbraio, A Porto Empedocle sono stati arrestati i due pescatori, G D sono le iniziali del nome, 46 anni, e C D 21 anni, padre e figlio, ritenuti gli aggressori del comandante della Capitaneria, Massimo Di Marco. Risponderanno di sottrazione o danneggiamento di cose sottoposte a sequestro, violenza o minaccia, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, lesioni personali. La misura è stata eseguita dal personale della Capitaneria, a seguito di un ordine di custodia cautelare agli arresti domiciliari emesso dal Tribunale di Agrigento. Oltre agli arresti domiciliari, ai due sono state inflitte le pene accessorie del divieto di dimora nei comuni di Agrigento, Porto Empedocle, Siculiana e Realmonte.

19 febbraio, Ad Agrigento, al Villaggio Mosè, ignoti ladri hanno compiuto un maxi furto di caffè in un deposito. Hanno forzato la saracinesca di un magazzino e hanno rubato 10 macchinette, 240 scatole di cialde e 5 tonnellate di caffè. I titolari della ditta hanno lanciato l’allarme. Indagano i poliziotti della sezione Volanti della Questura di Agrigento diretti dal commissario capo Tommaso Amato.

19 febbraio, A San Biagio Platani, in contrada Montagna, nel cantiere dei lavori in corso per il recupero dell’ anfiteatro, ha subito un incendio un camion Iveco, di proprietà di una ditta edile di Enna, impegnata nelle opere. Il mezzo, utilizzato dagli operai per trasportare vari materiali, è stato del tutto bruciato fino a ridursi a una carcassa annerita. I Carabinieri sospettano l’origine dolosa delle fiamme.

19 febbraio, La Corte d’Assise di Agrigento, presieduta da Francesco Provenzano e a latere Michele Contini, accogliendo quanto richiesto dal pubblico ministero, Santo Fornasier, ha condannato a 6 anni e 8 mesi di reclusione Ivan Giardina, 28 anni, di Canicattì, accusato di omicidio preterintenzionale allorchè il 14 giugno del 2009, al culmine di un diverbio per contrasti di vicinato, avrebbe spintonato la pensionata Giuseppa Lo Sardo, 70 anni, di Canicattì, che cadde a terra e poi morì in Ospedale dopo il ricovero.

20 febbraio, Ad Aragona, tra le vie Cirasa e Madre Teresa di Calcutta, è esplosa una caldaia. Dal botto è divampato un incendio che si è propagato fino al primo piano di un immobile. Nessun ferito. I residenti della zona, impauriti, sono usciti fuori dalle proprie abitazioni. Sul posto hanno lavorato oltre 2 ore 2 autobotti e un’ autoscala dei Vigili del fuoco del Comando provinciale di Agrigento. Secondo quanto sommariamente accertato dai Carabinieri della locale stazione, è esplosa la caldaia in un magazzino, e poi la presenza di una catasta di legna ha alimentato il fuoco. I danni sono in corso di quantificazione.

20 febbraio, Il giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Francesco Paolo Pizzo, ha inflitto 6 mesi di reclusione ciascuno a 3 imputati di Palma di Montechiaro, accusati di lesioni, minaccia e ingiuria. Si tratta di Calogero Bellia 33 anni, Antonino Chiazza 30 anni, e Pietro Lupo 32 anni. Un quarto, Giuseppe Castronovo, ha già patteggiato la pena. Nel 2009 i 4 avrebbero incontrato un poliziotto per strada libero dal servizio e in compagnia della fidanzata, e riconoscendolo lo avrebbero insultato e aggredito, a calci e pugni. I 4 palmesi risarciranno il danno all’agente, che si è costituito parte civile.

20 febbraio, A Montallegro, ad un posto di blocco, i poliziotti del Commissariato di Porto Empedocle, diretti da Cesare Castelli, hanno sequestrato l’automobile e multato il sindaco di Montallegro Pietro Baglio. L’ assicurazione della sua automobile è scaduta. Il sindaco Baglio ha spiegato che gli è sfuggito di ritirare l’assicurazione, e che, comunque, avrebbe subito pagato la multa.

20 febbraio, Ad Agrigento, in periferia, ignoti ladri hanno forzato un ingresso e hanno rubato un televisore Lcd di 42 pollici di ultima generazione e un decoder all’interno di un’abitazione. La famiglia, appena rientrata a casa, ha telefonato alla Polizia. Indagini in corso.

20 febbraio, A Camastra i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari Gioacchino Di Rocco, 49 anni, che sconterà 1 anno di reclusione per violazione degli obblighi inerenti alla sorveglianza, reato commesso nel 2009.
A Ribera i Carabinieri hanno arrestato Maria Sedita, 45 anni, per evasione, allorchè, sebbene sottoposta agli arresti domiciliari, è stata sorpresa fuori dalla propria abitazione.

21 febbraio, Ad Agrigento, una palazzina in via Picone è stata adibita a centro d’accoglienza per giovani immigrati. Ebbene, una rissa si è scatenata tra gli ospiti della struttura, tanto violenta da rendere necessario l’intervento della Polizia per placare gli animi. Sul posto sono intervenute addirittura 4 pattuglie della Squadra Volanti agli ordini di Tommaso Amato. Tra i giovani, tutti minori degli anni 18 e in attesa di permesso di soggiorno, vi sono stati calci, pugni e anche colpi di bastone.

21 febbraio, La Libia, il caos politico provocato dagli europei con l’ uccisione di Gheddafi, l’ invasione dell’ Isis e le minacce all’ Italia. I governanti italiani si sollazzano tra i viaggi e le missioni diplomatiche consentendo finanche a un gruppetto di tifosi olandesi di sequestrare Piazza di Spagna a Roma e di danneggiare la fontana della Barcaccia del Bernini. Nel frattempo, lo scorso 16 febbraio, a Lampedusa, in occasione di un triplice sbarco con soccorso in mare di quasi 900 immigrati, è accaduto un episodio sospetto. Tra i migranti vi sono stati due palestinesi che si sono presentati durante le visite mediche come funzionari dell’ambasciata palestinese. I due, secondo ciò che hanno raccontato, utilizzando i propri telefonini cellulari hanno effettuato riprese sia del viaggio che del centro d’ accoglienza di Lampedusa dove sono stati accolti insieme agli altri immigrati. I due hanno spiegato che hanno filmato per poi trasmettere le immagini al proprio paese. Per quale motivo ? La domanda è ancora senza risposta.

21 febbraio, La Procura di Agrigento, tramite l’aggiunto Ignazio Fonzo e il sostituto Alessandro Macaluso, ha iscritto nel registro degli indagati, ipotizzando il falso ideologico e la truffa, l’ ex consigliere comunale di Agrigento, Giuseppe De Francisci, 35 anni. De Francisci, con la presunta complicità di Antonina La Mantia, 54 anni, sua parente e presidente del consiglio direttivo dell’ associazione culturale “De.Ma”, avrebbe falsamente attestato l’esistenza di un suo rapporto di lavoro con la stessa associazione, inducendo in errore il Comune di Agrigento, e ottenendo, come previsto dalla legge, il rimborso dal Comune all’ associazione di tutti gli emolumenti spettanti a De Francisci come lavoratore durante il periodo in cui è stato consigliere comunale. Si tratta esattamente di 17mila e 564 euro. La Procura ha chiesto il sequestro preventivo dei beni di De Francisci per l’equivalente valore ma il Tribunale ha risposto no perché – ha scritto il Gip Alessandra Vella – “difettano sufficienti indizi in ordine all’assunta inesistenza del contratto di lavoro stipulato tra la De.Ma. associazione culturale e Giuseppe De Francisci”.

21 febbraio, Al Tribunale di Sciacca 8 imputati nell’ ambito dell’ inchiesta antidroga cosiddetta “Veleno” hanno patteggiato la condanna a 1 anno e 10 mesi di reclusione ciascuno. Si tratta di Antonino Mandracchia 29 anni, Giuseppe Daniele Aprile 22 anni, Antonino Guarisco 27 anni, Walter Galati 21 anni, Giancarlo Callea 28 anni, Claudio Auteri 36 anni, Paola Scandaglia 29 anni, e Giuseppe Modica 29 anni. Sono invece in prova altri 7 imputati, per i quali la Procura di Sciacca ha chiesto il rinvio a giudizio. Si tratta di Carmelo Puma 27 anni, Salvatore Cacioppo 23 anni, Silvano Bennardi 27 anni, Antonino Giordano 50 anni, Giuseppe Lo Raso 29 anni, Alfredo Ferrigno 28 anni, e Antonino Ruvolo 36 anni. Hanno scelto di essere giudicati con il rito abbreviato 3 imputati: Martino Castronovo 26 anni, Simone Capizzi 22 anni e Giuseppe Sutera Sardo 26 anni. L’udienza è in calendario il 16 marzo.

21 febbraio, Incidente mortale a Canicattì allorchè, in via Rosolino Pilo, nei pressi del cinema Odeon, nottetempo, un uomo, che forse è stato colto da malore per un abbassamento glicemico, è andato sul balcone per chiedere aiuto e sporgendosi troppo è precipitato giù dal secondo piano della palazzina dove ha abitato. E’ morto sul colpo.

21 febbraio, La Corte d’Appello di Palermo ha assolto, perché il fatto non sussiste, due agrigentini, Maria Consuelo Alonge, 37 anni, e il marito, Carlo Alberto Cucchiara, 45 anni. La donna è stata accusata di esercizio abusivo della professione di farmacista allorchè avrebbe dispensato farmaci nella farmacia a Menfi in cui, da gennaio a ottobre del 2008, è stato socio il marito farmacista. Cucchiara è stato imputato di istigazione nel reato.

22 febbraio, Nei pressi di Lampedusa, a causa delle avverse condizioni del mare, un motopeschereccio battente bandiera egiziana è naufragato. Le motovedette della Guardia costiera e i Vigili del fuoco hanno tratto in salvo gli uomini d’equipaggio, 14 tunisini, trasferiti sulla terraferma. Il relitto, in balia delle onde, è incagliato sugli scogli. La Capitaneria di Porto Empedocle, diretta dal comandante Massimo Di Marco, è impegnata nel piano d’intervento antinquinamento contro l’ eventuale sversamento di carburante e per recuperare l’imbarcazione al più presto.

22 febbraio, Ad Agrigento, nel centro d’accoglienza in via Picone, un minorenne originario del Gambia, è stato denunciato dai poliziotti della Squadra Volanti. Il giovane avrebbe prima sferrato un pugno ad una operatrice della struttura e poi sarebbe fuggito portando con sé alcuni documenti arraffati negli uffici del centro. L’extracomunitario è stato quindi rintracciato e denunciato a piede libero alla Procura dei minori.

22 febbraio, Un architetto di Santa Elisabetta, Fernando Iudice, 56 anni, è morto innanzi all’ ospedale “San Giovanni di Dio” ad Agrigento, dove si è recato a seguito di un malore. L’uomo, in sofferenza, si è posto alla guida del suo fuoristrada per raggiungere al più presto l’ospedale di Agrigento e, giunto a pochi metri dall’ingresso del pronto soccorso, avrebbe subito un arresto cardiaco. Il mezzo si è schiantato contro un muro.

23 febbraio, Accogliendo quanto richiesto dal difensore, l’ avvocato Tanja Castronovo, il Tribunale di Sorveglianza di Palermo ha concesso la semilibertà e la possibilità di trascorrere le 12 ore diurne della giornata fuori dal penitenziario, tra casa e lavoro, a Calogera Sferlazza, 54 anni, di Favara, che sconta la condanna a 6 anni di reclusione per tentato omicidio e detenzione e porto abusivo di armi allorchè il 2 luglio 2008, nelle campagne intorno a Favara, in contrada Giarrizzo, sparò 3 colpi di pistola contro Giovanni Alonge, 66 anni, anche lui di Favara.

23 febbraio, Anche alcuni terreni di proprietà della Diocesi di Agrigento sono stati usati, all’ insaputa dei proprietari, per vantare il possesso degli stessi terreni e truffare l’ Unione Europea ottenendo finanziamenti. La Guardia di Finanza ha arrestato ai domiciliari 9 persone tra Catania, Messina, Ragusa e Siracusa. 57 sono gli indagati. Sequestrati beni per oltre 3milioni di euro. Tramite la complicità degli organi preposti al controllo delle procedure, sono stati presentati falsi contratti di affitto o di comodato dei terreni intestandoli a persone compiacenti e ottenendo così i finanziamenti agricoli dall’ Unione europea.

23 febbraio, Ad Agrigento una porzione di costone tufaceo della roccia di Rupe Atenea è franata a nord della via Giovanni 23esimo. Due famiglie sono state sgomberate precauzionalmente a seguito dello smottamento di terreno. Sul posto hanno compiuto un sopralluogo il personale della Protezione civile, dell’ Ufficio tecnico comunale e i Vigili del fuoco. La condizione del luogo è monitorata costantemente.

23 febbraio, Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, a conclusione della requisitoria, il procuratore aggiunto, Ignazio Fonzo, e il sostituto, Carlo Cinque, hanno chiesto al Tribunale, presieduto da Giuseppe Melisenda Giambertoni, la condanna a 6 anni di reclusione e l’ interdizione perpetua dai pubblici uffici a carico dell’ ex presidente della Provincia Regionale di Agrigento, Eugenio D’Orsi, imputato di concussione, peculato, truffa ed abuso di ufficio. Secondo la Procura, D’Orsi avrebbe sfruttato il suo ruolo istituzionale per finalità private. In occasione di lavori nella sua villa a Montaperto, frazione di Agrigento, D’ Orsi avrebbe utilizzato la sua posizione pubblica di presidente della Provincia per ottenere vantaggi consistiti nella costruzione della struttura sostenendo costi irrisori. A D’Orsi la Procura ha contestato anche d’aver piantato nel giardino della sua casa 40 palme destinate invece agli spazi verdi pubblici come il giardino botanico.

24 febbraio, A Favara, nottetempo, ignoti ladri sono entrati dentro il Municipio e hanno rubato due computer nuovi ancora imballati e diversi blocchetti di buoni pasto utilizzati per la refezione scolastica. Il danno è stato quantificato in 2mila euro circa. Il responsabile dell’Ufficio economato ha denunciato quanto accaduto ai Carabinieri della locale Tenenza. Indagini in corso.

24 febbraio, A Licata, i poliziotti del locale Commissariato sono intervenuti in contrada Sant’Oliva e hanno scoperto numerose matasse di rame di spessore multiforme per la lunghezza complessiva di oltre mille metri. Verosimilmente si tratta di materiale asportato nel corso della notte da ignoti malviventi lungo la linea ferroviaria Licata – Campobello di Licata. Il tutto è stato posto sotto sequestro.

24 febbraio, A Porto Empedocle, nel quartiere Ciuccafa, durante una partita di calcetto, un ragazzo di 26 anni ha commesso un fallo contro un giocatore della squadra avversaria. Dagli spalti hanno invaso il campetto 5 minorenni che hanno aggredito e picchiato brutalmente l’autore del fallo, soccorso in ospedale ad Agrigento con la frattura di 2 costole, ecchimosi e diverse contusioni al volto. I poliziotti del locale Commissariato, diretti da Cesare Castelli, hanno denunciato 4 dei 5 baby-aggressori.

24 febbraio, E’ stata estradata dalla Germania, ed è stata affidata ai Carabinieri all’aeroporto Fiumicino a Roma, Mihaela Cretu, 34 anni, romena, che sconterà la condanna definitiva di 5 anni e 6 mesi di reclusione per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. La donna è stata inquisita nell’ ambito dell’ inchiesta antiprostituzione cosiddetta “Venere della Notte”, dal nome di un locale a Ribera in contrada Palazzello, dove giovani straniere, la maggior parte romene, si sarebbero prostituite.

24 febbraio, Il Tribunale di Caltanissetta ha condannato a 10 anni di reclusione ciascuno gli imprenditori Francesco Cammarata di Gela, Gandolfo David e Santo David di Polizzi Generosa, per concorso esterno in associazione mafiosa. I giudici hanno assolto dallo stesso reato l’imprenditore Francesco Lo Cicero, di Licata. Secondo l’accusa, gli imputati sarebbero stati favoriti da Cosa Nostra e avrebbero così ottenuto gli incarichi per le forniture di inerti, prodotti dalle loro ditte, alla “Calcestruzzi Spa”. Cosa Nostra, attraverso l’intimidazione, avrebbe scoraggiato altri imprenditori a proporsi in tale attività in cambio di denaro proveniente dalle sovrafatturazioni sul trasporto degli inerti. I quattro imputati sono stati assolti dalle accuse di illecita concorrenza per non avere commesso il fatto. Il Tribunale ha disposto la confisca dell’azienda dei fratelli Gandolfo e Santo David che ha sede a Polizzi Generosa, disponendo per tutti l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.

25 febbraio, Il 13 febbraio 2014 la Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza emessa il 19 luglio 2012 dalla Corte d’Assise d’Appello di Caltanissetta che ha assolto Gaetano Marturana, 48 anni, di Canicattì, gà condannato all’ ergastolo dalla Corte d’Assise di Caltanissetta il 30 luglio del 2010, e imputato dell’ omicidio del pensionato Angelo Anello, 72 anni, anche lui di Canicattì, ucciso a colpi di pistola il 19 luglio del 2005 in contrada Grottarossa, in provincia di Caltanissetta. Il delitto sarebbe maturato nell’ambito di un contrasto legato alla compravendita di un terreno. Dunque, si procede ad un secondo processo d’Appello, e la Procura generale di Catania ha chiesto la condanna all’ergastolo a carico dello stesso Marturana.

25 febbraio, Il giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Pizzo, ha condannato l’ex consigliere comunale di Agrigento, Giuseppe Arnone, alla pena pecuniaria di 3 mila euro e al risarcimento del danno da valutarsi in sede civile. Arnone è stato querelato per diffamazione dal defunto ex vicesindaco di Agrigento e consigliere comunale, Carmelo Picarella. Arnone, nel corso di una intervista televisiva e con un manifesto murale, nel giugno 2010, avrebbe offeso Carmelo Picarella. Il pubblico ministero di udienza ha chiesto la condanna di Arnone a 6 mesi di reclusione. Il figlio di Carmelo Picarella, Francesco, si è costituito parte civile assistito dall’avvocato Nino Gaziano.

25 febbraio, Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Palermo, Stefano Zammuto, accogliendo quanto richiesto dal pubblico ministero, Alessandro Macaluso, ha disposto il giudizio immediato a carico di Pietro Falzone, 56 anni, di Porto Empedocle, imputato dell’ omicidio del figlio Marco, 24 anni, accoltellato lunedì 26 maggio 2014 dentro casa, in via Turati, nel quartiere dei Grandi Lavori, al culmine di un violento litigio. Secondo il pubblico ministero, Alessandro Macaluso, e il giudice Zammuto è d’accordo, ricorre l’evidenza della prova, tanto da rendere non necessario il filtro dell’ udienza preliminare. Prima udienza in Corte d’Assise il prossimo 17 aprile.

25 febbraio, Ad Agrigento, in via Mazzini, una cartolibreria ha subito l’otturamento dei lucchetti delle serrature con la colla Attack. Gli investigatori privilegiano l’ ipotesi che si tratti di una intimidazione a scopo estorsivo. Sul posto sono intervenuti i poliziotti della Squadra Volanti.Indagini in corso.

25 febbraio, A Licata i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari Felice Bonelli, 50 anni, perché è sfuggito ad un posto di blocco, poi è stato inseguito, raggiunto, perquisito e sorpreso in possesso di 2 coltelli a serramanico di genere vietato, sequestrati insieme all’ automobile di Bonelli, peraltro senza patente di guida, perché senza assicurazione. Il Tribunale lo ha scarcerato imponendogli l’ obbligo di dimora e di firma.
Ancora a Licata i Carabinieri hanno arrestato Anna Maria Virgadamo, 31 anni, che sconterà 7 anni e 5 mesi di carcere per cumulo di varie condanne legate alle violazioni degli obblighi inerenti la sorveglianza commessi a Ribera tra il 2007 e il 2008.
A Cattolica Eraclea i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari Ambrogio Valenza, 32 anni, per furto di energia elettrica avendo abusivamente allacciato la propria abitazione alla rete Enel.

26 febbraio, Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, a conclusione della requisitoria, la pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, Rita Fulantelli, ha chiesto 9 condanne a carico di altrettanti imputati a processo ordinario nell’ambito dell’ inchiesta antimafia nell’ agrigentino cosiddetta “Nuova Cupola”. Nel dettaglio : Carmelo Vetro, 28 anni, di Favara: 21 anni di reclusione. Poi 15 anni di carcere ciascuno per Ettore Allegro, 50 anni, di Caltanissetta, Pietro Capraro, 34 anni, di Agrigento, Gaetano Licata, 30 anni, di Agrigento, Bruno Pagliaro, 23 anni, di Porto Empedocle, e Gerlando Russo, 40 anni, di Agrigento. Poi, Maurizio Romeo, 43 anni, di Porto Empedocle: 20 anni e 6 mesi di reclusione. Salvatore Romeo, 53 anni, di Porto Empedocle: 19 anni di reclusione. Gianfranco Taranto, 63 anni, di Palermo: 18 anni di reclusione.

26 febbraio, Accogliendo le istanze del difensore, l’avvocato Calogero Raia, la giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Alessandra Vella, ha concesso gli arresti domiciliari, però in un’altra provincia e non in provincia di Agrigento, ad Antonio Alaimo, 53 anni, di Favara, bidello, imputato di rilievo nell’ ambito dell’ inchiesta della Procura e della Digos di Agrigento cosiddetta “La carica delle 104”.

26 febbraio, A Lampedusa, nottetempo, ignoti, verosimilmente con una tronchese, hanno tagliato la rete metallica di recinzione dell’ aeroporto, provocando un varco di circa un metro. Sul raid, di presunto stampo vandalico, indagano i Carabinieri della locale stazione e la Procura di Agrigento.

26 febbraio, A Menfi un ragazzo di 25 anni, M D sono le iniziali del nome, è stato affrontato e minacciato in strada da due sconosciuti che lo hanno rapinato di circa 600 euro, vinti poco prima alle slot machines del paese. Indagano i Carabinieri.

26 febbraio, A Licata, al supermercato “Simply”, in via Salso, all’ orario di chiusura, due donne romene residenti a Gela hanno rubato dagli scaffali diversi prodotti di cosmetica e di igiene della persona, nascondendoli in due borse. Un poliziotto e un cassiere si sono accorti del furto. Sul posto sono intervenute le pattuglie del locale commissariato diretto da Marco Alletto. All’esterno del supermercato le due donne sono state attese da un uomo in automobile al cui interno sono stati scoperti 2 sacchi contenenti merce probabilmente rubata in altri supermercati. I 3 sono stati denunciati a piede libero.

27 febbraio, Ad Agrigento il cimitero Bonamorone è ormai terra franca per i ladri e i delinquenti. Lo scorso 16 febbraio il Videogiornale di Teleacras ha documentato l’ennesimo raid notturno a danno del cimitero compiuto dai cacciatori di rame. In occasione di quanto accadde, sollecitammo l’ installazione di attrezzature deterrenti come un sistema di allarme collegato ai centralini delle forze dell’ ordine. Ebbene, nulla è stato compiuto, e i ladri di rame sono, dopo meno di 2 settimane, ancora una volta entrati furtivamente dentro il cimitero Bonamorone razziando circa 200 metri di cavi e poi vasi e ornamenti ovunque, a danno di tombe e monumenti. Ripetiamo lo stesso appello del 16 febbraio : gli organi competenti provvedano a difendere il cimitero monumentale di Agrigento dai barbari e delinquenti che si aggirano nostro malgrado nella provincia agrigentina.

27 febbraio, Il giudice monocratico del Tribunale di Sciacca, Grazia Scaturro, ha condannato a 6 mesi di reclusione Ignazio Sedita, 44 anni, di Ribera, accusato di avere compiuto, nel 2011, un furto nell’ ufficio del parroco dentro la chiesa di San Francesco, in via Imbornone, a Ribera, rubando una macchina fotografica, un amplificatore, un apparecchio per neutralizzare le onde telefoniche dei cellulari e un impianto di video sorveglianza dotato di due telecamere. Al processo la difesa ha eccepito che l’imputato ha restituito quanto mancante al parroco.

28 febbraio, Crolli e cedimenti ad Agrigento. Dopo la frana in via Matteo Cimarra, una porzione di terreno è franata sulla carreggiata in via Unità di Italia, ormai da 3 giorni, e nessuno interviene quanto meno per transennare il tutto. Adesso, un’altra porzione di costone è franata tra il Viale della Vittoria e via Giovanni 23esimo, a ridosso di 3 palazzine nei pressi dell’ ex caserma dei Vigili del fuoco.
La massa di terriccio si è adagiata sul cortile che separa le case dal costone. Sul posto è intervenuto il personale della Protezione civile. La Commissario del Comune, Giammanco, ha firmato un’ordinanza con effetto immediato che impone lo sgombero cautelativo delle famiglie che abitano nei piani terra dei tre edifici dal civico 275 al 291. Si tratta di almeno 6 famiglie.

28 febbraio, Al palazzo di giustizia di Agrigento hanno patteggiato la condanna a 2 mesi e 20 giorni di reclusione ciascuno Maurizio Fratacci, 22 anni, e Giorgio Farruggia, 29 anni, entrambi di Porto Empedocle, arrestati ai domiciliari il primo febbraio scorso per resistenza a Pubblico ufficiale allorchè si sarebbero scagliati contro il personale della Guardia costiera di Porto Empedocle durante un’operazione contro la pesca abusiva.

28 febbraio, A Porto Empedocle, i poliziotti del locale commissariato, diretti da Cesare Castelli, hanno denunciato a piede libero alla Procura un uomo di 35 anni, che risponderà di maltrattamenti in famiglia allorchè avrebbe picchiato la madre pretendendo da lei soldi. L’anziana donna già in passato sarebbe stata vittima della violenza del figlio, tanto da essere costretta a ricorrere alle cure ospedaliere.

28 febbraio, A Licata, in via Salso, una banda di rapinatori, composta da almeno 5 persone, è entrata in una casa e ha malmenato marito e moglie, li hanno imbavagliati con dei fazzoletti dentro il bagno e poi hanno rubato alcune centinaia di euro, oggetti in oro e degli elettrodomestici. Dopo diverse ore la coppia, ancora chiusa dentro il bagno, è riuscita a liberarsi e a lanciare l’allarme. Entrambi sono stati medicati al pronto soccorso dell’ospedale San Giacomo d’Altopasso, dove gli sono state riscontrate delle lievi escoriazioni. Indagano i Carabinieri.

28 febbraio, La Questura di Agrigento ha notificato un avviso orale, che è un ammonimento giallo prima del cartellino rosso, ad un agente assicurativo di Grotte, un uomo di 47 anni che sarebbe dedito a truffare i propri clienti. Si tratta di persone che hanno stipulato un contratto assicurativo di investimenti, e il grottese, già denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Agrigento per truffa, avrebbe incassato i soldi chiedendo e ottenendo riscatti parziali delle somme.

28 febbraio, E’ stato condannato dal Tribunale di Sciacca a 8 mesi di reclusione per truffa, e adesso invece è stato assolto dalla Corte d’Appello di Palermo, perché il fatto non sussiste, Salvino Crapanzano, 49 anni, di Sciacca, difeso dall’ avvocato Calogero Dimino. L’ uomo è stato accusato di avere riciclato i bicchieri usati per riempirli di pop-corn altrettanto riciclati e venderli al bar del cinema dove ha lavorato nel 2007, incassando un profitto ingiusto.

1 marzo, E’ stata ricoverata nel reparto detenuti dell’Ospedale San Giovanni di Dio ad Agrigento Veronica Panariello, la donna accusata di avere ucciso e gettato in un canale di scolo il proprio figlio di 8 anni, Loris Stival. Secondo quanto trapelato, Veronica Panarello versa in grave stato di depressione e rifiuta da giorni il cibo. La donna sarebbe svenuta dentro la propria cella. Ecco perché prima è stata ricoverata nell’infermeria del carcere Petrusa, dove è detenuta, e subito dopo, su richiesta del medico della struttura carceraria, è stata trasportata all’ospedale per eseguire degli accertamenti diagnostici più precisi, tac compresa. Di quanto accaduto sono stati subito informati i familiari e l’avvocato di Veronica Panarello. Il difensore di Veronica Panarello, l’ avvocato Francesco Villardita, conferma le precarie condizioni di salute e che la donna è caduta in cella appena fuori dal bagno ed ha sbattuto la testa. E’ stata sottoposta alle Tac, con esito negativo. E poi l’ avvocato svela anche il suo sfogo. Veronica ripete : “Voglio vedere mio figlio piccolo, se non lo vedo morirò. Lotto per mostrare la mia innocenza e scoprire il colpevole dell’omicidio di Loris”. L’ avvocato Villardita aggiunge : “Aspettiamo l’esito delle visite mediche e poi sapremo se resterà in ospedale o se sarà dimessa”.

2 marzo, I poliziotti della Digos di Agrigento, capitanati da Patrizia Pagano, hanno acquisito altri documenti negli uffici del Municipio di Agrigento, tra l’ Ufficio tecnico comunale, l’ufficio di Presidenza, Delibere e Protocollo. Si tratterebbe di atti riguardanti il Piano regolatore generale e non solo. L’attenzione della Digos si sarebbe soffermata soprattutto sulle concessioni rilasciate nel corso degli ultimi anni. Tutti i materiali acquisiti saranno adesso al setaccio investigativo, con il coordinamento inquirente della Procura della Repubblica di Agrigento.

2 marzo, Il giudice avrebbe potuto scegliere tra affidamento in prova ai servizi sociali e arresti domiciliari, e ha scelto la misura più afflittiva a carico dell’ imprenditore di Agrigento, Giuseppe Burgio, 50 anni, ristretto ai domiciliari per un mese allorchè non avrebbe versato i contributi previdenziali per i propri dipendenti. Ad eseguire la misura sono stati i poliziotti della Divisione Anticrimine della Questura di Agrigento. Burgio è stato presidente del Consiglio d’amministrazione del Cda di Agrigento, operante nel campo della maxi distribuzione alimentare e poi fallito. L’ imprenditore ha subito il processo dopo l’accertamento dei mancati versamenti da parte dell’Inps. Ha già ottenuto diversi patteggiamenti con la sostituzione della pena detentiva con una pecuniaria, la prima volta di 30mila euro e poi di 45mila. Adesso la misura dei domiciliari.

2 marzo, Alcuni giorni addietro, come si ricorderà, migranti e profughi hanno manifestato a Villaseta contro i ritardi nelle procedure di riconoscimento dello status di rifugiati, invadendo le strade e bloccando la circolazione con i cassonetti della nettezza urbana. Adesso, una trentina di profughi hanno manifestato innanzi alla Prefettura di Agrigento, bloccando il traffico lungo piazzale Aldo Moro, nei pressi del comando provinciale dei Carabinieri. Gli immigrati rivendicano il riconoscimento dello status di rifugiati politici. Una delegazione è stata ricevuta in Prefettura.

2 marzo, Ad Agrigento, a Villaseta, nottetempo, ignoti ladri sono entrati dentro la scuola “Salvatore Quasimodo” e hanno rubato computer e altri prodotti elettronici. Sul posto, per i rilievi di rito, sono intervenuti i poliziotti della Squadra Volanti.

2 marzo, Ad Agrigento, in contrada Zingarello, ha subito un incendio una villa utilizzata dai proprietari nel periodo estivo. Ignoti sono entrati dentro e hanno appiccato il fuoco al mobilio e agli arredi. Il proprietario, un commerciante residente ad Agrigento, ha sporto denuncia ai Carabinieri. Alcuni giorni addietro, nella stessa zona è stata incendiata la villetta di un farmacista di Favara.

2 marzo, A Canicattì, in contrada Carlino, in via Laterizi, ha subito un incendio un’ automobile Audi A4 di proprietà di una donna di 29 anni. Poi, in via Borsellino un Suv Bmw X5 di una donna di 42 anni. Poi, in via Nicolò Gallo, un’ Alfa Romeo 147 di un uomo di 47 anni, e una Fiat Multipla, intestata ad una donna quarantenne. Indagano Carabinieri e Polizia.

2 marzo, A Licata ha subito una intimidazione un imprenditore il quale, innanzi alla sua azienda che si occupa di imballaggi per l’agricoltura, in contrada Piano Cannelle, ha scoperto una bottiglia contenente liquido infiammabile, verosimilmente benzina, e dei bigliettini con frasi minacciose e ingiuriose. Indagano i Carabinieri.

3 marzo, I poliziotti del commissariato di Porto Empedocle, agli ordini del vice questore, Cesare Castelli, hanno imposto ad uomo di 26 anni, A G sono le iniziali del nome, il divieto di avvicinamento alla ex fidanzata minorenne, ai luoghi frequentati da lei, e il divieto di colloquiare con lei e i suoi familiari. A G è indagato dalla Procura di Agrigento per stalking aggravato allorchè, non rassegnandosi alla separazione, si sarebbe reso responsabile di atti persecutori, minacce, appostamenti notturni, e lesioni con conseguente soccorso in ospedale, a danno della ragazza. Nel corso della notifica della misura, A G è stato sorpreso in possesso di 16 grammi di hashish, ed è stato denunciato a piede libero dalla Polizia.

3 marzo, Il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Livorno, competente per territorio, ha rinviato a giudizio l’ imprenditore agrigentino Massimo Vella, 44 anni, perché accusato di stalking a danno dell’ ex fidanzata, una modella di 29 anni di Livorno. La prima udienza dibattimentale è in calendario il prossimo 9 ottobre innanzi al giudice monocratico. Lo scorso 17 febbraio, accogliendo le istanze del difensore, l’avvocato Daniele Re, il Tribunale del Riesame ha revocato gli arresti domiciliari a favore dell’ imputato.

3 marzo, I medici dell’ospedale di Agrigento hanno firmato le dimissioni di Veronica Panarello, ricoverata dopo avere sbattuto la testa in cella a seguito di uno svenimento. La donna, trasferita adesso in carcere, è stata sottoposta a più esami clinici, comprese due Tac, che hanno escluso danni o patologie che richiedano il ricovero in ospedale. Pertanto i medici l’ hanno dimessa.

3 marzo, A Racalmuto imperversano bande di ladri, come al tempo del brigantaggio. Sono state svaligiate sette abitazioni, alcune delle quali in zone di campagna, tra le contrade Bovo, Garamoli e Rocca Rossa. Rubati elettrodomestici e televisori, oggetti preziosi, anche vestiario e scarpe. Indagano i Carabinieri.

4 marzo, A Porto Empedocle, i poliziotti del commissariato “Frontiera”, agli ordini del vice questore aggiunto, Cesare Castelli, hanno imposto, con il coordinamento della Procura di Agrigento, il divieto di dimora a Porto Empedocle a un uomo di 38 anni, N I sono le iniziali del nome, allorchè si sarebbe reso responsabile di maltrattamenti ed estorsioni a danno della madre di 80 anni che, esasperata dalle violenze e dalle continue richieste di denaro, si è rivolta al Commissariato di Polizia che è tempestivamente intervenuto a rimedio.
Ancora il Commissariato di Porto Empedocle, insieme alla Polizia stradale di Agrigento, ha effettuato 12 posti di blocco, controllato 178 persone e 109 veicoli. 14 sono state le contravvenzioni al codice della strada. Un veicolo sequestrato. Numerosi i controlli negli esercizi pubblici e a carico di persone in detenzione alternativa.

4 marzo, A Raffadali i Carabinieri hanno arrestato Luca Terrazzino, 23 anni, macellaio, sorpreso in atteggiamento sospetto, bloccato dai militari e perquisito. Dentro la sua automobile sono stati scoperti e sequestrati quasi 20 grammi di hashish suddivisi in 19 involucri pronti per lo spaccio, e un bilancino di precisione. Inoltre, i Carabinieri hanno denunciato a piede libero il raffadalese G T, sono le iniziali del nome, 23 anni anche lui, perché sorpreso in possesso di 2 coltelli di genere vietato.

4 marzo, A Canicattì i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari Giuseppe Di Pasquali, 24 anni, sorpreso in possesso di quasi 10 grammi di hashish, mezzo grammo di cocaina, un bilancino di precisione e 165 euro in contanti, probabile provento di spaccio.

4 marzo, A Campobello di Licata, i poliziotti della Squadra Mobile della Questura di Agrigento hanno arrestato Elena Buza, 25 anni, originaria della Romania, sorpresa in possesso, dentro casa, di un’ arma clandestina, una pistola di marca “Unique” calibro 635, perfettamente funzionante, e 43 cartucce del calibro della stessa arma. La donna è reclusa ai domiciliari.

4 marzo, Ad Agrigento, in via Saponara, un uomo di 50 anni è stato rapinato da 2 uomini incappucciati che lo hanno prima strattonato e poi gli hanno strappato il borsello. Ancora in corso di quantificazione il bottino. Indaga la Polizia.

4 marzo, A Burgio, nelle campagne, in contrada Campello, ha subito un incendio la casa di campagna di proprietà dell’ex sindaco di Burgio, Giuseppe Maniscalco. Le fiamme hanno divorato l’interno dell’abitazione e danneggiato il tetto. Sul posto hanno lavorato i Vigili del fuoco del distaccamento di Sciacca. Indagano i Carabinieri della Stazione di Burgio.

5 marzo, Ad Agrigento, in occasione del processo ordinario di primo grado a carico di 9 imputati nell’ ambito dell’ inchiesta antimafia cosiddetta “Nuova Cupola”, il Comune di Porto Empedocle, Parte civile, ha invocato 1 milione di euro di risarcimento danni e una provvisionale immediatamente esecutiva di 100 mila euro. E’ stato l’ avvocato Marco Giglio, in rappresentanza del Comune, a formalizzare in udienza la pretesa a carico degli imputati, tra cui alcuni empedoclini, per il danno arrecato nel corso degli anni alla città sia in termini patrimoniali che d’immagine. La sentenza, da parte della seconda sezione penale presieduta da Luisa Turco, è attesa il prossimo 26 marzo.

6 marzo, La Guardia di Finanza e la Procura di Sciacca hanno denunciato 10 indagati, a vario titolo, per frode a danno dell’ Erario. Lo scorso dicembre un cittadino di Sciacca, titolare di un libretto Uma, Utenti motori agricoli, ha denunciato l’esistenza di un altro libretto a suo nome con cui altri, dunque, si rifornivano di gasolio agricolo. Le Fiamme Gialle hanno scoperto i presunti responsabili, 10 persone di Menfi, che si sarebbero riforniti di gasolio agricolo esibendo il falso libretto Uma. Oltre ad acquistare il carburante agricolo senza averne diritto, tutti i denunciati lo avrebbero utilizzato anche per alimentare le proprie automobili. Sono stati sequestrati oltre 6mila litri di gasolio agricolo, e 12 mezzi di cui 7 autovetture e 5 mezzi agricoli.

6 marzo, Antonino Arbisi, 62 anni, di Sambuca di Sicilia, ufficiale giudiziario, in servizio presso l’ufficio Unep del Palazzo di Giustizia di Sciacca. Arbisi è stato accusato di rivelazione di segreto d’ufficio allorchè avrebbe rivelato al legale rappresentante di una società che presso il proprio ufficio era stata depositata richiesta di pignoramento presso terzi da parte di un’altra società, per un credito vantato di 30 mila euro.

6 marzo, La Guardia di Finanza e la Procura di Agrigento lavorano alla ricerca di eventuali irregolarità nell’ applicazione della legge, che solo l’ Assemblea regionale potrebbe modificare e correggere, che consente agli amministratori locali eletti di ottenere il rimborso dello stipendio a spese dell’ ente locale a favore del datore di lavoro dello stesso amministratore locale. Dunque, le Fiamme gialle hanno acquisito gli atti relativi ai rimborsi pagati dal Comune di Agrigento ad alcuni ex consiglieri comunali, come Alfonso Vassallo, assunto da ConfArtigianato, e quindi con il suo stipendio, oltre i contributi, pagato dal Comune a ConfArtigianato. A coordinare l’ inchiesta sono il procuratore aggiunto Ignazio Fonzo e i pubblici ministeri Alessandro Macaluso e Salvatore Vella.

6 marzo, La Polizia postale di Agrigento indaga perché su Facebook, e poi su Skype, utilizzando profili falsi, si presentano donne giovani, di bell’ aspetto e in atteggiamento provocante, ad esempio tale Flora Duvie. Ebbene, tanti, tra liberi professionisti, politici, impiegati e giornalisti hanno abboccato alla trappola del sesso virtuale tramite la video chat. Dall’ altra parte il filmato è stato registrato, e ai malcapitati sono stati chiesti dai 200 a oltre 500 euro per non diffondere il video.

6 marzo, Il 13 aprile 2013 la Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza di condanna a 9 anni di reclusione inflitta in primo e secondo grado a Vincenzo Leone, 44 anni, di Canicatti’, imputato di associazione mafiosa nell’ambito dell’ inchiesta antimafia cosiddetta Agora’, che ruota intorno alla costruzione del Centro commerciale a Castrofilippo. Dunque, Vincenzo Leone è processato una seconda volta in Appello, innanzi ad altra sezione, e il Procuratore generale, a conclusione della requisitoria, ha chiesto ancora una volta 9 anni di reclusione a carico di Leone. Attese le arringhe difensive e poi la sentenza.

6 marzo, Il giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Francesco Paolo Pizzo, ha emesso la sentenza nell’ ambito dell’ inchiesta cosiddetta “I soliti ignoti” contro un presunto business legato allo spaccio di sostanze stupefacenti, truffe, furti e rapine. Due anni e 5 mesi di reclusione sono stati inflitti a Giacomo Lauricella Luca, 53 anni, di Favara. 8 mesi di reclusione a Salvatore Di Fede, 65 anni, di Agrigento. Sono stati assolti nel merito i favaresi Calogero Lauricella Luca, 51 anni, Giovanni Mendola, 33 anni, Nicolò Limblici, 43 anni, Francesco Fanara, 59 anni, e Gianfranco Limblici, 33 anni, e l’agrigentino Eugenio Gibilaro, 48 anni.

7 marzo, Giuseppe Rizzo, 80 anni, di Favara, condannato con sentenza definitiva a 6 anni di carcere per associazione mafiosa nell’ ambito dell’ inchiesta antimafia cosiddetta “Camaleonte”, ha scontato 3 anni di sorveglianza speciale. Adesso la Procura di Agrigento ha chiesto di applicare a carico di Rizzo 3 anni di libertà vigilata. Invece, il magistrato di sorveglianza, Walter Carlisi, ha accolto le argomentazioni del difensore, l’ avvocato Giuseppe Barba, il quale ha eccepito che Giuseppe Rizzo non è più un soggetto pericoloso. Pertanto, Rizzo è del tutto libero.

7 marzo, L’ inchiesta Hiram : mafia e massoneria deviata per pilotare e insabbiare i processi in Cassazione. La sentenza d’Appello, che il 18 novembre 2013 ha assolto tutti gli imputati, è stata confermata dalla Cassazione. Dunque, scagionati definitivamente l’ imprenditore mazarese Michele Accomando, il ginecologo palermitano Renato Gioacchino De Gregorio, l’imprenditore agrigentino Calogero Licata, l’impiegato della Cassazione Guido Peparaio, e l’imprenditore Nicolò Sorrentino, marsalese originario di Realmonte. Il solo condannato è il presunto massone Rodolfo Grancini, originario di Orvieto, condannato in abbreviato il 6 maggio 2010 a 6 anni e 6 mesi di reclusione. Il 17 giugno 2008, il giorno del blitz “Hiram”, furono 8 gli arresti ad opera della Procura di Palermo e dei Carabinieri di tre province, Palermo, Agrigento e Trapani. I giudici della Cassazione hanno dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal Procuratore Generale di Palermo, Rosa Valenti, contro l’assoluzione di tutti gli imputati nei primi due gradi di processo.

7 marzo, Il Tribunale di Agrigento ha assolto, “per non avere commesso il fatto”, il carabiniere Andrea Mirarchi, 38 anni, originario di Catanzaro, già in servizio alla Stazione di Palma di Montechiaro, accusato di avere partecipato ad una rapina insieme ai fratelli Francesco e Calogero Burgio, 29 e 39 anni, e a una quarta persona mai identificata, il 9 maggio del 2011, quando i 4 sarebbero entrati nell’abitazione di un anziano, morto da alcuni giorni, per rubare degli oggetti personali e alcune armi regolarmente denunciate. Un romeno vicino di casa che intervenne allarmato dai rumori fu bersaglio mancato di un colpo di fucile ad aria compressa sparato da uno dei ladri. Andrea Mirarchi è stato difeso dall’ avvocato Santo Lucia.

7 marzo, La Procura della Repubblica di Sciacca ha disposto il sequestro di un cantiere nautico in città. Sono stati denunciati i proprietari, i fratelli Antonino e Calogero Tancredi, accusati di smaltimento illecito di rifiuti speciali. Nell’ambito della costruzione di barche in vetroresina, gli indagati si sarebbero liberati di rifiuti, anche pericolosi, interrandoli in grosse buche scavate in aree limitrofe al cantiere o, in qualche caso, incendiandoli.

7 marzo, A Naro i Carabinieri hanno arrestato Ciobotaru Marian, 23 anni, e Feraru Catalin, 26 anni, indagati per furto aggravato allorchè sono stati sorpresi a caricare dentro la loro automobile 2 motori elettrici necessari al funzionamento di alcune macchine tessili, appena rubate in una fabbrica della zona.
Uno dei due romeni ha tentato la fuga ma è stato inseguito e acciuffato. La refurtiva è stata restituita al proprietario.

7 marzo, Il Tribunale di Sciacca ha condannato a 8 mesi di reclusione Mario Antonino Rizzolo, 50 anni, di Alessandria della Rocca, titolare di un’agenzia viaggi. Rizzolo risarcirà le parti civili, che sono 19 componenti del gruppo bandistico “Giuseppe Verdi” di Santo Stefano Quisquina i quali nel 2011 avrebbero dovuto recarsi in America, negli Stati Uniti, ma giunti all’aeroporto di Palermo si accorsero che a loro nome non vi era alcuna prenotazione. E così sfumò la loro partecipazione alla “Festa Italiana” di Milwaukee. La pena è stata sospesa a condizione che l’agente viaggi paghi il danno alle parti offese.

9 marzo, A Ribera, nottetempo, i Carabinieri della locale Tenenza hanno arrestato ai domiciliari in flagranza di rissa aggravata 3 romeni, braccianti agricoli domiciliati a Ribera. Si tratta di Cretu George Cosmin, 21 anni, Cretu Alexandru Relu, 25 anni, e Slatinaru Nicolae, 23 anni. Nel centro urbano, nei pressi di via Pier delle Vigne, si sono azzuffate circa 25 persone verosimilmente in preda ai fumi dell’alcol. I Carabinieri hanno bloccato 3 dei rissanti, sequestrando anche un bastone in legno. Indagini in corso alla ricerca degli altri.

9 marzo, Ad Agrigento i poliziotti della Squadra Volanti hanno arrestato ai domiciliari Pietro Ernesto, 39 anni, che risponderà al giudice di minacce, ingiurie e resistenza a pubblico ufficiale allorchè in via Atenea, probabilmente perché sotto l’effetto dell’ alcol, avrebbe molestato alcuni clienti di un bar – pub e poi avrebbe ingiuriato e minacciato i poliziotti intervenuti sul posto.

9 marzo, A Siculiana, in via Roma, ignoti ladri sono entrati furtivamente dentro la chiesa dell’ Immacolata, e hanno svuotato le cassette delle offerte lungo le navate. Poi hanno rovistato fra armadi e cassetti della sagrestia, rubando un sacchetto con altre monete. Il danno ammonta ad oltre 500 euro. Indagano i Carabinieri della stazione di Siculiana.

9 marzo, A Canicattì, in via Allende, ignoti malviventi sono entrati furtivamente dentro gli uffici distaccati del Comune, e hanno rovistato tra i locali Anagrafe ed Elettorale. Hanno danneggiato alcuni mobili ma non hanno rubato nulla. Indaga la Polizia.

9 marzo, A Racalmuto, nel centro storico, in Via dei Mille, nottetempo ha subito un incendio l’automobile Volkswagen Golf di una medico in servizio all’ospedale di Gela. A lavoro i Vigili del fuoco. Indagano i Carabinieri.

10 marzo, A Sciacca ha subito una rapina l’ Ufficio postale nel quartiere di San Michele. Due malviventi con il volto travisato, con spiccato accento palermitano, sotto la minaccia di una pistola hanno ottenuto la consegna dei soldi in cassa, circa 300 euro. Indaga la Polizia.

10 marzo, La Polizia stradale di Agrigento, agli ordini di Giuseppe Andrea Morreale, ha denunciato 6 persone alla Procura di Agrigento per guida in stato d’ebbrezza. I 6 sono stati sorpresi tra Villaggio Mosè e San Leone. La PolStrada ha inoltre ritirato 5 carte di circolazione e ha sequestrato 3 veicoli per mancanza di assicurazione.

10 marzo, I Carabinieri della Compagnia di Licata, nel corso di un servizio di pattugliamento del territorio, hanno denunciato due braccianti agricoli licatesi, V G, sono le iniziali del nome, di 43 anni, e A M di 42 anni, per ricettazione e trasporto di rifiuti speciali senza autorizzazione. I due sono stati sorpresi a trasportare ben 50 chili di matasse di cavi in rame senza alcuna certificazione circa la loro provenienza, e vari arnesi per tranciare cavi in rame, il tutto posto sotto sequestro.

10 marzo, A Porto Empedocle, i poliziotti del locale Commissariato, agli ordini di Cesare Castelli, sono stati costretti a intervenire per frenare una furibonda lite tra una coppia, lui, 23 anni, egiziano, lei, 22 anni, figlia di nordafricani ma nata cresciuta in Sicilia. Ebbene, il marito, l’egiziano, non sopporta che la moglie si comporti secondo la civiltà occidentale e pretende che lei indossi il velo quando è fuori di casa. La donna è assolutamente contraria. Ebbene, l’uomo avrebbe inveito, anche usando le mani, contro la moglie, minacciando il divorzio, finchè sono intervenuti i poliziotti che hanno raffreddato l’egiziano.

10 marzo, La Procura di Agrigento, tramite il sostituto procuratore Salvatore Vella, a conclusione di una indagine sostenuta in collaborazione con la Guardia di Finanza, ha chiesto il rinvio a giudizio di Giuseppe Reina, 70 anni, di Cammarata, segretario scolastico in pensione, imputato di peculato allorchè, fino al gennaio del 2008, si sarebbe indebitamente appropriato di 798 mila euro. Per tanti anni Giuseppe Reina è stato segretario scolastico dell’Istituto “Archimede” di Cammarata, e ha gestito i mandati di pagamento della scuola, occupandosi di forniture di beni e servizi. Il collegio dei revisori dei conti dell’istituto si accorse dei costi elevati per l’acquisto di materiale di cancelleria, pulizia e arredamento. Nel corso delle indagini sarebbe emerso che Reina avrebbe emesso mandati di pagamento apparentemente nell’interesse della scuola, e che, invece, come scrive la Procura – “mascheravano prelievi di somme che incassava in proprio o che utilizzava per saldare fatture a debito della società Immobiliare Italia, con sede a Città di Castello, della quale era socio unico e amministratore”. Reina avrebbe apposto sui mandati di pagamento le false firme dei direttori scolastici del tempo, in modo che apparentemente i documenti risultassero come regolari anche sul piano formale.

11 marzo, Operazione antidroga dei Carabinieri della Compagnia di Sciacca che hanno arrestato 3 indagati di Ribera e altri 3 di Palermo, accusati di trafficare e spacciare cocaina e hashish tra il quartiere Santa Rosalia a Palermo e Ribera. Si tratta dell’ inchiesta cosiddetta “Pier Delle Vigne” e, secondo gli inquirenti della Procura saccense, è stato interrotto un nuovo canale di rifornimento di sostanze stupefacenti fra Ribera e Palermo. In carcere sono reclusi: Carlo Giardiello, 34 anni, e Felice Puccio, 43 anni, entrambi di Ribera, e poi Alessio Carrozza, 35 anni, ed Enrico Quattrocchi, 43 anni, di Palermo. Agli arresti domiciliari sono ristretti Giuseppina Caltagirone, 28 anni, di Ribera, e Barbara Giallanza, 39 anni, di Palermo. Le indagini sono state avviate nel 2003. Nel corso delle attività investigative sono stati sequestrati 2 chili di hashish, 70 grammi di cocaina e beni mobili ed immobili per un valore di circa 100 mila euro.

11 marzo, La Procura di Agrigento, tramite la sostituto Brunella Sardoni, ha chiesto il rinvio a giudizio del capo dell’ ufficio tecnico comunale di Agrigento, Giuseppe Principato, e del responsabile della viabilità, Gaspare Triassi, imputati di omicidio colposo allorchè se ad Agrigento il Comune avesse vigilato sulle condizioni delle strade cittadine, e se la buca del diametro tra i 60 e i 70 centimetri e profonda decine di centimetri, in viale Cavaleri Magazzeni, più volte segnalata dai cittadini, fosse stata riparata, allora Chiara La Mendola non sarebbe morta a 24 anni di età il 30 dicembre 2013, in sella ad un ciclomotore che si è imbattuto sulla buca, peraltro colma di acqua. La prima udienza preliminare è in calendario il 9 aprile, innanzi al Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano.

11 marzo, In Toscana, in territorio di Firenze, un incidente stradale ha provocato la morte di un camionista di Agrigento, Giuseppe Nobile, 54 anni. L’ uomo, a bordo di un tir, è stato urtato da un altro tir e si è schiantato contro il guardrail sbalzando fuori dalla cabina lungo l’ autostrada A1 Milano Roma, tra Firenze Impruneta e Firenze Sud, in direzione di Roma. Sul posto sono intervenuti i poliziotti della Stradale di Firenze.

11 marzo, La Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza di condanna emessa dalla Corte d’Appello di Palermo il 4 ottobre 2013 a carico di due presunti fiancheggiatori del boss Gerlandino Messina arrestati il 25 ottobre 2011 nell’ ambito dell’ inchiesta antimafia cosiddetta “Dna”. Si tratta di Salvatore Romeo, 53 anni, di Porto Empedocle, già condannato a 7 anni, difeso dagli avvocati Nino Gaziano e Carmelita Danile, e Domenico Seddio, 39 anni, di Porto Empedocle, condannato a 11 anni e 10 mesi in continuazione con la sentenza al processo “Akragas”, e difeso dall’ avvocato Lillo Fiorello.

11 marzo, La Procura di Sciacca ha chiesto il rinvio a giudizio a carico di Alessandro Tavormina, 34 anni, di Ribera, accusato del tentato omicidio della ex moglie. Il riberese, il 6 maggio 2014, avrebbe sparato 5 colpi di pistola contro l’automobile Mercedes con alla guida la donna, G S sono le iniziali del nome, 37 anni, di Ribera. La prima udienza preliminare è in calendario il 3 aprile.

11 marzo, Ad Agrigento, in via 25 aprile, approfittando dei locali chiusi, ignoti hanno forzato un ingresso e sono entrati dentro l’ufficio di una impresa edile, probabilmente per rubare denaro ma, non avendo trovato nulla di prezioso, hanno rubato solo dei documenti. Forse si tratterebbe, allora, di un furto mirato agli stessi documenti. Indaga la Polizia.

11 marzo, Nel carcere di Sciacca si è suicidato impiccandosi un detenuto di 50 anni, originario di Caltabellotta, arrestato per prostituzione minorile e appena reduce dall’ udienza che ha convalidato l’arresto negandogli i domiciliari. Gli agenti penitenziari hanno scoperto l’uomo senza vita nella sua cella. Il cinquantenne è stato arrestato dai Carabinieri lo scorso 6 marzo, ad un posto di blocco tra Montallegro e Ribera, e ad accusarlo di prostituzione minorile sarebbe stato un minore extracomunitario che sarebbe stato sorpreso a bordo dell’automobile dell’ uomo.

11 marzo, A Bivona, in provincia di Agrigento, i Carabinieri hanno arrestato un uomo di 32 anni, marito presunto violento che è stato denunciato dalla moglie, di 31 anni. Lei ha partecipato con delle amiche alla Festa della Donna, è rientrata a casa presumibilmente leggermente alticcia e il marito l’ ha picchiata per tale ragione. Il marito risponderà al giudice di maltrattamenti in famiglia e lesioni personali, e non sarebbe la prima volta.

11 marzo, A Favara 5 persone sono state denunciate dai Carabinieri e dai Vigili urbani perché avrebbero organizzato una serata da ballo, con somministrazione di bevande alcoliche, in un antico palazzo nobiliare del centro storico, in piazza Cavour, senza le necessarie autorizzazioni, anche di pubblica sicurezza. Ai 5 è stata elevata una multa di 5mila euro.

12 marzo, Ad Agrigento, in contrada Calcarelle, in via Quartararo, all’ Istituto tecnico Nicolò Gallo, uno studente di 16 anni ha subito gravi ferite allorchè è precipitato accidentalmente da una finestra al terzo piano dell’edificio scolastico. Il ragazzo è stato immediatamente soccorso e trasportato con una ambulanza del 118 al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento. Indagano i poliziotti della Squadra Volanti di Agrigento.

12 marzo, Ai Carabinieri della Compagnia di Canicattì è stata presentata una denuncia dai responsabili del cantiere che gestisce il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani a Canicattì, a seguito dei numerosi casi di incendio di cassonetti della spazzatura che si sono susseguiti a Canicattì e che provocano un danno economico al Comune costretto a proprie spese al collocamento di nuovi contenitori.

12 marzo, Ad Agrigento, al Liceo Majorana, in via Platone, ignoti ladri sono entrati furtivamente dentro i locali forzando una finestra, hanno rovistato tra le aule e poi hanno scassinato i distributori automatici di caffè e merendine, prelevando le monetine. Circa 100 euro il bottino. Indagano i Carabinieri.

12 marzo, A Sciacca, in contrada Isabella, una coppia di giovani sposini sono stati aggrediti, picchiati, legati a due sedie e rapinati in casa da 4 uomini incappucciati, con accento dell’ est Europa e forse ubriachi o drogati, che li hanno attesi all’ ingresso dopo avere scavalcato la recinzione. La rapina ha fruttato un televisore e circa 500 euro. Indaga la Polizia. La coppia è stata medicata in Ospedale.

12 marzo, Ad Agrigento, al Villaggio Mosè, in Via dei Fiumi, almeno 3 ignoti malviventi hanno rubato 6 cavalli da un recinto privato, utilizzando presumibilmente più mezzi per il trasporto. Il proprietario ha denunciato il furto ai Carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile.

12 marzo, Ad Agrigento altro furto a danno della stazione di servizio Erg, lungo la statale 640, nei pressi di contrada Petrusa. Ignoti malviventi, utilizzando un’auto rubata, hanno sfondato la vetrata del locale e hanno rubato tutte le stecche di sigarette. Indaga la Polizia.

12 marzo, La Corte dei Conti ha condannato un funzionario dell’ ufficio personale dell’ Istituto autonomo case popolari di Agrigento a risarcire allo stesso Iacp 125mila e 849 euro, oltre rivalutazione monetaria e gli interessi legali sulla somma rivalutata. Si tratta di Maurizio Guercio, 57 anni, arrestato ai domiciliari il 4 agosto 2014 per peculato perchè si sarebbe aumentato le buste paga assegnandosi due volte lo stipendio mensile, dal 2009 al 2013, percependo illecitamente oltre 125 mila euro. Il gip ha anche ordinato il sequestro preventivo dei beni dell’indagato per equivalente, ossia fino ai 125 mila euro che sarebbero stati indebitamente percepiti. La Corte dei Conti ha disposto il pignoramento dei beni sequestrati. Maurizio Guercio è stato indagato a seguito della denuncia dei suoi superiori, che si sono accorti di alcune irregolarità amministrative.

13 marzo, Al palazzo di giustizia di Agrigento, a conclusione della requisitoria, il pubblico ministero, Alessandro Macaluso, ha invocato la condanna di 8 dei 10 imputati, a vario titolo, di associazione per delinquere, corruzione, abuso d’ufficio e truffa nell’ ambito dell’ inchiesta, sostenuta dalla Procura e dalla Digos, cosiddetta “Self Service”, su un presunto business di tangenti ruotanti intorno agli uffici tecnici del Comune di Agrigento. 6 anni per Sebastiano Di Francesco, già capo dell’ Ufficio tecnico comunale, 8 anni e 6 mesi per l’ex dirigente dell’ Ufficio tecnico, Luigi Zicari, poi 4 anni per l’ architetto Pietro Vullo, 6 mesi per l’ architetto Roberto Gallo Afflitto, 2 anni per l’ imprenditore Gerlando Tuttolomondo, poi 1 anno e 4 mesi per Rosario Troisi, e 1 anno e 2 mesi per Calogero Albanese, entrambi Vigili urbani, e 8 mesi di reclusione per Massimo Lorgio. Troisi e Albanese sono giudicati solo per avere chiuso un occhio a favore di alcuni lavori privati presunti abusivi compiuti da Lorgio. Poi, assoluzione, perchè il fatto non sussiste, a favore di Alfonso Vullo, e assoluzione, per non avere commesso il fatto, a favore di Pasqualina Sciarratta.

13 marzo, Al palazzo di giustizia in via Mazzini ad Agrigento, il giudice per le udienze preliminari, Francesco Provenzano, ha giudicato gli imputati nell’ ambito dell’ inchiesta cosiddetta “Demetra”, dal nome dell’ operazione della Procura e dei Carabinieri che il 28 giugno 2013 ha provocato 6 arresti, 2 divieti di dimora e 87 indagati a piede libero per truffe all’ Inps e all’ Inail, tra indennità di disoccupazione e indennizzi per infortuni sul lavoro presunti truccati e indebiti. 13 patteggiamenti di condanna, 53 rinviati a giudizio e 2 condannati in abbreviato, che sono Salvatore Borsellino, 34 anni, di Agrigento, al quale sono stati inflitti 3 anni e 6 mesi di reclusione, e Vincenzo Pavone, 68 anni, di Porto Empedocle, che ha subito 1 anno di reclusione, pena sospesa. La prima udienza per i 53 rinviati a giudizio al processo ordinario è in calendario il prossimo 11 giugno innanzi alla prima sezione penale del Tribunale di Agrigento. I 13 imputati che hanno scelto di patteggiare la condanna sono : Luca Di Stefano 2 anni di reclusione, Daniele Moscato 1 anno e 2 mesi, poi 8 mesi di reclusione ciascuno per Paolo Davide Moscato, Giuseppe Capitano, Giuseppe Camporeale, Giuseppe Di Stefano, Edmondo Biancola, Teresa Fiorino, Raimonda Baretta e Marina Baretta, poi 6 mesi ciascuna per Emanuela Prestia e Simona Forte, e 2 mesi per Giuseppina Todaro. I 13 beneficeranno della sospensione condizionale della pena e pagheranno in solido le spese processuali a favore delle parti civili costituite in giudizio.

13 marzo, A Raffadali i Carabinieri della locale stazione hanno arrestato Salvatore Russo, 36 anni, che sconterà 5 anni e 3 mesi di reclusione per reati commessi nel 2009. A Licata i Carabinieri hanno arrestato Giacomo Vinci, 42 anni, bracciante agricolo, perché avrebbe violato le prescrizioni dell’affidamento in prova ai servizi sociali. La misura gli è stata revocata.

13 marzo, Ad Agrigento, in contrada Maddalusa, ignoti ladri hanno forzato una finestra, sono entrati dentro una villetta e hanno rubato gioielli, un tv color e un computer. Indaga la Polizia.

14 marzo, Incidente sul lavoro a Sciacca, in contrada Sovareto, nelle campagne, dopo un operaio edile in pensione di 73 anni, Gregorio Indelicato, è morto travolto dal trattore su cui è stato impegnato a lavorare. I soccorsi hanno solo constatato la morte dell’ uomo. I Carabinieri indagano per accertare le cause del grave incidente.

14 marzo, Al palazzo di giustizia di Agrigento, a conclusione del giudizio abbreviato, il giudice per le udienze preliminari, Stefano Zammuto, ha condannato Paolo Fiorenza, 41 anni, di Favara, a 6 anni di carcere. Fiorenza è stato arrestato il 22 agosto del 2012 perché avrebbe partecipato, insieme a un complice ancora da identificare, a una rapina in un’abitazione culminata col pestaggio del proprietario, in contrada San Benedetto, la zona industriale di Agrigento.

16 marzo, I Carabinieri della Compagnia di Licata hanno arrestato ai domiciliari un capo cantoniere dell’ Anas, Gaetano Moncado, 62 anni, originario di Canicattì, operante lungo la strada statale 410 Naro – Camastra. Moncado avrebbe preteso denaro per non multare, abusando della sua qualità di pubblico ufficiale, ed esercitando pressioni su alcune persone ed in varie occasioni. L’inchiesta è coordinata dal sostituto procuratore di Agrigento, Matteo Delpini.

16 marzo, La Polizia Postale e delle Comunicazioni di Palermo, a conclusione di indagini contro lo scambio in rete di immagini e video pedopornografici, ha arrestato un agrigentino di 19 anni e un napoletano di 44 anni. Nel corso della perquisizione i due arrestati sono stati colti in flagrante di detenzione e diffusione, tramite la rete internet, di un’enorme quantità di files riproducenti scene raccapriccianti di violenze sessuali in pregiudizio di bambini in tenerissima età, alcuni dei quali addirittura infanti.

16 marzo, Il primo agosto 2013 i Carabinieri hanno arrestato per concussione il comandante della Stazione dei Carabinieri di Sambuca di Sicilia , Luigi Sapienza, 53 anni. Il maresciallo Sapienza avrebbe intascato una mazzetta di 600 euro da un imprenditore edile sotto il ricatto di una maxi contravvenzione. Sapienza ha confessato e adesso è libero. Nel frattempo, altre ipotesi accusatorie emergono nell’ ambito delle indagini. Il maresciallo avrebbe ricevuto 500 euro nel marzo 2013 da un altro imprenditore edile, e circa 300 euro, poi però non pagati, dal titolare di un bar per una serata di musica presunta irregolare.

16 marzo, A Racalmuto i Carabinieri e l’ Ispettorato del Lavoro di Agrigento hanno sanzionato due locali Centri di seconda accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati, per irregolarità in materia di lavoro e carenze igienico sanitarie. Nel dettaglio, sono state inflitte multe per aspetti sanitari, logistici e per lavoro in nero per un importo complessivo di oltre 21mila e 500 euro. L’accertamento ha rivelato inoltre la presenza di ospiti per stanza in numero superiore rispetto agli standard definiti dal regolamento in materia di Centri d’accoglienza. Le visite ispettive proseguono.

16 marzo, A Licata i Carabinieri hanno arrestato Salvatore La Rocca, 36 anni, per evasione allorchè è stato sorpreso fuori dalla propria abitazione in cui è ristretto agli arresti domiciliari.
Ancora a Licata i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari Antonio Cannizzaro, 47 anni, sorpreso alla guida di un’automobile senza patente e in violazione della misura della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di residenza.
A Palma di Montechiaro i Carabinieri hanno arrestato Pino Farruggio, 46 anni, bracciante agricolo, per evasione allorchè sorpreso fuori dalla propria abitazione dove è ristretto ai domiciliari.
A Castrofilippo i Carabinieri hanno arrestato Petre Ion Iosiv, 37 anni, originario della Romania, anche lui ammanettato per evasione dai domiciliari.

16 marzo, A Favara, in via Pietro Nenni, i Carabinieri hanno arrestato il romeno abitante a Castrofilippo, Petre Ion Iosiv, 38 anni, perché avrebbe tentato di palpeggiare due ragazze studentesse al Liceo King che sono scappate e si sono rifugiate in un negozio. Scattato l’allarme, sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Tenenza di Favara che hanno ammanettato il romeno.

16 marzo, A Sciacca, in piazza Carmine, ignoti hanno sfondato l’ ingresso, sono entrati dentro lo studio di Pietro Alberto Piazza, architetto e componente del gruppo di progettazione del piano regolatore di Sciacca, e hanno appiccato il fuoco incendiando un cartone al centro di una stanza. Ad accorgersi del fumo sono stati alcuni condomini che hanno lanciato l’allarme. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco e i Carabinieri.

16 marzo, Agrigento : ancora un anziano, ed è il secondo in pochi giorni, pericolosamente contromano lungo il viadotto Morandi. L’automobile utilitaria dell’ uomo ha imboccato il viadotto controsenso, percorrendo la corsia di sorpasso in direzione Agrigento. Un automobilista, saltando fuori dalla propria auto, è riuscito gesticolando a indurre il distratto a fermarsi subito. Poi sono intervenuti polizia e carabinieri.

16 marzo, I Carabinieri della Stazione di Campobello di Licata indagano sull’incendio che ha danneggiato l’abitazione di campagna di un muratore incensurato, D F, sono le iniziali del nome, 39 anni. Ignoti hanno forzato la porta d’ingresso ed hanno cosparso di liquido infiammabile il manufatto.
Il rogo poi si è auto estinto.

16 marzo, Ad Agrigento ignoti ladri hanno rubato in due case di villeggiatura, tra Zingarello e Cannatello, detersivi, piatti, pentole e posate. I proprietari si sono rivolti al 113. Indagano i poliziotti della squadra Volanti.

16 marzo, A Licata ignoti ladri sono entrati furtivamente dentro il teatro “Re Grillo” e hanno rubato abiti di scena, microfoni di un service cittadino e altri attrezzi. Indagano i Carabinieri.

16 marzo, A Ravanusa i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari Antonino Gattuso, 42 anni, per violazione della sorveglianza speciale allorchè è stato sorpreso fuori dalla propria abitazione.

17 marzo, Ad Agrigento i poliziotti della Squadra Volanti hanno denunciato un marito violento, di 50 anni, che avrebbe colpito a schiaffi e pugni la moglie in un’ abitazione al Villaggio Mosè. Lui ha anche rubato la borsetta a lei ed è scappato, ma è stato subito rintracciato dai poliziotti intervenuti perché allarmati dai vicini di casa. La compagna, una trentenne sudamericana, ha rinunciato alle cure sanitarie.

17 marzo, I poliziotti del Commissariato di Porto Empedocle, capitanati da Cesare Castelli, sono stati allarmati da una madre e sono intervenuti in tempo persuadendo il figlio di 35 anni dall’ intenzione di suicidarsi con un coltello già puntato alla gola. Il 35enne è stato soccorso in Ospedale.

17 marzo, Blitz antidroga dei poliziotti del Commissariato di Porto Empedocle, agli ordini del vice Questore, Cesare Castelli. Nell’ ambito di controlli preventivi, i poliziotti hanno intercettato la cessione di stupefacente. Dal balcone di una casa, uno ha lanciato ad un altro un pacchetto di sigarette con dentro droga. Sotto il balcone sono intervenuti anche gli agenti che hanno sequestrato il pacchetto con la striscia di hashish ad un ventenne che è stato segnalato alla Prefettura come assuntore di stupefacenti. Il presunto spacciatore, di 35 anni, è stato raggiunto in casa e denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Agrigento per l’ipotesi di spaccio di sostanze stupefacenti.

17 marzo, A Licata i Carabinieri della locale compagnia, diretta dal capitano Marco Currao, hanno arrestato in flagranza di reato Salvatore Alabiso Melchiorre, 42 anni, bracciante agricolo, ed Emanuele Lo Vullo, 39 anni, disoccupato, entrambi responsabili di furto aggravato in concorso allorchè in periferia, in contrada “Colle d’Oro”, lungo la tratta ferroviaria Canicattì – Licata, sono stati sorpresi a rubare 5 matasse di cavi telefonici in rame, adibiti al cablaggio della linea ferroviaria, della lunghezza totale di ben 200 metri circa, per un peso complessivo di 350 chili, dopo aver tranciato e divelto alcuni binari della ferrovia.

17 marzo, A Sciacca, un incidente sul lavoro, nel corso di opere fognarie ed idriche, il 3 dicembre del 2008 ha provocato la morte dell’operaio Accursio La Bella, 35 anni. Adesso, al palazzo di giustizia di Sciacca, il pubblico ministero, Alessandro Moffa, a termine della requisitoria, ha chiesto la condanna di 2 tecnici comunali : 2 anni e 4 mesi per Gaspare Giarratano, 58 anni, coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione dei lavori, e 8 mesi di reclusione per Giuseppe Liotta, responsabile dei lavori. Entrambi sono accusati di omicidio colposo. Il 23 aprile prossimo concluderanno le difese, poi il Tribunale di Sciacca entrerà in camera di consiglio ed emetterà la sentenza. In abbreviato, sono stati condannati anche in Appello, a 10 mesi di reclusione ciascuno, Antonio Zelanda, 48 anni, capo cantiere, e Gianpietro Ganci, 54 anni, responsabile del servizio prevenzione e protezione, e direttore tecnico.

18 marzo, Il Tribunale di Agrigento ha confiscato gran parte del patrimonio di Pasquale Alaimo, 46 anni, di Favara. Solo per un terreno è stata riconosciuta la legittima provenienza, e la conseguente restituzione. Tutto il resto del patrimonio, il cui valore è stimato dalla Direzione investigativa antimafia di Agrigento in diverse centinaia di migliaia di euro, tra beni immobili e titoli finanziari, è stato confiscato. Secondo i giudici della prima sezione misure di prevenzione del Tribunale di Agrigento, tali beni “non sono stati acquisiti legittimamente con il suo lavoro di dipendente di una ditta che si occupa della raccolta dei rifiuti, ma sarebbero frutto dei ricavi legati alla sua affiliazione a Cosa nostra”.

18 marzo, A Comitini ignoti hanno spedito al Municipio una lettera intimidatoria indirizzata al vice sindaco, Gennaro Fiorello, e all’ assessore ai Lavori pubblici, Salvatore Bruno. Nella lettera è stato scritto, a stampatello e in parte in dialetto siciliano, di “abbandonare tutte cose, altrimenti farete una brutta fine. Munnu ha statu e munnu è. Non portate niente avanti”, il tutto affiancato da una foto dell’Isis, fotocopiata da un giornale.

18 marzo, A Racalmuto, in piazza Fontana, ignoti hanno forzato un ingresso, sono entrati dentro l’abitazione di una donna racalmutese al momento trasferitasi nel nord Italia, hanno ammassato materassi e mobili, e hanno appiccato il fuoco. Sul posto sono intervenuti Vigili del fuoco e Carabinieri. Indagini in corso.

18 marzo, A Canicattì una banda di ignoti delinquenti si è specializzata nei furti nelle abitazioni approfittando della morte del proprietario e agendo durante la celebrazione dei funerali. L’ultimo episodio del genere è stato compiuto in una casa nel centro storico. I ladri hanno atteso che i familiari si recassero in Chiesa per partecipare ai funerali per poi entrare dentro e rubare. Sono stati prelevati diversi oggetti in oro tra cui anelli, un orologio e una catenina appartenuti al “caro estinto”. In altre occasioni il bottino è stato anche molto più consistente. Diverse denunce sono state presentate alle forze dell’ordine che hanno avviato le indagini per scoprire i responsabili.

19 marzo, A Sciacca, un uomo, di 50 anni, e il figlio di 12 anni, hanno raccolto verdura in campagna, e hanno scambiato la mandragora, che è una pianta molto velenosa, con la borragine. Poi hanno mangiato la mandragora e sono stati colti da malore. Padre e figlio sono stati trasportati d’urgenza all’ospedale di Sciacca, in gravi condizioni. Provvidenziale è stato l’intervento dei medici della rianimazione. Il padre è stato intubato. Meno grave è il figlio, subito sottoposto a una lavanda gastrica.

19 marzo, Ad Agrigento, nella frazione di Montaperto, i Carabinieri hanno arrestato, ai domiciliari, Giuseppe Cacciatore, 46 anni, per furto aggravato, allorchè è stato sorpreso a rubare un tubo metallico da un guard rail della strada provinciale 24.
A Naro i Carabinieri hanno arrestato Angelo Allegro, 62 anni, che sconterà ai domiciliari 2 anni e 8 mesi di reclusione per spaccio di stupefacenti a Naro nel novembre 2013.
A Santa Margherita Belice, i Carabinieri hanno arrestato Luciano Ardizzone, 51 anni, e Tommaso Baroncelli, 40 anni. Ardizzone sconterà ai domiciliari 8 mesi di reclusione per il reato di lesioni personali commesso a Santa Margherita nel 2010. Baroncelli sconterà ai domiciliari un anno di reclusione per tentata estorsione commessa a Santa Margherita nel febbraio 2012.

19 marzo, A Realmonte, in periferia, ignoti ladri hanno forzato l’ingresso di una casa rurale in contrada Monterosso, e hanno rubato un computer e un monitor, poi hanno scassinato la saracinesca del garage e hanno rubato l’automobile del proprietario, una Octavia Fabia. L’ammontare del danno è stato quantificato in 10 mila euro. Indagini in corso.

20 marzo, A Canicattì i Carabinieri hanno arrestato Diego Cutaia, 33 anni, operaio, per tentato omicidio, maltrattamenti in famiglia e danneggiamento. Cutaia, seduto a tavola per pranzare con i familiari, per motivi sconosciuti, avrebbe aggredito la madre e il fratello, picchiandoli e danneggiando mobili, suppellettili e sfondando i vetri dell’abitazione. Poi, Diego Cutaia, armato di un’accetta, avrebbe tentato di uccidere il fratello scagliandogli un fendente alla testa che la vittima ha schivato subendo solo una ferita di striscio al mento. I feriti sono stati trasportati al pronto soccorso dell’ospedale di Canicattì. Cutaia è fuggito ma è stato rintracciato e arrestato alcune ore dopo dai Carabinieri.

20 marzo, A Licata i Carabinieri hanno arrestato i romeni Bogdan Stefan Vladeanu, 27 anni, e Marian Catalin Pana, 38 anni, entrambi domiciliati a Favara, sorpresi lungo la strada statale 115 Licata – Gela a bordo di un furgone Fiat Ducato appena rubato e con alla guida, alquanto spericolata, il romeno di 27 anni, senza patente e ubriaco. Il furgone è stato restituito al proprietario, di Adrano, in provincia di Catania.

20 marzo, A Racalmuto i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari Massimiliano Puma, 37 anni, per il reato di detenzione illegale di munizioni commesso a Racalmuto nel 2011. Puma sconterà 3 mesi di reclusione.

20 marzo, A Santa Margherita Belice, 3 delinquenti, travisati con passamontagna e con marcato accento dell’ est Europa, hanno rapinato in casa una coppia di pensionati, di 83 anni e 78 anni, rubando mille euro oggetti in oro e in argento. Indagano i Carabinieri.

20 marzo, A Santa Margherita Belice, in contrada Cannitello, ha subito un incendio un capannone di proprietà di una pensionata di 80 anni. Il fuoco ha bruciato delle cataste di legno provocando danni per circa 10mila euro. A lavoro Vigili del fuoco e Carabinieri. Privilegiata l’ ipotesi di un piromane.

21 marzo, Il Tribunale di Sciacca, a conclusione del giudizio abbreviato, ha condannato a 18 anni di reclusione ciascuno due romeni. Si tratta di Mihai Catalin Simion, 23 anni, e Adrian Ciubotariu, 25 anni, imputati dell’omicidio dell’anziano Liborio Italiano, 90 anni, scoperto morto nella sua casa a Burgio. Il 22 settembre del 2013 i due romeni sono entrati dentro la casa dell’ anziano, lo hanno legato, e lo hanno imbavagliato con una tovaglia da cucina che gli ha provocato la morte per asfissia. I due romeni hanno poi rubato un televisore.

21 marzo, A Raffadali la Polizia ha arrestato Giuseppe Tabone, 50 anni, che sconterà la pena residua di 3 anni e 2 mesi di reclusione per il reato di detenzione illegale di armi da fuoco.

23 marzo, La Corte d’Appello di Palermo ha confermato la condanna, a 8 anni di reclusione ciascuno, a carico di Roberto Romeo, 33 anni, e Giuseppe Grassonelli, 32 anni, entrambi di Porto Empedocle, giudicati in abbreviato nell’ ambito dell’ inchiesta antidroga cosiddetta “Hardom”, per associazione a delinquere e spaccio di droga.

23 marzo, Ad Agrigento, in via Imera, ignoti delinquenti, indisturbati, durante il giorno, sono entrati dentro l’ abitazione di un’ anziana al momento fuori casa, utilizzando probabilmente una chiave bulgara. I ladri hanno scassinato la cassaforte, hanno rubato 5 mila euro in contanti, vari assegni e titoli. Indaga la Polizia.

23 marzo, La Capitaneria di Porto Empedocle ha multato di mille euro ciascuno C F , sono le iniziali del nome, 27 anni, e G F, 29 anni, per pesca abusiva usando attrezzi da pesca professionali senza autorizzazione. Sequestrata una rete da posta di tipo tremaglio di circa 300 metri.

24 marzo, Ad Agrigento, nel reparto di Terapia intensiva neonatale dell’ ospedale “San Giovanni di Dio”, è morto un neonato di Favara, di appena 3 giorni di vita. I familiari hanno allarmato i Carabinieri, e i militari del Nucleo operativo e radiomobile, su disposizione della Procura, hanno sequestrato la cartella clinica del piccolo. Secondo quanto trapelato dall’azienda sanitaria, il bimbo avrebbe subito dei problemi respiratori.

24 marzo, A Siculiana, all’ interno del parcheggio di un Agriturismo a Torre Salsa, ha subito un incendio un Suv Chevrolet Captiva di proprietà di un operaio di Siculiana di 53 anni, F B sono le iniziali del nome. I danni ammontano a circa 14mila euro. Sul posto hanno lavorato Vigili del fuoco e Carabinieri.

24 marzo, Il pomeriggio del 10 giugno 2009 si scatenò un tentato omicidio ad Agrigento : un amministratore di condominio, Salvatore Graceffa, oggi 43 anni, al culmine di un diverbio dentro il proprio Studio professionale, in via Mazzini, fu colpito al collo ed alla spalla con un coltello. Ebbene, adesso la Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza di condanna a carico dell’accoltellatore, Angelo Spataro, 70 anni, di Joppolo Giancaxio, pensionato, che accoltellò l’ amministratore di condominio perché gli aveva pignorato 100 euro per un contenzioso legato a una bolletta. L’ imputato, difeso dall’ avvocato Ignazio Valenza, subirà un secondo giudizio d’Appello solo per il ricalcolo al ribasso della condanna a 4 anni e 10 mesi di reclusione perché Spataro ha già risarcito Graceffa.

24 marzo, Il Tribunale di Agrigento ha assolto, “perché il fatto non sussiste”, Salvatore Danese, 20 anni, di Agrigento, operaio, imputato di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti allorchè il 26 maggio del 2013 è stato sorpreso dai Carabinieri ad un posto di blocco al Villaggio Mosè, in possesso di 4 stecchette di hashish e una modica quantità di marijuana.

24 marzo, A San Giovanni Gemini i Carabinieri della Compagnia di Cammarata hanno arrestato Giuseppe Di Grigoli, 24 anni, per maltrattamenti in famiglia e resistenza a Pubblico ufficiale. Il ragazzo ha minacciato e aggredito la madre, per futili motivi, dentro casa, e poi si è scagliato contro i Carabinieri appena intervenuti.

24 marzo, Ad Agrigento i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari un ragazzo di 19 anni di Porto Empedocle, L S sono le iniziali del nome, accusato di furto perché sorpreso nei pressi di una discoteca in possesso di una borsa appena rubata dentro il locale, contenente un cellulare, documenti personali e denaro.

25 marzo, Ancora un atto intimidatorio contro l’ amministrazione comunale di Palma di Montechiaro. Ignoti delinquenti, durante il giorno, hanno bucato le gomme dell’ automobile Mercedes di proprietà del vice sindaco di Palma di Montechiaro, Daniele Balistreri, parcheggiata nei pressi del Comune. E’ stato lo stesso Balistreri a denunciare quanto accaduto alla caserma dei Carabinieri della Stazione di Palma di Montechiaro. Già ad alcuni Vigili urbani in servizio a Palma hanno tagliato le gomme delle loro auto private. E per 3 volte è stato nel mirino, con diversi atti intimidatori, il sindaco Pasquale Amato.

25 marzo, A Palma di Montechiaro i Carabinieri hanno arrestato in flagranza di reato un africano originario del Gambia, Saikov Bibbasy, 29 anni, in possesso di regolare permesso di soggiorno, per tentata estorsione e resistenza a pubblico ufficiale. L’ immigrato si sarebbe appostato all’ingresso di un supermercato e, con violenza, si sarebbe appropriato dei carrelli della spesa usati dagli utenti per rubare le monete inserite nel congegno per lo sblocco dei carrelli, e poi avrebbe minacciato il titolare del supermercato a consegnargli una somma di denaro. L’ africano ha resistito all’ intervento dei Carabinieri tentando di opporsi.

25 marzo, Ad Agrigento, in via Petrarca, ignoti ladri sono entrati dentro la scuola Castagnolo e hanno rubato le monete dei distributori di caffè e merendine per circa 50 euro, e poi 2 pedane in allumino di circa 4 metri di lunghezza ciascuna, che servono per il carico e lo scarico delle macchine da movimento terra, del tipo “bobcat”, attualmente in uso ad una impresa impegnata in lavori di ristrutturazione della scuola. Indagano i Carabinieri.

25 marzo, I Carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Sciacca hanno eseguito due ordinanze di applicazione di misura cautelare emesse dal Tribunale Palermo a carico di Enrico Quattrocchi, 43 anni, di Palermo, già detenuto e in carcere, e di Barbara Giallanza, 39 anni, di Palermo, ai domiciliari. I reati contestati, commessi tra Ribera e Palermo tra 2013 e 2014, sono: detenzione illecita di sostanze stupefacenti, favoreggiamento personale e danneggiamento nell’ ambito dell’ inchiesta cosiddetta “Pier delle Vigne” della Compagnia dei Carabinieri di Sciacca.

26 marzo, Agrigento, notizia da premio produttività al Comune : un podista correndo a San Leone lungo la pista ciclabile è inciampato in una caditoia non oggetto di manutenzione, è rovinato a terra, ha subito varie ferite, è stato soccorso in Ospedale, e adesso rischia di non partecipare alla maratona di Parigi il 12 aprile per la quale si è allenato da 4 mesi. Lo sfortunato atleta è Salvatore Paci, di Caltanissetta, che si allena insieme al gruppo sportivo Valle dei Templi.

26 marzo, La Procura di Agrigento, tramite il pubblico ministero, Andrea Maggioni, ha appena invocato al Tribunale la condanna a 20 anni di carcere a carico del tunisino, Khaled Bensalem, 36 anni, imputato di disastro ed omicidio colposo plurimo. Bensalem, giudicato in abbreviato, sarebbe stato al timone del barcone che il 3 ottobre del 2013 si ribaltò a poche centinaia di metri dalla costa di Lampedusa, provocando 366 morti.

26 marzo, A Licata, i poliziotti del locale Commissariato, diretto da Marco Alletto, hanno arrestato ai domiciliari Gaetano Miceli, 37 anni, originario di Gela ma residente a Licata, sorpreso in possesso illegale di armi e munizioni dentro una sua abitazione rurale in contrada Gallo d’Oro. Sequestrata una pistola di fabbricazione tedesca con 3 cartucce calibro 22 inserite nel caricatore, e un caricatore marca Beretta calibro 9×21 con 8 cartucce calibro 9 Luger. L’arma in ottimo stato di conservazione, oliata e perfettamente funzionante, e il relativo munizionamento, sono stati avvolti dentro uno straccio a sua volta custodito in un sacchetto in plastica nascosto sotto una tettoia in lamiera.

26 marzo, Ad Agrigento, al Villaggio Mosè, nei pressi del bivio per Naro e Camastra, ignoti ladri sono entrati nottetempo dentro un cantiere edile e hanno rubato 2 scale in alluminio del tipo allungabili, un compressore, una smerigliatrice e 200 litri di gasolio. L’ allarme è stato lanciato dagli operai. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione del Villaggio Mosè.

26 marzo, A Sciacca, in contrada Piana, nottetempo, ignoti malviventi sono entrati dentro i locali della cooperativa “Olivicoltori” forzando una saracinesca, e hanno rubato un trattore, un furgone, attrezzi e diverse quantità di cavi in rame, staccati dall’impianto elettrico, oltre gli spiccioli dei distributori automatici di caffè e merendine. Il bottino ammonta a circa 40mila euro.

26 marzo, Gli agenti della Divisione di polizia Anticrimine della Questura di Agrigento, agli ordini del primo dirigente Giovanni Giudice, insieme a Carabinieri, Guardia di finanza e Polizia provinciale, hanno sequestrato a Racalmuto un’area adibita a discarica non autorizzata, tra rottami di autovetture, ferro ed altro materiale pericoloso, con combustione illecita di rifiuti pericolosi e non, e di attività di autodemolizione senza autorizzazione, oltre la custodia di animali, soprattutto cavalli e cani di razza, in violazione della normativa di legge. Il titolare, P P sono le iniziali del nome, 66 anni, è stato denunciato a piede libero alla Procura di Agrigento.

26 marzo, A Ribera i Carabinieri della locale Tenenza hanno arrestato Rosario Failla, 33 anni, accusato di detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio. Failla, nel corso di un controllo, è stato sorpreso in possesso di 18 grammi di cocaina. La Procura di Sciacca ha disposto a carico del riberese gli arresti domiciliari.

26 marzo, A Montevago, nottetempo, una banda di delinquenti è entrata dentro la casa di madre e figlia, di 92 e 59 anni. Cinque banditi con accento straniero sono entrati forzando una finestra, e, dopo avere minacciato le due donne, hanno rovistato dappertutto e hanno rubato oggetti in oro e circa 300 euro. Indagano i Carabinieri.

26 marzo, Prima un solo morto. Poi, invece, i morti sono stati due. La statale 115 è stata la tomba di altri due ragazzi : Alessandro Famà, 23 anni, e Angelo Bonvissuto, 29 anni. E Famà e Bonvissuto sono di Licata, come di Licata è stata la coppia di fidanzati, Paolo Todaro, 30 anni, e Sara Cammilleri, 25 anni, morti lungo la 115 lo scorso 16 febbraio. Il teatro mortale fu e adesso lo è ancora una volta la ormai famigerata statale 115 cosiddetta “Sud occidentale sicula”, che collega le città di Trapani e Siracusa attraversando Agrigento, Gela e Ragusa. Della strada, assurta a “della morte”, come la 189, si attende il recupero sicurezza e la sostituzione, in parte, con la cosiddetta “Mare – Monti” : e altre barzellette dello stesso genere che si raccontano spesso nei salotti della politica e dei sottogoverni tecnici. Paolo Todaro e Sara Cammilleri sono morti tra Licata e Gela, in contrada Poggio di Guardia. Alessandro Famà e Angelo Bonvissuto sono morti tra Licata e Palma di Montechiaro, nei pressi di Torre di Gaffe e a cavallo di una curva pericolosa. La dinamica è stata la stessa : l’ asfalto viscido a causa della pioggia, e lo scontro frontale tra due mezzi. La Ford Fiesta di Todaro e Cammilleri si scontrò con un camion frigorifero. La jeep Mitsubishi L200 con a bordo Famà e Bonvissuto si è scontrata con un pulmino Fiat Ducato con a bordo l’autista e 7 insegnanti agrigentine, al rientro dalle scuole di Gela. Bonvissuto è morto sul colpo. Famà ha respirato fino a poco dopo il soccorso in Ospedale. I feriti sono 9, tra gli 8 del pulmino e un terzo sulla jeep insieme a Bonvissuto e Famà. E una donna più gravemente ferita è stata trasportata in elicottero all’ ospedale “Sant’Elia” a Caltanissetta. Gli altri invece sono stati dirottati tra gli ospedali “San Giacomo d’Altopasso” a Licata e “San Giovanni di Dio” ad Agrigento. Sul posto hanno lavorato i Vigili del fuoco del Comando provinciale di Agrigento e del distaccamento di Licata, insieme ai Carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Licata, impegnati nei macabri rilievi di rito.

27 marzo, A Canicattì, in via Vittorio Emanuele, due ignoti banditi, travisati al volto e armati di pistola, hanno minacciato un dipendente e hanno rapinato circa 4 mila euro al distributore di carburanti “Giap”. Poi sono fuggiti. Indagano i Carabinieri.

27 marzo, A Canicattì, in contrada Giglio, ignoti malviventi hanno rubato due trattori per un valore di oltre 50 mila euro all’ azienda agricola “Giglio”. I titolari hanno presentato denuncia contro ignoti ai Carabinieri. Indagini in corso.

27 marzo, A Canicattì ignoti ladri hanno forzato una finestra laterale del Consorzio acquedottistico “Tre Sorgenti”, hanno rovistato dappertutto e hanno rubato computer e monitor. Il personale si è rivolto ai Carabinieri. Gli investigatori confidano nelle immagini registrate dall’ impianto di videosorveglianza.

27 marzo, A Canicattì i poliziotti del locale Commissariato hanno denunciato alla Procura dei Minori di Palermo un minorenne originario della Romania che risiede con la famiglia a Canicattì. Il romeno sarebbe responsabile di una serie di furti che sono stati compiuti nei giorni scorsi a Canicattì. A incastrare il giovane straniero sono state le riprese delle telecamere di sorveglianza intorno a un distributore automatico di sigarette in via Roma e ad un negozio di elettrodomestici in via Vittorio Veneto. Un complice è in corso di identificazione.

27 marzo, Al palazzo di giustizia di Agrigento, a conclusione della requisitoria, il pubblico ministero Carlo Cinque ha chiesto al Giudice per le udienze preliminari del Tribunale, Stefano Zammuto, 7 condanne e 4 rinvii a giudizio nell’ambito dell’ inchiesta a carico di ex vertici e funzionari dell’Azienda sanitaria provinciale e imprenditori, accusati di avere progettato bandi di gara su misura, così da consentire ad alcune ditte di aggiudicarsi appalti milionari nel settore sanità. Nel dettaglio, sono stati chiesti 3 anni e 4 mesi di reclusione per Salvatore Olivieri, 75 anni, di Catania, ex direttore dell’Azienda sanitaria di Agrigento. 3 anni per Giuseppe Sanfilippo, 48 anni, di Licata, e Antonino Tavormina, 69 anni, di Menfi, funzionari dell’Azienda sanitaria di Agrigento. 2 anni e 4 mesi per Giuseppe Scozzari, 42 anni. 4 mesi ciascuno per Domenico La Valle, 59 anni, e Vincenzo Ripellino, 37 anni, anche loro funzionari dell’Azienda sanitaria. 2 anni e 8 mesi per Anna Licitra, imprenditrice originaria di Nicosia, 59 anni. Tutti sono accusati a vario titolo di turbativa d’asta, frode in pubbliche forniture, abuso di ufficio e calunnia.
Gli appalti oggetto del procedimento sono due e sono stati banditi nel 2010 : uno è per l’acquisto di arredi per i poliambulatori (con un importo di 144 mila euro) e l’altro è per la fornitura di ossigeno per uso terapeutico (per oltre 11 milioni di euro).

28 marzo, Ad Agrigento, all’ Ospedale “San Giovanni di Dio”, al Pronto soccorso, i poliziotti della Squadra Volanti hanno denunciato a piede libero un uomo di 40 anni che ha aggredito un medico e poi ha danneggiato alcuni arredi perché, a suo avviso, la madre, in attesa delle prestazioni dei medici del reparto, sarebbe stata troppo tempo in attesa.

28 marzo, A Favara, lungo il viale Berlinguer, un’automobile ha investito una donna di 60 anni, C M sono le iniziali del nome, sposata con figli. L’ automobilista ha proseguito la corsa senza prestare soccorso. La donna ha subito un trauma cranico e la frattura del bacino. I Carabinieri sono alla ricerca del pirata della strada.

30 marzo, I poliziotti del Commissariato di Porto Empedocle, agli ordini del vice Questore, Cesare Castelli, hanno notificato a un uomo di 40 anni di Porto Empedocle, D A G sono le iniziali del nome, il divieto di avvicinamento e di comunicazione, con qualsiasi mezzo, all’ ex moglie. Il provvedimento è firmato dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano. Le indagini sono sostenute dai poliziotti, allarmati lo scorso dicembre dalla denuncia della donna. L’ ex marito è accusato di stalking aggravato e violenza sessuale aggravata. Lui, non rassegnandosi alla separazione, avrebbe iniziato a perseguitare e a tormentare la donna, che sarebbe stata anche vittima di violenza sessuale.

30 marzo, A Palma di Montechiaro, i poliziotti del locale Commissariato diretto da Angelo Cavaleri hanno denunciato un uomo di 21 anni, G M sono le iniziali del nome, sorpreso a bordo di un autocarro intento a trasportare pezzi di guardrail e altra ferraglia di cui non ha giustificato la provenienza. Sono stati sequestrati 300 chili di ferraglia e pezzi di guardrail, una borsa contenente vari utensili da lavoro, e due coltelli a serramanico di genere vietato.

30 marzo, A Racalmuto i Carabinieri hanno identificato e denunciato un balordo che ha danneggiato il bancomat dell’ ufficio postale, in via Vittorio Emanuele. L’uomo ha inserito nell’ apparecchio un congegno meccanico a forma di forchetta probabilmente per rubare denaro. La forchetta ha danneggiato il bancomat impedendo il prelievo di denaro a numerosi utenti.

30 marzo, Ad Agrigento, a Villaseta, in via Kennedy, ha subito un incendio un’ automobile Seat Toledo di un disoccupato di 53 anni, S C sono le iniziali del nome, di Agrigento. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco e i Carabinieri. Indagini in corso.

30 marzo, Ad Agrigento ignoti ladri hanno rubato dentro una sala giochi, dove è stata scoperta ancora appesa ad una finestra una chiave universale usata dai ladri, e in due appartamenti tra contrada Cozzò Mosè, al Villaggio Mosè, e in via Maresciallo Guazzelli. Indaga la Polizia.

30 marzo, La Squadra Mobile di Agrigento ha arrestato, per coltivazione e detenzione di stupefacenti, e per detenzione abusiva di munizioni, Antonino Di Rosa, 25 anni, di Palma di Montechiaro. Antonino Di Rosa, nel corso di una perquisizione, è stato sorpreso in possesso di 144 piantine di marijuana, 66 semi della stessa pianta, oltre 300 grammi di ketamina, più di 13 chili di hashish, e quasi un chilo e mezzo di cocaina, per un valore di mercato complessivo di circa 900 mila euro. I poliziotti della Mobile, diretti da Giovanni Minardi, hanno anche sequestrato 61 cartucce per pistola di vario calibro.

30 marzo, Il Tribunale di Agrigento ha condannato a 1 anno di reclusione, pena sospesa, l’ ex presidente della Provincia di Agrigento, Eugenio D’Orsi, nell’ ambito dell’ inchiesta sui rimborsi pagati a spese dell’ente. La condanna riguarda solo l’accusa di abuso d’ufficio per aver ottenuto il rimborso di alcuni pranzi senza che risultasse adeguatamente motivato il fine istituzionale. Invece, sul caso delle 40 palme destinate al verde pubblico, e che sarebbero state piantumate nella villa di D’Orsi, il Tribunale ha disposto la restituzione degli atti alla Procura per riqualificare il reato da peculato in corruzione. Al termine della requisitoria, il 23 febbraio scorso, la Procura ha chiesto la condanna di D’Orsi a 6 anni di reclusione e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Più nel dettaglio, tra i capi di imputazione a carico dell’ ex presidente della Provincia di Agrigento, Eugenio D’Orsi, la condanna a 1 anno di reclusione inflitta dal Tribunale di Agrigento per abuso d’ufficio si riferisce a rimborsi ritenuti illegittimi di una quindicina di buoni relativi a conti di ristoranti, di autogrill e paninerie. D’Orsi invece è stato assolto da tutte le altre accuse, tra concussione, peculato e abuso d’ufficio, in riferimento al mancato pagamento, o in parte non pagato, dei lavori delle prestazioni di imprese e professionisti nella sua villa a Montaperto, frazione di Agrigento, l’acquisto di beni di rappresentanza o di servizi, e gli incarichi professionali esterni all’Ente.

31 marzo, A Ribera, in contrada Gulfa, in periferia, 4 banditi, incappucciati, sono entrati dentro un’abitazione, hanno immobilizzato i componenti della famiglia, tra marito, moglie e figlia ventenne, hanno rovistato in tutte le stanze e hanno colpito più volte con un bastone un altro figlio, un bambino di appena 12 anni, che spaventato ha gridato. I 4 hanno arraffato gioielli, soldi e un televisore, e poi sono fuggiti rubando la Fiat Punto del padrone di casa. I Carabinieri indagano e hanno sottoposto a stato di fermo un uomo di 23 anni originario della Serbia.

1 aprile, Al palazzo di giustizia di Agrigento, il Tribunale ha condannato, al pagamento di un’ ammenda, due dei tre ex liceali, oggi studenti universitari, che nel 2009 insultarono su Facebook una insegnante. La docente si è costituita in giudizio parte civile tramite l’avvocato Giuseppe Arnone. Lo stesso Arnone annuncia che si rivolgerà al Csm segnalando alcune presunte violazioni procedurali da parte del giudice giudicante. Al terzo ex liceale la querela è stata rimessa perché lo studente ha risarcito il danno alla professoressa . Più nel dettaglio, i due studenti sono stati condannati a una multa di 360 euro ciascuno, al risarcimento del danno alla professoressa per mille euro ciascuno, e al pagamento delle spese processuali sostenute dalla professoressa per 1500 euro complessive.

2 aprile, Ad Agrigento, il Tribunale, presieduto da Luisa Turco, ha emesso la sentenza a conclusione del processo ordinario di primo grado a carico di 9 imputati nell’ ambito dell’ inchiesta antimafia nell’ agrigentino cosiddetta “Nuova Cupola”. Sono stati
inflitti 9 anni di reclusione a Carmelo Vetro, 28 anni, di Favara. 9 anni e 6 mesi a Pietro Capraro, 34 anni, di Agrigento. 10 anni a Gaetano Licata, 30 anni, di Agrigento. 9 anni a Gerlando Russo, 40 anni, di Agrigento. 14 anni a Maurizio Romeo, 43 anni, di Porto Empedocle. Gli assolti sono Ettore Allegro, 50 anni, di Caltanissetta. Bruno Pagliaro, 23 anni di Porto Empedocle. Salvatore Romeo, 53 anni, di Porto Empedocle. E Gianfranco Taranto, 63 anni, di Palermo.

2 aprile, La Corte d’Appello di Palermo ha confermato la sentenza del primo luglio 2014 del Tribunale di Agrigento che ha condannato a 13 anni e 6 mesi di carcere Calogero Falsone, 48 anni, di Campobello di Licata, fratello del boss Giuseppe, accusato di tentato omicidio aggravato ed estorsione aggravata a danno di due pastori, allorche’ avrebbe sparato contro Constantin Talmaciu, 26 anni, pastore romeno, scampato all’attentato fuggendo, e avrebbe minacciato altri due pastori per questioni di pascolo su terreni. I due pastori avrebbero anche ricevuto al proprio recapito un proiettile calibro 357magnum.

2 aprile, A Canicattì, in via De Gasperi, ignoti hanno sparato 2 colpi di fucile caricato a pallettoni contro la saracinesca del supermercato “R7?. E’ stata presentata una denuncia alla Polizia. Sul posto hanno compiuto i rilievi gli agenti del Commissariato di Canicattì e il personale della Scientifica.

2 aprile, A Canicattì ignoti hanno forzato un ingresso e sono entrati dentro il Liceo classico in via Pirandello. Hanno svuotato le cassette dei distributori automatici di caffè e merendine. Indaga la Polizia.

2 aprile, A Canicattì, in piazza Roma, nel popolare quartiere di Borgalino, ignoti hanno appeso un telo con alcune scritte contro le forze dell’ordine. Sul lenzuolo, le cui estremità sono state attaccate ai rami di alcuni alberi, tra l’altro è stato scritto : “Qui comandiamo noi”.

3 aprile, I Carabinieri e la Procura di Sciacca hanno arrestato Giuseppe Di Giorgi, 39 anni, che sconterà 11 anni e 3 mesi di reclusione per i reati di associazione a delinquere, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, commessi a Ribera nel 2006. Arrestati anche Giovanna Panebianco, 35 anni, che sconterà 6 anni e 10 mesi, e Michele Barna, 52 anni, che sconterà 6 anni di reclusione. I 3 sono stati inquisiti nell’ ambito dell’ inchiesta antiprostituzione cosiddetta “Venere della Notte”, dal nome di un locale a Ribera in contrada Palazzello, dove giovani straniere, la maggior parte romene, si sarebbero prostituite.

3 aprile, Ad Agrigento, ignoti delinquenti hanno rubato in un’abitazione nel centro storico un tv color d’ultima generazione e un motociclo di 150 di cilindrata, e in una villetta al Villaggio Mosè i gioielli di una famiglia agrigentina. Indaga la Polizia.

3 aprile, Ad Agrigento, in via Acrone, una pensionata di 76 anni, al rientro dalla Posta dove ha incassato la pensione, ha subito lo scippo della borsa ad opera di un bandito a piedi e a viso scoperto. Rubati 900 euro, documenti ed effetti personali. Indagano i Carabinieri.

3 aprile, I poliziotti della Divisione di Polizia amministrativa e sociale della Questura di Agrigento hanno denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Agrigento un uomo di 37 anni di Agrigento, T E sono le iniziali del nome, per i reati di detenzione illegale di armi, munizioni ed esplosivi, e omessa denuncia della variazione del domicilio di detenzione. Sono state sequestrate 2 pistole, 200 cartucce, 75 grammi di polvere da sparo, un ordigno e un innesco artigianali, un pugnale, due coltelli, una nocchiera in metallo, e un machete.

4 aprile, La Procura e la Guardia di Finanza di Sciacca arrestano un presunto usuraio a Ribera. Avrebbe vessato un conoscente, costringendolo a pagargli migliaia di euro. L’automobile della Guardia di Finanza della Compagnia di Sciacca posteggia innanzi alla caserma. Dagli sportelli saltano fuori i militari, e poi, ultimo, ecco Giuseppe Fallea, 54 anni, di Ribera… E’ stato appena arrestato in flagranza di reato di estorsione e usura. Le Fiamme gialle sono state testimoni della consegna di denaro della vittima a Fallea, e il denaro è stato tracciato, per riconoscerlo. Da alcuni mesi, Giuseppe Fallea avrebbe preteso e ottenuto denaro da un suo conoscente, senza pietà, tanto che lo avrebbe costretto a consegnarli finanche gli assegni sociali che la vittima percepisce perché il figlio è affetto da autismo. Coincidenza : Fallea è stato arrestato in occasione della ricorrenza della giornata mondiale dell’autismo. Come è accaduto ciò? Un anno addietro, Giuseppe Fallea, pluri – pregiudicato, chiede al suo conoscente il favore di custodirgli poche migliaia di euro. Poi, sfruttando tale pretesto, con violenza e minacce, avrebbe estorto oltre 60mila euro alla famiglia del disabile, vantandoli come interessi sulle poche migliaia di euro affidate al conoscente. E la vittima, per pagare gli oltre 60mila euro, ha venduto i gioielli della moglie, è ricorso a prestiti da parte di altre persone, e ha utilizzato gli assegni sociali per il bambino autistico. Attorno all’ usurato si è stretto il cerchio protettivo della Procura di Sciacca, tramite il sostituto procuratore Michele Marrone, e della Guardia di Finanza. E’ stato organizzato l’appuntamento, l’appostamento, e l’arresto di Giuseppe Fallea all’ atto di intascare il denaro. Nel corso delle perquisizioni sono stati scoperti e sequestrati un coltello sull’automobile di Fallea e una carta di credito intestata alla vittima dell’ usuraio adesso recluso nel carcere di Sciacca.

6 aprile, A Montevago hanno subito un incendio le due automobili del sindaco Calogero Impastato, 63 anni, eletto a capo di una lista civica. Le fiamme sono divampate a danno di una Fiat Brava e una Fiat Punto, parcheggiate sotto l’abitazione del primo cittadino, in via Ettore Maiorana. Sono stati alcuni vicini di casa del sindaco a lanciare l’allarme. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco e i Carabinieri della stazione di Montevago. Il sindaco Calogero Impastato commenta : “Non riesco a darmi una spiegazione, perché non ho mai subito minacce o intimidazioni”.

6 aprile, A Montallegro, in via Munisteri, ignoti sono entrati dentro un’ abitazione, verosimilmente utilizzando una chiave bulgara, hanno forzato una cassaforte e hanno rubato gioielli e preziosi per un valore di diverse migliaia di euro. Indagano i Carabinieri.

6 aprile, A Canicattì i Carabinieri hanno arrestato Diego Paci, 33 anni, per maltrattamenti in famiglia, lesioni personali aggravate, minacce e violazione degli obblighi di assistenza familiare. Si tratta di reati risalenti al dicembre del 2009. Paci sconterà una condanna definitiva a 1 anno e 1 mese di reclusione.

6 aprile, A Santa Margherita Belice i Carabinieri hanno arrestato in flagranza di reato Giuseppe Di Vita, 42 anni, perché, minacciandoli (e non è la prima volta), ha tentato di estorcere denaro ai propri genitori. Di Vita è recluso ai domiciliari.

6 aprile, A Favara, ignoti ladri hanno forzato l’ ingresso di un bar nel distributore di carburanti in contrada Pioppo e hanno rubato 50 stecche di sigarette e una macchinetta scambio-monete. Indagano i Carabinieri.

6 aprile, A Canicattì ignoti ladri hanno imperversato in numerose abitazioni, tra via Barone Lombardo e altri quartieri, approfittando dell’ assenza dei proprietari fuori per la veglia di Resurrezione. Nel mirino delle fecce anche una pizzeria dove sono stati rubati solo gli spiccioli dalla cassa. Indagano polizia e carabinieri.

6 aprile, I Carabinieri della Compagnia e del Nucleo Radiomobile di Agrigento, agli ordini di Giuseppe Asti, hanno denunciato alla Procura E G C 21 anni, ed E G 21 anni, per porto abusivo di armi, poi V A 19 anni, per possesso di 0,35 grammi di hashish, e poi un 25enne per guida senza patente e in stato di ebbrezza alcolica.

6 aprile, I poliziotti della Squadra Volanti di Agrigento hanno denunciato alla Procura un ventenne per guida senza patente di uno scooter Hexagon. Il mezzo è stato sequestrato perché senza assicurazione. Complessivamente sono state 150 le persone identificate. 95 i veicoli controllati. 4 le contravvenzioni per violazioni al Codice della strada.

8 aprile, Ad Agrigento, in via Giovanni 23esimo, delle persone, titolari di un appartamento, rientrando a casa, sul pianerottolo, si sono accorte di 3 donne, forse dell’ est Europa, fuoriuscire dal palazzo. Poi, sono entrate dentro casa e si sono accorti che l’appartamento, tutto a soqquadro, è stato svaligiato. Hanno tentato di inseguire le tre fecce, ma inutilmente perché si sono dileguate a bordo di un’automobile. Hanno rubato gioielli per migliaia di euro. Indaga la Polizia.

9 aprile, A Castrofilippo i Carabinieri hanno arrestato due immigrati, Abdoulie Cham, 21 anni, e Babucarr Baldeh, 23 anni, perché, per futili motivi, hanno danneggiato un tavolo della struttura di accoglienza in cui sono ospiti.
Ad Aragona i Carabinieri hanno arrestato un minorenne ospite presso la comunità per minori “Il Grillo Parlante”, perchè imputato di rapina aggravata in concorso.
A Sciacca i Carabinieri hanno arrestato Ylber Hoxha, 51 anni, originario dell’Albania, che sconterà 9 anni di reclusione per tentato omicidio in concorso e porto abusivo di armi.

9 aprile, Ad Agrigento, a nord, frazione Fontanelle, in via Alessio Di Giovanni, poeta e scrittore originario di Cianciana, in una casa popolare al civico 1, un imprenditore, Giorgio Luparello, 57 anni, ha litigato con la moglie, Patrizia Moscato, 48 anni. E l’ uomo ha ucciso la donna, sparandole alcuni colpi di fucile. Poi Luparello ha sparato contro se stesso e si è ucciso. Giorgio Luparello è stato impegnato in una impresa di pulizie. E Patrizia Moscato lo ha aiutato. L’ omicida – suicida avrebbe sparato con un fucile calibro 12, almeno due colpi contro la moglie, e poi si è suicidato. Dentro l’abitazione teatro della sparatoria è stata anche una delle 4 figlie della coppia, la più piccola, che sarebbe stata ferita lievemente al volto dalle schegge ed è stata soccorsa in ospedale, al “San Giovanni di Dio”. I rilievi sono stati compiuti dai Carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile, dalla Squadra mobile e dal sostituto procuratore, Brunella Sardoni. Gli investigatori interrogano i figli, i familiari e gli amici. Da 2 anni il rapporto tra Giorgio e Patrizia non sarebbe stato sereno. Lui ha spesso confessato su Facebook i problemi con lei. Il matrimonio si sarebbe trascinato sempre più precario, tra tentativi inutili di recuperare. Sul social network, sulla pagina personale dove lui ha incollato la foto giovanile, in bianco e nero, sorridente e con i baffi, Giorgio Luparello ha scritto : “Mia moglie non vuole unirsi ed io sto male”. E poi, ancora, ha scritto : “35anni che ci amiamo sei l’amore mio ti amoooooo”. E poi ha scritto : “Sono disperato sto perdendo l’unica anima che ho”. Poi, in altre foto, le parole “Vita mia”. Ecco l’epilogo della burrasca sentimentale : le bare sollevate e trasportate su fino all’ appartamento, e poi giù, caricate sul carro funebre.

10 aprile, A Ribera, nottetempo, intorno alle ore 3.30, i Carabinieri della locale Tenenza hanno arrestato Rosanna Magro, 34 anni, di Ribera, perché in via Pasciuta avrebbe aggredito e accoltellato più volte una ragazza di 16 anni, provocandole lesioni giudicate guaribili in 7 giorni. I Carabinieri indagano sulle ragioni del gesto. Rosanna Magro è detenuta agli arresti domiciliari.

10 aprile, I poliziotti del Commissariato di Porto Empedocle, agli ordini del vice questore Cesare Castelli, hanno imposto il divieto di dimora a G D A, sono le iniziali del nome, 44 anni, di Porto Empedocle, già sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dall’ex compagna e dai figli della stessa, perchè ritenuto responsabile dei reati di atti persecutori e molestie. L’ uomo avrebbe violato ripetutamente la misura cautelare a cui è stato sottoposto. Ecco perché, a seguito della denuncia dei poliziotti empedoclini, il Tribunale ha aggravato la misura imponendo al 44enne il divieto di dimora nel territorio del comune empedoclino.

10 aprile, A Licata, all’Ospedale San Giacomo d’Altopasso, nel Reparto Ortopedia, il 14 aprile del 2008 è morta Maria Bonelli, 58 anni, di Licata, vittima presumibilmente di una lesione e di una emorragia al fegato, a seguito di un incidente stradale il 9 aprile del 2008 in via Salso a Licata, dove Maria Bonelli, seduta dietro al ciclomotore condotto dal marito, è stata travolta da un’automobile. Il giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Francesco Paolo Pizzo, ha inflitto 8 mesi di reclusione al medico Giuseppe Alaimo, in servizio all’ospedale San Giacomo d’Altopasso a Licata. E’ stato assolto Antonio Carubia, sanitario in servizio nel reparto di Ortopedia dello stesso ospedale licatese. Condannata a 8 mesi di reclusione Rosa Di Franco, l’automobilista che ha travolto lo scooter con a bordo Maria Bonelli. I 3 sono imputati di omicidio colposo.

11 aprile, Il 13 dicembre 2012 la Polizia e la Direzione distrettuale antimafia hanno arrestato a Licata 6 persone accusate, a vario titolo, di estorsione aggravata dal metodo mafioso e intestazione fittizia di beni, nell’ ambito dell’ inchiesta cosiddetta “Ouster”. Adesso, a conclusione della requisitoria, il pubblico ministero della Dda, Rita Fulantelli, ha chiesto 16 anni di carcere per Pasquale Antonio Cardella, 63 anni, 12 anni per il figlio Giuseppe Claudio Cardella, 39 anni, 12 anni e 6 mesi per Giuseppe Cardella, 34 anni, nipote di Pasquale Cardella, 6 mesi per l’imprenditore canicattinese Michele Giorgio, 58 anni, accusato solo di favoreggiamento, 6 anni ciascuno per Giuseppe Galanti, 56 anni, e Angelo Occhipinti, 60 anni, 4 anni ciascuno per Marcello Bulone, 35 anni, e Gianluca Vedda, 40 anni. Il 20 aprile è attesa la sentenza.

11 aprile, Accogliendo le tesi del difensore, l’avvocato Alessandro Patti, il Tribunale di Agrigento ha assolto Luca Adorno, 28 anni, di Porto Empedocle, imputato nell’ ambito dell’ inchiesta antidroga cosiddetta “Hardom 2”. Il pubblico ministero, Rita Fulantelli, della Dda di Palermo, ha invocato 14 anni di carcere a carico di Adorno. Il Tribunale, invece, condividendo le istanze dell’ avvocato Alessandro Patti, ha assolto l’empedoclino.

11 aprile, I Carabinieri della stazione di Raffadali hanno arrestato l’agrigentino Giuseppe Faraci e i fratelli gemelli catanesi Dario e Christian Costanzo, per rapina e spaccio, in concorso, di sostanze stupefacenti. Si tratta dell’ inchiesta cosiddetta “Darwin”. La notte del 17 febbraio 2014, a Santa Elisabetta, nelle campagne, due prostitute sono state rapinate di circa 700 euro in contanti, documenti e telefoni cellulari. Giuseppe Faraci sarebbe stato cliente delle due, e poi complice dei rapinatori. Faraci è stato riconosciuto in fotografia dalle due donne, e a casa di lui i Carabinieri hanno sequestrato una pistola Beretta, 3 passamontagna e, in casa di un presunto complice, una pistola ad aria compressa e della sostanza stupefacente. Ulteriori indagini hanno svelato che Faraci avrebbe spacciato marijuana tra Santa Elisabetta e Raffadali, rifornendosi a Catania dai gemelli Christian e Dario Costanzo.

11 aprile, Il Tribunale di Agrigento ha assolto gli imprenditori agrigentini Mario Terrana e Giovanni Graceffa, imputati di evasione di imposte tramite emissione di fatture per operazioni inesistenti, e di tentata truffa a danno del ministero dello Sviluppo economico per ottenere un finanziamento. Sotto indagine sono state 3 società : la Ipm e la Koinè amministrate da Mario Terrana e la Graceffa srl amministrata da Giovanni Graceffa. I difensori, gli avvocati Francesco Terrazzino, del foro di Agrigento, per Graceffa, e gli avvocati Angelo Mangione e Michele Melfa per Terrana, hanno, attraverso testimoni e documentazione probante, dimostrato l’infondatezza del teorema accusatorio.

12 aprile, Un’automobile Mercedes Slk si ribalta più volte lungo la statale 115, tra Realmonte e Siculiana. Muore il conducente : Antonio Bertolino, 24 anni, di Siculiana. Inutile la corsa in ospedale ad Agrigento. Gravemente ferita è la fidanzata, D S, 20 anni, anche lei di Siculiana, trasferita in prognosi riservata all’ ospedale “Civico” a Palermo.

12 aprile, A Sciacca la Polizia ha arrestato Lorenzo Giglio, 43 anni, per evasione dagli arresti domiciliari a cui è sottoposto per reati contro il patrimonio.
Giglio è stato sorpreso in una via del centro cittadino.

13 aprile, A Ribera i Carabinieri hanno arrestato Gioacchino Licata, 29 anni, disoccupato, perché, a seguito di una perquisizione personale e domiciliare, è stato sorpreso in possesso di 21 grammi di marijuana confezionata in 15 dosi, 15 grammi di hashish, un bilancino di precisione e la somma in contanti di 180 euro in banconote di piccolo taglio, verosimilmente provento dell’attività di spaccio. Gioacchino Licata è recluso ai domiciliari.

13 aprile, A Palma di Montechiaro la Polizia ha arrestato ai domiciliari Giovanni Lauricella, 37 anni, perché accusato di aver compiuto una rapina a mano armata a danno di S G, sono le iniziali del nome, venditore ambulante anche lui palmese, che nel febbraio scorso è stato minacciato con un coltello e rapinato di 120 euro.

13 aprile, A Porto Empedocle, in campagna, un agricoltore ha subito il furto di due trattori cingolati, per un danno di circa 30mila euro. L’ uomo ha sporto denuncia ai Carabinieri. Indagini in corso.

13 aprile, A Cattolica Eraclea, in via Oreto, un ragazzo di 19 anni, M L sono le iniziali del nome, è stato denunciato a piede libero per guida in stato di ebbrezza alcolica. A bordo della sua Fiat Punto ha provocato un incidente stradale, schiantandosi contro un’altra Fiat Punto e poi contro una Alfa Romeo Giulietta. I Carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Agrigento, che si sono occupati dei rilievi, hanno sottoposto all’alcol-test il 19enne, risultato ubriaco.

13 aprile, Lungo la statale 115, al chilometro 130, nei pressi del ponte Verdura a Ribera, a causa di un giunto deformato sull’ asfalto, un ciclista di 48 anni di Sciacca e residente a Sambuca di Sicilia, è caduto dalla bicicletta. E’ stato soccorso all’ ospedale di Sciacca, per alcune ferite al volto.

13 aprile, A Santa Margherita Belice i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari Alain Baroncelli, 38 anni, perché ha sollevato i sospetti dei Carabinieri manifestandosi agitato in contrada “Covello”, è stato perquisito, ed è stato sorpreso in possesso di un panetto di hashish di 100 grammi e di un coltello a serramanico.

14 aprile, A Naro i Carabinieri della locale stazione hanno arrestato, su mandato di arresto europeo spiccato in Romania, Andrei Ionut Manole, 23 anni, bracciante agricolo, che sconterà 2 anni di reclusione per un’aggressione a mano armata, lesioni e minaccia, reati commessi in Romania nel maggio del 2011.
A Naro i Carabinieri hanno inoltre arrestato Giuseppe Morello, 54 anni, bracciante agricolo, per violazione della misura alternativa al carcere che gli è stata imposta.
E a Ravanusa i Carabinieri hanno arrestato in flagranza di reato Valentin Iancu, 32 anni, romeno, per evasione dagli arresti domiciliari.

14 aprile, Il Tribunale di Agrigento, accogliendo le tesi del difensore, l’avvocato Luigi Troja, ha assolto Cristian Poni, 34 anni, di Agrigento, accusato di avere inveito e minacciato un agente di Polizia intervenuto nelle ore notturne per sventare un presunto furto di carburante ad opera di un minore. Il poliziotto si è costituito parte civile con richiesta di 4mila euro come risarcimento dei danni. Cristian Poni è stato assolto “perché il fatto non sussiste”. L’ avvocato Troja ha sostenuto che si è trattato di un semplice alterco e del tentativo di Cristian Poni di difendere il ragazzino dall’ aggressione fisica della parte civile.

16 aprile, A Porto Empedocle è stato scoperto un proiettile all’ interno del cantiere edile in corso per i lavori di recupero della via Roma, a poca distanza dall’ ingresso del Municipio. Si tratta di un cartuccia utilizzata spesso dai cacciatori, avvolta da un filo di ferro. Indagano i poliziotti del locale Commissariato, coordinati dal vice questore Cesare Castelli.

16 aprile, A Sciacca, in contrada Piana Scunchipani, lungo la statale 115, nottetempo, ignoti banditi, con un’ automobile e a colpi di mazza, hanno sfondato l’ ingresso del bar della stazione di servizio “Agip”, e hanno rubato sigarette e generi alimentari per alcuna migliaia di euro. I Carabinieri confidano nelle immagini delle telecamere a circuito chiuso del distributore di carburanti.

16 aprile, A Palma di Montechiaro i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari Salvatore Vella, 34 anni, di Palma di Montechiaro, disoccupato, accusato di minaccia aggravata a Pubblico ufficiale allorchè lo scorso 3 aprile avrebbe minacciato Salvatore Domanti, comandante della Polizia Municipale di Palma di Montechiaro, ritenuto da Vella colpevole di avergli revocato la patente di guida. Lo stesso Salvatore Vella, il giorno dopo, è stato sorpreso alla guida dell’automobile senza patente e, nell’ occasione, avrebbe oltraggiato i Carabinieri .

16 aprile, A Palermo, al palazzo di giustizia, innanzi al Giudice per le udienze preliminari del Tribunale, Sergio Ziino, l’ ex sindaco di Agrigento e senatore Calogero Sodano, ha scelto di essere giudicato con il rito abbreviato nell’ ambito dell’ inchiesta in cui è imputato di concorso esterno all’ associazione mafiosa. Nel corso della requisitoria, che si concluderà il prossimo 24 giugno, il pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, Giuseppe Fici, tra l’altro ha affermato : “Sodano per 8 anni ha consentito alle famiglie mafiose di avere a disposizione un’amministrazione comunale e gestire appalti pubblici e potere economico”.

16 aprile, A Castrofilippo i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari un uomo di 30 anni, M V sono le iniziali del nome, presunto responsabile della cosiddetta truffa dello specchietto allorchè, nonostante sia sorvegliato speciale, è stato sorpreso alla guida della sua automobile Peugeot 206 impegnato a simulare il danneggiamento dello specchietto della sua automobile per ottenere da altre persone falsamente accusate del danneggiamento il risarcimento in denaro. Alcune vittime della truffa gli avrebbero pagato anche tra i 100 e i 150 euro.

16 aprile, Furti nelle scuole. Ad Agrigento, al Liceo scientifico “Leonardo”, al Viale della Vittoria, ignoti hanno rubato 20 computer. A Sciacca, in contrada Perriera, nell’ Istituto “Mariano Rossi”, ignoti hanno rubato un computer, 2 impianti stereo e alcune decine di euro dai distributori automatici di caffè e merendine.

16 aprile, A Palermo, al Centro commerciale Forum, sono state denunciate per furto dalla Polizia tre donne in trasferta dalla provincia di Agrigento, due di 32 anni ciascuna e una di 31 anni. Le tre hanno rubato dagli scaffali, e sono state bloccate dagli agenti della sicurezza all’uscita dell’Ipercoop di Brancaccio. Sottoposte a perquisizione sono state sorprese con 250 euro di merce. Nelle borse e nei giubbotti hanno nascosto abbigliamento intimo, un giubbotto, creme, cosmetici ed anche una bottiglia di olio per i capelli.

16 aprile, A Santa Elisabetta, nel centro storico, in via Cristoforo Colombo, in una casa è esplosa una bombola del gas. Una pensionata di 66 anni, A B sono le iniziali del nome, è stata soccorsa in ospedale prima ad Agrigento e poi, in elicottero, al Civico di Palermo dove è ricoverata nel reparto Gravi Ustionati.

16 aprile, A Canicattì i Carabinieri, la Polizia e la Polizia municipale hanno denunciato alla Procura della Repubblica di Agrigento un romeno per ricettazione. All’ uomo, perquisito, sono state sequestrate una tv color da 50 pollici al plasma, 6 computer, 4 monitor e numerosi telefoni cellulari, il tutto provento di furti in abitazione ed esercizi commerciali. Prossimi alla denuncia per ricettazione sono altri due romeni perché in una casa di loro pertinenza è stata sequestrata altra refurtiva già in parte riconsegnata ai legittimi proprietari.

17 aprile, La società Girgenti Acque, che gestisce ad Agrigento e provincia il servizio idrico, ha licenziato e denunciato un proprio dipendente. Secondo quanto emerso dai controlli della società, che si avvalgono anche di sistemi satellitari, un contatore è risultato in un luogo diverso dal luogo riportato nelle coordinate geografiche archiviate. Ebbene, il dipendente avrebbe spostato di sua iniziativa il contatore per installarlo presso un altro utente, il quale ha dichiarato di aver corrisposto in contanti un importo di 250 euro. Girgenti Acque ricorda a tutti gli utenti che è vietato a tutti gli operatori che lavorano per la società di ricevere pagamenti per qualunque tipologia di servizio.

17 aprile, Il Tribunale del Riesame di Agrigento, presieduto da Luisa Turco, ha rigettato la richiesta della Procura di sequestrare alcuni beni dell’ex consigliere comunale di Agrigento, Giuseppe De Francisci, 32 anni, e della zia Antonina La Mantia, 54 anni, indagati per falso e truffa aggravata a danno del Comune di Agrigento. Già la Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Alessandra Vella, ha rigettato la prima richiesta. E adesso il Riesame ha confermato il no al sequestro preventivo di 17mila e 564 euro, quale indebita retribuzione che De Francisci avrebbe ottenuto quando è stato consigliere comunale e dipendente con rimborso dal Comune al suo datore di lavoro.

17 aprile, Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, il giudice per le udienze preliminari, Francesco Provenzano, ha rinviato a giudizio il capo dell’ ufficio tecnico del Comune di Agrigento, Giuseppe Principato, 60 anni, e l’ingegnere Gaspare Triassi, 51 anni, responsabile del servizio viabilità del Comune. Principato e Triassi sono imputati di omicidio colposo a seguito dell’ incidente stradale che ha provocato la morte di Chiara La Mendola, 24 anni, di Agrigento, morta il 30 dicembre 2013 vittima di una profonda buca lungo il viale Cavaleri Magazzeni, più volte segnalata al Comune di Agrigento e mai riparata, e nemmeno transennata. La prima udienza è in calendario il prossimo 9 luglio innanzi al giudice del Tribunale di Agrigento, Giuseppe Miceli.

17 aprile, A Palermo, all’ Ospedale “Civico”, al reparto Gravi ustionati, è morta Anna Billanti, 66 anni, di Santa Elisabetta. La donna, a Santa Elisabetta, nel centro storico, in via Cristoforo Colombo, è stata investita a casa sua dalla esplosione di una bombola del gas. Anna Billanti è stata soccorsa in ospedale prima ad Agrigento e poi, in elicottero, al Civico di Palermo dove è stata ricoverata, ed è poi deceduta, nel reparto Gravi ustionati.

17 aprile, A Canicattì la Polizia ha denunciato 4 minorenni tra i 15 e i 17 anni perché sarebbero loro i responsabili dello striscione con ingiurie e frasi oltraggiose nei confronti delle Forze dell’Ordine appeso tra due alberi in piazza Roma, nel quartiere di Borgalino, alcuni giorni addietro. Al Tribunale dei Minorenni di Palermo i quattro, che hanno confessato, risponderanno di oltraggio alle Forze Armate.

17 aprile, A Porto Empedocle, la Capitaneria, su ordine della Procura, ha arrestato un pescatore per resistenza, aggressione e violenza a Pubblico ufficiale. In contrada Salsetto, nei pressi della spiaggia Marinella, la Guardia costiera ha sequestrato la barca del pescatore perché sorpreso a pescare abusivamente. L’ empedoclino avrebbe aggredito i militari della Capitaneria, e solo l’intervento dei poliziotti e dei carabinieri ha scongiurato il peggio.

17 aprile, A Porto Empedocle, in via Roma, due banditi, travisati e armati di taglierino, hanno minacciato i dipendenti della banca Unicredit e hanno ottenuto la consegna del denaro in cassa, circa 3mila euro, e alcuni contenitori di monete da 1 e 2 euro. I due rapinatori sono fuggiti a piedi. Indaga la Polizia.

17 aprile, Il Tribunale di Agrigento, accogliendo le tesi dei difensori, gli avvocati Angelo Farruggia e Annalisa Russello, ha assolto Lorenzo Terranova, 37 anni, di Favara, e due donne : Katia Maniscalco e Concetta Licata Di Piazza, difese dall’ avvocato Daniele Cipolla. Terranova è stato denunciato da una donna, S G sono le iniziali del nome, di averla minacciata affinchè non si presentasse a testimoniare in un processo in cui lo stesso Terranova è accusato di violenza sessuale reiterata a danno della stessa donna S G. Il Giudice ha trasmesso gli atti alla Procura affinchè eventualmente proceda per calunnia a carico della donna S G e di suo marito, autori della denuncia contro Terranova.

18 aprile, Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha imposto il 41 bis a Salvatore Messina, di Porto Empedocle, fratello del boss Gerlandino, già in carcere da 16 anni e attualmente detenuto a Oristano in Sardegna. Probabilmente Messina sarà trasferito in un carcere di massima sicurezza attrezzato per le detenzioni secondo il regime del 41 bis. Salvatore Messina è stato condannato all’ergastolo perché ritenuto colpevole di associazione mafiosa, tentato omicidio, armi, e l’ omicidio di Antonino Taiella, ucciso a Porto Empedocle il 22 giugno del 1991.

18 aprile, A Favara un gruppo di migranti dall’ Africa ha tentato di assaltare la locale Tenenza dei Carabinieri, in via dei Mille. Gli extracomunitari hanno protestato contro i ritardi nel riconoscimento dello status di rifugiati politici. I militari hanno arrestato 3 immigrati e ne hanno denunciato altri 7 alla Procura di Agrigento per resistenza a Pubblico ufficiale. I migranti, che sono ospiti di un centro di accoglienza a Favara, sarebbero in attesa dei documenti dall’agosto del 2013. Il gruppo avrebbe iniziato a scuotere la rete di recinzione del perimetro militare della caserma e alcuni avrebbero sputato contro i Carabinieri.

18 aprile, Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, a conclusione del giudizio abbreviato, il giudice per le udienze preliminari del Tribunale, Francesco Provenzano, accogliendo le tesi del difensore, l’avvocato Ignazio Valenza, ha assolto, “per non avere commesso il fatto”, l’ avvocato Flaminia Farruggia, imputata di tentata estorsione in riferimento al pagamento di una presunta mediazione illecita per un incidente stradale per la quale è stato invece rinviato a giudizio Vincenzo Vella, 53 anni, titolare di un patronato a Santa Elisabetta.

18 aprile, I poliziotti della Divisione anticrimine della Questura di Agrigento, agli ordini di Giovanni Giudice, insieme a Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia provinciale, hanno denunciato un uomo di Ravanusa di 59 anni, C G sono le iniziali del nome, titolare di un’ area adibita a deposito di materiale di risulta e che risponderà di violazione di sigilli, gestione illecita di rifiuti e discarica non autorizzata di rottami di autovetture, ferro e altro materiale pericoloso, combustione illecita di rifiuti pericolosi e non, e attività di autodemolizione priva di autorizzazione.

18 aprile, A Sciacca, in località Lido, la Capitaneria ha sanzionato con una multa di 4mila euro, e ha sequestrato l’attrezzatura, a un pescatore di riccio di mare con attrezzature vietate dalle normative nazionali e comunitarie. Circa 400 ricci di mare sono stati restituiti al mare.

18 aprile, I Carabinieri della stazione di Palma di Montechiaro, agli ordini del capitano Marco Currao e del maresciallo Luigi Marletta, hanno scoperto e denunciato il presunto responsabile del danneggiamento dell’automobile del vice sindaco di Palma Daniele Balistreri. Si tratta di un palmese di oltre 60 anni, che risponderà alla Procura di danneggiamento aggravato allorchè, per motivi ancora ignoti, con un oggetto appuntito avrebbe bucato le ruote dell’ automobile di Balistreri.

18 aprile, A Porto Empedocle, una ragazza di 18 anni, delusa da un voto a scuola, ha tentato il suicido aprendo il gas dentro casa. Il tempestivo intervento dei Vigili del fuoco e dei poliziotti del Commissariato, capitanati da Cesare Castelli, ha scongiurato l’esplosione e ha sventato il tentato suicidio.

18 aprile, Ad Agrigento, in via Mazzini, nei pressi del bivio per Fontanelle, nottetempo, ignoti banditi hanno scassinato la saracinesca e hanno derubato una tabaccheria, tra decine di stecche di sigarette, valori bollati e le monete dalle macchinette del tipo slot machine. Indagano i Carabinieri.

20 aprile, La Polizia di Stato ha arrestato, su ordine della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, i presunti componenti e capi di un’organizzazione criminale transnazionale accusati d’associazione a delinquere e favoreggiamento di immigrazione e permanenza clandestina. Si tratta di eritrei, etiopi, ivoriani e ghanesi, che avrebbero favorito, con enormi guadagni, l’immigrazione illegale di migliaia di connazionali. L’inchiesta, coordinata dal procuratore di Palermo Francesco Lo Voi e dall’aggiunto Maurizio Scalia, ha scoperto inoltre una cellula della stessa organizzazione criminale, complementare al gruppo che agisce in Africa, composta da eritrei che vivono in Italia, in particolare nelle province di Palermo, Agrigento, Catania e Milano. Il gruppo in Italia dell’organizzazione, in cambio di altro denaro, gestisce le fughe dei migranti dai centri di accoglienza, offre ai migranti il supporto logistico per restare clandestinamente in Italia, e poi ne agevola l’ espatrio, sempre illegalmente, verso altri Stati dell’ Unione Europea come Norvegia, Germania e Svezia.

20 aprile, I Carabinieri hanno arrestato Calogero Falsone, 25 anni, e Massimo Capra, 40 anni, entrambi di Favara, sorpresi a bordo di una Fiat Punto lungo la strada statale 121 Palermo – Agrigento, in direzione Agrigento. I due, pizzicati dalla gazzella dei militari, hanno lanciato fuori dall’ auto un involucro. Il pacchetto è stato recuperato e dentro sono stati scoperti e sequestrati 4 panetti da 100 grammi di hashish ciascuno. Falsone e Capra sono stati processati in direttissima innanzi al Tribunale di Termini Imerese, e sono stati condannati a 1 anno di reclusione e mille euro di multa con pena sospesa.

20 aprile, A Sambuca di Sicilia la Procura della Repubblica di Agrigento ha notificato a un pensionato di 70 anni, Pietro Curti, l’avviso di conclusione delle indagini preliminari allorchè sarebbe il basista di una tentata rapina, il 27 settembre del 2012, alla Banca Carige, a Sambuca. Per la stessa tentata rapina hanno già patteggiato la condanna 3 palermitani, due dei quali bloccati dai Carabinieri all’interno della banca. I militari della Compagnia di Sciacca, attraverso i tabulati dei palermitani, sono risaliti a un contatto telefonico, la stessa mattina della tentata rapina, tra uno degli arrestati, Antonino Nuccio, e il settantenne Pietro Curti di Sambuca.

20 aprile, I Carabinieri della Stazione di Naro hanno arrestato in flagranza di reato 2 minorenni romeni di 17 e 15 anni, entrambi domiciliati a Canicattì, per furto aggravato in concorso. I militari dell’Arma, liberi dal servizio, hanno udito dei rumori e sono intervenuti in una edicola innanzi alla caserma dove hanno sorpreso dentro i due romeni intenti a rubare dopo avere scassinato la saracinesca d’ingresso. I due minorenni hanno tentato la fuga lanciandosi da una finestra da un’ altezza di 7 metri. Uno dei 2 è adesso ricoverato all’ ospedale di Canicattì in prognosi riservata.

20 aprile, A Racalmuto, in via Madonna della Rocca, nei pressi della centrale via Roma, hanno subito un incendio una Fiat Multipla, di G L C, sono le iniziali del nome, 37 anni, disoccupato, e poi, per propagazione delle fiamme, una Fiat Seicento parcheggiata accanto. Sul posto sono intervenuti Vigili del fuoco e Carabinieri.

20 aprile, Il tribunale di Sciacca, presieduto da Luisa Intini, ha condannato a 6 anni di reclusione un pensionato di Sciacca di 70 anni, L A sono le iniziali del nome, imputato di corruzione di minorenne e violenza sessuale allorchè avrebbe seguito film pornografici con in braccio la nipote, una bambina di 9 anni, palpeggiandola nelle parti intime. L’inchiesta è scattata a seguito della denuncia della madre della piccola, che ha appreso quanto accaduto dal racconto della stessa bimba.

20 aprile, A Canicattì un gruppo interforze, composto da Polizia, Carabinieri e Vigili urbani, ha scoperto, in via Palestro, nel centro storico, una casa a luci rosse gestita da due sorelle di 22 e 24 anni, originarie della Romania. All’interno della casa d’appuntamenti, l’ufficiale sanitario dell’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento ha riscontrato condizioni igieniche e sanitarie al limite della vivibilità. Sono in corso le indagini per risalire ai proprietari dell’immobile. Il Comune ha emesso una ordinanza di sgombero.

21 aprile, Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, a conclusione del giudizio abbreviato, il giudice per le udienze preliminari del Tribunale, Carlo Cinque, ha condannato 14 tifosi dell’ Akragas calcio a pagare un’ ammenda di 750 euro ciascuno per l’invasione di campo, anche se pacifica, al termine della semifinale playoff del 2014 contro il Pomigliano. I 14 hanno violato una legge del 1989 che vieta agli spettatori di superare le recinzioni dello stadio. Ai 14 è stato già inflitto il Daspo per 3 anni. I tifosi, tra cui anche 2 ragazze, si sono sempre difesi spiegando che il loro gesto è stato del tutto pacifico, e che sono entrati in campo per festeggiare la vittoria.

21 aprile, Ad Agrigento, a Villaseta, in una palazzina recentemente ristrutturata, adibita a centro di accoglienza per migranti, a poca distanza dal Comando della Polizia municipale, si è scatenata una rissa tra 2 agrigentini e 4 migranti ospiti del centro. Sul posto sono intervenuti carabinieri e polizia. I 6 rissanti hanno subito contusioni e sono stati soccorsi in Ospedale. Il centro è stato precauzionalmente sgomberato per scongiurare ritorsioni.

21 aprile, La Corte d’Appello di Palermo ha assolto Maurizio Emmanuele, 41 anni, di Raffadali, condannato il 20 gennaio del 2014 dal Tribunale di Agrigento a 14 anni e 4 mesi di reclusione per l’ omicidio di Maurizio Giglione, 23 anni, di Raffadali, scoperto cadavere nelle campagne intorno al paese il 3 marzo del 2005. Gli altri imputati, i raffadalesi Giuseppe e Silvio Cuffaro, padre e figlio di 78 e 43 anni, e Raimondo Oreto, 34 anni, sono stati tutti assolti in primo grado. Giglione sarebbe stato ucciso con 6 colpi di arma da fuoco al braccio e alla testa.

21 aprile, La sezione penale del Tribunale di Agrigento presieduta da Luisa Turco ha condannato 3 agrigentini per abusi edilizi nell’ ambito della costruzione di una casa a Montaperto. 4 mesi e 10 giorni di reclusione ciascuno a Lorenzo Butera, 75 anni, proprietario dell’area di via San Giuseppe dove è stato costruito il fabbricato, e a Pietro Taibi, 45 anni, progettista e direttore dei lavori, e poi 2 mesi di reclusione per il funzionario comunale Luigi Zicari, 62 anni. I 3 sono stati imputati di costruzione abusiva e abuso di ufficio. Butera avrebbe ottenuto da Zicari una licenza edilizia illegittima.

22 aprile, La Corte di Appello di Palermo ha riconosciuto a Stefano Iacono, 44 anni, di Realmonte, e a Vincenzo Iacono, 38 anni, di Siculiana, il risarcimento del danno per i giorni trascorsi ingiustamente in carcere allorchè sono stati arrestati il 29 ottobre del 2007 nell’ ambito dell’ inchiesta antimafia cosiddetta “Marna” perché accusati di essere dei fiancheggiatori del boss di Porto Empedocle, Gerlandino Messina. Poi sono stati assolti. Per l’ ingiusta detenzione, a Stefano Iacono saranno pagati 25 mila euro, e a Vincenzo Iacono 3 mila euro.

22 aprile, Il Tribunale di Sciacca ha assolto Pietro Perzia, 67 anni, di Alessandria della Rocca, latitante, e Felice Scaglione, 80 anni, anche lui di Alessandria della Rocca, entrambi imputati nell’ ambito dell’ inchiesta antimafia cosiddetta “Alisciannira”. Il Tribunale ha disposto anche la revoca della misura cautelare a carico di Perzia e Scaglione per i quali il pubblico ministero della Dda di Palermo, Giuseppe Fici, ha chiesto 12 anni di reclusione ciascuno.

22 aprile, Ad Agrigento, in via Cicerone, un bandito, con il volto travisato da un passamontagna e armato di pistola, ha sorpreso alle spalle un assicuratore intento a entrare nella sua automobile, lo ha minacciato e lo ha costretto a consegnargli il borsello con dentro 5 mila euro. Il rapinatore ha arraffato il bottino e si è dileguato a piedi. Indaga la Polizia.

22 aprile, I Carabinieri del Nas, il Nucleo anti – sofisticazioni, di Palermo, hanno controllato numerose macellerie tra le province di Agrigento, Palermo e Trapani, e hanno sequestrato 4 tonnellate di carni, refrigerate e congelate, trattate con solfiti e nitrati per renderle di colore rosso nascondendo il normale processo di ossidazione e di decomposizione. Sono stati denunciati 23 macellai, e poi il direttore commerciale e il legale responsabile di un deposito di carni all’ingrosso a Palermo.

22 aprile, A Sciacca, in una sala giochi in via Cappuccini, i Carabinieri hanno scoperto e sequestrato 4 panetti di hashish per 400 grammi complessivi, e 10 ovuli di cocaina per 10 grammi circa. Il titolare dell’esercizio, Salvatore Guerrera, 48 anni, residente a Sciacca, ex portiere della squadra di calcio, è stato arrestato per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio. A casa di Guerrera sono stati sequestrati altri 50 grammi circa di cocaina, 8 grammi di sostanza da taglio e la somma in contanti di 4.600 euro, probabile provento dell’attività illecita.

22 aprile, A Ravanusa i Carabinieri hanno arrestato Valentin Iancu, 33 anni, originario della Romania, per evasione dagli arresti domiciliari a cui è stato sottoposto. Adesso è recluso in carcere.

23 aprile, Il 13 dicembre 2012 la Polizia e la Direzione distrettuale antimafia hanno arrestato a Licata 6 persone, denunciandone altre, accusate, a vario titolo, di estorsione aggravata dal metodo mafioso e intestazione fittizia di beni, nell’ ambito dell’ inchiesta cosiddetta “Ouster”. Adesso, il Tribunale di Agrigento ha emesso la sentenza di primo grado : 3 condanne e 5 assoluzioni. 8 anni e 4 mesi di reclusione a Pasquale Antonio Cardella, 63 anni, presunto riferimento di Cosa Nostra a Licata. 6 anni e 6 mesi ad Angelo Occhipinti, 60 anni, di Licata. 6 anni a Giuseppe Galanti, 56 anni, di Licata. Sono stati assolti Giuseppe Cardella, 34 anni, di Licata, nipote di Pasquale Cardella, Giuseppe Claudio Cardella, 39 anni, di Licata, figlio di Pasquale Antonio Cardella, Gianluca Vedda, 40 anni, di Licata, e Michele Giorgio, 58 anni, di Canicattì, e poi Marcello Bulone, 35 anni, di Licata, assolto per prescrizione.

23 aprile, Ad Agrigento i Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro e del Comando provinciale, insieme agli Ispettori civili, hanno controllato e sanzionato 3 cantieri edili. Nel primo : 3 lavoratori in nero e sanzioni per 9mila e 973 euro anche per numerose violazioni delle norme sulla sicurezza. In un secondo cantiere, a San Leone, 2 lavoratori in nero e sanzioni per 10mila e 516 euro anche per violazioni delle norme sulla sicurezza. Nel terzo cantiere, altre sanzioni per 21mila e 705 e altri 5 lavoratori in nero. Nei tre casi è stata sospesa l’attività imprenditoriale.

23 aprile, A Naro, in una comunità alloggio gestita dalle Suore Vocazioniste, due minorenni originari della Tunisia, da qualche mese ospiti e in attesa del permesso di soggiorno, hanno protestato per il ritardo cucendosi labbra e occhi con ago e filo. La Polizia ha condotto i due in Ospedale dove sono stati soccorsi e liberati dalla cucitura, e poi li ha riaccompagnati nel centro di accoglienza.

23 aprile, Il Tribunale di Agrigento, accogliendo le tesi del difensore, l’ avvocato Luigi Troja, ha assolto Giuseppe La Mendola, 23 anni, di Grotte, disoccupato e incensurato, sorpreso dai Carabinieri in possesso di 14 chili di rame di non giustificata provenienza e sospettato di essere stato rubato al cimitero. In giudizio, l’ avvocato Troja ha sostenuto l’ impossibilità di dimostrare che si trattasse
di rame ricevuto illegalmente.

23 aprile, Ad Agrigento, due ragazze, una di Raffadali di 28 anni e un’altra di Messina, del tutto ubriache, hanno imperversato e molestato i passanti in via Atenea tanto che sono intervenuti i Carabinieri. La raffadalese si è scagliata contro i militari ed è stata denunciata per resistenza e violenza a Pubblico ufficiale. L’ amica è stata soccorsa in Ospedale per essere disintossicata.

23 aprile, La Direzione investigativa antimafia di Agrigento rastrella i beni di 5 detenuti per mafia agrigentini. La sezione misure di prevenzione del Tribunale di Agrigento, su delega del procuratore aggiunto della Direzione distrettuale antimafia, Bernardo Petralia, ha sequestrato circa 1 milione e 500 mila euro all’ ex capo di Cosa Nostra agrigentina, Giuseppe Falsone, 44 anni, di Campobello di Licata, poi Simone Capizzi, 71 anni, di Ribera, e il figlio, Giuseppe Capizzi, 48 anni, e poi Damiano Marrella, 67 anni, di Montallegro, e poi Pasquale Alaimo, inteso “Pasquale appuiatu”, 45 anni, di Favara. Falsone è stato tra i primi 30 latitanti più pericolosi d’Italia ed è stato arrestato il 25 giugno 2010 a Marsiglia, in Francia, dopo oltre 10 anni di latitanza. A Giuseppe Falsone, inteso “il ragioniere”, è stata sequestrata un’impresa agricola e zootecnica con sede a Campobello di Licata, intestata ad un suo familiare, per un valore complessivo di circa 35mila euro. Il riberese Simone Capizzi sconta l’ergastolo definitivo per essere stato il mandante dell’omicidio del maresciallo dei Carabinieri originario di Menfi, Giuliano Guazzelli, trucidato il 4 aprile 1992 ad Agrigento. Il figlio, Giuseppe Capizzi, è stato arrestato il 4 luglio 2008 nell’ ambito dell’ inchiesta antimafia cosiddetta “Scacco matto”, ed è stato condannato a 8 anni di carcere per associazione mafiosa. Ai Capizzi padre e figlio sono stati sequestrati 13 terreni, 3 fabbricati e 4 conti deposito, per un valore di circa 870mila euro. Damiano Marrella di Montallegro, figlio di Stefano, presunto capomafia del paese ucciso il 5 ottobre 1980, è stato arrestato il 27 novembre 2009, il giorno del blitz cosiddetto “Minoa”, e gli sono stati inflitti 8 anni di reclusione. A Marrella sono stati sequestrati un immobile a Montallegro, fondi d’investimento ed altri rapporti bancari, per un valore di circa 300mila euro. E poi Pasquale Alaimo è stato arrestato il 6 marzo 2007, quando scattò la retata cosiddetta “Camaleonte”, e ha subito una condanna a 13 anni per associazione mafiosa. Ad Alaimo sono stati sequestrati immobili, automezzi, polizze assicurative, libretti di deposito, fondi comuni d’investimento, un conto corrente bancario e un’automobile, per un valore di circa 270mila euro.

24 aprile, Ad Agrigento, lungo la strada cosiddetta della “Crocca” tra il Villaggio Mosè e Favara, un
furgone portavalori è stato assaltato e svaligiato da un commando composto da almeno tre banditi, con il volto travisato e armati di pistola.
I malviventi, a bordo di un’ automobile, hanno affiancato il furgone esplodendo diversi colpi d’arma da fuoco. Il conducente del mezzo blindato, spaventato dall’azione e dalle intenzioni dei banditi, ha subito frenato il furgone. I banditi hanno rubato tutti i sacchi contenenti i soldi prelevati poco prima dall’autista nei centri scommesse e sale da gioco di Favara e di altri comuni confinanti. Il bottino si aggira tra i 20 e i 30 mila euro. Indaga la Polizia.

24 aprile, L’ ex presidente della Provincia di Agrigento, Eugenio D’Orsi, ha ricevuto un invito a comparire innanzi alla Guardia di finanza di Agrigento, per rispondere su un presunto caso di corruzione per l’esercizio della funzione. Si tratta del caso delle 40 palme acquistate dalla Provincia per il Giardino botanico e invece piantate nella villa a Montaperto dello stesso D’Orsi. Il provvedimento che invita D’Orsi a comparire è stato firmato dal procuratore aggiunto, Ignazio Fonzo, e dal sostituto, Carlo Cinque, a seguito di quanto disposto dal Tribunale che, lo scorso 31 marzo, nell’emettere sentenza a carico di D’Orsi, in riferimento alle palme, ha modificato il capo di imputazione da peculato a corruzione per l’esercizio della funzione, e ha quindi trasmesso gli atti alla Procura affinchè proceda sulla base del nuovo capo di imputazione.

25 aprile, Il Tribunale di Agrigento ha condannato a 1 anno e 6 mesi di reclusione Mohamed Belhaj, 27 anni, originario del Marocco e residente ad Agrigento, imputato di lesioni personali gravi allorchè il 12 aprile del 2011, ad Agrigento, a Porta di Ponte, dopo un tamponamento fra il suo scooter e un’automobile guidata da un 40enne di Cattolica Eraclea, il marocchino aggredì con violenza l’automobilista, provocandogli la frattura della tibia e di due dita della mano, oltre a un trauma facciale con ematoma.

25 aprile, Ad Agrigento la Polizia ha denunciato una coppia di romeni sorpresi ad un posto di blocco al Villaggio Mosè a bordo di un’ automobile carica di decine di chilogrammi di formaggi e salumi appena rubati in diversi supermercati di Licata e non solo. Risponderanno di furto aggravato in concorso.

25 aprile, A Canicattì la Polizia ha arrestato Calogero Messina, 33 anni, che lo scorso 13 aprile è stato colto nella flagranza del reato di evasione dal regime degli arresti domiciliari a cui è stato sottoposto. Messina è adesso recluso nel carcere di Agrigento. Ancora la Polizia ha arrestato ai domiciliari Marco Giardina, 31 anni, di Canicattì, per espiare la pena residua di 5 mesi di reclusione, poiché riconosciuto responsabile del reato di truffa.

25 aprile, La divisione della Polizia amministrativa e sociale della Questura di Agrigento, all’esito di un controllo, ha denunciato alla Procura S A, sono le iniziali del nome, 27 anni, agrigentino, titolare di un’attività di raccolta e scommesse ad Agrigento perché sorpreso sprovvisto della licenza di Polizia intento a svolgere attività di raccolta e scommesse on – line con un concessionario bookmaker privo della relativa autorizzazione.

27 aprile, Il Tribunale di Agrigento presieduta da Andrea Illuminati ha condannato l’associazione Legambiente, difesa dall’ avvocato, Giuseppe Arnone, a risarcire gli ingegneri Vincenzo Rizzo e Giovanbattista Platamone, difesi dallo Studio Legale Dumas. L’ oggetto del processo risale al 2011 quando l’avvocato Giuseppe Arnone ha citato in giudizio gli ingegneri Rizzo e Platamone chiedendone la condanna al risarcimento di 5 milioni di euro al Comune di Agrigento per un presunto danno che sarebbe derivato dall’inquinamento del fiume Akragas ed alle acque di balneazione del mare di San Leone. Ebbene il Giudice adito, accogliendo le istanze della difesa di Rizzo e Platamone, quindi lo studio legale Dumas, ha rigettato le richieste di Arnone e ha inoltre condannato Legambiente per lite temeraria ovvero per il pregiudizio non patrimoniale che ai due ingegneri è stato provocato dalla risonanza mediatica della vicenda giudiziaria in oggetto e dei conseguenti disagi e sofferenze patite, il tutto aggravato dal numero di anni di durata del processo, instaurato nel 2011. L’ avvocato Giuseppe Arnone replica : “Non è stato un processo penale ma solo una causa civile fondata su una richiesta di risarcimento danni ambientali a beneficio del Comune di Agrigento da parte di Legambiente. E ciò sulla base di una legge, adesso abrogata, che attribuiva il potere alle associazioni ambientaliste di sostituirsi ai Comuni. Dunque, il tribunale civile ha sentenziato che la causa di risarcimento deve essere promossa da un cittadino di Agrigento nell’interesse del Comune oppure dallo stesso Comune. Quindi, il tribunale civile ha sentenziato che l’ azione promossa da Legambiente non è procedibile, perché Legambiente, come associazione ambientalista, non ha più il potere a procedere. Dunque, adesso sarà Giuseppe Arnone, come cittadino, a chiedere il risarcimento del danno che Rizzo e Platamone dovranno versare al Comune per aver mantenuto per 25 anni lo scarico fognario del Villaggio Peruzzo direttamente nel fiume e quindi nel mare”.

27 aprile, A Porto Empedocle, una donna, una pensionata di 70 anni, è entrata in una tabaccheria per comprare un Gratta e Vinci, e un malvivente, presente nel locale, le ha strappato dalle mani una banconota da 100 euro e un telefono cellulare, dileguandosi in fuga. Indaga la Polizia.

28 aprile, La Guardia di Finanza della Compagnia di Sciacca, lungo la statale 115, ha sorpreso e arrestato un latitante originario della Romania, Bogda Iacatus, 29 anni, pregiudicato ed evaso dai domiciliari, alla guida senza patente. Le Fiamme Gialle hanno sequestrato 3 bidoni con 80 litri di gasolio per uso agricolo e l’automobile, una Jeep Grand Cherokee, senza assicurazione, e su cui hanno viaggiato anche altri 4 romeni pregiudicati. L’ ex latitante è recluso nel carcere di Sciacca.

29 aprile, Ad Agrigento, in via Mazzini, al palazzo di giustizia, Andrea Maggioni, il pubblico ministero, è stato impegnato nella requisitoria innanzi a Stefano Zammuto, giudice per le udienze preliminari del Tribunale, nel giudizio preliminare a carico di 11 imputati nell’ ambito dell’ inchiesta su presunti sperperi di denaro pubblico e abusi all’ ex Asi, l’ Area sviluppo industriale, di Agrigento. L’ex presidente dell’ Asi, Stefano Catuara, 52 anni, di Raffadali, e l’ex dirigente tecnico, Salvatore Callari, 54 anni, di Mussomeli, sono giudicati in abbreviato. E il pubblico ministero Maggioni ha invocato la condanna a 3 anni e 4 mesi di reclusione per Catuara, imputato di abuso d’ufficio e peculato, e poi 1 anno di reclusione per Callari, imputato solo di abuso d’ufficio. Poi, è stata chiesta l’assoluzione per l’ ex componente del Consiglio direttivo, Giuseppe Sorce, 59 anni, di Favara, perché non vi sarebbe nella sua condotta il dolo intenzionale. E poi, è stato chiesto il rinvio a giudizio per gli ex componenti del Consiglio direttivo Maurizio Bonomo, 41 anni, di Agrigento, Eugenio Esposto, 63 anni, di Racalmuto, Salvatore Gangi, 66 anni, di Cattolica Eraclea, Filippo Siracusa, 43 anni, di Agrigento, e Rosario Gibilaro, 58 anni, di Agrigento. E poi, si procederà separatamente per Francesca Marcenò, 54 anni, di Palermo, Girolamo Cutrone, 52 anni, di Corleone, e Antonino Casesa, 55 anni, di Agrigento. Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto, Ignazio Fonzo, e dallo stesso sostituto, Andrea Maggioni, avrebbero svelato esagerazioni su spese di rappresentanza, promozioni e aumenti di stipendio – tanto che nel corso della requisitoria il pm Maggioni ha citato il film “La grande abbuffata” – e poi illeciti per aver promosso due bandi di gara senza copertura finanziaria per lavori pubblici. Il prossimo 23 giugno sono in calendario gli interventi delle parti civili costituite, ossia Regione, ConfIndustria Agrigento e Consorzio Asi adesso in liquidazione e presente in aula tramite il legale rappresentante, Alfonso Cicero, presidente dell’Irsap, l’ Istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive. Poi sarà la volta dei difensori degli imputati.

29 aprile, A Licata, all’ ospedale “San Giacomo d’Altopasso”, i medici sono stati costretti ad asportare la milza a un ragazzo di 17 anni che la notte tra sabato e domenica ha litigato con un coetaneo innanzi ad un bar a causa di una ragazza contesa. I calci e i pugni hanno provocato gravi lesioni alla milza del ferito. I poliziotti del Commissariato, capitanati da Marco Alletto, hanno denunciato alla Procura l’autore dell’aggressione, che risponderà di lesioni personali gravi.

29 aprile, A Licata, nel centro abitato, in via Manzoni, hanno subito un incendio una Fiat Punto, di proprietà di un pensionato, G B, sono le iniziali del nome, 63 anni, di Licata, e poi, per propagazione, una Ford Ka, di una casalinga di 27 anni. Sul posto hanno lavorato Vigili del fuoco e Carabinieri. Indagini in corso.

29 aprile, A Licata, in via Gela, la Polizia ha arrestato un romeno di 25 anni sorpreso a rubare nel supermercato “Eurospin”. Appena fuori il romeno è stato perquisito e nella borsa a tracolla i poliziotti hanno scoperto confezioni di formaggio e un profumo per l’auto, il tutto non pagato. Il 25enne è stato arrestato per furto.

29 aprile, Lungo la strada statale 640, nel cantiere ad Agrigento in contrada Gasena, nottetempo, ignoti ladri hanno rubato, in due raid, 500 litri e poi 300 litri di gasolio, prelevati dai serbatoi dei mezzi pesanti e dalle trivelle. Sopralluogo e indagini della Polizia.

30 aprile, Il Tribunale di Agrigento ha condannato 5 nigeriani imputati di associazione a delinquere, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e sfruttamento della prostituzione nell’ ambito dell’ inchiesta della Procura della Repubblica di Agrigento, cosiddetta “Voodoo”, contro una tratta di donne ingaggiate in Nigeria con l’offerta di un “pacchetto” viaggio-lavoro. Appena sbarcate a Lampedusa e smistate nei vari centri di accoglienza, avrebbero ottenuto l’asilo politico e poi sarebbero state avviate alla prostituzione nel nord Italia. Sono stati inflitti 6 anni di reclusione a Destiny Obuh, conosciuto come “Bros Happy”, 36 anni di età, poi 6 anni di reclusione a Uche Obuh, soprannominata “Vera” , 26 anni, 6 anni di reclusione a Bridget Owanlengba, 28 anni, 5 anni e 8 mesi a Endurance Obuh, 30 anni, e 3 anni e 8 mesi a Famous Erengbo, inteso Pape, 40 anni.

30 aprile, La Procura della Repubblica di Sciacca ha chiesto il rinvio a giudizio di 13 imputati nell’ ambito dell’ inchiesta antidroga dei Carabinieri cosiddetta “Azalea”. Si tratta di saccensi che avrebbero acquistato in più occasioni hashish e cocaina a Palermo, rivendendo poi la droga nel comprensorio di Sciacca : Marcello Pacifico, 44 anni, Michele La Bella, 32 anni, Accursio Sabella, 34 anni, Fabio e Roberto Fazio, di 35 e 29 anni, Vincenzo La Rosa, 27 anni, Antonino Girgenti, 47 anni, Alberto Sclafani, 32 anni, Giovanni Maniscalco, 31 anni, Salvatore Giuseppe Perez, 30 anni, e poi 3 palermitani, Simone Chifari, 23 anni, Gaetana Chifari, 34 anni, e Massimo Altieri, di 35 anni. Udienza innanzi al Gup il prossimo 22 maggio.

30 aprile, La giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Gianfranca Claudia Infantino, accogliendo le tesi del difensore, l’avvocato Daniela Posante, ha assolto, “perché il fatto non sussiste”, Antonio Prinzivalli, 45 anni, di Agrigento, noto barista e cameriere, arrestato dalla Polizia il primo giugno 2013 perché sorpreso in casa in possesso di 17 grammi di hashish. L’ avvocato Posante ha sostenuto che non vi è alcuna prova che la droga fosse destinata allo spaccio. Anche Prinzivalli si è giustificato confermando che l’hashish trovato nel comodino fosse destinato al solo consumo personale.

30 aprile, Ad Agrigento amara sorpresa per una donna di 40 anni che abita a Monserrato e che lavora durante la notte come badante di anziani. Al rientro a casa, al mattino, dopo il turno di lavoro, ha trovato la sua abitazione, al piano terra di una palazzina, occupata abusivamente da una famiglia di Villaseta. La donna, stupefatta, è stata colta da un malore, poi ha telefonato ai Vigili urbani. In esecuzione l’ordinanza di sgombero coattivo.

30 aprile, La Polizia ha arrestato ai domiciliari un uomo di Menfi, D P sono le iniziali del nome, 43 anni, che risponderà di furto aggravato perché è stato bloccato lungo la strada statale 624 dopo avere rubato confezioni di formaggio di vario tipo e generi alimentari nel supermercato “Lidl”, in contrada Perriera, a Sciacca. La refurtiva, lanciata fuori dall’ automobile in fuga, è stata recuperata.

2 maggio, Al palazzo di giustizia di Palermo, la Corte d’Assise d’Appello ha ridotto da 18 anni a 16 anni e 2 mesi di carcere la condanna a carico di Raimondo Bonfanti, 29 anni, di Palma di Montechiaro, giudicato in abbreviato per l’omicidio di Nicolò Amato e del tentato omicidio del figlio Diego, a Palma di Montechiaro, il 22 aprile 2011. La Corte d’Assise di Agrigento ha già condannato Vincenzo e Nicola Bonfanti, giudicati in ordinario per gli stessi delitti, rispettivamente a 30 anni e 27 anni di reclusione, confermati poi in Corte d’Assise d’Appello.

2 maggio, I militari di una motovedetta della Guardia costiera hanno soccorso e trasferito a Lampedusa 220 migranti che hanno lanciato un Sos nel Canale di Sicilia. Gli stranieri, in viaggio da Mali, Ghana e Senegal, sono adesso ospiti del Centro di accoglienza dell’isola in attesa di essere smistati presso gli altri centri della Sicilia e delle altre regioni. I poliziotti della Squadra mobile di Agrigento hanno identificato e arrestato 6 presunti scafisti.

2 maggio, A Ravanusa i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari Simona Federico, 29 anni, residente a Riesi, allorchè in via Edison, nel centro di Ravanusa, sorpresa in evidente stato di agitazione psicofisica, è stata bloccata dai Carabinieri perché hanno temuto che lei compisse atti di autolesionismo. Lei si sarebbe rifiutata di fornire indicazioni sulla propria identità, e poi avrebbe aggredito a calci e pugni i militari danneggiando anche alcuni arredi in Caserma.

2 maggio, A Licata i Carabinieri hanno arrestato Vincenzo Ietro, 30 anni, che sconterà la condanna definitiva a 7 anni e 1 mese di reclusione per concorso in furto aggravato, rapina aggravata e continuata, e detenzione illecita di sostanze stupefacenti o psicotrope in concorso. Si tratta di reati commessi dal 2005 al 2012 tra Pesaro e Licata.
A Licata i Carabinieri hanno arrestato anche Onofrio Marino, 39 anni, per violazioni della pena alternativa alla reclusione in carcere a cui è stato sottoposto.
E a Campobello di Licata i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari Francesco Liarda, 46 anni, che sconterà 1 anno e 6 mesi di reclusione per concorso in ricettazione di cavi di rame.

2 maggio, Il Tribunale di Agrigento ha assolto, “perché il fatto non sussiste”, l’ex preside del Liceo classico Empedocle, Carmelo Vetro, adesso in pensione. Vetro, che é stato difeso dagli avvocati Ignazio Valenza e Angelo Cacciatore, è stato denunciato da una studentessa appena diplomata che ha sostenuto di essere stata discriminata rispetto ad altri compagni di scuola perché, pur avendo ottenuto il massimo dei voti, 100, le è stata negata la lode all’esame di maturità.

2 maggio, Ad Agrigento, al Villaggio Mosè, in via Federico Fellini, ignoti delinquenti, approfittando della temporanea assenza dei proprietari, sono entrati dentro un’abitazione durante il giorno forzando una finestra e hanno rubato gioielli, argenteria e anche cosmetici. Indaga la Polizia.

2 maggio, A San Biagio Platani, ignoti malviventi, nottetempo, hanno scassinato una saracinesca di un magazzino di un esercizio commerciale di materiali edili e hanno rubato materiali edili e un autocarro Iveco utilizzato dalla ditta per le consegne. Il bottino ammonta a circa 30mila euro. Indagano i Carabinieri.

3 maggio, A Porto Empedocle, i poliziotti del locale Commissariato, agli ordini del vice questore, Cesare Castelli, hanno denunciato un uomo di 25 anni che, ubriaco alla guida della sua automobile, si è schiantato contro una cancellata in via Crispi. L’alcol test ha rivelato un tasso di alcol nel sangue almeno 2 volte superiore il limite consentito dalla legge. Gli è stata ritirata anche la patente.

3 maggio, A Grotte i Carabinieri hanno denunciato per furto un uomo di 56 anni, M M sono le iniziali del nome, perché in corso Garibaldi ha rubato dall’abitacolo di un’automobile un borsello. Un anonimo testimone ha telefonato al 112, e i militari hanno bloccato il ladro.

4 maggio, Il sostituto della Procura di Caltanissetta, Davide Spina, ha iscritto nel registro degli indagati 9 tra medici e infermieri in servizio all’ ospedale Sant’Elia a Caltanissetta. Risponderanno di omicidio colposo a seguito della morte dell’ agrigentino R S, sono le iniziali del nome, 70 anni, del quale la Procura ha disposto la riesumazione della salma per accertare le cause della morte. Lo scorso 19 marzo, il 70enne, in attesa di una visita dopo avere subito in precedenza un intervento chirurgico, è caduto dalla sedia in sala operatoria ed è morto. Secondo i familiari dell’ uomo, che si sono rivolti agli avvocati Angelo Farruggia e Annalisa Russello, l’anziano sarebbe stato accompagnato in sala operatoria con la sedia anziché con la barella, e che sarebbe stata raccomandata al personale medico e infermieristico la necessità di assistenza continua perché l’ uomo è stato affetto da una patologia reumatica invalidante.

4 maggio, Il Tribunale di Agrigento ha assolto Calogero Leone, di Ravanusa, imprenditore, arrestato dai Carabinieri perché sorpreso in possesso di 3.580 chili di rame, ritenuti di provenienza illecita. Leone, che gestisce una ditta di autodemolizioni nella periferia di Ravanusa, è stato accusato di aver ricevuto gran parte del metallo da ignoti malviventi, ed è stato imputato di ricettazione. Il suo difensore, l’avvocato Salvatore Manganello, ha dimostrato che il rame è provenuto da raccolta di privati e dalla dismissione della cantina di proprietà dello stesso imprenditore.

4 maggio, Ad Agrigento, a Fontanelle, in piazza Amagione, ha subito un incendio uno scooter Suzuki Burgman 400, di proprietà di una casalinga di 40 anni di Agrigento, posteggiato davanti ad alcuni alloggi popolari. Sul posto sono intervenuti Vigili del fuoco e Carabinieri. Ancora incerte le cause del rogo.

5 maggio, A conclusione della requisitoria, il pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, Rita Fulantelli, ha chiesto la condanna di 4 imputati di Porto Empedocle giudicati in abbreviato nell’ ambito dell’ inchiesta antidroga cosiddetta “Hardom”. 12 anni e 6 mesi di reclusione per Alfonso Sanfilippo, 43 anni di età. Poi, 12 anni di carcere ciascuno per Salvatore Radio, 50 anni, Salvatore Miliziano, 26 anni, e Salvatore Di Betta, 35 anni. Il blitz Hardom risale all’8 febbraio del 2011, ad opera dei poliziotti del Commissariato di Porto Empedocle e della Squadra Mobile di Agrigento.
L’organizzazione sgominata avrebbe acquistato ingenti quantitativi di cocaina per poi rivenderli al dettaglio a Porto Empedocle e a Favara.

5 maggio, A Lampedusa la Guardia di Finanza ha arrestato, in flagranza di reato, 3 scafisti tunisini che hanno condotto fino a Lampedusa un’ imbarcazione carica di altri 43 africani. I tre scafisti, Sami El Akkar, 28 anni, Mohammed Salem, 21 anni, e Tamel Hosni, 26 anni, sono adesso reclusi nel carcere “Petrusa” di Agrigento.

5 maggio, Ad Agrigento, nel centro storico, in via Orfane, una donna, che ha presentato denuncia alla Polizia, sarebbe stata avvicinata e palpeggiata nelle parti intime da un immigrato. Le urla della donna, che ha lanciato contro l’uomo anche i sacchetti della spesa, hanno indotto l’extracomunitario a scappare. Alcuni passanti e residenti hanno soccorso la malcapitata. Indagini in corso.

5 maggio, A San Giovanni Gemini, in via Cozzo dei Monaci, in periferia, ignoti ladri, introducendosi forse tramite un bambino in una piccola finestra, hanno svaligiato un’abitazione. Il bottino, soprattutto oggetti preziosi, ammonta a circa 10 mila euro, tra orologi, collane, anelli, bracciali ed orecchini. Indagano i Carabinieri.

5 maggio, A Canicattì i Carabinieri hanno arrestato Pasqualino Spallino, 39 anni, che sconterà 13 mesi di reclusione per il reato di rapina.
A Ravanusa i Carabinieri hanno arrestato Luigi Tornambé, che sconterà 8 mesi di reclusione in carcere per il reato di evasione dai domiciliari.

6 maggio, E’ stato disposto il giudizio immediato a carico dell’ agricoltore di Palma di Montechiaro, Salvatore Gesù Amato, 27 anni, imputato perché il 5 dicembre 2014 a Camastra avrebbe sparato contro Domenico Mancuso, 36 anni, anche lui palmese. Amato avrebbe affiancato, bloccandola, l’automobile di Mancuso, e poi, fuori dall’ auto, ha sparato 6 colpi con una pistola semi automatica calibro 9 che hanno colpito Mancuso di striscio, provocandogli ferite all’emi-costato sinistro, spalla sinistra, ginocchio sinistro, alla testa e al braccio sinistro. Il difensore di Amato, l’avvocato Salvatore Collura, ha chiesto il giudizio abbreviato condizionato all’audizione dello stesso Mancuso. L’udienza si svolgerà il 16 giugno prossimo innanzi al Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto.

7 maggio, A Ribera i Carabinieri della locale Tenenza hanno arrestato ai domiciliari Antonino Virone, 24 anni, sorpreso, nel corso di una perquisizione domiciliare, in possesso di un panetto di hashish del peso di 63 grammi. Sequestrati anche materiali per il confezionamento delle dosi e due coltelli intrisi di residui della sostanza stupefacente.

7 maggio, I Carabinieri del Comando provinciale di Agrigento hanno arrestato 3 persone originarie della Serbia e di etnia rom perché presunte responsabili di furti in abitazioni e rapine in villa commesse nel comprensorio di Sciacca, tra Sciacca, Santa Margherita di Belice, Montevago e Ribera, tra l’11 e il 30 marzo scorsi. Si tratta di Milovan Radosavljevic di 43 anni, Danijel Dimitrijevic 19 anni, e un minorenne di 16 anni, S S sono le iniziali del nome.

7 maggio, Rame a caro prezzo… Il giudice moocratico del Tribunale di Sciacca, Paolo Gabriele Bono, ha inflitto 3 anni di reclusione e 300 euro di multa ciascuno, a due poco più che ventenni di Sciacca, Nicola Lombardo e Domenico Cucciarrè, imputati per il furto di 3 campate di circa 40-45 metri ciascuna per un totale di un chilometro di cavi elettrici in rame di proprietà dell’Enel.

7 maggio, I Carabinieri della stazione di Realmonte hanno arrestato Salvatore Siracusa, 49 anni, di Agrigento e residente a Porto Empedocle, perché presunto responsabile di una serie di furti di ingenti quantità di cascami e anche rottami di integri prodotti metallici che, sistematicamente, avrebbe rivenduto a una ditta di demolizioni ad Agrigento. Le intercettazioni ambientali verso il furgone di Siracusa avrebbero incastrato l’indagato in flagranza di reato.

8 maggio, I Carabinieri della Tenenza di Favara hanno arrestato 3 giovani agrigentini sorpresi a rubare all’interno della scuola media “Antonio Mendola”, non più utilizzata da ormai 4 anni a causa di problemi strutturali. Si tratta di Angelo Schillaci, 21 anni, e Vincenzo Cappello, di 21 anni, entrambi di Agrigento, residenti nella zona dello stadio Esseneto, e poi un minore, V C sono le iniziali del nome, di 17 anni. I 3 risponderanno di tentato furto aggravato in concorso allorchè si sono introdotti nell’atrio della scuola con due moto Ape dopo avere forzato un lucchetto e hanno smontato diverso materiale. I Carabinieri, allarmati anche da alcune segnalazioni, hanno sorpreso ed arrestato i tre ladruncoli pronti a caricare sulle moto Ape 4 telai di porte in alluminio e 9 termosifoni, tutti in ghisa.

8 maggio, A Porto Empedocle, padre e figlia, di 50 e 22 anni, hanno denunciato alla Polizia la scomparsa della moglie e madre, di 45 anni di età, 14 anni dopo l’allontanamento della donna da casa. Lei, di Porto Empedocle, 14 anni addietro si sarebbe allontanata da casa, lasciando marito e 3 figli. Gli agenti, coordinati dal vice questore aggiunto Cesare Castelli, hanno avviato le indagini.

8 maggio, L’incidente sul lavoro costato la vita all’ operaio romeno Mircea Spiridon, morto il 23 settembre del 2006, a 32 anni di età, sotto le macerie di un cantiere precipitato a Torre di Gaffe, tra Licata e Palma di Montechiaro : la Cassazione ha ridotto da 3 anni a 2 anni e 3 mesi di reclusione la condanna inflitta all’ imprenditore Antonio Di Vincenzo, titolare dell’ impresa impegnata nella ristrutturazione della palazzina crollata. E’ stata invece annullata con rinvio la condanna ad 1 anno di carcere a carico del Direttore dei lavori Vincenzo Marchese Ragona per il quale, dunque, si svolgerà un secondo processo in Appello.

9 maggio, Ad Agrigento, al Viale della Vittoria, un malvivente, coperto con un passamontagna e armato con una mazza, ha colpito e sfondato il vetro blindato della parte esterna del bancomat dell’ Ufficio postale, peraltro durante le operazioni di caricamento da parte dei dipendenti. Il bandito ha arraffato circa 24mila euro asportando i due cassetti del bancomat. Indaga la Squadra mobile. Il rapinatore sarà stato sicuramente al corrente di quando e come agire.

9 maggio, Ad Agrigento, in contrada Gasena, ancora un furto di carburante, dopo 10 giorni dal precedente, a danno del cantiere edile per il raddoppio della strada statale 640, Agrigento – Caltanissetta. Da una trivella e da un escavatore, posteggiati all’interno del cantiere, i malviventi hanno rubato circa 200 litri di gasolio. Indaga la Polizia.

9 maggio, Ad Agrigento, su disposizione del questore, Mario Finocchiaro, i poliziotti della Divisione Anticrimine, coordinati dal Primo dirigente, Giovanni Giudice, hanno bloccato e fotosegnalato 5 ragazze, dai 18 ai 20 anni, di etnia Rom. Le 5 sono in città senza alcuna giustificazione. L’attività della Polizia è mirata ad arginare l’accattonaggio e i furti contro il patrimonio. Tante ragazze di etnia Rom si aggirano tutti i giorni, tra la via Atenea e il piazzale Rosselli. E si registra un’impennata di furti in abitazioni e truffe ad anziani ad opera di sedicenti impiegati di Enel, Inps e Comune.

10 maggio, Ad Agrigento i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile hanno arrestato ai domiciliari due ragazzi di Porto Empedocle per oltraggio, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali, e ne hanno denunciato un terzo. Si tratta di Alessandro Rizzo, 21 anni, James Burgio, 22 anni, e il denunciato è C C, sono le iniziali del nome, di 27 anni. I 3, innanzi a una discoteca al Villaggio Mosè, hanno ingaggiato un acceso diverbio con alcuni avventori, e quando sono intervenuti i Carabinieri uno dei militari è stato aggredito e ha subito lesioni.

11 maggio, A Porto Empedocle, in contrada Vincenzella, è stata scoperta una busta contenente 3 proiettili calibro 7.65 e una bottiglietta con dentro liquido infiammabile, verosimilmente benzina, innanzi al cancello d’ingresso posto sul retro dello stabile del centro commerciale “Le Rondini” a ridosso della parte dove vi è il supermercato R7. Indagano i poliziotti del locale commissariato, capitanati dal vice questore, Cesare Castelli.

11 maggio, L’avvento e il dilagare dei social network e i rischi connessi. Le forze investigative preposte sono impegnate ad indagare su due casi nell’ agrigentino. Il primo interessa una donna le cui foto sono state pubblicate su un sito di incontri alla ricerca di nuove amicizie. Il secondo invece si è scatenato a Siculiana allorchè un anonimo, su una pagina Facebook, ha spettegolato tanta gente del paese, tra attività illecite, incontri sessuali e tante altre notizie lesive e diffamanti.

12 maggio, A Catania, all’ Ospedale Garibaldi, è morta, dopo 10 giorni dal ricovero, Marika Sacco, 22 anni, di Sambuca di Sicilia, che lo scorso primo maggio, a Sambuca, ha subito gravi ferite a seguito di un incidente stradale. Marika Sacco, a bordo del suo scooter, si è ribaltata fuori strada. L’ impatto le ha provocato un trauma cranico. La ragazza è stata trasportata in elisoccorso a Catania.

12 maggio, La Procura della Repubblica di Agrigento ha avviato un’ inchiesta a seguito della morte di Giuseppe Terrazzino, 47 anni, di Raffadali, deceduto al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento dove è stato trasportato perché preda di violenti dolori addominali. Terrazzino sarebbe morto in attesa della visita specialistica. Inutili i tentativi di strapparlo alla morte. I familiari hanno subito allarmato i Carabinieri e hanno presentato una denuncia contro il presunto ritardo nel soccorso. La Procura ha sequestrato la cartella clinica, e probabilmente disporrà l’autopsia.

13 maggio, A Porto Empedocle i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari Rosario Amato, 27 anni, attualmente sottoposto all’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria, e Loredana Prisma, 41 anni. I due, a seguito di una perquisizione domiciliare in via Bologna, sono stati sorpresi in possesso di 22 grammi di hashish, suddivisi in piccole barrette, e di un bilancino di precisione.

13 maggio, Accogliendo le tesi del difensore, l’ avvocato Giuseppe Barba, il giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Michele Contini, ha assolto i fratelli Attilio e Giuseppe Gioia, di Porto Empedocle, titolari della ditta Solea, imputati per reati tributari e di una presunta evasione fiscale per circa 350 mila euro, il tutto rilevato dalla Guardia di Finanza nel 2011. Il pubblico ministero ha invocato 1 anno e 8 mesi di reclusione per ciascuno dei due imputati.

14 maggio, Il 28 luglio 2013, a Canicattì è stata convocata una seduta straordinaria del Consiglio comunale per festeggiare il centesimo compleanno dell’arciprete monsignor Vincenzo Restivo. La seduta però non si svolse, e le Forze dell’ordine inviarono una relazione di servizio all’ Autorità giudiziaria a causa della presenza in aula, tra il pubblico, di alcuni esponenti politici pregiudicati tra cui l’ex assessore regionale dell’Udc, Vincenzo Lo Giudice, 75 anni, 2 volte sindaco di Canicattì, condannato per associazione mafiosa nell’ ambito dell’ inchiesta Alta mafia, e poi libero dopo avere scontato la condanna. A Lo Giudice, interdetto dai pubblici uffici con obbligo di dimora a Canicattì per 5 anni, sarebbe vietato anche partecipare a manifestazioni pubbliche e incontrare altri pregiudicati. Dunque, la Procura di Agrigento ha rinviato a giudizio Lo Giudice, condannato adesso dal giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Maria Alessandra Tedde, a 8 mesi di reclusione.

14 maggio, Condotta fognaria manomessa e deviata per irrigare fondi agricoli e coltivazioni. I Carabinieri hanno denunciato 7 persone e Palma di Montechiaro. Si tratta di 7 tra soci e dipendenti con mansioni di bracciante agricolo della società “Bio Hortus” con sede legale a Palma di Montechiaro. I 7 sono ritenuti responsabili dei reati di danneggiamento della condotta fognaria del Comune, adulterazione o contraffazione di sostanze alimentari, commercio di sostanze alimentari nocive e prelievo illegale di acque inquinate in concorso. In particolare, i Carabinieri, a seguito di una segnalazione del sindaco di Palma, Pasquale Amato, hanno scoperto l’ ostruzione e la deviazione della condotta fognaria, collegata con il locale depuratore di acque reflue, verso un bacino artificiale in località “Riniolo”. Lo stesso bacino è stato utilizzato per l’irrigazione di alcuni fondi agricoli in uso ai 7 denunciati, con coltivazioni, tra l’altro, di meloni “cantalupo” destinati poi al commercio di ortofrutta. Sono in corso i lavori di riparazione del depuratore.

14 maggio, Il Tribunale di Sciacca ha condannato a 2 anni e 3 mesi di reclusione e 800 euro di multa ciascuno due coniugi originari della Romania, imputati di estorsione. Si tratta di Janina Moldovan Mariorara, 29 anni, e del marito Vasile Monteanu, 37 anni, residenti a Menfi. Alcuni messi addietro la donna avrebbe convinto un anziano di Menfi a seguirlo a casa sua e, quando i due sarebbero stati in atteggiamento ambiguo, il marito avrebbe fotografato la scena. Poi, i due romeni avrebbero minacciato l’anziano di mostrare gli scatti alla moglie dello stesso anziano se lui non avesse pagato 200 euro.

14 maggio, Ad Agrigento i poliziotti della Divisione Anticrimine della Questura di Agrigento hanno scoperto e denunciato a piede libero alla Procura un uomo di 46 anni di Agrigento, P G V sono le iniziali del nome, il quale avrebbe denunciato falsamente di avere subito il furto della propria automobile di cui, invece, avrebbe voluto disfarsi per gravami fiscali, per mancati pagamenti del bollo per 3mila e 200 euro. Il 46enne si è presentato in Questura e ha denunciato il furto dell’ automobile. L’ auto è stato ritrovata in contrada Minaga con il tagliando dell’ assicurazione contraffatto. Poi, a casa del denunciante sono stati scoperti altri 2 tagliandi di assicurazione falsificati. L’ uomo risponderà di procurato allarme, uso di atto assicurativo falso, falsità materiale, falsa attestazione a Pubblico ufficiale e falsità ideologica.

15 maggio, Accogliendo le tesi del difensore, l’avvocato Daniela Posante, il Tribunale di Agrigento ha assolto Mario Bartolotta, 68 anni, di Canicattì, che è stato denunciato da suo genero che avrebbe ricevuto da Bartolotta pesanti minacce di morte per vendicare presunti contrasti fra lui, il genero, e la moglie, figlia di Bartolotta. Il pubblico ministero Margherita Licata ha chiesto la condanna di Bartolotta a 4 mesi di reclusione. Il giudice monocratico Ermelinda Marfia ha invece assolto l’ imputato condividendo quanto sostenuto dall’ avvocato Posante, ossia che “la vittima non ha mai percepito un male ingiusto, serio e concreto, visto che la denuncia è stata presentata quasi un anno dopo la presunta minaccia”.

15 maggio, La Corte d’Appello di Palermo ha confermato la sentenza, emessa dal Tribunale di Sciacca il primo febbraio 2013, di condanna a 5 anni di reclusione, per violenza sessuale a danno di una turista inglese minorenne, a carico di Antonio Maniscalco, 36 anni, di Sciacca, titolare di un pub a Sciacca al cui interno si sarebbe verificato il presunto abuso. Maniscalco è stato giudicato in abbreviato.

15 maggio, I Carabinieri hanno arrestato Mario Fucà, 29 anni, di Agrigento, perché avrebbe violato la misura alternativa della detenzione domiciliare a cui è sottoposto allorchè, autorizzato a recarsi dal proprio dentista a Siculiana, si è invece allontanato andando a Favara. Adesso Fucà è recluso in carcere.

16 maggio, Tra Agrigento e Porto Empedocle, in contrada Kaos, a poca distanza dal mare, i poliziotti del Commissariato di Porto Empedocle, agli ordini del vice Questore, Cesare Castelli, hanno scoperto una discarica di materiale sanitario. Tra i cumuli di materiale ammonticchiati vi sono anche rifiuti speciali nocivi, con rischi di radioattività. Una pattuglia della Polizia si è accorta di un camion intento a scaricare erbacce nella zona. Il camionista è stato multato. Poi, perlustrando la zona, ci si è accorti dei rifiuti inquinanti. Sono intervenuti anche gli agenti della Polizia provinciale e il personale della Polizia Scientifica. Trattandosi di rifiuti pericolosi, è stata posta sotto sequestro un’area di 10 mila metri quadrati.

17 maggio, A Licata, in un appezzamento di terreno nei pressi della linea ferroviaria, in contrada Sant’Oliva, è stato scoperto morto un pensionato di 77 anni, Salvatore Sorriso, che si è allontanato e non è più rientrato a casa. L’allarme è scattato a seguito della denuncia dei familiari ai Carabinieri. Sorriso sarebbe stato sofferente di cuore e anche del morbo di Alzheimer. Alle ricerche hanno partecipato, insieme ai Carabinieri, i Vigili del fuoco e diverse associazioni di volontariato operanti sul territorio.

18 maggio, I poliziotti del commissariato di Palma di Montechiaro, agli ordini di Angelo Cavaleri, hanno arrestato Calogero Condello, 54 anni, di Palma di Montechiaro, e la moglie Maria Brancato, 47 anni, anche lei di Palma. I due, travisati al volto e armati di pistola, avrebbero bloccato un compaesano di 69 anni e, minacciandolo con una pistola e con percosse, gli avrebbero rapinato l’automobile. Poi, Condello e Brancato sono stati identificati, rintracciati e ammanettati dalla Polizia. L’ arma, da guerra, clandestina e con matricola abrasa, è stata sequestrata insieme ad un’altra pistola 7.65 e munizioni, ed alla parrucca bionda utilizzata dalla donna per camuffarsi.

18 maggio, Ad Agrigento, a Fontanelle, ignoti delinquenti si sono introdotti in una villetta in Viale Sicilia prima tagliando la rete metallica di recinzione e poi probabilmente utilizzando una chiave bulgara. Approfittando dell’ assenza dei proprietari, hanno rubato oggetti in oro, suppellettili in argento, una play station, e un telefono cellulare. Il danno ammonta ad alcune migliaia di euro. Indaga la Polizia.

18 maggio, Ad Agrigento, tra Cannatello e Villaggio Mosè, in via Salvatore Campo, ignoti banditi sono entrati nella villetta di un pensionato, al momento assente, e hanno asportato una cassetta di sicurezza con dentro oggetti in oro e denaro contante per 40 mila euro. Indagano i Carabinieri.

18 maggio, A Grotte i Carabinieri hanno arrestato Carmelo Cirami, 36 anni, residente in Belgio, ricercato, con mandato di arresto europeo, per un tentato omicidio commesso in Belgio. Cirami è recluso nel carcere Petrusa.

18 maggio, Il Provveditore agli Studi di Agrigento, oggi dirigente dell’ ufficio scolastico provinciale, Raffaele Zarbo, ha firmato il primo atto di revoca dei benefici della 104 a seguito degli accertamenti e delle verifiche intraprese dopo l’esplosione del caso in occasione della maxi operazione “La carica delle 104” della Procura e della Digos di Agrigento. Il provvedimento di revoca interessa una docente della scuola primaria che a fine aprile ha ottenuto il trasferimento da una scuola di Racalmuto ad una di Raffadali. Entro luglio si dovrebbero concludere i controlli medici a tappeto straordinari condotti dall’Istituto previdenziale sui beneficiari della legge 104 su tutto il territorio provinciale. Solo a termine di tali accertamenti si potrà verificare se su oltre 1900 persone che usufruiscono dei benefici della legge 104 vi sono delle persone che non ne hanno diritto.

18 maggio, Ad Agrigento, in contrada Kaos, nei pressi della casa natale di Pirandello, ha subito un incendio una struttura in legno, utilizzata come deposito di attrezzature agricole, in un appezzamento di terreno di proprietà di un avvocato agrigentino. I Vigili del fuoco del Comando provinciale di Agrigento hanno lavorato oltre 2 ore, svuotando 3 autobotti, per domare le fiamme. Indagano i poliziotti del Commissariato di Porto Empedocle, coordinati dal dirigente Cesare Castelli.

18 maggio, A Naro i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari un uomo di 44 anni, sposato, disoccupato e incensurato, il quale, in Corso Vittorio Emanuele, avrebbe abbordato un ragazzo di 23 anni, studente universitario, proponendogli un rapporto sessuale con lui, e, quando il 23enne ha rifiutato, lui lo ha investito con l’automobile provocandogli lievi ferite.

18 maggio, A Ribera i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari Vincenzo Palminteri, 27 anni, barbiere, che sconterà 10 mesi di reclusione per reiterate violazioni alle prescrizioni impostegli dalla sorveglianza speciale della pubblica sicurezza.
A Naro i Carabinieri hanno arrestato Gabriel Pavel, 37 anni, operaio originario della Romania, che sconterà 5 mesi di reclusione ai domiciliari per il reato di lesioni personali commesso in Romania nel dicembre 2013.

18 maggio, La Guardia costiera di Sciacca ha sorpreso una persona intenta alla raccolta di ricci di mare lungo il molo esterno di levante del porto di Sciacca, in periodo non consentito dalle vigenti normative che prevedono il divieto di tale attività nei mesi di maggio e giugno. Il trasgressore pagherà una multa di 4mila euro. Circa 1000 esemplari di riccio di mare, appena pescati e vivi, sono stati restituiti al mare.

18 maggio, Le vicissitudini a carico dell’ ente di formazione Ecap di Agrigento si accavallano cavalcanti. L’evoluzione dell’ inchiesta giudiziaria procede galoppante. Tra i colpi e i contraccolpi tra accusa e difesa, adesso vi è un provvedimento del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, che, accogliendo quanto richiesto dalla Procura della Repubblica, ha disposto il sequestro conservativo di conti correnti e carte di credito per un contro – valore di 130mila euro all’ avvocato Ignazio Valenza, già presidente dell’ Ecap, segretario dell’ Ordine degli Avvocati, e assessore comunale. Il sequestro è conservativo, e tende dunque a conservare e mantenere integra la corrispondente entità del danno eventualmente da risarcire qualora intervenga una sentenza definitiva di condanna, altrimenti i beni sequestrati conservativamente saranno restituiti. Secondo la Guardia di Finanza, che ha sostenuto le indagini coordinate dal sostituto procuratore Andrea Maggioni, l’ avvocato Valenza non avrebbe pagato quale sostituto d’ imposta l’ Irpef ai dipendenti dell’ Ecap. E, dunque, il sequestro conservativo, invocato dalla Procura e accordato dal Tribunale, è a tutela dei lavoratori. Anche la Regione Sicilia, in persona del presidente Crocetta e tramite l’Avvocatura dello Stato, si è costituita parte civile nel processo in cui, tra gli altri, e oltre Valenza, è imputato Antonio Arnese, 46 anni, maresciallo dei Carabinieri a capo del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Agrigento, che risponde di concorso in corruzione perché Valenza gli avrebbe assunto un familiare in cambio di ispezioni sul lavoro blande. Lo scorso 9 maggio, il Consiglio di giustizia amministrativa ha accolto il ricorso dell’assessorato regionale alla Formazione e, ribaltando la precedente sospensiva del Tar, ha confermato la revoca dell’accreditamento all’Ecap, impossibilitato quindi a svolgere attività formativa e di orientamento professionale.

18 maggio, Sono decine le partite sospette nel mirino degli investigatori nell’ ambito di una maxi inchiesta contro il calcio scommesse in tutta Italia di cui è titolare la Procura di Catanzaro. Tra gli arrestati vi è anche l’ex giocatore dell’Akragas, Salvatore Astarita. Tra le partite al setaccio vi è Neapolis – Akragas, giocata il 9 novembre del 2014, e conclusa 2 a 2. Astarita fu espulso a termine del primo tempo per doppia ammonizione, e la seconda volta è stato ammonito per avere tentato di segnare con la mano intercettando un cross. La Polizia ha eseguito decine di arresti in tutta Italia nei confronti di calciatori, dirigenti e presidenti di club. L’accusa, contestata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, è associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva. Le indagini avrebbero accertato l’attività di due diverse associazioni criminali in grado di alterare i risultati degli incontri di Lega Pro e di Serie D. Sono più di 30 le squadre coinvolte. Oltre 70 sono gli indagati.

19 maggio, Sei persone di Porto Empedocle hanno denunciato al commissario di Polizia e vice Questore, Cesare Castelli, di essere state truffate da una presunta agenzia interinale di Roma che, su un sito internet, avrebbe offerto lavoro per guardia giurata non armata. I sei empedoclini sono stati convocati a Roma e per avviare l’iter hanno pagato circa 50 euro. Dopo mesi di attesa, quando hanno tentato di rintracciare l’agenzia, non ne hanno trovato più alcuna traccia. La Procura della Repubblica di Agrigento ha avviato un’indagine per truffa. Si ipotizza che gli agrigentini truffati potrebbero essere molti di più, e sarebbero addirittura 800 in tutta Italia.

19 maggio, A Sciacca, un pensionato di 75 anni, appena dopo aver prelevato del denaro in banca, è stato ingannato nel centro cittadino da uno sconosciuto 40enne con accento straniero che è riuscito a vendergli per 750 euro delle pietre spacciate come preziose e, invece, di nessun valore. Indaga la Polizia.

19 maggio, Ad Agrigento la Polizia ha denunciato un 40enne originario della Tunisia, verosimilmente ubriaco, perché avrebbe disturbato gli avventori di un bar e i passanti tra piazza Vittorio Emanuele e il terminal degli autobus in piazzale Rosselli. L’ uomo si è poi scagliato contro i poliziotti minacciandoli. Risponderà di resistenza a pubblico ufficiale, minacce e rifiuto di fornire le proprie generalità.

19 maggio, La Procura della Repubblica di Sciacca ha concluso le indagini nell’ ambito dell’ inchiesta antidroga cosiddetta “Pier delle Vigne”, dal nome della via a Ribera dove abita uno degli indagati che sono 9 : a Ribera Carlo Giardiello, 34 anni, la moglie Giuseppina Caltagirone, 28 anni, Felice Puccio, 42 anni, e poi Alessio Carrozza, 34 anni, di Palermo. Rispondono solo di favoreggiamento i riberesi Salvatore Riggi, 44 anni, Antonino Soldano, 28 anni, Giovanni Musso, 33 anni, Fabio Triolo, 26 anni, e Angelo Di Caro, 37 anni. Le indagini sono state condotte dai carabinieri della Tenenza di Ribera, e sono sfociate il 9 settembre del 2013 nel sequestro in casa di Giardiello di 2 chili di hashish e 70 grammi di cocaina.

19 maggio, I Carabinieri della Tenenza di Favara hanno arrestato in flagranza di detenzione illecita a fini di spaccio di sostanze stupefacenti, Paolo Mendolia Calella, 41 anni, di Favara, panettiere. L’ uomo è stato sorpreso in contrada San Benedetto, nella zona industriale di Agrigento, alla guida della propria automobile Volkswagen New Beatle, in possesso di 2 panetti di hashish da 100 grammi ciascuno. La droga è stata sequestrata. Paolo Mendolia Calella è ristretto ai domiciliari.

19 maggio, A Licata i Carabinieri hanno arrestato Enzo Cuttaia, 53 anni, perché lo scorso 16 maggio avrebbe violato la misura dei domiciliari alternativa alla reclusione in carcere dove adesso Cuttaia è recluso.

19 maggio, A Naro i Carabinieri hanno arrestato in flagranza di reato D D, 38 anni, originario della Romania, disoccupato, perché, per futili motivi legati alla separazione, avrebbe minacciato l’ex convivente, una romena di 32 anni, in presenza dei 3 figli minori, con un coltello a serramanico della lunghezza di 20 centimetri che è stato sequestrato.

20 maggio, L’ uomo di 22 anni, originario del Marocco, Touil Abdelmajid, arrestato per la strage al museo Bardo a Tunisi, un mese prima dell’assalto sanguinario al museo è stato ad Agrigento. Infatti, il 17 febbraio è approdato su un barcone a Porto Empedocle dove è stato identificato dai poliziotti dell’Ufficio Immigrazione della Questura di Agrigento, insieme ad altre 90 persone, e ha ricevuto dal Questore di Agrigento, Mario Finocchiaro, un provvedimento di espulsione. Dallo stesso giorno, il marocchino è sparito nel nulla, per comparire poi il giorno dell’attentato a Tunisi. Dopo la strage, 24 morti compresi 4 italiani, e 45 feriti, l’immigrato si sarebbe rifugiato nuovamente da irregolare in Italia, ed è stato scovato in casa di alcuni parenti a Gaggiano, frazione in provincia di Milano, dalla Digos e dal Ros.

20 maggio, Il Tribunale di Agrigento ha condannato a 6 mesi di reclusione, e 160 euro di multa, Giuseppe Cacciatore, 46 anni, di Agrigento, difeso dall’avvocato Serena Gramaglia, imputato di furto di pezzi di guardrail, a marzo scorso, a Montaperto, dove fu sorpreso e arrestato dai Carabinieri.

20 maggio, I Carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Licata hanno arrestato i licatesi Antonino Monachello, 43 anni, e Angelo Trupia, 45 anni, sorpresi all’interno di un’area di pertinenza della locale stazione ferroviaria intenti ad asportare piastre in ferro, del peso complessivo di circa 10 quintali, in corso di carico su una Fiat Punto.
La refurtiva è stata restituita all’ Ente proprietario. Monachello e Trupia sono reclusi ai domiciliari e risponderanno di furto aggravato in concorso.

20 maggio, La Polizia ha arrestato Carmelo Gambacorta, 62 anni, di Palma di Montechiaro, che sconterà 4 anni e 4 mesi di reclusione per ricettazione e riciclaggio di autoveicoli. Gambacorta è recluso in carcere.

21 maggio, Ad Agrigento, i Carabinieri delle Stazioni di Villaseta e Montaperto hanno arrestato in carcere, per detenzione illecita di sostanza stupefacente a fini di spaccio, Salvatore Lombardo, 24 anni, di Agrigento, già sottoposto agli arresti domiciliari. A seguito di una perquisizione personale e domiciliare, è stato sorpreso in possesso di 3,75 grammi di hashish divisi in 5 barrette ricoperte da cellophane. La droga è stata sequestrata.

21 maggio, I poliziotti del Commissariato di Canicattì hanno denunciato, e si tratta dell’ ennesima volta, un minorenne accusato di un furto compiuto la vigilia di Pasqua a danno di un’attività di ristorazione canicattinese. Si tratta di un 15enne originario della Romania, già denunciato altre volte per furti a danno di scuole e negozi di Canicattì e di altri comuni confinanti. Il romeno attualmente è ospite di una comunità per minori di Campobello di Licata a seguito di un tentato furto perpetrato a Naro in compagnia di un complice.

21 maggio, I Carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Cammarata hanno arrestato Francesco Orlando, 39 anni, residente a San Giovanni Gemini, perché all’ interno di un bar, ubriaco, ha danneggiato gli arredi e poi si è scagliato contro i Carabinieri a calci e pugni.

22 maggio, Il 9 gennaio 2014 la Corte d’Appello di Palermo ha confermato la sentenza che il 19 gennaio 2012, al Tribunale di Agrigento, il Giudice per le udienze preliminari, Valerio D’Andria, a conclusione del giudizio abbreviato, ha emesso a carico dell’ ex sindaco di Racalmuto, Salvatore Petrotto, condannato a 4 mesi di reclusione, pena sospesa, per istigazione alla corruzione, a fronte dell’ imputazione iniziale, poi derubricata, di concussione a danno di Girgenti Acque. Petrotto avrebbe chiesto a Giuseppe Giuffrida, amministratore delegato di Girgenti Acque, di versargli dei soldi per non danneggiare la società con iniziative legali. Il reato non si sarebbe consumato per effetto dell’ opposizione di Giuffrida. Ebbene, adesso la sesta sezione della Corte di Cassazione, presieduta da Antonio Stefano Agrò, ha sconfessato il teorema accusatorio e ha annullato la sentenza di condanna. Il difensore di Salvatore Petrotto, l’avvocato Ignazio Valenza, avrebbe dimostrato che, in verità, è stato l’ex amministratore delegato di Girgenti Acque, Giuseppe Giuffrida, a tentare di corrompere Petrotto, tra il 2008 ed il 2010. Lo stesso Salvatore Petrotto commenta : “Giuffrida mi ha teso una trappola per incastrarmi, pensando così di sbarazzarsi di uno come me che aveva instaurato con Girgenti Acque un contenzioso, per difendere gli interessi del Consorzio pubblico Tre Sorgenti di Canicattì, di cui è parte anche Racalmuto. Tale contenzioso ha infatti comportato, per Girgenti Acque, una condanna da parte del Tribunale Civile di Agrigento, al pagamento di oltre 9 milioni di euro. E sono somme dovute al Tre Sorgenti per l’erogazione di una quota dell’acqua che la società, allora amministrata da Giuffrida, distribuiva e continua a distribuire nell’agrigentino. La scomposta reazione di Giuffrida è stata quella di denunciarmi alla Questura di Agrigento”. E l’ annullamento in Cassazione dell’ unica condanna penale a carico di Petrotto coincide con l’audizione dell’ ex sindaco di Racalmuto a Roma innanzi alla Commissione di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, e in riferimento anche alla gestione del servizio idrico.

22 maggio, Ancora un furto di gasolio a danno dei cantieri edili impegnati nei lavori di raddoppio della strada statale 640 in territorio agrigentino. Si tratta del quinto colpo consecutivo in poco più di un mese. Nel mirino è stato un cantiere in contrada Fiandaca, tra Agrigento e Favara. Ignoti malviventi hanno svuotato i serbatoi dei mezzi pesanti parcheggiati all’interno. Sono stati rubati circa 200 litri di carburante. Gli operai si sono accorti del furto e hanno allarmato i Carabinieri. Indagini in corso.

22 maggio, Ad Agrigento, in contrada Sant’Anna, nella Valle dei Templi, è stato sfondato il vetro di un’automobile ed è stata rubata una borsa ad una coppia di turisti in visita ai Templi. Si tratta dell’ennesimo furto del genere che accade, in poco tempo, sempre nella stessa zona. Indagano i Carabinieri.

22 maggio, A Sciacca, un incidente sul lavoro, nel corso di opere fognarie ed idriche, il 3 dicembre del 2008 ha provocato la morte dell’operaio Accursio La Bella, 35 anni. Adesso il Tribunale di Sciacca ha condannato a 1 anno e 4 mesi di reclusione Gaspare Giarratano, coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione dei lavori. E 8 mesi di reclusione sono stati inflitti a Giuseppe Liotta, responsabile dei lavori. Per entrambi la pena è sospesa.
Il giudice inoltre ha disposto un risarcimento di 650 mila euro. Altri due imputati, Antonio Zelanda, 48 anni, capo cantiere, e Gianpietro Ganci, 54 anni, responsabile del servizio di prevenzione e protezione nonchè direttore tecnico, sono stati condannati sia in primo grado (1 anno di reclusione ciascuno), che in appello (10 mesi ciascuno). Si attende il verdetto della Cassazione.

22 maggio, Ad Agrigento la Polizia ha arrestato ai domiciliari Filippo La Porta, 57 anni, di Agrigento, e Mohamed Belhaj, 27 anni, marocchino residente ad Agrigento, accusati di furto aggravato in concorso allorchè sono stati sorpresi dentro l’ Istituto scolastico Ipia, in contrada Calcarelle, chiuso da tempo, intenti a rubare materiali ferrosi.

22 maggio, A Sciacca la Polizia ha arrestato Constantin Deju, 46 anni, originario della Romania, sorpreso a forzare il portone di ingresso di un esercizio commerciale della città. Il romeno ha opposto resistenza ai poliziotti. Adesso è recluso in carcere.

23 maggio, I Carabinieri della Stazione di Raffadali hanno arrestato ai domiciliari, per detenzione di sostanza stupefacente a fini di spaccio, in concorso, Jonathan Paino, 24 anni, di Agrigento, e Muhammad Hanif Hussain, 20 anni, originario della Libia e residente ad Agrigento. I due sono stati sorpresi lungo la strada statale 118, in contrada Buagimi, a bordo di una Fiat 500 condotta da Paino, in possesso di 200 grammi di hashish divisi in 2 panetti. E poi, a casa di Paino sono stati sequestrati 5 grammi di marijuana, e a casa del libico Hussain 13 grammi di hashish, un bilancino di precisione, e una pistola ad aria compressa tipo Beretta 92/s, senza l’obbligatorio tappo rosso.

23 maggio, La Corte dei Conti di Palermo ha riconosciuto la responsabilità per danno all’Erario a carico dell’ ex Consorzio Asi di Agrigento e, in particolare, di Stefano Catuara, presidente dell’Asi dal 2006 al 2012, di Antonino Casesa, direttore generale, e di Rosario Gibilaro, dirigente responsabile contabile. Ai tre è contestata in concorso l’attribuzione illegittima di compensi a favore del solo Catuara e, dunque, restituiranno all’Erario 5mila e 526 euro ciascuno.

23 maggio, A Campobello di Licata i Carabinieri hanno arrestato Maurizio Brancato, 40 anni, che sconterà ai domiciliari la condanna definitiva a 1 anno e 8 mesi di reclusione per lesioni personali aggravate, danneggiamento aggravato e detenzione illegale di arma da fuoco, reati commessi a Licata nel febbraio 2010.

23 maggio, Ad Agrigento, al Viale della Vittoria, all’ interno del Liceo scientifico Leonardo, si è sviluppato un incendio in un locale interrato del secondo padiglione. Il fumo ha invaso corridoio e aule, e gli studenti temporaneamente sono stati evacuati per precauzione in attesa della conclusione dell’ intervento dei Vigili del fuoco. Le fiamme hanno avvolto alcuni libri, lavori didattici, banchi e sedie, il tutto accatastato in un magazzino.

23 maggio, A Palma di Montechiaro ha subito un incendio l’automobile di un giovane palmese incensurato, una Lancia Y posteggiata in via Cangiamila. Sul posto hanno lavorato i Vigili del fuoco. Indagini in corso.

23 maggio, A Favara l’automobile Bmw 320 di proprietà di un sottufficiale della Capitaneria, 42 anni, originario di Favara e in servizio a Licata, ha subito un incendio. L’ auto è stata parcheggiata in via Jacopone da Todi, una traversa di viale Pietro Nenni. Le fiamme hanno lievemente danneggiato una Fiat Panda e provocato ingenti danni ad un negozio di mobili. Sul posto hanno lavorato i Vigili del fuoco del Comando provinciale di Agrigento e i Carabinieri. Indagini in corso, tra ipotesi dolosa o episodio accidentale.

24 maggio, A Favara, nelle campagne, a ridosso del Villaggio Mosè, in contrada Burraiti, una casa ha subito un incendio. Il sindaco di Favara si è accorto di quanto è accaduto, perché la casa è sua. Rosario Manganella si reca raramente nell’abitazione campagnola, un piano terra e un altro sopra, e che, in verità, è di proprietà della moglie. Secondo i primi rilievi investigativi, ignoti avrebbero forzato una finestra, poi sono saliti su al primo piano, nella stanza da letto, poi hanno accatastato alcuni mobili, poi hanno gettato liquido infiammabile e poi hanno appiccato il fuoco. Le fiamme non si sono propagate e i danni non sono gravi, però, ovviamente, il rogo ha sollevato turbamento e preoccupazione. Indagano i Carabinieri della Tenenza di Favara e della Compagnia di Agrigento, che hanno allarmato la Procura della Repubblica di Agrigento. Il fascicolo, al momento contro ignoti, è sul tavolo di Di Natale e Fonzo. Esattamente 3 anni addietro, il 23 maggio 2012, una busta con dentro 2 proiettili inesplosi, e alcuni fogli di carta con delle croci stampate, è stata indirizzata allo stesso sindaco di Favara, Rosario Manganella, eletto alle Amministrative del 2011. Quanto spedito da una mano anonima è stato intercettato al Centro smistamento delle Poste di Palermo.

25 maggio, L’ Azienda sanitaria provinciale di Agrigento e i Carabinieri del Comando provinciale sono impegnati in controlli tecnici e sanitari nei centri di accoglienza non istituzionali, quindi gestiti da privati, nell’agrigentino. Sono state ispezionate una ventina di strutture di accoglienza (sia per minori non accompagnati che per richiedenti asilo), e si è proceduto alle segnalazioni all’autorità giudiziaria di diversi soggetti titolari di 3 strutture, una a Favara, una a Castrofilippo e una ad Aragona. Le attività mirano a riscontrare i requisiti igienico sanitari minimi, strutturali ed organizzativi, per le strutture non governative adibite all’ospitalità dei migranti. I controlli proseguono costantemente.

25 maggio, L’ ex componente del Comitato direttivo, fino al 2010, dell’ ex Consorzio Asi di Agrigento, Maurizio Bonomo, è stato definitivamente assolto dalla Corte dei Conti in merito al giudizio di responsabilità per danno all’ erario promosso dallo stesso Consorzio Asi. La sentenza di assoluzione a favore di Bonomo obbliga l’ Irsap, l’ Istituto regionale per le Attività produttive, al pagamento delle spese legali. La Corte ha ritenuto dunque legittimo l’operato di Maurizio Bonomo ed insussistente qualsivoglia responsabilità contabile. Maurizio Bonomo è stato difeso dagli avvocati Antonino Gaziano, Rossella Parisi e Sina Faustina Modica.

25 maggio, La Polizia arresta 5 catanesi in trasferta a Favara subito dopo una rapina alla Banca Nuova in via Kennedy. A Catania, in partenza verso Favara in provincia di Agrigento, forse avranno pianificato la rapina consultando anche la mappa su dove fosse esattamente la vittima designata. La sede della Banca Nuova a Favara è lungo via Kennedy, braccio di Corso Vittorio Emanuele. Adesso i 5 rapinatori catanesi, 4 uomini e una donna, sono stati ammanettati dai poliziotti della Squadra mobile di Agrigento. Sono stati intercettati a pochi minuti dalla irruzione nell’ agenzia e la rapina. E’ scattato l’allarme. L’ inseguimento. Ed è stato recuperato il bottino, anche se ne mancherebbe una parte. Infatti, sarebbero stati rubati circa 16 mila euro e i poliziotti hanno restituito alla Banca Nuova non più di 13 mila euro. I banditi etnei sono stati condotti in piazza Vittorio Emanuele ad Agrigento, fuori dalle automobili della Squadra mobile e poi in Questura, il riconoscimento, l’ imputazione e la consegna all’ autorità giudiziaria.

26 maggio, La Procura della Repubblica di Agrigento, tramite il sostituto titolare delle indagini, Matteo Delpini, ha emesso 5 avvisi di garanzia per altrettanti soci di una società che a Favara si occupa di accoglienza agli immigrati. La Procura di Agrigento ipotizza i reati di falso e truffa allorchè il numero dei migranti ospiti sarebbe stato dichiarato superiore al numero reale al fine di ottenere maggiori rimborsi finanziari. E’ stato sequestrato il registro delle presenze e altri documenti relativi all’ assistenza degli immigrati.

26 maggio, Ad Agrigento un turista americano di 60 anni, ospite di un bed and breakfast, ha subito ferite perché vittima di un tentativo di scippo in Via Duomo, nei pressi della Piazza Don Minzoni, da due banditi a bordo di uno scooter che hanno tentato di strappargli la macchina fotografica ma lui ha resistito inducendo i due alla fuga. E’ caduto a terra e si è ferito.

26 maggio, Costanza Vella, la donna di 32 anni di Porto Empedocle di cui non vi è più traccia dalla mattina di giovedì 21 maggio quando si è recata al mercatino settimanale, si sarebbe allontanata volontariamente. Infatti, la 32enne ha telefonato alla madre rassicurandola così : “Sto bene”, e poi ha inviato messaggi ad amici e parenti tramite Whats App.

26 maggio, A Canicattì, in via Anna Frank, ignoti hanno appiccato un incendio al portone d’ingresso dell’abitazione di un operaio. Le fiamme non si sono propagate, grazie anche al tempestivo intervento dello stesso operaio. Indagano i Carabinieri.

26 maggio, I Carabinieri della Compagnia di Agrigento, del Nucleo Ispettorato Lavoro e del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità hanno controllato un bar-discoteca a San Leone, e hanno riscontrato violazioni per aver impiegato un lavoratore non in regola. Il locale ha subito una sanzione di 5.550 euro. Poi, i Carabinieri della Motovedetta di stanza a Porto Empedocle hanno controllato a Raffadali un venditore ambulante di pesce multato di 2.026 euro perché senza autorizzazione per il commercio su aree pubbliche e perché non ha indicato la tracciabilità dei prodotti ittici. Sequestrati 23 chili e 500 grammi di pescato. Anche il furgone è in stop perché mancante di revisione periodica del mezzo.

26 maggio, La Squadra mobile di Agrigento ha arrestato William Ashanti, 32 anni, originario della Liberia, ritenuto lo scafista che, tra il 13 ed il 14 maggio scorsi, ha trasportato 99 migranti a Lampedusa. Il liberiano avrebbe trafficato insieme ad Alfousainey Ndow, nigeriano di 25 anni, e Alhagie Cham, cittadino del Gambia, 26 anni, già arrestati il 21 maggio scorso.

26 maggio, Ad Agrigento, in via Petrarca, in contrada San Nicola, al distributore di carburante Nuara, ignoti malviventi hanno forzato la colonnina dove si inseriscono i soldi per il selfservice e hanno rubato denaro. Ancora da quantificare il bottino.
E i ladri sono entrati anche nella scuola “Tortorelle” in piazza Metello e nel Liceo Scientifico in via Platone, e hanno forzato e svuotato i distributori di caffè, bibite e merendine, arraffando poche decine di euro.

26 maggio, I Carabinieri della Compagnia di Sciacca hanno arrestato ai domiciliari Marco Gambino, 28 anni, e Manuel Kadhraoui, 18 anni, entrambi di Sciacca, perché hanno forzato l’ ingresso dell’abitazione di una pensionata di 85 anni, e hanno arraffato monete antiche, quadri e bracciali. Una telefonata al 112 ha allarmato i Carabinieri che hanno sorpreso i due furfanti ancora dentro la casa.

27 maggio, Lungo la strada statale 115, nei pressi del bivio per Realmonte e in prossimità di una curva, per cause in corso di accertamento da parte della Polizia stradale di Agrigento, si sono scontrati frontalmente un’ automobile Audi A4 station wagon e un pullman di linea della società Lumia vuoto di passeggeri. L’impatto è stato violento, tanto che il pullman ha sfondato le barriere di protezione. L’autista del pullman, Gerlando Greco, 54 anni, di Santa Elisabetta, è morto. Il conducente dell’ Audi A4, estratto dall’abitacolo dai Vigili del fuoco, è stato trasportato in gravi condizioni, con un’ambulanza del 118, al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento.

27 maggio, Il Tribunale di Catania, a conclusione del giudizio abbreviato, ha condannato all’ergastolo l’africano Haj Hammouda Radouan, presunto scafista del barcone naufragato a 40 miglia dalle coste della Libia e a 100 miglia da Lampedusa il 12 maggio 2014. Furono 17 i cadaveri recuperati in mare, tra cui 12 donne e 2 bambini, e 206 i migranti salvati dalle navi italiane e dai mercantili dirottati in zona. Probabilmente altre 200 persone, secondo il racconto dei sopravvissuti, sono annegate. Condannato a 10 anni di reclusione anche un presunto complice del primo scafista, Hamid Bouchab.

27 maggio, I Carabinieri della Sezione di Polizia giudiziaria della Procura della Repubblica di Sciacca e del Comando Compagnia di Sciacca, hanno arrestato in carcere Carmelo Marotta, 45 anni, di Ribera, già condannato per associazione per delinquere di stampo mafioso nell’ ambito dell’ inchiesta cosiddetta “Maginot”, amministratore unico della società Edilservizi con sede a Ribera. Arrestate, ai domiciliari, anche le due sorelle di Carmelo Marotta, Rosalia Marotta, 51 anni, e Maria Marotta, 48 anni, imprenditrice. I tre rispondono di concorso nei reati di bancarotta fraudolenta, truffa aggravata e intestazione fittizia di beni, con oggetto società dichiarate fallite dal Tribunale di Sciacca il 31 luglio 2012. Sono stati sequestrati preventivamente beni per circa 2 milioni di euro. Secondo le indagini coordinate dalla Procura di Sciacca, Carmelo Marotta, appena indagato per mafia, avrebbe compiuto numerose operazioni per sottrarsi alle misure patrimoniali, trasferendo, tra l’altro, quote sociali e aziende alle sorelle.

28 maggio, Il giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Michele Contini, ha condannato 6 calciatori di Favara che il 15 febbraio 2009 avrebbero aggredito un arbitro durante la partita di Terza Categoria tra Comitini e Favara. Sono stati inflitti 3 mesi e 5 giorni di reclusione ad Antonino Di Gloria, Gianluca Patti e Marco Salemi. E poi 15 giorni di reclusione ciascuno a Giuseppe Valenti, Giuseppe Russotto e Cristian Scirè Capuzzo. Lo scontro si è scatenato quando l’ arbitro Francesco Scibetta di Porto Empedocle ha decretato un calcio di punizione a favore del Comitini.

28 maggio, I poliziotti della Squadra Mobile di Campobasso hanno arrestato ai domiciliari una donna del Molise, di 47 anni, su ordine della Procura di Agrigento. La donna è stata condannata a 1 anno e 4 mesi di reclusione, e 450 euro di sanzione, perché presunta responsabile di truffe su internet, allorchè avrebbe ingannato ignari navigatori della rete, residenti in diverse parti d’Italia, anche agrigentini, millantando fini assistenziali e benefici e ottenendo così somme di denaro tramite i mezzi di pagamento elettronico.

28 maggio, Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, ha confermato il divieto di dimora in provincia di Agrigento a carico di Roberto Chiarenza, tabaccaio, di Grotte, accusato di stalking a danno di un collega e di due donne. L’ uomo avrebbe interrotto una relazione con una romena che poi sarebbe stata la compagna di un altro commerciante. E allora il tabaccaio, con lettere anonime e fotografie, avrebbe perseguitato il commerciante e la romena, e poi avrebbe fomentato la moglie del commerciante svelandole la tresca.

28 maggio, A Sambuca di Sicilia i Carabinieri hanno arrestato Pellegrino Grisafi, 51 anni, che sconterà la condanna definitiva a 3 anni e 11 mesi di reclusione per reati finanziari commessi dal 2005 al 2012. Grisafi è recluso nel carcere di Sciacca.

28 maggio, Ad Agrigento non vi è pace tra i cipressi del cimitero di Bonamorone. Il camposanto è stato ancora una volta, e si tratta dell’ ennesima volta in poco tempo, bersaglio di ladri di rame, favoriti e incoraggiati dalla mancanza di un sistema di allarme collegato con il 112 e il 113, come vi sono in tutte le altri città di Italia dove i sindaci chiacchierano di meno e lavorano di più. Dunque, adesso, i soliti ignoti, dopo aver razziato vasi e decorazioni, hanno rubato il rivestimento esterno in rame del semicerchio che sovrasta l’opera raffigurante l’Ultima Cena di Gesù, all’interno dell’ossario. Indagano i Carabinieri.

29 maggio, La giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Alessandra Vella, a conclusione del giudizio abbreviato, ha condannato a 10 mesi di reclusione, pena sospesa, Gerlandino Alaimo, 20 anni, di Agrigento, imputato di detenzione e spaccio di stupefacenti. Il pubblico ministero Alessandro Macaluso ha chiesto la condanna ad 1 anno e 3 mesi di reclusione. Alaimo è stato difeso dall’ avvocato Daniele Re.

29 maggio, La Procura di Sciacca, diretta da Vincenzo Pantaleo, ha disposto il sequestro preventivo di due villette in cemento armato, di ampia metratura, con annesse verande, nel comune di Menfi, in località Fiori. I proprietari, D.G.C e D.G.F sono le iniziali dei nomi, avrebbero costruito senza i prescritti titoli edilizi.

29 maggio, Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, ha disposto l’archiviazione per 4 medici dell’ospedale San Giovanni di Dio, Maria Concetta Morsello, Rosa Costa, Antonio Marotta e Claudia Mossuto, indagati a seguito della morte, il 24 dicembre 2011, di Francesca Dulcetta, 60 anni, vittima di un infarto.

30 maggio, I poliziotti del Commissariato di Licata, in collaborazione con i tecnici di SiciliAcque, hanno denunciato un uomo di 44 anni di Gela, L G P sono le iniziali del nome, amministratore di un’azienda agricola a Butera, che, in concorso con altre persone in corso di identificazione, si è allacciato abusivamente alla tubatura idrica per irrigare le proprie serre. Con una condotta nascosta sotto terra, per circa 3mila e 200 metri, sarebbero stati rubati circa 35/40 litri di acqua al secondo, che è una quantità sufficiente per soddisfare le esigenze idriche di un agglomerato urbano di 20.000/25.000 abitanti.

30 maggio, Ad Agrigento, a Fontanelle, in piazza Primavera, 3 banditi, con il volto scoperto e armati di taglierino, hanno rapinato la banca “Credito Cooperativo Agrigentino”. I tre, minacciando i cassieri, hanno ottenuto la consegna di tutti i soldi in cassa, 88 mila euro, e poi sono fuggiti. Indagano i Carabinieri.

30 maggio, A Favara i Carabinieri della locale Tenenza hanno arrestato ai domiciliari Antonio Bosco, 58 anni, e la moglie Maria Carmela Lombardo, 56 anni, titolari di un bed and breakfast in contrada Pioppo, allorchè si sarebbero allacciati abusivamente alla rete dell’ energia elettrica.

30 maggio, A Canicattì i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari un bracciante agricolo di 35 anni, Diego Lo Giudice, sorpreso in possesso a casa sua di una penna pistola artigianale priva di matricola, calibro 22 short, con relativo munizionamento, 288 cartucce di vario calibro assemblate artigianalmente, numerose ogive e bossolame di vario calibro per il confezionamento di cartucce, alcuni macchinari per il caricamento e l’assemblaggio di cartucce, ed un chilogrammo di polvere da sparo per cartucce.

30 maggio, A Siculiana i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari Maurizio Santamaria, 39 anni, Fabrizio Santamaria, 32 anni, e Gianni Santamaria, 33 anni, che sconteranno 1 anno e 9 mesi di reclusione ciascuno per falsità in scrittura privata, truffa e ricettazione, commessi a Siculiana tra marzo e maggio del 2011.
A Cammarata i Carabinieri hanno arrestato Matteo Marino, 47 anni, per furto aggravato in concorso.
A Canicattì i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari Alessandro Milazzo, 36 anni, perché sorpreso in possesso di 6 grammi di eroina.
A Santa Margherita Belice i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari Salvatore Oddo, 47 anni, che sconterà 6 mesi di reclusione per un furto in abitazione commesso a Santa Margherita Belice il 21 gennaio del 2010.

30 maggio, Ad Agrigento i poliziotti della Squadra Volanti, agli ordini di Tommaso Amato, hanno denunciato 5 persone, tra cui un minorenne e un extracomunitario, protagoniste di una rissa che si è scatenata quando, in via Atenea, l’extracomunitario si è affacciato dalla finestra di casa sua invitando al silenzio, essendo notte, i 4 agrigentini, verosimilmente preda dei fumi dell’ alcol.

30 maggio, A Favara la Polizia ha arrestato in flagranza di reato Antonino Bongiorno, 34 anni, originario di Agrigento e residente a Favara, per furto aggravato allorchè avrebbe manomesso il contatore dell’ energia elettrica. Il controllo è stato eseguito dagli agenti insieme a personale tecnico dell’ Enel.

31 maggio, A Realmonte, i Carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile di Agrigento hanno arrestato Filippo Nicosia Gonzalez, 47 anni, operaio, che risponderà di tentato omicidio allorchè in via Firenze avrebbe esploso almeno 3 colpi di pistola contro una coppia di Realmonte. I due coniugi sarebbero colpevoli, tra virgolette, di avere invitato l’ uomo ad allontanarsi dopo alcune poco velate richieste corteggianti nei confronti della donna. Tra i 3 prima vi è stato un diverbio. Poi, Filippo Nicosia Gonzales, anziché demordere, si è presentato bellicoso in una casa dove la coppia è stata invitata a cena. L’ operaio è stato allontanato una seconda volta. Poi, lui ha atteso i coniugi appena fuori dalla casa e gli ha sparato. Filippo Nicosia Gonzalez è recluso nel carcere “Petrusa” di Agrigento con l’accusa di tentato omicidio.

31 maggio, Ad Agrigento, a San Leone, nei pressi di piazzale Aster, si è scatenata una violenta rissa tra un gruppo di persone e 2 ragazzi i quali, per evitare di essere brutalmente sopraffatti, sono saltati nell’abitacolo di un’automobile Smart e avrebbero investito alcuni partecipanti alla zuffa. Gli investiti hanno subito lievi contusioni. I poliziotti della Squadra Volanti, subito sul posto, hanno intercettato e bloccato l’automobile Smart nei pressi della chiesa di San Leone. Alla guida è stato denunciato S C, sono le iniziali del nome, 26 anni, di Agrigento, in stato di ubriachezza, tanto da sbattere contro un cassonetto della spazzatura, e poi contro il marciapiedi.

31 maggio, Ad Agrigento, in occasione delle Amministrative, all’ interno di uno dei seggi elettorali nell’ istituto scolastico Anna Frank è stato sorpreso dal presidente del seggio un uomo di 50 anni intento a fotografare con il telefonino cellulare il proprio voto sulla scheda. Il presidente ha allarmato la Polizia che è intervenuta e ha acquisito il file dal telefonino. L’elettore è stato denunciato a piede libero.

1 giugno, Ad Agrigento, nella zona industriale, i Carabinieri del Nas, il Nucleo antisofisticazioni, di Palermo hanno sequestrato un milione di sacchetti di plastica non biodegradabili. All’ azienda produttrice è stata inflitta una multa di 5 mila euro. Il valore della merce sequestrata è di 75 mila euro. L’operazione contrasta la detenzione e la vendita di sacchetti per la spesa non biodegradabili.

1 giugno, A Campobello di Licata, il deposito della Dedalo Ambiente raccolta e smaltimento rifiuti ha subito nottetempo il furto di 2 mini autocompattatori. I ladri hanno forzato i lucchetti della struttura, come denunciato ai Carabinieri dal Commissario liquidatore della Dedalo Ambiente, Rosario Miceli. Ebbene, poche ore dopo, i 2 autocompattatori, utilizzati per la differenziata e per la raccolta dei rifiuti nelle zone del centro storico di Campobello, sono stati ritrovati, abbandonati lungo la strada statale 123 per Canicattì.

1 giugno, Nel tratto di mare antistante Palma di Montechiaro, nella zona di Falcone e Punta Crocille, Polizia e Carabinieri, allarmati dalle segnalazioni di alcuni cittadini, hanno intercettato 12 pescatori di frodo della provincia di Palermo. Tutti sono stati denunciati a piede libero alla Procura della Repubblica di Agrigento. Ai denunciati è stato sequestrato tutto il materiale, attrezzature e pescato abusivo, soprattutto ricci di mare. Il sindaco di Palma di Montechiaro, Pasquale Amato, afferma : “Con gioia possiamo essere forti di avere difeso il nostro bene comune, il mare e i nostri fondali. Un sentito grazie alle Forze dell’ordine e a quei cittadini sensibili e intellettualmente onesti che non si girano per far finta di non vedere, e dignitosamente difendono il bene comune”.

1 giugno, A Sciacca, nel porto, i Carabinieri hanno sequestrato 12 quintali di tonno rosso, della prestigiosa qualità pinna gialla. Alcune persone sono state sorprese intenti a scaricare da un motopesca di Sciacca 30 esemplari, del valore di circa 40 mila euro. Attualmente, in tale periodo dell’ anno, la pesca del tonno rosso è vietata.
All’armatore del motopesca è stata elevata una sanzione che varia da 2 a 12 mila euro, a seconda della tempestività con cui è pagata.

1 giugno, Lungo la strada statale 115, in territorio di Palma di Montechiaro, ha subito un secondo furto, in meno di 10 giorni, il bar tabacchi dell’area di servizio del distributore di carburanti Agip Cafè. I banditi hanno spaccato la vetrata e poi, dentro, hanno rubato numerose stecche di sigarette. Indagano i Carabinieri.

2 giugno, Nell’ agrigentino ancora denunciati elettori fotografi. Due sono stati bloccati a Realmonte e uno ad Agrigento. Poco prima della chiusura delle urne, i Carabinieri, a Realmonte, hanno sorpreso, alla scuola “Garibaldi”, un uomo di 30 anni e un altro di 56 anni, intenti a fotografare con il telefono cellulare la loro scheda elettorale appena votata. La Digos della Questura di Agrigento ha, invece, bloccato un elettore fotografo di 41 anni alla scuola “Verga” nel rione di Fontanelle.

2 giugno, Ad Agrigento, nella Valle dei Templi, i poliziotti della Stradale, agli ordini di Giuseppe Andrea Morreale, hanno sequestrato un pullman turistico e inflitto una maxi multa all’ autista perché l’ assicurazione del mezzo è risultata scaduta dal settembre scorso. Il mezzo è partito da Cesena, con a bordo 50 turisti dell’Emilia Romagna. Adesso turisti, autista e guida turistica saranno costretti a ritornare a Cesena con mezzi alternativi.

3 giugno, La Procura della Repubblica di Agrigento ha iscritto nel registro degli indagati, con l’accusa di cooperazione in omicidio colposo plurimo, il direttore della Riserva di Maccalube ad Aragona, Domenico Fontana, presidente regionale di Legambiente, il dipendente della stessa riserva, Daniele Gucciardo, e Francesco Gendusa, dirigente regionale e responsabile aree protette. Fontana, Gucciardo e Gendusa sarebbero responsabili della morte di Laura e Carmelo Mulone, i fratellini di 7 e 10 anni di Aragona, morti sepolti lo scorso 27 settembre 2014 dalla eruzione fangosa, di circa 40 metri, provocata dall’esplosione di un vulcanello nella riserva. Il padre dei due bambini è stato salvato dalla Protezione civile. Dopo mesi di indagini, la Procura di Agrigento ha individuato nei gestori della riserva i responsabili di quanto accaduto allorchè non avrebbero provveduto alla sicurezza dell’ area.

3 giugno, A Campobello di Licata, in contrada Colle D’Accardo, lungo la tratta ferroviaria Canicattì – Licata, i Carabinieri hanno arrestato Antonio Mario Volpe, 52 anni, e Calogero Farruggio, 46 anni, per furto aggravato in concorso allorchè sono stati sorpresi intenti ad asportare 157 piastre in ferro e 20 caviglie in ferro adibite al fissaggio dei binari della linea ferroviaria, per un peso complessivo di 1200 chili, quindi una tonnellata più due quintali. Il danno, in corso di quantificazione, non è coperto da assicurazione. Il materiale ferroso è stato sequestrato e affidato in custodia al personale di Rete Ferroviaria Italiana. I due ladri, Volpe e Farruggio, sono stati prima arrestati ai domiciliari e poi gli è stata restituita la libertà con obbligo di firma per entrambi.

3 giugno, A Naro i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari Luciano Montemurro, 56 anni, che sconterà 4 mesi di reclusione per furto aggravato di energia elettrica, reato risalente al maggio 2014.

4 giugno, Accogliendo le istanze del difensore, l’avvocato Daniele Re, la Corte d’Appello di Palermo ha ridotto da 3 a 1 anno la condanna inflitta a Maurizio Camilleri, 37 anni, di Agrigento, imputato di detenzione illegale di arma e danneggiamento allorchè, al culmine di una lite scatenata da futili motivi, il 10 marzo 2011 sparò contro l’automobile di un vicino di casa.

5 giugno, A Sferracavallo, frazione di Palermo, un operaio di 35 anni, Vitale Mastrangelo, 35 anni, nato a Castronovo di Sicilia ma residente da tempo a San Giovanni Gemini in provincia di Agrigento, sposato e padre di una bambina di 2 anni, è morto precipitando da una parete rocciosa, da circa 50 metri, in uno dei cantieri della Sis e dell’ Italferr, dove è in corso di costruzione una piazzola per conferire i materiali di lavorazione utilizzati per il passante ferroviario. Inutili i soccorsi. Indagini in corso.

5 giugno, La Procura di Sciacca ha prestato il consenso alla richiesta di patteggiamento della condanna a 3 anni e 10 mesi di reclusione proposta da Giuseppe Fallea, 54 anni, di Ribera, arrestato dalla Guardia di Finanza perché avrebbe estorto denaro a un suo conoscente il quale, per pagare, avrebbe consegnato anche i soldi ricevuti per l’assistenza del proprio figlio, affetto da autismo. Adesso si attende il verdetto da parte del Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Sciacca.

5 giugno, A Licata la Polizia ha arrestato due migranti, uno della Nigeria e l’ altro della Guinea, perché, appena giunti a Licata da Palermo, e diretti alla Comunità Sole, insieme ad altri migranti hanno protestato a bordo del pulmino per rientrare a Palermo. Il pulmino è stato condotto in Commissariato dove i due, più agitati, hanno ferito 3 agenti provocandogli lesioni personali con prognosi tra i 6 e gli 8 giorni. Risponderanno di violenza, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale.

5 giugno, Gli agenti della Polizia stradale di Agrigento, diretti dal vice questore aggiunto Andrea Giuseppe Morreale, hanno denunciato un africano di 41 anni, originario del Senegal e residente ad Agrigento, sorpreso alla guida di un’automobile con a bordo centinaia di scarpe contraffatte. Risponderà di detenzione di merce contraffatta e anche di guida senza patente. L’ africano, al posto di blocco in via Passeggiata Archeologica, ha violato la paletta rossa, è scappato ed è stato bloccato dopo una corsa con rischi e sorpassi azzardati.

5 giugno, Ad Agrigento, a Zingarello, ignoti malviventi hanno forzato la finestra di una villetta e poi, dentro, hanno rubato un televisore di 60 pollici. Indaga la Polizia.
Ancora ad Agrigento, a Villaseta, in via Zunica, nottetempo, ha subito un incendio la saracinesca di un’attività commerciale. Allarmata la Polizia, che indaga.

5 giugno, Ad Agrigento i poliziotti della Squadra Volanti hanno intercettato uno spaccio di soldi falsi.
Due ragazzi e la madre di uno di loro sono stati denunciati per spaccio di banconote contraffatte. Si tratta di V M, sono le iniziali del nome, 39 anni, suo figlio G M, 17 anni, e V A , 19 anni, tutti di Agrigento.
Il minore e la madre hanno tentato di piazzare una banconota da 50 euro in un panificio in via Imera. E lo stesso 17enne, in compagnia dell’amico di 19 anni, ha provato a spacciare soldi falsi al Villaggio Peruzzo cambiando 4 banconote da 20 euro in una rosticceria in via Gela. Ulteriori indagini hanno rivelato che il minore ha tentato di spendere le banconote false in diversi negozi della città. Quando è stato condotto in Questura, il ragazzo si è scatenato in escandescenze, danneggiando alcuni suppellettili nel corso di una colluttazione con i poliziotti. E’ stato denunciato anche per resistenza e oltraggio a Pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato. Contusi tre agenti.

5 giugno, Due pregiudicati catanesi, impegnati a vendere profumi taroccati, sono stati in trasferta a Castrofilippo, in provincia di Agrigento, dove si sono imbattuti in un cliente che non avrebbero mai dovuto incontrare. Il cliente infatti è stato un carabiniere fuori servizio, che, mostrandosi interessato alla merce contraffatta, ha condotto i catanesi in casa, e poi, all’ improvviso, si è presentato qualificandosi e ha telefonato ai colleghi. I profumi sono stati sequestrati. E i due catanesi sono stati denunciati alla Procura di Agrigento.

5 giugno, La Cassazione ha confermato la condanna a 6 anni di reclusione a carico di Domenico Conticello, 75 anni, di Sciacca, ex tassista, imputato di favoreggiamento dell’ immigrazione clandestina nell’ ambito dell’ inchiesta cosiddetta “Taxi driver”, sfociata nell’ omonimo blitz della Polizia del 2 ottobre 2010, e che ha svelato un traffico clandestino di extracomunitari lungo l’ asse Alessandria d’Egitto – Milano, con Sciacca e Palermo come tappe intermedie.

6 giugno, Il 9 aprile 2014, lungo la Palermo – Agrigento, nei pressi del bivio per Lercara Friddi, uno scontro frontale tra un Doblò e una Volkswagen Passat ha provocato la morte di Pasquale Salamone, 62 anni, di Porto Empedocle, pescivendolo. Adesso, innanzi al Tribunale di Termini Imerese, Giuseppe Tirrito, 56 anni, di Castronovo di Sicilia, imputato di omicidio colposo perché alla guida della Passat avrebbe provocato l’ incidente mortale, ha patteggiato la condanna a 1 anno e 4 mesi di reclusione. La pena è sospesa. Tirrito, difeso dall’avvocato Salvatore Bellanca, è libero e pagherà le spese processuali ai familiari di Pasquale Salamone che si sono costituiti parte civile tramite gli avvocati Tania Castonovo e Marco Patti.

6 giugno, I poliziotti della Squadra mobile di Agrigento, agli ordini di Giovanni Minardi, nell’ambito dell’ inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo cosiddetta Glauco 2, contro il traffico di migranti, hanno arrestato il latitante Habtom Teklehaimanot, 41 anni, originario di Asmara, capitale dell’ Eritrea. L’ uomo, ricercato dal 20 aprile scorso, giorno del blitz Glauco 2, risponde, insieme ad altri 23 indagati, di una associazione a delinquere transnazionale, operante nel centro e nord Africa e con diramazioni nel centro e nord Europa per il trasporto dei migranti. L’ eritreo è recluso nel carcere Petrusa di Agrigento.

6 giugno, Ad Agrigento, al Villaggio Mosè, ignoti banditi hanno assaltato nottetempo il distributore di carburanti Nuara, lungo la statale 115. I malviventi hanno agito allo stesso modo dello scorso 25 maggio quando è stato derubato il distributore Nuara in via Petrarca : hanno forzato la colonnina del self service, si sono impossessati della cassaforte interna, poi hanno rotto la vetrata del bar-tabacchi e razziato la merce. Indaga la Polizia.

6 giugno, Il Tribunale di Sciacca, a conclusione del giudizio abbreviato, ha condannato 3 banditi dell’ Est Europa responsabili di una violenta rapina a Ribera il 13 ottobre del 2013 quando, armati di bastoni e armi da fuoco, entrarono dentro casa dell’ l’imprenditore Salvatore Cacioppo, la moglie e i due figli, li hanno minacciati, picchiati e intimiditi sparando colpi di pistola in aria, e poi hanno rubato oggetti preziosi e anche l’automobile di Cacioppo, per un bottino di circa 30mila euro. La giudice Luisa Intini ha inflitto delle condanne esemplari ai 3 slavi : 8 anni e 5 mesi di carcere a Zivan Todorovic, 38 anni. 5 anni e 4 mesi di reclusione a Sinisa Novakovic, 29 anni. E 4 anni e 8 mesi di reclusione a Sasa Boscovic, 20 anni. Un quarto imputato, il serbo Mija Zivkovic, 33 anni, è processato in ordinario. La sentenza è attesa il 10 giugno.

6 giugno, Al Tribunale di Sciacca, a conclusione del giudizio abbreviato, il pubblico ministero, Alessandro Moffa, ha chiesto la condanna a 9 anni e 4 mesi di reclusione a carico di Alessandro Tavormina, 34 anni, imputato del tentato omicidio della ex moglie. La donna si è costituita parte civile pretendendo 100mila euro di risarcimento del danno. Il 6 maggio del 2014, Alessandro Tavormina avrebbe sparato contro l’automobile con a bordo l’ex moglie.

7 giugno, A Favara presunto attentato esplosivo. In contrada Pioppo, nei pressi della piscina comunale, ignoti avrebbero accatastato delle bombole di gas nel garage di una villetta estiva e poi avrebbero appiccato il fuoco. Un residente nella zona si è accorto del fumo e ha allarmato i proprietari. Quando padre e figlio sono entrati dentro casa loro, sono stati investiti da un’esplosione, colpiti da pezzi di parete e dei solai. I due sono stati soccorsi e trasportati al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni di Dio, ad Agrigento, con ferite e prognosi tra 5 e 20 giorni. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco e i Carabinieri della Tenenza di Favara e della Compagnia di Agrigento.

8 giugno, Sono stati trasferiti all’amministrazione comunale di Canicattì gli ultimi beni confiscati al boss Calogero Di Caro, condannato in alcuni processi per associazione a delinquere di stampo mafioso. Si tratta di un imponente caseggiato in contrada Cuccavecchia ed un confinante uliveto di alcuni ettari abbandonato. Di Caro, tramite il suo legale, si è rivolto alla Cassazione per una ulteriore revisione ed attenuazione del decreto di confisca. Il caseggiato confiscato a Lillo Di Caro potrebbe ospitare la sede del “Consorzio agrigentino per la legalità e lo sviluppo” presieduto da Mariagrazia Brandara.

8 giugno, A Canicattì, in via Giardini, hanno subito un incendio 2 veicoli, un furgone Mercedes, di proprietà di G R, sono le iniziali del nome, 35 anni, romeno e residente a Canicattì, e poi, per propagazione delle fiamme, una Fiat 500 posteggiata a poca distanza, intestata ad un altro romeno, I M, di 28 anni. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco e la Polizia che indaga.

9 giugno, La Corte d’Assise d’ Appello di Palermo ha confermato la condanna a 12 anni di carcere, inflitta a conclusione del giudizio abbreviato dal Tribunale di Agrigento, a carico di Duglass Ounchukuwu, 39 anni, originario della Nigeria, arrestato nel novembre 2011 perché accusato di aver ucciso un altro migrante, che non è stato ritrovato e identificato, legandolo e gettandolo in mare durante la traversata dalla Libia e lo sbarco a Lampedusa il 4 agosto del 2011. Il nigeriano si è sempre dichiarato innocente. Contro di lui vi sono le testimonianze di 3 persone giunte sullo stesso barcone. Solo una delle tre è stata però rintracciata e ha riconosciuto l’uomo in una fotocopia con la sua immagine, non identificandolo in aula.

9 giugno, A Licata, in via Ruffo di Calabria, nottetempo, hanno subito un incendio le automobili di marito e moglie, lui 33 e lei 30 anni. I Vigili del fuoco hanno spento le fiamme su una Peugeot 307 e su una Lancia Y, posteggiate a poca distanza l’una dall’altra nei pressi dell’abitazione della coppia. Indagano i Carabinieri.

9 giugno, Vi è anche un agrigentino tra le 29 persone a cui è stato notificato oggi un provvedimento cautelare nell’ambito dell’operazione antidroga cosiddetta “Titano” condotta dalla Squadra Mobile di Rimini, in collaborazione con le Questure di Agrigento, Milano, Ancona, Ravenna e Pesaro. L’ indagato di Agrigento è Emanuele Scarpato, 41 anni, difeso dall’avvocato Daniele Re. Gli indagati, italiani e stranieri, rispondono, a vario titolo, di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, spendita di banconote false, estorsione e porto abusivo di armi. Nel corso dell’ operazione sono stati sequestrati un chilo di cocaina e 23mila euro di banconote false.

10 giugno, La giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Gianfranca Infantino, ha assolto il medico in servizio al pronto soccorso dell’ ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento, Pasquale Lattuca, 60 anni, imputato di omicidio colposo a seguito della morte della paziente Carmela Terrasi, 72 anni, deceduta il 12 gennaio 2007. Pasquale Lattuca è stato assolto, perché il fatto non sussiste, da ogni addebito. Il medico è stato difeso dall’ avvocato Giuseppe Scozzari.

10 giugno, Ad Agrigento i poliziotti della Squadra Volanti hanno denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Agrigento, per guida in stato di ebbrezza alcolica, un agrigentino di 50 anni che, lungo la strada statale 118, che collega Agrigento a Raffadali, ha provocato un incidente stradale. A scontrarsi sono state una Fiat Uno e una Fiat Punto. Entrambi i conducenti delle vetture sono stati trasportati in ospedale.

10 giugno, A Santa Margherita Belice i Carabinieri, nottetempo, hanno arrestato ai domiciliari un bracciante agricolo, Giuseppe Santella, 40 anni, allorchè ha sorpreso all’interno di un suo terreno agricolo un minorenne intento a rubare albicocche e gli ha sparato contro con una pistola ad aria compressa. Il ragazzo è stato trasportato all’ ospedale di Sciacca dove è stato operato per l’estrazione di un piombino nell’addome. Il giovane è in prognosi riservata. Giuseppe Santella risponde di lesioni gravi.

10 giugno, A Ribera i Carabinieri hanno arrestato, e trasferito nel carcere di Sciacca, Calogero Sarullo, 59 anni, già sottoposto alla misura alternativa dell’affidamento in prova ai servizi sociali, allorchè ha violato la stessa misura essendo stato sorpreso dai Carabinieri della Tenenza di Ribera con alcuni spinelli alla guida di un motocarro, senza patente perché revocata, e senza copertura assicurativa.

10 giugno, A Sciacca la Guardia di Finanza, aiutata dai cani antidroga, ha arrestato ai domiciliari Ercole Longo, 31 anni, originario di Reggio Calabria e residente a Porto Empedocle, sorpreso alla guida di un’ automobile in possesso di 0,3 grammi di eroina, 8,2 grammi di hashish, e 4,2 grammi di cocaina. A casa dello stesso Longo sono stati sequestrati 7 grammi di cocaina divisi in 16 dosi, un bilancino elettronico e mille e 400 euro in contanti.

10 giugno, Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, ha condannato, su richiesta del procuratore capo Renato Di Natale, l’avvocato Giuseppe Arnone per interruzione di pubblico servizio. Arnone, il 15 dicembre del 2014, durante un’udienza, in camera di consiglio, innanzi alla Giudice per le udienze preliminari, Alessandra Vella, si era rifiutato di allontanarsi dall’aula “benché – si legge negli atti giudiziari – espressamente invitato dal giudice, impedendo la regolare celebrazione del giudizio, la cui trattazione poteva essere ripresa solo a seguito dell’intervento dei Carabinieri”. Arnone è stato condannato alla multa di 13.750 euro.

10 giugno, A Lampedusa hanno subito un incendio un barcone di 12 metri, all’interno del cosiddetto “cimitero” delle carrette del mare utilizzate dai migranti e sottoposte a sequestro giudiziario, e poi un autocarro Fiat Iveco, carico di articoli da regalo e per la casa, dell’autotrasportatore E M , sono le iniziali del nome, 50 anni, di Ribera. Vigili del fuoco a lavoro. Indagano i Carabinieri della stazione di Lampedusa.

11 giugno, Ad Agrigento, all’ ospedale “San Giovanni di Dio”, nel reparto di Pediatria, una infermiera, evidentemente bisognevole di dormire e riposarsi, si è distratta, si è confusa e ha sbagliato farmaco. Infatti, anziché il flacone dei fermenti lattici, utili all’ intestino, ha afferrato il flacone dei sedativi e ha somministrato il sedativo ai bambini degenti nel reparto. Ebbene, il risultato è stato che 10 dei 12 ricoverati, dai 40 giorni ai 7 anni di età, sono sprofondati nel sonno profondo. I genitori, non riuscendo a risvegliarli, si sono sempre più allarmati fin quando è stato lanciato l’allarme e si è scatenato il panico, anche rabbioso, tanto che è intervenuta la Polizia per contenere la legittima agitazione. Poi si è scoperto e compreso l’errore. L’ Azienda sanitaria ha avviato una inchiesta interna.

11 giugno, A Sciacca, innanzi al Tribunale, la pubblico ministero Alessia Sinatra ha chiesto la condanna a 15 anni di reclusione e a 100mila euro di multa a carico di Davide Mordino, ex parroco della Basilica di San Calogero a Sciacca, accusato, fino al 30 dicembre 2009, di aver compiuto atti sessuali con numerosi minori di sesso maschile di età compresa tra i 14 ed i 18 anni, in cambio di denaro o di altre futili promesse, il tutto aggravato dal proprio ruolo e dall’ età minore. Mordino, che ha millantato ai malcapitati di dovere eseguire dei test sulla sensibilità corporea per conto dell’ Università di Palermo, è stato arrestato il 23 luglio 2012.

11 giugno, A Palermo, al palazzo di giustizia, a conclusione della requisitoria del processo di secondo grado, il procuratore generale Luigi Patronaggio ha chiesto la condanna a 6 anni e 6 mesi di reclusione a carico dell’ ex sindaco di Lampedusa e Linosa, Bernardino De Rubeis, già condannato in primo grado dal Tribunale di Agrigento a 5 anni e 3 mesi di carcere.
De Rubeis è imputato di corruzione, induzione alla concussione e abuso d’ufficio a danno di 3 imprenditori agrigentini: Sergio Vella, Massimo Campione e Pasquale De Francisci.
Secondo Patronaggio bisogna conteggiare nella condanna anche un episodio di concussione a danno di De Francisci per il quale De Rubeis, in primo grado, è stato prosciolto.

11 giugno, Due arresti della Polizia a Porto Empedocle ad opera degli agenti del Commissariato Frontiera diretto dal vice questore, Cesare Castelli. I poliziotti, nell’ambito di altro genere di indagini, si sono recati nei pressi dell’abitazione di Pietro Frattacci, 27 anni, il quale, appena accortosi della Polizia, si è precipitosamente disfatto di un sacchetto recuperato subito dagli agenti. Dentro l’ involucro sono stati scoperti e sequestrati quasi 33 grammi di hashish. Frattacci è recluso ai domiciliari.
E ancora la polizia empedoclina e la Squadra mobile di Agrigento hanno arrestato Idalene Ali, marocchino di 42 anni, perché, espulso dal territorio nazionale, vi è rientrato illegalmente e clandestinamente nel corso dello sbarco di 381 migranti giunti a Porto Empedocle nel pomeriggio del 10 giugno, a bordo della Guardia Costiera.

11 giugno, La Procura della Repubblica di Sciacca, tramite il pubblico ministero Alessandro Moffa, ha chiesto il rinvio a giudizio degli imputati nell’ ambito dell’ inchiesta antidroga cosiddetta “Pier delle Vigne”, dal nome della via a Ribera dove abita uno dei rinviati a giudizio che sono 9 : a Ribera Carlo Giardiello, 34 anni, la moglie Giuseppina Caltagirone, 28 anni, Felice Puccio, 42 anni, e poi Alessio Carrozza, 34 anni, di Palermo. Rispondono solo di favoreggiamento i riberesi Salvatore Riggi, 44 anni, Antonino Soldano, 28 anni, Giovanni Musso, 33 anni, Fabio Triolo, 26 anni, e Angelo Di Caro, 37 anni. Le indagini sono state condotte dai carabinieri della Tenenza di Ribera, e sono sfociate il 9 settembre del 2013 nel sequestro in casa di Giardiello di 2 chili di hashish e 70 grammi di cocaina.

11 giugno, A Licata i Carabinieri hanno arrestato un giovane ospite della comunità “Orizzonte”, in esecuzione di un ordine di arresto spiccato dal Tribunale per i Minorenni di Catania. Il ragazzo sconterà 7 mesi di reclusione nel carcere minorile di Caltanissetta per alcuni episodi di violenza aggravati e continuati risalenti al mese di maggio del 2011 e commessi a Mineo.

11 giugno, A Ribera i Carabinieri hanno arrestato Amedeo Borsellino, 44 anni, sorpreso in possesso, nel corso di una perquisizione domiciliare, di 90 grammi di hashish. Borsellino è recluso ai domiciliari.

12 giugno, L’ inchiesta interna dell’ Azienda sanitaria di Agrigento avrebbe svelato il perché a una decina di bambini, tra i 40 giorni e i 7 anni di età, degenti nel reparto Pediatria è stato somministrato sedativo anziché fermenti lattici, scatenando il sonno profondo a raffica e il panico tra i genitori. Il flacone dei sedativi è stato nel posto sbagliato, nel reparto Pediatria, dove non avrebbe mai dovuto esserci. Il flacone avrebbe dovuto essere custodito in un armadietto chiuso a chiave e restituito alla farmacia. Ecco perché l’ infermiera ha somministrato il flacone sbagliato, credendo che si trattasse del flacone dei fermenti lattici.

12 giugno, Notte turbolenta a Racalmuto, dove ignoti si sono scatenati in furti e danneggiamenti. Sono entrati dentro il Bar Italia in corso Garibaldi forzando una finestra, hanno rubato un computer e altra merce, e poi hanno appiccato il fuoco nel magazzino adibito a deposito di bibite e prodotti per il bar. Poi, altro furto sulla 640 all’ impianto “Esso” : hanno forzato la saracinesca e hanno rubato stecche di sigarette e il registratore di cassa. Indagano i Carabinieri.

12 giugno, A Menfi, nelle campagne, in contrada Misilbesi, è stato versato criminosamente diserbante su circa mille piante di vite. Un pensionato di 79 anni ha denunciato il danneggiamento del fondo agricolo e del proprio vigneto. Indagano i Carabinieri.

12 giugno, Ad Agrigento, al Villaggio Mosè, hanno subito un incendio due scooter Piaggio Liberty posteggiati in un piazzale del viale Leonardo Sciascia e di proprietà di due agrigentini di 54 e 35 anni. Sul posto hanno lavorato i Vigili del fuoco e la Polizia. Le fiamme sarebbero state appiccate dolosamente.

12 giugno Accogliendo le istanze del difensore, l’ avvocato Luigi Troja, il Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, a conclusione del giudizio abbreviato, ha assolto Carmelo Marino, 80 anni, di Porto Empedocle, imputato di minacce aggravate a danno del responsabile dell’Ufficio tecnico comunale di Porto Empedocle, l’ingegnere Luigi Gaglio. Marino, secondo l’accusa, avrebbe minacciato il capo dell’ Ufficio tecnico nel caso in cui non avesse provveduto a riparare un guasto ad una strada cittadina che gli ha provocato copiose infiltrazioni in casa.

12 giugno, A Caltanissetta la Polizia ha identificato, e segnalato all’ Autorità giudiziaria per eventuali misure da adottare, 5 giovani originarie della Romania impegnate nella prostituzione e pendolari da Canicattì dove sono domiciliate. La Polizia è intervenuta a Caltanissetta in via Rochester. L’operazione è scattata dopo una serie di esposti da parte dei residenti, che hanno denunciato l’approccio anche spinto delle ragazze con i clienti. Una delle 5 è stata denunciata per atti contrari alla pubblica decenza.

13 giugno, Furti d’acqua e allacci abusivi alla rete idrica : sono 91 le persone di Palma di Montechiaro, braccianti agricoli, indigenti, operai ed impiegati, che sono state denunciate dai Carabinieri per furto aggravato d’acqua. I Carabinieri hanno accertato che si sono abusivamente allacciati alla condotta idrica comunale, sottraendo imprecisate quantità di acqua per poter alimentare le proprie abitazioni.

13 giugno, A Licata la Polizia ha arrestato ai domiciliari, per detenzione di droga a fini di spaccio, Carmelo Militano, 48 anni, e il figlio, Salvatore Militano, 21 anni, sorpresi, nel corso di una perquisizione domiciliare nella loro azienda agricola, in possesso di 3 chili e 400 grammi di marijuana e 20 vasi con altrettante piante di marijuana, in fioritura e già alte 50 centimetri.

13 giugno, I Carabinieri di Licata e Agrigento e del Ros di Palermo hanno arrestato Francesco Rosta, 73 anni, presunto reggente della cosca Ragaglia di Randazzo, legata al clan Laudani di Catania. Rosta, latitante dal settembre 2014, è stato scoperto in una abitazione di Trazzera Piazza Armerina, a Licata, in un appartamento in affitto, insieme a un’ anziana marocchina che al momento non è indagata così come non è indagato il proprietario della residenza. Rosta è stato trasferito nel carcere Bicocca di Catania.

13 giugno, Abusi sessuali su minori : il Tribunale di Sciacca infligge 9 anni e 8 mesi di reclusione all’ex sacerdote Davide Mordino. Papa Francesco ha appena lanciato una riforma per rendere ancora più incisivo l’impegno contro la pedofilia. Il Papa ha risposto sì a 5 proposte della Commissione per la tutela dei minori tra cui l’ introduzione del reato canonico di “abuso d’ufficio episcopale”, contro il comportamento dei Vescovi che non prestano attenzione e provvedimenti alle denunce di abusi su minori e persone deboli da parte di ecclesiastici. E un apposito Tribunale tratterà i reati di pedofilia : una sezione della Congregazione per la Dottrina della Fede, a cui è affidato il compito di emettere il giudizio. Nel frattempo, fuori dal Vaticano è stato l’ordinamento giudiziario laico dello Stato Italiano ad avere emesso sentenza di condanna a carico di un ex sacerdote. La sezione del Tribunale di Sciacca presieduta da Andrea Genna, e al suo fianco Filippo Lo Presti e Rosario Di Gioia, ha inflitto 9 anni e 8 mesi di reclusione per pedofilia a Davide Mordino, 45 anni, originario di Palermo. L’ex frate e titolare della Basilica di San Calogero sul monte Kronio a Sciacca è stato condannato anche al risarcimento di 12 mila euro ciascuno a favore di 2 minori vittime degli abusi e che si sono costituiti parte civile. Don Davide Mordino, per il quale il pubblico ministero Alessia Sinatra ha invocato 15 anni di carcere e 100mila euro di multa, avrebbe compiuto, fino al 30 dicembre 2009, atti sessuali con minori di sesso maschile di età compresa tra i 14 ed i 18 anni, in cambio di denaro, il tutto aggravato dal proprio ruolo e dall’ età minore. Secondo quanto emerso dall’ inchiesta, coordinata dai magistrati della Procura di Palermo, Laura Vaccaro e Alessia Sinatra, il sacerdote avrebbe proposto ai minori un test sulla sensibilità corporea, a cui sarebbero seguite le prestazioni sessuali pagate ai ragazzi da 50 fino a 300 euro. Mordino avrebbe rabbonito i ragazzini inducendoli a firmare anche un modulo indirizzato a Mediaset per la partecipazione a programmi televisivi. Davide Mordino è stato arrestato il 23 luglio 2012 dai poliziotti del Commissariato di Sciacca. Due mesi dopo, il 19 settembre, gli sono stati concessi i domiciliari. Il 13 dicembre 2012 il Vaticano ha notificato la dispensa dal sacerdozio e la riduzione allo stato laicale a Davide Mordino. Il 26 giugno 2013 il rinvio a giudizio. Adesso la condanna in primo grado.

13 giugno, “Terra dei fuochi” anche a Sciacca. La Procura della Repubblica di Sciacca, diretta da Vincenzo Pantaleo, ha concluso le indagini sul cantiere della “Nautica Tancredi”, in contrada Maragani, sequestrato dalla Guardia di Finanza e dai Carabinieri del Noe (il Nucleo operativo ecologico) perché ingenti quantitativi di rifiuti speciali sarebbero stati smaltiti in maniera illecita, interrandoli in buche o appiccando il fuoco. L’interramento dei rifiuti sarebbe stato rilevato in aree confinanti al cantiere. Sono contestati reati ambientali ad Antonino Tancredi, a cui è stato notificato l’ avviso di conclusione delle indagini.

14 giugno, A Favara, in viale Regione Siciliana, nei pressi dello stadio comunale, nottetempo, ignoti malviventi a bordo di un’ automobile usata come testa di ariete hanno sfondato la saracinesca e la vetrata del bar tabacchi del distributore di benzina “Q8”, di proprietà di F F sono le iniziali del nome, 59 anni, di Palma di Montechiaro. Sono state rubate stecche di sigarette e denaro contante per oltre 15mila euro. L’esercizio commerciale è dotato di impianto di videosorveglianza. Indagano i Carabinieri.

15 giugno, I poliziotti del Commissariato di Licata, agli ordini di Marco Alletto, hanno arrestato Angelo Buscemi, 38 anni, bracciante agricolo, sorpreso in un suo locale, in contrada Piano Vincenzo, in possesso di una pistola Beretta calibro 22 con matricola abrasa, ben oliata e funzionante, con caricatore inserito rifornito con 8 colpi calibro 22, e poi altre 20 cartucce dello stesso calibro.

15 giugno, Il Tribunale di Agrigento ha condannato a 9 mesi di reclusione ciascuno i canicattinesi Salvatore Taibbi, 37 anni, e i fratelli Diego e Filippo Cutaia, di 32 e 29 anni, imputati di detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio allorchè sono stati sorpresi dai Carabinieri alla periferia di Canicattì, a bordo di un’automobile, lungo la statale 624, in possesso di un contenitore ovale contenente 5 grammi di eroina trasformabili in almeno 50 dosi.

15 giugno, A Cattolica Eraclea, in via Cesare Battisti, due persone, suocero e genero, litiganti tra di loro per interessi presumibilmente economici, sono stati denunciati dai Carabinieri per detenzione e porto abusivo di oggetti atti ad offendere. A bordo delle automobili dei due i militari hanno sequestrato un bastone, un coltello ed un’ accetta.

16 giugno, Tensione e apprensione a Porto Empedocle, in via Roma, dove una donna prima è entrata al Municipio intenzionata a incontrare la commissario Bonsignore per il reperimento di una casa, e poi è salita sul tetto gridando “voglio una casa” e minacciando di lanciarsi nel vuoto. Sul posto è scattato l’allarme e sono intervenuti i poliziotti del locale Commissariato diretti dal vice questore, Cesare Castelli. Gli agenti sono riusciti subito a dissuadere la donna dal compiere l’insano gesto.

16 giugno, A Licata i Carabinieri hanno arrestato Giovanni Battista La Greca, 58 anni, bracciante agricolo, ricercato dal 2011 perché inseguito da un ordine di carcerazione emesso dalla Corte di Appello di Palermo per lo sconto di 4 anni di reclusione per reati contro la persona e lesioni personali, commessi a Licata dal 2008 in poi. La Greca è stato bloccato in via Palma a bordo della propria utilitaria.

16 giugno, La Corte d’Appello di Catania ha riconosciuto il risarcimento del danno per 500mila euro a favore di Giuseppe Giuliana, 49 anni, residente a Canicattì, detenuto ingiustamente in carcere 5 anni e 29 giorni perchè accusato dell’omicidio dell’imprenditore di Sommatino, Filippo Lo Valente, ucciso sotto casa durante un tentativo di rapina l’11 settembre del 1994. Sarà il Ministero dell’Economia a liquidare il mezzo milione di euro a favore di Giuseppe Giuliana, incastrato dal pentito di Canicattì Antonino Cigna, che ha accusato Giuliana, condannato a 19 anni, di aver partecipato alla rapina sfociata nel delitto. Giuliana ha ottenuto la revisione del processo e il suo alibi originario è stato confermato e riconosciuto dai giudici.

16 giugno, A Favara i Carabinieri della locale Tenenza hanno arrestato un uomo di 41 anni, A G sono le iniziali del nome, disoccupato, perché, ubriaco, si è denudato mostrato i genitali in via Berlinguer, e poi entrato in una pizzeria e ha urinato innanzi ai clienti. Il favarese, che poi si è scatenato in escandescenze contro i militari, risponderà di oltraggio, minaccia, resistenza e atti osceni in luogo pubblico. Il giudice del Tribunale di Agrigento, Giancarlo Caruso, ha convalidato l’arresto e poi gli ha restituito la libertà.

16 giugno, A Menfi, in via Boccaccio, ignoti teppisti hanno compiuto un raid vandalico all’ interno della scuola materna. Hanno divelto i sanitari dei bagni, danneggiato gli arredi, gli infissi, i giochi dei bambini, e i registri sono stati stracciati e ridotti a coriandoli. Una denuncia è stata presentata ai Carabinieri di Menfi, che hanno effettuato un sopralluogo ed avviato le indagini. I danni ammontano a diverse migliaia di euro. L’ assessore comunale di Menfi, Valentina Barbera, commenta : “Siamo sgomenti, basiti e profondamente rattristati”.

16 giugno, Ad Agrigento, a Zingarello, in via Farag, ignoti malviventi hanno scardinato una finestra, sono entrati dentro una villetta, hanno scassinato la cassaforte nascosta nella camera da letto, e hanno rubato oggetti in oro per diverse migliaia di euro. Indagano i Carabinieri.

16 giugno, Ancora ad Agrigento, al Villaggio Mosè, in via Eolo, un ladro ha rubato il motociclo Piaggio Liberty appena posteggiato dall’ imprenditore Silvio Alessi, presidente dell’Akragas. Indagano i Carabinieri.

17 giugno, La sezione misure di prevenzione del Tribunale di Agrigento ha imposto 4 anni di sorveglianza speciale e 5mila euro di cauzione a carico di Nicola Ribisi, 34 anni, di Palma di Montechiaro, scarcerato il 13 gennaio 2014 dopo avere scontato la condanna a 5 anni e 4 mesi di carcere per associazione mafiosa. Nicola Ribisi, secondo i giudici della prevenzione, sarebbe “socialmente pericoloso”. La sorveglianza speciale gli impone, tra l’altro, il divieto di uscire da casa negli orari serali o di allontanarsi dal comune di residenza. Nicola Ribisi è fratello di Francesco Ribisi, già condannato a 13 anni di carcere in Appello nell’ ambito dell’ inchiesta antimafia cosiddetta “Nuova Cupola”.

17 giugno, Il giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Giancarlo Caruso, all’esito del giudizio abbreviato, ha assolto con la formula “perché il fatto non sussiste” il cittadino del Gambia, Darboe Lamin, imputato di rissa aggravata. Il presunto reato sarebbe risalente al luglio 2013. L’africano assolto è stato difeso dall’avvocato Gianluca Camilleri del foro di Agrigento.

17 giugno, Ad Agrigento, una coppia di coniugi indigenti con figli minorenni ha occupato abusivamente un alloggio popolare in via Platone, nella zona di Bonamorone. Quando i legittimi abitanti nell’ alloggio sono rientrati a casa si sono accorti della sorpresa. Sul posto sono intervenute le forze dell’ordine che hanno identificato e denunciato gli occupanti abusivi della casa popolare.

17 giugno, Non si placa l’escalation di furti nell’agrigentino. A Montaperto, frazione di Agrigento, i ladri hanno tagliato la recinzione, sono entrati dentro un’ abitazione in contrada San Lorenzo forzando un infisso, e hanno rubato oggetti preziosi per circa 6 mila euro. Poi, al Villaggio Peruzzo ad Agrigento i banditi sono entrati in una villetta in via Apollo forzando un ingresso e hanno rubato oggetti di valore. E poi, a Realmonte, in contrada San Martino, i malviventi hanno forzato una finestra e sono entrati dentro un villino rubando gioielli per un valore di circa 12 mila euro.

18 giugno, A Licata, in via Stazione Vecchia, ignoti hanno lanciato una bottiglia incendiaria sul balcone dell’abitazione di un ex appartenente alle forze dell’ordine, oggi in pensione, e che vive tra Licata e Palermo. La molotov si è infranta contro il prospetto dell’appartamento scatenando il fuoco. Indagano i Carabinieri.

18 giugno, A Naro i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari Angelo Lalicata, 49 anni, commerciante ambulante di generi alimentari, originario di Canicattì, per furto aggravato di energia elettrica e danneggiamento aggravato di edificio pubblico allorchè avrebbe divelto una finestra posta al piano terra della scuola elementare “La Coccinella”, in Viale Umberto primo, è entrato dentro e si è allacciato abusivamente all’impianto elettrico dell’edificio scolastico, sottraendo energia elettrica al fine di alimentare il proprio furgone “Fiat Ducato” adibito alla vendita di generi alimentari.

18 giugno, Il Tribunale di Palermo ha condannato il Ministero della Salute a risarcire con circa 1milione di euro gli eredi di una donna di Porto Empedocle, morta all’età di 67 anni nel 2011, tra tante sofferenze, dopo avere contratto l’epatite C a seguito di una trasfusione di sangue nel 1987. Nella sentenza i giudici scrivono: “Nella fattispecie, trattandosi di una trasmissione del virus HCV avvenuta nel 1987, deve ritenersi sussistente la responsabilità colposa del Ministero convenuto per non aver adottato le misure idonee a prevenire ed impedire la trasmissione di malattie mediante il sangue infetto”.

18 giugno, A Licata i Carabinieri hanno denunciato a piede libero due marocchini, entrambi di 32 anni e conosciuti dalle forze dell’ ordine, per ricettazione aggravata in concorso allorchè, nel corso di un controllo lungo la tratta ferroviaria Canicattì – Gela, sono stati sorpresi in possesso di 11 bidoni contenenti complessivamente 260 litri di gasolio, nascosti dietro un magazzino della Stazione ferroviaria di Licata. Il gasolio è risultato rubato, poche ore prima, ad una impresa incaricata dei lavori di manutenzione straordinaria della linea ferroviaria Licata – Gela. Il carburante è stato restituito.

18 giugno, Il Tribunale di Sciacca ha condannato a 1 anno e 3 mesi di reclusione Angela Barbera, 32 anni, e a 8 mesi il marito di lei, Filippo Leone, 43 anni. Per entrambi la pena è sospesa. Barbera e Leone sono imputati di abuso d’ ufficio nell’ ambito di una inchiesta sulla nomina di alcuni esperti in riferimento a dei progetti scolastici all’ Istituto commerciale di Sciacca. Il preside, Salvatore Barbera, 65 anni, la cui posizione è stata stralciata per motivi di salute, avrebbe conferito direttamente, senza concorso pubblico, l’ incarico di esperto alla figlia Angela e al genero Filippo Leone.

18 giugno, A Licata, in via Gela, nottetempo, una banda di malviventi ha sfondato, usando come ariete un’automobile, la saracinesca del bar – tabacchi del distributore di carburante “Esso”. Rubate stecche di sigarette, qualche banconota, le monete custodite in cassa, e una macchinetta cambio monete. Indagano i Carabinieri.

18 giugno, A Favara, in via Fonte Canali, nottetempo, ha subito un incendio un’ automobile Seat Ibiza, di proprietà di un pregiudicato per droga, C F sono le iniziali del nome, 26 anni. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco. Indagano i Carabinieri della locale Tenenza.

19 giugno, La banda della testa di ariete imperversa ancora nell’ agrigentino : ignoti hanno tentato di sfondare a bordo di un’automobile la saracinesca di una tabaccheria a Favara, in via Pietro Nenni. I banditi, forse 4, sono però fuggiti senza rubare nulla probabilmente perché hanno rischiato di essere scoperti. Sul posto sono giunti i Carabinieri della Tenenza di Favara, che hanno effettuato i rilievi di rito e avviato le indagini.

19 giugno, Il Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, a conclusione del giudizio abbreviato, ha condannato a 2 anni di reclusione ciascuno Salvatore Antonio Vendra, 30 anni, e Ignazio Vella, 29 anni, entrambi di Sommatino, per una rapina ad una coppia di fidanzati di Ravanusa appartata in automobile e sotto la minaccia di un coltello. Sono stati assolti i sommatinesi Fabio Chiarelli, 23 anni, e Davide Ruggeri, 33 anni.

19 giugno, La prostituzione fai da te, quindi mi procuro un appartamento e ricevo i clienti, avrebbe attecchito anche ad Agrigento. Secondo quanto emerge da alcuni siti internet che pubblicizzano le offerte, nei quartieri periferici di San Leone, Cannatello e Villaggio Mosè vi sono decine di appartamenti in condomini o villette occupati da squillo soprattutto straniere, tra colombiane, venezuelane, peruviane, Ecuador e Romania, che incassano dai 30 ai 200 euro. I messaggi promozionali sul web sono testimonianza di una presenza massiccia di operatrici del settore, non stantie ma che si muovono in tutta Sicilia.

19 giugno, A Palma di Montechiaro, in via Imera, nottetempo, ha subito un incendio l’automobile Opel Astra di un uomo di 45 anni. A lavoro Vigili del fuoco e Polizia.
Ad Agrigento, a Fontanelle, in via Alessio Di Giovanni, l’ automobile Renault Megane di un operaio attualmente disoccupato è stata danneggiata probabilmente da ignoti vandali che hanno lanciato un masso contro il parabrezza e lo hanno spaccato.
A Lampedusa, in via Grecale, nottetempo, ha subito un incendio un autocarro Fiat Iveco carico di casalinghi di proprietà di un commerciante di Sciacca, di 55 anni. A lavoro Vigili del fuoco e Carabinieri.

20 giugno, A conclusione di un’ articolata attività di indagine dei Carabinieri del Reparto operativo di Agrigento coordinati dai sostituti procuratori della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, Rita Fulantelli ed Emanuele Ravaglioli, e dal procuratore aggiunto Maurizio Scalia, intrapresa dal febbraio del 2010 e fino al giugno 2014, la stessa Dda ha chiesto al Tribunale il rinvio a giudizio di 33 persone, tra cui 6 cittadini italiani e 27 egiziani, nell’ ambito dell’ inchiesta cosiddetta “Papiro”. I 33 sono imputati per essersi associati tra loro in una organizzazione transnazionale per commettere i reati di tratta e sequestro di persone, a fini di estorsione e di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, in provincia di Agrigento, Ragusa, Messina, Catania, Reggio Calabria, Milano e in territorio egiziano.
Sarebbe stato così sgominato un gruppo criminale organizzato, che avrebbe gestito il traffico di persone che fuggono dai loro paesi per sottrarsi alla persecuzione o alla miseria. Altri partecipanti al sodalizio criminale sono oggetto di indagine e di identificazione.

20 giugno, Innanzi al Tribunale di Sciacca, il pubblico ministero, Alessandro Moffa, a conclusione della requisitoria, ha chiesto la condanna a 8 anni e 4 mesi di reclusione a carico di Accursio Amato, 53 anni, lavoratore socialmente utile del Comune di Sciacca, arrestato il 15 dicembre 2014 perché, al culmine di una lite, avrebbe colpito la ex moglie con un taglierino provocandole diverse ferite.

20 giugno, Il giudice monocratico del Tribunale di Sciacca, Grazia Scaturro, ha emesso la sentenza nell’ ambito dell’ inchiesta cosiddetta “Sogeir” per appropriazione indebita a carico di alcuni dipendenti della società d’ambito Sogeir rifiuti. Il carburante, per alcune migliaia di euro, non sarebbe mai stato erogato o non sarebbe stato destinato al rifornimento dei mezzi della Sogeir per il servizio di raccolta dei rifiuti. Dunque, a 2 mesi di reclusione, pena sospesa, e 400 euro di multa sono stati condannati Biagio Ruvolo, Liborio Ciliberto, Giuseppe Morreale, Francesco Marotta, Emanuele Marsala, Giuseppe Di Giorgi, Enzo Clemente e Cirino Ienna. E a 3 mesi di reclusione, pena sospesa, e 600 euro di multa, è stato condannato Angelo Giuseppe Ienna, dipendente della stazione di servizio. Sono stati assolti Francesco Taormina e Giuseppe Lauro.

20 giugno, Il giudice monocratico del Tribunale di Sciacca, Luisa Intini, ha condannato a 1 anno e 10 mesi di reclusione, e 1.800 euro di multa e al risarcimento alla parte civile, Eugenio Trafficante, 65 anni, di Sciacca, imputato di truffa allorchè, in qualità di titolare di uno studio di consulenza fiscale, avrebbe indotto un cliente a credere che gli avrebbe regolarizzato la posizione previdenziale all’ Inps e alla Montepaschi Serit. Trafficante avrebbe ottenuto in cambio 16 mila euro, senza provvedere ai relativi versamenti.

20 giugno, A Porto Empedocle, Alessio Migliara, 28 anni, è stato arrestato ai domiciliari su ordine del Tribunale di Sorveglianza di Palermo per scontare 1 anno e 8 mesi di reclusione per furto aggravato e violazione delle prescrizioni della sorveglianza speciale.

20 giugno, A Licata è stata aggredita un’ assistente sociale del Comune. Due utenti durante l’orario di servizio l’hanno picchiata e solo l’intervento di alcuni colleghi e poi delle forze dell’ordine ha scongiurato il peggio. La vittima è stata medicata in ospedale e dimessa con una prognosi di alcuni giorni. L’Ordine degli assistenti sociali della Regione Sicilia esprime solidarietà alla donna e ricorda di aver da tempo chiesto “di attivare idonee ed efficaci misure di sicurezza atte a garantire l’incolumità dei colleghi”.

20 giugno, A Sant’Angelo Muxaro i Carabinieri hanno arrestato Gasperino Paci, 36 anni, che sconterà in carcere quasi quattro anni di reclusione per delitti contro la libertà personale.

20 giugno, A Licata i Carabinieri hanno arrestato Giuseppe Chiazza, 44 anni, con precedenti per mafia, sottoposto a misura di sorveglianza con obbligo di soggiorno nel comune di residenza. Chiazza ha violato gli obblighi cautelari perché sorpreso in via Gela alla guida di un maxi scooter senza patente perché gli è stata revocata.

20 giugno, A Sciacca i Carabinieri hanno arrestato Fabio La Cognata, 34 anni, perché ha violato la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria. Dunque, adesso è recluso ai domiciliari.

21 giugno, A Mendolilli, a 6 chilometri da Ragusa, lungo la strada provinciale 60, in prossimità di un curva una Jeep fuori controllo si è schiantata contro un muro. E’ morto l’ uomo al volante, Angelo Bellia, 35 anni, di Licata, residente a Ragusa e diretto a Santa Croce Camerina. Inutili i soccorsi del 118.

21 giugno, Ad Agrigento, al Viale della Vittoria, sciacalli hanno forzato l’ingresso e hanno rubato oggetti di poco valore in un appartamento di uno dei due palazzi Crea disabitato, e sotto sequestro, dal giorno della frana del 5 marzo 2014.

21 giugno, Ad Agrigento, al Viale della Vittoria, al Liceo scientifico “Leonardo”, ignoti hanno forzato una serratura, sono entrati dentro e hanno rubato l’ incasso del distributore di bevande e merendine. La preside Enza Ierna annuncia il montaggio delle telecamere di video – sorveglianza : una spesa di 7mila euro.

22 giugno, A Licata la Polizia ha arrestato Emanuele Marino, 38 anni, artigiano, sorpreso in un suo locale in possesso di un fucile calibro 12, con canne mozzate, ben conservato, oliato e perfettamente funzionante.

22 giugno, A Ribera i Carabinieri, lungo la via Circonvallazione, hanno intercettato due persone a bordo di un’automobile Fiat Punto. Sono state inseguite, verso le campagne, in contrada Gulfa, dove i due hanno abbandonato l’auto e si sono dileguati a piedi. Sul posto i militari hanno scoperto e sequestrato 8 sacchi neri in plastica contenenti piante e fiori di marijuana, confezionata anche in sacchetti, per 40 chili complessivi, nascosti in un canneto.

22 giugno, A Favara la banda con l’automobile testa d’ariete ha sfondato ancora una volta. Dopo il fallito colpo a una tabaccheria in via Pietro Nenni, è stata invece sventrata con un’auto la saracinesca dello “Snack Bar” in viale Regione Siciliana. I ladri hanno razziato le stecche di sigarette. Bottino da quantificare.

22 giugno, A Licata i Carabinieri hanno arrestato Giuseppe Famà, 27 anni, sorvegliato speciale, perché in corso Roma ha sferrato un fendente con un cacciavite contro un poliziotto fuori servizio che lo ha sorpreso alla guida di un ciclomotore senza assicurazione e patente. Il poliziotto, ferito a un braccio, è stato medicato con 8 giorni di prognosi in Ospedale. Giuseppe Famà è stato rintracciato e ammanettato nella Villa Elena. E’ recluso ai domiciliari.

22 giugno, A Licata, in via Palma, nottetempo, una bomba molotov è stata lanciata contro il prospetto esterno di una casa abitata da un anziano pensionato. La bottiglia incendiaria si è fracassata scatenando il fuoco. Tanto spavento. Nessun ferito. Già lo scorso 17 giugno un’ altra molotov è stata lanciata, in via Stazione Vecchia, contro l’abitazione di un ex appartenente alle forze dell’ ordine.

23 giugno, I Carabinieri di Misilmeri indagano su una rapina perpetrata a Bolognetta, in provincia di Palermo, al ristorante-tabacchi “La collina”, lungo la strada statale Palermo – Agrigento. Tre banditi a volto coperto e armati, forse con delle pistole, sono entrati, hanno rubato decine di stecche di sigarette, 100 euro e quando sono stati sorpresi dai proprietari hanno sparato alcuni colpi di pistola senza ferire nessuno. Si tratterebbe della stessa banda che ha compiuto due furti a Favara. Infatti, l’automobile utilizzata, una Bmw, è stata rubata a Gela e sarebbe la stessa Bmw utilizzata come ariete per sfondare le saracinesche a Favara.

23 giugno, La Corte d’Appello di Palermo ha ridotto da 6 anni e 11 mesi a 5 anni e 10 mesi di reclusione la condanna inflitta dal Tribunale di Agrigento, a conclusione del giudizio abbreviato, lo scorso 25 luglio, a carico di Giuseppe Mulè, 47 anni, di Palma di Montechiaro, accusato di tentata estorsione a danno del farmacista agrigentino Claudio Miceli. Altri due imputati palmesi, Giovanni Alotto, 32 anni, e Calogero Amato, 41 anni, sono giudicati in ordinario. I tre si sarebbero presentati a Miceli, titolare dell’omonima farmacia a Palma di Montechiaro, come “ambasciatori di altri soggetti di Palma di Montechiaro che contano, bisognosi di qualcosa per gli amici in galera”. Altre presunte vittime delle estorsioni sono un commerciante cinese e l’imprenditore Santo Barbagallo, amministratore dei supermercati “Fortè”.

23 giugno, Nell’ agrigentino, nei pressi del bivio per Grotte, i poliziotti della Squadra mobile di Agrigento, agli ordini di Giovanni Minardi, hanno intercettato un pullman di linea in viaggio da Palermo, lo hanno seguito fino a Favara, e appena fuori dal mezzo, in via Regione Siciliana, è stato arrestato Maurizio Li Calzi, 41 anni, di Canicattì, sorpreso in possesso di 20 grammi di eroina. Li Calzi, già sottoposto all’obbligo di dimora a Canicattì, è stato ammanettato ed è recluso ai domiciliari. Il canicattinese risponderà, oltre che di detenzione di droga a fini di spaccio, anche di violazione della misura cautelare che gli è stata imposta.

23 giugno, Accogliendo le tesi dei difensori, gli avvocati Marco Padula e Daniele Re, il Tribunale di Agrigento ha assolto Gianluca Stagno, di Favara, nonostante il pubblico ministero ne avesse invocato la condanna a 8 mesi di reclusione. Stagno è stato imputato di resistenza a pubblico ufficiale allorchè a Favara, il 25 settembre 2013, ha violato l’ alt di una pattuglia dei Carabinieri e si è dileguato fuggendo. Gli avvocati Padula e Re hanno eccepito con successo che non sono stati accertati i motivi che hanno indotto Gianluca Stagno a non fermarsi all’alt, considerato anche il particolare che a bordo dell’automobile stava trasportando la moglie e la figlia piccola. E che pertanto non è escluso che egli abbia agito per stato di necessità.

23 giugno, Il Tribunale di Sciacca ha condannato Francesco Cavalcante, 35 anni, di Ribera, a 2 anni e 4 mesi di reclusione per maltrattamenti in famiglia a danno della madre. Il giudice del Tribunale di Sciacca, Luisa Intini, ha poi disposto la scarcerazione dell’imputato, giudicato in abbreviato, con divieto di avvicinamento alla madre.

23 giugno, A Favara, in via Olanda, una Renault Modus, di proprietà di una ditta di restauri ma in uso ad un operaio, ha subito un incendio. Le fiamme hanno bruciato l’auto e danneggiato anche altre 2 automobili a fianco, una Fiat Panda e una Fiat Punto di proprietà dello stesso operaio, posteggiate a pochi metri. Sul posto hanno lavorato Vigili del fuoco e Carabinieri.

24 giugno, Ad Agrigento i poliziotti della Squadra Volanti e i carabinieri della Radiomobile hanno arrestato una donna agrigentina di 35 anni perché si è allontanata dagli arresti domiciliari che sconta presso una comunità terapeutica dell’Azienda sanitaria provinciale al Viale della Vittoria. La donna, dopo l’evasione, è fuggita in auto, e, al culmine di un rocambolesco inseguimento, è stata bloccata e tratta in arresto nei pressi di contrada Petrusa, lungo la strada statale 640 Agrigento – Caltanissetta. La 35enne è stata ancora una volta trasferita agli arresti domiciliari nella stessa comunità terapeutica.

24 giugno, Il Giudice di Sorveglianza di Viterbo ha rigettato il reclamo di Francesco Ribisi, di Palma di Montechiaro, arrestato e condannato in Appello a 13 anni di carcere nell’ ambito dell’ inchiesta antimafia cosiddetta “Nuova Cupola”. L’ oggetto del reclamo di Ribisi è stata la mancanza di acqua calda nei rubinetti della cella e di illuminazione.
Ribisi, insieme ad altri 6 detenuti al 41 bis, ha presentato il reclamo sostenendo che le condizioni di vita nel carcere di Viterbo non fossero accettabili e conformi alle normative. I tecnici incaricati dal magistrato di Sorveglianza hanno compiuto accertamenti e non hanno riscontrato le lamentele dei 7 detenuti.

24 giugno, Ad Agrigento, nella zona dello stadio Esseneto, nella chiesa della Madonna della Provvidenza, è crollata un’ ampia porzione di intonaco dal soffitto. Il crollo ha investito alcuni banchi e poi il pavimento. Fortunatamente il cedimento si è scatenato nottetempo, a chiesa chiusa. E’ stato richiesto l’intervento dei Vigili del fuoco del Comando provinciale di Agrigento. E’ stato quindi compiuto un sopralluogo e, per precauzione, la chiesa è stata dichiarata inagibile in attesa che siano conclusi alcuni lavori di verifica e consolidamento. Le funzioni religiose sono celebrate nel vicino salone.

24 giugno, I Carabinieri della Compagnia di Canicattì hanno denunciato un operaio di 43 anni di Canicattì, perché, alla guida di un camion carico di un escavatore, ha danneggiato un cavalcavia in contrada Marrone e, anziché fermarsi e segnalare subito quanto accaduto, ha proseguito la sua corsa. Risponderà di attentato alla sicurezza dei trasporti, e probabilmente sarà denunciato anche dal sindaco di Canicattì, Vincenzo Corbo, per il danneggiamento al cavalcavia.

24 giugno, Ad Agrigento escalation di furti. I ladri hanno imperversato nei locali del dipartimento di Medicina veterinaria dell’Azienda sanitaria al Viale della Vittoria rubando risme di carta, poi nei locali dell’ex Poliambulatorio in via Esseneto rubando un gruppo di continuità, e poi negli uffici del Giardino botanico dove sono stati rubati 3 televisori. Indaga la Polizia.

24 giugno, Accogliendo quanto richiesto dal pubblico ministero, Santo Fornasier, il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Alfonso Malato, ha rinviato a giudizio Diego Pletto, 33 anni, di Aragona, imputato di tentato omicidio, porto ingiustificato di arma bianca e rissa aggravata, poi Luigi Luparello, 25 anni, di Porto Empedocle, imputato di rissa, che sarebbe stato accoltellato da Pletto e che ha subito 4 interventi chirurgici, e Alessio Bonsignore, 22 anni, anche lui empedoclino e imputato della violenta e sanguinosa rissa che si scatenò la sera del 23 febbraio 2013 innanzi a un locale ad Aragona.

24 giugno, A Licata, in via Nazareno Sauro, ha subito un incendio la saracinesca di una rivendita di moto e biciclette. Nottetempo, ignoti avrebbero versato della benzina sulla saracinesca ed appiccato il fuoco. Il rogo si è spento autonomamente. Indagano i Carabinieri.

25 giugno, Il maresciallo della Guardia di Finanza, Francesco Licari, residente a Canicattì, ha ricevuto nella cassetta delle lettere un messaggio di minacce con su scritto : “Noi ti consigliamo di non venire più qui a Lampedusa” . Il maresciallo Licari è testimone d’accusa al processo in corso al Tribunale di Agrigento contro alcuni presunti reati commessi da ex amministratori e tecnici del Comune di Lampedusa. La lettera di minacce è stata depositata in udienza. Il maresciallo Licari ha deposto. E in aula, in segno di solidarietà, sono stati presenti il procuratore capo Renato Di Natale, il procuratore aggiunto Ignazio Fonzo e il sostituto procuratore Salvatore Vella, oltre a numerosi colleghi della Guardia di Finanza.

25 giugno, La giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Palermo, Marina Petruzzella, a conclusione del giudizio abbreviato, ha condannato a 4 anni di reclusione l’ imprenditore Diego Gioia, 30 anni, di Canicattì. E’ stato assolto Antonio Di Gioia, 35 anni, anche lui imprenditore di Canicattì. I due imputati, difesi dagli avvocati Giovanni Castronovo e Michele Giovinco, sono stati ritenuti organici a Cosa Nostra dalla Dda di Palermo secondo cui Gioia e Di Gioia avrebbero curato la trasmissione di direttive e pizzini tra i vertici di Cosa Nostra agrigentina e quelli palermitani. Al termine della requisitoria il pubblico ministero Giuseppe Fici ha chiesto per entrambi la condanna a 8 anni di carcere ciascuno.

25 giugno, Il Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Alfonso Malato, ha disposto una perizia psichiatrica al fine di accertare se Luca Licata, 40 anni, di Favara, imputato di avere abusato sessualmente di una donna per strada, sia capace di intendere e volere e sia in grado di partecipare al processo in maniera consapevole. Sarà la psichiatra Cristina Camilleri ad esaminare l’imputato. Il 21 settembre, dopo avere terminato il proprio lavoro, riferirà in aula l’esito della perizia. Luca Licata, difeso dall’avvocato Federica Marchica, il 13 luglio 2014 avrebbe aggredito una ragazza in strada costringendola a subire atti sessuali.

25 giugno, Al Tribunale di Sciacca il pubblico ministero, Alessandro Moffa, ha chiesto la condanna a 8 anni di reclusione a carico di Valerio Zinerco, 28 anni, di Ribera, ritenuto il personaggio chiave dell’ inchiesta antidroga cosiddetta Veleno che il 16 luglio 2014 ha provocato 53 misure cautelari, tra carcere, domiciliari e obblighi di dimora. Zinerco avrebbe ceduto la dose di eroina che si sarebbe rivelata mortale per Jessica Miceli, una ragazza di Ribera di 20 anni. Lo stesso Zinerco racconta a un indagato, Salvatore Alba, 47 anni, quanto accaduto. La conversazione è stata intercettata dai Carabinieri. Valerio Zinerco è giudicato in abbreviato.

25 giugno, A Licata i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari in flagranza di reato Gabriele Calderaro, 33 anni, operaio e già sorvegliato speciale, e Luciano Vecchio, 39 anni, macellaio, sorpresi intenti a bruciare la guaina in plastica di cavi in rame adibiti al cablaggio ed al funzionamento della Stazione e della linea ferroviaria, della lunghezza totale di 1.200 metri circa, per un peso complessivo di 300 chilogrammi, il tutto appena rubato lungo i binari della stazione ferroviaria in contrada “Sant’Oliva”, sulla tratta Canicattì – Gela, da tempo bersaglio di numerosi furti di cavi in rame e materiale ferroso. I cavi sono stati recuperati e restituiti alle Ferrovie italiane.

26 giugno, A Licata, all’ Ospedale “San Giacomo d’Altopasso”, è morto Girolamo Bonvissuto, 89 anni. Mercoledì scorso, 24 giugno, il pensionato, a bordo di una Vespa lungo la statale 115, si è scontrato con un’automobile in marcia nella corsia opposta.

26 giugno, Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, innanzi al giudice per le udienze preliminari, Francesco Provenzano, hanno patteggiato la condanna una preside e 3 docenti dell’ Istituto Enrico Fermi di Licata, imputati di falsa testimonianza allorchè avrebbero testimoniato il falso per favorire un collega, Angelo Mantia, di 58 anni, accusato di abusi sessuali. Dunque, 1 anno e 8 mesi di reclusione ciascuno, pena sospesa, sono stati inflitti alla preside Maria Gabriella Malfitano, ed ai professori Federico Bona, Salvatore Di Mauro e Domenico Vella.

26 giugno, La Corte d’Appello di Palermo ha riconosciuto un danno per ingiusta detenzione e il pagamento di 6 mila euro a favore di Vincenzo Cipolla, 53 anni, di San Biagio Platani, arrestato nell’ ambito dell’ inchiesta antimafia cosiddetta “Nuova Cupola” e detenuto due giorni perché accusato di avere commesso un’estorsione insieme a Francesco Ribisi di Palma di Montechiaro e al suo braccio destro Giovanni Tarallo.

26 giugno, I Carabinieri della Tenenza di Favara hanno sorpreso e arrestato ai domiciliari, in via Perosi, nel quartiere Favara Ovest, Alessandro Nicotra, 24 anni, di Favara, intento a tranciare i cavi della pubblica illuminazione da cui ricavare il rame da rivendere poi al mercato nero. Denunciato a piede libero un complice, M B , 24 anni, di Favara.

26 giugno, A Santa Margherita Belice i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari Calogero Turano, 33 anni, sorpreso, in via Maggiore Toselli, in possesso di 11 dosi di hashish del peso complessivo di circa 20 grammi, un coltello da cucina intriso della stessa sostanza, e una cartuccia marca Fiocchi, calibro 12, illegalmente detenuta.

26 giugno, I Carabinieri della stazione di Castellarano, in provincia di Reggio Emilia, hanno denunciato una donna di 25 anni di Varese che avrebbe truffato decine di persone, anche tanti agrigentini, vendendo on line telefoni cellulari smartphone e computer che poi non ha spedito ai clienti intascando lei in anticipo i loro soldi. La ragazza, attiva su Facebook, ha utilizzato una carta pre – pagata su cui gli acquirenti hanno accreditato le somme richieste. Lei poi, dopo non avere inviato la merce, si è giustificata sostenendo che il pacco fosse stato smarrito dallo spedizioniere.

27 giugno, A Sciacca, al palazzo di giustizia, innanzi alla Giudice per le udienze preliminari, Roberta Nodari, ha patteggiato la condanna a 3 anni e 10 mesi di reclusione Giuseppe Fallea, 54 anni, di Ribera, arrestato dalla Guardia di Finanza perché avrebbe estorto denaro a un suo conoscente il quale, per pagare, avrebbe consegnato anche i soldi ricevuti per l’assistenza del proprio figlio, affetto da autismo. E’ stata la Guardia di Finanza a sorprendere Fallea con 2.000 euro appena intascati dalla vittima delle sue estorsioni che sarebbero ammontanti a circa 60mila euro. Nella sentenza è stata disposta l’immediata restituzione dei 2mila euro alla parte offesa.

27 giugno, A Palma di Montechiaro i Carabinieri hanno arrestato in flagranza di reato Gaetano Vella, 50 anni, disoccupato, allorchè nel quartiere “Arena delle Rose”, nel centro storico, Vella, in evidente stato di alterazione psicofisica, ha minacciato i suoi familiari maneggiando una pistola revolver calibro 44 Magnum, e ha danneggiato a calci l’ ingresso dell’ abitazione. I Carabinieri, nonostante la sua resistenza, lo hanno disarmato. L’ arma, clandestina, perfettamente funzionante e carica con 6 colpi inseriti nel tamburo, è stata sequestrata, e così anche un coltello a serramanico e altre 6 cartucce calibro 44 magnum.

27 giugno, La Procura di Agrigento, tramite il capo Renato Di Natale e il sostituto Andrea Maggioni, e la Guardia di Finanza hanno posto in stato di fermo il dipendente dell’Ufficio tecnico del Comune di Ravanusa, Giuseppe Gabriele, 54 anni di Licata, già inquisito e sotto processo nell’ ambito di un’ inchiesta contro presunti illeciti commessi al Comune di Lampedusa quando Gabriele è stato capo dell’ Ufficio tecnico comunale di Lampedusa. Adesso, grazie a un medico compiacente e complice, l’ ingegnere Giuseppe Gabriele, per assentarsi dal lavoro, 256 giorni dal gennaio 2014 al maggio 2015, avrebbe ottenuto 18 certificazioni mediche che sarebbero prive di reale riscontro. Alcune delle certificazioni mediche impongono visite e cure esclusivamente in Romania. E Gabriele si sarebbe recato così in Romania per gestire liberamente i propri affari. Giuseppe Gabriele è ristretto nel carcere Petrusa di Agrigento in attesa della convalida dell’ arresto.

27 giugno, A Lampedusa, in via Leonardi, i Carabinieri hanno arrestato Filippo Addamo, 20 anni, venditore ambulante, sorpreso in possesso di 14 dosi di hashish e di denaro forse provento di spaccio.

27 giugno, A Raffadali i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari Massimo Capri, 43 anni, per ricettazione allorchè sorpreso in possesso di 2 decespugliatori, 4 trapani, una saldatrice, una motosega, due idropulitrici, 2 levigatrici e 3 flex, provento di un furto compiuto il 27 ottobre 2014 presso l’abitazione di un bracciante agricolo raffadalese.

27 giugno, A Favara i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari Emanuele Di Dio, 37 anni, che sconterà 1 anno e 6 mesi di reclusione per reati di detenzione a fini di spaccio di sostanza stupefacente risalenti al 2008.

27 giugno, A Sciacca, al palazzo di giustizia, il giudice monocratico, Antonino Cucinella, ha assolto il maresciallo dei Carabinieri, Francesco Piazza, 53 anni, imputato per essersi procurato i tabulati previdenziali di una insegnante che, in graduatoria, ha preceduto la moglie di lui, collegandosi alla banda dati delle forze dell’ordine.
Il maresciallo è stato assolto dall’ accusa di trattamento illecito di dati.

27 giugno, A Canicattì i Carabinieri, allarmati dal titolare, hanno denunciato per furto aggravato una donna romena di 54 anni sorpresa a rubare generi alimentari nel supermercato MD. E un canicattinese è stato denunciato perché in possesso, a casa sua, di 60 flaconi di metadone, presunto provento di furto. Risponderà di ricettazione finalizzata alla cessione a terzi e quindi spaccio del metadone.

29 giugno, A Palma di Montechiaro, nel centro cittadino, in via Enna, nottetempo, ha subito un incendio l’ automobile, una Citroen, di proprietà di Maurilio Lombardo, 52 anni, di Palma di Montechiaro, preside dell’istituto comprensivo “Guglielmo Marconi” a Licata. Sul posto hanno lavorato Vigili del fuoco e Polizia. Indagini in corso.

29 giugno, A Sciacca, in via dei Salici, una pensionata di 74 anni ha subito lo scippo della collana che un bandito, a piedi, le ha strappato dal collo provocandole anche una caduta a terra. Il danno è stato quantificato in 500 euro. Indagano Carabinieri e Polizia.

29 giugno, Sul treno Palermo – Agrigento, in prossimità della stazione di Alia – Roccapalumba, un giovane italiano è entrato all’interno della cabina del macchinista, lo ha minacciato di morte e lo ha costretto a bloccare la corsa. I circa 30 passeggeri a bordo hanno lanciato l’allarme. Sono intervenuti i Carabinieri e, a treno vuoto per ragioni di sicurezza, sono saliti a bordo e hanno immobilizzato il responsabile, colto in evidente stato confusionale. Il treno è poi giunto a destinazione.

29 giugno, A Licata la Polizia ha arrestato Angelo Castagna, 59 anni, che sconterà 2 anni e 1 mese di reclusione per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti, reato risalente al 2011.

30 giugno, Ad Agrigento, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale, Alfonso Malato, non ha convalidato l’arresto e ha scarcerato dai domiciliari, imponendogli l’ obbligo di dimora in provincia di Agrigento e in casa dalle ore 20 alle 7, l’ ingegnere Giuseppe Gabriele, 64 anni, di Lampedusa, domiciliato a Licata e dirigente al Comune di Ravanusa, accusato dalla Procura di Agrigento di essersi assentato dal posto di lavoro con 265 giorni di malattia, grazie a 18 certificati medici ritenuti falsi. Il difensore di Gabriele, l’ avvocato Ignazio Valenza, ha documentato che davvero Gabriele è andato tante volte in Romania, dove coltiva degli interessi, per curarsi i denti.

30 giugno, A Caltanissetta, al palazzo di giustizia, la giudice per le udienze preliminari, Alessandra Giunta, a conclusione del giudizio abbreviato, ha condannato ad 1 anno e 10 mesi di reclusione Gaetano Marchese Ragona, 57 anni, di Canicattì, imprenditore, ex amministratore unico di un supermercato a San Cataldo. Marchese Ragona è imputato di estorsione ai dipendenti ed è stato arrestato dai Carabinieri del Nucleo ispettorato del lavoro di Caltanissetta. Secondo alcune segnalazioni, il commerciante, a fronte di stipendi mensili di 1.200 – 1.300 euro, avrebbe erogato ai dipendenti appena 900 euro, e che invece di un impegno settimanale di 16-20 ore avrebbe ottenuto, con minacce di licenziamento, fino a 59 ore lavorative. I Carabinieri hanno inoltre accertato l’assunzione di un dipendente in nero.

1 luglio, Lo scorso 25 marzo, la Procura di Agrigento, tramite il pubblico ministero, Andrea Maggioni, a conclusione della requisitoria, ha invocato al Tribunale la condanna a 20 anni di carcere a carico del tunisino Khaled Bensalem, 36 anni, imputato di disastro ed omicidio colposo plurimo. Bensalem, giudicato in abbreviato, sarebbe stato al timone del barcone che il 3 ottobre del 2013 si ribaltò a poche centinaia di metri dalla costa di Lampedusa, provocando 366 morti. Ebbene, adesso il Giudice per le udienze preliminari, Stefano Zammuto, ha condannato l’africano a 18 anni di carcere. L’ imputato è stato riconosciuto dai sopravvissuti come l’organizzatore del viaggio, e come colui che a ridosso di Lampedusa appiccò il fuoco a una coperta per segnalare la presenza del peschereccio e provocando invece l’ incendio e il ribaltamento della barca.

1 luglio, Il 15 maggio 2014, il Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, a conclusione del giudizio abbreviato, ha condannato a 30 anni di reclusione Antonio Baio, l’ imprenditore di Favara di 73 anni reo confesso dell’ omicidio del compaesano imprenditore Calogero Palumbo Piccionello, 65 anni, ucciso a Favara il 28 novembre 2012. Adesso, in Appello, il procuratore generale Ettore Costanzo ha chiesto la conferma della condanna di primo grado a 30 anni di carcere. La Corte d’Appello di Palermo ha respinto le richieste della difesa di Baio di riaprire l’ istruttoria dibattimentale e di compiere ulteriori perizie psichiatriche, ritenendole non utili e necessarie ai fini della decisione. Pertanto si procede verso sentenza.

1 luglio, Il Tribunale di Sciacca ha condannato a 4 mesi di reclusione, pena sospesa, e a un’ammenda di 2.260 euro, Miriam Gambino, 22 anni, di Sciacca, per atti osceni in luogo pubblico, perché, forse per sfregio, ha urinato sotto casa di un’altra donna e poi si è denudata, e per guida senza patente di un ciclomotore.

1 luglio, Nell’ ambito dell’ inchiesta sui giorni di assenza dal lavoro per malattia del dirigente comunale di Ravanusa, Giuseppe Gabriele, la Procura e la Guardia di Finanza di Agrigento indagano non solo Gabriele ma anche il medico, Armando Antona, che avrebbe firmato i certificati medici incriminati, e poi 7 tra dirigenti e funzionari del Comune di Ravanusa che avrebbero omesso i dovuti controlli : Sebastiano Alesci, capo dell’ Ufficio tecnico di cui Gabriele è dipendente, il segretario comunale Laura Tartaglia, l’ex segretario comunale Giuseppe Vella, il responsabile di posizione organizzativa Rocco Erba, e i responsabili dell’Ufficio personale che si sono alternati fra il gennaio del 2014 e lo scorso maggio, Concetta Maria Surrenti, Giuseppe Aronica e Domenico Ninotta.

1 luglio, Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, il pubblico ministero, Matteo Delpini, a conclusione della requisitoria nell’ ambito di una inchiesta del Commissariato di Porto Empedocle per spaccio, soprattutto di subutex, tra Agrigento e Porto Empedocle, ha chiesto la condanna a 2 anni di reclusione per Roberto Tonino Greco, 54 anni, di Agrigento, poi 10 mesi per Salvatore Tuttolomondo, 31 anni, di Porto Empedocle, e poi 6 mesi per Alfonso Iacono, 55 anni, di Porto Empedocle. L’ assoluzione è stato chiesta per Antonio Gastoni, 36 anni, di Porto Empedocle, e per Carmelo Fratacci, 22 anni, di Porto Empedocle.

1 luglio, Lo scorso 25 giugno i Carabinieri della Tenenza di Favara hanno arrestato ai domiciliari Alessandro Nicotra, 24 anni, di Favara, per tentato furto dei cavi dell’ illuminazione pubblica in via Perosi, nel quartiere Favara Ovest. Ebbene, come rileva il difensore di Nicotra, l’ avvocato Salvatore Cusumano, la pubblico ministero, dottoressa Faga, lo stesso giorno 25 giugno ha revocato, di sua iniziativa, la misura degli arresti domiciliari restituendo la libertà a Nicotra. E poi, il 30 giugno, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale, Alfonso Malato, a seguito dell’udienza di convalida dell’arresto, accogliendo le istanze dello stesso avvocato Cusumano, non ha convalidato l’arresto di Alessandro Nicotra perchè ritenuto illegittimo ovvero per assenza dello stato di flagranza o quasi flagranza.

1 luglio, La Procura di Agrigento, tramite la pubblico ministero Antonella Pandolfi, ha chiesto il rinvio a giudizio di 9 imputati : Giovanni Gallicchio, 61 anni, rappresentante legale della Sapio Life, e Carlo Raise, 48 anni, responsabile area sud della stessa società Sapio Life, e poi di 7 componenti della commissione provinciale della Cassa integrazione e guadagni, Loredana Bongiovì, 53 anni, Francesco Mossuto, 59 anni, Giovanni Manganella, 60 anni, Umberto Nero, 63 anni, Domenico Galvano, 39 anni, Vittorio Laiola, 61 anni, e Cosimo Gigantesco, 66 anni. L’inchiesta è frutto di una indagine dell’Ispettorato del Lavoro e della Guardia di Finanza di Agrigento. Nel mirino vi sono state 4 domande di cassa integrazione per lavoratori, con una presunta truffa di poco più di 6mila euro. I responsabili della Sapio Life avrebbero chiesto all’Inps un’integrazione salariale sostenendo di avere subito un calo nella produzione nello stabilimento di Favara. Secondo gli investigatori, invece, non vi sarebbe stato alcun calo.

1 luglio, Ad Agrigento, la Polizia, lungo la strada statale 640, ha sorpreso un extracomunitario alla guida di un furgone con un carico di circa 60 chili di rame, di cui non ha saputo indicare la provenienza. Il rame, tra cavi elettrici e pezzi di metallo, è stato scoperto all’interno di sacchi e si presume che si tratti di refurtiva. L’ immigrato è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Agrigento per l’ipotesi di reato di ricettazione.

1 luglio, Il questore di Agrigento, Mario Finocchiaro, ha firmato il cartellino giallo dell’ ammonimento per stalking a una donna di 46 anni di Agrigento che non si è rassegnata alla fine di un rapporto e avrebbe iniziato a tormentare l’ex compagno, un 50enne agrigentino, tra sms, telefonate, appostamenti e pedinamenti. La moglie del 50enne, padre di 2 figli, ha scoperto la tresca, e lui non ha voluto più incontrare l’amante, che invece avrebbe voluto stabilizzare la relazione.

2 luglio, La Cassazione ha confermato il sequestro del “Borgo Scala dei Turchi”, il complesso residenziale a Realmonte già sequestrato dalla Procura della Repubblica di Agrigento alla “Co.Ma.Er”, la società di Siracusa che ha iniziato i lavori per costruire il villaggio turistico di lusso a poca distanza dalla marna bianca di Scala dei Turchi. La Cassazione, sciogliendo la riserva sul ricorso presentato dai legali dei titolari della ditta siracusana, lo ha dichiarato inammissibile, e ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali.

2 luglio, A seguito della segnalazione di alcuni diportisti, una motovedetta della Guardia costiera di Porto Empedocle ha recuperato un cadavere a circa 3 miglia dal porticciolo di San Leone, nella zona conosciuta come “Vasciu Funnu”. Verosimilmente si tratta di un immigrato.

2 luglio, Nell’ ambito dell’ inchiesta anti usura a Porto Empedocle cosiddetta “Easy Money”, i sostituti procuratori di Agrigento, Carlo Cinque e Alessandro Macaluso, hanno chiesto e ottenuto dal Tribunale il giudizio immediato per il reato di calunnia a carico dell’ ex sindaco di Porto Empedocle, Paolo Ferrara, che sarà giudicato il prossimo 2 ottobre dal giudice monocratico Ermelinda Marfia. Nel capo di imputazione si legge : “Paolo Ferrara, con denuncia presentata il 19 luglio 2014 alla Squadra Mobile di Agrigento, incolpava Stefano La Rocca e Stefano Monticciolo del delitto di usura pur essendo consapevole della loro innocenza, reato in ordine al quale veniva emesso in data 23 dicembre 2014 decreto di archiviazione dal Gip di Agrigento”.

2 luglio, A Licata i Carabinieri e la Polizia hanno arrestato Giuseppe Cantavenere, 47 anni, carpentiere e appassionato di armi, perché, in via Palma, al culmine di una discussione per futili motivi, ha sparato una decina di colpi di pistola contro due giovani fratelli suoi vicini di casa, Angelo Brancato, 45 anni, e Ivan Brancato, 30 anni. Angelo è stato raggiunto da 2 proiettili al torace. Ivan è stato gambizzato. I fratelli Brancato sono stati soccorsi all’ ospedale San Giacomo d’Altopasso a Licata. Sono feriti gravemente ma non a rischio vita.

2 luglio, A Casteltermini, in piazza Duomo, 4 banditi hanno tentato di rapinare l’ Ufficio Postale. Incappucciati e verosimilmente armati hanno maneggiato su due porte blindate dietro il locale. Alcuni impiegati hanno udito i rumori e affacciandosi si sono accorti di loro. E’ stato lanciato l’allarme al 112. I rapinatori sono fuggiti a bordo di una Fiat Uno, risultata rubata poche ora prima nel centro cittadino di Casteltermini.

2 luglio, Ad Agrigento, al Villaggio Mosè, lungo viale Leonardo Sciascia, alcuni pezzi di cornicione di una palazzina di 4 piani si sono distaccati dalla parete. Calcinacci e detriti sono precipitati non ferendo nessuno ma danneggiando due automobili parcheggiate nel piazzale a ridosso dell’edificio. Sul posto hanno lavorato i Vigili del fuoco, che hanno rimosso altre parti pericolanti, ripristinando sicurezza.

2 luglio, Sono state depositate le motivazioni della sentenza emessa dalla sezione del Tribunale di Agrigento presieduta da Giuseppe Melisenda Giambertoni il 31 marzo scorso 2015 e che ha condannato a 1 anno di reclusione, per abuso d’ufficio, l’ex presidente della Provincia di Agrigento, Eugenio D’Orsi, nell’ ambito dell’ inchiesta sui rimborsi pagati a spese dell’ente. Tra le pagine delle motivazioni, tra l’altro, in riferimento a D’Orsi i giudici scrivono: “Approfittatore della propria posizione, ma al tempo stesso da lodare perché ha ridotto la spesa pubblica. Emerge l’esclusivo proposito dell’imputato di approfittare della propria posizione per farsi spesare esborsi effettuati per fini personali, ancor più evidente e carico di iattanza nel caso di consumazioni di pochi euro”.

2 luglio, A Canicattì i Carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile hanno arrestato Rosario Di Gioia, 45 anni, di Canicattì, perché nel suo fondo agricolo, in contrada Sciabani, nelle campagne intorno a Naro, all’interno di una rudimentale serra i militari hanno scoperto in coltivazione 19 piante di marijuana, e nella casa rurale è stato sequestrato anche un involucro contenente 10 grammi di hashish ed un bilancino di precisione. Poi, dentro casa di Di Gioia sono state scoperte e sequestrate una pistola calibro 7,65 e 36 cartucce dello stesso calibro illegalmente detenute.

3 luglio, I Carabinieri, impegnati in un appostamento, hanno sventato un furto sui binari della linea ferroviaria di contrada Mangiova, nelle campagne di Butera. In manette Angelo Truisi, 39 anni, Vincenzo Carusotto, 54 anni, e il romeno Nicolae Popilian Bughianu, 23 anni, tutti residenti a Licata. I 3 sono stati sorpresi a smantellare centinaia di bulloni e altro materiale di raccordo della strada ferrata. La refurtiva, già in parte caricata su un furgone Fiat Doblò, è stata recuperata, per oltre 150 chili di materiale ferroso. La Procura di Gela ha disposto gli arresti domiciliari a carico dei 3 licatesi.

3 luglio, Accogliendo le tesi dei difensori, gli avvocati Daniele Re e Marco Padula, la giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Maria Alessandra Tedde, ha assolto con formula piena, “perchè il fatto non sussiste”, Gianluca Campitelli, 40 anni, di Porto Empedocle, imputato di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali e rapina, con la presunta aggravante dell’ubriachezza abituale. Il pubblico ministero ha invocato 1 anno di reclusione. Gli avvocati Daniele Re e Marco Padula hanno eccepito che non è stata provata oltre ogni ragionevole dubbio la penale responsabilità di Campitelli.

3 luglio, La Capitaneria, la Polizia e la Guardia di Finanza di Porto Empedocle hanno sequestrato 6 barche ancorate abusivamente nel mare di Capo Rossello a Realmonte, sotto il faro, in zona peraltro sottoposta, per motivi di sicurezza e tutela della pubblica incolumità, ad interdizione al transito ed alla sosta per pericolo di crolli del tratto di scogliera soprastante.

3 luglio, A Licata ha subito un incendio l’automobile di un commerciante, una Opel Agila, parcheggiata in via Roberto Incandela, di un licatese di 54 anni, proprietario di una rosticceria in via Palma. Sul posto hanno lavorato Vigili del fuoco e Carabinieri.
E alla periferia di Ragusa il fuoco ha bruciato 2 mezzi meccanici di una impresa di Agrigento, a lavoro da meno di 24 ore dopo aver vinto l’appalto per il recupero della discarica in contrada Pozzo Bollente. Indaga la Polizia.

3 luglio, A Favara i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari A S 22 anni e G S 24 anni sorpresi in possesso, in un casolare rurale in contrada Gibisa, di 7,2 grammi di hashish, 9 piante di canapa indiana tra i 50 e i 90 centimetri, una lampada alogena, un bilancino di precisione e un cutter. Il tutto è stato sequestrato.

4 luglio, Un operaio di Porto Empedocle, Dario Gangarossa, 24 anni, è morto vittima di un incidente stradale in Veneto, lungo la statale cosiddetta “Romea”, nei pressi di Taglio di Po. Gangarossa, a bordo di una moto Ducati, si è schiantato contro una Smart condotta da un 23enne di Taglio di Po. Il motociclista è stato trasportato in ospedale dove è morto poco dopo il ricovero. Dario Gangarossa, dipendente della Finpesca, da tempo trapiantato in Polesine con la famiglia, ha vissuto a Porto Viro, in provincia di Rovigo, rientrando spesso a Porto Empedocle.

4 luglio, Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, a conclusione della requisitoria, il pubblico ministero Alessandro Macaluso ha chiesto la condanna a 14 anni di reclusione, con le attenuanti generiche, a carico di Pietro Falzone, 56 anni, di Porto Empedocle, imputato dell’ omicidio del figlio Marco, 24 anni, accoltellato lunedì 26 maggio 2014 dentro casa, in via Turati, nel quartiere dei Grandi Lavori, al culmine di un violento litigio. Secondo il pm Macaluso, è stato omicidio volontario : Falzone non ha colpito il figlio per legittima difesa. Il giudice giudicante, Alfonso Malato, ha rinviato il processo al 13 luglio, giorno in cui emetterà la sentenza.

4 luglio, I poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento, agli ordini di Giovanni Minardi, e i poliziotti del Commissariato di Licata, diretti da Marco Alletto, in collaborazione con la Squadra mobile nissena, hanno arrestato Fabio De Bilio, 26 anni, di Riesi, in provincia di Caltanissetta, sorpreso in possesso di 30 grammi di cocaina, 350 grammi di hashish e di 42 cartucce calibro 7,65 inesplose. De Bilio, con precedenti penali specifici per reati concernenti la detenzione a fini di spaccio di stupefacenti, è un imprenditore nel settore dei lavorati in alluminio. La droga è stata scoperta a seguito di una perquisizione presso l’azienda di Fabio De Bilio, in via San Salvatore, a Riesi.

4 luglio, Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, ha rinviato a giudizio il tabaccaio di Grotte Roberto Chiarenza, 51 anni, accusato di stalking a danno di un collega e di due donne. L’ uomo avrebbe interrotto una relazione con una romena che poi sarebbe stata la compagna di un altro commerciante. E allora il tabaccaio, con lettere anonime e fotografie, avrebbe perseguitato il commerciante e la romena, e poi avrebbe fomentato la moglie del commerciante svelandole la tresca.

4 luglio, Innanzi al Tribunale di Sciacca ha patteggiato la condanna a 2 anni e 10 mesi di reclusione Antonino Perricone, 30 anni, di Villafranca Sicula. Il 23 dicembre 2014, i poliziotti del Commissariato di Sciacca, agli ordini del vice questore, Cesare Castelli, e i Carabinieri della Compagnia di Sciacca hanno arrestato Perricone, presunto autore di numerosi incendi e danneggiamenti, successivi al furto, nelle villette estive nelle contrade San Giorgio, Lumia e Makauda. Perricone avrebbe imperversato in almeno 14 villette dell’area costiera di Sciacca provocando – dopo i furti e, forse per cancellare tracce – delle esplosioni aprendo la bombola del gas e piazzando degli inneschi come candele o stracci accesi. Il perito nominato dal giudice del Tribunale di Sciacca, Roberta Nodari, ha confermato, in sede di incidente probatorio, la semi infermità mentale dell’ imputato.

6 luglio, Ad Agrigento, al Villaggio La Loggia, tra Villaggio Mosè e Naro, in una casa – comunità di accoglienza, alcuni immigrati, perché poco propensi all’ integrazione e alla convivenza tra etnie diverse, si sono azzuffati e tra i rissanti è saltato fuori anche un coltello. Il personale che opera nel centro di accoglienza ha subito allarmato i Carabinieri che, con difficoltà, hanno raffreddato gli immigrati surriscaldati. Quattro ospiti della comunità sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Agrigento per il reato di rissa.

6 luglio, A Canicattì la Polizia, un mese dopo quanto accaduto, ha scoperto e denunciato, per lesioni personali e ingiurie, 4 romeni autori di una violenta aggressione in piazza San Diego a danno di un loro connazionale. Il ferito fu costretto al ricovero all’ Ospedale di Canicattì con prognosi di 20 giorni.

6 luglio, A Naro, in via Cilia, nel centro storico, un gruppo di romeni, verosimilmente ubriachi, si sono azzuffati, e uno, un trentenne pregiudicato, è stato ferito da una coltellata. I Carabinieri della locale stazione hanno denunciato 5 romeni, nullafacenti e domiciliati a Naro, tra i 17 e i 25 anni di età. Recuperato e sequestrato un coltello lungo 30 centimetri, ancora intriso di sangue.

6 luglio, A Ribera, nel tratto di mare antistante la spiaggia di Seccagrande, è morto annegato un pensionato di 74 anni di Ribera, Vincenzo Borsellino. Inutili sono state le pratiche di rianimazione ad opera del personale medico del 118. Secondo il medico legale, l’anziano è deceduto per annegamento a seguito di un arresto cardio-circolatorio.

6 luglio, I Carabinieri del Nucleo radiomobile di Agrigento hanno arrestato un cittadino extracomunitario domiciliato ad Agrigento, sorpreso, a seguito di perquisizione personale e domiciliare, in possesso di 100 grammi di hashish e marijuana suddivisi in 11 involucri, un cutter intriso di sostanza stupefacente, e 265 euro, forse provento di spaccio. Il tutto è stato sequestrato.

7 luglio, Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, il pubblico ministero, Matteo Delpini, ha chiesto il rinvio a giudizio dei presunti responsabili di un furto e di una violenta aggressione a Grotte, in via Luna, dove, durante la notte tra il 6 e 7 giugno 2014, i 3 avrebbero rubato il carburatore dal serbatoio di una Moto Ape Piaggio parcheggiata e poi, sorpresi dal proprietario, lo avrebbero aggredito con calci e pugni, provocandogli lesioni e contusioni, con prognosi di 30 giorni. Si tratta di Dimitru Gherghisan, 31 anni, originario della Romania e residente a Grotte, Roberto Mandrice, 33 anni, di Agrigento, e Amedeo Stagno, 25 anni, di Favara. A incastrare i 3 sarebbero state le immagini registrate da alcune telecamere del sistema di videosorveglianza installate nei pressi della zona teatro dell’ aggressione.

7 luglio, A Casteltermini i Carabinieri della Compagnia di Cammarata hanno arrestato 3 pregiudicati in trasferta da Palermo, per furto aggravato in concorso. Si tratta di Francesco Fragale, 27 anni, Francesco Avvenimenti, 19 anni e Gaetano La Vecchia, 22 anni. I 3 sono stati sorpresi all’interno della dismessa fabbrica Italkali, nell’area industriale di Casteltermini, a bordo del loro furgone, intenti ad asportare materiale ferroso e acciaio per 15 quintali circa, per un valore complessivo di almeno 1.500 euro. Sequestrati anche vari attrezzi da scasso.

7 luglio, I Carabinieri della Radiomobile di Canicattì hanno arrestato a Grotte, a bordo del pullman in viaggio da Palermo, i fratelli Roberto Li Calzi, 37 anni, e Alessandro Li Calzi, 28 anni, di Canicattì, che, accortisi dei militari, hanno tentato di nascondere un involucro con dentro 50 grammi di eroina pura. I due Li Calzi, già con precedenti per droga, sono reclusi ai domiciliari.

7 luglio, La sezione penale del Tribunale di Agrigento, presieduta da Giuseppe Melisenda Giambertoni, ha condannato Giuseppe Grillo, 57 anni, di Licata, a 12 anni di reclusione, e Adriana Maria Radulescu, intesa Cristina, 30 anni, a 9 anni di carcere. Grillo e Radulescu, originaria della Romania e da tempo residente a Licata, sono imputati nell’ ambito dell’ inchiesta cosiddetta “ Lenone”, per sfruttamento della prostituzione e favoreggiamento della immigrazione clandestina.

7 luglio, Ad Agrigento gli agenti della Polizia Stradale, diretti dal comandante Andrea Giuseppe Morreale, nel corso di un controllo in via Crispi, hanno sequestrato in un furgone condotto da un uomo del Bangladesh diversi giocattoli privi di marchio “Ce” o con marchio contraffatto, oltre accessori per cellulari e tablet. L’extracomunitario è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Agrigento per tentata truffa commerciale.

8 luglio, Delibera di incarico e contratto di lavoro ad un esterno : la Procura di Sciacca notifica l’ avviso di conclusione delle indagini a 5 sindaci agrigentini.
Chi sono gli indagati ?
Gli indagati sono il sindaco di Alessandria della Rocca, Alfonso Frisco, il sindaco di Bivona, Giovanni Panepinto, il sindaco di Cianciana, Santo Alfano, il sindaco di San Biagio Platani, Filippo Bartolomeo, il sindaco di Santo Stefano di Quisquina, Francesco Cacciatore, e poi Vincenzo Marinello, già presidente dell’ Ato rifiuti Sogeir, e Salvatore Re.
E i 7 indagati da chi sono indagati ?
Sono indagati dalla Procura della Repubblica di Sciacca, che ha notificato ai 7 l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, anticamera, entro 20 giorni, della richiesta di rinvio a giudizio.
E perché i 7 sono indagati ?
Sono indagati per abuso d’ufficio aggravato in concorso tra di loro.
Si spieghi meglio…
I sindaci Frisco, Panepinto, Alfano, Bartolomeo e Cacciatore, che sono anche componenti dell’ Unione dei Comuni Platani – Quisquina – Magazzolo, di cui Alfonso Frisco è presidente, hanno assegnato a Vincenzo Marinello l’ incarico di responsabile del settore finanziario dell’ Unione dei Comuni Platani – Quisquina – Magazzolo. La delibera di affidamento dell’ incarico è la numero 19 del 9 novembre 2013, e l’ 11 novembre 2013 è stato stipulato tra l’ Unione dei Comuni e Vincenzo Marinello un contratto di lavoro a tempo determinato e orario parziale, regolarmente retribuito.
E allora ?
E allora la delibera e il contratto violano le norme del regolamento di funzionamento dell’ Unione Platani – Quisquina – Magazzolo e le norme del testo unico Enti locali che vietano all’ amministrazione di ricorrere a personale esterno tramite nuovi contratti di lavoro per incarichi come l’ incarico affidato a Marinello.
E Salvatore Re perché è indagato ?
Perché, come segretario e dirigente del settore amministrativo dell’ Unione dei Comuni Platani – Quisquina – Magazzolo, Salvatore Re ha espresso parere favorevole sulla regolarità della delibera incriminata e l’ ha firmata.
E Vincenzo Marinello ?
Marinello avrebbe istigato la condotta degli altri, ricavandone un beneficio illecito.

8 luglio, A Favara, in Corso Vittorio Veneto, all’ interno di un centro d’ accoglienza, si è scatenata una violenta rissa tra africani. Tre migranti dalla Nigeria sono stati accoltellati di cui 2 gravemente. La zuffa prima si è scatenata fuori al balcone e poi dentro. Alcuni passanti si sono accorti di quanto fosse in corso, e hanno allarmato i Carabinieri. Alcuni migranti sarebbero fuggiti. Altri sono stati arrestati dai militari della locale Tenenza e della Compagnia di Agrigento coordinati da Gabriele Treleani e Giuseppe Asti. I feriti sono stati soccorsi in Ospedale, al San Giovanni di Dio, ad Agrigento.

8 luglio, Ad Agrigento, al Viale della Vittoria, un insegnante di 53 anni “colpevole”, tra virgolette, di avere rimproverato alcuni ragazzi alla guida folle e irresponsabile di motociclette, è stato aggredito e picchiato da uno dei centauri. L’aggressore è stato poi bloccato dai Carabinieri in via Crispi e denunciato. L’ insegnante è stato trasportato al pronto soccorso dell’ Ospedale San Giovanni di Dio, dove i medici gli hanno riscontrato la frattura di una costola e un trauma cranico.

8 luglio, A Calamonaci, in provincia di Agrigento, un uomo di 40 anni, F M sono le iniziali del nome, muratore, intento a spegnere un incendio in un casolare di campagna è stato investito dalle fiamme. Un altro agricoltore ha prestato i primi soccorsi. L’uomo è stato trasportato all’ospedale “Fratelli Parlapiano” a Ribera. I medici, a causa delle gravi ustioni, lo hanno trasferito in elisoccorso al centro ustioni di Catania.

8 luglio, Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, accogliendo quanto richiesto dal pubblico ministero Matteo Delpini, ha disposto il giudizio immediato a carico di Salvatore Lo Cicero, 67 anni, di Racalmuto, pensionato, arrestato dai Carabinieri lo scorso 27 gennaio perché sorpreso nel corso di una perquisizione nel proprio fondo agricolo, in contrada “Fra Paolo”, nelle campagne di Racalmuto, in possesso di un revolver calibro 38 special in buono stato d’uso, con marca e matricola abrasa, e 18 cartucce della stessa arma.

8 luglio, La giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Ermelinda Marfia, accogliendo le istanze del difensore, l’ avvocato Gianfranco Pilato, ha emesso sentenza di non doversi procedere a favore di Calogero Sacco, di Porto Empedocle, commerciante, accusato di violenza e minaccia a pubblico ufficiale allorchè il 5 gennaio 2012, a Porto Empedocle, si è scagliato con frasi offensive contro due poliziotti intenti a multare il figlio per violazione del codice della strada. Il pubblico ministero ha invocato la condanna a 1 anno di reclusione. L’ avvocato Gianfranco Pilato ha invece eccepito che il comportamento di Calogero Sacco configura il reato di minaccia semplice, che è un reato procedibile a querela di parte, e la querela è mancante. E quindi ecco la sentenza di non doversi procedere per mancanza della condizione di procedibilità.

9 luglio, I Carabinieri della Compagnia di Licata e i militari del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Agrigento, nell’ambito di un piano di servizi finalizzati alla prevenzione e repressione del fenomeno del “lavoro nero” nel settore dell’agricoltura, hanno concluso delle operazioni di ispezione presso 3 imprese agricole, tra Licata e Campobello di Licata. Sono stati scoperti ben 10 braccianti agricoli sprovvisti di un regolare contratto di assunzione. Tra i 10 vi sono anche due cittadini albanesi sprovvisti di un regolare permesso di soggiorno. Ai titolari delle aziende agricole sono state inflitte sanzioni amministrative per circa 63mila euro, ed è stata disposta la sospensione di 3 attività di impresa. Inoltre un datore di lavoro è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Agrigento per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, in riferimento ai due braccianti agricoli albanesi, che sono stati accompagnati successivamente presso il centro di identificazione ed espulsione di Pian del Lago a Caltanissetta.

9 luglio, Sono adesso definiti gli esiti sanitari e giudiziari della violenta rissa che si è scatenata a Favara in un centro di accoglienza in corso Vittorio Veneto. Un nigeriano è stato arrestato dai Carabinieri, e altri due suoi connazionali sono stati denunciati. I 3, che hanno usato anche dei coltelli, risponderanno dei reati di lesioni, minaccia, resistenza a pubblico ufficiale e porto di oggetti atti ad offendere. Gli stessi nigeriani, feriti dalle coltellate, sono stati soccorsi in ospedale, ad Agrigento.

9 luglio, A Canicattì i Carabinieri sono intervenuti perché è stata segnalata la presenza di un rom lungo le strade cittadine in possesso di un grosso coltello. Il rom è stato condotto in caserma e si è scagliato contro la vetrata del gabbiotto, spaccandola e ferendosi. Nonostante ciò ha raccolto un coccio di vetro e ha minacciato i militari. E’ stato arrestato.

9 luglio, Al Tribunale di Agrigento ha patteggiato la condanna a 1 anno e 8 mesi di carcere, pena sospesa, un ragazzo agrigentino di 24 anni imputato per avere intrattenuto rapporti sessuali con una ragazzina di 13 anni. Lui si è sempre difeso sostenendo di non essere stato mai al corrente dell’età della ragazzina, conosciuta in una spiaggia tra Palma di Montechiaro e Licata, e che la ragazza dimostrava molto più dei suoi 13 anni. Di avviso contrario è stata la Procura di Agrigento, secondo cui il giovane ha consumato rapporti completi consapevole dell’ età di lei.

10 luglio, A Licata una busta in plastica contenente una bottiglia con del liquido infiammabile, verosimilmente benzina, due cartucce di fucile da caccia, e una lettera di minacce è stata recapitata a Calogero Scrimali, consigliere comunale eletto nella lista “Licata in crescita”. Scrimali ha scoperto la busta innanzi al cancello della sua abitazione in contrada Tufarello, alla periferia di Licata.
Nel foglio gli è stato “consigliato di ritirarsi dalla scena politica”. Calogero Scrimali, candidato a sostegno del candidato sindaco Giuseppe Galanti, è stato il secondo degli eletti alle scorse amministrative, con 259 voti.

10 luglio, Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, la sezione penale del Tribunale presieduta da Luisa Turco, ha inflitto 4 anni di carcere a Enrico D’Elia, 41 anni, di Agrigento, imputato di bancarotta fraudolenta perché avrebbe distratto fondi per oltre 700mila euro, e di truffe a danno di clienti e creditori. Si tratta dell’inchiesta sul fallimento della concessionaria Mercedes ad Agrigento. D’Elia è stato ritenuto dai giudfici amministratore di fatto della società, anche se ufficialmente è stato l’addetto alle vendite. Il pubblico ministero ha invocato la condanna a 6 anni di carcere. Leonarda Giglio, 51 anni, amministratrice della concessionaria, ha già definito la propria posizione patteggiando la condanna a 2 anni di reclusione.

10 luglio, Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, innanzi al Giudice per le udienze preliminari del Tribunale, Luigi Petrucci, la pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, Alessia Sinatra, a conclusione della requisitoria, ha chiesto la condanna a 5 anni di carcere a carico dell’ operaio agrigentino Giuseppe Cacciatore, 45 anni, imputato perché avrebbe minacciato un posteggiatore abusivo per intimorirlo e costringerlo a ritrattare le accuse contro il fratello dello stesso Cacciatore, Vincenzo, inquisito per mafia. Accogliendo quanto richiesto dal difensore di Giuseppe Cacciatore, l’avvocatessa Serena Gramaglia, il giudice ha disposto alcuni accertamenti acquisendo gli atti del procedimento riguardanti il posteggiatore presunto minacciato e costretto a mentire perché minacciato.

10 luglio, La Corte d’Appello di Palermo ha ridotto a 4 anni di reclusione la condanna a 12 anni e 6 mesi inflitta in primo grado all’ imprenditore di Ribera, Carmelo Marotta, per il quale il reato di associazione mafiosa è stato riqualificato in favoreggiamento. Marotta ha già scontato la condanna di 4 anni nell’ ambito dell’ inchiesta “Maginot” contro un gruppo di presunti fiancheggiatori del boss latitante Giuseppe Falsone, poi arrestato in Francia. Adesso Marotta è detenuto per intestazione fittizia di beni e bancarotta fraudolenta in concorso a seguito di altre indagini sostenute dalla Procura e dai Carabinieri di Sciacca.

10 luglio, A Licata la Guardia di Finanza ha arrestato Diego Nastasi, 59 anni, sorpreso in possesso di 2 involucri contenenti complessivamente 22,60 grammi di cocaina. Nastasi è stato bloccato lungo la strada statale 115, in territorio di Licata, a bordo della sua automobile. Due cani antidroga hanno fiutato lo stupefacente. Il licatese è ristretto ai domiciliari.

10 luglio, La Guardia di Finanza di Caltanissetta ha compiuto l’ operazione cosiddetta “Free diesel”, contro la vendita illecita di carburante agricolo, acquistato a prezzo agevolato perché a fini agricoli, e poi invece rivenduto a privati e aziende non titolate ad accedere all’acquisto agevolato. Il business, tra le province di Caltanissetta, Enna, Agrigento, Catania e Ragusa, avrebbe provocato una truffa allo Stato di circa 7 milioni di euro, tra mancato pagamento di accise e iva. I finanzieri, conclusa l’indagine, hanno stimato un consumo in frode di circa 14 milioni di litri di gasolio agricolo agevolato.

10 luglio, A Canicattì, in periferia, 3 banditi travisati al volto, armati, giunti a bordo di una Fiat Panda, hanno minacciato i dipendenti e hanno rapinato il denaro in cassa al distributore di benzina Q8 in contrada Madonna dell’Aiuto. Il bottino ammonterebbe a circa 4mila euro. Indagano i Carabinieri. L’ automobile è stata scoperta abbandonata nelle campagne.

10 luglio, Ad Agrigento i Carabinieri della stazione del Villaggio Mosè hanno denunciato alla Procura, per furto aggravato e ricettazione, D V sono le iniziali del nome, 26 anni, di Trapani, giostraio, perché, come risulta dalle immagini delle telecamere del sistema di video sorveglianza, ha rubato un televisore al ristorante pizzeria “Il Ciliegino” a San Leone. All’ uomo è stato sequestrato non solo il televisore ma anche un tablet rubato a Sciacca il 29 giugno scorso.

11 luglio, Nell’ agrigentino ha colpito ancora una volta la banda della testa di ariete. Infatti, dopo rapine e furti a distributori di benzina e rivendite di tabacchi, adesso nel mirino è stato ad Agrigento, in contrada San Michele, nei pressi dell’ ospedale, il supermercato Eurospin. I malviventi hanno utilizzato un carro attrezzi rubato a Favara, hanno sfondato prima il cancello d’ingresso e poi la saracinesca del supermercato, sono entrati dentro, hanno sradicato la cassaforte ma non sono riusciti a portarla via, abbandonandola nel piazzale del supermercato, insieme al carro attrezzi. I ladri sono scappati a mani vuote, ma ingenti sono stati i danni al supermercato. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Agrigento. Sotto esame sono le immagini delle telecamere dell’impianto di sorveglianza.

11 luglio, A Lampedusa sono stati recuperati i 3 tunisini che si sono barricati dentro una grotta, in contrada Grottacce, verosimilmente timorosi dell’ applicazione delle normative sull’ immigrazione. I 3 nordafricani, giunti sull’ isola con altri 7 connazionali, hanno tentato così di sfuggire alle procedure di identificazione e di eventuale rimpatrio. Durante le trattative, uno dei 3 dentro la grotta ha lanciato una pietra contro un Carabiniere, lievemente ferito e medicato al Poliambulatorio. Il tunisino rischia adesso la denuncia per lesioni. I 3 sono stati condotti nel centro di accoglienza in contrada Imbriacola. Saranno rimpatriati.

11 luglio, La giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Katia La Barbera, ha assolto, “perchè il fatto non sussiste”, Pasqualino Lombardo, 60 anni, di Agrigento, pensionato, imputato di aver esercitato abusivamente e senza relativa abilitazione statale la professione di farmacista. Nel febbraio 2013, Lombardo è stato sorpreso in possesso di parecchie confezioni di farmaci antipsicotici, ed è stato denunciato per “esercizio abusivo della professione di farmacista”. I difensori, gli avvocati Daniele Re e Marco Padùla, hanno eccepito con successo che i farmaci accumulati nella dispensa domestica di Pasqualino Lombardo sono stati regolarmente prescritti perché lui stesso risulta affetto da una patologia psichiatrica e ha bisogno di costanti cure. E Lombardo non li ha mai ceduti nè venduti a terzi in nessuna circostanza.

11 luglio, La giudice monocratico del Tribunale di Sciacca, Cinzia Alcamo, accogliendo anche la richiesta di assoluzione del pubblico ministero Alessandro Moffa, ha assolto, “perché il fatto non sussiste”, Giovanna Infantone, puericultrice della Casa di Salute Attardi a Santo Stefano di Quisquina. La donna, difesa dall’ avvocato Giovanni Vaccaro, è stata imputata perché nel marzo del 2008 un neonato, 22 ore dopo la nascita, è stato colpito da una crisi respiratoria e da una sub cianosi, e, nonostante il trasferimento ad Agrigento e poi il rientro in clinica, è morto. La denuncia dei familiari, l’ autopsia, le indagini : è stato ipotizzato che la puericultrice Infantone, durante la notte, non si fosse attivata per controllare il neonato e allarmare il medico di guardia.

11 luglio, A Siculiana i Carabinieri hanno denunciato 4 persone, 2 di Siculiana e 2 di Palermo, per tentata truffa in concorso e falso ideologico commesso da privato. I 4, 3 uomini e una donna, avrebbero promosso un’azione risarcitoria innanzi al Tribunale di Agrigento per 1 milione e 300 mila euro di danni ad una compagnia di assicurazioni. Gli stessi avrebbero simulato un incidente stradale, che, in verità, sarebbe accaduto per cause autonome.

11 luglio, Il Tribunale di Agrigento ha condannato a 1 anno di reclusione ciascuno la medico Giuseppa Gallo, 62 anni, e il marito, Claudio Corrao, 61 anni.
I coniugi sono stati riconosciuti colpevoli di diffamazione e stalking perché avrebbero diffuso fotomontaggi e video porno con le foto dei volti di due colleghi con riferimenti ad una presunta relazione extraconiugale.

12 luglio, A Palma di Montechiaro, in un locale nella frazione di Marina di Palma di Montechiaro, si è scatenata una violenta rissa. Due giovani feriti sono stati costretti a ricorrere alle cure del pronto soccorso dell’ospedale San Giacomo d’Altopasso a Licata. Uno dei due è stato colpito alla testa da una bottiglia di vetro, e l’altro con un pugno. La Polizia indaga per identificare ed eventualmente denunciare i rissanti.

13 luglio, A Sciacca, al palazzo di giustizia, la giudice per le udienze preliminari del Tribunale, Luisa Intini, ha rinviato a giudizio, per spaccio di sostanze stupefacenti, Saverio Franzese, 30 anni, di Ribera, inquisito nell’ ambito dell’ inchiesta antidroga cosiddetta “Las Vegas” che ha imperversato a Ribera tra il 2009 e il 2010.

13 luglio, I poliziotti della Stradale di Agrigento, diretti dal comandante Andrea Morreale, a San Leone, lungo il viale Emporium, hanno denunciato un uomo di 24 anni, originario del Marocco e residente a Raffadali, ubriaco e senza patente alla guida di un ciclomotore, sfuggito all’ alt della Polizia, inseguito e acciuffato. Il mezzo a due ruote è senza assicurazione. Il marocchino è stato perquisito e gli sono stati sequestrati un coltello a serramanico di genere vietato e un manganello telescopico in ferro.

13 luglio, La Corte d’Appello di Palermo ha condannato a 2 anni di reclusione Gerlando Massimino, 24 anni, di Agrigento, imputato di lesioni e stalking a seguito di alcuni violenti pestaggi che avrebbe compiuto a danno dei componenti di una famiglia di Villaseta, suoi vicini di casa. E uno di loro, Calogero Salemi, nel frattempo deceduto, è stato vittima di un violento colpo di casco al volto. La famiglia Salemi si è costituita parte civile tramite l’avvocato Giuseppe Arnone.

14 luglio, A Sciacca la giudice monocratico del Tribunale, Cinzia Alcamo, ha assolto 3 medici dell’ospedale Giovanni Paolo secondo imputati di omicidio colposo. Si tratta dell’ex primario di anestesia Giuseppe Bono Catanzaro, il medico dello stesso reparto Emiro Baschera e l’ex primario di chirurgia Pietro Mandina. I 3 sono stati inquisiti a seguito della morte di un paziente sottoposto a un intervento chirurgico di laparotomia esplorativa
eseguito il 14 settembre del 2007. Il pubblico ministero Carlo Boranga ha chiesto la condanna dei medici a un anno di reclusione ciascuno.

14 luglio, Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, la sezione penale del Tribunale presieduta da Giuseppe Melisenda Giambertoni ha emesso la sentenza nell’ ambito dell’ inchiesta antidroga cosiddetta “Hardom”. Ad Alfonso Sanfilippo, 43 anni, di Porto Empedocle, sono stati inflitti 2 anni e 2 mesi di reclusione. Sono invece stati assolti gli empedoclini Salvatore Radio, 50 anni, Salvatore Di Betta, 35 anni, e Salvatore Miliziano, 26 anni, difesi dagli avvocati Salvatore Pennica e Alfonso Neri. Il blitz Hardom risale all’8 febbraio del 2011, ad opera dei poliziotti del Commissariato di Porto Empedocle e della Squadra Mobile di Agrigento.
L’organizzazione avrebbe acquistato ingenti quantitativi di droga anche all’estero per poi rivenderli al dettaglio a Porto Empedocle e a Favara.

14 luglio, Eccesso colposo in legittima difesa : il Tribunale di Agrigento condanna a 3 anni di reclusione l’empedoclino Pietro Falzone per l’ omicidio del figlio. Lo scorso 3 luglio, ad Agrigento, al palazzo di giustizia, a conclusione della requisitoria, il pubblico ministero Alessandro Macaluso ha chiesto la condanna a 14 anni di carcere, con le attenuanti generiche, a carico di Pietro Falzone, 56 anni, di Porto Empedocle, imputato, in abbreviato, dell’ omicidio del figlio Marco, 24 anni, accoltellato lunedì 26 maggio 2014 dentro casa, in via Turati, nel quartiere dei Grandi Lavori, al culmine di un violento litigio. Secondo il pm Macaluso, è stato omicidio volontario : Falzone non ha colpito il figlio per legittima difesa. Invece, secondo il giudice giudicante, Alfonso Malato, il pescatore Pietro non avrebbe voluto uccidere il figlio Marco, e il padre ha afferrato e impugnato il coltello solo per difendersi dalla furia del ragazzo che, infuocato dall’ennesima lite, lo avrebbe minacciato stringendogli le mani al collo. Ecco perché il giudice per le udienze preliminari del Tribunale ha condannato Pietrino Falzone a 3 anni di reclusione per eccesso colposo di legittima difesa. L’ uomo è stato scarcerato, è rientrato a Porto Empedocle, e gli è stato imposto l’obbligo di firma quotidiano. Pietrino Falzone è reo confesso dell’omicidio, e ha sempre sostenuto che ha sferrato la coltellata contro il figlio quasi di istinto, per difendersi dall’aggressione. Il pomeriggio precedente la sera dell’ accoltellamento mortale, Pietrino Falzone e la moglie hanno accompagnato in ospedale ad Agrigento un’anziana amica di famiglia, che spesso ha accudito Marco Falzone a casa sua, e che è morta recentemente. Innanzi al reparto di Radiologia, il figlio Marco avrebbe assaltato il padre Pietro con calci e pugni perché avrebbe ritenuto, come ha raccontato sua madre, che la colpa del malore dell’anziana amica di famiglia fosse del padre Pietro. In ospedale sono intervenuti i metronotte e hanno trattenuto il figlio Marco che poi, poche ore dopo, a Porto Empedocle, non ha desistito e ha scavalcato il balcone al primo piano dell’ abitazione dei genitori intenzionato a picchiare il padre. Poi l’epilogo e le parole di Pietrino Falzone : “Volevo solo difendermi, temevo per la mia pelle. Mi aveva già messo le mani al collo, non volevo ucciderlo” .

14 luglio, A Sciacca, nel quartiere San Michele, in via Santa Venera, 2 banditi, travisati parzialmente al volto e armati di una pistola giocattolo poi sequestrata nel luogo del delitto, sono entrati dentro la casa di una pensionata di 87 anni e le hanno rapinato 50 euro e alcuni oggetti in oro. L’anziana è stata costretta a salire al piano superiore, staccando anche il telefono, per consentire ai malviventi di agire indisturbati. Indagini in corso.

14 luglio, La Procura della Repubblica di Sciacca ha disposto l’autopsia su un uomo di 80 anni di Cattolica Eraclea morto all’ ospedale Giovanni Paolo secondo a Sciacca. Si indaga, al momento contro ignoti, e per cause altrettanto ignote, per omicidio colposo. A lavoro magistrati e carabinieri.

14 luglio, A Favara i Carabinieri hanno denunciato 3 migranti dal Ghana ospiti dell’ Associazione Omnia Accademy a Favara. Due dei 3 hanno protestato perché da tempo non gli sarebbero assegnati nuovi indumenti, e quando sono intervenuti i Carabinieri hanno opposto resistenza al controllo tanto che sono stati condotti in caserma. Il terzo migrante dal Ghana è stato invece denunciato perché brandendo un bastone di legno ha protestato per la troppa attesa nel ricevere i documenti necessari per il permesso di soggiorno.

15 luglio, Operazione antidroga dei Carabinieri della Compagnia di Licata e della Procura di Agrigento. 5 persone sono state arrestate per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti, soprattutto eroina, e ad altre 6 è stato imposto l’obbligo di dimora. Le indagini hanno consentito di ricostruire al dettaglio i canali della droga, tra Licata, Canicattì, Marsala, Palermo, San Cataldo e Trapani. Altre 25 persone sono indagate a piede libero. Lo scambio delle sostanze stupefacenti vi sarebbe stato anche durante il giorno, senza nascondersi più di tanto, tramite la simulazione di incontri casuali tra amici. L’ operazione, intitolata “Bazar”, è scattata per sgominare un fiorente traffico di stupefacenti a Licata, dove, secondo quanto ricostruito dalla Procura di Agrigento, si “è formato un nuovo gruppo di giovani pusher, con a capo un pregiudicato di San Cataldo, il quale, con la complicità di altri soggetti, ha dirottato a Licata stupefacenti da Palermo e dalla vicina Canicattì, piazzandoli sul mercato di Licata, e vendendo, ad esempio, una dose di eroina a 30 euro”. Gli indagati agli arresti domiciliari sono Giampiero Arrostuto, Giuseppe Tinnirello, Faouzi Ben Habit Mejri, Giusy Manuela Angileri, e Gisella Angileri. Invece, obbligo di dimora, con divieto di allontanarsi dall’abitazione dalle 21 alle 7 del mattino, per Rosario Consagra, Antonio Montana, Vincenzo Bugiada, Diego Pelonero, Melchiorre Salvatore Alabiso e Salvatore Paraninfo.

15 luglio, I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Sciacca hanno arrestato in flagranza di reato 5 giovani saccensi, tra i 18 e i 26 anni, per detenzione e trasporto illecito di sostanza stupefacente. All’ alba, lungo la statale 115, nei pressi di contrada Tabasi, un’automobile con i 5 ragazzi a bordo si è accorta della gazzella dei Carabinieri e ha invertito bruscamente la direzione di marcia. I militari hanno inseguito l’automobile dal cui interno sono stati lanciati fuori 3 panetti e mezzo di sostanza stupefacente del tipo hashish per un peso complessivo di circa 350 grammi. I 5, su disposizione della Procura di Sciacca, sono reclusi ai domiciliari.

15 luglio, A Licata, l’ 11 maggio 2014, un poliziotto catanese ha sventato un omicidio. Si tratta di Nando Corallo, ispettore in servizio alla Questura di Catania. L’ uomo, libero dal servizio, è con la moglie a Licata, diretto al porto turistico per assistere al concerto di Fabio Concato. Ad un tratto si accorge di un uomo che punta una pistola contro un altro uomo a distanza ravvicinata. Il poliziotto salta subito fuori dall’auto, si presenta, si qualifica, e intima di non muoversi. Nonostante ciò l’aggressore preme il grilletto. L’arma si inceppa. Corallo allora immobilizza l’ uomo armato e, anche con l’aiuto della vittima, lo disarma. L’attentatore è stato arrestato dai Carabinieri. Si tratta di Calogero Antona, 43 anni, già sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno nel Comune di residenza. La pistola è stata sequestrata. Si tratta di una Colt’s calibro 38, di produzione americana con matricola abrasa. Ebbene, adesso, ad Agrigento, al palazzo di giustizia, a conclusione della requisitoria, il pubblico ministero Matteo Delpini ha chiesto la condanna di Calogero Antona a 10 anni di carcere.

15 luglio, A San Leone, i proprietari di una residenza estiva sono stati fuori al mare, e i ladri ne hanno approfittato entrando dentro attraverso una finestra lasciata aperta. I malviventi hanno rubato alcuni gioielli e pochi soldi custoditi in casa. Indaga la Polizia.

15 luglio, La Procura Generale della Corte d’Appello di Palermo ha impugnato la sentenza emessa dal Tribunale di Sciacca lo scorso 20 marzo 2015 a carico di due romeni, giudicati in abbreviato e ai quali sono stati inflitti 18 anni di carcere ciascuno. Si tratta di Mihai Catalin Simion, 23 anni, e Adrian Ciubotariu, 25 anni, imputati dell’omicidio dell’anziano Liborio Italiano, 90 anni, scoperto morto nella sua casa a Burgio. Il 22 settembre del 2013 i due romeni sono entrati dentro la casa dell’ anziano, lo hanno legato, e lo hanno imbavagliato con una tovaglia da cucina che gli ha provocato la morte per asfissia. I due romeni hanno poi rubato un televisore.

15 luglio, A Licata i Carabinieri hanno arrestato, per furto aggravato, Emanuele Lo Vullo, 39 anni, disoccupato, ed Andrea Castellino, 25 anni, disoccupato, entrambi residenti a Licata. Lo Vullo e Castellino sono stati sorpresi intenti a rubare piastre di ferro dai binari della stazione ferroviaria di Licata. I militari hanno recuperato 230 chilogrammi di ferro.

15 luglio, I poliziotti della Stradale di Agrigento, agli ordini di Andrea Morreale, hanno scoperto un furgone bruciato. Si tratta di un furgone di proprietà di un’agenzia di pompe funebri a Castrofilippo, rubato nottetempo nei pressi di un’abitazione di campagna a Canicattì. Il proprietario non si è nemmeno accorto che ignoti, durante la notte, gli hanno rubato il mezzo, trovato carbonizzato in un’area della strada statale 640, nei pressi del bivio per Castrofilippo. Forse il carro è stato utilizzato per compiere attività delittuose. Indagini in corso.

16 luglio, Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, la Giudice per le udienze preliminari del tribunale, Alessandra Vella, ha rinviato a giudizio 3 imputati nell’ ambito dell’ inchiesta su presunti illeciti connessi alle attività dell’ ente di formazione Ecap di Agrigento. Si tratta dell’ ex presidente, l’ avvocato Ignazio Valenza, 51 anni, del maresciallo dei Carabinieri, Antonino Arnese, 47 anni, a capo del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Agrigento, che risponde di concorso in corruzione perché Valenza gli avrebbe assunto un familiare in cambio di ispezioni sul lavoro blande, e poi Vincenzo Mangiavillano, 60 anni, maresciallo dei Carabinieri ed ex comandante della Sezione di Polizia giudiziaria alla Procura di Agrigento, che risponde solo di rivelazione di segreto d’ufficio. La giudice Vella ha disposto il non luogo a procedere per diversi altri capi di imputazione a vario titolo a carico degli imputati. Prima udienza il 19 ottobre innanzi alla seconda sezione penale del Tribunale di Agrigento. Sono stati prosciolti 3 impiegati dell’ Ecap : Mario Carmina, 49 anni, di Canicattì ma residente a Ravanusa, Giuseppe Valenza, 47 anni, di Ravanusa, e Sebastian Daniele Castelli, 34 anni, di Agrigento e residente a Porto Empedocle.

16 luglio, La Procura della Repubblica di Sciacca ha chiesto il rinvio a giudizio per concorso in rapina a carico di Francesca Dina Iacobelli, 26 anni, originaria della Russia ma residente a Burgio, dove ha lavorato come badante del pensionato 90enne, Liborio Italiano, morto per asfissia dopo essere stato imbavagliato in casa da due rapinatori romeni già condannati a 18 anni di carcere ciascuno e adesso in attesa del processo d’appello. La Iacobelli è stata la fidanzata di uno dei due romeni, e, secondo il sostituto procuratore Alessandro Moffa, avrebbe fornito indicazioni utili per compiere la rapina senza parteciparvi.

16 luglio, Ad Agrigento ignoti ladri sono entrati nottetempo negli uffici della Provincia in via Esseneto, e hanno scassinato i distributori automatici di caffè, bevande e merendine. Sul posto, allarmati dai dipendenti, sono intervenuti i poliziotti della Volanti. Indagini in corso.

16 luglio, A Siculiana marina due ragazzini egiziani di 17 anni hanno rischiato di annegare. Si sono tuffati in acqua e ad una cinquantina di metri dalla riva hanno iniziato ad annaspare. Ad intervenire e a salvare i due giovani sono stati il titolare del “Lido Sabbia d’Oro”, Giovanni Dimora, e il figlio di lui, entrambi bagnini. Si sono accorti di quanto accadesse, e non hanno esitato a tuffarsi in mare e a soccorrere i bagnanti in pericolo con l’aiuto di un pattino e di un salvagente.

17 luglio, Per Valerio Zinerco, 28 anni, di Ribera, il pubblico ministero, Alessandro Moffa, innanzi al Tribunale di Sciacca, presieduto da Roberto Genna, ha invocato la condanna a 8 anni di carcere. Invece, i giudici hanno condannato Zinerco a 9 anni di reclusione. E il 28enne è stato giudicato con il rito abbreviato, e in sentenza ha ottenuto lo sconto di un terzo della pena. Perché così tanta severità ? Perché Zinerco avrebbe ceduto eroina a una ragazza, e la ragazza sarebbe poi morta per colpa presunta dell’ eroina. Infatti, si tratta dell’ inchiesta battezzata “Veleno”, perché velenosa, tanto da provocare la morte, sarebbe stata la dose di eroina assunta dalla donna. Lei, Jessica Miceli, al mattino di venerdì 30 dicembre 2011, a casa sua, a Ribera, in via Ospedale, prima della colazione, è morta vittima di un malore, a 20 anni di età. La ragazza è stata uccisa da una overdose. E sono scattate le indagini dei Carabinieri e della Procura di Sciacca. Il 16 luglio 2014 scatta il blitz : tra i 36 arresti, in carcere o ai domiciliari, e i 17 a cui è stato imposto l’obbligo di dimora, è stato scoperto anche colui che avrebbe fornito la dose letale a Jessica Miceli, e sarebbe Valerio Zinerco. Il blitz “Veleno” ha imperversato tra Ribera, Sciacca e Palermo, e avrebbe tagliato una fitta rete di spacciatori di hashish, e anche cocaina ed eroina. Il Tribunale di Sciacca ha disposto che i familiari di Jessica Miceli, padre, madre e sorella, saranno risarciti con 250 mila euro. Lo scorso 20 febbraio 2015, ancora innanzi al Tribunale di Sciacca, 8 altri imputati hanno patteggiato la condanna a 1 anno e 10 mesi di reclusione ciascuno. Si tratta di Antonino Mandracchia, Giuseppe Daniele Aprile, Antonino Guarisco, Walter Galati, Giancarlo Callea, Claudio Auteri, Paola Scandaglia, e Giuseppe Modica. Il 9 gennaio 2015 hanno patteggiato 1 anno Claudio Nocilla, e poi 3 mesi solo per favoreggiamento Paolo Cusumano. Sono invece in prova altri 7 imputati, per i quali la Procura di Sciacca ha chiesto il rinvio a giudizio. Si tratta di Carmelo Puma, Salvatore Cacioppo, Silvano Bennardi, Antonino Giordano, Giuseppe Lo Raso, Alfredo Ferrigno, e Antonino Ruvolo. E sono giudicati in abbreviato : Martino Castronovo, Simone Capizzi e Giuseppe Sutera Sardo.

17 luglio, Il Tribunale di Sciacca, presieduto da Luisa Intini, ha condannato a 10 anni e 4 mesi di reclusione Alessandro Tavormina, 34 anni, di Ribera, imputato del tentato omicidio della ex moglie. Il 6 maggio del 2014, Alessandro Tavormina avrebbe sparato contro l’automobile con a bordo l’ex moglie, a Sciacca, in via Marco Polo. L’uomo sarebbe stato a bordo di una Fiat Punto, notata dallo specchio retrovisore dalla donna la cui automobile Mercedes è stata attinta da 5 colpi di pistola. L’ arma non è stata mai scoperta.

17 luglio, I Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro e i militari dell’Arma del Comando provinciale di Agrigento, insieme agli Ispettori civili della Direzione territoriale del lavoro e dell’Inps, hanno ispezionato a San Giovanni Gemini un’azienda produttrice di salotti. Ebbene, su 23 lavoratori presenti, 22 sono risultati del tutto in nero. L’ attività imprenditoriale è stata sospesa. Oltre 110mila euro di sanzioni amministrative, comprensive di 4mila euro di maxi sanzione per ogni singola posizione lavorativa in nero. Nel frattempo i titolari hanno avviato le procedure di sanatoria e di regolarizzazione.

17 luglio, Ad Agrigento, a San Leone, in via Santo Carlino, ignoti ladri hanno forzato la finestra di un’ abitazione, sono entrati dentro e hanno rubato oggetti preziosi. I proprietari hanno scoperto il furto al rientro a casa. Indaga la Polizia.

17 luglio, A Naro, il Centro di accoglienza per migranti in contrada Canalicchio, dove alcuni giorni addietro hanno protestato una sessantina di extracomunitari ospiti della struttura, che hanno, tra l’altro, sequestrato per alcune ore due operatori, sarà sgomberato e chiuso. L’ ordinanza di sgombero è stata firmata dal sindaco di Naro, Lillo Cremona, che afferma : “Il provvedimento si è reso necessario a seguito di una relazione redatta da Polizia municipale e Ufficiale sanitario che hanno verificato l’inadempienza rispetto alle condizioni minime rispetto agli standard sanitari. All’ordinanza dovrà essere dato seguito entro 48 ore dall’avvenuta notifica ai responsabili della struttura e agli altri organismi competenti”.

17 luglio, A Sciacca gli arresti sono stati convalidati, e, contestualmente alla convalida dell’ arresto da parte del Tribunale, è stata restituita la libertà ai 5 incensurati arrestati dai Carabinieri ai domiciliari perché sorpresi in possesso di 3 panetti e mezzo per complessivi 350 grammi di hashish. Si tratta di Hamrouni Makrem 26 anni, Antonino Lo Vetere 20 anni, Manuel Barsalona 21 anni, Salvatore Sutera 18 anni, e Gianluca Morrione 20 anni.
Ai 5 è stato imposto il divieto di dimora nel Comune di Palermo, città dove si ritiene che la droga sia stata acquistata.

18 luglio, La Capitaneria di Porto Empedocle, agli ordini di Massimo Di Marco, nell’ ambito dell’ operazione “Mare sicuro 2015”, ha multato di 1032 euro un uomo di Porto Empedocle e un altro di Realmonte, contitolari di uno stabilimento balneare a Giallonardo, per modifica non autorizzata alla struttura in riferimento alla costruzione di un chiosco in legno. E’ stato inoltre riscontrato lo sbancamento di una duna ricadente all’interno dell’area in concessione, che è una zona dichiarata “di particolare pregio ambientale” con decreto della Regione. Ecco perché è stata avanzata una richiesta all’amministrazione regionale per l’avvio del procedimento di decadenza dell’atto concessorio, ed è stata inoltrata alla Procura della Repubblica di Agrigento una informativa per i reati di danneggiamento e deturpamento di bellezze naturali. Un’ altra multa di 1.032 euro è stata inflitta a due agrigentini, titolare e gestore di uno stabilimento balneare a San Leone, per modifica sostanziale non autorizzata e variazione della struttura. Inoltre, 9 persone sono state sorprese a Realmonte, tra Scala dei Turchi e Capo Rossello, con unità da diporto a motore in navigazione tra 20 e 30 metri dalla riva, pertanto all’interno della fascia di 150 metri dalla costa a picco sul mare riservata alla balneazione. I 9 hanno subito una multa di 172 euro.

18 luglio, Gare per forniture di ossigeno terapeutico e arredi all’ Azienda sanitaria di Agrigento : il Tribunale di Agrigento assolve 10 imputati. All’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento sono stati forniti arredamenti per gli ambulatori e poi gas medicale. Le forniture, bandite dall’ Azienda nel 2010, sono costate quasi 12 milioni di euro. Più nel dettaglio, le due gare sono la fornitura per 5 anni in somministrazione domiciliare di ossigeno terapeutico, per un importo complessivo di circa 11 milioni e 500 mila euro, e poi la fornitura di arredi per ambulatori medici per 2 anni, per 214 mila euro. Secondo la Procura della Repubblica di Agrigento e i Carabinieri del Nucleo tutela della salute di Palermo, sarebbero state compiute delle irregolarità : avvisi di garanzia, poi le indagini per turbativa d’asta, frode in pubbliche forniture e abuso d’ ufficio, poi anche due arresti ai domiciliari il 10 giugno 2013 e uno dei 2 annullato 4 giorni dopo, il 14 giugno, e poi il processo innanzi al giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto. Ebbene, sono stati assolti tutti i 10 imputati : Salvatore Olivieri, 73 anni, di Catania, ex manager dell’Azienda sanitaria di Agrigento, per il quale il pubblico ministero, Carlo Cinque, ha invocato la condanna a 3 anni e 4 mesi di reclusione, e poi Giuseppe Sanfilippo, 35 anni, di Licata, collaboratore amministrativo, Antonino Tavormina, 67 anni, di Menfi, direttore amministrativo, Anna Licitra, 58 anni, di Nicosia, rappresentante della ditta “Quattro più”, Giuseppe Scozzari, 43 anni, di Licata, operatore del servizio tecnico del Poliambulatorio di Licata, Antonino La Valle, 57 anni, di Agrigento, responsabile dell’Area gestione servizi appalti forniture dell’Azienda sanitaria, Vincenzo Ripellino, 45 anni, di Licata, collaboratore amministrativo dell’Area gestione servizi appalti forniture dell’Azienda sanitaria, Corrado Di Salvo, 51 anni, di Agrigento, amministratore unico della Medical gas criogenici, Giuseppe Mario Paterlini e Spartaco Polimadei, entrambi di 51 anni, dirigenti della Sapio Life.

18 luglio, A Menfi, ignoti banditi sono entrati dentro la casa di una pensionata di 85 anni, verosimilmente per rubare, e non hanno esitato a pestare a sangue vigliaccamente l’ anziana donna che, a causa delle gravi ferite subite, è stata soccorsa dal nipote e poi trasportata in elicottero all’ Ospedale Villa Sofia a Palermo. Indagano i Carabinieri.

18 luglio, I Carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Agrigento hanno arrestato Salvatore Avarello, 41 anni, agrigentino, perché sorpreso a guidare senza patente nonostante fosse sottoposto a misura di prevenzione. Il pubblico ministero, Salvatore Vella, ha disposto per Avarello (difeso dall’avvocato Daniele Re), gli arresti domiciliari.

18 luglio, Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, la Procura, a conclusione della requisitoria, nell’ ambito dell’ inchiesta su presunti abusi commessi nella gestione dell’ex Asi di Agrigento, ha invocato la condanna a 1 anno e 4 mesi di reclusione ciascuno a carico di Maurizio Bonomo, 41 anni, Eugenio Esposto, 63 anni, e Filippo Siracusa, 43 anni. Prossima udienza il 18 settembre.

18 luglio, La sezione penale del Tribunale di Sciacca presieduta da Luisa Intini ha inflitto 6 anni di reclusione per tentato omicidio ad Accursio Amato, 53 anni, lavoratore socialmente utile del Comune di Sciacca, arrestato il 15 dicembre 2014 perché, al culmine di una lite, avrebbe colpito l’ ex moglie con un taglierino provocandole diverse ferite. Amato è stato assolto dall’accusa di maltrattamenti.

18 luglio, La giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Gianfranca Infantino, ha condannato a 1 anno e 2 mesi di reclusione Gerlando Sollano, 79 anni, di Agrigento. E’ stata assolta la moglie, Gesua Capraro, 76 anni. Entrambi sono stati imputati per avere picchiato la loro badante con un tubo di polietilene, perché marito e moglie hanno sospettato che la donna avesse compiuto un furto. I due coniugi sono difesi dagli avvocati Daniele Re e Gianfranco Pilato. Il presunto reato, di esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza sulle persone e lesioni aggravate, risale al 2008. I due hanno incolpato la badante di avere rubato 7 mila euro dalla borsa di Gesua Capraro, all’interno della cassaforte.

18 luglio, Al Tribunale di Sciacca 3 imputati hanno chiesto e ottenuto il patteggiamento, mentre altri 4 sono stati rinviati a giudizio nell’ ambito dell’ inchiesta antidroga dei Carabinieri cosiddetta “Azalea”. Si tratta di saccensi che avrebbero acquistato in più occasioni hashish e cocaina a Palermo, rivendendo poi la droga nel comprensorio di Sciacca. Hanno patteggiato 1 anno e 8 mesi di reclusione Michele La Bella di 32 anni, 10 mesi Vincenzo La Rosa di 27 anni, e 5 mesi Fabio Fazio di 35 anni. Per i 3 la pena è sospesa. La giudice del Tribunale di Sciacca, Luisa Intini, ha rinviato a giudizio e saranno processati con il rito abbreviato : Simone Chifari 23 anni, palermitano, e i saccensi Salvatore Giuseppe Perez 30 anni, Accursio Sabella 34 anni e Giovanni Maniscalco 31 anni. Infine, sono in richiesta di prova, in lavori di pubblica utilità, Marcello Pacifico 44 anni, Antonino Girgenti 47 anni e Roberto Fazio 29 anni.

18 luglio, A Ravanusa i Carabinieri hanno arrestato Giuseppe Savarino, 34 anni, bracciante agricolo perché sorpreso in casa ad aggredire i propri genitori a calci e pugni, per futili motivi. Poi ha tentato di appiccare il fuoco nell’automobile di famiglia. I due genitori sono stati soccorsi in Guardia medica.

18 luglio, A Ravanusa i Carabinieri hanno arrestato Paolo Pirrera, 66 anni, imprenditore che sconterà ai domiciliari 3 mesi di reclusione per sottrazione di cose sottoposte a sequestro penale, nel 2006.

18 luglio, A Campobello di Licata i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari Calogero Li Calzi, 51 anni, per furto aggravato di energia elettrica, per aver allacciato la propria abitazione, in contrada “Fiumarella”, abusivamente alla rete elettrica.

19 luglio, Incidente stradale lungo la strada provinciale che collega Naro e Canicattì. Per cause in corso di accertamento da parte dei Carabinieri, si è ribaltata una Fiat 600 azzurra. Tra gli occupanti del mezzo è morta una ragazza di Canicattì, Angela Cutaia, 19 anni, deceduta poco prima dell’ingresso al pronto soccorso dell’ospedale Barone Lombardo di Canicattì. Inutile è stata la corsa in ambulanza nel tentativo di strapparla alla morte. Lievemente ferita è la ragazza alla guida, T A sono le iniziali del nome, anche lei di 19 anni e di Canicattì. Sul posto hanno lavorato i Vigili del fuoco, i Carabinieri della stazione di Naro e il 118.

20 luglio, Ad Agrigento, in via Atenea, due donne sono entrate in una gioielleria, e hanno chiesto al titolare di vedere alcuni oggetti preziosi, tra oro e pietre preziose. Sul bancone è stato così adagiato un rotolo pieno di preziosi. Una delle due ha proseguito a parlare con il commerciante e le commesse, e l’ altra ha afferrato il rotolo ed è fuggita. L’ altra l’ ha subito seguita a ruota. Le due donne si sono dileguate in pochi istanti. Il bottino sarebbe ingente : tra i 50 e gli 80mila euro di oggetti rubati. Indagano i Carabinieri.

20 luglio, A Palermo, al reparto gravi ustioni dell’ ospedale Civico, è morto, dopo 12 giorni di ricovero, Fabrizio Milazzo, 45 anni, di Calamonaci in provincia di Agrigento, muratore, sposato e padre di due figli di 8 e 1 anno. Milazzo è stato travolto dalla vampata dello scoppio di una bomboletta che si è, forse, surriscaldata all’ interno di un suo casolare di campagna, in contrada Canale.

20 luglio, Un ragazzo della Romania, Catalin Manole, 21 anni, fino a poco tempo addietro residente a Naro insieme al fratello e ad altri due connazionali, è stato protagonista lo scorso 4 luglio, in piazza Crispi, a Naro, di un’aggressione, scatenata da contrasti economici, al cugino Sandu Lupascu, provocandogli con un coltello numerose ferite. Nell’ occasione sono stati denunciati 5 romeni per rissa. Secondo quanto emerso dalle indagini, il 21enne Catalin Manole si sarebbe impossessato di 5 mila euro che la famiglia Lupascu ha racimolato con il lavoro nelle campagne. Ebbene, Catalin Manole è rientrato in Romania, è stato affrontato da un gruppo di 13 persone, familiari di Sandu Lupascu, per vendicare l’affronto che il loro congiunto ha subito a Naro e per ottenere la restituzione dei soldi.
Il romeno Manole è stato brutalmente picchiato e assassinato a coltellate. La Polizia romena ha già disposto il fermo per due, e adesso si cercano le altre 11 persone coinvolte nell’omicidio.

20 luglio, I Carabinieri della Compagnia di Licata hanno arrestato Rosario Restivo, 37 anni, di Porto Empedocle, per traffico e detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Restivo, nel corso di un controllo in via Mazzini su un autobus di linea proveniente da Palermo, è fuggito a piedi, è stato inseguito, perquisito e sorpreso in possesso di 4 grammi di eroina pura, divisa in 2 ovuli.

20 luglio, A Sciacca, al palazzo di giustizia, a conclusione del giudizio abbreviato, la giudice per le udienze preliminari del Tribunale, Luisa Intini, ha condannato a 4 anni e 6 mesi di reclusione un uomo di Sciacca di 40 anni imputato di abusi sessuali su una ragazzina di 12 anni, sua parente, tra il 2010 e il 2012, e che sono stati denunciati da una zia della vittima che si è confidata con lei.

20 luglio, A Grotte i Carabinieri indagano a seguito dell’ incendio che ha subito l’automobile di un impiegato grottese di 52 anni. Si tratta di una Seat Cordoba, parcheggiata in vicolo Verdi, nel centro storico. Sul posto hanno lavorato i Vigili del fuoco del distaccamento di Canicattì.

20 luglio, I Carabinieri in motovedetta della stazione di Palma di Montechiaro e la Capitaneria di Porto Empedocle hanno elevato 5 contravvenzioni amministrative al Codice della navigazione, per complessivi 1030 euro, ad altrettante persone che hanno occupato abusivamente con i propri mezzi il suolo del demanio marittimo.

21 luglio, I Carabinieri della Compagnia di Sciacca e della stazione di Menfi hanno arrestato i due presunti responsabili della efferata rapina a Menfi a danno di una pensionata di 85 anni, vilmente picchiata fino a ridurla in stato di coma. L’ anziana donna è adesso ricoverata a Palermo, all’ ospedale Villa Sofia, con gravissime ferite al capo e al volto. I due arrestati sono i pregiudicati di Sciacca, Giuseppe Sabella, 40 anni, e Antonino Gucciardo, 25 anni. Sono reclusi nel carcere di Sciacca e rispondono di tentato omicidio in concorso. Il bottino della rapina è ammontato a poche centinaia di euro e alcune monete antiche di valore.

21 luglio, La Cassazione ha rigettato i ricorsi, e sono dunque definitive le condanne a 16 anni di reclusione a carico di Antonino Bartolotta, 89 anni, ritenuto a capo della famiglia mafiosa di Castrofilippo, e a 12 anni di carcere a carico di Salvatore Ippolito, 58 anni, ex sindaco di Castrofilippo. Bartolotta e Ippolito sono stati arrestati dalla Squadra mobile di Agrigento il 22 settembre 2010 nell’ambito dell’inchiesta antimafia cosiddetta “Family”. Bartolotta, per l’avanzata età e le condizioni di salute, è ristretto agli arresti domiciliari. L’ex sindaco di Castrofilippo, Ippolito, accusato di concorso esterno alla mafia, è detenuto in carcere dal 22 settembre 2010.

22 luglio, A Palermo, al palazzo di giustizia, a conclusione della requisitoria, il pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia, Giuseppe Fici, ha chiesto al giudice per le udienze preliminari, Sergio Ziino, la condanna a 8 anni di carcere a carico dell’ ex sindaco di Agrigento e senatore Calogero Sodano, giudicato in abbreviato nell’ ambito dell’ inchiesta in cui è imputato di concorso esterno all’ associazione mafiosa. Secondo l’accusa, nel 1993 Sodano avrebbe vinto le elezioni comunali con il sostegno di Cosa nostra, a danno del rivale, Giuseppe Arnone, che si è costituito parte civile tramite l’avvocato Daniela Principato. Al processo è parte civile anche Legambiente.

22 luglio, La giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Alessandra Vella, ha respinto la richiesta di archiviazione da parte della Procura e ha disposto un supplemento di indagini a carico dei 6 medici indagati sui soccorsi prestati all’ ospedale di Agrigento a Vincenzo Rigoli, 19 anni, di Agrigento, morto in ospedale, al “San Giovanni di Dio” di Agrigento, a seguito di un incidente stradale il 17 dicembre del 2012. Tra l’altro, la giudice Vella ha chiesto al pubblico ministero di accertare, entro 90 giorni, se si potevano mettere in atto altre procedure che avrebbero aumentato le chance di sopravvivenza del ragazzo. La Gip ha anche chiesto di accertare i motivi per cui non si è proceduto a trasportare Enzo Rigoli con l’ elisoccorso in un altro ospedale dotato di unità operativa toracica d’urgenza più attrezzata.

22 luglio, Lungo la strada statale 640 Agrigento – Caltanissetta, sul rettilineo Grottarossa, un commando ha assaltato un camion. Almeno 3 banditi su un’automobile hanno sbarrato la strada al mezzo pesante, carico di decine di scatole di “Folletto”, proveniente da un deposito della provincia di Agrigento e diretto verso Caltanissetta. Il camion è stato costretto ad accostare. I 3, a volto scoperto e armati di pistole, hanno sferrato una botta alla testa dell’ autista col calcio della pistola, e gli hanno legato le mani con delle fascette in plastica. Poi si sono impossessati del camion carico di aspirapolvere. Indagano i Carabinieri.

22 luglio, A Licata un migrante dal Gambia, ospite di una Comunità per rifugiati e richiedenti asilo, avrebbe trasformato la stessa Comunità in un mercato dello spaccio di hashish. Ecco perché i Carabinieri della Compagnia di Licata hanno arrestato Ebrima Ceesay, 24 anni, richiedente asilo politico, ospite della “Cooperativa Sole”, in via Riesi. L’africano è stato sorpreso in possesso di uno zaino, nel suo armadio all’ interno della struttura, con dentro 3 panetti di hashish, 4 coltelli per il taglio dello stupefacente e 235 euro in contanti.

22 luglio, La Guardia di finanza della tenenza di Canicattì e i sostituti procuratori di Agrigento, Andrea Maggioni e Alessandro Macaluso, hanno proceduto alla perquisizione di alcune associazioni, acquisendo anche documenti, che hanno intrattenuto rapporti con le aziende sanitarie provinciali di Agrigento e di Caltanissetta per forniture di servizi, e rapporti economici col ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Le associazioni sono direttamente collegate con 5 persone indagate e che hanno subito perquisizione nelle abitazioni e nei luoghi di loro pertinenza. Si tratta di Raimondo Orlando, Andrea Pelonero, Diego Greco, Antonio Pelonero e Michela Lo Monaco, marito e moglie, tutti di Canicattì.
Le ipotesi di reato sono associazione a delinquere, falso e truffa ai danni delle Aziende sanitarie di Agrigento e Caltanissetta.

22 luglio, A Ravanusa i Carabinieri hanno arrestato Paolo Pirrera, 65 anni, imprenditore, per evasione dalla misura alternativa dei domiciliari che gli sono stati imposti per il reato di sottrazione di oggetti sottoposti a sequestro penale. Pirrera è stato sorpreso alla guida della propria automobile fuori dal proprio domicilio, e, peraltro, si è scatenato in escandescenze aggredendo i Carabinieri.

22 luglio, Ad Aragona il questore di Agrigento, Mario Finocchiaro, ha estratto il cartellino giallo dell’ ammonimento per stalking ad un uomo di 35 anni, accusato di atti persecutori a danno di una donna di 30 anni, anche lei di Aragona, che ha dichiarato agli inquirenti che il 35enne, innamorato perdutamente di lei, ma non ricambiato, da tempo la perseguita. L’ aragonese è stato invitato ad interrompere la sua condotta.

23 luglio, A Palermo, al palazzo di giustizia, in Corte d’Appello, il procuratore generale, Luigi Patronaggio, a conclusione della requisitoria, ha chiesto la conferma della condanna a 1 anno di reclusione inflitta in primo grado all’ ex presidente del Consiglio comunale di Lampedusa, Vincenzo D’Ancona, 47 anni, imputato allorchè, tra il novembre e il dicembre del 2008, avrebbe chiesto una tangente di 10 mila euro all’ imprenditore agrigentino Marco Campione in cambio del riconoscimento di un debito fuori bilancio spettante a Campione per mezzo milione di euro. E per l’ ex sindaco di Lampedusa, Bernardino De Rubeis, è stato chiesto un aumento di pena da 5 anni e 3 mesi a 6 anni e 6 mesi di reclusione. De Rubeis avrebbe costretto 3 imprenditori a pagare delle tangenti in cambio del pagamento di alcuni crediti che vantavano nei confronti del Municipio e di una licenza edilizia per la costruzione di un complesso turistico.

23 luglio, Il 25 novembre 2014 i Carabinieri hanno sgominato un traffico internazionale di droga dall’Albania all’Italia. Sono stati complessivamente 22 gli arresti eseguiti tra Piemonte e Sicilia, tra cui Andrea Puntorno, 38 anni, originario di Agrigento e da tempo residente a Torino, capo dei “Bravi Ragazzi”, uno dei gruppi organizzati della tifoseria della Juventus. Ebbene, adesso ad Andrea Puntorno sono stati sequestrati beni per oltre 500 mila euro allorchè gli inquirenti hanno accertato la sproporzione tra reddito dichiarato e patrimonio posseduto e sequestrato : una moto Triumph Street Triple del valore di 7.500 euro, un immobile a Torino, del valore di 300mila euro, e un immobile ad Agrigento, del valore di 200mila euro.

23 luglio, A Canicattì la Polizia ha denunciato a piede libero alla Procura di Agrigento madre e figlio, che sono suocera e marito di una donna di 40 anni che avrebbe subito da parte della suocera e del marito maltrattamenti, percosse, lesioni e ingiurie. La quarantenne, che vive insieme al marito nella stessa abitazione dove risiede anche la suocera, al culmine dell’ennesima lite coniugale sarebbe stata vittima della violenza dell’uomo e della madre di lui. I poliziotti hanno scoperto la donna riversa per terra in stato di shock ed è stata trasportata all’ospedale Barone Lombardo di Canicattì .

23 luglio, Ad Agrigento, al Quadrivio Spinasanta, si è scatenata una rissa tra 4 extracomunitari che si sono azzuffati armati anche di coltelli. Dopo la telefonata al 112 sono subito intervenuti i Carabinieri della Radiomobile. I migranti sono fuggiti dileguandosi. Indagini in corso.

23 luglio, A Casteltermini, in periferia, in contrada Saraceno, ignoti ladri, approfittando della momentanea assenza dei proprietari in una casa, hanno forzato la cassaforte all’ interno e hanno rubato 2 fucili da caccia e gioielli in oro. Il titolare dell’immobile, G D P sono le iniziali del nome, 82 anni, di Mussomeli ma residente a Casteltermini, ha allarmato i Carabinieri. Indagini in corso.

23 luglio, A Sciacca il Tribunale ha condannato Calogero Saladino, 46 anni, di Santa Margherita Belice, a 6 mesi di reclusione per lesioni personali e minacce a danno di una donna. Saladino è stato invece assolto dall’ accusa di violenza sessuale allorchè avrebbe palpeggiato nelle parti intime la donna durante un incontro con lei in automobile, procurandole anche delle ferite ad una spalla.

23 luglio, A Palma di Montechiaro la Polizia ha catturato, sorprendendolo a bordo di un’ Alfa Romeo insieme ad altri 3 connazionali, un latitante romeno ricercato in tutta Europa dal 2013.
Si tratta di Florin Pascanu, 35 anni, residente a Palma di Montechiaro. Nel corso degli anni, Pascanu, trasferendosi da uno Stato ad un altro, si è sottratto alla pena detentiva inflittagli in Romania per furto aggravato. L’ uomo è prossimo alla estradizione.

24 luglio, La giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Alessandra Vella, ha disposto il giudizio immediato a carico dell’ex presidente della Provincia di Agrigento, Eugenio D’Orsi, 57 anni, di Palma di Montechiaro, imputato di corruzione per l’esercizio della funzione in riferimento al caso delle 40 palme destinate al giardino botanico della Provincia e che invece sarebbero state piantate nella villa di D’Orsi a Montaperto. Il reato è stato inizialmente qualificato in peculato e poi modificato in corruzione per l’esercizio della funzione. Nel frattempo la Procura di Agrigento ha presentato appello contro la sentenza di condanna ad 1 anno di reclusione inflitta dal Tribunale a D’Orsi per abuso d’ufficio nell’ ambito dell’ inchiesta sui rimborsi istituzionali e l’affidamento di diversi incarichi di progettazione.

24 luglio, I Carabinieri della Stazione di Aragona hanno arrestato Filippo Graceffa, 55 anni, di Aragona, perché, senza apparente motivo, ha colpito con un pugno al viso un poliziotto in servizio al Commissariato di Porto Empedocle ma abitante ad Aragona. Graceffa, ristretto ai domiciliari e già inquisito per il tentato omicidio del fratello aggredito con un oggetto contundente alla testa, risponderà di violenza e lesioni a Pubblico ufficiale.

25 luglio, Ancora una volta la banda della testa di ariete ha imperversato nottetempo. A Racalmuto, utilizzando un veicolo come ariete, ignoti hanno sfondato la saracinesca del Tiger Bar, a fianco del distributore di benzina Esso lungo la statale 640 in contrada Zaccanello. I banditi sono fuggiti a mani vuote perché il bar tabaccheria è stato chiuso a maggio ed è vuoto. Il proprietario ha denunciato danni per 5mila euro coperti da assicurazione. Indagano i Carabinieri.

25 luglio, A Sciacca, nel quartiere San Michele, i vigili del fuoco e gli operatori del 118, allarmati dai vicini di casa insospettiti dall’ assenza, hanno scoperto morta in casa, seduta su una sedia, un’ anziana signora di 85 anni, di Sciacca. Gli inquirenti non escludono che il caldo afoso abbia aggravato le condizioni di salute della donna, causandone la morte.

25 luglio, Gli sciacalli hanno imperversato a Porto Empedocle. Un uomo anziano, di Porto Empedocle, è morto all’ ospedale San Giovanni di Dio ad Agrigento. I ladri ne hanno approfittato e gli hanno svaligiato la casa arraffando l’oro di famiglia, un televisore e alcuni mobili. I familiari hanno lanciato l’allarme. Indaga la Polizia.

25 luglio, Tra Campobello di Licata e Licata, in contrada Montesole, ha subito un incendio un furgone frigorifero di un operaio di 42 anni di Campobello di Licata. Sul posto sono intervenuti Carabinieri e Vigili del fuoco. Nei pressi del mezzo sarebbero state scoperte tracce di liquido infiammabile.

25 luglio, Attività di controllo del territorio ad opera dei Carabinieri della Compagnia di Licata : controllate 68 persone e 56 veicoli, 7 perquisizioni personali e veicolari, controllate 32 persone soggette a misure cautelari e preventive, 12 contravvenzioni per violazioni al Codice della Strada, 8 ciclomotori senza casco in fermo amministrativo, 4 autoveicoli senza assicurazione sequestrati, ritirate 12 carte di circolazione e 3 patenti, e poi 6 denunciati : per porto ingiustificato di un coltello a serramanico, per violazione della sorveglianza speciale, due per guida senza patente perché mai conseguita, poi il quinto per guida di un ciclomotore senza assicurazione e con targa estera, e il sesto per guida in stato di ebbrezza alcolica.

25 luglio, Ad Agrigento, nei pressi di una discoteca tra Cannatello e San Leone, un uomo di 41 anni ha subito gravi ferite allorchè è stato aggredito alle spalle, forse al culmine di un litigio, ed è stato colpito alla schiena da un oggetto appuntito, forse un cacciavite. E’ stato trasportato in ambulanza all’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento.
Sul posto sono intervenuti i poliziotti della Squadra Volanti. Indagini in corso.

25 luglio, La giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Katia La Barbera, ha condannato Giuseppe Cardella, di Raffadali, a 4 mesi di reclusione per violazione di domicilio, nonché al risarcimento dei danni nei confronti della parte civile, Mariella Sciangula, difesa dall’ avvocato Gianluca Camilleri, del foro di Agrigento.

26 luglio, La Capitaneria di Porto Empedocle, su disposizione della Procura di Agrigento, ha sequestrato il depuratore comunale di Porto Empedocle, che è ubicato nei pressi del porto e che non sarebbe correttamente funzionante. I sigilli sono stati apposti anche alla condotta d’uscita dell’impianto di depurazione, e ad una pompa di sollevamento delle acquee reflue a Lido Azzurro. Sotto sequestro, inoltre, un tratto di spiaggia del lido Macallè, conosciuta come la spiaggia del commissario Montalbano, tra le preferite dallo scrittore empedoclino Andrea Camilleri. Nella zona il Comune di Porto Empedocle ha disposto il divieto di balneazione. Il sequestro è compreso nell’ambito di un’indagine condotta dai militari del Nucleo di polizia giudiziaria della Capitaneria di Porto Empedocle, e coordinata dalla Procura della Repubblica di Agrigento.

26 luglio, Ad Agrigento, a San Leone, i Carabinieri hanno soccorso nella zona di via Cavaleri Magazzeni una ragazza con segni di violenza sul corpo. La donna, di 24 anni, nottetempo, sarebbe stata costretta a seguire in automobile l’ex fidanzato per un chiarimento, e, al rifiuto di lei a recuperare il rapporto, sarebbe stata picchiata da lui e abbandonata in strada. Gli investigatori hanno inviato una relazione di quanto accaduto alla Procura della Repubblica di Agrigento.

27 luglio, Ad Agrigento i Carabinieri della Radiomobile hanno denunciato un uomo di 57 anni, L G sono le iniziali, per porto abusivo di armi e strumenti atti ad offendere allorchè in piazza Stazione, a seguito di una perquisizione personale e veicolare, è stato sorpreso in possesso di un tirapugni in ferro e di un coltello a serramanico di 18 centimetri, nascosti nel cofano dell’automobile.

27 luglio, Il Tribunale di Sciacca ha condannato a 4 mesi di reclusione Antonino Sacco, 37 anni, di Menfi, imputato per avere rubato, in concorso con altre persone non individuate, un agnello e una pecora.

28 luglio, A Canicattì ignoti ladri sono entrati negli uffici comunali dello stabile compreso tra la via Cesare Battisti e Domenico Cirillo, hanno danneggiato e reso fuori uso le centraline dei sistemi informatici e di comunicazione voce, e poi hanno rubato 3 computer del servizio igiene ambientale, e altri 2 computer del servizio amministrativo e gare con competenza sul cimitero. Nell’incursione non sono stati risparmiati i distributori automatici di caffè e merendine, forzati e svuotati dei soldi. Indagini in corso.

28 luglio, A Santo Stefano di Quisquina ignoti ladri sono entrati dentro una concessionaria e hanno rubato due automobili Bmw e un furgone Fiat Scudo. Lungo il percorso di fuga, i banditi sono entrati dentro anche il ristorante e tabacchi “La Stazione”, sulla strada statale 118, e hanno rubato 3 macchinette videopoker, una macchinetta cambio monete e diverse stecche di sigarette. Indagano i Carabinieri che, in un’area isolata a Bivona, hanno trovato il Fiat Scudo con all’interno i videopoker e la macchinetta cambio monete, scassinati e mancanti delle cassette contenenti il denaro. Nessuna traccia delle altre auto.

28 luglio, Su richiesta della Procura e su ordine del Tribunale di Ravenna è stato arrestato un agrigentino originario di Campobello di Licata, da tempo residente a Ravenna, di 59 anni di età, indagato per botte, offese e minacce di morte alla sua compagna con la quale convive da 14 anni. I maltrattamenti alla donna, fisici, con gravi lesioni, e psicologici, si sarebbero protratti per quasi 12 anni. Le indagini sono state sostenute dai Carabinieri del Nucleo investigativo ravennate.

29 luglio, Cinque timbri, con varie intestazioni del Comune di Canicattì, sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza nell’ abitazione di Gaetano Cani, 57 anni, deputato regionale dell’Udc, di Canicattì. Il decreto di sequestro è stato firmato dal sostituto procuratore di Agrigento Simona Faga. La Procura di Ragusa ha avviato un’inchiesta su scala regionale per il conseguimento di diplomi di maturità con metodi fraudolenti. Nell’ambito dell’inchiesta è sotto indagine anche l’istituto paritario Luigi Pirandello di Canicattì. Il deputato Gaetano Cani è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Ragusa con l’ipotesi di “contraffazione di atti pubblici, sigilli o strumenti destinati a pubblica autenticazione o certificazione e uso di tali sigilli e strumenti contraffatti”.

30 luglio, Il Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Agrigento, agli ordini del colonnello Fabio Sava, e i Carabinieri del Reparto operativo di Agrigento, agli ordini del colonnello Andrea Azzolini, hanno compiuto numerose perquisizioni in abitazioni e sedi legali di imprese, riconducibili a 23 tra persone e ditte, tra Agrigento, Favara, Aragona, Naro, Licata, San Giovanni Gemini, e poi anche a Roma e Santa Venerina in provincia di Catania. Il decreto di perquisizione è stato firmato dal procuratore aggiunto di Agrigento Ignazio Fonzo e dai sostituti procuratori Andrea Maggioni e Matteo Delpini che indagano su una presunta associazione per delinquere impegnata in falsi e corruzione sulle attestazioni Soa che attestano la solidità economica delle imprese e che sono preliminari alla partecipazione a gare d’appalto pubbliche di elevato importo, e poi sulla costituzione di fittizi rapporti di lavoro, l’intestazione fraudolenta di denaro, il riciclaggio e il reimpiego di capitali di provenienza illecita. La presunta associazione sarebbe legata anche da rapporti parentali, amicali e di “fratellanza massonica”.

30 luglio, L’ avvocato civilista Giuseppe Lo Brutto, di Canicattì, sposato e padre di due bambini, del quale non vi è più traccia dalla mattina di lunedì scorso 27 luglio, avrebbe telefonato ai familiari tranquillizzandoli. Sarebbero stati gli stessi familiari ad informare la Polizia di Stato della telefonata ricevuta dal congiunto. La denuncia di scomparsa è stata presentata dalla moglie martedì mattina 28 luglio, a seguito del mancato rientro a casa del marito.

30 luglio, Domenica scorsa 26 luglio ad Agrigento, in piazza Ravanusella, la Polizia è intervenuta per sedare una lite. Un residente nella zona, il marocchino Mohamed Mekkaoui, 57 anni, tra i protagonisti della lite, è stato arrestato anche perché si è barricato dentro casa minacciando l’esplosione di una bombola del gas e brandendo contro i poliziotti una catena in ferro. Ebbene, dopo l’arresto dell’ africano, la sua abitazione ha subito due incendi che hanno impegnato per diverse ore i Vigili del fuoco e che hanno distrutto l’abitazione.

30 luglio, A Menfi i Carabinieri hanno arrestato Giovanni Titone, 30 anni, che sconterà, nell’ ambito dell’ inchiesta antidroga cosiddetta Baccanalia, la pena residua di 2 anni e 6 mesi di reclusione per spaccio di sostanze stupefacenti, reato commesso a Menfi da gennaio 2008 a maggio 2010, e per furto aggravato perpetrato a Castelvetrano nel mese di maggio 2009. Titone è recluso nel carcere di Sciacca.

30 luglio, A Palma di Montechiaro, i poliziotti del locale commissariato, agli ordini di Angelo Cavaleri, hanno scoperto un lotto di terreno a ridosso della statale 115 coltivato a serre di piante di marijuana, già adulte e pronte per essere raccolte. Sono stati denunciati i fratelli P.S e G.S, sono le iniziali dei nomi, rispettivamente di 25 e 20 anni, affittuari del lotto di terreno.

31 luglio, E’ stato rintracciato nel nord Italia l’ avvocato di Canicattì, Giuseppe Lo Brutto, 40 anni, del quale non vi è stata più traccia dalla mattina di lunedì scorso 27 luglio quando ha salutato la moglie e uno dei due figli piccoli ed è uscito da casa diretto ad Agrigento. A rintracciare Lo Brutto sono state le forze dell’ordine, allarmate su scala nazionale dai poliziotti del Commissariato di Canicattì, dopo la denuncia di scomparsa presentata dai familiari martedì scorso. Lo Brutto avrebbe raggiunto il nord Italia con la propria automobile Peugeot 308.

31 luglio, La giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Alessandra Vella, accogliendo quanto richiesto dal sostituto procuratore, Carlo Cinque, ha disposto il giudizio immediato, per cooperazione in omicidio colposo plurimo, a carico del direttore della riserva di Maccalube ad Aragona, Domenico Fontana, presidente regionale di Legambiente e assessore al Comune di Agrigento, del dipendente della stessa riserva, Daniele Gucciardo, e di Francesco Gendusa, dirigente regionale e responsabile aree protette. Fontana, Gucciardo e Gendusa risponderanno della morte di Laura e Carmelo Mulone, i fratellini di 7 e 10 anni di Aragona, morti sepolti lo scorso 27 settembre 2014 dalla eruzione fangosa, di circa 40 metri, provocata dall’esplosione di un vulcanello nella riserva. Il padre dei due bambini è stato salvato dalla Protezione civile. I gestori della riserva non avrebbero provveduto alla sicurezza dell’ area. L’inchiesta è coordinata dal procuratore capo Renato Di Natale, dall’aggiunto Ignazio Fonzo e dal sostituto Carlo Cinque. La prima udienza è in calendario il 3 novembre innanzi al giudice monocratico Gianfranca Infantino.

1 agosto, Ad Agrigento, a San Leone, 3 studenti liceali, tra 2 di 17 anni e uno di 18 anni, sono stati assaliti e picchiati poco fuori un chiosco lungo Viale delle Dune da un gruppo di giovani. Forse almeno sei persone si sono avventate senza apparente motivo contro i 3 ragazzi. Prima le urla e le offese, poi gli aggressori li hanno colpiti a calci e pugni. Sono stati allarmati i Carabinieri telefonando al 112 e gli aggressori sono scappati. I tre ragazzi feriti sono stati trasportati in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni di Dio.

1 agosto, Maltrattamenti in famiglia ad Agrigento. Un uomo avrebbe schiaffeggiato la moglie al culmine dell’ennesima lite in un’ abitazione in via Manzoni. Sul posto è intervenuta la Polizia, che ha raccolto la denuncia della donna. La signora ha raccontato agli agenti che il marito, con il quale è in corso una crisi coniugale, l’avrebbe ripetutamente schiaffeggiata. E’ stato richiesto anche l’intervento di un’ambulanza del 118. Il personale medico ha visitato e medicato la donna.

1 agosto, I Carabinieri della stazione di Realmonte hanno arrestato, per minaccia e resistenza a pubblico ufficiale, Antonino Arrigo, 50 anni, residente a Siculiana, impiegato regionale. L’uomo sarebbe esploso in escandescenze, provocando la caduta a terra di un carabiniere, dopo essere stato bloccato a bordo di un motociclo insieme ad altre 2 persone.

3 agosto, Il Tribunale del Riesame di Palermo ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Alessandra Vella, a carico di Mirko Giugno, 25 anni, di Licata, operatore sanitario, arrestato per atti sessuali che – secondo la Procura di Agrigento e la Polizia di Palma di Montechiaro – sarebbero stati compiuti all’interno di una comunità di accoglienza per minori con disabilità e disturbo del comportamento a Licata. La decisione del Riesame è stata motivata per mancanza di gravi indizi di colpevolezza. Dunque, a Mirko Giugno, difeso dall’ avvocato Santo Lucia e detenuto per 10 giorni, è stata restituita la libertà senza alcuna misura preventiva.

3 agosto, Ad Aragona, in campagna, in contrada Belvedere, un pensionato di 84 anni, Vincenzo Capodici, conosciuto come “Gino”, è morto avvolto dalle fiamme. E’ stato avvisato da alcuni compaesani di un incendio divampato nel suo terreno, si è precipitato sul posto per tentare di spegnere il rogo, ed è stato aggredito e sopraffatto dalle fiamme forse perché anche colto da un malore. Sono stati i figli a scoprire l’anziano padre riverso sul terreno con evidenti segni di bruciatura. La Procura della Repubblica di Agrigento ha disposto l’ispezione cadaverica.

3 agosto, A Porto Empedocle, in contrada Inficherna, in un condominio si è reso necessario l’intervento delle Forze dell’ ordine perché una coppia di condomini ha litigato con un altro condomino che ha “osato”, tra virgolette, bussare alla porta dei vicini di casa perché disturbato dal rumore perdurante provocato dalla coppia intenta a intrattenersi in rapporto amoroso. L’uomo, interrotto, non avrebbe gradito l’intrusione del condomino.

3 agosto, A Licata i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari Paolo Carisotto, 53 anni, per furto aggravato e porto ingiustificato di oggetti atti ad offendere. Carisotto è stato sorpreso in contrada Sant’Oliva, intento a rubare in un vigneto 100 chili di uva da tavola pregiata “black magic” ed a caricarla nel cassone del proprio motocarro “Piaggio Ape”, poi sequestrato perché senza assicurazione. Peraltro, l’ uva sarebbe stata dannosa per la salute umana perché, come è noto, durante agosto i vigneti sono trattati con dei pesticidi per assicurare il raccolto alla vendemmia autunnale e, ovviamente, non sono ancora trascorsi i tempi previsti per la raccolta. A Paolo Carisotto è stato inoltre sequestrato un coltello a serramanico di 20 centimetri.

3 agosto, A Sciacca i Carabinieri della Radiomobile della locale Compagnia hanno arrestato ai domiciliari un uomo di 33 anni, L G V C sono le iniziali del nome, e hanno denunciato un 18enne, P A, e un minorenne di 17 anni, B D. I 3 risponderanno di resistenza aggravata, lesioni, violenza e minaccia a pubblico ufficiale.

3 agosto, A Ravanusa i Carabinieri hanno arrestato Ignazio Alessi, 61 anni, operaio, che sconterà ai domiciliari un mese di arresto per inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità, a Ravanusa nel 2012.

4 agosto, Attenzione in spiaggia ad Agrigento. Una coppia di turisti stranieri ha denunciato ai Carabinieri di essersi tuffata in acqua e poi, al rientro sulla battigia, si è accorta di avere subito il furto dello zaino con dentro soldi, documenti di riconoscimento, bancomat, carte di credito e anche i biglietti dell’aereo per il ritorno.

4 agosto, Ad Agrigento un incendio è divampato per cause accidentali, verosimilmente un corto circuito all’ impianto elettrico, in una sala espositiva del Museo archeologico regionale “Pietro Griffo”.
Le fiamme hanno danneggiato 4 vetrine della sala 13 con all’interno esposti numerosi pezzi risalenti alla preistoria. L’ intervento tempestivo dei Vigili del fuoco ha scongiurato conseguenze più gravi. I Vigili hanno domato le fiamme e hanno trasferito al sicuro numerosi reperti. Circa 15 visitatori sono stati evacuati.

4 agosto, Ad Agrigento, lungo Viale Cannatello, ignoti avrebbero tentato di rubare all’ interno dell’ Ufficio postale sradicando un pannello esterno e tentando di intrufolarsi. Poi hanno desistito. La Polizia ha scoperto il pannello divelto sul pavimento. Indagini in corso.

4 agosto, A Favara i Carabinieri della locale Tenenza hanno arrestato Angelo Bruccoleri, 35 anni, operaio, domiciliato ad Agrigento, che sconterà 1 anno di reclusione per detenzione e spaccio di stupefacenti, a Favara nel 2008.

5 agosto, A Canicattì la Polizia ha denunciato alla Procura di Agrigento un bracciante agricolo di 33 anni, R A sono le iniziali del nome, di Canicattì, perché lo scorso 26 giugno avrebbe travolto con la propria autovettura una giovane donna romena, intenta ad attraversare la strada sulle strisce pedonali all’incrocio tra la via Kennedy e via Giglia, a Canicattì. Il bracciante risponde di omissione di soccorso e lesioni personali. Le indagini, subito scattate dopo l’investimento, hanno permesso di risalire al modello dell’ automobile, una Golf Volkswagen di colore scuro, con segni di danni nella parte anteriore compatibili con l’ impatto. Poi si è risaliti al bracciante.

5 agosto, Il Tribunale del Riesame di Palermo ha annullato le ordinanze di custodia cautelare emesse dal Tribunale di Agrigento nell’ambito dell’inchiesta antidroga “Bazar”, a favore di 2 licatesi e di un immigrato, accusati di spaccio di sostanze stupefacenti. Si tratta di Vincenzo Bugiada e Salvatore Paraninfo, difesi dall’avvocato Giuseppe Glicerio, e di Mejri Faouzi, difeso dall’avvocato Calogero Meli. A carico dei due indagati di Licata, il Tribunale di Agrigento ha disposto l’obbligo di dimora a Licata. E Faouzi è stato recluso ai domiciliari. Adesso i 3 sono liberi.

6 agosto, Incidente stradale lungo la statale 189 Agrigento – Palermo, in territorio di Acquaviva Platani, a poche centinaia di metri dal bivio per Casteltermini. Per cause in corso di accertamento da parte dei Carabinieri, si sono scontrati un furgone Citroen e un autoarticolato. E’ morto Nicolò Mustazzo, 63 anni, di Cammarata, alla guida del furgone Citroen. Il camionista, M G sono le iniziali del nome, di Santa Croce di Camerina in provincia di Ragusa, è stato estratto dalla cabina di guida dai vigili del fuoco di Agrigento e Mussomeli, è stato caricato su un elisoccorso e trasportato a Palermo.

6 agosto, I Carabinieri della Tenenza di Ribera hanno arrestato Antonino Virone, 25 anni, e Francesco Cavalcante, 35 anni, entrambi di Ribera, per detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio. Appena fuori dall’ autobus di linea in viaggio da Palermo, Virone e Cavalcante sono stati perquisiti a Ribera e sorpresi in possesso di 10 grammi circa di eroina e 2 panetti di hashish del peso complessivo di 200 grammi circa. La Procura di Sciacca ha imposto i domiciliari a Virone. E il carcere a Cavalcante. La droga è stata sequestrata.

6 agosto, Il Tribunale di Sciacca ha condannato l’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento a pagare 900 mila euro come risarcimento danni ai familiari di un uomo di Sciacca, di 64 anni, che è stato ricoverato nel reparto di Medicina e Chirurgia con diagnosi di colica renale e, dopo la somministrazione di un antidolorifico, è morto per shock ipovolemico. Il Tribunale ha accolto le istanze dei familiari a titolo di risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale arrecato ai congiunti della vittima, oltre alle spese di giudizio.

6 agosto, Carabinieri agrigentini protagonisti di salvataggi e interventi in mare. A Palma di Montechiaro una motovedetta dell’ Arma di Porto Empedocle ha soccorso una persona a bordo di un gommone gravemente in avaria, e prossimo a imbattersi contro gli scogli. A Lampedusa ancora i Carabinieri in motovedetta hanno denunciato alla Procura un diportista turista che ha navigato all’ interno dell’ area marina protetta antistante l’ isola dei conigli.

7 agosto, I Carabinieri della sezione Tutela patrimonio culturale di Palermo, insieme ai colleghi della stazione di Aragona e della Compagnia di Canicattì, hanno denunciato a piede libero un uomo di Aragona accusato di ricettazione allorchè avrebbe venduto on line monete antiche in bronzo. A casa dell’ aragonese, i Carabinieri hanno sequestrato 3 monete in bronzo, risalenti all’epoca greca, databili tra il quarto e il quinto secolo Avanti Cristo, illecitamente in vendita su internet.

7 agosto, A Palma di Montechiaro i Carabinieri della locale Stazione hanno arrestato ai domiciliari in flagranza di reato Mohammed El Kobbi, 60 anni, originario del Marocco, residente a Palma di Montechiaro e domiciliato ad Aragona, con precedenti di Polizia, responsabile del reato di ricettazione e combustione illecita di rifiuti allorchè è stato sorpreso nelle campagne in contrada Mandranova intento a bruciare la guaina in plastica di cavi elettrici in rame, per un peso complessivo di 100 chili, e non ne ha indicato la provenienza. I cavi sono stati posti sotto sequestro ed affidati in custodia ad una ditta convenzionata. Nel frattempo, in occasione dell’ udienza di convalida, l’arresto non è stato convalidato. Pertanto, il marocchino, difeso dall’ avvocato Gianfranco Pilato, è in stato di libertà.

7 agosto, A Canicattì la Polizia ha denunciato due persone, L S sono le iniziali del nome, 27 anni, di Canicattì, ed L S anche lui, 30 anni, di San Cataldo. I due avrebbero truffato ignare persone catturando illecitamente i loro dati personali e stipulando a nome loro contratti di energia elettrica fasulli. Le persone truffate sarebbero diverse decine in provincia di Agrigento e di Caltanissetta. I due risponderanno di truffa e falso materiale. Le indagini sono state avviate quando una donna ha denunciato di avere scoperto di avere cambiato gestore di energia elettrica a sua insaputa.

8 agosto, Ad Eraclea Minoa, il titolare di un bar ristorante pizzeria in prossimità del mare è stato soccorso in ospedale a Ribera perché è stato aggredito e picchiato violentemente da alcune persone di Alessandria della Rocca. L’ uomo è stato “colpevole”, tra virgolette, di avere negato a due donne l’accesso al bagno del suo locale perché in manutenzione e fuori uso per le operazioni di spurgo. I mariti delle due donne, insieme ad altre persone, avrebbero picchiato il malcapitato, costretto poi a subire 8 punti di sutura sulla testa. Indagano i Carabinieri.

8 agosto, A Ravanusa i Carabinieri hanno arrestato in flagranza di reato Ignazio Alessi, 61 anni, nato a Caltanissetta, residente a Ravanusa, sottoposto ai domiciliari, e responsabile del reato di evasione perché sorpreso fuori dalla propria abitazione. Alessi è stato ancora una volta ristretto ai domiciliari.

8 agosto, I Carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Licata, agli ordini del capitano Marco Currao, hanno arrestato ai domiciliari, in flagranza di reato, Gabriele Vapore, 34 anni, e Angelo Lauricella, 60 anni, entrambi di Licata, per furto aggravato, perché sorpresi all’interno di un’area di pertinenza delle Ferrovie dello Stato intenti a rubare piastre e caviglie in ferro adibite al fissaggio dei binari della linea ferroviaria, per un peso complessivo di circa 300 chili e per un valore di circa 500 euro. La refurtiva è stata restituita al proprietario.

8 agosto, I Carabinieri hanno arrestato in flagranza di reato Pino Panarisi, 45 anni, di Ravanusa, evaso dai domiciliari a Canicattì e sorpreso fuori dalla propria abitazione. Panarisi è stato nuovamente recluso ai domiciliari nella comunità dove alloggia a Canicattì.

10 agosto, A Campobello di Licata incidente sul lavoro mortale : Antonio Lo Coco, 40 anni, sposato e padre di due figli piccoli, è morto precipitando dal tetto di un capannone industriale dove è stato intento in lavori di manutenzione, in contrada Ciccobriglio, all’interno di un’azienda che produce forni da giardino. Antonio Lo Coco sarebbe scivolato per causa ancora da accertare, ed è deceduto sul colpo. Inutili i soccorsi. Indagano i Carabinieri e la Procura della Repubblica di Agrigento.

10 agosto, A Lampedusa due sorelle di 10 e 12 anni sarebbero state violentate da un diciottenne. Il padre delle bambine ha denunciato ai Carabinieri che le figlie sono state a giocare fuori dalla propria abitazione insieme al 18enne loro amico, e lui, ad un tratto, le avrebbe invitate a entrare in casa al momento vuota, e, appena dentro, le avrebbe picchiate, provocandogli lesioni sulle gambe e sulle braccia, e poi, sotto la minaccia di un coltello, le avrebbe violentate.

10 agosto, Ad Agrigento, all’ ospedale “San Giovanni di Dio”, è morto un uomo di 35 anni di Favara, R B sono le iniziali del nome. Si sospetta che si tratti di un caso di overdose di stupefacenti. Il favarese è stato soccorso sabato mattina dagli operatori sanitari del 118, allarmati da alcuni passanti che si sono accorti di una persona priva di sensi e distesa per terra in una via del centro a Favara. Il 35enne è stato trasportato in ambulanza in ospedale, dove è stato ricoverato in gravi condizioni. A tarda sera, intorno alle ore 23, è deceduto. La salma è a disposizione della Procura della Repubblica di Agrigento. Indaga la Polizia.

10 agosto, Controllo straordinario del territorio ad opera dei Carabinieri della Compagnia di Sciacca e dei Comuni del circondario saccense. A Ribera è stato arrestato ai domiciliari un tunisino per resistenza a pubblico ufficiale nel corso di un controllo in un bar. A Sambuca di Sicilia hanno scoperto e sequestrato 3 panetti di hashish per un peso complessivo di 270 grammi. Ignoti, al momento, i possessori della droga.

10 agosto, A Porto Empedocle, lungo la statale 115, due banditi, travisati con un casco integrale e a bordo di un scooter, hanno minacciato con un coltello il benzinaio in servizio in un distributore di carburante e hanno ottenuto la consegna dell’incasso. Il benzinaio, un uomo di 45 anni residente a Camastra, ha lanciato l’allarme. Indagano i Carabinieri.

10 agosto, Ad Agrigento i poliziotti della Squadra Volanti hanno arrestato Salvatore Borchiero, 50 anni, di Mascalucia in provincia di Catania, per tentato furto aggravato allorchè, nottetempo, insieme ad un complice ancora ricercato, è stato sorpreso intento a manomettere lo sportello Postamat al Viale della Vittoria armato di arnesi per lo scasso. Borchiero è scappato a piedi, è stato inseguito e acciuffato. E Salvatore Borchiero oggi è stato processato in direttissima al Tribunale ad Agrigento e il giudice gli ha concesso l’ obbligo di dimora nel suo paese di origine, Mascalucia. Il processo proseguirà il 28 settembre. Borchiero è difeso dagli avvocati Davide Casà e Serena Gramaglia.

10 agosto, I Carabinieri della stazione di Santa Margherita Belice hanno arrestato Antonio Falzone, 28 anni, di Porto Empedocle, per violazione della Sorveglianza speciale di Pubblica sicurezza allorchè è stato sorpreso fuori Porto Empedocle. Il Tribunale di Agrigento ha convalidato l’arresto di Falzone e gli ha imposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Nel frattempo, i Carabinieri hanno denunciato G S sono le iniziali del nome, 41 anni, di Porto Empedocle, perché sorpreso in possesso di banconote false, e G A , 22 anni, anche lui di Porto Empedocle, perché non avrebbe potuto accompagnarsi a pregiudicati.

10 agosto, A Ravanusa i Carabinieri hanno arrestato Carmelo Giardina, 47 anni, già sorvegliato speciale, per maltrattamenti in famiglia, lesioni personali e danneggiamento. I militari hanno sorpreso Giardina a casa sua intento, in evidente stato di agitazione e per futili motivi, ad aggredire la moglie e la figlia con schiaffi e pugni, e a danneggiare gli arredi.

10 agosto, Il Tribunale del Riesame ha concesso gli arresti domiciliari a casa sua, a Castrofilippo, ad Antonino Bartolotta, 90 anni, presunto capomafia del paese, condannato in Cassazione a 16 anni di reclusione nell’ ambito dell’ inchiesta antimafia cosiddetta “Family” che ha provocato, tra gli altri, l’arresto anche dell’ ex sindaco di Castrofilippo, Salvatore Ippolito, condannato a 12 anni e attualmente detenuto. Bartolotta ha beneficiato dei domiciliari in ragione dell’ età e delle precarie condizioni di salute ritenute incompatibili con la detenzione in carcere.

11 agosto, Ad Agrigento, a San Leone, nell’ ambito di un piano di interventi contro i posteggiatori abusivi, la Polizia stradale di Agrigento, agli ordini del vice questore aggiunto, Giuseppe Morreale, ha bloccato e multato nell’area del porticciolo turistico, innanzi al piazzale Caratozzolo, un parcheggiatore abusivo, al quale è stato anche sequestrato il presunto incasso, circa 100 euro, perché frutto di attività illecita. Si tratta di un uomo di 33 anni di Favara, che pagherà 700 euro di multa.

11 agosto, A Sambuca di Sicilia i Carabinieri hanno arrestato i titolari di due bar per furto di corrente elettrica allorchè, all’ interno dei due locali, i militari hanno scoperto due potenti magneti che, posti sopra il contatore, abbattono la lettura quasi del 90 per cento. Si tratta di P G, sono le iniziali del nome, 36 anni, di Castelvetrano, e G R, 37 anni, di Sciacca, entrambi residenti a Sambuca di Sicilia, e risponderanno di furto aggravato.

11 agosto, Ad Agrigento, in piazza Vittorio Emanuele, un bandito ha tentato di compiere una rapina nella sede centrale delle Poste italiane. E’ stato in fila, ha atteso il suo turno, poi, appena innanzi all’ impiegata, ha consegnato a lei una busta chiedendo di riempirla di soldi e le ha puntato contro una pistola. La cassiera ha iniziato a urlare, e il malvivente è fuggito velocemente. Sul posto sono giunti subito i poliziotti dalla vicina Questura. Sotto esame sono le immagini registrate dalle telecamere di video – sorveglianza.

12 agosto, Ad Agrigento, lungo viale Emporium, la Polizia stradale ha sorpreso un minorenne di 17 anni a bordo di un ciclomotore in possesso di 1 grammo virgola 4 di hashish, racchiuso in un involucro di cui il ragazzo ha tentato di disfarsi in prossimità del posto di blocco. Gli esami in ospedale hanno svelato che lo stesso 17enne ha assunto cannabinoidi. Pertanto è stato denunciato per guida sotto gli effetti di sostanze stupefacenti ed è stato segnalato alla Prefettura come assuntore di droga per uso personale. I genitori hanno ritenuto opportuno ringraziare la Polizia per l’ intervento.

12 agosto, Ennesima intimidazione contro l’ex sindaco di Porto Empedocle, Paolo Ferrara. Innanzi al cancello della villa di famiglia è stato scoperto un sacchetto con dentro fiori, una bottiglia con liquido infiammabile e alcuni proiettili inesplosi. Poi un biglietto con la scritta: “Te ne devi andare”.

12 agosto, Ad Agrigento, nottetempo, 2 grondaie in rame sono state divelte e rubate dal retro dello stabile che ospita gli uffici distaccati della Prefettura di Agrigento, nella zona di Bonamorone. I dipendenti hanno denunciato il furto alla Polizia.

12 agosto, A Favara i Carabinieri della locale Tenenza hanno arrestato ai domiciliari Massimo Stagno, 41 anni, operaio, che sconterà 10 mesi di reclusione per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti, a Favara nel 2008.

12 agosto, La sezione misure di prevenzione della Questura di Agrigento ha applicato l’avviso orale, che sarebbe una sorta di cartellino giallo di ammonimento, a 3 persone ritenute pericolose per la sicurezza pubblica. Si tratta di soggetti con numerosi e vari precedenti penali : M G, sono le iniziali del nome, 38 anni, che abita a Racalmuto, K D, 36 anni, che abita a Grotte, ed L R, 38 anni, che abita a Santa Elisabetta.

13 agosto, A Favara, la squadra edilizia dei Vigili urbani, agli ordini di Gaetano Raia, ha sequestrato 9 immobili, tra le campagne in prossimità di contrada Crocca, perché costruiti senza alcuna concessione o in modo difforme rispetto all’autorizzazione comunale. I proprietari sono stati denunciati a piede libero alla Procura della Repubblica di Agrigento per abusivismo edilizio. Inoltre, ancora la Polizia municipale di Favara, grazie alla videosorveglianza mobile, ha sorpreso 120 cittadini intenti a buttare i sacchetti dell’immondizia in strada. Tutti subiranno una multa di 50 euro più 11 euro di notifica.

13 agosto, A Licata la Guardia costiera, agli ordini di Luca Montenovi, ha arrestato due persone sorprese in flagranza di furto di gasolio. Si tratta di un licatese e di un altro di Mazara del Vallo. E’ stato scoperto il carburante all’interno di taniche stivate nell’automobile di uno dei dipendenti delle navi ormeggiate nel porto di Licata. Le stesse taniche sono state pronte per essere trasbordate sul vano bagagli di un’altra automobile parcheggiata a ridosso dei cancelli di ponente del porto commerciale. I militari sono intervenuti e hanno arrestato i due presunti ladri e trafficanti di gasolio.

13 agosto, A Sciacca, all’ ospedale Giovanni Paolo secondo, è stata soccorsa una ragazzina straniera di 15 anni, in vacanza a Sciacca, in condizioni di coma etilico per avere ingerito troppo alcol. Gli amici della ragazzina hanno telefonato all’ambulanza che ha subito trasportato la giovanissima, in preda a una violenta intossicazione da alcol, in ospedale.

13 agosto, Ad Agrigento, a San Leone, una donna di 87 anni, a piedi durante il giorno in via Rimini, che è una traversa di via Maddalusa, è stata affiancata da un malvivente che le ha strappato la borsa ed è scappato. L’ anziana è caduta a terra. Sul posto è intervenuta la Polizia, che ha avviato le indagini.

13 agosto, A Canicattì la Polizia, grazie al numero di targa, ha identificato il pirata della strada che il pomeriggio di domenica scorsa, 9 agosto, è stato coinvolto in un incidente stradale con un’altra automobile con a bordo un uomo di Campobello di Licata. Si tratta di un romeno da tempo residente a Canicattì, il quale, dopo l’impatto, anziché arrestare la corsa e prestare soccorso, è fuggito al volante della sua Bmw. Risponderà di omissione di soccorso. Il campobellese ha subito lievi ferite.

13 agosto, A Ribera i Carabinieri della locale Tenenza hanno arrestato Francesco Cavalcante, 35 anni, per evasione allorchè, seppur sottoposto agli arresti domiciliari, è stato sorpreso all’esterno della propria abitazione. Cavalcante è stato nuovamente ristretto ai domiciliari.

14 agosto, A Licata i Carabinieri hanno arrestato Vincenzo Marotta, 50 anni. L’ uomo risponderà di danneggiamento a seguito di incendio perché nottetempo, in via Montesanto, avrebbe cosparso di liquido infiammabile e appiccato il fuoco all’ automobile Fiat Idea della ex moglie di 43 anni, operaia, e poi alla Fiat Punto di un bracciante agricolo di 45 anni che sarebbe il nuovo compagno della donna. Il licatese, che avrebbe tentato di incendiare anche un’altra automobile della ex moglie, una Renault Megane, è recluso ai domiciliari.

14 agosto, Ad Agrigento intensificati i controlli nel territorio ad opera dei poliziotti della sezione Volanti agli ordini del commissario Tommaso Amato. Controllate 161 persone e 95 veicoli. 13 posti di blocco. Due i documenti di guida ritirati per infrazioni al codice della strada. 10 sanzioni per violazioni al codice della strada. Un 54enne di Favara è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Agrigento perché sorpreso in possesso di un coltello nascosto in auto.

14 agosto, A Palma di Montechiaro la Polizia ha denunciato per guida in stato di ebbrezza e danneggiamento un uomo di 30 anni che, ubriaco alla guida, in via Cangiamila, ha sbattuto e danneggiato 3 automobili parcheggiate. Al palmese è stata inoltre ritirata la patente di guida.

14 agosto, A Licata i Carabinieri hanno sequestrato uno stabilimento balneare, molto frequentato, nella località “Tripodi – Marianello”. Numerose sono le infrazioni contestate attinenti soprattutto all’occupazione abusiva dell’area. Il titolare, F B sono le iniziali del nome, 49 anni, di Licata, è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Agrigento per abusiva occupazione del demanio marittimo. Si tratta di oltre 1.500 metri quadrati di spiaggia, utilizzati per la vendita di alimenti e bevande, tra ombrelloni e sdraio da spiaggia per la clientela.

14 agosto, A Porto Empedocle la Capitaneria e la Guardia di Finanza hanno inflitto una sanzione da 1.032 euro all’ amministratore di uno stabilimento balneare e ad un bagnino per violazione delle norme in materia di sicurezza. E alla titolare di un ristorante sul litorale è stata inflitta una sanzione da 12 mila euro per mancanza di autorizzazione allo scarico dei reflui fognari, e da 1.500 euro per la mancata compilazione della nota di vendita di una partita di prodotto ittico.

14 agosto, Nell’ ambito dell’ inchiesta della Procura di Catanzaro contro le partite di calcio taroccate cosiddetta “Dirty soccer”, il procuratore federale, a conclusione della requisitoria innanzi al Tribunale federale a Roma, ha chiesto, tra l’altro, per Salvatore Astarita, ex calciatore dell’Akragas, la squalifica per 2 anni e 3 mesi, e 40mila euro di ammenda. E a titolo di responsabilità oggettiva un’ammenda di 2.500 euro all’ Akragas. La partita incriminata è Neapolis – Akragas, giocata il 9 novembre del 2014, e conclusa 2 a 2.

16 agosto, A Licata una telefonata ha segnalato al sindaco Angelo Cambiano un furto di rame in corso dentro l’area della stazione ferroviaria dismessa. Il sindaco ha subito allarmato la Polizia e poi insieme al vice comandante dei Vigili urbani si è recato sul posto dove nel frattempo sono intervenuti i poliziotti che hanno intercettato i ladri, che sono scappati, e hanno recuperato la refurtiva gettata a terra. Appena fuori, i ladri si sono imbattuti nel sindaco Cambiano e nel vice comandante dei Vigili urbani, che hanno provato a bloccarli non riuscendovi. Però, il sindaco ne ha riconosciuto uno e ha indicato il nome alla Polizia. Si tratta di Gabriele Calderaro, 33 anni, di Licata, arrestato poco più tardi nella propria abitazione dai poliziotti licatesi agli ordini di Marco Alletto. Poi, ancora il sindaco Cambiano ha riconosciuto in fotografia il complice : V G, sono le iniziali del nome, 34 anni, di Licata, arrestato anche lui. I due risponderanno del tentato furto aggravato di circa 400 metri di cavi in rame.

16 agosto, I poliziotti del commissariato di Porto Empedocle, agli ordini del vice questore, Cesare Castelli, hanno inseguito e acciuffato il ladro di un scooter Piaggio Liberty rubato ad una ragazza a San Leone, al Viale delle Dune, innanzi ad un locale. Il ladro, a bordo dello scooter rubato senza targa e insieme ad un passeggero, ha violato l’alt di una pattuglia ed è fuggito. O G, sono le iniziali del nome, 20 anni, di Porto Empedocle, è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Agrigento per ricettazione e guida senza patente. Indagini sono in corso per risalire all’identità del passeggero del ciclomotore, che si è dileguato.

17 agosto, La Procura della Repubblica di Sciacca ha chiesto il rinvio a giudizio, per falso ideologico, di due dirigenti del Comune, Giuseppe Bivona, responsabile del settore Urbanistica, e Giuseppe Liotta, che ha diretto il settore Ecologia ed Impianti. L’ oggetto dell’ inchiesta è il progetto di costruzione di un impianto di carburante “Tamoil”, in via Verona, e poi trasferito a Porta Palermo. Secondo la Procura i due tecnici avrebbero attestato falsamente che l’area di proprietà dei fratelli Micalizzi, in via Verona, su cui in principio è stata autorizzata la costruzione dell’impianto di carburante, ricade in zona con differenti destinazioni urbanistiche. Secondo la Procura ciò non corrisponde a verità.

17 agosto, I Carabinieri della Compagnia di Licata e della stazione di Naro, agli ordini di Marco Currao, hanno scoperto in territorio di Naro una mini piantagione di marijuana, in un terreno in prossimità della diga San Giovanni, in una zona del Demanio. Sono state sequestrate 3 piante adulte dell’altezza variabile dai 120 ai 150 centimetri, e alcune piantine ancora in fase di crescita. Sono in corso indagini per risalire ai coltivatori delle piante.

17 agosto, Ad Agrigento, lungo viale Cannatello, nel parcheggio innanzi ad un ristorante hanno subito un incendio 2 automobili, una Renault Capture, di un operaio di Naro di 40 anni, e poi, per propagazione, una Fiat Punto di un turista. Ancora ad Agrigento, a Villaseta, in via Maresciallo Pezzino, nottetempo sono stati rotti tutti i vetri del furgone di un operaio.

18 agosto, A Ribera vita movimentata per Francesco Cavalcante, 35 anni, arrestato per detenzione di droga a fini di spaccio. L’ uomo è stato recluso in carcere, poi il Tribunale gli ha concesso i domiciliari, poi i Carabinieri lo hanno arrestato una seconda volta per evasione dai domiciliari e lo hanno ristretto ancora una volta ai domiciliari ma il Tribunale ha invece disposto il carcere, e pertanto è stato trasferito in carcere.

18 agosto, Ad Agrigento lo scooter Piaggio Liberty di un africano originario della Somalia, di 32 anni, è stato rubato due volte nel corso di pochi giorni. L’ uomo è residente nel quartiere Esseneto. Il ciclomotore gli è stato rubato il giorno di Ferragosto. L’indomani mattina, dopo la denuncia, il ciclomotore è stato poi ritrovato dalla Polizia in via Esseneto. Durante la notte però, il ciclomotore è stato ancora una volta rubato.

18 agosto, I Carabinieri della Tenenza di Ribera hanno arrestato George Silion, 58 anni, originario della Romania. I militari sono stati allarmati da una donna, anche lei romena, che ha denunciato di avere subito una tentata estorsione di denaro da parte dell’ uomo.

18 agosto, Ad Agrigento un uomo di 35 anni è stato soccorso in Ospedale, con prognosi di 30 giorni, perché è stato aggredito e picchiato violentemente al Villaggio Peruzzo. L’ aggressore è fuggito a bordo di una Mercedes blu guidata da un complice. Indagano i Carabinieri.

19 agosto, A Licata, in periferia, in una sala trattenimenti, a conclusione di un ricevimento nuziale sono intervenuti i Carabinieri e le ambulanze perché agli sposi sarebbe stata servita una torta matrimoniale diversa dalla torta scelta, e ciò avrebbe infuriato molto la sposa che ha lanciato la torta a terra e avrebbe istigato gli invitati a ritorcersi contro il personale del ristorante, tra camerieri e proprietari. E così è stato. Si è scatenata una violenza zuffa sedata solo dopo l’intervento dei Carabinieri.

19 agosto, I Carabinieri del Comando provinciale di Agrigento e del Nucleo cinofili Palermo – Villagrazia hanno denunciato a piede libero alla Procura di Agrigento un uomo di Realmonte, C L M sono le iniziali del nome, 30 anni, sorpreso a Siculiana in possesso di 1 grammo di cocaina, una siringa contenente acqua miscelata con eroina per complessivi 5 milliltri, e 0,4 grammi di marijuana. E poi, un marocchino di 36 anni residente a Siculiana, K G sono le iniziali del nome, è stato denunciato perché sorpreso in possesso di 1,2 grammi di hashish. E poi, a Ribera i Carabinieri hanno denunciato una donna di 32 anni, T O sono le iniziali del nome, perché a casa sua sono stati scoperti 3 flaconi di metadone cloridrato da 20 grammi ciascuno, e un bilancino elettronico di precisione. Il tutto è stato sequestrato.

19 agosto, Ad Agrigento, a San Leone, lungo il Viale delle Dune, la Guardia costiera ha sequestrato lo stabilimento balneare “Baraonda”, perché sprovvisto di concessione del Demanio da parte della Regione. Sotto sequestro dunque ombrelloni, sedie a sdraio e l’intera struttura.

19 agosto, A Ravanusa i Carabinieri hanno denunciato due senegalesi entrambi di 39 anni, venditori ambulanti, residenti ad Agrigento, per vendita di merce contraffatta in Corso della Repubblica. Sequestrate 37 borse da donna, 185 compact-disc, 10 paia di scarpe, e 15 jeans, per un valore di circa 2.500 euro.

19 agosto, A Canicattì ignoti malviventi nottetempo hanno forzato una finestra laterale, sono entrati dentro il salone di un parrucchiere, hanno rubato 2 computer e alcune decine di euro dai cassetti. Indaga la Polizia.

19 agosto, A Licata, grazie alla segnalazione tempestiva da parte dei poliziotti del locale Commissariato, i Vigili del fuoco sono intervenuti in tempo per scongiurare il divampare dell’ incendio di un fienile a danno di un ovile e di centinaia di pecore, in contrada Safarello.

20 agosto, L’Ufficio misure di prevenzione della Divisione polizia anticrimine della Questura di Agrigento, su iniziativa del questore, Mario Finocchiaro, ha notificato 7 provvedimenti ad altrettanti 7 soggetti, tra 5 palermitani e due romeni : a 2 è stato vietato di rientrare a Casteltermini per 3 anni, e poi divieto di rientro per 3 anni a Ravanusa, a Lucca Sicula e ad un altro a Campobello di Licata. Poi, foglio di via obbligatorio per due romeni di 16 e 18 anni abitanti a Canicattì.

20 agosto, Ad Agrigento i poliziotti della Volanti hanno arrestato Calogero Raia, 31 anni, e Davide Agostino Gramaglia, 23 anni, sorpresi nel centro storico, a seguito di una telefonata al 113, a compiere un furto in un’abitazione in vicolo Luparello. I due sono scappati appena si sono accorti della pattuglia, ma i poliziotti, forti della loro descrizione, li hanno rintracciati e acciuffati in via delle Mura. Il Tribunale di Agrigento ha convalidato l’ arresto, e accogliendo le istanze del difensore, l’avvocatessa Serena Gramaglia, ha restituito la libertà a Raia e Gramaglia, in attesa del giudizio abbreviato il 9 novembre.

20 agosto, A Santa Elisabetta i Carabinieri hanno arrestato un africano di 24 anni, originario del Ghana e ospite di un centro d’accoglienza locale in attesa del permesso di soggiorno come rifugiato. I Carabinieri sono intervenuti nel centro storico perché alcuni residenti hanno segnalato la presenza del ghanese intento a minacciare i passanti senza alcun motivo. L’africano si è anche scagliato contro i militari quando sono giunti sul posto.

20 agosto, A Castrofilippo i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari un uomo di 50 anni, A G sono le iniziali del nome, perché, per futili motivi, ha aggredito a colpi di cric un suo concittadino, poi soccorso in ospedale a Canicattì con prognosi di 7 giorni. L’arrestato, con lo stesso attrezzo, ha danneggiato anche l’automobile del rivale.

21 agosto, Il procuratore aggiunto di Agrigento, Ignazio Fonzo, ed il sostituto Andrea Maggioni hanno chiesto il rinvio a giudizio di 70 dei 101 indagati nell’ ambito dell’inchiesta cosiddetta “La carica delle 104”, sulle presunte false invalidità per ottenere i benefici della legge 104. Il 22 settembre 2014, 6 indagati furono arrestati, altri 8 sono stati ristretti ai domiciliari, e a 5 fu imposto l’ obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. I reati ipotizzati, a vario titolo, sono corruzione, falso e truffa aggravata. La Procura di Agrigento ha inoltre chiesto 31 archiviazioni. L’ indagine non si è conclusa allorchè vi sono altri 280 indagati iscritti in un secondo fascicolo per le stesse ipotesi di reato.

21 agosto, A Sciacca la Polizia ha denunciato alla Procura un ragazzo di 18 anni che, senza patente, ha sottratto il fuoristrada di suo padre e ha provocato un incidente stradale peraltro sotto l’ effetto di alcolici. Il mezzo è stato sequestrato.

21 agosto, A Sciacca la Polizia ha denunciato un uomo di 47 anni sorpreso a bordo di un’ automobile con esposto un contrassegno assicurativo falso e riprodotto con uno scanner. Anche il tagliando di revisione del mezzo è risultato una falsa riproduzione. Per il saccense, oltre alla denuncia, è scattato pure il sequestro dell’automobile perchè sprovvista di revisione e di assicurazione.

21 agosto, Ad Agrigento, nel centro storico, in cortile Lauricella, in un’abitazione è esploso, verosimilmente a causa di un corto circuito, un televisore e le fiamme si sono propagate in una intera stanza. Una donna in casa ha subito un’ intossicazione da fumo ed è stata soccorsa dal 118 e dai Vigili del fuoco subito intervenuti per domare l’ incendio.

21 agosto, A Canicattì un ladro ha forzato un ingresso esterno ed è entrato dentro il palasport “Giudici Saetta e Livatino”, e ha scassinato pochi spiccioli dai distributori di caffè e merendine. Le telecamere di videosorveglianza avrebbero immortalato l’autore del furto. A lavoro i Carabinieri.

21 agosto, A Sciacca, la Guardia costiera, all’ interno del porto, ha sequestrato 10 esemplari di tonno rosso per complessivi 580 chili, detenuti illegalmente. Sono stati inflitti 4mila euro di multa a un saccense conduttore di un autocarro a bordo del quale sono stati scoperti i tonni, che sono stati venduti all’asta ed il ricavato è stato incassato dallo Stato.

21 agosto, A Canicattì la Polizia ha denunciato un uomo di 34 anni, attualmente ristretto ai domiciliari, perché a casa sua avrebbe escogitato e praticato un modo per usufruire di numerosi servizi multimediali e di canali tv satellitari senza spendere un centesimo, firmando, con dati non propri, contratti con una società di telefonia.

22 agosto, A Santa Margherita Belice due malviventi hanno affiancato un’anziana donna seduta innanzi casa e hanno tentato di strapparle la collana d’oro dal collo. Il tentativo non è riuscito e i due balordi sono scappati. Indagano i Carabinieri.

22 agosto, Un agricoltore di Naro, di 70 anni di età, è morto all’ ospedale Barone Lombardo di Canicatti a seguito di un malore insorto dopo avere ingerito una prugna prima di cena. Il 70enne è stato trasportato in ospedale dai familiari. I medici hanno tentato in tutti i modi di salvargli la vita. Probabilmente la Procura della Repubblica di Agrigento disporrà l’autopsia per accertare le cause del decesso. Forse l’ uomo è stato soffocato dal nocciolo del frutto oppure è stato colto da un infarto fulminante.

22 agosto, Ad Agrigento, in via Esseneto, ignoti ladri hanno forzato una finestra, sono entrati dentro gli uffici dell’ Azienda sanitaria e hanno rubato un computer portatile. Indaga la Polizia.

22 agosto, Ad Agrigento i Carabinieri sono a lavoro nell’esame delle immagini registrate dalle telecamere di video – sorveglianza su Porta di Ponte al fine di risalire all’ identità di un truffatore che, presentandosi come amico di un gioielliere, ha raggirato un anziano vendendogli false pietre preziose per 2.200 euro, prelevate dall’ anziano a casa sua. Il malcapitato si è poi recato dal gioielliere del tutto ignaro di quanto accaduto, e ha scoperto di avere tra le mani solo patacche.

24 agosto, La Procura della Repubblica di Agrigento indaga sulla gara d’appalto del servizio di nettezza urbana che lo scorso 26 maggio la commissario Luciana Giammanco, a conclusione della propria attività commissariale, e per assicurare continuità al servizio, ha aggiudicato al raggruppamento di imprese Iseda, Sap e Seap. Al bando hanno partecipato altre 2 aziende : la Ambiente 2.0 di Assago e la Ciclat Trasporti Ambiente di Ravenna, ma entrambe sono state escluse per carenza di requisiti. Su tale aggiudicazione pende anche un ricorso al Tar, presentato a fine maggio dalla CasArtigiani, rappresentata da Stefano Catuara, che contesta i requisiti troppo restringenti per partecipare allo stesso bando. Sono stati già ascoltati dai magistrati inquirenti la stessa Lucia Giammanco e poi il dirigente comunale Gaetano Greco. Al momento non vi è nessun iscritto nel registro degli indagati. I sospetti di irregolarità, legati non solo ai requisiti ma anche alla non possibilità da parte del Comune di esperire una gara d’appalto oltre il milione di euro, essendo l’appalto in questione di 1 milione e 200mila euro, sono stati sollevati, tra gli altri, dall’ ex vice presidente del Consiglio comunale di Agrigento, Giuseppe Di Rosa.

24 agosto, A Licata, in contrada Monserrato, ha subito un incendio l’ abitazione di campagna della madre del comandante della Polizia municipale di Licata, Giuseppe Ferraro. Le fiamme hanno bruciato mobili e suppellettili. Sul posto hanno lavorato i Vigili del fuoco. Indagano i Carabinieri della Compagnia di Licata.

24 agosto, A Canicattì un deplorevole atto vandalico è stato compiuto a danno del Calvario, un monumento sacro in piazza Palermo. E’ stata distrutta parte della copertura muraria della struttura, da dove si erge la croce utilizzata per i riti pasquali del Venerdì Santo. Nella zona manca il sistema di videosorveglianza richiesto da tempo all’amministrazione comunale dai residenti.

24 agosto, A Licata i poliziotti del locale Commissariato hanno arrestato per resistenza, oltraggio, minaccia a Pubblico ufficiale e ubriachezza molesta un muratore Vincenzo Cannizzaro, 59 anni, licatese residente in Germania, e da alcuni giorni rientrato a Licata per le ferie estive. In piazza Progresso l’ uomo avrebbe molestato alcune persone e quando sono interventi i poliziotti ha opposto resistenza e avrebbe minacciato un agente.

24 agosto, Ad Agrigento, nel centro storico, nel quartiere cosiddetto Bibirria, è stato compiuto nottetempo un atto di stampo vandalico. E’ stata danneggiata rigando la verniciatura l’ automobile di una famiglia residente nel luogo. Ignoti hanno inoltre forzato uno sportello e hanno accatastato libretto e altri documenti personali sul sedile, e poi li hanno bruciati. Indaga la Polizia.

24 agosto, A Naro, nottetempo, alcune persone hanno tentato di forzare gli infissi di un appartamento posto al piano terra di un edificio di residenza popolare. Il rumore ha allarmato i vicini di casa che hanno iniziato ad urlare costringendo alla fuga gli intenzionati all’ occupazione abusiva. Indagano i Carabinieri.

24 agosto, Una coppia di Ravanusa è sotto indagine da parte dei Carabinieri perché avrebbe aggredito alcuni giorni addietro al pronto soccorso dell’ Ospedale a Licata il medico e gli infermieri in servizio. Nessuno ha subito ferite. Accertamenti investigativi in corso.

24 agosto, A Ravanusa, in Corso della Repubblica, nottetempo, ignoti hanno appiccato il fuoco al portone d’ingresso in legno del Circolo “Menenio Agrippa”, in uso ad associazioni artistiche, culturali e ricreative. Sul posto sono intervenuti Carabinieri e Vigili del fuoco.

25 agosto, La Corte dei Conti della Regione Lombardia ha condannato una docente di Agrigento, C R sono le iniziali del nome, 33 anni. L’ insegnante restituirà al ministero dell’ Istruzione 40mila euro ricavati dalle supplenze del personale Ata nelle scuole in provincia di Como, dal 2001 al 2008. Le supplenze sarebbero state ottenute presentando un falso attestato di servizio presso l’Istituto Alberghiero di Favara. A smascherare l’ inganno è stato un controllo dell’Inpdap. Nel 2010 il Tribunale di Como, dopo denuncia, ha condannato l’agrigentina, dopo richiesta di patteggiamento, a 6 mesi di reclusione. Adesso è stata la volta della giustizia contabile che l’ha riconosciuta responsabile del danno all’ erario.

25 agosto, A Palma di Montechiaro violenta rissa in abitazione. I Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari Salvatore Rallo, 29 anni, bracciante agricolo, Antonino Rallo, 62 anni, pensionato, Carmelo Catania, 46 anni, bracciante agricolo, Giuseppe Catania, 52 anni, pensionato, e Gioacchino Cani, 52 anni, bracciante agricolo. Risponderanno, in concorso, di rissa aggravata, lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale. A causa di futili motivi di natura familiare, i 5 sono stati protagonisti di una violenta colluttazione, ferendosi a vicenda, e ferendo anche un Carabiniere intervenuto per restituire ordine.

25 agosto, A Sciacca i Carabinieri, nell’ ambito di controlli a verifica del rispetto delle norme che regolano l’uso delle aree costiere del territorio, hanno denunciato il titolare di un noto stabilimento balneare per occupazione abusiva del demanio marittimo. E’ stato accertato che l’ imprenditore
ha occupato abusivamente una porzione di spiaggia di circa 100 metri quadrati non compresi in concessione, con il posizionamento di 11 ombrelloni, 22 lettini e 6 pedalò, tutti sottoposti a sequestro penale .

25 agosto, Ad Agrigento, la Polizia, allarmata da una telefonata anonima al 113, ha recuperato una ingente refurtiva in una casa del Villaggio Mosè e ha denunciato un uomo di 28 anni, possessore dell’ appartamento, che non ha spiegato l’origine del materiale risultato rubato in un’abitazione a Favara: 3 maxi televisori di ultima generazione, e una valigia contenente numerosi pezzi di argenteria. E’ stato denunciato anche un presunto complice, un 18enne di Favara, che ha nascosto in un immobile fatiscente 2 borse, 2 computer, 2 fotocamere e una macchina fotografica. Entrambi risponderanno di ricettazione.

25 agosto, A Sciacca la Polizia ha denunciato un minorenne di 16 anni per ricettazione allorchè è stato sorpreso in possesso di una cassa audio e di un mixer rubati 2 settimane addietro ad una cooperativa che gestisce il Castello incantato a Sciacca.

25 agosto, A Favara, probabilmente ad opera della stessa persona, sono stati compiuti due scippi a danno di anziani. Un malvivente ha citofonato ad un’anziana, e appena lei è stata fuori dall’ abitazione le ha strappato la collana d’oro. Nella stessa zona un’altra anziana è stata strattonata ma ha resistito allo scippo costringendo il bandito alla fuga.

26 agosto, A Favara i Carabinieri hanno denunciato un uomo di 30 anni, con numerosi precedenti penali, perché, del tutto ubriaco, ha oltraggiato i militari e poi si è scagliato contro l’automobile dei Carabinieri danneggiandola e ferendosi di conseguenza tanto da essere soccorso in Ospedale. Risponderà di danneggiamento, oltraggio e resistenza a Pubblico ufficiale.

26 agosto, I Carabinieri hanno arrestato 4 uomini originari di Bronte, in provincia di Catania, sorpresi a caricare su un furgone numerosi cartelli stradali posti a segnalazione di pericolo lungo la strada statale 286, nel territorio del comune di Castelbuono. Si tratta di una strada alternativa dove transitano i mezzi pesanti dopo la frana del viadotto Himera sull’autostrada A19 Palermo – Catania. La cartellonistica stradale recuperata è stata restituita al personale dell’Anas, che ha provveduto a ricollocarla nei punti di pericolo a tutela degli automobilisti.

26 agosto, A Lampedusa i Carabinieri hanno denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Agrigento due pregiudicati accusati di detenzione illegale di armi e porto abusivo di arma da taglio. Si tratta di A.C.M. sono le iniziali del nome, 32 anni, di Pantelleria e residente a Lampedusa, e G.M. , 52 anni, lampedusano. Nel corso delle perquisizioni a carico di entrambi sono state scoperte e sequestrate 175 cartucce, di cui 150 calibro 10 e 25 calibro 7, 3 grammi di hashish, e un coltello a serramanico di 20 centimetri.

27 agosto, A Palma di Montechiaro è divampato un incendio all’ interno della chiesa Madre. Sul posto sono intervenuti la Polizia e i Vigili del fuoco, che hanno spento le fiamme. I danni sono minimi. Le indagini tendono alla ricerca della causa che ha sprigionato il fuoco verosimilmente durante le ore di chiusura della parrocchia.

27 agosto, I Carabinieri della Tenenza di Ribera hanno arrestato ai domiciliari Nejib Ben Kahla, 34 anni, tunisino, per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. A seguito di perquisizione personale e domiciliare, il nordafricano è stato sorpreso in possesso di 13,70 grammi di eroina, un bilancino di precisione e altro materiale per il confezionamento delle dosi. Sequestrata anche una somma contante di 15 euro.

27 agosto, A Favara i Carabinieri della locale Tenenza hanno arrestato Giuseppe Biancola, 29 anni, nato ad Agrigento, residente a Favara, coniugato, disoccupato, adesso recluso a Sciacca per ripetute violazioni della detenzione domiciliare a cui lo stesso Biancola è stato sottoposto.

27 agosto, A Licata un furto è stato perpetrato a danno della Dedalo Ambiente. Ignoti ladri sono entrati all’interno del deposito dei mezzi, nell’area industriale a Piana Bugiades, appena fuori il centro abitato, e hanno rubato il carburante dai camion e dagli autocompattatori. Il sopraggiungere di un autista ha indotto i ladri a fuggire abbandonando a terra alcuni bidoni. Rubati almeno 200 litri di gasolio.

27 agosto, Ad Agrigento, a San Leone, su una spiaggia del Viale delle Dune, un bagnino ha telefonato al 112 perché ha trovato una cassetta funeraria, del tipo che si usano per custodire le ceneri. I Carabinieri hanno raccolto la cassetta, sigillata, e l’ hanno consegnata alla Procura di Agrigento che a sua volta ha incaricato l’ Azienda sanitaria a compiere i rilievi. Indagini in corso.

27 agosto, A Canicattì, nel centro abitato, in via Capitano Ippolito, si è scatenata una furibonda rissa tra romeni. Due gruppi, probabilmente sotto gli effetti di alcolici, si sono affrontati e uno ha tentato di colpire gli altri anche con una mazza di ferro. Il tempestivo intervento delle forze dell’ ordine ha scongiurato il peggio.

28 agosto, La Procura della Repubblica di Agrigento e la Polizia del Commissariato di Canicattì indagano a seguito della morte a Canicattì di un barbiere di 46 anni, Giuseppe Cacciatore. L’uomo sarebbe deceduto vittima di un malore dopo un alterco con alcuni familiari. Cacciatore è morto al pronto soccorso dell’ospedale Barone Lombardo a Canicattì. Gli investigatori sono impegnati a riscontrare quanto sarebbe accaduto, e i motivi del litigio. La salma della vittima è custodita nella sala mortuaria dell’ospedale canicattinese, in attesa dell’ autopsia.

28 agosto, Ad Agrigento la Polizia ha arrestato un immigrato, Bagilo Suso, originario del Gambia. E’ accusato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: sarebbe stato alla guida dell’imbarcazione con a bordo 202 migranti giunta a Lampedusa il 22 agosto. Gli extracomunitari sono partiti dalla Libia.

28 agosto, A Licata, sulla spiaggia in contrada Pisciotto, ha subito un incendio lo stabilimento balneare, “Onda marina beach”. Le fiamme, molto impetuose tanto da essere visibili anche a centinaia di metri di distanza, sono divampate intorno alle ore 4.30 della notte. Sul posto hanno lavorato i Vigili del fuoco del distaccamento di Licata. I danni sono ingenti. Indagano i Carabinieri della locale Compagnia e la Procura di Agrigento.

28 agosto, I Carabinieri della Compagnia di Cammarata hanno arrestato, per furto di energia elettrica a danno dell’ Enel, il titolare di un panificio a San Giovanni Gemini. Si tratta di Sebastian Mangiapane, 27 anni, originario di Santo Stefano Quisquina. La scoperta del furto è frutto di una segnalazione effettuata dalla centrale di monitoraggio della società gestore del servizio.

29 agosto, A Siculiana, all’ interno della riserva naturale “Torre Salsa”, ignoti piromani hanno appiccato il fuoco in contrada “Cannicella”, in un’area dove vi è un ampio canneto, nella zona A protetta. Le fiamme hanno minacciato anche un vicino uliveto. Grazie all’intervento della squadra antincendio di Siculiana, coordinata dagli ispettori del Corpo Forestale Distaccamento di Agrigento, tempestivamente allarmati dal personale della torretta di avvistamento posta all’interno della riserva, è stato salvato l’uliveto e sono stati limitati i danni alla vegetazione spontanea della macchia mediterranea.

29 agosto, A Palermo, la seconda sezione civile della Corte d’Appello ha riconosciuto il risarcimento di 513mila euro a favore di Rosaria Guccione, Giuseppina Vasile Cozzo e Giorgia Di Nolfo, rispettivamente moglie, figlia e nipote di Salvatore Vasile Cozzo, operaio di San Biagio Platani, in provincia di Agrigento, morto vittima di un incidente sul lavoro in un cantiere edile nel 2004, durante un intervento di saldatura di tubi. Già in primo grado è stato riconosciuto un risarcimento dal Tribunale civile.

29 agosto, A Canicattì blitz anti – caporalato ad opera dei Carabinieri della locale Compagnia, che hanno bloccato un operaio agricolo del luogo alla guida di un furgone a 9 posti, tutti occupati da persone dirette alla raccolta di uva in un’azienda agricola del comprensorio canicattinese. Secondo quanto accertato, le 9 persone non sono risultate assunte, e quindi sarebbero operai in nero. L’operaio alla guida è stato denunciato, e così anche i 9. Il mezzo è stato sequestrato. I controlli contro il caporalato proseguono nelle campagne.

30 agosto, Venerdì 28 agosto scorso, lungo la statale 189, in territorio di Acquaviva Platani, un incidente stradale all’ interno della galleria “Mola” ha provocato il ferimento di Giuseppa Alessi, 91 anni, di Cammarata. Adesso la donna è morta all’ ospedale “Sant’Elia” di Caltanissetta, dove è stata ricoverata in elisoccorso dopo che la figlia di 50 anni, alla guida di una Fiat Panda, si è scontrata, per cause in corso di accertamento, contro un furgone frigorifero commerciale Iveco Daily, guidato da un 40enne di Agrigento. La Procura di Caltanissetta ha avviato un’inchiesta.

30 agosto, A Ribera, sulla spiaggia di Seccagrande, in località “Corvo”, una donna è morta a pochi metri dalla sua abitazione vittima di un improvviso malore. Si tratta di Paola Daino, 66 anni, madre di due figli e moglie del poeta riberese Giuseppe Cannata. I bagnanti presenti hanno lanciato l’allarme al 118. Un’ambulanza ha prestato subito i soccorsi, che si sono però rivelati inutili.

31 agosto, A Porto Empedocle amara sorpresa per una coppia di sposini appena rientrata dal viaggio di nozze, una crociera nel Mediterraneo. I due, durante l’assenza, hanno subito un furto nel proprio appartamento, in contrada Inficherna, in una palazzina popolare. I ladri hanno rubato il televisore, soprammobili di valore, anche pentole e piatti, dunque gran parte dei regali ricevuti per lo sposalizio. Indaga la Polizia.

31 agosto, A Racalmuto, nottetempo, ha subìto un incendio un escavatore dell’ impresa “Ecowatt srl”, in un cantiere in contrada Cannatone, alla periferia del paese. Il titolare della ditta è un giovane originario di Grotte ma residente a Racalmuto. L’escavatore è stato utilizzato per livellare un terreno su cui sarà installato un impianto fotovoltaico. Indagini in corso.

31 agosto, A Licata la Polizia ha trasferito in carcere Vincenzo Guttadauro, 29 anni, di Licata, perché destinatario di un ordine di arresto poiché presunto responsabile del tentato omicidio di un infermiere impiegato in una struttura sanitaria a Caltagirone dove lo stesso Guttadauro è stato ospite. Lo scorso 23 agosto, il paziente Guttadauro, dopo aver devastato i locali della cucina, avrebbe aggredito con violenza, a colpi di legno, l’infermiere che ha tentato di tranquillizzarlo. Vincenzo Guttadauro è recluso nel carcere di Caltagirone.

31 agosto, A Licata, un produttore agricolo ha subito all’ interno della sua azienda agricola un maxi furto di melanzane, che ha coltivato e che a giorni avrebbe raccolto. Si tratta di un’azienda agricola biologica, i cui prodotti sono molto apprezzati soprattutto da supermercati, ristoranti e pizzerie che utilizzano materia prima coltivata senza l’ uso di additivi.

31 agosto, Ad Agrigento, al Viale della Vittoria, durante il giorno, ignoti ladri, approfittando della temporanea assenza dei proprietari, hanno sradicato e prelevato la cassaforte da un muro rubando 3mila e 500 euro e oggetti preziosi per diverse migliaia di euro. Indaga la Polizia.

31 agosto, Ad Agrigento, in piazzale Rosselli, nottetempo, a seguito dell’ allarme lanciato da alcuni passanti, i Carabinieri hanno scoperto cadavere un uomo originario della Romania. Si tratta di Ioan Manole, 67 anni, morto dentro un’automobile nei pressi di via Ragazzi del 99. Si ipotizza la morte per cause naturali, forse un infarto.

31 agosto, A Menfi, in via della Riviera, un’ automobile Smart è uscita fuori strada ribaltandosi più volte su se stessa. Il conducente, Gabriele Chiaramonti, 36 anni, di Agrigento, è stato trasportato in elisoccorso in gravissime condizioni all’ ospedale Villa Sofia a Palermo, ha subito un intervento di neuro – chirurgia, e adesso versa in coma farmacologico. La ragazza a bordo insieme a Chiaramonti è stata ricoverata anche lei a Villa Sofia ma non è in pericolo di vita.

31 agosto, I poliziotti della Polizia stradale di Agrigento, diretti da Giuseppe Morreale, tra giovedì 27 e domenica 30 agosto hanno inflitto ben 63 multe ad automobilisti sorpresi alla guida intenti a scrivere o rispondere al telefono. Lo stesso Morreale afferma : “E’ preoccupante come la prima causa di morte in incidenti stradali sia proprio l’utilizzo di apparecchi elettronici alla guida e quindi non più le alte velocità di percorrenza delle strade. Il nostro non è poi un servizio di repressione, ma di prevenzione”. I 63 multati pagheranno 150 euro a testa e subiranno la decurtazione di 5 punti sulla patente.

1 settembre, A Campobello di Licata i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari due coppie di Licata sorprese nei pressi della stazione ferroviaria, in contrada Favarotta, a rubare piastre in ferro per il fissaggio dei binari lungo la tratta ferroviaria Canicattì – Licata – Gela, e a caricarle sulle rispettive Piaggio Ape, per un peso complessivo di 400 chili. Si tratta di Salvatore Miccichè, 49 anni, Giuseppa Gastrucci, 48 anni, Francesco Sortino, 28 anni, e Giacoma Luana Atomista, 26 anni. Risponderanno di furto aggravato di materiale ferroso ai danni della ferrovia.

1 settembre, A Ribera, sulla spiaggia di Seccagrande, un anziano di origini calabresi, Ariosto Carnevale, di 86 anni, è morto verosimilmente vittima di un malore. La moglie ha allarmato il 118. Inutile l’ intervento dell’ ambulanza.

1 settembre, A Sciacca un raid vandalico è stato compiuto a danno delle bacheche informative collocate dal Rotary nelle piazze Scandaliato, Duomo e Noceto, nel centro di Sciacca e nella zona termale. Indaga la Polizia Municipale anche con l’ausilio delle immagini registrate dalle telecamere di video sorveglianza.

1 settembre, A Favara, in piazza Mazzini, ignoti sono entrati nei locali dell’ Ufficio tecnico del Comune forzando gli ingressi. I Carabinieri e i dipendenti comunali sono a lavoro per accertare se sia stato rubato qualcosa.

1 settembre, A Canicattì i ladri hanno imperversato tra un istituto scolastico e lo stadio comunale “Carlotta Bordonaro”. Allo stadio hanno rubato alcune paia di scarpe da calcio e magliette della società Asd Canicattì calcio. Nella scuola “Gangitano”, dopo l’irruzione furtiva, non sarebbe stato rubato nulla di rilevante.

2 settembre, Brillante operazione dei poliziotti del Commissariato di Porto Empedocle, diretti dal vice questore, Cesare Castelli. Sono stati arrestati Giuseppe Butera, 37 anni, già sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno, e Francesco Di Stefano, 39 anni, entrambi di Porto Empedocle. Butera e Di Stefano sono stati sorpresi in flagranza del reato di rapina aggravata. Intorno alle ore 22.30 di ieri sera, una Volante in via Roma ha udito delle grida. Un uomo è stato rapinato, e i rapinatori sono fuggiti. Francesco Di Stefano è stato subito intercettato e bloccato, e così anche, poco dopo, Giuseppe Butera. I due hanno rapinato un anziano pensionato, originario di Lampedusa, all’ interno della sua automobile. Lo hanno colpito al volto con un pugno, e gli hanno strappato dalle mani una borsa contenente la somma contante di 123mila e 700 euro, che è il provento della commercializzazione di prodotti ittici di cui è titolare lo stesso pensionato. Butera e Di Stefano sono reclusi a Petrusa.

2 settembre, A Realmonte, in via Roma, 3 banditi con il volto travisato da passamontagna e casco integrale, di cui 2 armati di taglierino, hanno rapinato l’Ufficio Postale. I 3 hanno minacciato i dipendenti, e hanno ottenuto la consegna in contanti di 6mila euro circa. Poi sono scappati. Indagano i Carabinieri.

2 settembre, Ad Agrigento ignoti ladri, approfittando della chiusura per ferie, hanno letteralmente svuotato un deposito di prodotti sanitari in via Unità di Italia. I proprietari, rientrati in attività, si sono accorti del maxi furto di merce per circa 200mila euro, tra caldaie, scaldabagni e altro. Indaga la Polizia.

2 settembre, E’ stata l’operazione cosiddetta “Nettuno” contro l’utilizzo di pesce scaduto, condotta dalla Guardia costiera tra Porto Empedocle, Palermo, Trapani, Mazara del Vallo e Gela. Sono state impegnate 84 pattuglie, 18 motovedette e 258 militari che hanno controllato in tutto 50 ambulanti, 17 ristoranti, 132 punti di sbarco e un venditore all’ingrosso. Emesse in totale 50 sanzioni amministrative, per 73.030 euro, e metà dell’importo soltanto a Palermo. Sequestrati 273 chili di pesce. A Palermo, ad esempio, sono stati denunciati 6 ristoratori tra capoluogo e provincia, per l’utilizzo di calamari e gamberetti scaduti anche da un mese e mezzo. Oltre alla denuncia penale per il pesce scaduto è scattata una multa da 3.166 euro.
Altri sono stati multati perché non hanno indicato nel menù il pesce surgelato.

2 settembre, A Canicattì la Polizia ha denunciato a piede libero due ragazze che si sono affrontate a coltellate per motivi sentimentali. Una delle due, che ha 25 anni, è ricoverata in prognosi riservata all’ospedale “Barone Lombardo” a Canicattì, e risponde di favoreggiamento personale perché ha raccontato di essersi ferita nel corso di una rissa ad Agrigento. E’ stata sottoposta ad un intervento chirurgico per suturare le ferite all’addome e agli arti. L’altra, di 30 anni, è accusata di avere accoltellato l’amica. In un’abitazione del centro cittadino a Canicattì la Polizia ha sequestrato il coltello ancora intriso di sangue.

2 settembre, A Licata i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari Diego Pelonero, 42 anni, perché, nonostante fosse sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di dimora nel Comune di Licata nell’ambito dell’ inchiesta antidroga cosiddetta Bazar, ha violato la stessa misura cautelare uscendo dal territorio del Comune di Licata.
E a Ravanusa i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari Antonino Bella, 24 anni, sottoposto alla misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare, per maltrattamenti in famiglia ed estorsione.

3 settembre, A Bivona i Carabinieri della locale Stazione hanno arrestato Aurel Oala, 20 anni, originario della Romania e domiciliato a Bivona, disoccupato, indagato per furto aggravato. Martedì scorso 1 settembre una cittadina di Bivona ha denunciato un furto a casa sua, dove ignoti hanno rubato un computer portatile e vari oggetti in oro ed argento, per un danno di circa 2.000 euro. Ebbene, i Carabinieri hanno indagato e a casa del romeno Aurel Oala, in via Puccio, hanno scoperto e sequestrato la refurtiva. Oala è in attesa del giudizio direttissimo.

3 settembre, I Carabinieri della Compagnia di Sciacca hanno scoperto e sequestrato a Montevago una maxi piantagione di canapa indiana. 204 piante, in ottimo stato vegetativo e altre essiccate e pronte per essere immesse nel mercato, sono state estirpate dai militari. La coltivazione è stata mimetizzata all’interno di un appezzamento di terreno del Demanio tra i caseggiati diroccati che hanno subito il terremoto del 68. In contrada Mastragostino, i carabinieri della compagnia di Sciacca e delle stazioni di Montevago, Santa Margherita e Sambuca di Sicilia hanno cinturato l’intera area, e poi hanno compiuto il blitz. Le piante hanno raggiunto l’ altezza anche di 3 metri ed il peso complessivo di 180 chili. Peraltro, nei pressi del terreno è stato costruito un impianto artigianale che ha mantenuto costantemente irrigato il fondo agricolo. A fioritura ultimata, la piantagione avrebbe fruttato al dettaglio un guadagno di circa 300mila euro. Sono in corso le indagini per l’identificazione dei responsabili.

3 settembre, A Palma di Montechiaro, in contrada Capreria, ha subito un incendio un trattore cingolato, composto da motrice e rimorchio, della ditta “Sielte”, impegnata in lavori per l’interramento di cavi in fibra ottica. Sul posto hanno lavorato i Vigili del fuoco del distaccamento di Licata. Indagano i Carabinieri della Stazione di Palma di Montechiaro.

3 settembre, Ad Agrigento un ufficiale dell’ Esercito in pensione, di 85 anni, che ha trascorso 5 giorni di vacanza, al rientro ha scoperto che ignoti ladri gli hanno svaligiato la casa tra oggetti preziosi, anche indumenti, biancheria e una sciabola da parata. Indagano i Carabinieri della Stazione di Villaseta.

3 settembre, A Licata, in un’abitazione nel cortile Iacona, una traversa di corso Vittorio Emanuele, nel quartiere Marina, un pensionato di 80 anni, Angelo Tummineo, intento in alcuni lavori domestici, è caduto da una scala ed è morto. L’anziano ha battuto la testa ed è deceduto sul colpo. I vicini hanno allarmato i soccorsi e i Carabinieri.

4 settembre, A Canicattì incursione durante la notte negli uffici del Municipio in corso Umberto primo. Ignoti sono giunti in una terrazza attraverso la grondaia, hanno danneggiato alcuni ingressi alle stanze, hanno rovistato dappertutto tra cassetti e armadi, e, al momento, manca solo un euro conservato nel cassetto di un’impiegata. I Carabinieri hanno acquisito le immagini della videosorveglianza presente in zona.

4 settembre, A Ravanusa un incendio è divampato al Centro comunale di raccolta dei rifiuti gestito dalla Dedalo ambiente. Sul posto i Vigili del fuoco del distaccamento di Canicattì hanno lavorato 5 ore per domare le fiamme. Nel deposito, di circa 4.000 metri quadri, sono conferiti i rifiuti differenziati di Ravanusa e di Campobello di Licata. Alcuni autocompattatori sono stati riparati al sicuro prima di essere investiti dal fuoco. I dirigenti dell’Ato hanno sporto denuncia ai Carabinieri. Il capannone è stato dichiarato inagibile.

4 settembre, A Palma di Montechiaro i Carabinieri hanno arrestato Giovanni Lauricella, 37 anni, già sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari, per evasione, allorchè anziché a casa è stato sorpreso dai militari in strada, peraltro in stato di alterazione psicofisica probabilmente provocata dall’ alcol. Lauricella è stato nuovamente recluso ai domiciliari.

5 settembre, Ad Agrigento i poliziotti della Squadra Mobile, diretti da Giovanni Minardi, hanno arrestato Ellis Quarshie, 20 anni, e Gordon Sawiri, 29 anni, entrambi originari del Ghana, presunti responsabili dei reati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e naufragio. Si tratta del trasporto illegale di 122 migranti dalla Libia verso l’Italia lo scorso 27 agosto. A causa della loro condotta, i due scafisti avrebbero provocato il naufragio dell’imbarcazione e la morte di un numero imprecisato di migranti i cui corpi, tranne i cadaveri di 3 donne, non sono stati recuperati.

5 settembre, Ad Agrigento, a Villaseta, i poliziotti della Squadra Volanti, diretti da Tommaso Amato, hanno arrestato ai domiciliari un commerciante di 50 anni, B A sono le iniziali del nome, per furto di energia elettrica allorchè è stato scoperto un magnete posizionato vicino al suo contatore per rallentare i consumi. Ai riscontri ha partecipato il personale dell’ Enel.

5 settembre, Ad Agrigento, nell’ambito di un articolato piano di controlli antidroga disposto e coordinato dal Comando Provinciale di Agrigento della Guardia di Finanza per i mesi estivi, le Fiamme gialle hanno arrestato ai domiciliari un egiziano di 31 anni, Mahmoud Eldars, sorpreso in possesso di 50 grammi circa di hashish pronti per essere spacciati. Il pusher egiziano, già gravato da precedenti di polizia e noto con il soprannome di “Franco”, sarebbe stato solito avvicinare i propri clienti all’interno di uno dei parcheggi del porticciolo turistico di San Leone. I cani antidroga della Guardia di Finanza hanno inoltre fiutato e scoperto altro hashish che Mahmoud Eldars ha nascosto sotto terra nei pressi della spiaggia.

7 settembre, Ad Agrigento 6 persone sono state multate perché hanno gettato spazzatura in strada, peraltro fuori dagli orari consentiti, in via Sirio, al Villaggio Mosè. Peraltro si tratta di una zona appena ripulita e bonificata da una squadra di operai.

7 settembre, A Canicattì, in contrada Calandra Ponte Bonaria, i Carabinieri hanno sequestrato una fornace abusiva per la produzione di laterizi ed altri materiali per l’edilizia. Il sequestro è stato successivo anche alle proteste dei residenti di viale della Vittoria, via Giudice Antonino Saetta e via monsignor Ficarra, per l’aria irrespirabile. Nel corso del sopralluogo i Carabinieri hanno scoperto che la fornace è priva di ogni tipo di autorizzazioni di legge. Inviata una informativa alla Procura della Repubblica di Agrigento.

7 settembre, Ad Agrigento un maxi furto di cavi in rame è stato compiuto al Villaggio Mosè, in contrada Mandrascava. Nottetempo, ignoti ladri sono entrati furtivamente all’interno di un impianto fotovoltaico, e hanno rubato 1.400 metri di fili elettrici in rame. A scoprire quanto accaduto sono stati i responsabili della struttura. Sul posto sono intervenuti per i rilievi i Carabinieri della Compagnia di Agrigento. Il furto ammonta a 20 mila euro circa.

7 settembre, A Canicattì la Polizia ha denunciato alla Procura un uomo di 54 anni, indagato di truffa e sostituzione di persona allorchè avrebbe organizzato una vendita telefonica di cellulari di ultima generazione attraverso siti web specializzati nel settore. Il 54enne avrebbe incassato i pagamenti non spedendo la merce venduta. E’ stata una donna di Roma, che ha acquistato un telefonino non ricevendolo, a presentare denuncia alla Polizia. Le indagini degli agenti del Commissariato di Canicattì hanno consentito di risalire all’identità del presunto truffatore.

7 settembre, A Canicattì hanno subito un incendio l’ automobile di un operaio di 42 anni parcheggiata in via Ragazzi del 99, e un’altra auto, di un romeno di 37 anni, posteggiata nei pressi di via Nazionale. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco. Indagano i Carabinieri.

7 settembre, A Naro, in contrada Gibbesi, un furto è stato compiuto nel fondo agricolo Robadao, confiscato alla mafia e gestito dalla cooperativa “Rosario Livatino – Libera terra”. Sono stati rubati un trattore, altri mezzi agricoli, alcune arnie complete di melari, e pedane. Una denuncia è stata presentata ai Carabinieri. Mariagrazia Brandara, già sindaco di Naro e presidente del Consorzio per la Legalità e lo sviluppo, commenta : “Nessuno fermerà l’azione di ripristino della legalità che con sacrifici, fermezza, determinazione e buona volonta’ stiamo conducendo. Ogni singola pietra di Robadao è frutto di un grande lavoro e ciò che è accaduto gela il sangue nelle vene. E’ un furto che porta via solo oggetti, non intaccando la nostra convinzione che questa terra continuerà a rappresentare un grande esempio di riscatto della legalità sulla prevaricazione dei sodalizi criminali. Perseguiremo senza sconti e nelle opportune sedi quanti si oppongono al ripristino delle situazioni di diritto”.

8 settembre, I poliziotti del Commissariato di Licata, agli ordini di Marco Alletto, hanno sventato un furto di gasolio da una motrice, all’interno della stazione ferroviaria. Gli agenti si sono insospettititi per degli strani movimenti nell’ area ferroviaria interessata adesso da un cantiere di manutenzione. E due uomini, appena si sono accorti degli agenti in divisa, sono scappati abbandonando la refurtiva sul posto, poi recuperata dalla Polizia : 3 bidoni con 75 litri complessivi di nafta, e un tubo di gomma usato per prelevare il carburante. Indagini sono in corso per scoprire i due ladri.

8 settembre, Ad Agrigento altri interventi degli agenti della Polizia Locale, diretti da Cosimo Antonica, contro l’abbandono di rifiuti per strada e in orari non consentiti. Dopo le 8 multe inflitte in via Sirio, al Villaggio Mosè, altri 8 cittadini sono stati sorpresi dai Vigili urbani ad abbandonare rifiuti, anche speciali, in zone non consentite e quindi sono stati denunciati.

8 settembre, Ad Agrigento, a San Leone, nella zona del porticciolo turistico, nei pressi di piazzale Caratozzolo, gli agenti della Polizia stradale, agli ordini di Andrea Giuseppe Morreale, hanno bloccato e sanzionato 3 parcheggiatori abusivi, 2 di 50 anni e uno di 35 anni, tutti di Agrigento. Sequestrati anche i soldi nelle loro tasche, verosimilmente frutto dell’attività illecita : complessivamente 53 euro in monete. I 3 hanno subito una multa di 700 euro ciascuno.

9 settembre, Il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Agrigento ha confiscato beni mobili ed immobili per un valore di 7 milioni e 500mila euro alla famiglia Di Gioia a Canicattì. Si tratta, nel dettaglio, del capitale sociale e del compendio aziendale della società Di Gioia Metallurgica Srl, che è riconducibile a Calogero Di Gioia, 65 anni. E’ una società di carpenteria metallica con sede a Canicattì, costituita da capitale sociale, beni immobili, automezzi, disponibilità finanziarie, attrezzature, macchinari da lavoro e prodotti finiti. I beni confiscati sono stati affidati ad un amministratore giudiziario. Calogero Di Gioia è stato arrestato nel marzo 2006 e inquisito per mafia nell’ ambito dell’ inchiesta cosiddetta “Camaleonte”. Di Gioia sarebbe stato tramite tra l’allora capo di Cosa nostra agrigentina, Giuseppe Falsone, e i vertici di Cosa nostra palermitani dell’ epoca, Bernardo Provenzano, Antonino Rotolo, Carmelo e Giovanni Cancemi, assumendo il ruolo di referente nella gestione di attività economiche nel settore della grande distribuzione alimentare e dell’edilizia, acquisendo commesse ed appalti in ragione della sua appartenenza al sodalizio mafioso.

9 settembre, A Canicattì ignoti ladri sono entrati furtivamente dentro l’istituto tecnico “Galilei” in via Pirandello scavalcando una ringhiera metallica esterna ed utilizzando un ponteggio attualmente montato per dei lavori. Sono stati rubati alcuni computer. Indagano i Carabinieri.

9 settembre, Ad Agrigento un uomo di 20 anni di Canicattì ha trovato in via Atenea un portafoglio con dentro 65 euro, carte di credito e documenti, e lo ha meritoriamente consegnato alla Polizia che è risalita al proprietario, un ragazzo di Favara.

9 settembre, Maltempo e danni tra Agrigento e provincia. A Cattolica Eraclea, ad Eraclea Minoa, una porzione di un costone è franata e ha danneggiato tre villette che sono state sgomberate precauzionalmente. Ad Agrigento un cornicione è crollato in via Neve, nel centro storico. I mezzi della Provincia Regionale hanno lavorato nel comprensorio Licata -Campobello di Licata – Ravanusa per ripristinare le carreggiate dove si sono registrati allagamenti e smottamenti. A Sambuca di Sicilia è crollato il muro di contenimento, alto 6 metri e largo una decina, della villa comunale. Nessun ferito e nessun danno a strutture e mezzi.

10 settembre, A Licata i poliziotti del locale Commissariato, agli ordini di Marco Alletto, hanno arrestato Giuseppe Consentino, 48 anni, e il figlio, Angelo Consentino, 25 anni, allorchè nella loro casa è stato scoperto e sequestrato un arsenale : una pistola semiautomatica di marca Mauser calibro 7,65 con caricatore inserito senza munizioni, e matricola abrasa, poi una carabina ad aria compressa, una pistola semiautomatica marca Browning con caricatore senza munizioni e matricola abrasa, un revolver, una scacciacani senza tappo rosso, 31 cartucce calibro 22, 16 cartucce calibro 12, e 435 cartucce calibro 7,65 oltre ad oggetti vari per la pulizia delle armi.

10 settembre, A Palma di Montechiaro, nel centro storico, nell’ abitazione di un suo familiare, è stato rintracciato e arrestato Gaetano Burgio, 33 anni, di Palma, bracciante agricolo, inseguito da un mandato di arresto europeo per violenza sessuale che sarebbe stata commessa in Germania. Burgio sarebbe dunque prossimo ad essere estradato in Germania dove dovrà scontare la condanna che gli è stata inflitta per violenza sessuale. La posizione giudiziaria del palmese, detenuto nel carcere Petrusa ad Agrigento, è al vaglio della Corte d’Appello di Palermo.

10 settembre, La Procura di Agrigento e i Carabinieri della Compagnia di Canicattì hanno notificato 21 avvisi di conclusione delle indagini preliminari a carico di altrettanti 21 indagati, a vario titolo per droga e armi, tra Canicattì, Licata, San Cataldo, e Palermo, e nel periodo tra l’ aprile 2012 e il luglio 2014. Si tratta di : a Canicattì Diego Cutaia, 33 anni, Salvatore Napoli, 31, Filippo Cutaia, 27, Luca Giordano, 27, Giuseppe Cutaia, 25, Gioachino Amato, 36, Salvatore Taibbi, 38, Nicolò Lentini, 26, Giuseppe Spampinato, 35, Diego Cigna, 31, Gioachino Cigna, 24, Danilo Tropia, 26, Gioachino Montesanto, 34, Giuseppe Cuscio, 43, Antonio Giardina, 46, e Vincenzo Amato, 63. Poi, a Licata Angelo Ripellino, 30 anni, poi Renato Marchese, 40, di San Cataldo, Gioacchino Stassi, 47, di Palermo, e Mirko Messina, 26 anni, di Caltanissetta.

10 settembre, A Canicattì un uomo di Agrigento di 42 anni ha trovato, nei pressi di un bar del centro cittadino, un borsello, che ha raccolto e consegnato alla Polizia di Stato. Dentro, dopo un controllo, gli agenti hanno scoperto quasi 700 euro in contanti e i documenti del proprietario, che è stato rintracciato ed al quale è stato restituito il borsello. Si tratta di una donna anziana, che aveva appena incassato la pensione da un ufficio postale.

11 settembre, A Cattolica Eraclea, in contrada Salina, lungo la strada provinciale verso Raffadali, ignoti ladri hanno svaligiato l’abitazione di campagna di un pensionato del luogo, e hanno rubato una cucina a gas, un frigorifero, un televisore, una specchiera e diversi mobili. Indagano i Carabinieri.

11 settembre, Ad Agrigento, in Tribunale, in occasione della requisitoria del pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, Giuseppe Fici, si è aggravata la posizione di Gioacchino Middioni, 39 anni, agricoltore di Campobello di Licata, cugino del boss di Cosa nostra Giuseppe Falsone. Infatti, Fici, a seguito delle dichiarazioni del pentito di Naro ed ex braccio destro di Falsone, Giuseppe Sardino, ha contestato a Middioni di essere a capo della famiglia mafiosa di Campobello di Licata, e di finanziare le attività economiche con i proventi dell’associazione mafiosa. Il prossimo 15 ottobre interverrà il difensore del campobellese, l’avvocato Giovanni Castronovo.

11 settembre, A Bivona, in periferia, in contrada Santa Filomena, nottetempo, ignoti hanno spaccato un ingresso e hanno rubato all’ interno del “Caffè Vali”. E’ stato prelevato il registratore di cassa, una macchina cambio monete e decine di stecche di sigarette di varie marche. Il bottino è da quantificare. Indagano i Carabinieri.

11 settembre, A Porto Empedocle, al Lido Azzurro, nottetempo, ignoti hanno forzato un cancello, poi un ingresso e poi hanno rubato all’ interno dello stabilimento balneare “Mediterraneo”. Rubati un televisore, un computer e il registratore di cassa contenente spiccioli. Indagano i Carabinieri.

12 settembre, Il 29 giugno 2011, a conclusione del giudizio abbreviato, il giudice per le udienze preliminari del tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, ha condannato a 16 anni di reclusione il commerciante Calogero Arnone, 51 anni, di Favara, accusato di concorso nell’omicidio di Francesco Gambacorta, commerciante, di Camastra, ucciso il 26 gennaio 2006 tra Agrigento e Favara, in contrada San Benedetto. Per lo stesso delitto, dal movente passionale, e’ gia’ stata condannata a 15 anni di reclusione, con sentenza definitiva, Giuseppina Attardo, 48 anni, di Favara. Ebbene, adesso la Corte d’Assise d’ Appello ha confermato la condanna a 16 anni di reclusione a carico di Calogero Arnone.

12 settembre, A Naro i Carabinieri hanno arrestato Luciano Montemurro, 56 anni, ristoratore, perché è stato sorpreso fuori dalla propria abitazione dove è stato sottoposto agli arresti domiciliari per furto di energia elettrica.

12 settembre, Al Tribunale di Sciacca, nell’ ambito dell’ inchiesta antidroga cosiddetta “ “Pier delle Vigne”, la giudice Luisa Intini ha accolto 5 richieste di patteggiamento e, dunque, a Carlo Giardiello, 34 anni, napoletano e residente a Ribera, sono stati inflitti 2 anni e 10 mesi di reclusione, poi 4 anni di carcere a Felice Puccio, 42 anni, pizzaiolo riberese, poi 3 anni e 10 mesi per Alessio Carrozza, 34 anni, e poi 3 anni e 2 mesi alla moglie di Giardiello, Giuseppina Caltagirone, 28 anni, di Ribera. I quattro sono fuori dal carcere e detenuti ai domiciliari. Ha patteggiato inoltre 2 mesi di reclusione Angelo Di Caro, 37 anni. Rinviati a giudizio Salvatore Riggio, 44 anni, Antonino Soldano, 28 anni, e Giovanni Musso, 33 anni.

12 settembre, Il giudice monocratico del Tribunale di Sciacca, Antonino Cucinella, ha condannato a 1 anno e 6 mesi di reclusione Andrea Castellino, 26 anni, e ha assolto Jassine Amari, 28 anni, imputati di tentato furto. I due si sarebbero presentati al pronto soccorso dell’ospedale “Fratelli Parlapiano” a Ribera, simulando di avere bisogno di cure mediche, e invece ne avrebbero approfittato per rubare merce dal distributore automatico di bibite e snack.

12 settembre, Il Tribunale di Agrigento ha condannato a 3 anni e 8 mesi di reclusione Nazareno Vicari, 49 anni, di Palma di Montechiaro, imputato di estorsione aggravata a danno dell’anziana madre, delle sorelle e del fratello. Vicari è inoltre sottoposto al divieto di dimora in provincia di Agrigento.

13 settembre, Viltà a Naro, in provincia di Agrigento. Intimidazione a danno della cooperativa sociale “Rosario Livatino Libera Terra” in contrada Robadao. Ignoti nottetempo sono entrati all’interno dell’azienda, che è stata confiscata alle famiglie mafiose agrigentine legate al boss Giuseppe Falsone di Campobello di Licata, ed ha appiccato il fuoco a 22 arnie colme di api e miele.

13 settembre, A Ribera i Carabinieri hanno arrestato Gianfranco Termine, 23 anni, che sconterà 6 mesi di reclusione. Il riberese è stato scarcerato lo scorso 9 aprile 2015 dal Tribunale di Sciacca nonostante il parere contrario della Procura. Termine è stato condannato il 2 aprile 2014, a conclusione del giudizio abbreviato, a 7 anni e 6 mesi di reclusione. Gianfranco Termine, che segue un percorso sanitario in un Centro di salute mentale, è stato arrestato l’ 11 gennaio 2013 dopo avere accoltellato con 20 fendenti l’ex fidanzata minorenne all’ interno del cimitero di Ribera.

14 settembre, I Carabinieri della Compagnia di Sciacca hanno arrestato ai domiciliari Ben Kahla Nejib, 25 anni, originario della Tunisia e residente a Ribera, perché nel corso di una perquisizione domiciliare è stato sorpreso in possesso di circa 4 grammi di cocaina, 6 grammi di eroina, un bilancino di precisione, e contanti per circa 500 euro, presunto provento dell’attività di spaccio, oltre vario materiale per il confezionamento dello stupefacente. A casa del tunisino a Ribera è stato inoltre sorpreso un cliente romeno con in tasca la dose di eroina appena acquistata.

14 settembre, A Santa Margherita Belice i Carabinieri hanno arrestato Luciano Saladino, 43 anni. I militari sono intervenuti nell’ abitazione di Saladino per sedare una lite in famiglia perché lo stesso Saladino, in stato di ubriachezza alcolica, ha tentato di aggredire i suoi familiari. In presenza dei Carabinieri, il margheritese si è scatenato ancora di più in escandescenze, e si è rivolto ai militari con frasi minacciose. Risponderà di resistenza e violenza a pubblico ufficiale.

14 settembre, A Canicattì la Polizia ha notificato una ordinanza di divieto di dimora in provincia di Agrigento a carico di una donna di 31 anni che lo scorso primo settembre, al culmine di una lite, avrebbe accoltellato un’amica poco più giovane di lei. Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale di Agrigento nonostante la Procura avesse chiesto l’arresto della 31enne.

14 settembre, A Ribera i Carabinieri hanno arrestato Vincenzo Palminteri, 27 anni, perché, nonostante sia stato sottoposto agli arresti domiciliari, è stato sorpreso fuori la propria abitazione. Palminteri è stato nuovamente ristretto ai domiciliari.

14 settembre, A Sciacca i Carabinieri hanno denunciato due minorenni, di 14 e 15 anni, perché sorpresi in possesso di 2 spinelli e 35 grammi circa di hashish. I giovani sono stati condotti in caserma e poi, dopo le formalità di rito, sono stati affidati ai rispettivi genitori su disposizione del tribunale per i Minori di Palermo.

15 settembre, A Lampedusa i Carabinieri hanno arrestato un operaio di 45 anni, C A sono le iniziali del nome. In contrada Scale, l’ uomo è stato sorpreso in possesso di una coltivazione di 155 piante di canapa indiana, alte tra i 70 ed i 225 centimetri, e poi 126 grammi di foglie di marijuana in essiccazione, 0,7 grammi di hashish, 118 semi di canapa, 2900 euro in banconote da 500 e da 50 euro, 2 bilancini di precisione, un taglierino ed un tubo per l’ irrigazione.

15 settembre, Controlli a tappeto della Polizia stradale di Agrigento diretta dal vice questore Andrea Morreale. Da lunedì a domenica scorsi 66 pattuglie sono state impegnate. Ecco gli esiti : contestate 371 infrazioni, 242 delle quali per il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza, 6 per utilizzo del cellulare alla guida, e 4 per guida sotto l’effetto di sostanze alcoliche tra cui un uomo di 50 anni di Raffadali sorpreso sul viadotto Morandi. Poi 16 per mancata revisione e 11 per circolazione con polizza assicurativa scaduta. Poi 11 patenti e 7 carte di circolazione ritirate, 1145 i punti decurtati, 491 le persone sottoposte al test dell’etilometro, 34 i soccorsi ad automobilisti in difficoltà e un intervento per un incidente stradale.

15 settembre, La sezione del lavoro del Tribunale di Sciacca, accogliendo le tesi difensive dell’ avvocato Luigi Ventriglia nell’ interesse di due collaboratori scolastici, ha condannato il ministero della Pubblica Istruzione a risarcire gli stessi collaboratori per violazione e non legittimità dei contratti a termine stipulati tra i lavoratori ricorrenti e il ministero. “Più in particolare – spiega l’ avvocato Ventriglia – è stato superato il termine di 36 mesi previsto dall’ articolo 4 bis del decreto legislativo 368 del 2001. E pertanto ricorre l’abuso a carico della Pubblica Amministrazione per violazione della normativa comunitaria. Con la sentenza della sezione Lavoro del Tribunale di Sciacca – conclude l’avvocato Ventriglia – è stato riconosciuto un diritto fondamentale dei due collaboratori scolastici”.

15 settembre, Un ragazzino di 15 anni di Campobello di Licata è morto all’ospedale “Umberto primo” di Enna, dopo è stato trasferito dall’ ospedale “Barone Lombardo” di Canicattì. Il ragazzo ha accusato un violento mal di testa e sintomi di nausea e vomito. E’ stato prima ricoverato a Canicattì e poi ad Enna in Rianimazione. I familiari hanno presentato denuncia. Sarà l’autopsia ad accertare le cause della morte del campobellese, già disposta dalla Procura di Enna.

15 settembre, Ad Agrigento i Carabinieri hanno arrestato un uomo di 23 anni, F S sono le iniziali del nome, per evasione allorchè è stato sorpreso fuori in strada, alla guida di un’automobile senza patente, nonostante fosse sottoposto agli arresti domiciliari.

15 settembre, Il giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Alfonso Pinto, ha respinto la richiesta dell’ ex presidente del Consorzio Asi di Agrigento, Stefano Catuara, al fine di ottenere un maggiore compenso di 36 mila euro con un decreto ingiuntivo all’Irsap e al Consorzio Asi di Agrigento in liquidazione. In proposito interviene il presidente dell’ Irsap, Alfonso Cicero, che commenta : “Il giudice ha confermato la correttezza dell’operato del già commissario Asi, Alfonso Cicero, oggi presidente dell’Irsap, che aveva revocato le due deliberazioni del 2010 e del 2012 che aumentavano retroattivamente gli emolumenti di Catuara da presidente Asi dal 2006 al 2012”.

15 settembre, E’ stata l’ operazione che i Carabinieri della Compagnia di Sciacca, capitanata dal capitano Salvatore Marchese, hanno battezzato col nome “The wall”, il muro, e il muro è stato spesso bucato dalla “Banda del buco”, che avrebbe imperversato nella Valle del Belice. 12 persone sono state arrestate, tra cui anche un ex direttore di banca di Sambuca di Sicilia. Ai magistrati risponderanno, a vario titolo, di rapine in banca, sequestro di persona, associazione a delinquere per commettere rapine in banca, furti di automobili poi utilizzate per gli assalti e ricettazione di arma da fuoco. 8 degli indagati sono stati reclusi in carcere e sono palermitani : Vito Leale, 53 anni, Pietro La Placa, 37 anni, Francesco Conigliaro, 45 anni, Pietro Madonia, 44 anni, Michele Cirrincione, 48 anni, Carlo Valpa, 47 anni, Paolo Valpa, 48 anni, e Ignazio La Manna, 38 anni. E gli 8 di Palermo sono accusati, a vario titolo, di rapine e tentate rapine in banca a Santa Margherita Belice, Sambuca di Sicilia e Menfi avvalendosi del supporto logistico e informativo di 4 basisti del luogo, che sono : Michele Gandolfo, 61 anni, di Sambuca di Sicilia, impiegato di banca ed ex direttore di filiale della banca Intesa San Paolo di Santa Margherita Belice, ai domiciliari, poi Massimo Tarantino, 44 anni, di Sambuca di Sicilia, barbiere, in carcere, Pietro Curti, 78 anni, di Sambuca di Sicilia, pensionato, ai domiciliari, e Rocco D’Aloisio, 46 anni, di Santa Margherita Belice, pastore, in carcere. I colpi in banca che hanno allarmato i Carabinieri e la Procura di Sciacca, e che hanno scatenato le indagini, sono stati compiuti da giugno 2012 a novembre 2013. I rapinatori sono stati favoriti dalla collaborazione e dalle informazioni di talpe insospettabili, come sarebbe stato Michele Gandolfo, dipendente presunto infedele, che avrebbe fornito notizie precise sulla disposizione logistica e sulle consuetudini delle molte filiali in cui ha prestato servizio. E tra le informazioni privilegiate vi sarebbe stata l’ indicazione della parete “The wall” dove bucare ed entrare. Addirittura, nel corso di perquisizioni sono saltate fuori perfino le chiavi di accesso originali di una delle banche bersaglio delle scorribande criminali. Ecco il bilancio consuntivo della “Banda del buco” appena sgominata : la rapina dell’1 giugno 2012 alla Banca Intesa San Paolo, agenzia di Santa Margherita Belice, 100mila euro in contanti. La tentata rapina del 16 luglio 2012 al Banco di Credito Cooperativo di Sambuca di Sicilia, agenzia di Menfi. La rapina dell’ 8 agosto 2012 al Banco di Credito Cooperativo di Sambuca di Sicilia, sede centrale di Sambuca di Sicilia, 112mila euro in contanti. La tentata rapina del 27 settembre 2012 alla Banca San Paolo, agenzia di Sambuca di Sicilia. E la tentata rapina del 29 novembre 2013 alla Banca Intesa San Paolo, agenzia di Santa Margherita Belice. Le intercettazioni hanno svelato, tra l’altro, un incontro a Palermo, in un ristorante, tra il presunto basista, Massimo Tarantino, il bancario Michele Gandolfo, e i due presunti rapinatori Francesco Conigliaro e Pietro La Placa. A Massimo Tarantino è contestata anche la ricettazione di una pistola Bernardelli calibro 9×21, trafugata il 28 gennaio 2008 da una cassaforte del Comune di Sambuca di Sicilia, già in dotazione alla Polizia Municipale.

16 settembre, Accogliendo il ricorso proposto dai difensori, gli avvocati Giovanni Castronovo e Salvatore Tirinnocchi, la Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza di condanna a carico di Gaetano Sedita, 72 anni, di Alessandria della Rocca, nell’ ambito dell’ inchiesta antimafia cosiddetta “Alisciannira”. Si tratta della sentenza emessa il 25 novembre 2014 dalla Corte d’ Appello di Palermo, che ha, a sua volta, confermato la condanna a 7 anni di reclusione inflitta in primo grado a Gaetano Sedita, attualmente detenuto ai domiciliari e ritenuto il capomafia di Alisciannira, termine dialettale di Alessandria della Rocca. In particolare, i giudici della Cassazione, condividendo le tesi difensive di Castronovo e Tirinnocchi, hanno rilevato la mancanza della prova della organicità mafiosa di Sedita, ritenendo le dichiarazioni di alcuni collaboratori e testimoni come infondate, generiche e prive di riscontro esterno.

16 settembre, I Carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Agrigento hanno arrestato per furto aggravato un tunisino di 43 anni, B A M sono le iniziali del nome, perché in via Atenea è entrato in un magazzino utilizzato da un senegalese, ha rubato una valigia contenente indumenti di vario genere ed è fuggito. I militari hanno acciuffato il fuggitivo. La refurtiva è stata restituita.

16 settembre, A Cianciana i Carabinieri hanno arrestato un romeno di 40 anni, C C sono le iniziali del nome, per lesioni personali e atti persecutori a danno di una romena. L’ uomo, in piazza Di Giovanni, ha aggredito la ragazza con calci e pugni, provocandole ferite. La donna già in passato ha subito minacce e molestie, temendo per la propria incolumità.

16 settembre, Controllo straordinario del territorio ad opera dei Carabinieri della Compagnia di Licata agli ordini di Marco Corrao. Ecco gli esiti : controllate 64 persone e 57 veicoli, 5 perquisizioni personali e veicolari, poi 16 controlli a persone destinatarie della misura cautelare degli arresti domiciliari e di misure preventive, poi 9 contravvenzioni al Codice della strada per circa 2.000 euro. 3 ciclomotori, senza casco, sono stati sottoposti a fermo amministrativo di 60 giorni, e 2 autoveicoli sono stati sequestrati per mancanza di copertura assicurativa. Infine, 5 carte di circolazione e una patente ritirata per infrazioni al Codice della strada.

17 settembre, Duplice tentato omicidio a Canicattì. Due uomini, al culmine di una lite, sono stati bersaglio di colpi d’arma da fuoco nei pressi del cimitero. Sono stati arrestati per tentativo di omicidio e concorso in tentativo di omicidio, nonché porto illegale di armi da fuoco, Giuseppe e Vincenzo Mongitore, padre e figlio di 60 e 31 anni, di Canicattì. In ospedale sono stati ricoverati in gravi condizioni per le ferite al torace Giuseppe Sorce, 27 anni, in prognosi riservata, e poi, ferito in maniera meno grave, Giovanni Milana, 41 anni. Lo scontro sarebbe stato provocato da motivi d’interesse. Indaga la Polizia.

17 settembre, I poliziotti della Squadra mobile di Agrigento, agli ordini di Giovanni Minardi, hanno arrestato Sene Daouda, 20 anni, del Senegal, e Bojang Lamin, anche lui di 20 anni, del Gambia, per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e omicidio pluriaggravato. I due africani sono accusati di essere gli scafisti di un barcone con 131 migranti recuperati e giunti lo scorso 28 agosto a Lampedusa. Sullo stesso barcone sono stati scoperti i cadaveri di due donne morte a causa della prolungata esposizione alle esalazioni del carburante. Dopo diversi giorni di interrogatori a Lampedusa, la Squadra Mobile di Agrigento è riuscita a raccogliere le dichiarazioni di 6 testimoni che accusano i due indagati. Collabora alle indagini la Procura di Messina dove sono stati trasportati i cadaveri.

17 settembre, Accogliendo in parte il ricorso del difensore, l’ avvocato Antonino Mormino, la Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza emessa il 10 ottobre 2013 dalla Corte d’Appello di Palermo che ha condannato a 3 anni e 8 mesi di reclusione Salvatore Annolino, 28 anni, di Agrigento, già condannato in primo grado a 2 anni e 8 mesi di carcere perchè accusato di violenza sessuale, stalking e lesioni personali aggravate a danno di una donna ucraina di 27 anni, che sarebbe stata perseguitata per settimane dal giovane fino all’ultima aggressione che risale al 13 febbraio 2012, dopodichè la presunta vittima ha sporto denuncia ai Carabinieri. Dunque, il rinvio si riferisce all’ invito alla Corte d’Appello a valutare la concessione ad Annolino dell’attenuante del “fatto di minore gravità”, e se sussiste un’aggravante relativa al fatto che la vittima, “per circostanze di tempo e di luogo”, non ha potuto difendersi.

17 settembre, I Carabinieri della Tenenza di Favara e del Nucleo radiomobile della Compagnia di Agrigento hanno arrestato 3 persone sorprese a Favara, in via Remo, a rubare da un magazzino di un’impresa edile locale un camioncino con del materiale edile a bordo. Si tratta di Mario Rizzo, 29 anni, di Agrigento, disoccupato, Filippo Russotto, 41 anni, di Agrigento residente a Favara, manovale, e Antonio Cibella, 30 anni, di Agrigento residente a Favara, operaio.

17 settembre, Controllo del territorio e prevenzione. L’Ufficio misure di prevenzione della Divisione polizia anticrimine della Questura di Agrigento, diretto da Giovanni Giudice, ha applicato misure preventive, tra cui l’avviso orale, a 10 soggetti ritenuti pericolosi per la sicurezza pubblica, a Sciacca, Cattolica Eraclea, Agrigento, Licata, Ravanusa, Porto Empedocle, Ribera e Lucca Sicula.

18 settembre, A Palermo il pubblico ministero della Procura, Calogero Ferrara, a conclusione della requisitoria, ha chiesto alla Corte d’Assise oltre 80 anni di carcere a carico dei 6 presunti componenti della rete criminale che organizzò il viaggio nel Canale di Sicilia culminato nel naufragio a Lampedusa il 3 ottobre 2013 con la morte di 366 migranti. Si tratta di 6 eritrei, tutti arrestati nell’ ambito dell’ inchiesta cosiddetta “Glauco”, e sono imputati di associazione a delinquere e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Altri potenziali imputati sono latitanti e sono attualmente ricercati.

18 settembre, I Carabinieri della Compagnia di Licata, su ordine del Tribunale di Agrigento, hanno arrestato Giuseppe Cambiano, 32 anni, impiegato postale, che sconterà la condanna definitiva a 5 anni e 2 mesi di reclusione per estorsione in concorso. Cambiano, con minacce, avrebbe costretto un commerciante a consegnargli 300 euro in contanti. La vittima dell’ estorsione lo ha denunciato, e i Carabinieri, dopo aver monitorato le fasi di consegna del denaro, il 19 novembre del 2011 hanno trattenuto Cambiano sorpreso in possesso di 4 banconote da 50 euro opportunamente contrassegnate prima della consegna.

18 settembre, La Guardia di Finanza ha sequestrato un ingente quantitativo di materiali ritenuti pericolosi, in un negozio gestito da cinesi, in contrada “Cuccavecchia”, lungo la strada che da Canicattì conduce a Campobello di Licata. Sotto sequestro materiale elettrico, tablet, computer, e prodotti per apparecchiature elettroniche, oltre materiali scolastici e di cancelleria, il tutto con marchio CE contraffatto allorchè non Comunità Europea, ma China Export.

18 settembre, Il giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Maria Alessandra Tedde, ha assolto, “perché il fatto non sussiste”, il ginecologo Giovanbattista Mollura, 55 anni, in servizio all’ospedale San Giovanni di Dio, imputato di avere provocato colposamente l’ interruzione di una gravidanza al nono mese.
Secondo il giudice, al contrario di quanto denunciato dalla coppia, non vi è stato alcun nesso tra l’interruzione di gravidanza con il comportamento professionale del ginecologo.

18 settembre, Ad Agrigento i poliziotti della Divisione polizia amministrativa e sociale, con provvedimento firmato dal questore, Mario Finocchiaro, hanno chiuso per 20 giorni e sospesa la licenza di polizia ad un noto locale notturno della movida agrigentina, perché il titolare ha organizzato serate danzanti oltre gli orari consentiti, violando la diffida imposta dalla Questura a rispettare nell’esercizio dell’attività lavorativa le prescrizioni e le condizioni imposte dalla licenza di polizia e dai regolamenti comunali.

19 settembre, A Palma di Montechiaro i Carabinieri e la Polizia hanno arrestato Lillo Bellia, 47 anni, operaio, per tentato omicidio, lesioni personali aggravate, porto di armi o oggetti atti ad offendere, ricettazione e detenzione illegale di arma comune da sparo e munizioni. A Palma, in via Carlo Marx, Bellia ha incrociato per caso un vicino di casa, Carmelo Falsone, 40 anni, di Palma di Montechiaro.
Bellia, animato forse da contrasti condominiali, avrebbe sputato contro Falsone, e poi gli avrebbe sferrato una coltellata al braccio sinistro. Poi è fuggito ma è stato rintracciato e arrestato dalle forze dell’ ordine a casa sua. Carmelo Falsone è stato soccorso all’ ospedale di Licata con 10 giorni di prognosi. Nell’ abitazione di Bellia sono state scoperte e sequestrate una pistola semiautomatica calibro 7,65 marca “Beretta”, oleata e perfettamente funzionante, e 50 cartucce calibro 7,65, il tutto illecitamente detenuto.

19 settembre, Il Tribunale del Riesame di Palermo ha scarcerato Angelo Azzarello, 26 anni, di Palma di Montechiaro, e ne ha disposto l’ internamento in una Comunità di cura di soggetti con problemi psichici. Angelo Azzarello, è stato detenuto perché indagato per l’omicidio della sua compagna, Alina Condurache, 22 anni, originaria della Romania e residente a Naro. Azzarello ha confessato di essere stato l’autore del delitto, compiuto la notte tra il 3 e il 4 dicembre 2014 a Palma di Montechiaro, in contrada Cipolla. Azzarello ha fornito anche indicazioni che hanno consentito il recupero dell’ arma da fuoco, una pistola calibro 7,62 di fabbricazione serba. Angelo Azzarello ha confermato inoltre il movente della gelosia come causa scatenante.

19 settembre, A Favara i Carabinieri hanno arrestato Alessandro Caramanno, 37 anni, in esecuzione di un’ordinanza di carcerazione emessa dall’ufficio esecuzioni penale della Procura della Repubblica per un furto aggravato nel 2011, e per aver violato le prescrizioni della sorveglianza speciale che gli sono state imposte.

19 settembre, Ad Agrigento la Polizia ha denunciato alla Procura il titolare di un bar in via Atenea per furto aggravato di energia elettrica allorchè nel suo locale è stato scoperto un magnete sul contatore che è servito a ridurre illecitamente i consumi registrati. L’accertamento è stato disposto a seguito della segnalazione dei tecnici dell’Enel, che hanno riscontrato anomalie.

20 settembre, A Palermo, all’ ospedale “Villa Sofia”, nel reparto “Trauma center”, dopo 21 giorni di agonia, è morto Gabriele Chiaramonti, 36 anni, di Agrigento, vittima di un grave incidente stradale domenica 30 agosto a Menfi, in via della Riviera, dove l’ imprenditore commerciale agrigentino, molto conosciuto e apprezzato per la sua intraprendenza gioviale, si è ribaltato alla guida di una Smart. Indagini sulla dinamica del sinistro mortale sono in corso da parte dei Carabinieri e della Procura di Sciacca.

20 settembre, Ad Agrigento muore precipitando da un viadotto un favarese di 53 anni. Forse ha sbrigato un bisogno fisiologico ed è scivolato giù dal precipizio. E’ morto, precipitando giù da un burrone, dopo essere scivolato al buio, non accorgendosi che è stato il posto sbagliato dove sbrigare i propri bisogni fisiologici. Ecco l’ipotesi privilegiata dagli investigatori, i Carabinieri della stazione del Villaggio Mosè, che indagano a seguito della morte di un uomo ad Agrigento, in contrada Misita, nei pressi di Zingarello. La vittima è Salvatore Fallea, 53 anni, e il suo cadavere è stato scoperto da un carabiniere libero dal servizio. Il militare si è prima imbattuto nell’automobile di Fallea, una Ford Fiesta, in stop sul ciglio della carreggiata di un viadotto, vuota. Poi si è insospettito. Poi si è affacciato oltre il guard rail, e ha lanciato l’allarme per il corpo senza vita giacente nel terreno sottostante, riverso a pancia in giù. Fallea è stato fuori da casa dal primo pomeriggio, poi a tarda sera la scoperta della sua morte. Sarà l’autopsia a svelare le cause del decesso e a consentire di ricostruire la dinamica di quanto accaduto, su cui lavora la Procura della Repubblica di Agrigento. Salvatore Fallea sarebbe caduto con i pantaloni abbassati, e sarebbe tale dettaglio a indurre a ipotizzare che lo sfortunato favarese si sia piegato per fronteggiare una incombente necessità fisiologica, e che poi è precipitato giù sbattendo la testa tra alcune grosse pietre. La zona non è illuminata, e, nottetempo, fuori dalla strada, sarebbe stato difficile accorgersi che oltre pochi metri di sterpaglie vi è una scarpata a ridosso del precipizio. Salvatore Fallea, magari correndo assillato dalla impellenza, avrà peccato di imprudenza, adagiandosi in fretta e furia alla meno peggio, guardandosi poco attorno, se mai così tanto buio gli avesse consentito di guardare e di rendersi conto di essere in bilico sulla morte.

21 settembre, Accogliendo le istanze del difensore, l’avvocato Rosario Fiore, il Tribunale del Riesame di Palermo ha annullato, per carenza di gravi indizi di colpevolezza, l’ ordinanza di applicazione della misura della custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Agrigento su richiesta della locale Procura della Repubblica, a carico di Giuseppe Butera, 37 anni, di Porto Empedocle, arrestato lo scorso primo settembre per concorso in rapina con Francesco Di Stefano, 39 anni, anche lui di Porto Empedocle, a danno di un pensionato di Lampedusa imprenditore ittico rapinato a Porto Empedocle della sua borsa con oltre 123 mila euro, poi recuperati. Giuseppe Butera è stato dunque scarcerato.

21 settembre, A Porto Empedocle, nel quartiere Ciuccafa, un operaio edile di 49 anni è stato picchiato violentemente da due pregiudicati all’interno di un magazzino dove è stato attirato con un tranello. La vittima, bersaglio di calci e pugni, ha subito ferite ed è stato costretto al ricovero in Ospedale. I Carabinieri avrebbero identificato gli aggressori. Si tratta di due uomini, rispettivamente di 32 e 23 anni, di Porto Empedocle, sorvegliati speciale e con obbligo di soggiorno in città.

21 settembre, A Cammarata, nelle campagne, in contrada Birciata, ha subito un incendio un capannone di un’azienda agricola adibito a magazzino con dentro accatastate decine di balle di fieno. E’ stato uno dei titolari dell’azienda, accortosi del fumo, a lanciare l’allarme. Sul posto hanno lavorato i Vigili del fuoco. Indagano i Carabinieri.

21 settembre, A Ribera i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari Giovanni Clemente, 26 anni, commerciante, inquisito nell’ ambito dell’ inchiesta antidroga cosiddetta “Veleno”. L’arresto segue un apposito ricorso della Procura di Sciacca al fine di ottenere la detenzione dell’ indagato.

21 settembre, A Ribera i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari Antonino Cavalcante, 45 anni, che sarebbe stato sorpreso in possesso di un coltello. In occasione dell’ udienza di convalida, il Tribunale di Sciacca non gli ha applicato alcuna misura cautelare.

21 settembre, A Sciacca i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari Mario Di Benedetto, 28 anni, sorvegliato speciale, notato in un bar insieme a dei pregiudicati. Tra le prescrizioni imposte a Di Benedetto vi è anche il non accompagnarsi a pregiudicati.

22 settembre, Ad Agrigento, in via Barone, ignoti ladri approfittando dell’ assenza temporanea del proprietario, al mattino, sono entrati in un’abitazione e hanno rubato oggetti preziosi dal valore ingente. Indagano i Carabinieri.

22 settembre, A Canicattì, nottetempo, i ladri hanno imperversato in periferia, in contrada Vecchia, all’interno del deposito di un imprenditore di 29 anni, D G M sono le iniziali del nome, e hanno rubato un furgone del valore di 15 mila euro e due ciclomotori Gilera Runner che sono stati caricati sul furgone e che poi sono stati abbandonati dai malviventi a poca distanza.

22 settembre, I Carabinieri della Compagnia di Sciacca hanno arrestato due presunti responsabili dei furti in abitazione perpetrati lo scorso agosto nei comuni di Montevago e Santa Margherita Belice. In manette un uomo di 23 anni, F P sono le iniziali del nome, e una donna di 26 anni, G L, entrambi di Mazara del Vallo. I furti hanno sollevato grave allarme sociale. Sono stati 9, di cui 8 a Montevago e uno a Santa Margherita, perpetrati tutti nella stessa fascia oraria compresa tra le 14 e le 17 e caratterizzati dallo stesso modus operandi.

23 settembre, Ad Agrigento, a conclusione del giudizio abbreviato, il giudice per le udienze preliminari del Tribunale, Stefano Zammuto, ha condannato a 1 anno e 4 mesi di reclusione, pena non sospesa, Paolo Barbera, 64 anni, di Caltabellotta, camionista, imputato di omicidio colposo. Barbera avrebbe provocato un incidente stradale mortale superando il limite di velocità consentito dalla segnaletica di oltre 70 chilometri orari. Ad Agrigento, a bordo della sua Bmw, in via Unità d’Italia, in contrada San Giusippuzzu, ha investito una Fiat Punto in marcia nella corsia opposta. La passeggera Paola Cacciatore, di 75 anni, è morta poco dopo il trasporto in ospedale.

23 settembre, A Favara in contrada Burrainiti ignoti ladri sono entrati dentro la struttura della pista “Concordia Karting” e hanno scassinato l’ incasso della slot machine e di una scambia soldi. Il bottino ammonterebbe a circa 2 mila euro. Indagano i Carabinieri.

23 settembre, A Sant’Angelo Muxaro, in campagna, in contrada “Marcato di Natale”, in un’area di pertinenza di un’azienda agricola è stato rubato un trattore agricolo gommato del valore di almeno 30 mila euro. Il proprietario, G B sono le iniziali del nome, 48 anni, bracciante agricolo di Sant’Angelo Muxaro, ha denunciato il furto ai Carabinieri. Indagini in corso.

24 settembre, Incidente stradale mortale lungo la strada provinciale 3 tra Favara e Aragona. Per cause in corso di accertamento si sono scontrati un furgone e un’ automobile Fiat Punto. L’ impatto ha provocato la morte di un giovane originario della Romania. Altri due connazionali sono gravemente feriti ma non sarebbero in pericolo di vita. Sul posto sono intervenuti i poliziotti della Stradale di Agrigento, e le ambulanze del 118, poi dirette all’ ospedale “San Giovanni di Dio”.

24 settembre, In Lombardia, lungo l’ autostrada A1, in direzione Milano, nei pressi del comune di Somaglia, in provincia di Lodi, un incidente stradale ha provocato la morte di un camionista di Licata, Giuseppe Grillo, 42 anni, diretto a Milano alla guida del suo tir che, all’improvviso e per cause da accertare, si è schiantato prima contro il guardrail e poi ha travolto alcuni mezzi da cantiere posteggiati a margine della corsia.

24 settembre, A Canicattì un incidente sul lavoro ha provocato il grave ferimento di un uomo originario della Romania e domiciliato a Canicattì, intento, insieme ad altri colleghi, a vendemmiare in un vigneto. L’ uomo è stato travolto da un trattore. E’ stato prima soccorso all’ ospedale “Barone Lombardo” di Canicattì e poi trasferito in eliambulanza all’ospedale “Civico” di Palermo, dove è ricoverato nel reparto di Rianimazione. La prognosi sulla vita è riservata. Sull’incidente indagano i poliziotti del Commissariato di Canicattì.

24 settembre, I carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Agrigento hanno arrestato per evasione una donna agrigentina di 33 anni, M R sono le iniziali del nome, casalinga, sottoposta agli arresti domiciliari nella comunità terapeutica assistita dell’Azienda sanitaria locale. La donna è stata sorpresa lungo il Viale della Vittoria ed è stata tradotta nuovamente nella stessa struttura in regime di arresti domiciliari.

24 settembre, A Lampedusa i Carabinieri hanno arrestato per furto aggravato in concorso e resistenza a pubblico ufficiale R A sono le iniziali del nome, 22 anni, operaio, e D S , 21 anni, entrambi di Lampedusa, sorpresi in contrada Cala Croce, a bordo di automobile Citroen Mehari, rubata poco prima da un autonoleggio del luogo. I due hanno violato l’alt al posto di blocco, sono fuggiti ma sono stati rintracciati e reclusi ai domiciliari poco dopo.

24 settembre, A Canicattì un uomo ha consegnato alla Polizia un portafogli contenente denaro contante e documenti, trovato a terra per strada. I poliziotti hanno controllato il contenuto e poi hanno denunciato il proprietario del portafogli smarrito per possesso di documenti falsi, segnalandolo anche per detenzione di una modica quantità di hashish. Infatti, l’ uomo, 42 anni, di Favara, ha custodito nel portafogli una patente di guida falsa, non avendola mai conseguita, e una dose di hashish sufficiente per confezionare uno spinello.

24 settembre, In Emilia Romagna, a Parma, un agrigentino di 62 anni in precarie condizioni economiche ha inscenato una rapina per essere arrestato e ricevere così vitto e alloggio in carcere. Da una farmacista, minacciata con una spazzola per capelli brandita come una pistola, ha ottenuto 200 euro e poi si è seduto ad attendere la Polizia. In caserma, quando è stato solo denunciato per la rapina – farsa, si è scatenato in escandescenze e in danneggiamenti. E per tale motivo si è beccato una seconda denuncia.

24 settembre, La Corte d’Appello di Palermo ha assolto, “per non avere commesso il fatto”, l’imprenditore Vincenzo Leone, 45 anni, di Canicattì, già condannato in primo e secondo grado a 9 anni di carcere per mafia e poi rinviato in Appello dalla Cassazione. Vincenzo Leone, difeso dagli avvocati Sergio Monaco e Massimo Krogh, è stato inquisito nell’ ambito dell’ inchiesta antimafia cosiddetta “Agorà”, che ruota intorno alla costruzione dell’omonimo centro commerciale lungo la statale 640 Agrigento – Caltanissetta nei pressi del bivio per Racalmuto.

24 settembre, Ad Agrigento, in Tribunale, il pubblico ministero Matteo Delpini, a conclusione della requisitoria, ha chiesto la condanna a 4 anni di reclusione per Fouad Haobari, 23 anni, e a 2 anni e 6 mesi per Faisal Haourari, 22 anni, agrigentini ma con genitori di origine nordafricana. I due imputati sono stati ammessi al patteggiamento della condanna nell’ ambito dell’ inchiesta antidroga cosiddetta “Gioventù bruciata”. Il pubblico ministero ha chiesto la condanna di altri 4 imputati giudicati in abbreviato : 4 mesi di carcere per Flavio Napoli 23 anni, 5 anni per Giuseppe Contrino 29 anni, 2 anni per Salvatore Pirrone 30 anni, e 2 anni e 4 mesi per Sergio Rotondo 28 anni. Altri 5 imputati, Gianluca Infantino 28 anni, Marco Venturini 30 anni, Giuseppe Pisano 56 anni, Gaspare Valenti 47 anni, e Giovanni Silvestre Russo 24 anni, sono stati rinviati a giudizio.

25 settembre, I poliziotti della Squadra mobile di Agrigento, agli ordini di Giovanni Minardi, del Commissariato di Licata, diretto da Marco Alletto, e la Procura della Repubblica di Agrigento, tramite il sostituto Carlo Cinque e l’aggiunto Ignazio Fonzo, hanno arrestato a Licata Diego Catania, 22 anni, Angelo Cannizzaro, 20 anni, e Salvatore Gueli, 40 anni, indagati di omicidio in concorso perché con un fucile calibro 12, detenuto illegalmente, avrebbero ucciso a Licata il fabbro Angelo Truisi, 24 anni, colpito all’addome. L’ ipotesi di omicidio è aggravata dai motivi abietti del movente : Angelo Truisi sarebbe stato ucciso per un debito, tra i 2 e i 3 mila euro, legato al traffico di cocaina. L’ omicidio è aggravato inoltre dalla crudeltà perché i 3 indagati, il 2 gennaio scorso, a Licata, in un luogo isolato, all’esterno di una villa disabitata in contrada Nicolizia a 6 chilometri dal centro abitato e a 20 metri dal mare, avrebbero prima percosso violentemente Angelo Truisi, poi gli avrebbero sparato con un fucile calibro 12 avente particolare capacità distruttiva nei confronti di una persona, e poi avrebbero appiccato il fuoco sulla vittima per occultare le tracce del reato commesso. Il cadavere di Angelo Truisi, del quale a Licata non vi è stata più traccia dal 2 gennaio, è stato poi scoperto nello stesso luogo il 21 gennaio. A firmare gli ordini di arresto è stato il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano. Le indagini si sono avvalse di particolari e sofisticate attività medico – legali, oltre che tecniche. Salvatore Gueli, che è nato a Gela, è stato arrestato in Germania, a Colonia, dove si è trasferito a casa di parenti 3 giorni dopo la scoperta del cadavere di Angelo Truisi, il 24 gennaio. Il procuratore di Agrigento, Renato Di Natale, e l’ aggiunto Ignazio Fonzo, hanno commentato : “Licata è una terra il cui ambiente è particolarmente degradato. Lo dimostrano i continui, efferati, omicidi”.

25 settembre, Ad Agrigento, all’ ospedale “San Giovanni di Dio”, è morto Mario Cacicia, 53 anni, di Agrigento, sposato con figli, riparatore di elettrodomestici, molto conosciuto e apprezzato in città. Lo scorso 18 settembre, tra Agrigento e Favara, in contrada Crocca, Mario Cacicia, insieme alla moglie di 47 anni, a bordo di una scooter Honda Silver Wing, si è scontrato frontalmente, per cause da accertare, con un’ automobile Fiat Bravo. La coppia è stata sbalzata dalla sella schiantandosi contro un muro. La donna è stata trasferita in eliambulanza all’ospedale Cannizzaro a Catania dove è ancora ricoverata. Mario Cacicia è stato trattenuto in coma farmacologico all’ ospedale di Agrigento. Oggi la morte .

25 settembre, La Procura della Repubblica di Agrigento, a firma del sostituto Matteo Delpini, ha iscritto nel registro degli indagati 8 medici in servizio tra il pronto soccorso e la cardiologia dell’ ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento. Gli 8 sono indagati a seguito della morte di un paziente deceduto poco dopo essere stato dimesso dall’ ospedale. Si tratta di Sebastiano Bellanca, 63 anni, che sabato scorso 19 settembre si è recato in ospedale per violenti dolori addominali. L’uomo avrebbe temuto che si trattasse di sintomi di infarto, è stato visitato dai medici che lo hanno trattenuto l’ intera notte tra il pronto soccorso, l’ astanteria e il reparto di cardiologia. Dopo la conclusione di tutti gli esami clinici è stato dimesso domenica mattina. Bellanca nel pomeriggio di domenica è stato ancora una volta colto dai dolori all’ addome, ed è morto. Il figlio, Antonino Bellanca, ha presentato una denuncia ai Carabinieri. La Procura della Repubblica di Agrigento ha avviato un’ inchiesta disponendo il sequestro delle cartelle cliniche e l’autopsia che sarà eseguita dal professor Procaccianti, direttore dell’Istituto di Medicina legale del Policlinico di Palermo. Sebastiano Bellanca è cognato dell’ imprenditore Salvatore Moncada.

26 settembre, A Favara i Carabinieri della locale Tenenza hanno arrestato Gaspare Vecchio, 36 anni, già sottoposto alla libertà vigilata, e che adesso risponderà anche di tentato omicidio, resistenza e minaccia a pubblico ufficiale. Vecchio è entrato dentro casa di un favarese di 37 anni, Emanuele Di Dio, e lo avrebbe colpito alla testa e al viso con uno scalpello di ferro. La moglie della vittima dell’ aggressione ha reagito e ha indotto l’aggressore, armato anche di un coltello di 30 centimetri, alla fuga. Quando Gaspare Vecchio è stato rintracciato dai Carabinieri a casa sua ha resistito e minacciato i militari. Scalpello e coltello sono stati sequestrati. Emanuele Di Dio è stato soccorso in Ospedale con 20 giorni di prognosi.

26 settembre, A Palma di Montechiaro i Carabinieri hanno arrestato un africano di 29 anni, originario del Gambia, che ha tentato di rapinare a mano armata una coppia di giovani nella villa comunale del paese. Si tratta di Saikou Bibbasy, il quale avrebbe minacciato con un coltello a serramanico la coppia pretendendo il loro denaro. Sopraggiungendo i Carabinieri, l’ uomo è fuggito ma è stato poco dopo rintracciato.

28 settembre, A Canicattì i Carabinieri hanno arrestato due romeni, un uomo e una donna. Costel Leonard Enea, 30 anni, e Bianca Georgiana Aurelia Ciucur, 18 anni, risponderanno di estorsione aggravata a danno di un anziano. La donna si sarebbe prostituita ricevendo i clienti in un appartamento in via Volturno, e l’ uomo avrebbe filmato e fotografato di nascosto gli incontri per poi estorcere denaro ai clienti. Un anziano, al quale sono stati chiesti 5mila euro, ha pagato le prime due rate e poi si è rivolto ai Carabinieri che si sono appostati in piazza Dante e hanno sorpreso i due romeni ad intascare altro denaro dal malcapitato.

28 settembre, Ad Agrigento, in via Demetra, una donna di 54 anni che abita nella zona di via Crispi ha rubato generi alimentari per 26 euro in un supermercato. Sul posto sono intervenuti prontamente i poliziotti della Squadra Volanti, e la donna si è giustificata affermando : “Mi spiace tantissimo ma sono cleptomane”. E’ stata denunciata a piede libero alla Procura della Repubblica di Agrigento per furto aggravato.

28 settembre, Ad Agrigento, in via Giovanni 23esimo, gli uffici del Poliambulatorio dell’ Azienda sanitaria provinciale sono stati visitati nottetempo dai ladri che sono entrati attraverso un infisso retrostante e, dopo avere rovistato dappertutto, hanno scassinato i distributori automatici di caffè e snack rubando l’ incasso. Indagini in corso.

28 settembre, A Porto Empedocle, in via Carmine, un empedoclino, intento a gettare i sacchetti della spazzatura in un cassonetto, è stato scippato del marsupio da un extracomunitario. L’ uomo ha tentato inutilmente di resistere allo strappo. Indaga la Polizia. All’interno del marsupio vi sono le chiavi di casa, documenti ed altri effetti personali, oltre a pochi euro.

29 settembre, Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, innanzi al Tribunale, il pubblico ministero Salvatore Vella, a conclusione della requisitoria, ha chiesto 6 anni di carcere a carico di Angelo Antona, 27 anni, di Licata, pasticciere, arrestato il 30 giugno 2014 per minacce, sequestro di persona, stalking, violenza sessuale, lesioni e furto. Antona avrebbe costretto per 4 anni una donna ad avere rapporti sessuali con lui, e in un caso l’ avrebbe picchiata brutalmente, inducendo la vittima a denunciare. Il pubblico ministero ha inoltre chiesto la trasmissione degli atti alla Procura affinchè siano indagati formalmente per falsa testimonianza un amico di Antona e il titolare di un locale licatese. Prossima udienza il 23 novembre.

29 settembre, La Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sciacca, Luisa Intini, ha firmato un ordine di arresto a carico di 3 persone di Ribera, accusate di avere coltivato, trasportato ed illecitamente detenuto, ai fini di spaccio, poco meno di 40 chili di marijuana. La droga è stata scoperta all’interno di una Fiat Punto nel mese di giugno scorso dai carabinieri. In carcere Edoardo Bordonaro, 24 anni, Giuseppe Costa, 22 anni, e Simone Capizzi, 23 anni, che attualmente è all’estero.

29 settembre, Ad una prostituta romena di 20 anni, che risiede a Canicattì e che lavora a Caltanissetta in via Rochester, già denunciata per reati di atti contrari alla pubblica decenza, è stato imposto il foglio di via obbligatorio per l’allontanamento dal capoluogo nisseno per un periodo di tre anni, non avendo la donna a Caltanissetta né residenza anagrafica, né alcuna lecita attività lavorativa.

29 settembre, A Canicattì, in contrada Impisu, un’ azienda agricola che produce e commercializza uva da tavola ha subito il danneggiamento di due interi filari di viti. Ignoti hanno praticato il taglio dei tiranti di sostegno delle tralci. Danneggiate cento piante. E’ stata presentata una denuncia alla Polizia. Indagini in corso.

30 settembre, A Palermo, in Corte d’Appello, la procuratore generale, Rosalia Cammà, a conclusione della requisitoria, ha chiesto la condanna a 3 anni e 6 mesi di reclusione ciascuno a carico dell’ ex sindaco di Licata, Angelo Graci, dell’ex assessore ai Servizi sociali Tiziana Zirafi, dell’ex vice presidente del Consiglio comunale Nicolò Riccobene, e dell’impresario di spettacoli di Gela, Carmelo Napolitano. I 4 imputati sono stati assolti in primo grado dal Tribunale di Agrigento il 19 dicembre del 2011 quando la sezione penale presieduta da Franco Messina ha pronunciato sentenza assolutoria nonostante la Procura di Agrigento avesse chiesto la condanna di ciascun imputato a 3 anni e 6 mesi di reclusione. Gli amministratori sono imputati per avere ricevuto una tangente in cambio dell’assegnazione di un appalto per uno spettacolo musicale organizzato in occasione della festa patronale a Sant’ Angelo. A denunciare Graci, Zirafi, Riccobene e Napolitano, che avrebbe pagato la tangente, sono stati due impresari che sono stati esclusi dall’aggiudicazione degli appalti per l’organizzazione delle manifestazioni collaterali alla festa del Patrono di Licata, Sant’Angelo.

30 settembre, I Carabinieri della Compagnia di Licata hanno compiuto dei controlli sui venditori ambulanti nel centro cittadino, tra piazza Progresso, corso Umberto primo, via Barrile e via Gela. Sono stati multati 5 venditori abusivi di frutta con 10 sanzioni amministrative per complessivi 5mila euro circa. Sequestrati circa 500 chili di uva “Italia”, “Black magic” e “Black jack”, 200 chili di pesche, 100 chili di olive verdi , 70 chili di melograni e 100 casse di fichi d’india, il tutto venduto abusivamente in mancanza delle autorizzazioni per la commercializzazione e vendita di prodotti alimentari, in molti casi di dubbia provenienza.

30 settembre, A Canicattì ancora altri vigneti hanno subito danneggiamenti. Ignoti hanno imperversato in due terreni di proprietà di due imprenditori agricoli che producono e commercializzano uva da tavola, tra le contrade Impisu e Santa Marta. I malviventi hanno scavalcato la recinzione e hanno reciso i tiranti in ferro delle viti. Indaga la Polizia.

30 settembre, Controllo del territorio e prevenzione. L’Ufficio misure di prevenzione della Divisione polizia anticrimine della Questura di Agrigento, diretto da Giovanni Giudice, ha applicato misure preventive, tra cui l’avviso orale, a 12 soggetti ritenuti pericolosi per la sicurezza pubblica, a Campobello di Licata, Palma di Montechiaro, Bivona, Naro, Sambuca di Sicilia, e poi ad un palermitano il foglio di via obbligatorio da Lucca Sicula.

30 settembre, A Sciacca, in mare, nel porto, innanzi al molo di levante, la Polizia ha scoperto il cadavere di Antonino Mazzurco, 64 anni, di Palermo, amante della pesca sportiva. L’uomo, che avrebbe voluto pescare nel porto con la canna, nell’attraversare alcuni motopescherecci ormeggiati sarebbe caduto in acqua. Dall’ispezione cadaverica non sono emersi segni di violenza. Forse Mazzurco è stato anche affetto da patologie cardiovascolari.

1 ottobre, Il Tribunale di Agrigento ha condannato a 3 anni di reclusione ciascuno i fratelli Antonino e Gianbattista Sciascia, di 30 e 28 anni, di Cattolica Eraclea, imputati di detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio e possesso illegale di armi. Il 27 aprile del 2014 i Carabinieri, a seguito di una perquisizione, hanno scoperto nella disponibilità dei due fratelli Sciascia hashish, un bilancino di precisione, 2 fucili rubati e diverse cartucce.

1 ottobre, A Licata la Guardia costiera e la Guarda di Finanza hanno sequestrato un’area del porto in uso ad una società concessionaria del servizio dell’ ormeggio delle imbarcazioni da diporto. La società è stata denunciata alla Procura di Agrigento per abusivismo edilizio e occupazione del demanio, subendo anche sanzioni per aspetti fiscali. Le unità ormeggiate dovranno essere rimosse dai proprietari.

2 ottobre, I Carabinieri della Compagnia di Canicattì hanno arrestato Angelo Sferrazza, 27 anni, di Canicattì, su ordine del Tribunale di Agrigento, perché presunto responsabile della rapina il 3 agosto 2014 a danno del distributore Agip a Canicattì in via Carlo Alberto.
L’indagato, travisato e armato di coltello, avrebbe minacciato e ottenuto dal gestore del distributore l’incasso giornaliero. Poi è fuggito perdendo per strada il cappellino che ha indossato. I Carabinieri hanno prelevato il materiale biologico dal cappellino, lo hanno comparato con il Dna di Sferrazza e lo hanno incastrato. Angelo Sferrazza è recluso agli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico.

2 ottobre, Ad Agrigento, nella zona di via Esseneto, un uomo di 30 anni poco cavallerescamente ha picchiato la fidanzata anche lei 30enne, colpendola anche con calci alla pancia. Sono intervenuti i poliziotti della Volanti. La donna è stata soccorsa in Ospedale. Lui, al momento, non è denunciabile perché le lesioni subite dalla fidanzata non superano i 30 giorni di prognosi, e in tali casi si procede solo a querela di parte e non d’ufficio.

2 ottobre, Ad Agrigento ignoti hanno concluso il lavoro già iniziato poco meno di 2 mesi addietro, e hanno rubato gli ultimi metri di grondaia in rame ancora sull’edificio che ospita alcuni uffici della Prefettura di Agrigento, nella zona di Bonamorone. Indaga la Polizia di Stato. Si confida nelle immagini della video – sorveglianza nella zona.

2 ottobre, Ad Agrigento, i poliziotti della Divisione Anticrimine della Questura indagano su quanto in contrasto sarebbe accaduto tra due pensionate ottantenni. La prima, di 80 anni, ex amica dell’ seconda di 83 anni, avrebbe subito dalla seconda ritorsioni e angherie : rumori notturni e rifiuti sulla biancheria stesa ad asciugare. Poi la prima si è stancata e ha denunciato alla Polizia la seconda. Indagini in corso.

2 ottobre, A Campobello di Licata ignoti hanno imperversato nella sede della Dedalo Ambiente, la società che si occupa della raccolta dei rifiuti. E’ stato rubato un autocarro Iveco 190 e un maxi cassonetto. Sono state anche danneggiate le automobili in uso al personale, tagliando le gomme dei mezzi parcheggiati. Il danno ammonta a circa 35mila euro. Indagano i Carabinieri.

2 ottobre, Ad Agrigento il personale medico del 118 è stato costretto ad intervenire alla stazione ferroviaria centrale e a somministrare un sedativo a un 50 enne ubriaco che, trattenuto a stento dai poliziotti della PolFer, ha provocato scompiglio infastidendo i presenti, e rifiutando poi il trasferimento in ospedale.

2 ottobre, Il Tribunale di Sciacca ha condannato a 5 anni di carcere un giovane di 25 anni imputato di violenza sessuale e lesioni a danno di una ragazza agrigentina, sua ex fidanzata. Nel 2012, a Menfi, in una villa, lui avrebbe colpito lei con un pugno immobilizzandola, si sarebbe posto sopra di lei tappandole la bocca, e l’avrebbe costretta a subire palpeggiamenti tentando il rapporto completo. Lei, ferita, è riuscita a fuggire.

2 ottobre, A Lampedusa i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari per furto aggravato in concorso due persone delle quali gli investigatori ritengono opportuno non rivelare l’ identità ma solo le iniziali del nome. M F 22 anni ed F S 18 anni, sono stati sorpresi all’interno di un residence locale intenti a rubare un climatizzatore ed alcune matasse di rame per complessivi 19 chili.

2 ottobre, A Favara i Carabinieri della locale Tenenza hanno arrestato una personale della quale gli investigatori ritengono opportuno non rivelare l’ identità. Si tratta di un pluripregiudicato di 33 anni, M P sono le iniziali del nome, che sconterà 4 mesi di reclusione per evasione, reato risalente al 2010.

2 ottobre, Ad Agrigento, a San Leone, è annegato un immigrato minorenne, di 12 anni di età, egiziano. Lungo il Viale delle Dune il ragazzino si è tuffato in acqua e non è più riemerso. Alcuni turisti hanno lanciato l’allarme alla Guardia costiera. Nel frattempo, un bagnino di uno stabilimento balneare ha avvistato il cadavere, lo ha recuperato e trascinato a riva. Il personale medico ha constatato la morte.

3 ottobre, A Licata, al Villaggio dei Fiori, i Carabinieri della locale Compagnia, agli ordini di Marco Currao, hanno denunciato 2 uomini e una donna per furto di energia elettrica allorchè si sarebbero allacciati abusivamente alla rete Enel manomettendo un contatore della palazzina dove abitano.

3 ottobre, Ad Agrigento, al Villaggio Mosè, un uomo di 25 anni agrigentino, G V sono le iniziali del nome, è stato sorpreso a rubare tra gli scaffali del supermercato “Il Centesimo”. Il bottino : generi alimentari per un valore di alcune decine di euro. I dipendenti se ne sono accorti, hanno allarmato la Polizia, e il 25enne è stato denunciato per furto aggravato.

3 ottobre, Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Trapani, a esito del ricorso, ha confermato le misure cautelari (obbligo di firma alla Polizia giudiziaria), già inflitte a 10 tifosi dell’Akragas calcio, denunciati a piede libero per l’ipotesi di istigazione all’odio razziale, e, in alcuni casi, anche per resistenza a Pubblico ufficiale, in occasione della partita di Coppa Italia di Lega Pro Akragas – Vigor Lametia, giocata lo scorso 18 agosto allo stadio di Trapani. Ai 10 tifosi è stato inoltre applicato il Daspo, il divieto di accesso alle manifestazioni sportive, per la durata da 1 a 5 anni.

3 ottobre, I Carabinieri della Tenenza di Ribera hanno rintracciato e arrestato anche il terzo indagato inseguito da un ordine di arresti domiciliari firmato dalla Procura di Sciacca, e che lo scorso 28 settembre si è reso irreperibile. Si tratta di Simone Capizzi, 23 anni, di Ribera, che risponde, in concorso con Edoardo Bordonaro e Giuseppe Costa, di avere coltivato, trasportato ed illecitamente detenuto, con finalità di cessione a terzi, un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti del peso complessivo di quasi 40 chili. Capizzi è stato arrestato all’ aeroporto di Trapani Birgi, appena giunto con un volo dalla Germania.

3 ottobre, A Licata, l’ 11 maggio 2014, un poliziotto catanese ha sventato un omicidio. Si tratta di Nando Corallo, ispettore in servizio alla Questura di Catania. L’ uomo, libero dal servizio, è con la moglie a Licata, diretto al porto turistico per assistere al concerto di Fabio Concato. Ad un tratto si accorge di un uomo che punta una pistola contro un altro uomo a distanza ravvicinata. Il poliziotto salta subito fuori dall’auto, si presenta, si qualifica, e intima di non muoversi. Nonostante ciò l’aggressore preme il grilletto. L’arma si inceppa. Corallo allora immobilizza l’ uomo armato e, anche con l’aiuto della vittima, lo disarma. L’attentatore è stato arrestato dai Carabinieri. Si tratta di Calogero Antona, 43 anni, già sorvegliato speciale con obbligo di soggiorno nel Comune di residenza. Ebbene, adesso, ad Agrigento, al palazzo di giustizia, il giudice per le udienze preliminari del Tribunale, Stefano Zammuto, a conclusione del giudizio abbreviato, ha condannato Calogero Antona a 6 anni di carcere, a fronte dei 10 anni chiesti dal pubblico ministero. Il Giudice ha derubricato il reato da tentato omicidio a minaccia grave.

5 ottobre, Nel palazzo di giustizia ad Agrigento, tra gli uffici della Procura della Repubblica, hanno indagato l’ aggiunto Ignazio Fonzo e i sostituti Matteo Delpini e Andrea Maggioni. Adesso i 3 magistrati hanno concluso le indagini e hanno chiesto al Tribunale di rinviare a giudizio l’ ex presidente della Banca di Credito cooperativo San Francesco di Canicattì, e il suo nome è Vito Augello, 73 anni di età, e l’ ex vicepresidente della stessa Banca, e il suo nome è Luigi Salvatore Di Franco, 61 anni. Augello e Di Franco, entrambi canicattinesi, sono imputati di reati legati all’esercizio delle loro funzioni quando sono stati ai vertici della Banca fondata nella città dell’ Uva Italia. Nel capo di imputazione, che la Procura agrigentina ha formulato a carico dell’ ex presidente Augello, si legge : “Con l’intenzione di ingannare i soci e il pubblico dei risparmiatori, e al fine di conseguire per sé e per altri un ingiusto profitto, ha esposto nel bilancio di esercizio al 31 dicembre 2010 fatti materiali non rispondenti al vero sulla situazione patrimoniale e finanziaria della Banca, alterandola in maniera sensibile e superiore alle soglie di legge, in modo idoneo ad indurre in errore i destinatari. E nel bilancio non avrebbe indicato ulteriori svalutazioni su numerosi crediti in sofferenza, riducendo le previsioni di perdita a danno della Banca”. Tradotto in termini più potabili, Augello avrebbe scritto falsità nel bilancio consuntivo al 31 dicembre 2010 così da rappresentare una falsa situazione patrimoniale e finanziaria della Banca. E poi, Vito Augello avrebbe ostacolato l’esercizio delle funzioni di vigilanza da parte della Banca d’Italia, non solo scrivendo falsità non rispondenti al vero, ma occultando ciò che avrebbe dovuto comunicare alla Banca d’ Italia come autorità di vigilanza. E poi, Augello e Di Franco sono imputati in concorso perché avrebbero nascosto agli altri amministratori e ai componenti del collegio sindacale di coltivare interessi propri in conflitto con la Banca : un nipote di Luigi Di Franco avrebbe collocato all’interno della banca prodotti assicurativi di una società di assicurazioni partecipata da una figlia di Vito Augello, danneggiando la Banca perché la Banca San Francesco non ha incassato le provvigioni sulle polizze di assicurazione, quando invece la Banca avrebbe potuto incassare essendo regolarmente iscritta all’albo degli intermediari assicurativi e disponendo di personale dipendente in possesso dell’ adeguata formazione. Anche i clienti assicurati avrebbero subito un danno perché hanno pagato il costo del bonifico bancario del premio a favore della società di assicurazioni esterna alla Banca. L’udienza preliminare è in calendario il prossimo 5 novembre innanzi al giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano.

5 ottobre, I poliziotti della Squadra mobile di Agrigento, diretti da Giovanni Minardi, e la Procura della Repubblica tramite la sostituto Brunella Sardoni, hanno arrestato un 50enne di Agrigento indagato di avere costretto la figlia della propria convivente, minorenne, a compiere e subire atti sessuali. E’ stata la vittima delle presunte violenze a presentare denuncia. La minorenne, dall’età di circa 10 anni, e per circa 7 anni a seguire, è stata costretta a subire e praticare continui atti sessuali al proprio patrigno il quale l’ avrebbe ricattata e minacciata qualora lei non avesse assecondato i suoi desideri sessuali.

5 ottobre, La Polizia ha denunciato a piede libero alla Procura di Agrigento un 48enne di Agrigento accusato di molestare telefonicamente una donna di Canicattì. E’ stata la stessa vittima a sporgere denuncia esasperata dalle continue telefonate. La donna sarebbe parente della persona denunciata per stalking.

5 ottobre, Vi sono anche due indagati originari di Canicattì e residenti uno a Parma e l’ altro a Ravanusa tra gli arrestati dai Carabinieri del Comando provinciale di Parma nell’ ambito dell’ inchiesta per traffico di eroina, diretta anche ad Agrigento, cosiddetta “Triglie rosse”. 5 sono le ordinanze di custodia cautelare in carcere. Gli arresti sono stati eseguiti con l’ausilio dei Carabinieri di Agrigento e Varese. I due canicattinesi sono Francesco Liuzza, 43 anni, e Antonio Gattuso, anche lui di 43 anni.

5 ottobre, Ad Agrigento, in via Manzoni, nottetempo, ignoti hanno forzato una saracinesca, sono entrati dentro un centro scommesse, hanno rovistato dappertutto e hanno rubato circa 30 euro in monete. E’ stato lo stesso titolare del centro scommesse a denunciare il furto. Indaga la Polizia.

5 ottobre, Marito e moglie di Favara, rispettivamente di 71 e 60 anni, lui pensionato e lei casalinga, sono stati denunciati per furto aggravato allorchè sono stati sorpresi a rubare da alcuni dipendenti del supermercato “Il Centesimo” del Villaggio Mosè ad Agrigento. I Carabinieri, intervenuti sul posto, li hanno perquisiti appena fuori dai locali e hanno scoperto alcuni generi alimentari non pagati.

5 ottobre, A Canicattì i Carabinieri hanno arrestato Giuseppe Palermo, 61 anni, che sconterà 6 mesi di detenzione domiciliare per evasione, e Calogero Messina, 37 anni, che sconterà in carcere 3 anni e 3 mesi per porto abusivo di armi, lesioni personali e ricettazione.

6 ottobre, Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, a conclusione della requisitoria, il pubblico ministero, Francesco Battaglia, ha chiesto al Tribunale la condanna di 6 dei 7 medici imputati per la morte di Maria Ferraro, 58 anni, di Agrigento, vittima di una infezione il 29 agosto 2008. 9 mesi di reclusione ciascun sono stati chiesti per Francesco Buscaglia, 44 anni, Pasquale Zicari, 61 anni, Gerlando Riolo, 59 anni, Carlo Fontana, 42 anni, Vincenzo Scudera, 60 anni, e Fabrizio Alletto, 41 anni. Assoluzione, invece, per un altro medico del reparto di Chirurgia dell’ospedale San Giovanni di Dio, Antonio Maniscalco, 63 anni. Secondo il pubblico ministero, la donna si sarebbe potuta salvare se i medici avessero approfondito i sintomi di un’emorragia che era in corso.

7 ottobre, A Palermo, al palazzo di giustizia, a conclusione del giudizio abbreviato, il Giudice per le udienze preliminari, Luigi Petrucci, ha assolto, “per non avere commesso il fatto”, l’operaio agrigentino Giuseppe Cacciatore, 45 anni, residente nel quartiere di Villaseta, fratello di Vincenzo Cacciatore, presunto affiliato alla famiglia mafiosa di Agrigento. A carico dell’imputato, difeso dall’ avvocatessa Serena Gramaglia, il pubblico ministero della Dda di Palermo, Alessia Sinatra, ha chiesto la condanna a 5 anni di reclusione. Giuseppe Cacciatore avrebbe minacciato un posteggiatore abusivo testimone nell’ ambito di un’inchiesta a carico del fratello Vincenzo.

7 ottobre, I Carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Licata hanno arrestato in flagranza di reato un uomo di 32 anni del quale gli investigatori ritengono opportuno non rivelare l’ identità ma solo le iniziali del nome. Si tratta di U M, originario di Messina e residente a Licata, sorpreso lungo la statale 115 a bordo di una “Mini Cooper” in possesso di 3 sacchetti, nascosti nel bagagliaio, contenenti 3 chili di marijuana.

7 ottobre, A Favara i Carabinieri hanno arrestato un uomo di 48 anni del quale gli investigatori non ritengono opportuno rivelare l’ identità ma solo le iniziali del nome. Si tratta di S G sorpreso in possesso, a casa sua, di 230 grammi di hashish, di cui 200 grammi divisi in due panetti, e gli altri 30 in dosi. Sequestrati inoltre alcuni cutter e un bilancino di precisione.

7 ottobre, A Ribera ignoti hanno danneggiato l’ automobile Mercedes di proprietà del sindaco Carmelo Pace. Sono stati frantumati i fari e lesionate altre parti della carrozzeria del mezzo. Indagano i Carabinieri della locale Tenenza.

7 ottobre, I Carabinieri della Stazione di Palma di Montechiaro hanno arrestato in flagranza di reato, Gaetano Vella, 50 anni, già sottoposto agli arresti domiciliari, per evasione, allorchè i militari lo hanno sorpreso in strada, fuori dal proprio domicilio. Vella è stato nuovamente ristretto ai domiciliari.

7 ottobre, La Procura della Repubblica di Sciacca ha chiesto il rinvio a giudizio di Carmelo Marotta, 45 anni, di Ribera, e per le sorelle Maria, 48 anni, e Rosalia, 51 anni. I tre rispondono di concorso nei reati di bancarotta fraudolenta, truffa aggravata e intestazione fittizia di beni, con oggetto società dichiarate fallite dal Tribunale di Sciacca il 31 luglio 2012. Sono stati sequestrati preventivamente beni per circa 2milioni di euro. Secondo le indagini coordinate dalla Procura di Sciacca, Carmelo Marotta, appena è stato indagato per mafia, avrebbe compiuto numerose operazioni per sottrarsi alle misure patrimoniali, trasferendo, tra l’altro, quote sociali e aziende alle sorelle.

8 ottobre, Il 14 novembre 2013 è stato assolto in primo grado. Poi la Procura ha presentato ricorso. E adesso anche la Corte d’Appello di Palermo ha assolto il luogotenente dei Carabinieri, Carmine Antonio Melillo, 54 anni, di Sambuca di Sicilia, imputato di avere, durante il servizio alla Compagnia di Sciacca, rivelato dettagli e intercettazioni in corso su un’inchiesta antimafia a carico delle cosche di Sciacca. Le indagini sono scaturire dalle dichiarazioni del pentito di Sambuca di Sicilia, Calogero Rizzuto, presunto destinatario della soffiata. Melillo è stato assolto dall’accusa di favoreggiamento personale aggravato dall’avere favorito l’associazione mafiosa.
I difensori di Melillo commentano : “E’ stata certificata la correttezza del suo operato in relazione alla sua attività investigativa nell’operazione Scacco Matto e la sua totale estraneità alle accuse”.

8 ottobre, Ad Agrigento in Procura il pubblico ministero, Andrea Maggioni, ha chiesto e ottenuto il giudizio immediato a carico di Angelo Azzarello, 27 anni, di Palma di Montechiaro, imputato dell’omicidio della sua compagna, Alina Condurache, 22 anni, originaria della Romania e residente a Naro. Azzarello ha confessato di essere stato l’autore del delitto, compiuto la notte tra il 3 e il 4 dicembre 2014 a Palma di Montechiaro, in contrada Cipolla. Azzarello ha fornito anche indicazioni che hanno consentito il recupero dell’ arma da fuoco, una pistola calibro 7,62 di fabbricazione serba. Angelo Azzarello ha confermato inoltre il movente della gelosia come causa scatenante. Il palmese sarà ascoltato in aula il 4 novembre prossimo, e, secondo quanto trapelato, intenderà spiegare che ha esploso i colpi di pistola non con l’intenzione di uccidere.

8 ottobre, I Carabinieri hanno scoperto il responsabile dei danneggiamenti all’automobile Mercedes di proprietà del sindaco di Ribera, Carmelo Pace. Il pronto intervento dei militari, seguito dall’ esame dei filmati dei sistemi di videosorveglianza e da una attenta e rapidissima indagine, hanno risolto il caso. Lo stesso Carmelo Pace afferma : “Il soggetto individuato dovrà adesso rispondere dinanzi alla legge. I ringraziamenti vanno al capitano Marchese, al tenente Balsamo e a tutta l’Arma dei Carabinieri per aver risolto in breve tempo la vicenda”.

8 ottobre, A Licata un ennesimo furto è stato perpetrato a danno della società Dedalo Ambiente, che gestisce il servizio di nettezza urbana. Nottetempo ignoti sono entrati nell’area della zona industriale di Piana Bugiades, e hanno rubato un autocarro e l’intero sistema dell’impianto di videosorveglianza. Secondo una stima approssimativa il danno ammonterebbe a circa 50mila euro. Indagano i Carabinieri .

8 ottobre, I Carabinieri della Tenenza di Ribera hanno arrestato ai domiciliari due persone delle quali gli investigatori non ritengono opportuno rivelare l’ identità ma solo le iniziali del nome. Si tratta di F.S. ed A.P, entrambi con precedenti di polizia, sorpresi appena fuori dall’autobus di linea al rientro da Palermo in possesso di 3 flaconi di metadone e di un coltello a serramanico. A casa dei due sono stati sequestrati un altro flacone di metadone, piccole quantità di hashish ed una lama di taglierino.

9 ottobre, Oltre 200 tra appartamenti e terreni confiscati alla mafia sono stati consegnati, per essere destinati all’emergenza abitativa o a finalità sociali, agli amministratori di 24 Comuni delle province di Siracusa, Catania, Messina, Ragusa, Agrigento, Caltanissetta ed Enna dal direttore dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione dei beni sequestrati e confiscati alla mafia, il prefetto Umberto Postiglione. Tra gli altri, al Comune di Canicattì sono stati assegnati 2 beni confiscati, uno a Salvatore Failla (ed è un terreno di 23 mila e 842 metri quadri, in contrada San Filippo Corrigi, da destinare per fini istituzionali, per le esigenze del Consorzio legalità e sviluppo) e poi un bene confiscato a Vincenzo Lo Giudice ( ed è un magazzino, in via Kennedy 8, da destinare per fini istituzionali ed in particolare come deposito di materiali).

9 ottobre, Il Tribunale di Agrigento ha condannato Antonio Bellavia, 57 anni, di Favara, a 4 anni di reclusione per intestazione fittizia di beni aggravata dall’avere favorito la mafia. E’ stata assolta la moglie di Bellavia, Paola Cipolla, 49 anni. Secondo le imputazioni, avvalorate dalle dichiarazioni del pentito Maurizio Di Gati, i due imputati sarebbero stati prestanome dello stesso ex boss di Racalmuto. Antonio Bellavia è stato inquisito nell’ ambito dell’ inchiesta antimafia cosiddetta “Camaleonte”, dal nome del blitz del 6 marzo 2007.

9 ottobre, Ad Agrigento, in via Unità di Italia, nottetempo, ignoti hanno tagliato la saracinesca con un flex, sono entrati nella rivendita bar – tabacchi Pedalino e hanno rubato stecche di sigarette e biglietti del concorso “Gratta e Vinci”. Indaga la Polizia.

9 ottobre, L’ Ufficio Misure di Prevenzione della Polizia anticrimine della Questura di Agrigento ha disposto tre provvedimenti per tre soggetti di Canicattì ritenuti pericolosi. Si tratta di un foglio di via obbligatorio da Naro per un uomo di 47 anni, l’obbligo di dimora per un uomo di 26 anni, e poi un avviso orale ad un uomo di 27 anni.

9 ottobre, La Squadra mobile di Agrigento, agli ordini di Giovanni Minardi, ha arrestato 4 tunisini responsabili del reato di reingresso illegale e clandestino in Italia. Mounir Ben Mohamed, 38 anni, Mehdi Ben Nasr di 39 anni, Ouajdi El Hakiri, 24 anni, e Foued Nasr di 25 anni, sono stati raggiunti da un precedente provvedimento di espulsione, ma nonostante ciò sono ritornati a Lampedusa insieme ad altri migranti.

9 ottobre, Ad Agrigento la Polizia ha denunciato 3 persone, accusate di avere picchiato un anziano nei pressi di una scuola in via dei Fiumi, a Villaggio Mosè. L’anziano, intento ad accompagnare i suoi nipotini a scuola, ha invitato i 3 a non parcheggiare le automobili sulle strisce pedonali. La risposta è stata l’aggressione fisica a calci e pugni. La vittima ha riconosciuto gli aggressori consentendo alla Polizia di denunciarli.

9 ottobre, A Palermo, in Corte d’Appello, è stata confermata la sentenza di condanna inflitta dal Tribunale di Agrigento a 8 mesi di reclusione ciascuno a carico dei favaresi Fanara Francesco, Pollicino Lillo e Sicilia Salvatore, nonché la condanna al pagamento dei danni materiali e morali provocati alla parte civile costituita, Circosta George, rappresentata e difesa dall’ avvocato Gerlando Vella. I 3 imputati sono stati colti in flagranza di reato il 18 marzo 2013 dai Carabinieri di Favara intenti a rubare dentro la villa di Circosta George, nella periferia di Favara.

9 ottobre, A Favara, in via delle Grazie, due bambini, di cui uno disabile, e la loro maestra, hanno subito lievi ferite perché sono stati colpiti da alcuni calcinacci crollati accidentalmente in un’aula della scuola Don Bosco. Cautelativamente sono stati condotti in Ospedale. A lavoro Carabinieri e Vigili del fuoco.

9 ottobre, A Licata i Carabinieri hanno sanzionato ancora una volta la vendita abusiva di prodotti ortofrutticoli, soprattutto nel centro cittadino, tra Corso Umberto primo, via Garibaldi e Via Roma. Multati 4 venditori abusivi di frutta, ed elevate complessivamente 6 sanzioni amministrative per un importo di circa 4mila euro. Sequestrati circa 400 chili di uva “Italia” e “Cardinale”, il tutto venduto abusivamente in mancanza delle autorizzazioni previste per la commercializzazione e vendita di prodotti alimentari, in tutti i casi di dubbia provenienza. L’uva sequestrata, con una visibile presenza di pesticidi, e dunque dannosa per la salute pubblica, è stata distrutta.

9 ottobre, A Siculiana i Carabinieri hanno arrestato Giuseppe Lo Mascolo, 52 anni, che sconterà in carcere 2 anni e 5 mesi di reclusione per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio. Il reato risale al settembre 2013.
Ed ancora a Siculiana i Carabinieri hanno denunciato a piede libero alla Procura un uomo di 46 anni, S D sono le iniziali del nome, originario di Cinisi, sorpreso in possesso di un coltello di genere vietato, di 18 centimetri, e di altri attrezzi solitamente usati per forzare e scassinare a fini di furto. Il tutto è stato sequestrato.

10 ottobre, A Ribera in una sala giochi si è scatenato un tentato omicidio. I Carabinieri hanno arrestato Vincenzo e Stefano Scoma, di 30 e 22 anni E’ fuori pericolo il trentenne accoltellato. A causa della perforazione di un polmone, provocata dal fendente di un’arma da taglio inferto al dorso, il ferito è ricoverato nel reparto di Chirurgia dell’ospedale di Sciacca dove è stato trasferito dopo un primo soccorso all’ ospedale “Fratelli Parlapiano” a Ribera. La vittima e i due fratelli Scoma hanno iniziato a litigare attorno a un tavolo di biliardo. La lite, al culmine della discussione, è degenerata nell’ accoltellamento tramite un coltello a serramanico conficcato sulla schiena del malcapitato. Il coltello, nascosto in campagna, è stato trovato e sequestrato. I due fratelli Scoma, su disposizione della Procura di Sciacca, sono stati sottoposti agli arresti domiciliari.

10 ottobre, I Carabinieri di Licata hanno arrestato Rosario Restivo, 37 anni, di Porto Empedocle, operaio, sorpreso appena fuori da un autobus di linea proveniente da Palermo, in sosta in via Palma, insieme a un africano della Liberia, anche lui di 37 anni, e ad un carpentiere di Licata, 44 anni. Dunque, all’africano sono stati sequestrati 0,5 grammi di eroina e 2 grammi di marijuana. Il carpentiere è stato denunciato perché ha violato l’obbligo di dimora a Licata. L’empedoclino Rosario Restivo, invece, è stato condotto in ospedale, a Licata, e si è scoperto che ha ingerito 2 ovuli contenenti 5 grammi di eroina pura.

10 ottobre, A Sciacca un pescatore di 47 anni, Pellegrino D’Asaro, è stato arrestato dalla Polizia perché sorpreso a rubare in un’ abitazione in contrada Santa Maria. Insieme al pescatore vi sarebbe stato un diciassettenne che è stato denunciato alla procura dei minorenni del tribunale di Palermo.

10 ottobre, A Catania, all’ ospedale Cannizzaro, un agrigentino alla ribalta del merito e della generosità. Roberto Raniolo, stroncato da un aneurisma cerebrale a 46 anni di età, prima di morire ha donato con il consenso dei familiari i propri organi. Infatti, accertata la morte cerebrale, i medici hanno compiuto l’espianto multi organo che ha salvato la vita a più persone, tra cui un bambino di 8 mesi. Il gesto di Roberto Raniolo, molto religioso e vicino all’ associazionismo, è stato sottolineato ad Agrigento al funerale in una chiesa gremita di amici e parenti.

10 ottobre, A Favara, in viale Regione Siciliana, nottetempo, ignoti hanno imperversato in un bar – tabaccheria nella stazione di rifornimento Q8. Hanno tagliato, forse con un flex, la saracinesca, e poi dentro hanno rubato numerose stecche di sigarette e i soldi in cassa. E’ scattato l’allarme, una pattuglia dei Carabinieri è giunta subito sul posto, ma i ladri sono scappati prima. Il danno ammonterebbe a circa 15 mila euro. Indagini sono in corso.

10 ottobre, Ad Agrigento, a Villaseta, ignoti sono entrati nella scuola elementare Quasimodo e hanno scassinato le macchinette che distribuiscono bibite e merendine. Il bottino che sarebbe di poche decine di euro. Indaga la Polizia.

11 ottobre, A Porto Empedocle, i poliziotti del locale commissariato, agli ordini del vice questore, Cesare Castelli, hanno arrestato in flagranza di reato, Ivan Nuara, 39 anni, per maltrattamenti e minacce a danno dell’ anziana madre. E’ stata la stessa donna a telefonare alla Polizia e ad attendere i poliziotti in strada sotto casa, agitata, in lacrime e con ferite. Lei ha raccontato le tante vessazioni subite dal figlio. L’anziana è stata soccorsa in ospedale con 7 giorni di prognosi. Il figlio, Ivan Nuara, già sottoposto all’avviso orale ed alla misura del divieto di dimora a Porto Empedocle, è stato recluso nel carcere Petrusa.

12 ottobre, Salvatore Messina, 50 anni, di Porto Empedocle, è figlio di Giuseppe, ucciso l’ 8 luglio del 1986, e fratello di Gerlandino. Messina è stato arrestato il 12 gennaio del 1999, il giorno del secondo maxi blitz Akragas, incastrato dalle dichiarazioni del compaesano Alfonso Falzone. Salvatore Messina sfuggì alla prima operazione “Akragas”, la notte tra il 17 ed il 18 marzo del 1998, perchè il pentito Pasquale Salemi, suo parente perchè figlio di una Messina, non lo accusò. Salvatore Messina è stato processato e condannato all’ ergastolo, con sentenza definitiva in Cassazione del 10 ottobre 2004, per il tentato omicidio di Gaetano Farruggia, inteso Totò, vittima di un agguato il 7 luglio del 1991, e per l’ omicidio di Antonino Taiella, ucciso il 22 giugno del 1991, e i complici di Messina furono Alfonso Falzone e Joseph Focoso. A Salvatore Messina, durante la detenzione a Prato, il Magistrato di sorveglianza il 27 aprile 2010 ha accordato un permesso straordinario per incontrare a Porto Empedocle la moglie ed il figlio all’epoca 13enne. Solo 3 ore. Toccata e fuga, salutata sotto l’ abitazione di “Cannelle” da parenti e amici. Poi il salto dentro il cellulare della Polizia penitenziaria ed ancora il carcere. Poi, 5 anni dopo, il 15 aprile scorso 2015, durante la detenzione a Oristano in Sardegna, il ministro della Giustizia ha imposto a Salvatore Messina il 41 bis. Adesso, accogliendo le istanze del suo difensore, l’avvocato Salvatore Pennica, il Tribunale di Sorveglianza di Roma ha revocato il 41 bis a Messina che, pertanto, non è più detenuto secondo il regime del carcere duro. La decisione del 41 bis è stata assunta dal ministro Orlando in ragione di alcune lettere scritte da Salvatore Messina e che avrebbero contenuto presunti messaggi cifrati diretti al fratello Gerlandino. Invece, l’ avvocato Pennica ha dimostrato che non si è trattato di messaggi in codice ma di semplici battute che Salvatore Messina ha rivolto a Gerlandino e ha ripetuto, con lo stesso tenore, in altre lettere ad un insospettabile, un amico di famiglia. E le lettere sono state mostrate ai giudici dalla difesa. Ancora più nel dettaglio, Salvatore Messina ha usato e ripetuto tali battute per sdrammatizzare, in un certo qual modo, la condizione di detenuto. Ad esempio, nel settembre 2014 Salvatore ha scritto a Gerlandino di essere stato un mese addietro, a Ferragosto, in una spiaggia : più battuta di così !

12 ottobre, A Porto Empedocle circola un automobilista molto disciplinato e responsabile. Le iniziali del suo nome sono B J, 23 anni di età, e dal compimento del 18esimo anno di età ha collezionato, in soli 5 anni, ben 10 denunce per guida senza patente. L’ultima, la decima, gli è stata appena inflitta dai poliziotti del Commissariato di Porto Empedocle, capitanati da Cesare Castelli, che lo hanno sorpreso e inseguito, perché è scappato. A carico del 23enne è scattata l’ennesima denuncia a piede libero alla Procura della Repubblica di Agrigento. L’automobile è stata posta sotto sequestro perché mancante di assicurazione, oltre che per guida senza patente, perché mai conseguita.

12 ottobre, Su ordine del Tribunale di Agrigento, i poliziotti del Commissariato di Porto Empedocle, diretti da Cesare Castelli, hanno imposto a una donna di 35 anni, F E G sono le iniziali del nome, il divieto di dimora a Porto Empedocle. Alla stessa donna, accusata di stalking e maltrattamenti alla madre, è stata già imposta la misura del divieto di avvicinamento alla madre. Nel corso delle indagini, la Polizia ha accertato ripetute violazioni. Ad esempio, la 35enne ha inveito contro la madre da una finestra di un edificio di fronte l’abitazione della genitrice. Ecco perché la misura è stata aggravata col divieto di dimora a Porto Empedocle.

12 ottobre, Il Tribunale di Agrigento ha condannato a 2 anni di reclusione Salvatore Lo Cicero, 67 anni, di Racalmuto, arrestato lo scorso 27 gennaio dai Carabinieri perchè sorpreso in possesso di una pistola con matricola abrasa. Lo Cicero, giudicato in abbreviato, è stato ritenuto responsabile di detenzione illegale di arma clandestina e ricettazione. Salvatore Lo Cicero, per il quale il pubblico ministero ha chiesto 3 anni di carcere, è stato difeso dagli avvocati Gianfranco Pilato e Daniele Re.

12 ottobre, Un imprenditore agricolo, Andrea Gulotta, 56 anni, di Santa Margherita Belice, è morto vittima di un incidente stradale innanzi ad un bar, lungo la strada statale 188 che attraversa il centro di Santa Margherita Belice e conduce a Montevago. Gulotta, alla guida di una moto di elevata cilindrata, per cause in corso di accertamento, ha sbattuto contro una automobile Opel Corsa. Il motociclista, nonostante indossasse il casco, è morto sul colpo.

13 ottobre, La Guardia di Finanza della Tenenza di Porto Empedocle, agli ordini di Nicolò Gianno, ha sequestrato 133 bombole di Gpl, per complessivi 1855 chilogrammi. Le bombole, trasportate tramite un autocarro proveniente da un centro di imbottigliamento di Catania, sono state destinate a rivenditori al dettaglio della provincia agrigentina, tra Porto Empedocle, Siculiana, Realmonte e Montallegro. Le bombole sequestrate sono state riempite in violazione della normativa vigente con grave pericolo sia durante il trasporto che per il consumatore finale. Inoltre, per eludere i controlli, i trasportatori, nel tentativo di ingannare i Finanzieri, hanno rimosso i sigilli di plastica colorata per simulare che le bombole fossero vuote. Le Fiamme Gialle hanno inoltre accertato che le stesse bombole sarebbero state commercializzate sottopeso. Il rivenditore avrebbe venduto bombole non completamente piene e, pertanto, più leggere di quanto dichiarato ai propri clienti. Il responsabile della ditta catanese ed un suo dipendente, l’autista dell’autocarro, sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Agrigento.

14 ottobre, Oggi, circa 40 finanzieri della Compagnia Guardia di Finanza di Agrigento, coordinati dal capitano Stilian Cortese, nell’ambito di una inchiesta per associazione a delinquere finalizzata a commettere truffe ai danni dello Stato e falsi in atti pubblici a carico di 7 persone, hanno eseguito diverse perquisizioni negli uffici dei Comuni di Naro, Camastra, Casteltermini, Canicattì, Favara, Cammarata, San Giovanni Gemini, Palma di Montechiaro, Castrofilippo, Alessandria della Rocca, Cattolica Eraclea, Sant’Angelo Muxaro, Porto Empedocle e Grotte, e negli immobili dell’ Associazione di promozione sociale “Omnia Accademy”, con sede a Favara. La “Omnia Accademy” di Favara è l’Ente che gestisce in provincia di Agrigento il più elevato numero di cittadini extracomunitari richiedenti asilo, ed è una delle maggiori attività di settore nell’intera regione Sicilia. L’ Omnia Accademy ha un volume d’affari che in un solo anno, dal 2013 al 2014, è aumentato da circa 1 milione e 500 mila euro a circa 5 milioni di euro, e con 85 dipendenti. Le perquisizioni sono state disposte dai pubblici ministeri Salvatore Vella e Matteo Delpini, coordinati dal Procuratore della Repubblica Renato Di Natale. Si ipotizzano gravi irregolarità nella gestione dei cittadini extracomunitari affidati alle numerose strutture della Omnia Accademy, presenti nei 14 Comuni dell’agrigentino oggetto delle perquisizioni di oggi.

14 ottobre, A Palermo, al palazzo di giustizia, a conclusione della requisitoria, il sostituto procuratore generale della Corte d’Appello, Florenzano Cristodaro, ha chiesto la conferma della condanna inflitta dal Tribunale di Agrigento, il 20 marzo 2014, a 2 anni e 3 mesi di carcere a carico dell’ ex presidente del Consiglio comunale Carmelo Callari, difeso dall’ avvocato Arnaldo Faro, sottoposto all’obbligo di dimora ad Agrigento il 25 novembre 2010 perché accusato di avere camuffato come visite istituzionali dei viaggi personali a Roma, ottenendo il rimborso dalle casse del Comune. Prossima udienza il 2 novembre.

14 ottobre, I Carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Licata hanno arrestato ai domiciliari Benedetto Melilli, 82 anni, di Palma di Montechiaro, pensionato, per detenzione illegale di arma clandestina, detenzione abusiva di munizioni e ricettazione, perché sorpreso in possesso, in una casa rurale di sua pertinenza in località “Piano Alastra”, nelle campagne di Butera al confine con Licata, di un fucile modello Moschetto Carcano 91/38, privo di marca e matricola, calibro 7,35, ben oleato e perfettamente funzionante, nascosto sotto una pedana in legno, e poi 43 cartucce calibro 7,65, 27 cartucce calibro 6,35, 28 cartucce calibro 9 corto, tutte per pistola, e 8 cartucce calibro 7,35.

14 ottobre, Ad Agrigento, in via Gioeni, ignoti ladri, durante il pomeriggio, approfittando dell’ assenza dei proprietari, hanno forzato l’ ingresso, sono entrati dentro un appartamento e hanno rubato oggetti preziosi per circa 8mila euro. Indaga la Polizia.

14 ottobre, Ad Agrigento la Polizia ha sorpreso due persone a rubare attrezzi in un cantiere in via Demetra. I due, un ragazzo di 18 anni ed un minorenne, hanno tentato la fuga a bordo di una Fiat 500, ma sono stati bloccati dopo un breve inseguimento. Sono stati denunciati alla Procura della Repubblica.

14 ottobre, I Carabinieri della Compagnia di Licata hanno compiuto un controllo straordinario del territorio tra Licata e Palma di Montechiaro. Ecco gli esiti : controllate 103 persone e 85 mezzi, 18 destinatari di misure cautelari e preventive, 18 contravvenzioni al Codice della Strada per circa 5mila euro, 8 ciclomotori in stop per 60 giorni perché senza casco, e 2 automobili sequestrate perché senza assicurazione. Poi 9 carte di circolazione e una patente ritirata per infrazioni al Codice della Strada. 3 denunciati : per violazione obblighi sorveglianza e per guida senza patente e assicurazione.

15 ottobre, Uno dei 25 attivisti del movimento neonazista “Stomfront”, dopo avere chiesto il periodo di prova, ha concordato un risarcimento di 10 mila euro da pagare alla sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini, bersaglio di minacce e offese per il suo impegno a favore dei migranti. Il 25 ottobre prossimo il Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Roma, Giovanni Giorgianni, deciderà sulla richiesta di eventuale periodo di prova, alternativo alla misura cautelare. Imputati nel processo vi sono 25 appartenenti al movimento di estrema destra “Stormfront” che sono gia’ stati rinviati a giudizio e il cui processo per propaganda nazifascista e odio razziale inizierà il prossimo 15 dicembre. Dei 25 solo 2 hanno invocato il periodo di prova. Altri 6 hanno invece patteggiato condanne tra i 7 e i 18 mesi, e altri 2 sono già stati condannati a 8 mesi ciascuno. Giusi Nicolini ha disposto che il risarcimento sia devoluto sul “conto corrente di solidarietà per Lampedusa”, per raccogliere fondi con i quali fronteggiare le spese di accoglienza. Oltre a Giusi Nicolini nel processo si sono costituiti parte civile anche lo scrittore Roberto Saviano e i giornalisti Marco Pasqua ed Enrico Sasson.

15 ottobre, La Direzione distrettuale antimafia di Palermo, tramite la sostituto Rita Fulantelli, ha chiesto al Tribunale 5 anni di sorveglianza speciale ciascuno e 5 mila euro di multa a carico di Antonino Gagliano, 43 anni, e Giuseppe Galanti, 56 anni, entrambi di Siculiana. I due sono ritenuti socialmente pericolosi.

15 ottobre, Ad Agrigento in Municipio è intervenuta una pattuglia della Polizia e i Vigili urbani per restituire sicurezza all’ufficio del sindaco Lillo Firetto. Un agrigentino disoccupato si sarebbe scatenato in escandescenze, tra urla e disordini.

15 ottobre, Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, il pubblico ministero, Calogero Montante, a conclusione della requisitoria, ha chiesto la condanna a 3 anni e 4 mesi di reclusione a carico di Antonio Pisciotto, 27 anni, di Favara, difeso dall’avvocato Daniele Re. Pisciotto è stato denunciato nel 2010 dai suoceri, i genitori della sua compagna, residenti a Gela, perché li avrebbe continuamente minacciati di morte al fine di ottenere denaro. L’avvocato Marco Padùla, difensore dei suoceri, che si sono costituiti parte civile, si è associato alla richiesta di condanna del pubblico ministero, ribadendo che nel corso del dibattimento è risultata provata, oltre ogni ragionevole dubbio, la responsabilità penale dell’imputato. L’avvocato Daniele Re ha invece rilevato che nelle dichiarazioni del suocero vi sarebbero delle incongruenze, e, inoltre, non sarebbe emerso un particolare timore da parte della presunta vittima. Il giudice monocratico Giuseppe Miceli ha dunque disposto un altro interrogatorio per il suocero di Pisciotto, il 2 febbraio 2016.

15 ottobre, Il Tribunale di Agrigento ha inflitto 6 condanne nell’ ambito dell’ inchiesta antidroga cosiddetta “Gioventù bruciata”. Nel dettaglio : Giuseppe Contrino, 3 anni di reclusione, Fouard Haouari, 3 anni, Sergio Rotondo, 3 anni, Fasai Haouari, 2 anni e 6 mesi, Salvatore Petrone, 2 anni, e Flavio Napoli, 4 mesi. Le condanne sono state ridotte di un terzo perchè gli imputati sono stati giudicati in abbreviato allorchè, tra l’altro, avrebbero spacciato droga a studenti minorenni tra il 2009 ed il 2010. Altri imputati hanno scelto altri riti e sono stati rinviati a giudizio.

16 ottobre, A Palermo, al palazzo di giustizia, il pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia, Giuseppe Fici, a termine della requisitoria, ha chiesto 15 anni di carcere a carico di Angelo Gioacchino Middioni, 39 anni, di Campobello di Licata, cugino del boss Giuseppe Falsone, ex capo provincia di Cosa nostra agrigentina. Middioni è imputato di associazione mafiosa a seguito delle dichiarazioni dei pentiti Giuseppe Sardino e Maurizio Di Gati e dell’imprenditore campobellese Salvatore Paci, condannato con l’accusa di essere un socio occulto di Falsone.

16 ottobre, A Montallegro e zone confinanti i residenti e gli amministratori comunali hanno più volte protestato perché i camion della nettezza urbana diretti alla discarica in contrada Matarana disperdono il colaticcio, dunque il pericoloso percolato, lungo la strada, provocando conseguenze nauseabonde a danno dei cittadini. Ebbene, la Polizia provinciale agrigentina, agli ordini di Vincenzo Giglio, ha compiuto numerosi controlli sui mezzi di trasporto dei rifiuti solidi urbani, infliggendo sanzioni per oltre 3mila euro. Più nel dettaglio sono stati controllati 393 mezzi e 32 sono state le multe, per complessivi 3mila e 392 euro.

16 ottobre, La Capitaneria di Porto Empedocle ha soccorso un bagnante. La Guardia costiera, al numero 15 30, ha ricevuto la telefonata di allarme perché un uomo si è allontanato a largo a nuoto e poi è stato impossibilitato a ritornare a riva a causa delle correnti e del moto ondoso in aumento. Il nuotatore imprudente è stato recuperato ad oltre 150 metri dalla spiaggia dell’ Oceanomare, al Viale delle Dune, a San Leone. Si tratta di un turista di Vicenza, G S sono le iniziali del nome, 71 anni di età. L’anziano è stato trasferito a bordo della motovedetta, dove gli sono state prestate le prime cure per un principio di ipotermia, e poi è stato trasferito in ambulanza all’ ospedale di Agrigento.

16 ottobre, A Canicattì, in via monsignor Ficarra, una donna di 60 anni e il figlio di 25 anni sono stati travolti da un pirata della strada il quale, dopo avere investito i due pedoni, è fuggito senza prestare soccorso. I pedoni sono stati trasportati al pronto soccorso dell’ospedale Barone Lombardo di Canicattì. Non versano in pericolo di vita. Le forze dell’ordine, anche con l’aiuto di alcuni testimoni, sono impegnate a scoprire l’identità del pirata della strada.

17 ottobre, A Porto Empedocle, in via Roma, il 5 dicembre 2013, si è scatenata una violenta rissa. Un ragazzo di 26 anni, al culmine dello scontro, è stato accoltellato. Il giovane, ferito all’addome, è stato soccorso e trasportato all’ Ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento. Ad accoltellare il 26enne sarebbe stato Giuseppe Gangarossa, 51 anni, di Porto Empedocle, arrestato dalla Polizia. Ebbene, il 12 gennaio scorso il Tribunale di Agrigento ha condannato l’empedoclino a 4 anni di carcere. Adesso, invece, la Corte d’Appello ha aumentato la condanna a 6 anni, perché ha riformulato l’accusa in tentato omicidio.

17 ottobre, La Polizia Stradale di Agrigento, agli ordini di Andrea Giuseppe Morreale, ha elevato complessivamente 77 contravvenzioni, in 3 giorni, per il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza. Si tratta di una costante di indisciplina e di irresponsabilità alla guida. Infatti, appena un mese addietro, e solo in 7 giorni, la Polizia Stradale ha sanzionato 242 automobilisti sorpresi alla guida senza cintura di sicurezza allacciata.

17 ottobre, I Carabinieri della Compagnia di Licata hanno arrestato ai domiciliari Ignazio Rallo, 33 anni, di Licata, bracciante agricolo, per furto aggravato e ricettazione, allorchè è stato sorpreso, lungo la strada statale 123, in contrada Sant’Oliva, intento a trasportare un trattore del valore di circa 20mila euro, appena rubato in campagna, a bordo di un furgone con targa non corrispondente e telaio contraffatto. Oltre al trattore sono stati recuperati e restituiti una motosega ed altri arnesi di proprietà dell’Istituto Agrario “Rosario Livatino” di Canicattì, custoditi all’interno di un’azienda agricola e poi rubati.

19 ottobre, Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Caltanissetta, accogliendo quanto richiesto dalla Procura, ha archiviato l’ inchiesta scaturita a seguito della mancata trasmissione in onda di una puntata di Opinioni su Teleacras di Lelio Castaldo con ospite l’ex consigliere comunale di Agrigento Giuseppe Arnone. E’ stato lo stesso Arnone a denunciare il caso sollevando accuse contro il procuratore aggiunto di Agrigento, Ignazio Fonzo, il quale – secondo Arnone – avrebbe esercitato pressioni affinchè la puntata di Opinioni non fosse trasmessa. Arnone ha puntato il dito accusatorio anche contro Lelio Castaldo reo – ancora secondo Arnone – di avere pubblicato un articolo sul sito Sicilia24h.it attinente ad Arnone e poi di averlo del tutto cancellato a causa di pressioni da parte dello stesso Fonzo. In entrambi i casi, nonostante l’ opposizione di Arnone, il Tribunale di Caltanissetta ha archiviato le indagini.

19 ottobre, Il periodico “Centonove”, ripreso anche da altri organi di informazione, ha pubblicato un articolo intitolato “Mazzette sulle torrette antincendio. Ecco chi è nella busta paga di Campione”. L’ articolo si riferisce ad un’ inchiesta della Procura di Palermo, coordinata dal procuratore aggiunto Bernardo Petralia, su un appalto per le torrette di avvistamento antincendio in Sicilia. Nell’ ambito delle indagini è stato sottoposto a perquisizione personale, domiciliare e negli uffici ad Agrigento l’ imprenditore agrigentino, Massimo Campione (intercettato all’ aeroporto di Palermo), la cui società, la Sistet, è partecipe dello stesso appalto. A Massimo Campione (fratello del presidente di Girgenti Acque, Marco), sarebbe stato sequestrato, tra l’altro, un foglio su cui sarebbero stati scritti nomi di burocrati, tecnici e politici e accanto delle cifre di denaro. Massimo Campione è stato già ascoltato in proposito dagli inquirenti. Ulteriori indagini sono in corso.

19 ottobre, Ad Agrigento stazioni ferroviarie nel mirino. Ignoti hanno tentato di scassinare la macchinetta erogatrice di biglietti all’interno della stazione ferroviaria di Agrigento Bassa. Poi, alla stazione centrale, un buco è stato praticato in uno stabile, adibito a deposito per il personale delle pulizie, innanzi piazza Ravanusella, ma senza rubare nulla. Indagini sono in corso da parte della Polizia ferroviaria di Agrigento.

19 ottobre, Ad Agrigento, in contrada Mendolito, nei pressi della strada statale 640, ignoti hanno scassinato un ingresso, sono entrati nottetempo dentro uno studio di registrazione e hanno rubato apparecchi e strumenti musicali per un valore di circa 30 mila euro. I titolari hanno allarmato la Polizia. Indagini sono in corso.

19 ottobre, I poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento, agli ordini di Giovanni Minardi, hanno arrestato Antonio Brucculeri, 30 anni, di Agrigento e residente a Realmonte, inseguito da un ordine di carcerazione per scontare 7 mesi e 18 giorni di reclusione.

19 ottobre, Ad Agrigento i poliziotti della Squadra Volanti, diretti da Tommaso Amato, hanno denunciato 4 giovani, presunti responsabili di una spedizione punitiva a Fontanelle contro un coetaneo, reo di avere ricevuto 100 euro per comprare hashish e di non avere né comprato la droga né restituito i soldi. I 4 risponderanno di minacce aggravate, rissa e lesioni. Due maggiorenni e due minorenni, alcuni armati di coltello, hanno raggiunto l’abitazione del coetaneo in via Bonfiglio, a Fontanelle. Ad aprire la porta di casa è stata la madre, minacciata e malmenata tanto da essere soccorsa in ospedale. Nel frattempo è stato allarmato il 113. La Volante è intervenuta subito e ha acciuffato i 4 al culmine della rissa con il coetaneo.

19 ottobre, L’Ufficio misure di prevenzione della Divisione di Polizia Anticrimine della Questura di Agrigento, diretto da Giovanni Giudice, ha applicato otto provvedimenti di competenza del questore Mario Finocchiaro, tra avvisi orali e limitazioni della libertà personale, a otto soggetti ritenuti pericolosi per la sicurezza pubblica. Le misure preventive sono state imposte a Palma di Montechiaro, Lampedusa, Casteltermini, Campobello di Licata, e Ribera.

19 ottobre, A Palma di Montechiaro i Carabinieri hanno arrestato Filippo Alotto, 57 anni, bracciante agricolo, già sottoposto agli arresti domiciliari, e responsabile di evasione. Alotto è stato pertanto trasferito in carcere.

19 ottobre, A Castrofilippo i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari Vincenzo Marsala, 31 anni, allorchè ha violato la sorveglianza speciale di pubblica sicurezza alla quale è sottoposto. Infatti, nonostante sia obbligato a restare nella propria abitazione dalle ore 22 alle 7, durante un controllo è stato sorpreso dai Carabinieri fuori per le strade del paese.

20 ottobre, I Carabinieri della Compagnia di Sciacca e della Tenenza di Ribera, coordinati dal capitano Salvatore Marchese, e la Procura di Sciacca, hanno arrestato Roberto Dangelo, 35 anni, di Ribera, perché lo scorso 23 agosto si è reso responsabile di una tentata rapina, alquanto cruenta, a danno di una pensionata di 79 anni. Dangelo, a bordo del proprio motociclo, ha tentato di strappare la borsa dell’anziana donna, lei ha resistito, è caduta a terra, e lui l’ ha trascinata sull’ asfalto per diversi metri provocandole gravi lesioni. Roberto Dangelo è stato incastrato soprattutto dalle telecamere di video – sorveglianza.

21 ottobre, I Carabinieri della Compagnia di Cammarata hanno arrestato un immigrato di 19 anni, Thankgod Idemudia, ospite di un centro di accoglienza in via Venezia. Il 19enne risponderà di resistenza a pubblico ufficiale, lesione personale, danneggiamento aggravato commesso con violenza alle persone, violenza privata e violazione di domicilio perché a Cammarata è entrato all’interno di un altro centro di accoglienza in via La Porta Pia impedendo all’assistente sociale impiegata nella struttura di uscire dal proprio ufficio. Poi si è scatenato in escandescenze contro i Carabinieri ferendone uno con prognosi di 2 giorni.

21 ottobre, A Licata, 4 banditi, sopraggiunti a bordo di un’automobile senza targa e col volto coperto da un cappuccio, hanno scassinato un ingresso e hanno imperversato all’ interno del bar – tabacchi “Il Sombrero”. L’ arrivo del titolare ha indotto i malviventi a fuggire dopo avere arraffato alcune stecche di sigarette, gratta e vinci e una macchinetta scambia monete. Il tutto è stato registrato dalle telecamere di video – sorveglianza. Indagano i Carabinieri.

21 ottobre, Ad Agrigento all’ ospedale San Giovanni di Dio è ricoverato in gravi condizioni ed in prognosi riservata un uomo di 60 anni, ospite di una casa di riposo a Villaseta, che, intento a camminare lungo il viadotto Morandi intorno alle ore 7 del mattino, è stato investito da una automobile guidata da un operaio agrigentino, diretto al lavoro. Indagini sono in corso da parte della Polizia Stradale.

21 ottobre, I Carabinieri della Compagnia di Sciacca hanno arrestato ai domiciliari un impiegato di Sciacca di 54 anni del quale gli investigatori ritengono opportuno non rivelare l’identità ma solo le iniziali del nome. Si tratta di C B, e si è scatenato in escandescenze quando è stato bloccato per un controllo automobilistico in via Aldo Moro. L’ uomo, evidentemente alterato, ha tentato di ingoiare frettolosamente alcuni grammi di hashish tirati fuori dalle tasche dei pantaloni, e i militari hanno sequestrato un grammo di hashish. C B è stato anche segnalato alla Prefettura per consumo di stupefacenti.

21 ottobre, Ad Agrigento, a San Leone, un turista tedesco di 75 anni è annegato in mare. L’uomo, in vacanza in Sicilia con una comitiva di suoi connazionali, si è tuffato in acqua nonostante le avverse condizioni del mare. La corrente lo ha trascinato a largo. Poi è scomparso sotto lo sguardo della moglie, con cui ha litigato poco prima, e gli altri compagni di viaggio. Il gruppo di turisti è arrivato in pullman a San Leone. Le motovedette dei Carabinieri e della Guardia costiera hanno recuperato il cadavere.

21 ottobre, La Cassazione ha confermato il sequestro dei beni a Carmelo Marotta, di 45 anni, di Ribera, e alle sue sorelle Rosalia e Maria Marotta, di 51 e 48 anni. I tre, sui quali pende una richiesta di rinvio a giudizio, rispondono di concorso nei reati di bancarotta fraudolenta, truffa aggravata e intestazione fittizia di beni, con oggetto società dichiarate fallite dal Tribunale di Sciacca il 31 luglio 2012. Sono stati sequestrati preventivamente beni per circa 2milioni di euro. Secondo le indagini coordinate dalla Procura di Sciacca, Carmelo Marotta, appena è stato indagato per mafia, avrebbe compiuto numerose operazioni per sottrarsi alle misure patrimoniali, trasferendo, tra l’altro, quote sociali e aziende alle sorelle.

23 ottobre, La Procura della Repubblica di Sciacca, diretta da Vincenzo Pantaleo, ha notificato l’ avviso di conclusione delle indagini preliminari a carico di Marco Campione, legale rappresentante di “Girgenti Acque”, e di Giuseppe Giuffrida, componente del consiglio di amministrazione della stessa società “Girgenti Acque”, con delega nella materia dell’ambiente. A Campione sono contestati i reati di abuso d’ufficio, truffa, e poi altri reati in materia ambientale che sarebbero stati commessi in concorso con Giuffrida. Si tratta, in particolare, della gestione del depuratore comunale di Ribera, e la Procura ha accertato che “Girgenti Acque”, pur essendo a conoscenza della rottura, in più punti, del sistema di collettamento fognario che dal centro abitato di Ribera avrebbe dovuto convogliare le acque reflue urbane verso il depuratore comunale, in contrada Torre, non ha compiuto i necessari lavori di riparazione della rete fognaria, con il conseguente abbandono in modo incontrollato dei reflui non depurati di natura domestica e urbana sul suolo ed in acque superficiali. Girgenti Acque, peraltro, avrebbe ottenuto dalla comunità riberese il pagamento dell’intero canone di depurazione, nonostante il mancato trattamento di gran parte dei reflui urbani che, a causa delle rotture al collettore fognario, non sono giunti al depuratore comunale. Le indagini preliminari sono state eseguite da personale del Corpo Forestale del distaccamento di Ribera e dai Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Palermo.

23 ottobre, Vi è anche un’agrigentina, Gaetana Rosaria Migali, 51 anni, di Canicattì, tra le 5 persone arrestate dai carabinieri di Caltanissetta, in collaborazione con i colleghi di Agrigento, Catanzaro e Milano, nell’ ambito dell’ inchiesta su appalti, servizi e forniture pilotate che ha provocato, tra gli altri, l’ arresto della ex direttrice dell’ Istituto minorile di Caltanissetta, adesso direttrice del Beccaria a Milano, Alfonsa Miccichè. La Migali è dipendente della onlus “Araba Fenice” di Catanzaro, che sarebbe stata beneficiata dai presunti illeciti contestati.

23 ottobre, I Carabinieri della Stazione di Menfi hanno arrestato un uomo di 27 anni del quale gli investigatori ritengono opportuno non rivelare l’identità ma solo le iniziali del nome, F P. Si tratta di un pregiudicato che sconterà 9 mesi di reclusione per spaccio di sostanze stupefacenti. F P è stato ricercato dallo scorso mese di maggio ed è stato sorpreso in compagnia della fidanzata con le valigie pronte per partire. F P si è nascosto all’ interno della casa di un uomo di 51 anni di Menfi, P C, ed anche P C è stato arrestato.

23 ottobre, La Capitaneria di Porto Empedocle e l’ Ufficio circondariale marittimo di Licata, in collaborazione con l’Azienda sanitaria provinciale, hanno eseguito un’operazione di controllo ai cantieri navali di Licata. Due notizie di reato sono state trasmesse alla Procura di Agrigento per innovazioni abusive non autorizzate. Poi è stato sequestrato un intero cantiere per mancanza delle autorizzazioni di concessione e omesso pagamento dei canoni alla Regione. Nel frattempo, nell’area di Fondachello prosegue la rimozione, disposta dalla Procura dopo la denuncia della Guardia costiera, di cumuli di sfabbricidi derivanti dalle rotture delle strade cittadine, abusivamente abbandonati nell’area del demanio marittimo. Proseguono inoltre i controlli sulla filiera della pesca.

24 ottobre, I Carabinieri della Compagnia di Cammarata hanno arrestato in carcere Liseo Angelo Gaetani, 51 anni, muratore di Santo Stefano Quisquina, perché la notte del 6 settembre del 2012 si sarebbe scatenato in gravissimi atti intimidatori, incendiando e danneggiando autovetture private appartenenti a Carabinieri ed al personale della Polizia Municipale di Santo Stefano Quisquina, Bivona ed Alessandria della Rocca. Le indagini dei Carabinieri di Cammarata e della Procura di Sciacca hanno inoltre svelato che Gaetani avrebbe compiuto numerosi furti nello stesso territorio, e in relazione a ciò, per concorso in furto, è stato imposto l’ obbligo di dimora nel Comune di residenza ad Antonino Perconti, 34 anni, di Bivona, e a Giuseppe Morreale, 42 anni, di Grotte. Sequestrati 2 automezzi ed un veicolo agricolo con telai contraffatti, una porzione di fontana comunale ed un autocompattatore, il tutto di presunta provenienza illecita.

24 ottobre, E’ stato arrestato ed è adesso recluso nel carcere di Caltagirone un migrante dalla Nigeria, di 29 anni, Lucky Edoro, perché, come denunciato dalla minorenne, avrebbe sequestrato a Canicattì una ragazza nigeriana ospite di una locale Casa d’accoglienza per minori, l’avrebbe condotta al Cara a Mineo, in provincia di Catania, e nel centro di Mineo, segregandola in una stanza, avrebbe più volte tentato di violentarla, ma lei ha resistito, è scappata, e si è rivolta ai Carabinieri.

24 ottobre, Ad Agrigento la Polizia ha denunciato alla Procura della Repubblica di Agrigento 6 persone che lo scorso 7 settembre avrebbero tentato di impedire e ostacolare i lavori di demolizione della villetta abusiva di proprietà della famiglia Piraneo – Luparello, in contrada Maddalusa, nell’ ambito del piano di demolizioni sostenuto dal Comune su diffida della Procura. La Squadra Mobile, agli ordini di Giovanni Minardi, ha visionato i filmati registrati dagli agenti della Scientifica, ed ha ravvisato la commissione di diversi reati durante l’opera di abbattimento dell’immobile, tra istigazione a delinquere, oltraggio a Pubblico ufficiale, interruzione di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità, minaccia, ingiuria, violenza o minaccia a Pubblico ufficiale.
Gli indagati sono stati formalmente informati della loro condizione di indagati.

24 ottobre, A Palermo, all’ ospedale Villa Sofia, nel reparto di Rianimazione, è morto Pierino Tutino, 50 anni, di Agrigento, vittima di un incidente stradale ad Agrigento la sera di giovedì 22 ottobre lungo il viadotto Imera nei pressi di Piazzale Rosselli dove lo scooter di Tutino si sarebbe scontrato, anche se ancora la dinamica del sinistro non è certa, con un altro ciclomotore, e Tutino è precipitato dal ponte da circa 12 metri. Illesi i due, di 24 e 32 anni, a bordo dell’ altro mezzo. Tutino è stato prima ricoverato all’ ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento, e poi è stato trasferito in prognosi riservata a Palermo dove è deceduto.

25 ottobre, A Camastra, in campagna, un agricoltore di 73 anni, Domenico Rumè, cardiopatico, intento a raccogliere olive, è stato colto da un infarto ed è morto. Inutile si è rivelato l’intervento delle ambulanze allarmate da altri braccianti agricoli e partite dall’ospedale di Canicattì. Un altro bracciante 74enne, anche lui cardiopatico, durante i soccorsi a Rumè è stato colto da malore, è stato trasportato in ospedale, ed è stato salvato.

26 ottobre, I Carabinieri della Tenenza di Ribera hanno arrestato Giuseppe Triassi, 33 anni, nato in Germania ma residente a Ribera, che sconterà 5 anni e 4 mesi di reclusione come cumulo di condanne subite per furto aggravato. Triassi è stato recluso nel carcere di Sciacca.

26 ottobre, I Carabinieri della stazione di Racalmuto hanno arrestato un uomo di 35 anni del quale gli investigatori ritengono opportuno non rivelare l’ identità ma solo le iniziali del nome. Si tratta di G C, e risponderà del furto di un’automobile utilitaria nel centro abitato di Racalmuto. Atre tre persone sono state denunciate alla Procura di Agrigento per lo stesso presunto furto. Ad incastrare i 4 indagati sarebbero state le telecamere di videosorveglianza nella zona teatro del furto.

26 ottobre, A Sciacca una pensionata di 78 anni, S M le iniziali del nome, ha subito lo scippo della collana in via Mazzini, nel centro abitato. La donna ha denunciato ai Carabinieri che è stato un uomo che l’ ha sorpresa a piedi e poi è fuggito. Indagini in corso.

26 ottobre, Ad Agrigento la chiesa evangelica cristiana a Villaseta è stata visitata dai ladri che l’hanno danneggiata e saccheggiata di arredi vari, due casse acustiche, una cassetta porta attrezzi e alcuni estintori. L’ allarme è stato lanciato dal responsabile della comunità evangelica cristiana che si è accorto di quanto accaduto. Indagano i Carabinieri.

26 ottobre, In territorio di Joppolo Giancaxio, in contrada Borsellino, è stato rubato un escavatore di una impresa edile di Porto Empedocle, posteggiato all’ interno di un deposito. Indagano i Carabinieri a seguito della denuncia del furto.

27 ottobre, Accogliendo le istanze dei difensori, gli avvocati Daniela Posante e Sebastiano Bellanca, il Tribunale di Agrigento ha assolto, “perché il fatto non costituisce reato”, Carmelo Di Pisa, 32 anni, e Giuseppe Terrosi, 27 anni, arrestati dai Carabinieri il 30 maggio 2013, seduti in un bar a Fontanelle e indicati da una “fonte confidenziale” come possessori di una partita di droga destinata allo spaccio. Nelle perquisizioni disposte in un’automobile e nell’ascensore dell’abitazione di uno dei due indagati, è stato scoperto dello stupefacente, del quale gli accusati hanno negato di conoscerne la provenienza. I giudici hanno pronunciato sentenza di assoluzione perché la droga non sarebbe stata destinata allo spaccio ma al consumo personale.

27 ottobre, I Carabinieri hanno sorpreso e arrestato in flagranza di reato Calogero Contino, 31 anni, e Giuliano Gambacorta, 22 anni, entrambi di Porto Empedocle, colti a Naro nel corso di una rapina al distributore di carburanti “Q8? in via Matteotti. I Carabinieri, pistole in pugno, sono subito intervenuti, e hanno arrestato Calogero Contino. Giuliano Gambacorta è fuggito e poi è stato arrestato nella sua abitazione a Porto Empedocle.

27 ottobre, Il Tribunale di Agrigento ha condannato 3 imputati a seguito di un incidente durante i lavori di ristrutturazione di un immobile in viale dei Giardini, a San Leone, dove, nel cantiere, il 20 dicembre 2010, un operaio di 37 anni ha subito gravi lesioni precipitando da circa 12 metri. Sono stati inflitti 8 mesi di reclusione ciascuno a Salvatore Di Salvo, 57 anni, amministratore della società proprietaria dell’immobile, a Nicoletta Tuzzolino, 45 anni, titolare della impresa edile, e a Mario Li Causi, 70 anni. Assolto è stato Giuseppe Bellia, 38 anni, coordinatore della sicurezza del cantiere.

27 ottobre, A Siculiana, i Carabinieri della locale Stazione hanno denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Agrigento, per costruzione di manufatti senza concessione edilizia, S I sono le iniziali del nome, 62 anni, di Siculiana, allorchè, all’interno della riserva Torre Salsa, ha costruito un fabbricato in ampliamento ad un immobile preesistente, per poi adibirlo ad attività ricettiva, senza aver richiesto ed ottenuto alcuna autorizzazione o concessione edilizia, in zona sottoposta a vincolo paesaggistico, idrogeologico, sismico, nonché a specifiche normative a tutela delle riserve naturali. L’opera abusiva è stata sottoposta a sequestro.

28 ottobre, A Porto Empedocle, nel quartiere dell’ Altipiano Lanterna, in via Taranto, ignoti, e adesso come mai “i soliti ignoti”, hanno esploso fucilate contro l’ingresso di un magazzino dell’ ex sindaco di Porto Empedocle, Paolo Ferrara. Soliti ignoti perché ? Perché Ferrara, da tempo sotto scorta di protezione, ha subito una raffica interminabile di attentati intimidatori. Ed è naturale ipotizzare che ignoti, i soliti ignoti, perseguano il fine di mantenere accesa la fiamma del tormento di Paolo Ferrara, colpendolo una volta tanto, ma tanto quanto basta per ricordargli ciò che loro intendono che lui ricordi sempre. Come nella celebre scena del film “Non ci resta che piangere”, quando un frate iettatore si rivolge più volte a Massimo Troisi e lo ammonisce : “Ricordati che devi morire”… Infatti, solo il 12 agosto scorso, Paolo Ferrara, innanzi al cancello della villa di famiglia, ha scoperto un sacchetto con dentro fiori, una bottiglia con liquido infiammabile e alcuni proiettili inesplosi. Poi un biglietto con la scritta: “Te ne devi andare”. E il 2 giugno 2014, l’ ex sindaco, intervistato dal Tg1, ha denunciato che la sua automobile ha subito una manomissione alle ruote all’interno della zona di competenza della Questura, e che pochi giorni prima ha ricevuto l’ennesima telefonata di minacce di morte. E poi il 28 dicembre 2013, al Villaggio Bellavista, zona residenziale alla periferia di Porto Empedocle, un ignoto sparatore, a bordo di una moto forse guidata da un complice, ha premuto il grilletto di una pistola 5 volte contro il portone di ingresso dell’abitazione di Paolo Ferrara. Lui, Ferrara, è stato scosso prima dal rombo del motore e poi dall’esplosione delle pistolettate, e ha telefonato al 113. E l’elenco cronologico delle intimidazioni è infinito, e per ragioni di spazio lo concludiamo ricordando che Paolo Ferrara è stato ed è testimone d’accusa nell’ inchiesta anti – usura a Porto Empedocle cosiddetta “Easy Money”, denaro facile. E il 21 ottobre del 2011, ad Agrigento, tra i corridoi del Palazzo di giustizia, a margine di una udienza del processo “Easy Money”, Ferrara è stato inseguito alle orecchie da una voce che gli ha sussurrato minacciosa : “t’ammazzamu, t’ammazzamu”.

28 ottobre, Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, il pubblico ministero, a conclusione della requisitoria, ha chiesto la condanna a 3 anni e 4 mesi di carcere ciascuno per 3 tunisini, giudicati in abbreviato, difesi dall’ avvocato Fabio Inglima Modica e arrestati dalla Guardia di Finanza lo scorso 3 maggio perché ritenuti gli scafisti di un’imbarcazione carica di oltre 40 migranti approdati a Lampedusa. Si tratta di Jamel Hosni, 26 anni, Sami El Akkar, 28 anni, e Mohammed Salem, 21 anni.

28 ottobre, Ad Agrigento, in contrada Pitarresi, in via Unità di Italia, ignoti, nottetempo, hanno rubato circa 300 metri di cavi di rame da un impianto di sollevamento fognario di Girgenti Acque. Ancora da quantificare il danno. Indaga la Polizia.

28 ottobre, Ad Agrigento i ladri hanno visitato furtivamente i locali dell’ Azienda sanitaria locale e hanno rubato l’incasso dei distributori automatici di caffè e merendine. Il bottino ammonterebbe a circa 15 euro. Indaga la Polizia.

29 ottobre, Una donna originaria di Agrigento e residente a Belpasso, in provincia di Catania, Giuseppa Crescimone, 66 anni, è stata arrestata dai Carabinieri perché, simulando ruoli di assistenza, avrebbe ingannato e derubato 2 donne anziane. Una volta Giuseppa Crescimone si è presentata come collaboratrice del medico di famiglia, e un’ altra come addetta alle pulizie del Comune. Poi, entrando in casa delle due malcapitate, la Crescimone avrebbe rubato complessivamente 600 euro e 8 assegni bancari. L’arrestata è stata reclusa nel carcere di Catania.

29 ottobre, Tra Grotte e Comitini, in contrada Priore, un pensionato di Grotte, di 71 anni, è morto alla guida della sua automobile probabilmente perché colto da un malore. L’ anziano è precipitato da una scarpata, senza più il controllo del mezzo. Secondo quanto accertato dal medico legale, il 71enne sarebbe deceduto ancor prima che l’auto precipitasse nella scarpata. Indagano i Carabinieri di Comitini e Grotte.

29 ottobre, A Licata i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari Daniela Fiorentina Chiriac, 32 anni, originaria della Romania e residente a Canicattì, perché sorpresa a rubare in un negozio di abbigliamento gestito da cinesi in Corso Serrovira. La donna è stata colta in possesso di capi di abbigliamento per un valore di circa 30 euro, non pagati, durante la fuga. La refurtiva è stata restituita.

29 ottobre, A Porto Empedocle un uomo di 37 anni, al culmine di un’aggressione, è stato gravemente ferito e adesso è ricoverato all’ ospedale Civico a Palermo, nel reparto di Chirurgia plastica, dove i medici sono impegnati a salvargli un orecchio. Il 37 enne sarebbe stato aggredito da un compaesano perché avrebbe rivolto degli apprezzamenti alla sorella di lui che sarebbero stati poco graditi da lui, indagato per lesioni personali gravi.

29 ottobre, A Canicattì, in un condominio in via Barone Lombardo, una donna di 65 anni si è suicidata gettandosi all’interno di una cisterna piena d’acqua. E’ stato il marito, non essendo lei rientrata a casa, a lanciare l’allarme. Il corpo è stato ritrovato poco dopo. Sul posto hanno lavorato i carabinieri e gli operatori del 118. La donna, madre di 2 figli, avrebbe sofferto di depressione.

30 ottobre, Il 25 settembre scorso sono stati arrestati per l’omicidio di Angelo Truisi, 24 anni, di Licata. Poi, il 20 ottobre è stato scarcerato dal Riesame di Palermo Angelo Cannizzaro, 20 anni. Poi il 22 ottobre il Riesame ha scarcerato Diego Catania, 22 anni. Adesso il Riesame di Palermo, accogliendo le istanze del difensore, l’avvocato Salvatore Pennica, ha annullato l’ordinanza e ha scarcerato anche il terzo indagato, Salvatore Gueli, 40 anni, detenuto in Germania, a Colonia.

30 ottobre, Ad Agrigento un atto vandalico è stato perpetrato a danno della scuola paritaria “Pitagora” in via Piersanti Mattarella. Ignoti hanno inserito del silicone nella serratura della porta di ingresso dell’istituto, ed hanno anche imbrattato con una bomboletta spray i muri della scuola con disegni pornografici. Sul posto sono intervenuti per i rilievi di rito i poliziotti della sezione Volanti. L’attività scolastica si è svolta regolarmente.

30 ottobre, Ad Agrigento un incendio di probabile origine dolosa si è scatenato nottetempo in via Cavaleri Magazzeni a danno di una catasta di legno già utilizzata come struttura di un locale maneggio. Sul posto hanno lavorato Vigili del fuoco e Polizia.

31 ottobre, I Carabinieri hanno arrestato, in flagranza di reato, Ignazio Natalello, 60 anni, di Agrigento, per estorsione a danno di alcuni negozi del quartiere commerciale del Villaggio Mosè. L’ indagato prima avrebbe inserito la colla nei lucchetti delle saracinesche dei negozi e poi l’indomani mattina avrebbe contattato il titolare pretendendo i soldi che, così come avrebbe asserito, sarebbero serviti per i mafiosi detenuti. I militari si sono appostati in occasione dell’ appuntamento con un commerciante taglieggiato, e hanno arrestato Ignazio Natalello all’ atto di intascare il denaro. Natalello, difeso dall’ avvocato Daniele Re, è recluso ai domiciliari.

31 ottobre, I poliziotti del commissariato di Porto Empedocle, capitanati da Cesare Castelli, e i poliziotti della Squadra Volanti di Agrigento, diretti da Tommaso Amato, hanno arrestato Salvatore Gangarossa, 54 anni, di Porto Empedocle, per danneggiamento aggravato, minacce, resistenza e violenza a pubblico ufficiale, e maltrattamenti in famiglia. Gangarossa si è arrampicato sul balcone al primo piano della casa del figlio, è entrato dentro e ha devastato l’appartamento. L’uomo, ubriaco, avrebbe cercato la moglie. La donna, però, nel frattempo, si è rifugiata e barricata a casa del figlio insieme alla nuora. A telefonare al 113 sono state le due donne terrorizzate.

31 ottobre, Ad Agrigento i Carabinieri hanno arrestato un marocchino di 58 anni, da tempo residente ad Agrigento, per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. L’ uomo, innanzi ai figli, uno dei quali minorenne, per futili motivi, ha picchiato con calci e pugni la moglie di 48 anni. Poi le ha scagliato sulla testa una sedia. La donna è stata soccorsa in ospedale. Il marito è stato recluso in carcere.

31 ottobre, I Carabinieri della Compagnia di Licata hanno arrestato Alessio Gueli, 29 anni, per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti allorchè nel corso di una perquisizione domiciliare è stato sorpreso in possesso, e peraltro consegnata spontaneamente da lui stesso, di una busta in plastica, nascosta in un ripostiglio dell’abitazione, con dentro 100 grammi di marijuana già suddivisi in dosi. Gueli è recluso ai domiciliari.

31 ottobre, A Castrofilippo i Carabinieri hanno arrestato la stessa persona, di 31 anni e della quale gli investigatori ritengono opportuno non rivelare l’identità, due volte, il 17 ed il 23 ottobre scorsi, per il reato di evasione che è stato pertanto reiterato, tanto che i militari hanno chiesto e ottenuto dall’ autorità giudiziaria l’aggravamento della misura. L’ uomo infatti è stato trasferito dal proprio domicilio in carcere, al Petrusa di Agrigento.

31 ottobre, Il giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Francesco Gallegra, ha assolto, “perché il fatto non sussiste”, due giovani esponenti del partito di estrema destra Forza Nuova, Luca Cafarello ed Eros Lusona, entrambi di Licata. I reati contestati, tra minaccia e istigazione all’ odio razziale, risalgono al 30 novembre 2013 al Museo Griffo di Agrigento in occasione della consegna alla ministro all’Integrazione dell’ epoca, Cécile Kyenge, del premio “Telamone per la pace”. Nei pressi del museo furono scoperti dei manichini con del sangue finto e dei volantini, firmati Forza Nuova, con su scritto : “L’immigrazione uccide, No ius soli, Kyenge dimettiti”, e poi : “Basta odio anti-italiano, Kyenge vattene”. Cafarello, responsabile provinciale del partito di estrema destra, rivendicò e motivò la protesta insieme allo stesso Lusona.

31 ottobre, I Carabinieri e la Procura di Sciacca hanno arrestato Giuseppe D’Amico, 30 anni, originario della provincia di Siracusa, indagato di rapina aggravata a danno di un’anziana di Santa Margherita Belice. D’ Amico avrebbe praticato la truffa dello specchietto, simulando un incidente stradale. L’ uomo, nel corso della contestazione del falso incidente, si è accorto del possesso di denaro da parte della donna, glielo ha sottratto con destrezza e le ha morso la mano.

31 ottobre, A Favara i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari, per furto aggravato in concorso, la romena E D, sono le iniziali del nome, 37 anni, e hanno segnalato alla Procura della Repubblica per i Minorenni di Palermo una romena di 17 anni, entrambe domiciliate a Canicatti. Le due donne sono state bloccate in via Capitano Callea appena fuori dal supermercato “Il Centesimo”, con due borse contenenti prodotti di generi alimentari, cosmetici e detersivi, per un valore complessivo di 150 euro circa, rubati. La refurtiva è stata restituita al supermercato.

1 novembre, Straordinario e coraggioso intervento da parte di una ex poliziotta agrigentina, Graziella Luparello, 40 anni, originaria di Racalmuto, e adesso magistrato giudice a latere al processo Capaci bis. La Luparello, sul treno in partenza da Palermo verso Agrigento, seduta a poca distanza da due poliziotti della Polizia ferroviaria di Agrigento, Gangarossa e Seminario, si è accorta di un uomo che è salito a bordo, ha affiancato un’anziana, le ha aperto la borsa, ha rubato il portafoglio, e lo ha consegnato a un complice che è scappato. Graziella Luparello, con tanta prontezza di riflessi, si è subito precipitata innanzi all’ ingresso del vagone e si è posta davanti al rapinatore intenzionato pure lui a fuggire. La donna ha allarmato anche i due colleghi della Polizia ferroviaria. E Gangarossa e Seminario sono subito intervenuti, assicurando alle manette Marco Tarallo, 48 anni, elettricista, di Palermo. L’arresto è stato convalidato. Prima udienza il 9 dicembre.

2 novembre, I Carabinieri hanno arrestato i fratelli Antonino e Giambattista Sciascia, di 30 e 28 anni, di Cattolica Eraclea, destinatari di ordinanze di custodia cautelare per i reati di spaccio e già trasferiti dal carcere di Agrigento ad una comunità di recupero di Marsala. Però, Antonino Sciascia è scappato dalla comunità il 17 giugno scorso, e il primo luglio è stato dichiarato latitante con decreto del Tribunale di Agrigento. E il primo luglio è scappato anche il fratello Giambattista. I due fratelli sono stati arrestati a Cattolica, e adesso sono reclusi nel carcere di Agrigento.

2 novembre, I Carabinieri della Compagnia di Cammarata hanno denunciato a piede libero 3 impiegati del Comune di San Biagio Platani, perché presunti responsabili, a vario titolo, di truffa aggravata, circonvenzione di persone incapaci e falso ideologico. Uno dei 3 impiegati comunali, delegato da una persona sottoposta a tutela a riscuotere la propria pensione e a versare mensilmente la retta di compartecipazione allo stesso Comune, tramite dei bollettini postali, come quota per il ricovero della stessa persona in una casa di riposo per anziani, avrebbe manomesso le ricevute con cifre superiori all’importo realmente versato. Altri due impiegati, invece, responsabili dei procedimenti amministrativi dei propri uffici, avrebbero favorito il primo impiegato omettendo i controlli. Il danno a carico della cassa comunale ammonta a circa 25.000 euro.

2 novembre, A Favara i Carabinieri della locale Tenenza hanno arrestato per detenzione di sostanza stupefacente a fini di spaccio e resistenza a pubblico ufficiale, Alessandro Terranova, 35 anni, di Favara, lavaggista, sorpreso intento a consegnare un grammo di hashish ad un avventore. A seguito di perquisizione domiciliare, sono stati scoperti altri 74 grammi di hashish divisi in dosi, materiale per il confezionamento, e la somma in contanti di 130 euro. Inoltre, Terranova, nel tentativo di fuggire, ha posto resistenza ai militari. L’ uomo è recluso ai domiciliari.

2 novembre, I Carabinieri della Compagnia di Cammarata hanno scoperto e denunciato alla Procura di Agrigento un sedicente, e falso, colonnello dei Carabinieri. Si tratta di Diego Massimo Salinitro, 43 anni, operaio di Gela, gestore di una discoteca a Cammarata dove da mesi si è spacciato per un colonnello dei Servizi Segreti. Salinitro, convocato in caserma, ha proseguito, nonostante lo smascheramento, la messinscena.

2 novembre, A Raffadali è stata tentata una rapina a danno dell’ Ufficio postale in via Spoto. Tre malviventi, di cui uno armato di pistola giocattolo, sono entrati, è subito scattato l’allarme, e i 3 sono fuggiti prima dell’ arrivo dei Carabinieri sbarazzandosi della pistola, poi recuperata dai militari.

2 novembre, I Carabinieri della Compagnia di Sciacca hanno arrestato Antonino Savitteri, 43 anni, di Ravanusa, sorpreso subito dopo avere rubato dallo scaffale di un supermercato alcune bottiglie di alcolici di marca pregiata, per un valore di 200 euro. Savitteri è stato posto ai domiciliari.

2 novembre, Ad Agrigento una donna di 40 anni è stata denunciata a piede libero alla Procura della Repubblica di Agrigento per furto di energia elettrica perché, nel corso di un controllo, i poliziotti della Squadra Volanti e i tecnici di Enel hanno scoperto la sua abitazione, in via Cuneo, a valle della via Callicratide, allacciata abusivamente alla rete elettrica pubblica.

3 novembre, La giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Maria Alessandra Tedde, ha condannato a 9 mesi di reclusione ciascuno 5 medici dell’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento a seguito della morte, nel 2008, di una paziente, Maria Ferraro, 58 anni, vittima di una emorragia e che, con una corretta diagnosi, forse si sarebbe salvata. Si tratta di Francesco Buscaglia, 44 anni, Pasquale Zicari, 61 anni, Carlo Fontana, 42 anni, Vincenzo Scudera, 60 anni, e Fabrizio Alletto, 41 anni. Sono stati assolti, “per non avere commesso il fatto”, i medici Antonio Maniscalco, 63 anni per il quale lo stesso pubblico ministero ha chiesto l’assoluzione, e Gerlando Riolo, 59 anni, attuale assessore della giunta comunale di Agrigento.

3 novembre, A Palermo, al palazzo di giustizia, il pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia, Emanuele Ravaglioli, a conclusione della requisitoria, ha chiesto 7 anni e 6 mesi di carcere a carico di Giovanni Alotto, 32 anni, di Palma di Montechiaro, imputato di 3 episodi di estorsione, e 4 anni per Calogero Amato, 42 anni, palmese anche lui, e che risponde di un solo episodio di estorsione. Il terzo imputato, Giuseppe Mulè, 48 anni, di Palma, è stato giudicato in abbreviato ed è già stato condannato in Appello a 5 anni e 10 mesi di carcere. Uno degli episodi contestati è la presunta estorsione a danno di Claudio Miceli, titolare di una farmacia a Palma, che si sarebbe opposto alla richiesta estorsiva e che è stato anche bersaglio di un agguato a colpi di pistola in automobile tra Palma e Agrigento.

3 novembre, A Favara i Carabinieri hanno arrestato Calogero Presti, 42 anni, che sconterà la condanna residua a 1 anno e 6 mesi di reclusione domiciliare per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Presti è stato arrestato il 16 giugno 2014 dai Carabinieri della Tenenza di Favara perché sorpreso in possesso di 20 chili di hashish.

4 novembre, Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha firmato il provvedimento del 41 bis, il regime del carcere duro, a carico di Stefano Fragapane, 37 anni, di Santa Elisabetta, detenuto da 13 anni. Fragapane, figlio dell’ex capo di Cosa nostra agrigentina, Salvatore Fragapane, è recluso per 4 omicidi e associazione mafiosa. Il difensore del 37enne ha chiesto la revoca della misura al Tribunale di Sorveglianza di Roma. Fragapane avrebbe ucciso i fratelli di Sant’Angelo Muxaro, Vincenzo e Salvatore Vaccaro Notte, ed i raffadalesi Giuseppe Alongi e Salvatore Oreto. Peraltro, il difensore di Fragapane ha già invocato uno sconto di pena rivendicando il cosiddetto “incidente di esecuzione”, e sostiene che quando il sabettese ha commesso i delitti è stato minore di 25 anni e, pertanto, il trattamento sanzionatorio non avrebbe potuto essere equiparato a quello dell’adulto.

4 novembre, Ad Agrigento, al Villaggio Mosè, un giovane del Senegal ospite di una comunità di accoglienza per minori, è stato denunciato per danneggiamenti. Il ragazzo si è scatenato in escandescenze ed ha staccato la porta della cucina della struttura che lo ospita.

4 novembre, Il Tribunale di Agrigento ha disposto il divieto di dimora a Porto Empedocle a carico di Salvatore Gangarossa, 44 anni, di Porto Empedocle, arrestato venerdì scorso dalla Polizia per danneggiamento aggravato, minacce, resistenza e violenza a pubblico ufficiale, e maltrattamenti in famiglia. Gangarossa si è arrampicato sul balcone al primo piano della casa del figlio, è entrato dentro e ha devastato l’appartamento. L’uomo, ubriaco, avrebbe cercato la moglie. La donna, però, nel frattempo, si è rifugiata e barricata a casa del figlio insieme alla nuora. A telefonare al 113 sono state le due donne terrorizzate.

4 novembre, Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, a conclusione della requisitoria, la pubblico ministero, Antonella Pandolfi, nell’ ambito dell’ inchiesta antidroga cosiddetta “Pride”, per spaccio di stupefacenti tra il 2007 e il 2008 a Canicattì e dintorni, ha chiesto per Ivan Luca Alaimo, 29 anni (5 anni di reclusione); Felice Marchese Ragona, 44 anni (4 anni); Laura Ferlisi, 32 anni (4 anni e 6 mesi); Salvatore Tirone, 28 anni (4 anni e 6 mesi); Diego Giardina, 41 anni (10 anni); Dragolyub Atanasov, 33 anni (2 anni), Cataldo Guarino, 40 anni (2 anni); Riccardo Valenti, 32 anni (7 anni); Diego Pedalino, 38 anni (8 anni); Giuseppe Spampinato, 34 anni (2 anni e 6 mesi); Calogero Salerno, 34 anni (8 anni); Dragos Raden, 32 anni (7 anni); Calogerino Sacheli, 39 anni (8 anni); Massimiliano Barriera, 44 anni (8 anni); Domenico Lalomia, 38 anni (6 anni); Fabio Orlando, 36 anni (2 anni); Antonio Di Bella, 38 anni (un anno e 4 mesi); e Gianluca Scaccia, 32 anni (2 anni).

5 novembre, Accogliendo le istanze del difensore, l’avvocato Daniela Posante, il Tribunale di Agrigento ha assolto, “perché il fatto non sussiste”, Dario Spadaro, 52 anni, denunciato il 7 ottobre del 2012 dalla Polizia provinciale perché in un terreno di sua proprietà, in contrada Petrusa, sono stati scoperti e sequestrati dei materiali oggetto di demolizione di altri fabbricati. A Spadaro si è contestato che l’ area di circa 500 metri quadrati fosse stata adibita a discarica di rifiuti del tipo “speciale e pericoloso”. L’ avvocato Posante ha dimostrato che non è stata una discarica di rifiuti pericolosi ma solo un “provvisorio e occasionale deposito di sfabbricidi che non può configurare il reato di gestione e realizzazione di discarica”.

5 novembre, Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, il giudice per le udienze preliminari, Stefano Zammuto, ha rinviato a giudizio, all’ udienza del 19 gennaio, Salvatore Avarello, 41 anni, di Agrigento, imputato di detenzione di una pistola che sarebbe stata occultata in una stufa a casa sua. Avarello, che è difeso dall’ avvocato Daniele Re, è stato per tale ragione arrestato il 25 maggio 2014.

5 novembre, A Canicattì è stato perpetrato un furto di olive, ancora non raccolte, in contrada Cuccavecchia, in un terreno confiscato all’imprenditore Calogero Di Caro, più volte condannato per associazione mafiosa. Ad accorgersi e a denunciare il furto sono stati gli operai della cooperativa sociale “Lavoro e non solo”, impegnati nella stagionale raccolta delle olive su invito dell’amministrazione comunale di Canicattì.

6 novembre, I poliziotti del Commissariato di Porto Empedocle, agli ordini del vice Questore, Cesare Castelli, hanno nuovamente arrestato Salvatore Gangarossa, 44 anni, già arrestato venerdì 30 ottobre per danneggiamenti e maltrattamenti in famiglia, poi sottoposto mercoledì scorso 4 novembre a divieto di dimora a Porto Empedocle e poi invece raggiunto da una ordinanza di custodia in carcere. Ebbene, quando i poliziotti hanno notificato a Gangarossa il provvedimento, lui si è scatenato in escandescenze, minacciando i poliziotti, e danneggiando a calci e pugni l’automobile della Polizia. A Gangarossa è stato inoltre sequestrato un coltello. Adesso è recluso in carcere.

6 novembre, A Licata, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della locale Compagnia, hanno arrestato ai domiciliari Luigi Bonello, 46 anni, di Butera, commerciante, per detenzione illegale di arma clandestina, detenzione abusiva di munizioni e ricettazione. In particolare, i Carabinieri hanno compiuto una perquisizione in una casa di proprietà di Bonello, in località “Falconara”, a Butera, a 500 metri dal confine con Licata, nei pressi di un esercizio commerciale lungo la statale 115, accanto al Castello di Falconara, dove, ben nascosto dentro una gabbia per volatili, è stato scoperto un revolver calibro 38 di fabbricazione brasiliana, introdotto clandestinamente in Italia, oleato e perfettamente funzionante. Inoltre, nel corso della perquisizione, estesa ad una casa rurale e in un podere poco distante dall’abitazione di Luigi Bonello, i Carabinieri hanno scoperto e sequestrato 30 cartucce calibro 38 special, 12 cartucce calibro 9 corto, tutte per pistola, 73 cartucce calibro 12 a pallini e 5 cartucce calibro 12 a pallettoni, nonché 2 ottiche di precisione per fucile ed un giubbotto antiproiettile.

6 novembre, Il Tribunale di Agrigento ha assolto, “per non avere commesso il fatto”, l’ imprenditore Bruno Milazzo, 51 anni, imputato perché avrebbe sottratto 700 mila euro dalla sua impresa prima del fallimento. L’inchiesta scaturisce a seguito del fallimento della società “Edil Colmar”, operante nel settore edile, e che fu dichiarata fallita nel 2006.

6 novembre, Il Tribunale di Agrigento ha condannato a 7 anni di carcere Giovanni Alotto, 32 anni, di Palma di Montechiaro, per 2 episodi di estorsione, ed ha assolto Calogero Amato, 42 anni, palmese anche lui, e che ha risposto di un solo episodio di estorsione. Il terzo imputato, Giuseppe Mulè, 48 anni, di Palma, è stato giudicato in abbreviato ed è già stato condannato in Appello a 5 anni e 10 mesi di carcere. Uno degli episodi contestati è la presunta estorsione a danno di Claudio Miceli, titolare di una farmacia a Palma, che si sarebbe opposto alla richiesta estorsiva e che è stato anche bersaglio di un agguato a colpi di pistola in automobile tra Palma e Agrigento.

6 novembre, A Licata i Carabinieri del Nucleo Radiomobile hanno arrestato in flagranza di reato, Diego Pelonero, 42 anni, per evasione, allorchè, non rispettando la misura cautelare degli arresti domiciliari, è stato sorpreso a piedi fuori dalla propria abitazione. Pelonero, dopo essere stato condotto in caserma, è stato nuovamente recluso ai domiciliari.

6 novembre, Forse a Canicattì si nasconde una truffa a danno di compagnie di assicurazione tramite la fittizia denuncia di furti di automobili scoperta dalla Polizia che ha denunciato un uomo di 40 anni, incensurato, sorpreso alla guida di un’automobile le cui targhe non sono corrispondenti al numero di telaio. Da successivi controlli è emerso che le targhe sono di un’altra automobile in disuso sempre di proprietà del 40enne. I poliziotti indagano sospettando che un gruppo di persone, usando mezzi fraudolenti, avrebbero truffato le assicurazioni in varie occasioni.

7 novembre, I carabinieri della Stazione di Naro e del Nucleo operativo della Compagnia di Licata, nel corso di un mirato servizio finalizzato alla verifica del rispetto delle norme a tutela dell’ambiente, hanno denunciato in stato di libertà, alla Procura della Repubblica di Agrigento, S A, sono le iniziali del nome, 28 anni, di Naro, commerciante, titolare di un frantoio oleario in località “Poggiovento”, per violazione delle norme riguardanti lo smaltimento dei rifiuti a tutela dell’ambiente.
In particolare, i Carabinieri, a seguito di un controllo eseguito insieme a personale dell’Arpa protezione ambiente nel frantoio, hanno accertato la presenza di acque reflue in un torrente sottostante, che affluisce al fiume Naro, provenienti proprio dalla condotta idrica di scarico del frantoio, che pertanto è stato sottoposto a sequestro. Come si ricorderà, il caso del fiume Naro inquinato da acque di vegetazione è stato denunciato e documentato pochi giorni addietro dall’ associazione ambientalista MareAmico di Claudio Lombardo.

7 novembre, I poliziotti della Stradale di Agrigento, capitanati da Andrea Morreale, hanno sequestrato 2 ambulanze di associazioni private : una perché non sottoposta alla revisione periodica, e l’altra perché senza assicurazione. Altri controlli del genere sono in corso.

7 novembre, A Sciacca, in via Incisa, nel centro storico, una pensionata di 75 anni è stata scippata da un giovane in sella ad un ciclomotore che le ha strappato la collana d’oro dal collo e poi è fuggito. Indaga la Polizia.

7 novembre, Accogliendo il ricorso del difensore, l’ avvocato Davide Casà, il Tribunale della Libertà ha annullato l’ordinanza della Corte d’Appello di Palermo che ha aggravato la misura cautelare dai domiciliari al carcere a carico di Roberto Fragapane, 22 anni, arrestato il 29 settembre scorso per evasione dai domiciliari nella frazione di Fontanelle ad Agrigento. Pertanto, Fragapane è rientrato agli arresti domiciliari.

7 novembre, A Raffadali i Carabinieri hanno arrestato, e il Tribunale di Agrigento gli ha subito restituito la libertà dopo l’udienza di convalida, Antonino Mangione, 35 anni, il quale avrebbe allacciato abusivamente la propria abitazione alla rete dell’ Enel. I militari dell’Arma sono intervenuti su segnalazione dei tecnici dell’Enel.

8 novembre, Incidente lungo la statale che collega Canicattì a Campobello di Licata, dove Luigi Lo Curto, 35 anni, di Campobello, a bordo di un furgone Fiat Doblò si è schiantato contro il posteriore di un trattore carico di uva. L’ uomo, incastrato sotto il mezzo pesante, è morto durante il trasporto sull’ ambulanza del 118 all’ ospedale di Canicattì. Sul posto sono intervenuti la Polizia stradale e i Vigili del fuoco.

8 novembre, A Joppolo Giancaxio i Carabinieri hanno denunciato, per illecito smaltimento di rifiuti, G R, sono le iniziali del nome, 49 anni, autista, perché in contrada “Manicalunga – Poio del Signore” è stato sorpreso a versare sul proprio terreno, tramite un tubo di plastica lungo 4 metri, 5mila litri di liquido vegetale, proveniente da un frantoio del luogo. Il liquido derivante da scarti di molitura è stato contenuto in una cisterna metallica, posta sul cassone di un autocarro. Il veicolo, la cisterna metallica ed il tubo sono stati sottoposti a sequestro.
E per la stessa ipotesi di reato, a Montallegro i Carabinieri hanno denunciato un uomo di 23 anni, M M, di Ribera, legale rappresentante di un oleificio le cui acque di vegetazione di scarico, tramite una condotta in plastica lunga centinaia di metri, sono state versate in uno scavo di 30 metri circa e profondo 6 metri, abusivamente adoperato come vasca, ricavato all’interno di un appezzamento di terreno, sequestrato insieme alla condotta.

9 novembre, La Direzione investigativa antimafia e il Tribunale di Agrigento confiscano i beni di Giuseppe Capizzi di Ribera, 49 anni di età. Con sentenza definitiva in Cassazione è stato condannato a 8 anni di reclusione per associazione mafiosa. Nel luglio scorso è stato scarcerato, e il Tribunale di Agrigento gli ha imposto la misura della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, con obbligo di soggiorno nel Comune di residenza, per la durata di 4 anni. Adesso la Direzione Investigativa Antimafia di Agrigento ha eseguito un provvedimento di confisca che ha colpito alcuni beni che sarebbero legati a Giuseppe Capizzi. La confisca, firmata dai giudici del palazzo di giustizia agrigentino, comprende beni già sottoposti a sequestro su proposta della Procura di Palermo che, a sua volta, ha condiviso gli esiti degli accertamenti patrimoniali e bancari compiuti dalla Dia di Agrigento. Giuseppe Capizzi è parte della omonima famiglia mafiosa di Ribera, decimata dalle operazioni Akragas e Scacco Matto. Lo zio, Simone, è detenuto all’ergastolo definitivo perché, tra l’altro, mandante dell’ omicidio del maresciallo Giuliano Guazzelli. Anche i figli di Simone Capizzi, Mario, Giuseppe e Carmelo, sono detenuti per associazione mafiosa, e Mario Capizzi sconta il carcere a vita per l’omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo, figlio del pentito di Altofonte, Santino. Giuseppe Capizzi, prima che fosse arrestato, il 4 luglio del 2006, il giorno del blitz antimafia cosiddetto “Welcome back”, è stato, insieme a Gerlandino Messina di Porto Empedocle, vice capo provincia di Cosa nostra agrigentina, entrambi nominati da Giuseppe Falsone, che all’epoca detronizzò così il gia capo provincia Maurizio Di Gati che poi, anziché la guerra contro Falsone, e fallita la trattativa di pace con lui, imboccò la strada della collaborazione con la giustizia. La confisca a carico di Giuseppe Capizzi ha bombardato una impresa con sede a Ribera, che produce colture miste viticole, olivicole e frutticole, poi 2 terreni in provincia di Agrigento, e poi il saldo attivo di un conto corrente per un valore complessivo di circa 90mila euro.

9 novembre, I Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari Andrea Castellino, 26 anni, di Cattolica Eraclea, indagato per incendio doloso e minaccia aggravata. Un operaio della società Girgenti Acque ha denunciato ai Carabinieri che quando è stato a lavoro per chiudere l’acqua potabile per morosità all’abitazione di Castellino, lui lo avrebbe minacciato con un coltello ed un bastone, e che lo stesso avrebbe incendiato l’automobile della Girgenti Acque. Sul posto sono intervenuti anche i Vigili del fuoco che hanno spento il rogo e sequestrato una bottiglia contenente ancora liquido infiammabile.

9 novembre, Lo scorso 4 ottobre a Lampedusa è approdato su un barcone carico di oltre 200 migranti un terrorista, che poi è stato smascherato, rimpatriato e consegnato alle autorità di polizia tunisine. Lui si è presentato come Mohamed Ben Sar, e come un perseguitato politico intenzionato a raggiungere parenti nel nord Europa. In verità lui è Ben Nasr Mehdi, 38 anni, tunisino, capo di una cellula terroristica vicina allo Stato islamico, arrestato nel 2008, processato e condannato a 7 anni di reclusione, scontati fino allo scorso anno 2014. Il terrorista è stato trattenuto dai poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento nel centro di accoglienza di Lampedusa, e poi è stato incastrato a seguito del controllo dell’Afis, il sistema automatizzato di identificazione delle impronte.

9 novembre, La giudice monocratico del Tribunale di Agrigento, Gianfranca Infantino, ha condannato a 4 mesi di carcere un uomo di 32 anni, M M sono le iniziali del nome, originario di Caltanissetta, imputato perché nel 2012, nel corso di un controllo a Canicattì, in largo Aosta, si è scagliato contro un Carabiniere fratturandogli il naso.

9 novembre, Ad Agrigento, all’ ospedale “San Giovanni di Dio”, è ricoverato in gravi condizioni un migrante dal Bangladesh, un uomo di 30 anni, che lavora come bracciante in campagna al confine tra Licata e Butera. L’ asiatico ha bevuto, per errore, acido nitrico durante una pausa di lavoro nei campi. Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, anziché la bottiglia dell’acqua minerale ha preso ed ha bevuto dalla bottiglia contenente acido nitrico. Il giovane, ospite di un centro d’accoglienza, è stato prima soccorso all’ospedale “San Giacomo d’Altopasso” a Licata e poi trasferito ad Agrigento.

9 novembre, A Porto Empedocle, i poliziotti del locale Commissariato agli ordini del vice Questore, Cesare Castelli, indagano alla ricerca di un malvivente che nottetempo, nel quartiere Cannelle, è entrato furtivamente dentro casa di una coppia di anziani, munito di una torcia, e che poi è stato indotto alla fuga dalle grida della figlia 50enne dei coniugi che si è accorta della sua presenza.

9 novembre, Ad Agrigento due vasi di ceramica sono stati divelti dalla malta ancora fresca lungo l’inferriata del Viale della Vittoria la notte tra venerdì e sabato, e poi un altro vaso è stato distrutto la notte tra sabato e ieri domenica. Dunque, prosegue l’ orda vandalica ad opera di ignoti che si sono accaniti sui vasi di abbellimento della passeggiata, appena installati dall’ amministrazione comunale. Indagini in corso.

9 novembre, Il Tribunale di Sciacca ha condannato a 4 anni e 10 mesi di carcere M C, sono le iniziali del nome, 61 anni, disoccupato, imputato di violenza sessuale su una minorenne di 8 anni. L’episodio risale al 2014 quando la piccola sarebbe stata abusata a casa della nonna materna a Menfi. E’ stata la stessa bambina a riferire quanto accaduto.

10 novembre, I poliziotti della Squadra mobile di Agrigento, capitanati da Giovanni Minardi, hanno arrestato ai domiciliari Walter Bosco, 38 anni, di Favara e residente ad Agrigento, Antonio Sanfilippo, 21 anni, di Favara, e Alessandro Sguali, 41 anni, di Agrigento. Ad una quarta persona, B G sono le iniziali del nome, 22 anni di Favara, è stato imposto l’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria. I primi tre, Bosco, Sanfilippo e Sguali sono accusati di essere i responsabili di rapina aggravata in concorso ad Agrigento, lo scorso 31 luglio 2015, e di estorsione aggravata in concorso compiuta a Favara, l’11 agosto 2015. E i 4, tutti, sono indagati anche per un episodio di tentata estorsione aggravata, compiuto a Favara il 2 agosto scorso. È indagata a piede libero anche una quinta persona. Le misure cautelari sono state richieste dalla Procura della Repubblica di Agrigento, dal pubblico ministero Brunella Sardoni, al Giudice per le indagini preliminari del Tribunale, Stefano Zammuto. Un uomo di 30 anni di Favara avrebbe concordato la vendita del proprio motociclo con Antonio Sanfilippo per 4mila euro. Tale somma sarebbe stata ritenuta troppo esosa dagli altri arrestati i quali avrebbero raggiunto il venditore al Villaggio Mosè e gli avrebbero rapinato il motociclo, accusandolo di aver tentato di vendere un mezzo che al massimo sarebbe valso 2mila euro. E non solo : gli stessi arrestati, per punire la vittima del tentativo di vendere ad un prezzo troppo esoso il motociclo al Sanfilippo, ne avrebbero preteso la vendita senza versare alcuna somma alla vittima.

10 novembre, A Siculiana i Carabinieri della Radiomobile di Agrigento e della locale Stazione, e la Direzione distrettuale antimafia di Palermo, hanno arrestato un uomo di 48 anni, indagato di estorsione aggravata dalla modalità mafiosa. A denunciarlo è stato un imprenditore. Si tratta di Antonino Gagliano, 48 anni, di Siculiana, proprietario di una ditta di calcestruzzo. Gagliano, tramite la fornitura di calcestruzzo, avrebbe commesso le estorsioni aggravate a danno dell’ imprenditore di Siculiana che nel luglio 2014 ha subito anche un atto intimidatorio. Le dichiarazioni dello stesso imprenditore hanno svelato il metodo delle fatture gonfiate per la fornitura di calcestruzzo mai consegnato. Antonino Gagliano si sarebbe rivolto così all’ imprenditore : “Ti senti tranquillo qui a Siculiana….ricordati che a Porto Empedocle pagano mille euro per il calcestruzzo….”. Decisiva è stata la collaborazione fornita dall’imprenditore locale che non si è piegato al racket del pizzo e ha denunciato il proprio estorsore, già inquisito e arrestato nell’ ambito dell’ inchiesta antimafia cosiddetta “Nuova Cupola”.

10 novembre, La Corte d’Appello di Palermo ha confermato “in toto” la sentenza del Tribunale di Agrigento risalente al 15 maggio 2014, quando il Giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, a conclusione del giudizio abbreviato, ha condannato a 30 anni di reclusione Antonio Baio, l’ imprenditore di Favara di 73 anni, in cella dal 28 novembre 2012, perchè reo confesso dell’ omicidio del compaesano imprenditore Calogero Palumbo Piccionello, 65 anni. Antonio Baio, difeso dagli avvocati Mormino e Castronovo, è stato inoltre condannato al risarcimento dei danni ai familiari della vittima parti civili, costituiti in giudizio tramite gli avvocati Nino e Vincenza Gaziano, e Gaetano Airò.

10 novembre, A Campobello di Licata i Carabinieri hanno arrestato in carcere Giuseppe Ciuni, 32 anni, per violazione delle prescrizioni imposte da parte dell’Autorità giudiziaria. In particolare, i Carabinieri hanno più volte accertato che Ciuni, nonostante fosse sottoposto agli arresti domiciliari, ha violato la misura cautelare. Lo stesso Giuseppe Ciuni è stato denunciato dai Carabinieri di Caltanissetta con l’accusa di avere rapinato a Sommatino la filiale della banca “Monte dei Paschi di Siena”, in Corso Umberto primo, il 2 novembre scorso, quando Ciuni ufficialmente è stato ristretto ai domiciliari.

10 novembre, A Racalmuto i Carabinieri della locale stazione hanno arrestato un nordafricano di 42 anni di età, originario del Maghreb, sorpreso intento a picchiare la figlia con schiaffi e calci, anche dopo che la stessa ragazza è caduta a terra. Quando i Carabinieri sono giunti sul posto, allarmati da alcuni passati, il magrebino si è scagliato anche contro di loro. L’ africano, da tempo residente a Racalmuto, è stato arrestato per maltrattamenti in famiglia e resistenza a Pubblico ufficiale. Sia la ragazza, che due militari dell’Arma, dopo l’aggressione, sono stati costretti a ricorrere alle cure dei medici.

10 novembre, A Racalmuto, due anziane sorelle, di 89 e 85 anni, sono state rapinate in casa, nel centro storico, nel quartiere di San Giuliano. Intorno a mezzogiorno due banditi, armati di coltello, sono riusciti ad entrare nell’abitazione delle due donne, e le hanno costrette a consegnargli il denaro custodito in casa.

10 novembre, Il responsabile del Centro di recupero fauna selvatica e marina di Cattolica Eraclea ha denunciato il furto di alcuni animali di specie protetta. Si tratta di uno sparviero, cinque cardellini e due istrici, ospiti del centro. Indagano i Carabinieri della locale stazione.

10 novembre, I Carabinieri della Compagnia di Sciacca hanno arrestato in flagranza di reato un palermitano di 25 anni del quale non è stata rivelata l’identità ma solo le iniziali del nome, T S. All’ interno della sua abitazione a Palermo T S ha nascosto 300 grammi di marijuana già confezionata in dosi pronte per lo spaccio, un bilancino di precisione e vario materiale per il confezionamento. T S è detenuto al Pagliarelli.

10 novembre, Il Tribunale di Sciacca ha condannato a 9 mesi di reclusione Jessica Bivona, 25 anni, perché a Menfi si sarebbe introdotta a casa di una donna anziana, che per problemi di salute è stata costretta a trasferirsi in una casa di cura. La donna avrebbe forzato l’ ingresso della casa popolare dell’anziana, impossessandosene.

11 novembre, A Palma di Montechiaro, nel centro storico, in piazza Aquilina, poco prima della mezzanotte, Enrico Rallo, 39 anni, è stato vittima di un agguato. Sono stati sparati contro di lui 4 colpi di pistola. Rallo, ferito alla schiena, è stato accompagnato in automobile da un parente all’ospedale “San Giacomo d’Altopasso” a Licata. I medici del pronto soccorso, dopo avere prestato le prime cure, ne hanno disposto il trasferimento a Palermo dove il palmese è ricoverato in prognosi riservata. Indagano i Carabinieri alla ricerca del responsabile della sparatoria e del movente.

11 novembre, Prima a Sciacca, all’ ospedale Giovanni Paolo secondo, e poi ad Agrigento, al San Giovanni di Dio, è stata ricoverata una ragazza di 21 anni vittima di una intossicazione da cocaina. Lei ha ingerito la droga, compresa la bustina, forse per paura di un controllo. I medici dell’ospedale di Agrigento hanno scoperto la busta attraverso una gastroscopia e sono riusciti a estrarre la busta senza disperderne il contenuto che, altrimenti, avrebbe rischiato di provocare la morte della giovane che è stata segnalata alla Prefettura dalla Polizia come assuntrice di stupefacenti.

11 novembre, I Carabinieri della Compagnia di Cammarata hanno arrestato Carmelo Vicari, 47 anni, di San Giovanni Gemini, perché presunto responsabile di furto con strappo, quindi scippo, a danno di un’anziana donna, in via Vittorio Veneto, durante il mercato settimanale. Lui avrebbe rubato a lei, strappandoglielo dalle mani, un borsellino, poi è scappato, ma è stato raggiunto dai Carabinieri e riconosciuto dalla donna denunciante.

11 novembre, Accogliendo le tesi dei difensori, gli avvocati Angelo Farruggia, Giuseppe Scozzari e Scarlata, il Tribunale di Agrigento ha assolto, “perché il fatto non sussiste”, l’ ingegnere Gaglio, capo dell’ Ufficio tecnico comunale di Porto Empedocle, il dirigente comunale settore Ecologia, Sergio Riguccio, e il rappresentante legale dell’ impresa di movimento terra “Milioti”. I 3 sono stati imputati per il reato di discarica abusiva a seguito di un esposto del titolare dell’ impresa Scirè Scapuzzo, concorrente dell’ impresa Milioti, che ha sostenuto che il capo dell’ Ufficio tecnico, Gaglio, avrebbe favorito l’ impresa Milioti consentendole di riversare rifiuti e materiale di risulta nell’area comunale destinata alla raccolta di rifiuti solidi ingombranti. L’ esposto risale al 30 ottobre 2009, e l’area interessata, in contrada Ciuccafa, è stata a suo tempo sequestrata. Il pubblico ministero ha chiesto la condanna di tutti gli imputati. Invece, i difensori Farruggia, Scozzari e Scarlata hanno dimostrato che la stessa area è stata destinata, nell’ambito del più ampio progetto di contrasto all’abbandono incontrollato di rifiuti nel territorio comunale, alla raccolta momentanea di rifiuti solidi ingombranti, di fatto poi smaltiti, come per legge, dall’Ato Gesa attraverso ditte specializzate.

12 novembre, A Roma sono stati arrestati due ricercati di Porto Empedocle, irreperibili da domenica scorsa, 8 novembre. Si tratta di James Burgio, 22 anni, e Giuseppe Butera, 37 anni, entrambi sottoposti alla misura della Sorveglianza speciale di Pubblica sicurezza, e Burgio anche all’obbligo di dimora nel comune di Porto Empedocle. Burgio e Butera sono stati bloccati in atteggiamento sospetto a Roma dagli agenti del Commissariato di Porta Pia, nel centro della Capitale. Il Tribunale di Roma, dopo la convalida degli arresti, ha disposto per entrambi gli arresti domiciliari a Porto Empedocle.

12 novembre, Accogliendo le tesi del difensore, l’avvocato Arnaldo Faro, il Tribunale di Agrigento ha assolto, “perché il fatto non sussiste”, un Ispettore dei Vigili urbani, L V sono le iniziali del nome, imputato di atti persecutori, quindi stalking, a danno della ex moglie, L C sono le iniziali del nome, che si è rivolta all’autorità giudiziaria lamentando che l’ex marito, dopo la separazione, l’avesse pedinata per incuterle timore ed ansia, ed impedirle frequentazioni amicali. Nel corso di 2 anni di dibattimento sono stati ascoltati numerosi testimoni, comprese le figlie della coppia che hanno raccontato, al dibattimento e non prima durante le indagini preliminari, di essere state minacciate dal padre con la pistola di ordinanza. L’ ispettore assolto commenta : “Giustizia è stata fatta. Sono uscito da un incubo, da un tunnel. Non c’è l’ho con le mie figlie, cui do il mio perdono. Da adesso vivrò con maggiore serenità e con la consapevole e rinnovata certezza di essere una persona perbene ed un servitore del Comune e dello Stato che mai ha abusato della divisa, né del ruolo che rivesto”.

12 novembre, La Corte d’Appello di Palermo ha confermato la sentenza emessa il 17 aprile 2013 dal giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Agrigento, Ottavio Mosti, che, a conclusione del giudizio abbreviato, ha condannato a 6 mesi di reclusione, pena sospesa, l’ ex consigliere comunale di Agrigento, Giuseppe De Francisci, 33 anni, accusato di violenza privata, abuso d’ufficio, falso in atto pubblico e calunnia allorche’ avrebbe abusato del proprio ruolo di consigliere comunale per fini non istituzionali e per dirimere una questione privata, di carattere sentimentale, che lo ha contrapposto ad un panificatore di Agrigento.

13 novembre, A Palermo, all’ ospedale Villa Sofia, nel reparto di Rianimazione, lo scorso 24 ottobre è morto Pierino Tutino, 50 anni, di Agrigento, vittima di un incidente stradale ad Agrigento la sera di giovedì 22 ottobre lungo il viadotto Imera nei pressi di Piazzale Rosselli dove lo scooter di Tutino si sarebbe scontrato, anche se ancora la dinamica del sinistro non è certa, con un altro ciclomotore, e Tutino è precipitato dal ponte da circa 12 metri. Ebbene, ad Agrigento, nel centro storico, in piazza Plebis Rea, a poca distanza dal monumento a Don Bosco, amici e familiari di Pierino Tutino hanno affisso una stele in omaggio a Tutino, con una foto e su scritto : “Sei stato grande. Hai lasciato un sorriso per tutti con la tua semplicità. Sarai sempre nei nostri cuori”. La Polizia, in ragione dei precedenti penali di Tutino, ha invitato il Comune a rimuovere la stele tramite i Vigili urbani.

13 novembre, Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, il pubblico ministero Santo Fornasier, a conclusione della requisitoria, ha chiesto la condanna a 2 anni e 3 mesi di reclusione a carico del panettiere Filippo Grilletto, 32 anni, di Porto Empedocle, e a 9 mesi di reclusione per il camionista Raimondo Marnalo, 36 anni, anche lui empedoclino, entrambi inquisiti nell’ ambito dell’inchiesta antidroga “Red Scorpion”. Il Tribunale di Agrigento, presieduto da Luisa Turco, emetterà la sentenza il 14 gennaio prossimo.

13 novembre, I poliziotti del Commissariato di Porto Empedocle, agli ordini del vice questore, Cesare Castelli, hanno applicato a un pescivendolo ambulante la misura preventiva dell’ allontanamento dalla casa familiare con divieto di avvicinarsi ai luoghi frequentati dai familiari. L’ uomo, di 53 anni, è stato sorpreso ubriaco e in escandescenze intento a minacciare moglie e figlio. E non sarebbe stata la prima volta. Il tempestivo intervento della Polizia ha scongiurato il peggio.

13 novembre, A Santa Margherita Belice sono stati identificati i presunti responsabili del danneggiamento della statua di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, perpetrato recentemente. Si tratta di due giovani calciatori di una squadra di dilettanti, rispettivamente di 23 e 25 anni, scoperti grazie alle immagini registrate dall’impianto di videosorveglianza in piazza Matteotti. I due giovani avrebbero ammesso di essere stati autori della bravata.

14 novembre, La giudice del Tribunale di Sciacca, Luisa Intini, ha inflitto 4 anni di carcere all’ex comandante della caserma dei carabinieri di Sambuca di Sicilia, Luigi Sapienza, 55 anni, arrestato l’ 1 agosto 2013 per concussione. Sapienza avrebbe intascato una mazzetta di 600 euro da un imprenditore edile. Durante un controllo presso un cantiere, il Carabiniere ha contestato all’imprenditore alcune lievi infrazioni e avrebbe indotto l’ imprenditore a credere che gli avrebbe inflitto una maxi contravvenzione da 600 euro, invitandolo a presentarsi in caserma per il pagamento in contanti. I colleghi hanno scoperto la presunta tresca e avvertito la Procura di Sciacca che ha autorizzato l’ intervento in flagranza, nel momento in cui l’ imprenditore ha consegnato il denaro a Sapienza. Le banconote sono state fotocopiate. Luigi Sapienza le ha nascoste nella sua stanza.

14 novembre, A Sciacca i Carabinieri hanno arrestato due venditori ambulanti di Marsala, perché avrebbero venduto droga, e in particolare marijuana, nei luoghi maggiormente frequentati dai giovani a Sciacca. Dei due non è stata rivelata l’identità ma solo le iniziali del nome. S.G. di anni 47 ed S.B. di anni 26. SG ed SB sono stati bloccati dopo avere appena venduto una dose di marijuana ad un giovane studente di soli 15 anni. A SG ed SB sono state sequestrate altre 10 dosi per 15 grammi di marijuana. SG ed SB sono reclusi ai domiciliari.

14 novembre, Accogliendo le tesi del difensore, l’avvocato Luigi La Placa,del Foro di Sciacca e con studio a Menfi, il giudice monocratico del Tribunale di Sciacca, Fabio Passalacqua, ha assolto Paolo Tornambè dal reato di invasione di terreni “perché il fatto non costituisce reato”, e dal reato di danneggiamento “per non averlo commesso”. L’ imputazione di Tornambè è stata provocata da una querela – denuncia presentata il 22 giugno 2012 da Giuseppe La Bella, di Caltabellotta, per invasione del proprio fondo e danneggiamento di alberi da frutto. Il pubblico ministero ha chiesto la condanna di Tornambè a 8 mesi di reclusione. L’ avvocato La Placa invece ha dimostrato con successo l’ infondatezza delle accuse.

14 novembre, Il personale dell’Ufficio misure di prevenzione della Divisione di Polizia Anticrimine della Questura di Agrigento, diretto da Giovanni Giudice, ha notificato il provvedimento Daspo, con prescrizioni della durata di otto anni, emesso dal Questore di Torino, ad Andrea Puntorno, 38 anni, di Agrigento, residente a Torino e leader del gruppo ultrà della Juventus “Bravi Ragazzi”. Puntorno è inquisito nell’ ambito di un’ inchiesta per traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Secondo le indagini, i tifosi avrebbero frequentato le curve dello stadio anche per accordarsi sulla gestione dei loro presunti traffici illeciti.

14 novembre, A Siculiana i Carabinieri hanno arrestato per evasione e resistenza a Pubblico ufficiale Fabrizio Santamaria, 32 anni, di Siculiana, perché, nonostante fosse sottoposto alla detenzione domiciliare, si è presentato alla caserma di Siculiana ubriaco manifestando insofferenza a convivere con gli altri componenti della sua famiglia, e si è scatenato in escandescenze.

14 novembre, Ad Agrigento i Carabinieri della stazione del Villaggio Mosè e dell’ Ispettorato del Lavoro, nell’ ambito della lotta al lavoro nero, hanno denunciato a piede libero alla Procura, per violazioni alle norme sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro, M G, sono le iniziali del nome, 75 anni, di Favara, pensionato, perché in un proprio fondo, in territorio di Favara, ha impiegato nella raccolta delle olive un cittadino extracomunitario minorenne, senza alcuna misura preventiva, sanitaria e autorizzativa.

14 novembre, A Grotte i Carabinieri hanno arrestato ai domiciliari Gianluca Stagno, 25 anni, già sorvegliato speciale, che sconterà la pena residua di 6 mesi di reclusione per furto. Stagno, insieme a 2 amici studenti di 20 e 17 anni, la notte tra il 26 e il 27 gennaio 2013 è stato arrestato dai Carabinieri perché sorpresi dopo avere asportato 10 chilogrammi circa di cavi elettrici in rame dall’impianto sportivo, di proprietà del Comune di Grotte in via Pertini.

14 novembre, A Sciacca un migrante dalla Romania, Filip Muriaru, 30 anni, è stato condannato dal Tribunale a 2 anni e 5 mesi di carcere perché avrebbe preteso e ottenuto la consegna delle chiavi dell’ automobile di una donna, una Fiat 600, e poi avrebbe chiesto 260 euro per riconsegnare il mezzo.

15 novembre, A Castrofilippo è stata recapitata al sindaco, Calogero Sferrazza, e all’ indirizzo del Comune, una busta contenente 3 proiettili calibro 7,65. Il sindaco ha denunciato l’intimidazione ai Carabinieri della locale stazione. Indagini sono in corso. Numerosi sono gli attestati di solidarietà da parte delle forze politiche e sociali. Il sindaco Calogero Sferrazza oggi ha ricevuto la visita anche del prefetto di Agrigento, Nicola Diomede, il quale ha così inteso testimoniare solidarietà e sostegno a fianco dell’ amministratore pubblico contro la viltà e la prevaricazione criminale.

16 novembre, Ad Agrigento, in via Imera, ignoti ladri hanno imperversato nell’appartamento di un’ impiegata agrigentina. I malviventi hanno rubato gioielli e preziosi per un valore complessivo quantificato in circa 20mila euro. E’ stata la stessa donna a lanciare l’allarme appena rientrata a casa. Indagano i Carabinieri.

16 novembre, Il Tribunale di Sciacca ha condannato a 1 anno e 4 mesi di carcere Pasquale Vaccaro, 49 anni, di Cattolica Eraclea. L’imputato avrebbe mantenuto rapporti difficili con un vicino e gli avrebbe ucciso il cane, sparandogli 4 colpi d’arma da fuoco. Pasquale Vaccaro, oltre che a 16 mesi di carcere, è stato condannato a pagare il risarcimento dei danni alla controparte, un imprenditore agricolo di Ribera che si è costituito parte civile al processo.

16 novembre, Accogliendo l’appello proposto dall’avvocato Alessandro Baio, la sezione Lavoro della Corte d’Appello di Palermo, in riforma della sentenza emessa dal Tribunale di Agrigento in primo grado, ha condannato il Comune di Agrigento al pagamento di 20mila e 150 euro, oltre alle spese processuali di entrambi i gradi di giudizio, a titolo di risarcimento del danno per il mancato accoglimento dell’istanza di mobilità avanzata da un ex dirigente del Comune di Agrigento a causa del protrarsi dell’inerzia dello stesso Ente dal 2005 al 2007.

16 novembre, A Licata i Carabinieri hanno controllato numerosi venditori ambulanti tra piazza Progresso, piazza Linares e Corso Umberto primo, nell’ambito di un servizio finalizzato alla verifica delle norme e prescrizioni in materia di commercio di prodotti ittici ed ortofrutticoli. In particolare, sono stati multati 3 venditori abusivi di frutta e pesce, elevando complessivamente 6 sanzioni amministrative per un importo di circa 3.200 euro. Sono stati sequestrati circa 400 chili di uva “Italia” e “Cardinale”, nonché 50 chili di arance e limoni, il tutto venduto abusivamente in totale assenza delle autorizzazioni previste per la commercializzazione e vendita di prodotti alimentari, in tutti i casi di dubbia provenienza. Sequestrati anche 20 chili di pesce venduto in delle cassette di polistirolo proprio sul marciapiede, in spregio a qualsiasi norma igienico – sanitaria circa la tracciabilità e vendita dei prodotti ittici.

17 novembre, Ad Agrigento è stata una mattinata di apprensione e di tensione allorchè alla Stazione ferroviaria centrale, in piazza Marconi, sono stati scoperti alcuni zaini abbandonati. In mancanza di reclami da parte dei proprietari, ci si è preoccupati, complice anche lo scotto di quanto accaduto tra venerdì e sabato scorsi a Parigi. Una prima sommaria ispezione, ovviamente a distanza, ha rilevato che si è trattato di zaini assegnati ordinariamente ai migranti che approdano a Lampedusa. E dunque, di conseguenza, si è ipotizzato che un gruppo di migranti in viaggio, forse per la fretta o, più semplicemente, per distrazione, li avesse abbandonati durante il tragitto. Nel frattempo, la Stazione e la piazza circostante sono state precauzionalmente sgomberate e transennate. Sul posto sono intervenuti gli agenti dotati di metal detector e poi gli artificieri, che hanno proceduto a brillare gli zaini. L’ operazione ha consentito di svelare il contenuto degli zaini sospetti : abiti, solo e soltanto abiti. Allarme rientrato.

17 novembre, I Carabinieri delle stazioni di Ravanusa e Campobello di Licata hanno denunciato a piede liberto alla Procura di Agrigento I L , sono le iniziali del nome, 67 anni, e il figlio I A, 25 anni, di Campobello di Licata, perché, nel corso di una perquisizione domiciliare, sono stati sorpresi in possesso di 1 coltello modello militare di 21 centimetri, 206 cartucce da caccia cal. 12 spezzate, 167 cartucce da caccia cal. 16 spezzate, e 20 cartucce a pallettoni cal. 12, il tutto illegalmente detenuto e posto sotto sequestro dai militari dell’Arma.

17 novembre, Ad Agrigento, il giudice per le udienze preliminari del Tribunale ha rinviato a giudizio 4 agenti assicurativi e 2 presunti intermediari per le ipotesi di reato di falso e truffa a danno di almeno 103 persone. Gli agenti assicurativi avrebbero venduto false polizze ad inconsapevoli automobilisti, che spesso, nonostante la falsità delle polizze, hanno eluso i controlli. L’inchiesta, intrapresa nel 2011, è sostenuta dalla Polizia Stradale.

17 novembre, Ad Agrigento, a Villaseta, appena fuori il supermercato Conad del locale centro commerciale, i Carabinieri hanno trattenuto due donne originarie della Romania : Daniela Raducan, 45 anni, badante, e una minorenne di 16 anni, O S S sono le iniziali del nome, entrambe residenti a Palma di Montechiaro. Raducan è stata arrestata. La minore è stata denunciata alla Procura presso il Tribunale per i Minorenni di Palermo. Risponderanno di furto aggravato perché hanno rubato all’ interno del supermercato merce per circa 60 euro. E accogliendo le istanze dei difensori, gli avvocati di fiducia Giancarlo Trovato e Marco Padùla, e rigettando le richieste cautelari della Procura, il Tribunale di Agrigento ha disposto la liberazione immediata della romena Raducan, che sarà poi sotto processo dall’ udienza del 5 gennaio.

17 novembre, Ad Agrigento, al Quadrivio Spinasanta, ignoti ladri hanno forzato una finestra, sono entrati dentro un appartamento e hanno rubato oggetti in oro e un orologio di valore. A Racalmuto i malviventi hanno imperversato all’interno di una villetta, in contrada Provvidenza, e hanno rubato gioielli per circa 1.500 euro. Indagini in corso.

18 novembre, La Polizia provinciale di Agrigento, capitanata da Vincenzo Giglio, è intervenuta a Favara, insieme ai tecnici dell’Arpa protezione ambiente, ai Carabinieri della locale Tenenza, e alla Polizia municipale, a seguito della segnalazione di Girgenti Acque sull’ ingresso di acque di vegetazione nel depuratore di Contrada Burgilamone. All’ interno di un frantoio sono state scoperte delle cisterne in cui è stata convogliata l’acqua di vegetazione poi smaltita illecitamente. Lo sversamento abusivo ha percorso circa 400 metri tra un pozzetto esterno e la pubblica fognatura attraverso un canalone scatolare in cemento. La Polizia Provinciale ha sequestrato le vasche di stoccaggio e applicato per la prima volta la normativa in materia ambientale, con prescrizioni tecniche per la bonifica dei siti inquinati. Il sequestro ha interessato anche un’area di 150 metri quadri, dove sono state collocate le cisterne, e che è adibita a deposito incontrollato di rifiuti.

18 novembre, Incidente lungo l’ autostrada A 21, tra Alessandria e Torino, in Piemonte, dove, poco prima della mezzanotte, a seguito di uno scontro tra diversi mezzi, provocato forse dalla fitta nebbia, è morto un professore agrigentino di 65 anni, Vincenzo Cumbo, docente ordinario di Chirurgia maxillo facciale all’Università di Trieste e appassionato velista con tanta esperienza. In gravissime condizioni è la moglie di Vincenzo Cumbo, Maria Sodaro, 61 anni, direttore della struttura di anestesia della clinica Salus, e che è ricoverata in Rianimazione all’ospedale di Alessandria.

18 novembre, Accogliendo le istanze del difensore, l’avvocato Giuseppe Barba, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, ha scarcerato Walter Bosco, Antonio Sanfilippo e Alessandro Sguali, tutti di Favara, arrestati lo scorso 10 novembre dalla Squadra mobile di Agrigento per estorsione, tentata estorsione e rapina. Il giudice ha inoltre revocato ad un quarto indagato a piede libero l’ obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria. A Bosco, Sanfilippo e Sguali è stato imposto l’ obbligo di dimora nel Comune di residenza.

18 novembre, La Procura della Repubblica di Agrigento, tramite il sostituto procuratore, Andrea Maggioni, ha ottenuto dal Tribunale il giudizio immediato a carico di Giuseppe Gabriele, 54 anni, di Licata, ingegnere, funzionario del Comune di Ravanusa, e del medico Armando Antona, 55 anni, anche lui di Licata. Gabriele è imputato di truffa per aver ottenuto 265 giorni di malattia, grazie a 18 certificati medici ritenuti fasulli, per assentarsi dal lavoro e recarsi in Romania per curare, secondo gli inquirenti, i propri affari. Antona è il medico che avrebbe certificato la patologia di cui sarebbe affetto Gabriele. Il Comune di Ravanusa si è costituito parte civile nel procedimento.

19 novembre, I Carabinieri della Compagnia di Cammarata, in esecuzione dell’ ordine di arresto firmato dal Tribunale di Agrigento, hanno arrestato un pensionato di San Biagio Platani, T B sono le iniziali del nome, 73 anni, perchè, in più occasioni e quasi ogni giorno, avrebbe compiuto atti sessuali, in ambito familiare, con una minore, all’epoca, tra il 2012 e il 2013, di soli 8 anni di età. L’obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria è stato imposto a una donna di 36 anni anche lei di San Biagio Platani, C G sono le iniziali del nome, perché ritenuta responsabile dello stesso reato in concorso con il pensionato. Le indagini sono state avviate dopo la denuncia presentata dal personale di una Comunità per minori, dove è stata ospite la piccola vittima. La bimba ha raccontato agli operatori, anche attraverso un disegno, le violenze sessuali costretta a subire, anche a bordo di un mezzo agricolo, dal “nonno”, come così avrebbe dovuto chiamarlo, anche se non lo è. La piccola, con coraggio, ha ricostruito quanto accaduto anche ai Carabinieri e al Pubblico ministero, Salvatore Vella, che ha coordinato le indagini. La bimba da subito ha raccontato gli abusi ai suoi familiari che, invece di tutelarla, l’hanno picchiata e continuato a picchiarla ogni volta che lei avesse voluto rivelare ciò che il vecchio l’ha costretta a compiere.

19 novembre, Ad Agrigento, al palazzo di giustizia, la pubblico ministero, Antonella Pandolfi, a conclusione della requisitoria, ha chiesto la condanna dell’attuale sindaco di Aragona, Salvatore Parello, del suo predecessore Alfonso Tedesco, e del dirigente comunale Rosario Monachino, imputati di danneggiamento e violazione del codice dei beni culturali. Parello e Tedesco rispondono anche di omissioni in atti d’ufficio. Nel dettaglio, 4 mesi di reclusione ciascuno sono stati proposti per Parello e Tedesco, e 3 mesi per Monachino. Secondo la Procura di Agrigento, che si è avvalsa anche di consulenze tecniche specifiche, “i reflui fognari sarebbero finiti nel vallone del fiume Platani, dato che per 5 anni nessuno si sarebbe preoccupato di ottenere l’autorizzazione allo scarico, scaduta nel 2008, utilizzando, quindi abusivamente, il depuratore comunale di Aragona”.

20 novembre, Ad Agrigento, a Montaperto, ancora un blitz contro il fenomeno ricorrente dell’ inquinamento di terreni e corsi d’acqua con acque di vegetazione residui della lavorazione delle olive. I Carabinieri, la Polizia provinciale e l’ Arpa protezione ambiente, hanno denunciato a piede libero alla Procura, per illecito smaltimento di rifiuti, un uomo di 51 anni di Agrigento, C G M sono le iniziali del nome, legale rappresentante di un oleificio a Montaperto. Il frantoio è stato sottoposto a sequestro, in un terreno di circa 100 metri quadri. Le acque residuali sono state scaricate nel sistema fognario senza alcuna autorizzazione.

20 novembre, A Palma di Montechiaro, in via Amendola, innanzi all’ ingresso di un collegio religioso, gli artificieri della Polizia, giunti da Palermo, hanno brillato un ordigno rudimentale dentro una valigetta scoperta ieri sera. Dunque, è stata detonata la bomba contenente circa 70 grammi di polvere da sparo, un orologio e un controller da playstation. Il collegio di Maria, gestito da suore, ospita una scuola materna e un orfanotrofio. A seguito di quanto accaduto interviene il sindaco di Palma, Pasquale Amato, che afferma : “Siamo abbastanza perplessi per quanto accaduto. Non carichiamolo però di eccessiva tensione. Non pensiamo all’Isis. E’ certamente un atto che tentava di impressionare, ed il tempestivo intervento di polizia e carabinieri ha evitato che qualcuno potesse farsi male. La capacità offensiva della valigetta era quella di creare una grossa fiammata e dunque ustioni su chi l’avesse aperta, non certamente uccidere. Ripeto, un atto che mirava ad impressionare”.

20 novembre, A Ribera, nottetempo, ignoti hanno imperversato alla stazione Esso della Circonvallazione. Hanno forzato le saracinesche del bar-tabacchi annesso, e hanno rubato sigarette, il denaro in cassa e oggetti vari. Indagano i Carabinieri.

20 novembre, I Carabinieri della Tenenza di Favara hanno arrestato per detenzione di sostanze stupefacenti a fini di spaccio, e per violazione degli obblighi di Sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno, un uomo di Favara di 38 anni del quale si ritiene opportuno non rivelare l’identità ma solo le iniziali del nome. Si tratta di P P , il quale, appena fuori dall’ autobus di linea proveniente da Palermo, è stato sorpreso in possesso di 10 flaconi di metadone, di cui 6 irregolarmente detenuti. P P è recluso in carcere ad Agrigento.

20 novembre, I Carabinieri della Radiomobile e del Reparto investigativo di Agrigento hanno arrestato due ladri sorpresi dopo avere rubato, nottetempo, all’ interno dell’ Istituto professionale Ipia Fermi di Agrigento in via Mattarella. Si tratta di L P, sono le iniziali del nome, 57 anni, di Agrigento e C D I, 29 anni, originario della Romania. I due sono stati bloccati a bordo di un’automobile Alfa 166, già sottoposta a sequestro amministrativo per mancanza di assicurazione, con dentro cavi, rubinetteria varia e arnesi da scasso.

20 novembre, A Ribera i Carabinieri hanno arrestato un tunisino di 25 anni, Nejib Ben Kahla, pregiudicato, perché, nonostante sia sottoposto agli arresti domiciliari, è stato sorpreso fuori dalla sua abitazione.

20 novembre, A Menfi i Carabinieri hanno arrestato un uomo di 43 anni, M C sono le iniziali del nome, al quale il Magistrato di Sorveglianza di Agrigento ha sospeso la misura alternativa della detenzione domiciliare e ne ha disposto la custodia in carcere per maltrattamenti in famiglia.

20 novembre, A Sciacca i Carabinieri hanno notificato al detenuto L C, sono le iniziali del nome, 51 anni, la carcerazione per scontare 2 anni di reclusione per diverse violazioni della Sorveglianza speciale di Pubblica sicurezza.

20 novembre, Il Tribunale del Riesame di Palermo, accogliendo l’istanza dei difensori, gli avvocati Francesco Crescimanno e Bartolomeo Romano, ha revocato gli arresti domiciliari imposti dal Tribunale di Palermo a Dario Lo Bosco, ex presidente di Rete Ferroviaria Italiana, (Rfi), arrestato il 29 ottobre scorso nell’ ambito di una inchiesta su un giro di mazzette pagate dall’ imprenditore agrigentino Massimo Campione. I giudici avrebbero escluso, poichè Lo Bosco si è dimesso da ogni carica, il rischio di reiterazione del reato. L’indagato è stato presidente anche dell’ Ast, società regionale che gestisce i trasporti.

20 novembre, A Lampedusa, i Carabinieri hanno arrestato, in flagranza di reato, per estorsione aggravata, Cono Cucina, 43 anni. All’alba di giovedì scorso 19 novembre, a Lampedusa, in via Eleonora Duse, sono state incendiate 4 automobili parcheggiate nel piazzale antistante un autonoleggio. Ieri, venerdì, Cono Cucina avrebbe incontrato il titolare dell’ autonoleggio e gli avrebbe chiesto 200 euro per – sono le sue presunte parole – “stare tranquillo”. Ieri sera, dopo la denuncia dell’imprenditore, è stata organizzata con l’ appostamento dei Carabinieri la consegna del denaro ed è scattato l’arresto. Cono Cucina è in viaggio da Lampedusa verso il carcere di Agrigento.

20 novembre, La Procura della Repubblica di Agrigento ha rilevato nel recente comportamento dell’ avvocato agrigentino, Giuseppe Arnone, il carattere persecutorio e molestatore a danno della stessa Procura oltre che di altri soggetti, istituzionali e non. Dunque, la Procura ha chiesto a titolo preventivo l’applicazione della misura del divieto di dimora ad Agrigento a carico di Arnone. In primo grado, il Giudice del Tribunale di Agrigento, Alfonso Malato, ha rigettato la proposta della Procura ritenendo che mancasse il requisito dell’ attualità. La Procura ha presentato ricorso. E adesso anche il Tribunale del Riesame ha confermato il no del Tribunale, ritenendo, in sintesi, che le condotte di Arnone, seppur approfondibili sono il profilo penale – processuale, non siano di tal gravità da giustificarne l’allontanamento da Agrigento. Arnone è difeso dagli avvocati Luigi Restivo e Daniela Principato.

21 novembre, A Licata i Carabinieri hanno arrestato Ilenia Cammilleri, 24 anni, casalinga, per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. La donna è stata sorpresa a piedi in piazza Progresso, in atteggiamento sospetto e nervoso. E’ stata perquisita, e le sono stati sequestrati 6 grammi di eroina divisi in 46 dosi pronte per essere spacciate. Ilenia Cammilleri è detenuta ai domiciliari.

22 novembre, Su Facebook lanciata una pagina di minacce di morte e di invettive contro il sindaco di Siculiana, Leonardo Lauricella. Anche le intimidazioni e le minacce di morte galoppano sulle sterminate praterie di Facebook. Altro che lettere e messaggi minacciosi spediti tramite posta o nascosti nel posto giusto affinché siano scoperti dal destinatario. Adesso la vigliaccheria di colui che si nasconde dietro l’anonimato cavalca sui Social Network, e sono cavalcate velocissime, tanto che è bastato che su Facebook fosse lanciata la pagina “A morte il sindaco di Siculiana”, e si è scatenato il putiferio. Il sindaco della “Città degli sposi” è Leonardo Lauricella, sposato e padre di 3 figli, cancelliere al Tribunale di Agrigento, eletto alle scorse amministrative a capo di una lista civica che, a proposito di pagine – ironia della sorte – è stata intitolata “Voltiamo pagina”. Adesso sulla pagina di Facebook, che invoca la morte di Lauricella, è stato scritto : “Abbiamo una pallottola per lei calda calda, si guardi le spalle”. Poi accuse di incapacità amministrativa e offese. E poi : “Piazzeremo una bomba al Municipio di Siculiana e salterà in aria il sindaco e tutti quelli che lavorano all’interno del Municipio”. Poi, il minacciante assume toni biblici, da profezie di catastrofi, e scrive delirante : “Il sangue del sindaco laverà le strade di Siculiana e con lui anche i suoi familiari, compresi moglie e figli. Siculiana resterà nella storia dopo che il Municipio salterà in aria con il sindaco e tutti i suoi lavoratori”. Indagano i Carabinieri della locale stazione, a cui il sindaco ha presentato una denuncia. E Leonardo Lauricella commenta : “Sono amareggiato perché sono minacce davvero fuori dal mondo. Chi assume cariche istituzionali deve mettere in conto questi fatti, ma certo sono episodi che amareggiano”. Il segretario provinciale del Partito Democratico, Peppe Zambito, esprime solidarietà e invita a coraggio e resistenza il sindaco di Siculiana, e aggiunge : “Purtroppo da mesi assistiamo a numerosi atti intimidatori verso amministratori della nostra provincia. E’ una situazione che oltre a compromettere la serenità delle loro famiglie, rappresenta il segnale di una sottocultura che ancora crede di potere avere cittadinanza. È necessario, accanto all’azione delle forze dell’ordine, che si costruisca una rete delle forze politiche e sociali, delle Istituzioni scolastiche e religiose, che vada oltre alla solidarietà, e promuova iniziative concrete per l’affermazione dei valori di legalità e di convivenza civile”.

23 novembre, I poliziotti della Squadra mobile di Agrigento, agli ordini di Giovanni Minardi, hanno intercettato un carico di cocaina da spacciare sulla piazza di Agrigento. In manette Vincenzo Politanò, 64 anni, di Melicuccà a Reggio Calabria, Antonino Mangione, 35 anni, di Raffadali, e Roberto Lampasona, 38 anni, di Santa Elisabetta. Una donna di 31 anni, F F R sono le iniziali del nome, è stata denunciata a piede libero. La Squadra mobile di Agrigento la notte del 22 novembre ha pedinato dei soggetti in viaggio dalla Calabria su due automobili Fiat Punto. Poi, lungo la strada statale 640, nei pressi dello svincolo per Canicattì, le due automobili sono state bloccate, e all’ interno sono stati scoperti e sequestrati 2 involucri nascosti nel portello posteriore del bagagliaio, con dentro 2 blocchi di cocaina, uno di 598 grammi e un altro di 593 grammi. L’indagine è stata coordinata dal procuratore capo Renato Di Natale, dal procuratore aggiunto Ignazio Fonzo e dai sostituti procuratori Andrea Maggioni e Salvatore Vella. Mangione e Lampasona hanno entrambi precedenti per associazione mafiosa.

23 novembre, A Racalmuto, in via Francesco Crispi, al confine con Grotte, nottetempo, due fucilate sono state sparate contro la saracinesca chiusa del negozio “Baldo mobili”. Ignoti hanno esploso 2 colpi di fucile calibro 12, caricato a pallettoni. Indagano i Carabinieri.

23 novembre, Nell’ ambito dell’ inchiesta antimafia cosiddetta “Grande passo 3” contro il mandamento mafioso di Corleone, sono state sequestrate anche armi e munizioni. Nell’ovile di Salvatore e Roberto Pellitteri, di Chiusa Sclafani, sono state sequestrate una pistola Beretta calibro 7.65 e un fucile semiautomatico Franchi calibro 12. E poi, nella campagna dello zio dei Pellitteri, Pino Grisafi Pellegrino, 56 anni, di Caltabellotta, in provincia di Agrigento, incensurato, sono stati scoperti, nascosti in un pozzetto frigo in disuso, 3 fucili, uno a canne mozze marca Franchi calibro 12 con matricola abrasa, una doppietta sovrapposta marca Lames calibro 12 con matricola parzialmente abrasa e un’altra doppietta calibro 12 priva di matricola, e cartucce.

23 novembre, La Corte d’ Appello di Palermo ha sentenziato che i beni di Salvatore Imbornone, 56 anni, di Lucca Sicula, condannato a 10 anni e 8 mesi, con sentenza definitiva per associazione mafiosa nell’ ambito dell’ inchiesta “Scacco Matto”, ed in carcere al 41 bis, non possono essere confiscati e quindi dovranno essere restituiti. I beni, secondo i giudici, sono di provenienza lecita. Si tratta di 2 immobili a Lucca Sicula, confiscati dalla Direzione investigativa antimafia e che adesso saranno restituiti ad Imbornone perchè frutto della sua attività lavorativa di agricoltore.

23 novembre, La Procura della Repubblica di Agrigento, tramite il sostituto Alessandro Macaluso, ha iscritto 4 persone, un medico e 3 componenti del personale paramedico, di una clinica privata ad Agrigento, sul registro degli indagati, nell’ ambito delle indagini sulla morte di Santo Vella, 78 anni, di Racalmuto, morto lo scorso 12 ottobre nella clinica dopo essersi sottoposto ad una gastroscopia. La moglie e i tre figli sono assistititi dall’ avvocato Calogero Meli, e hanno chiesto anche la riesumazione della salma.

23 novembre, E’ ricercato in tutto il territorio nazionale un romeno residente a Canicattì, Dumitru Marius Moisii, 23 anni, che è evaso dagli arresti domiciliari a cui è stato sottoposto perché sorpreso, in Calabria, a bordo di un furgone rubato a Canicattì. Dello slavo non vi è adesso alcuna traccia.

23 novembre, A Porto Empedocle i poliziotti del locale commissariato, diretti dal vice questore, Cesare Castelli, hanno segnalato per la terza volta alla Procura una donna di 35 anni a cui è stato imposto il divieto di dimora a Porto Empedocle per stalking alla madre, e, nonostante ciò, per 3 volte in 20 giorni la 35enne è stata sorpresa a Porto Empedocle. Risponderà di inottemperanza alla misura cautelare del divieto di dimora.

24 novembre, Ancora interventi nell’agrigentino, ed è ormai un bollettino di guerra, contro i casi di illecito smaltimento, a danno dell’ambiente, dei residui, sotto forma di acque di vegetazione, della lavorazione delle olive. A Raffadali i Carabinieri, insieme all’ Arpa Protezione ambiente e alla Polizia provinciale, hanno denunciato alla Procura 3 persone del luogo allorchè avrebbero scaricato le acque di vegetazione dallo scarico dell’ oleificio “Oleo Sud”, di cui sono titolari, in contrada Babalucia, tramite un tubo in plastica, all’ interno di un pozzetto collegato alla rete fognaria. Inoltre, su un appezzamento di terreno esterno all’oleificio è stato riscontrato un accumulo di sansa fresca, il tutto in violazione della normativa sulla gestione e lo smaltimento di rifiuti speciali. La condotta di scarico è stata sequestrata.

24 novembre, Il Tribunale di Agrigento ha inflitto 3 anni di carcere ad Angelo Antona, 27 anni, di Licata, pasticciere, arrestato il 30 giugno 2014 perchè accusato di minacce, sequestro di persona, stalking, violenza sessuale, lesioni e furto. L’imputato è stato assolto dall’accusa di violenza sessuale, nonché per alcuni episodi di atti persecutori. Il Pubblico ministero Salvatore Vella ha invece invocato la condanna di Antona a 6 anni di reclusione perchè, secondo Vella, l’imputato avrebbe costretto una donna, per 4 anni, ad intrattenere rapporti sessuali con lui, ed in una circostanza l’ avrebbe picchiata in modo brutale inducendo lei poi a denunciarlo. Angelo Antona è stato condannato anche al pagamento dei danni a favore delle parti civili, ossia la vittima e l’associazione Telefono aiuto.

24 novembre, Il Tribunale di Sciacca ha condannato a 3 anni di reclusione Antonino Tacci, 61 anni, di Ribera, imputato di violenza privata allorchè, per convincere una romena, con la quale avrebbe intrattenuto una relazione sentimentale, a non lasciarlo, avrebbe minacciato la donna che 4 giovani l’avrebbero condotta in campagna, dove l’avrebbero violentata e uccisa.

24 novembre, A Santo Stefano di Quisquina, lungo la statale 118, nottetempo, ignoti hanno forzato la saracinesca di un bar-pizzeria e hanno rubato un registratore di cassa con dentro del denaro, ancora non quantificato, diversi biglietti “Gratta e Vinci” e alcune stecche di sigarette. Indagano i Carabinieri.

25 novembre, Il primo gennaio 2014, lungo l’ autostrada A 18 Messina – Catania, ad 8 chilometri dal casello di Tremestieri, in direzione Messina, un pensionato di Agrigento, Giuseppe Rizzo Pinna, 69 anni, ingegnere, è morto schiantandosi con la sua automobile, una Suzuki, contro il guardrail. Il 69enne è morto sul colpo. Ebbene, adesso i vertici del Cas, il Consorzio autostrade siciliane, sono stati rinviati a giudizio dal Tribunale di Messina. Gaspare Sceusa, Francesco Spitaleri e Lelio Frisone risponderanno di omicidio colposo e si difenderanno dall’accusa di non avere garantito la sicurezza dell’ A18 in riferimento alla tenuta delle barriere protettive.

25 novembre, A Ribera i Carabinieri della locale Tenenza hanno arrestato due tunisini di 27 anni, Nasser Mohamed El Mechri e Amir Amieur. I due nordafricani hanno rubato in via Circonvallazione una Fiat Panda, e subito dopo hanno tentato di rubare anche una Fiat Punto, ma sono stati sorpresi dai Carabinieri e arrestati. Sono reclusi nel carcere di Sciacca.

25 novembre, A Canicattì, in via Gaeta, due malviventi, con marcato accento dell’ est Europa, sono entrati dentro la casa di due anziani, un fratello e una sorella di 86 e 83 anni, li hanno sorpresi nel sonno e picchiati, e poi hanno rubato poche centinaia di euro e finanche l’impianto di videosorveglianza che i due hanno appena installato per proteggersi dai ladri. Indaga la Polizia.

25 novembre, Un presunto criminale di Caltabellotta è stato condannato a 2 anni e 3 mesi di carcere. Si tratta di Gaetano Di Girolamo, 30 anni, imputato per avere ucciso alcuni cuccioli di cane. Il malvagio episodio è trapelato nell’ ambito del procedimento di separazione giudiziale dalla moglie.

25 novembre, A Licata la Polizia ha denunciato alla Procura un imprenditore edile di 36 anni, F U sono le iniziali del nome, per reati ambientali, allorchè, nell’ ambito dei lavori di ricostruzione della rete idrica, avrebbe scaricato ovunque il materiale bituminoso proveniente dagli scavi anziché trasferirlo negli appositi centri attrezzati. Alle indagini e agli accertamenti hanno collaborato Polizia provinciale e Arpa protezione ambiente. I terreni infestati illecitamente dal materiale bituminoso sono stati sequestrati.

25 novembre, A Sedriano, nella provincia di Milano, è stato arrestato Paolo Leone, 62 anni, di Agrigento, il quale ha appena scontato 8 anni di carcere per spaccio di droga, e appena fuori dal carcere ha teso un agguato al complice che, secondo Leone, lo avrebbe incastrato accusandolo e provocandone l’arresto. A Corbetta, altra frazione milanese, Paolo Leone è entrato nell’automobile di Giuseppe Lombardo, 62 anni, e gli ha sparato in faccia. L’agrigentino, in fuga ma braccato, si è presentato reo confesso al carcere di Opera.
Giuseppe Lombardo, originario di Benevento, è ricoverato in gravissime condizioni all’ ospedale Niguarda a Milano.

26 novembre, Ad Agrigento i ladri hanno imperversato al Villaggio Mosè e in contrada Maddalusa. Al Villaggio Mosè ignoti malviventi, approfittando dell’ assenza dei proprietari, sono entrati dentro una villetta in via Lucrezio forzando un ingresso, e hanno rubato gioielli del valore di alcune migliaia di euro. Poi, in via Maddalusa hanno rubato oggetti in oro e preziosi in un’ altra villetta temporaneamente vuota. Indagini in corso.

26 novembre, Ad Agrigento ignoti hanno tentato l’ennesimo assalto al bar-tabacchi della stazione di servizio “Erg”, in contrada Petrusa. I banditi hanno colpito la vetrata blindata del locale con una mazza ma poi sono fuggiti, forse perché non riusciti nell’ intento scassinatore oppure perché indotti alla fuga dal sopraggiungere di altri mezzi. Indagini in corso.

26 novembre, Accogliendo le istanze dei difensori, gli avvocati Giovanni e Giuseppe Vaccaro, Raimondo e Assunta Alaimo e Marcello Montalbano, la Corte d’Appello di Palermo ha assolto “perché il fatto non sussiste” l’ex sindaco di Alessandria della Rocca, Giuseppe Vaccaro, il tecnico comunale Andrea Castellano, il direttore dei lavori Pietro Agnello, il collaudatore Vito Caradonna, e l’ imprenditore Gaetano Di Maria, dal reato di falso in atto pubblico, in concorso. L’ imputazione si riferisce alla costruzione e al collaudo della Casa di riposo per anziani ad Alessandria della Rocca. L’ accusa ha contestato come non collaudabile la struttura, e l’apposizione di una data successiva alla data effettiva del collaudo.

26 novembre, A Sciacca, nottetempo, ignoti sono entrati furtivamente dentro i locali del Distretto veterinario scassinando un ingresso, e hanno rubato 8 monitor di computer e una stampante.

26 novembre, A Porto Empedocle, i poliziotti del locale Commissariato, diretti dal vice questore, Cesare Castelli, hanno denunciato un armatore empedoclino di 23 anni perché ha ingaggiato e assunto un tunisino senza contratto né alcuna garanzia. L’armatore risponderà anche del reato di favoreggiamento della permanenza dello straniero clandestino sul territorio italiano.

26 novembre, A Campobello di Licata i Carabinieri hanno denunciato a piede libero alla Procura di Agrigento L C, sono le iniziali del nome, 18 anni, commerciante, per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti, allorchè è stato sorpreso alla guida di un’automobile Citroen C3 in atteggiamento preoccupato e sospetto. E’ stato sottoposto a perquisizione personale e veicolare, e gli sono stati sequestrati, scoperti dentro il marsupio del giovane commerciante, 4 involucri di carta stagnola contenenti complessivamente 4,3 grammi di marijuana. A casa del 18enne è stata sequestrata una cassetta contenente materiale per il confezionamento dello stupefacente.

27 novembre, A Milano, nel carcere di Opera, si è suicidato, impiccandosi in cella, Paolo Leone, 62 anni, di Agrigento, che lo scorso 24 novembre, a Sedriano, nella provincia di Milano, è stato arrestato perché, dopo avere scontato 8 anni di carcere per spaccio di droga, appena fuori dal carcere ha teso un agguato al complice che, secondo Leone, lo avrebbe incastrato accusandolo e provocandone l’arresto. A Corbetta, altra frazione milanese, Paolo Leone è entrato nell’automobile di Giuseppe Lombardo, 62 anni, e gli ha sparato in faccia. L’agrigentino, in fuga ma braccato, si è presentato reo confesso al carcere di Opera. Giuseppe Lombardo, originario di Benevento, è ricoverato ancora in gravissime condizioni, e in prognosi riservata, all’ ospedale Niguarda a Milano.

27 novembre, A Palermo, al palazzo di giustizia, la Corte d’Appello, presieduta da Gabriella Di Marco, ha assolto l’avvocato agrigentino, Giuseppe Arnone, dall’ imputazione di corruzione in atti giudiziari, confermando la sentenza assolutoria di primo grado emessa, a conclusione del giudizio abbreviato, dal Gup del Tribunale di Agrigento, Francesco Provenzano, il 2 dicembre 2013, a fronte della richiesta di condanna avanzata dalla Procura di Agrigento a 3 anni e 4 mesi ribadita poi dalla Procura Generale in secondo grado. E’ stata confermata anche l’assoluzione della co – imputata di Arnone, Maria Grazia Di Marco. Nel merito dell’ imputazione, in estrema sintesi, Arnone non avrebbe corrotto la Di Marco con denaro e regali per ottenere da lei una testimonianza a favore. E la Di Marco non si sarebbe corrotta.

27 novembre, Ad Agrigento, il 24 febbraio 2014, la Giudice per le udienze preliminari del Tribunale, Alessandra Vella, a conclusione del giudizio abbreviato, ha assolto l’avvocato agrigentino Giuseppe Arnone dal reato di calunnia, per il quale invece il pubblico ministero ha chiesto la condanna a 2 anni di reclusione. Arnone, attraverso la diffusione pubblica di un documento, avrebbe calunniato gli esponenti politici del Pd, Bellini, Pistone e altri, ed alcuni si sono costituiti Parte civile. Ebbene, adesso, in secondo grado, a Palermo, la Corte d’Appello ha ribaltato il verdetto di primo grado e ha condannato Giuseppe Arnone a 1 anno e 4 mesi di reclusione.

28 novembre, Il Tribunale del Riesame di Palermo, ritenendo non sussistente una delle due presunte estorsioni che gli sono contestate, ha scarcerato l’ imprenditore Antonino Gagliano, 48 anni, di Siculiana, e gli ha imposto l’ obbligo di firma per 3 volte alla settimana. Gagliano è stato arrestato dai Carabinieri lo scorso 10 novembre per estorsione aggravata dal metodo mafioso, allorchè avrebbe imposto la propria fornitura di calcestruzzo alla presunta vittima, un imprenditore del ramo edile. Secondo quanto raccontato dalla stessa presunta vittima, Gagliano, mediante delle fatture gonfiate di calcestruzzo mai consegnato, gli avrebbe estorto diverse migliaia di euro. Antonino Gagliano si dichiara innocente e sostiene che l’ imprenditore lo ha accusato per non pagargli un debito di alcune migliaia di euro.

28 novembre, I Carabinieri, su delega dei magistrati della Procura di Palermo, sono impegnati ad ascoltare le persone in servizio a Girgenti Acque, società privata che gestisce il servizio idrico e fognario nell’agrigentino, sulle modalità della loro assunzione, e ciò a fronte delle ricorrenti indiscrezioni su assunzioni frutto di raccomandazioni politiche e istituzionali. Gli approfondimenti investigativi sono bene accolti dalle parti in causa, anche dai vertici di Girgenti Acque, che sono pronti a fornire ogni forma di collaborazione.

28 novembre, Lungo la strada statale 115, nei pressi di Licata, un mezzo pesante sarebbe stato bersaglio di colpi d’arma da fuoco. Il camionista sarebbe stato vittima di una tentata rapina ad opera di due malviventi che non hanno esitato a sparare contro il mezzo in corsa, e che ha proseguito la corsa rendendo vano l’assalto. Indagano i Carabinieri della Compagnia di Licata.

28 novembre, Il 14 settembre 2012, dopo il trasferimento in elisoccorso, e’ morta al Reparto Rianimazione dell’ Ospedale Sant’Elia di Caltanissetta Viviana Meli, 29 anni, di Palma di Montechiaro, vittima di un incidente stradale il giorno precedente, 13 settembre 2012, lungo la statale 115, tra il Villaggio Mose’ e Palma di Montechiaro, dove si sono scontrate una Mercedes e una Renault Twingo. La ragazza di Palma di Montechiaro, in condizioni gravissime, e’ stata trasferita in elicottero dal 118 all’ Ospedale Sant’Elia di Caltanissetta. Ebbene, adesso il Tribunale di Caltanissetta ha respinto la richiesta di archiviazione delle indagini sulla morte di Viviana Meli. Il Tribunale infatti ha disposto altre indagini sulla condotta dei sanitari dell’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta, accogliendo così l’ opposizione alla richiesta di archiviazione presentata dai familiari di Viviana Meli tramite gli avvocati Francesco Scopelliti, Loredana Gueli e Giuseppe Cantavenere. Secondo il Tribunale nisseno : “E’ necessario procedere all’identificazione e alla loro iscrizione sul registro degli indagati di tutti i radiologi che intervennero ad effettuare degli accertamenti diagnostici, e dei medici del pronto soccorso che ebbero in carico la paziente”. Un processo è già a carico della donna al volante dell’ automobile su cui ha viaggiato la donna morta : si tratta di Caterina Amico, 33 anni, che si schiantò contro un’altra automobile.

28 novembre, Ancora furti ad Agrigento. Ignoti, approfittando dell’ assenza dei proprietari, hanno imperversato in un appartamento al Viale delle Viole, in località Le Dune. Sono stati rubati alcuni oggetti in oro per un valore di circa 3mila euro. Indaga la Polizia.

28 novembre, Il Tribunale di Agrigento ha assolto una coppia di coniugi di Palma di Montechiaro, “perchè il fatto non sussiste”, dall’accusa di minaccia aggravata contro una loro parente. Si tratta di Francesco Amato, 66 anni, e la moglie Lorenza Priolo, 61 anni. Nel 2012 la coppia avrebbe litigato con una cognata, di 41 anni, anche lei di Palma, che li ha accusati di essere stata minacciata di morte, profferendo la frase : “Dovete morire per mano nostra”.

28 novembre, La Procura della Repubblica di Sciacca, a conclusione delle indagini, ha chiesto il rinvio a giudizio degli imputati nell’ ambito dell’ inchiesta antidroga cosiddetta “Shrek”, per traffico e spaccio di stupefacenti, cocaina e hashish in particolare, tra 2010 e 2011, a Burgio, Sciacca e Ribera. La richiesta di rinvio a giudizio interessa Salvatore Corbo 47 anni di Sciacca, Giacomo Giuseppe Milici 42 anni di Sciacca, Giuseppe Sannino 36 anni di Burgio, Pasquale Garofalo 48 anni di Sciacca, Michele Sutera 29 anni di Sciacca, Calogero Sarullo 56 anni di Ribera, Simone Chifari 44 anni di Sciacca, ed Eugenio Bonsignore 34 anni di Sciacca. Per altri imputati palermitani, presunti fornitori della droga, procederà la Procura di Palermo per competenza territoriale.

29 novembre, Il questore di Agrigento, Mario Finocchiaro, ha disposto la sospensione della licenza di polizia per la durata di 30 giorni, con conseguente cessazione dell’ attività, al titolare di un noto locale notturno della città. I poliziotti hanno ispezionato il locale e accertato che durante una serata danzante il numero degli avventori è stato superiore al limite massimo fissato in licenza.
Inoltre non sono stati collocati gli apparecchi di rilevazione del tasso di alcol e le tabelle sulle quantità massime di alcool da assumere in relazione al peso corporeo, e i sintomi connessi all’assunzione di sostanze alcoliche. Ed ancora, le serate danzanti sono state organizzate oltre gli orari consentiti dalla vigente normativa, violando la diffida imposta dalla questura a rispettare nell’esercizio dell’attività le prescrizioni e condizioni imposte sulla licenza di polizia e quelle previste dalle ordinanze e dai regolamenti comunali.

30 novembre, Ad Agrigento i Carabinieri della Radiomobile, in collaborazione con i colleghi di Siculiana e Realmonte, hanno sottoposto a fermo di polizia giudiziaria 3 persone di 18, 21 e 25 anni. Ad Agrigento i Carabinieri sono intervenuti in via Toniolo allarmati da due operai dell’ impresa “2G Costruzioni s.r.l.,” con sede ad Agrigento. I due hanno denunciato di avere appena subito il furto del loro furgone Fiat 40 Om durante i lavori di manutenzione della rete idrica. Le indagini tempestive hanno consentito di rintracciare i tre malviventi. Il furgone, ritrovato in via San Leonardo, ad Agrigento, è stato restituito al proprietario.

1 dicembre, Nell’ ambito dell’ inchiesta Golden Circus 2, contro presunti casi di ingressi illegali di migranti tramite dei falsi contratti di assunzione, è stato arrestato anche il titolare di una struttura ricettiva agrigentina, Giuseppe Bivona, il quale avrebbe collaborato attivamente con un’organizzazione impegnata nel favoreggiamento dell’immigrazione clandestina permettendo a diversi impresari circensi di eleggere la sede legale presso la sua attività commerciale.

1 dicembre, I Carabinieri della stazione di Campobello di Licata hanno denunciato alla Procura una coppia di Ravanusa, N P sono le iniziali del nome, di 65 anni, ed S R, di 47 anni, per trasporto di rifiuti speciali senza autorizzazione. I due sono stati sorpresi a bordo di un furgone Fiat Fiorino carico di 200 chili di materiale ferroso del quale i due coniugi non sono stati in grado di motivare il possesso e la provenienza. Il tutto è stato sottoposto a sequestro, compreso il furgone perché mancante di assicurazione.

1 dicembre, L’ Ufficio misure di prevenzione della Divisione di Polizia Anticrimine della Questura di Agrigento ha applicato 7 provvedimenti ad altrettanti soggetti ritenuti pericolosi per la sicurezza pubblica. Sono stati applicati, in particolare, gli “Avvisi Orali” a 6 persone, tra Porto Empedocle, Agrigento, Bivona e Licata. Inoltre, su segnalazione dell’Ufficio Volanti della Questura di Agrigento, è stato denunciato a piede libero alla Procura un pregiudicato di Noto, F G sono le iniziali del nome, 49 anni, sorpreso, insieme alla compagna, intento a truffare a Porto Empedocle tramite la tecnica dello specchietto. Al siracusano, che è stato inseguito e acciuffato, è stato anche imposto il divieto di ingresso a Porto Empedocle nei prossimi 3 anni.

1 dicembre, La Polizia Ferroviaria di Canicattì ha denunciato per ricettazione il titolare di una impresa di rottamazione, S C sono le iniziali del nome, 67 anni. Nel cassone di un camion è stato scoperto e sequestrato tanto materiale ferroso di specifica destinazione ferroviaria, tra piastre, ganasce e spezzoni di rotaie in disuso, per un peso di circa 1600 chili, oggetto di furto dal cantiere dei lavori per il rinnovo della tratta Canicattì – Comiso.
La Polizia Ferroviaria ha riconsegnato il materiale ferroso ai tecnici di Rete Ferroviaria Italiana.

1 dicembre, A Favara un pensionato di 72 anni è stato soccorso dal 118 e trasportato all’ ospedale di Agrigento perché è stato intossicato dal gas fuoriuscito da una stufa all’interno della sua abitazione. L’anziano è stato rianimato. Non versa in gravi condizioni. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della locale Tenenza.

1 dicembre, A Naro i Carabinieri indagano perché nottetempo ignoti malviventi, in contrada “Tre bastoni”, nelle campagne, sono entrati nel terreno di proprietà di un operaio di Campobello di Licata, di 50 anni, incensurato, A L L sono le iniziali del nome, e, tramite liquido infiammabile, hanno appiccato un incendio all’interno di un’abitazione rurale. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco che hanno domato le fiamme divampate in un locale adibito a deposito di attrezzi agricoli e di alcuni teloni in plastica adoperati per la copertura dei vigneti.

1 dicembre, La giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Sciacca, Luisa Intini, ha rinviato a giudizio l’ex comandante della Stazione dei Carabinieri di Burgio, il maresciallo Giuseppe Camilleri, imputato di falso ideologico e truffa perché avrebbe attestato lavoro che invece non sarebbe stato svolto e che, ciò nonostante, gli sarebbe stato pagato per circa 6mila euro.

1 dicembre, A Santa Elisabetta, in Corso Umberto, nottetempo, ignoti hanno forzato il gabbiotto adibito ad ufficio di una rivendita di automobili, si sono impossessati delle chiavi e hanno rubato una Range Rover e una Renault Laguna. Il titolare, un uomo di 35 anni, ha denunciato anche il furto di una telecamera e di un hard disk del sistema di video sorveglianza, installato nell’autosalone. Il danno è stato quantificato in 28.000 euro circa. Indagano i Carabinieri.

2 dicembre, Operazione antimafia della Squadra mobile e della Direzione distrettuale antimafia. Arrestati 9 presunti esponenti di Cosa nostra di Agrigento e Porto Empedocle. 4 obblighi di presentazione. In codice è stata battezzata Operazione “Icaro”. Le Squadre mobili di Agrigento e di Palermo, capitanate da Giovanni Minardi e da Rodolfo Ruperti, e la Direzione distrettuale antimafia, hanno imperversato tra Agrigento e Porto Empedocle. Il blitz ha provocato misure cautelari a carico di altrettanti presunti affiliati alle famiglie del Capoluogo e della Marina. L’ inchiesta avrebbe svelato che mai si è incrinato lo storico vincolo tra le famiglie palermitane e agrigentine. Dalle indagini emergono non solo estorsioni alle imprese, ma anche il tentativo di Cosa nostra di condizionare servizi e opere pubbliche di rilievo, come il rigassificatore a Porto Empedocle, o i trasporti verso Lampedusa. Nel mirino del racket, a tappeto, anche le attività di ristrutturazione degli alloggi popolari. Nel dettaglio, oggi, mercoledì 2 dicembre 2015, sono state notificate 6 ordinanze di custodia cautelare in carcere, 3 ai domiciliari, e poi sono stati imposti 4 obblighi di presentazione alla Polizia giudiziaria. Tra gli arrestati vi sono il presunto capo della famiglia mafiosa di Agrigento, Antonio Iacono, 61 anni, conosciuto come “U giardinisi” perché residente nella frazione di Giardina Gallotti, e poi il presunto collega capo a Porto Empedocle, Francesco Messina, 58 anni, e sarebbero stati loro a tentare di imporre il pizzo a una delle imprese impegnate nella costruzione del rigassificatore a Porto Empedocle. Ai domiciliari è stato ristretto uno dei presunti patriarchi della mafia agrigentina, Pietro Campo, 63 anni, di Santa Margherita Belice, che recentemente avrebbe intrattenuto frequenti contatti con i boss di Corleone. I provvedimenti cautelari sono firmati dai magistrati della Dda di Palermo Maurizio Scalia, Rita Fulantelli ed Emanuele Ravaglioli, e controfirmati dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palermo, Giangaspare Camerini. A vario titolo gli indagati rispondono di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione, detenzione illegale di armi e detenzione di sostanze stupefacenti. Tra gli stessi indagati sono emersi i ruoli di spicco di Giuseppe Piccillo, 53 anni, residente a Favara, uomo di fiducia di Antonio Iacono, che si sarebbe reso responsabile di diverse azioni intimidatorie per estorcere il pizzo a imprese locali a lavoro nel settore del calcestruzzo. Poi Francesco Capizzi, 50 anni, inteso “Il milanese”, e Francesco Tarantino, 29 anni, inteso “Paolo”, presunti organici alla famiglia di Porto Empedocle, e che sarebbero stati gli esattori del racket nell’ interesse di Francesco Messina, e avrebbero tentato di condizionare, pretendendo il pagamento del pizzo, anche una impresa empedoclina che si occupa dei trasporti tra Porto Empedocle e Lampedusa e un’ altra impresa edile impegnata nell’attività di ristrutturazione di alloggi popolari a Porto Empedocle. Tra gli arrestati anche Gioacchino Cimino, 61 anni, ritenuto organico alla famiglia di Porto Empedocle. Le intercettazioni della Polizia hanno svelato peso e sofferenza tra gli operatori economici della provincia di Agrigento perché la mafia non avrebbe preteso solo il pizzo ma anche il controllo delle aziende. Tra gli altri arrestati vi sono Giacomo La Sala, 47 anni, di Santa Margherita Belice, e poi Emanuele Riggio, 45 anni, residente a Monreale. Invece, la misura dell’ obbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria è stata imposta a Vito Campisi, 45 anni, di Cattolica Eraclea, Antonino Grimaldi, 48 anni, di Cattolica Eraclea, Santo Interrante, 34 anni, di Sciacca e residente a Santa Margherita Belice, e Gaspare Nilo Secolonovo, 47 anni, nato a Palermo e residente a Santa Margherita Belice.

3 dicembre, I Carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile di Agrigento hanno arrestato un immigrato dal Marocco. Si tratta di Bouchaib Berra. Sarebbe stato lui, la notte del 31 ottobre 2014, l’ autore del tentato omicidio e della tentata rapina a danno di una prostituta colombiana a lavoro in un’abitazione in via del Piave ad Agrigento. La vittima, gravemente ferita, ha reagito, scatenando una colluttazione, e l’ aggressore è fuggito, rifugiandosi poi all’estero grazie alla complicità di altri connazionali. In collaborazione con la Polizia Tedesca, il marocchino è stato arrestato in Germania, a Leverkusen. A incastrare il nordafricano sono state le tracce di sangue, e i suoi messaggi su “Facebook” su cui ha lavorato la Procura di Agrigento tramite il sostituto procuratore Matteo Delpini.

3 dicembre, A Palermo, al palazzo di giustizia, la procuratore generale, Vincenza Sabatino, a termine della requisitoria nell’ ambito dell’ inchiesta antimafia cosiddetta “Dna” nell’agrigentino, ha chiesto la condanna a 6 anni di carcere per Salvatore Romeo, 56 anni, di Porto Empedocle, e a 5 anni e 10 mesi per Domenico Seddio, 42 anni, anche lui di Porto Empedocle. I due imputati sono accusati di associazione mafiosa per essere stati parte della famiglia di Porto Empedocle nell’ interesse di Gerlandino Messina. Si tratta del secondo processo d’appello dopo un annullamento con rinvio dalla Cassazione per rideterminare, riducendola, la condanna escludendo l’ aggravante del riciclaggio delle risorse mafiose.

3 dicembre, Controllo straordinario, che si è protratto 3 giorni, da parte dei Carabinieri della Compagnia di Licata. Ecco gli esiti : controllate 110 persone e 92 veicoli. 40 contravvenzioni al Codice della Strada per 10mila euro circa complessivi. 15 ciclomotori in fermo amministrativo per senza casco. 8 autoveicoli e motoveicoli sono stati sequestrati per mancanza di assicurazione. 23 carte di circolazione ritirate per infrazioni al Codice della Strada. Segnalate 3 persone come assuntori di stupefacenti perché sorprese in possesso di modiche quantità di marijuana e cocaina. Tre denunciati per guida di ciclomotori senza patente perché mai conseguita.

4 dicembre, Nella provincia agrigentina, la Direzione investigativa antimafia ha confiscato beni per oltre 3 milioni di euro a Giancarlo Buggea, 45 anni, di Canicattì, imprenditore, già inquisito, arrestato e condannato per mafia ed estorsioni nell’ ambito delle inchieste “Ghost 2” e “Apocalisse” contro i favoreggiatori dell’ ex latitante capo di Cosa nostra agrigentina, Giuseppe Falsone. E a carico di Buggea, il Tribunale di Agrigento ha imposto la misura della sorveglianza speciale per 1 anno e 6 mesi. Tra i beni confiscati al canicattinese vi sono un fabbricato e pertinenze aziendali dell’associazione agricola “La Rotonda dei Pini”, poi 8 terreni agricoli, e poi il 50% delle quote societarie e del patrimonio della società “Biofrutta”.

4 dicembre, A Sciacca una donna ha subito lo scippo della borsa da due malviventi che l’ hanno affiancata a bordo di uno