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Assoluzione D’Orsi, l’ex presidente della Provincia all’attacco: “Darò risposta a tutti i quesiti che mi hanno tormentato”

“Assolto perché il fatto non sussiste. Così si sono espressi i giudici della Corte di Appello di Palermo e i giudici della Corte dei Conti per la Regione Siciliana”.

Inizia così il post pubblicato sui social dal già Presidente della Provincia Regionale di Agrigento, Eugenio D’Orsi dopo l’assoluzione, l’ultima in ordine di tempo, arrivata dai giudici di Appello della Corte dei Conti. Un pensiero che D’Orsi ha voluto esternare con delle domande quasi a volersi togliere qualche sassolino dalla scarpe dopo una lunga vicenda giudiziaria che lo ha visto protagonista.

“E allora mi domando e chiedo: perché sono stato perseguito dalla Procura della Repubblica di Agrigento? Perchè il procuratore Di Natale e il suo aggiunto hanno voluto rovinare la mia vita? Perchè uno dei PM ha affermato in tribunale “Si può essere ladri senza essere mariuoli. D’Orsi è un ladro…!!!” Una caduta di stile e di etica che è passata inosservata e che volutamente nessuno ha stigmatizzato. Perchè una certa stampa ha voluto calvacare per ragioni giornalistico-teatrali le ragioni della accusa intrise da incredibili aberrazioni, che sembrerebbero frutto di superficialità e di persecuzioni più politiche che giudiziarie?”

“Darò risposta a tutti i quesiti che mi hanno tormentato nei lunghi, interminabili dieci anni di calvario, di immeritate ingiurie e ironie, dei tradimenti e dell’isolamento di tutti quelli a cui ho pagato, nel rispetto della lealtà, rinunciando a invitanti progetti che che mi arrivavano dall’allora ministro della giustizia, solo perchè mosso da quel sentimento, oramai sempre più raro, di gratitudine per essere stato indicato come candidato alla presidenza della Provincia con i modi, i tempi e i pregiudizi che all’epoca hanno determinato la mia candidatura”.

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