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Al Teatranimahub di Agrigento, Lia Rocco in “UN GRUMO DI ERBA – Orazione civile per la Villa del Sole”

Domenica 15 febbraio, alle ore 17:30, nella sala del Teatranimahub, il nuovo centro culturale realizzato dalla Associazione Culturale TeatrAnima all’interno dell’ex Istituto Gioeni/Salesiani di Via Oblati 96, andrà in scena “UN GRUMO DI ERBA – Orazione civile per la Villa del Sole” di e con LIA ROCCO e con la partecipazione di FRANCESCO NACCARI. Sul palco anche il violino di FRANCESCO PORRETTA e la voce di SALVATORE DI SALVO. Suggestioni visive di DIEGO ROMEO e TANO SIRACUSA. Scena di SALVATORE CAMILLERI. Testi di JIEAN GIONO, FRANCESCA PATTI, SETTIMIO BIONDI, ALFONSO GUELI, NINO CUFFARO, MIMMO BRUNO, MONICA BRANCATO, ENZO CAMPO, VALENTINA GRECO, ONOFRIO DISPENZA, TOMMASO PARRINELLO, ITALO CALVINO. Ingresso 3,00 € quale contributo per l’acquisto di un albero da piantare nel Parco Livatino a cura di Conalpa Ag. Info 3270044269 – 3291148371 – [email protected]

Agrigento è Aglaura una delle “Città invisibili” di Italo Calvino. Aglaura è una città sbiadita, senza carattere, messa lì come viene. Ma a certe ore, in certi scorci di strade, vedi aprirtisi davanti il sospetto di qualcosa di inconfondibile, di raro, magari di magnifico. Uno di questi scorci per me è stata Villa del Sole. A un certo punto della mia storia è arrivato l’obbligo di un’ora al giorno di passeggiata tranquilla. Ogni mattina, dalle nove alle dieci mi sono recata al viale a passeggiare. Quasi tremila passi. E Villa del sole era il mio scorcio da cui si apriva il magnifico. Ogni mattina la guardavo dall’alto rivedendo i miei figli Valentina, Emanuela e Vincenzo rincorrersi festosi in quello spazio verde. E una mattina Villa del Sole non c’era più. Al suo posto un paio di ruspe e un paio di operai. E il verde distrutto e ammassato. Violata la Villa del Sole. Violata la Città. Violata io con i miei ricordi. Italo Calvino, ancora lui, ne “Il barone rampante” ci racconta la fine di Ombrosa. Come Ombrosa Villa del sole è finita. Oh certo potremmo abbattere queste casupole grigie e senza armonia costruite al suo posto; potremmo ripiantare alberi e arbusti e siepi e continuare a chiamarla Villa del Sole ma non sarebbe Villa del Sole. Villa del Sole è diventata un sogno. Un sogno da tenere ben custodito nella memoria. Un sogno da far rivivere nei nostri cuori. Per Villa del Sole la nostra Orazione Civile. (Lia Rocco)