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Speciale Elezioni

Amministrative Agrigento, Miccichè: “per me non ci sono quartieri di serie A e quartieri di serie B”

“Sin dai primi momenti della mia campagna elettorale ho voluto mettere in evidenza la mia attenzione verso i quartieri della città. Anche in questi giorni c’è un posterbus con il mio volto e la scritta “Per me non ci sono quartieri di serie A e quartieri di serie B”. Oggi vorrei fare un chiarimento del mio pensiero anche a favore di quanti stanno sposando, e magari copiando, il mio pensiero”.

Lo afferma il candidato Sindaco di Agrigento, Franco Miccichè che aggiunge:

“Ho sempre paragonato la città a una casa, la mia casa. All’interno ci sono tante stanze, ognuna diversa perché creata con uno scopo diverso: ingresso, bagno, cucina, salotto…Ma tutte servono a formare una casa.
Per me Agrigento è una città con tante stanze diverse, create su luoghi diversi e con scopi diversi. Ma ognuna è importante e necessaria e costituisce l’intera città. San Leone ha il mare, Giardina Gallotti e Montaperto l’altezza e la campagna, il Villaggio Mosè la zona commerciale e degli alberghi, Villaseta potrebbe diventare città dello sport e approdo dei pullman turistici e via dicendo”.

“La mia idea è quella di valorizzare le singole specificità per rendere pulita e attraente ogni zona. Per renderla vivibile a chi vi abita ma anche interessante per quanti vogliono andare a trascorrervi del tempo. Bisogna creare iniziative e attrazioni in ogni quartiere per far star bene chi ci vive anche favorendo l’apertura di attività utili alla socializzazione. Ma tutto questo non deve isolare chi vive nei quartieri. Il collegamento continuo con il centro città dev’essere mantenuto con servizi continui di piccoli autobus, magari ibridi o elettrici, e il biglietto calmierato con abbonamenti e convenzioni che lo rendano allettante e alternativo a prendere l’auto o la moto per raggiungere il centro.
Io penso che non servano torri d’avorio per abbellire la città mentre si trascurano i suoi abitanti. Al contrario credo che il processo debba cominciare dagli agrigentini e dal loro stare bene. Poi si può pensare al resto”, conclude Miccichè.

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