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Akragas – Legrottaglie ci siamo: domani la firma

akragas13Akragas – Legrottaglie punto d’arrivo, o meglio punto di partenza. Partirà domani l’esperienza di Nicola Legrottaglie (in foto) sulla panchina dell’Akragas.

Dopo la promozione in Lega Pro, la società biancoazzurra del neo socio di maggioranza e presidente onorario, Marcello Giavarini, ha voluto affidare il timone della squadra all’ex difensore di Juventus e Catania. A meno di colpi di scena dell’ultima ora, arriverà infatti domani la firma sul contratto che legherà Nicola Legrottaglie sulla panchina dell’Akragas. Un primo passo che servirà, come più volte annunciato dalla società, ad far arrivare l’Akragas al grande calcio. Obiettivo: entro tre anni in serie B

E già, lo stesso Nicola Legrottaglie parla da tecnico biancoazzurro, affermando dalle colonne del sito TutoJuve.com: “Il mio sogno è di trasmettere e lasciare ad Agrigento qualcosa che vada al di là del calcio, come i valori e i principi con i quali sono cresciuto. Non abbiamo ancora parlato del tipo di squadra da fare. Mi fido del direttore Peppino Tirri. Certamente non son d’accordo col dire che è tardi: non dobbiamo commettere l’errore – ha sostenuto – di prendere venti giocatori soltanto per riempire la squadra. Il nostro obiettivo dev’essere quello di far divertire giocando a calcio. E per questo dobbiamo fare scelte attente e oculate. Mi è stata proposta un’opportunità di crescita in una piazza “calda” come quella di Agrigento, dove tanta gente ama il calcio. Spero – ha ammesso – soltanto di poter lasciare qualcosa di mio a questa gente. Al di là dell’aspetto tecnico. Vorrei lasciare lasciare qualcosa a livello umano, dalla fede ai principi che vanno senza dubbio coltivati e vissuti nel mondo del calcio. Dobbiamo sempre ricordare che ci seguono bambini, famiglie, scuole… Bisogna, quindi, trasmettere entusiasmo con i giusti valori e principi. Faccio calcio solo per quello, altrimenti sarebbe tutto contro la mia natura. Immigrazione? Il problema non è la problematica in sé, ma il come la si affronta. Bisogna affrontarla con la prospettiva giusta, così che – ha spiegato – anche le difficoltà vengano sopportate. Il problema dell’immigrazione potrebbe essere visto come una grande opportunità. Si può aiutare e dare parole di speranza alla gente. Non vuol dire “accettare tutto”, ma se è possibile fare del bene bisogna farlo“.

Dopo circa trent’anni di attese e speranze, il prossimo campionato di Lega Pro sarà quello che inaugurerà per il calcio agrigentino il sogno di una rinascita per i giganti biancoazzurri. Silvio Alessi e Marcello Giavarini lavorano infatti incessantemente per definire la nuova squadra.

Ma non c’è solo la novità Legrottaglie. Infatti la “bomba” di mercato sembra essere vicina e riguarda l’oramai ex difensore del Catania, Ciro Capuano. Tutto definito, manca solo la firma e attraverso Itasportpress.it, il difensore ha dichiarato: “Non c’è ancora la firma sul contratto ma ormai sembra vicina la fumata bianca. Sono felice di poter giocare nella squadra siciliana dove ritrovo il mio amico Nicola Legrottaglie nelle vesti di allenatore. Ho ancora voglia di giocare e a Catania ormai si era chiuso un ciclo visto che la dirigenza ha scelto di non confermarmi nonostante avessi manifestato la voglia di restare. Comunque mi porto dietro tanti ricordi belli. Non posso mai dimenticare il derby col Palermo vinto in trasferta per 4-0 e la vittoria a Torino contro la Juventus per 2-1. Cancello gli ultimi due anni perché il Catania dopo l’addio di Lo Monaco ha cambiato pelle. Non voglio fare polemica ma i risultati parlano chiaro“.

Capuano ha parlato anche del suo passato: “Cabrini ha detto che avrei potuto fare una grande carriera? Ringrazio il terzino dell’Italia campione del Mondo in Spagna ma sono stato sfortunato due volte: la prima risale al 2006 quando avevo l’accordo con la Fiorentina che andava in Champions League essendo arrivata quarta in classifica e invece in estate venne penalizzata dalla giustizia sportiva. Scelsi Palermo che andava in Coppa Uefa ma da lì in poi la mia carriera non fu fortunata. Nel capoluogo siciliano sono stato anche bene come a Catania ma mi hanno frenato i tanti infortuni muscolari. I rosanero presero Balzaretti che si impadronì della fascia e dopo lasciai Palermo. Non ho mai avuto continuità di rendimento perché non è facile ritrovare la condizione dopo un lungo stop, ma ancora, grazie a Dio, mi sento pronto per una nuova avventura“.

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