Attestati di Solidarietà al Presidente della Provincia Pendolino per il vile atto intimidatorio
Giungono attestati di solidarietà al Sindaco di Aragona e Presidente del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, Giuseppe Pendolino, per il vile atto intimidatorio ai danni di un’azienda che tra i soci conta anche il presidente Pendolino.Questi atti rappresentano un attacco ai valori della democrazia, della legalità e del vivere civile, condizionano pesantemente l’azione amministrativa di un sindaco e danneggiano l’intera comunità, come afferma la Presidente del Consiglio Comunale di Aragona, Stefania Di Giacomo Pepe: “Esprimo ferma condanna per il grave atto intimidatorio perpetrato nei confronti di Giuseppe Pendolino, Sindaco di Aragona, Presidente della Provincia e imprenditore, manifestando al contempo piena solidarietà e vicinanza. Si tratta di un gesto vile e inaccettabile che colpisce non solo la persona, ma l’intero sistema dei valori democratici e il rispetto delle istituzioni. Aragona respinge con determinazione ogni forma di violenza, intimidazione e illegalità”.
Anche la Comunità Ecclesiale di Aragona si stringe al suo Primo cittadino, così l’arciprete di Aragona, don Angelo Chillura: “La comunità ecclesiale di Aragona, turbata, condanna il vile atto intimidatorio contro un’impresa di Aragona. Volere piegare e sottomettere la volontà altrui con la forza o i danneggiamenti rivela una mentalità mafiosa da condannare fortemente”
Il Vicepresidente del Consiglio del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, Domenico Scicolone, a nome dell’intero Consiglio, condanna con fermezza l’accaduto e richiama l’attenzione sull’escalation di episodi analoghi che continuano a verificarsi nel territorio ribadendo la necessità di garantire sicurezza e protezione agli amministratori locali, quotidianamente esposti a minacce e intimidazioni, così Scicolone: ” L’Intero Consiglio del Libero Consorzio Comunale esprime la massima vicinanza e solidarietà al Presidente per il vile gesto ricevuto, azioni del genere non possono e non devono trovare posto in una società civile”.
L’episodio ha suscitato una reazione unanime di solidarietà e di condanna da parte della Segretaria Generale e dei Dirigenti dell’ex Provincia di Agrigento.





