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Editoriali Politica

Amministrative Agrigento: giochi, bluff e sorprese per mettere le mani sulla città

agrigento_aula_consiliareManca poco più di un mese e si avvierà ufficialmente la campagna elettorale per dare alla città di Agrigento una nuova amministrazione comunale.

Nonostante il paventato rischio di far saltare le primarie della grande coalizione “Agrigento 2020” dopo le notizie su una possibile intesa fra il partito di Forza Italia e il Pd agrigentino, la situazione politica sembra delinearsi fra mille incertezze.
Da un lato oramai è quasi certa l’ufficializzazione delle liste che sosterranno Lillo Firetto. Nessuna sorpresa dell’ultima ora nonostante le pressioni del ministro agrigentino e leader nel Ncd, Angelino Alfano, che vorrebbe sostenere la candidatura del sindaco di Porto Empedocle. Quest’ultimo però conosce bene le dinamiche politiche in terra di pirandelliana memoria e preferisce resistere alle avances, portando con se solo liste e movimenti civici (?) che, almeno apparentemente, non hanno alcun legame con partiti. Ad oggi sono infatti due le liste civiche già pronte che affiancheranno Firetto alla corsa per la vittoria. Chissà se l’on. Roberto Di Mauro non sarà della partita, così come lo stesso Alfano.

La concorrenza infatti resta di alto livello dopo la quasi certezza che Silvio Alessi (in quota Patto per il territorio) sarà il principale avversario del deputato regionale empedoclino, forte dell’appoggio di una coalizione frutto di una sorta di “Patto del Nazareno” agrigentino. Nulla però resta scontato viste le forti resistenze di una parte del Pd che mal digerirebbe l’eventuale vittoria alle primarie del patron dell’Akragas. Firetto dunque resta alla finestra ad osservare l’evoluzione di questa “farsa” pirandelliana che solo a fine marzo vedrà sciogliere gli ultimi nodi. Una farsa che forse culminerà proprio con l’appoggio a Firetto di quella parte del Partito Democratico.

Movimenti civici anche per l’ex consigliere comunale Giuseppe Di Rosa. Motori accesi da tempo e una campagna elettorale inaugurata forse troppo presto per l’esponente politico agrigentino. A motori spenti sembra invece un altro ex consigliere comunale, Andrea Cirino. Forse la sua decennale esperienza lo porta ad una meditazione profonda sui giochi politici che si perpetrano ai danni degli agrigentini.

I pentastellati sembrano invece aver trovato nell’avvocato Emanuele Dalli Cardillo la punta di diamante da spendere per scombinare un quadro politico già delineato. Peccato che il male peggiore per i “grillini” sono i “grillini” stessi, rei di una scarsa visione politica strategica che li porta a continui contrasti interni.

Una nota a parte va fatta invece per l’outsider Marco Marcolin. Il veneto pronto a conquistare la città dei Templi. Per il leghista va fatta una particolare analisi. È infatti lui uno dei principali cavalli vincenti di questa battaglia. Il voto di protesta che fu del Movimento 5 Stelle oggi sembra essere a vantaggio del deputato “padano” forte di una popolarità “nostrana” costruita mediaticamente per invogliare il popolo ad una ribellione contro anni di soprusi e malgoverno che hanno relegato Agrigento alle ultime classifiche d’Italia. Un coinvolgimento “virale” che appassiona i cittadini agrigentini ignari di un “gioco” politico che potrebbe accadere alle loro spalle. È infatti lui, il leghista acquisito agrigentino, che potrebbe essere l’anello di congiunzione fra i cittadini e quella politica tanto odiata e criticata. E se fossero proprio loro, i nostri deputati nazionale e regionali, a fomentare e sostenere la candidatura di Marcolin? D’altronde chi sarebbe meglio di uno “straniero” da poter gestire e manovrare?
Fantapolitica, supposizioni, pensieri, ma che se fossero reali vedrebbero ancora una volta mettere le mani sulla città quei deputati e quella classe politica che oggi ci condanna ad una Agrigento che lentamente muore.

Giochi fatti dunque, o forse no. Sì perché fra i tanti consiglieri a cercare una collocazione vi sarebbe anche il trio delle meraviglie: Gerlando Gibilaro, Michele Mallia e Cinzia Puleri. Loro sono in cerca di quella che molti chiamano “visibilità politica” e questo passa anche attraverso un sacrificio, quella di una candidatura a Sindaco. Gibilaro infatti sembrerebbe essere intenzionato a fare il salto di qualità e decidere di correre per la poltrona di primo cittadino. Voci di corridoio, per carità, ma se non fosse possibile, anche la poltrona, più piccola, di vicesindaco non sarebbe male.

Ma agli agrigentini non resta che sperare ed è per questo che sarebbe opportuno meditare. E per farlo basterebbe leggere la famosa poesia di Martha Medeiros perché la nostra è una lenta morte:
Lentamente muore
chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle “i”
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita, di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l’ardente pazienza
porterà al raggiungimento
di una splendida felicità

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