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Apertura Salute

Angelo Territo, medico in prima linea

Quando mi chiedono: ti manca l’Italia? o vorresti ritornare in Sicilia?, rispondo, sorridendo, che a Barcellona si vive molto bene. In effetti, la capitale catalana è fantastica. Ho avuto modo di crescere qui professionalmente come chirurgo e, cosa più importante, come uomo, grazie al mio mentore il dottor Breda e all’equipe eccelsa con cui lavoro”.

E’ una storia straordinaria di un ragazzo in gamba, studioso e giustamente ambizioso. Che non ha perso la modestia ma ha capito quanto le carriere bisogna costruirle con tanti sacrifici e con grandissima passione. Si chiama Angelo Territo, è nato e cresciuto a Licata, nel sud del sud della Sicilia. Oggi vive in Spagna e per dirla con una serie tv è un medico in prima linea. E non è una battuta.

Proviamo a ripercorrere la sua storia, bella, piena di soddisfazioni. Chi mi conosce sa che ho sempre cercato di raccontare le eccellenze della Sicilia, una terra che ha tante persone capaci, spesso costrette ad andare via, non soltanto per specializzarsi, come nel caso del bravo e capace medico Angelo Territo, ma a volte per sopravvivere, per fuggire da un misto di invidia e ignoranza che ha sempre paralizzato la crescita sociale e culturale del territorio.

Ma torniamo a questa storia bella.

Il dott. Territo durante la realizzazione di trattamento con basse temperature -crioterapia- di tumore prostatico; questa procedura evita l’intervento chirurgico tradizionale, ossia l’asportazione della prostata, distruggendo il tumore per congelamento delle cellule

Angelo Territo è nato a Licata (AG) il 4 Luglio 1986. È medico chirurgo dal luglio del 2010. Ha conseguito la Laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Palermo con il massimo dei voti e la lode.

Si è specializzato in Urologia, presso l’Università di Modena e Reggio Emilia, con il massimo dei voti e la lode.

Dal luglio 2015, lavora – prima come fellow ed attualmente come staff member – presso il prestigioso Ospedale Universitario Fundaciò Puigvert di Barcellona (Spagna), dedicandosi all’impiego di tecniche innovative di chirurgia minimante invasiva, tra cui il trattamento focale del tumore prostatico, il trattamento conservativo endo-urologico con laser dei tumori uroteliali dell’alta via escretrice urinaria, la chirurgia laparoscopica.

Si dedica, con impegno anche alla chirurgia dei trapianti di rene, sia da donatore cadavere che da donatore vivente.

Sempre presso la Fundaciò Puigvert, ha preso parte al programma pionieristico europeo di trapianto renale in chirurgia robotica e, in luglio 2015, ha partecipato al primo trapianto di rene robotico in Europa, realizzato dall’equipe, diretta dal dottor Alberto Breda, di cui il dottor Angelo Territo fa parte.

Il dottor. Territo durante la realizzazione di un intervento di chirurgia robotica

Tra il 2017 e il 2018 ha realizzato un periodo di super specializzazione in chirurgia robotica presso il Rijnstate Hospital di Arnhem (nei Paesi Bassi), intensificando le sue abilità nel trattamento dei tumori renali, vescicali e prostatici.

Si è occupato di un trattamento innovativo per il tumore vescicale infiltrante che prevede l’asportazione parziale dell’organo combinata con l’impiego della radioterapia. Oltre al trattamento di malattie oncologiche, si è dedicato al trattamento mini-invasivo dell’ iperplasia prostatica benigna.

Attualmente, è anche docente per corsi di formazione in chirurgia robotica applicata al trapianto renale, che sistematicamente vengono tenuti presso il laboratorio di chirurgia sperimentale ORSI in Belgio e che coinvolgono urologi da tutta Europa.

Tornato in Spagna da maggio 2018, nel mese di luglio, ha partecipato al primo trapianto renale d’Europa realizzato con modalità “cross – over” tra Spagna (Fundació Puigvert, Barcellona – equipe diretta dal dottor Breda) e Italia (Ospedale di Pisa – equipe diretta dai professori Boggi e Vistoli).

il dottor Territo e dott. Breda durante la preparazione a banco del rene da trapiantare al ricevente in Spagna

Ci racconta, parlando della sua eccellente attività, come un rene prelevato da un donatore in Spagna è stato trasportato e trapiantato ad un ricevente in Italia e, analogamente, un rene prelevato da un donatore in Italia è stato trasportato e trapiantato ad un ricevente in Spagna.

L’utilità del cross-over internazionale è quella di aumentare il numero dei potenziali donatori di rene e, quindi, le possibilità di trapianto per i pazienti affetti da insufficienza renale cronica, incrociando le compatibilità immunologiche di coppie donatore – ricevente oltre i confini nazionali.

Da sempre, l’attività clinico–chirurgica del giovane medico Territo si coniuga con l’impegno scientifico essendo, tra l’altro, dottorando di ricerca in Medicina Clinica e Sperimentale presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.

Nel 2017 è risultato vincitore della Scholarship Europea promossa dall’Associazione Europea di Urologia per la finalizzazione di un progetto di ricerca scientifica riguardante lo studio di nuovi marcatori infiammatori nel trapianto renale; inoltre, si è occupato dello sviluppo di un dispositivo innovativo da impiegare nel trapianto robotico, capace di mantenere il rene in ischemia fredda.

Il dott. Territo presso il laboratorio della Fundació Puigvert, Barcellona

Ha pubblicato articoli su prestigiose riviste internazionali, tra cui la serie più grande della letteratura scientifica mondiale circa i risultati del trapianto renale realizzato con approccio robotico. In concreto, il gruppo di lavoro di cui fa parte il dottor Territo ha scientificamente dimostrato i vantaggi della chirurgia robotica applicata al trapianto di rene da donatore vivente. Per questi risultati, il gruppo è stato insignito di un importante riconoscimento in occasione del Congresso Europeo di Urologia tenutosi a Copenaghen lo scorso marzo 2018.

È autore di capitoli di libri su temi di chirurgia mini-invasiva laparoscopica/robotica e terapia focale nel carcinoma prostatico.

Nel settembre 2016, in Sicilia (Racalmuto) gli è stato conferito il Premio Speciale Solidarietas 2016, come giovane ricercatore e per l’impegno scientifico manifestato.

Quando può ritorna nella sua Licata, e sussurra: “sarebbe una bugia sostenere che non provo nostalgia per il mio paese natio. Da orgoglioso siciliano, trovo la Sicilia una terra straordinariamente bella e sono affascinato dalla storia e tradizioni. Considero la letteratura siciliana tra le più interessanti da leggere e, quando torno, non posso evitare di cercare ed assaporare i profumi inconfondibili che offre quest’isola. Infine, Licata è la mia città natale dove conservo i ricordi della mia infanzia e gioventù; dove torno periodicamente perché vi risiedono i miei affetti più importanti; continuo a credere, fermamente, che non si può non amare il posto in cui si è nati”.

Già, è impossibile non amare il posto in cui si è nati, soprattutto se ti hanno insegnato ad amarlo. E così magari quando il giovane medico Angelo Territo riparte da Licata per tornare a Barcellona rivede i frame della sua infanzia ed adolescenza. Ma giunto a destinazione sa che oggi ha una nuova missione da vivere. Per salvare vite umane. Una vita ben spesa al servizio degli altri. La sua è una storia che tanti giovani dovrebbero leggere. Sacrifici, dedizione, studio e impegno alla fine consentono di emergere. Anche se Angelo Territo ha ancora tutta la vita davanti. La partenza è buona, anzi ottima.

Francesco Pira

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