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Buon Compleanno FAI: pronti a ripartire per “esaudire la voglia di Italia degli italiani”

Quarantacinque anni e non sentirli. Stiamo parlando dell’anniversario dalla fondazione del Fondo Ambiente Italiano (FAI) che oggi, appunto, festeggia il suo 45esimo compleanno.
Le sue origini affondano le radici nel lontano 1975, quando il concetto di tutela dei beni culturali era argomento sconosciuto ai più.
Raccontare un anniversario, in un momento nel quale le prime pagine dei quotidiani documentano una drammatica emergenza sanitaria, potrebbe apparire quanto meno singolare.
Questi sono giorni che rimarranno impressi nella nostra memoria. Il primo pensiero è sempre rivolto a tutti coloro che in questo momento soffrono e a quanti sono in prima linea a lottare per la vita di tutti noi; un atto di coraggio, responsabilità, ma soprattutto di amore nei confronti degli altri.

Stare a casa, però, soprattutto per chi come me opera all’interno del FAI come volontario, è stata anche l’occasione per tracciare una breve storia del Fondo e sottolinearne l’impegno per la cultura, per il paesaggio e per l’ambiente italiano.
Cicerone affermava che la storia è: “Testimone dei tempi, luce della verità, vita della memoria e maestra di vita”.
La memoria, infatti, è un possente strumento per capire e per rispondere alle sollecitazioni del presente; significa, cioè, scavare nel passato per cercarvi, altresì, esempi di solidarietà e di cooperazione.
Ed il passato ci riporta alle macerie del 1945, alla fine, cioè, della Seconda guerra mondiale.
L’Italia, al pari di oggi, viveva un periodo di profonda crisi umana, sociale ed economica.

Qualcuno, però, cominciò a reagire: grazie all’associazione Italia Nostra, nata a Roma nel 1955, si conobbero Giulia Maria Crespi Renato Bazzoni i quali, con la collaborazione di Antonio Cederna, organizzarono la mostra itinerante Italia da salvare (1967), che per la prima volta sensibilizzò l’opinione pubblica su questi temi.
Erano e restarono una minoranza ma, dopo un primo fallimentare tentativo , la Crespi e Bazzoni fondarono nel 1975, insieme ad Alberto Predieri e Franco Russoli, il FAI – Fondo Ambiente Italiano.
Lo spirito fu quello di trasferire l’idea di volontariato dal settore umanitario, ad ambiti quali il paesaggio, la bellezza e, oggi più che mai, l’ambiente.
La Giornata Mondiale della Terra, celebrata in tutto il mondo lo scorso 22 aprile, ci ha portato a riflettere sul fondamentale rapporto che lega indissolubilmente l’Uomo al Pianeta.
Alcuni scienziati sono convinti che il nuovo Coronavirus viaggia nell’aria per lunghe distanze legato alle polveri sottili prodotte dall’inquinamento.
Dunque, ci potrebbe essere una forte correlazione tra inquinamento atmosferico e pandemia.

L’uomo ed il Pianeta, infatti, hanno perso, progressivamente, il loro equilibrio. Un equilibrio, molto fragile, che, dovrà rimodellarsi su paradigmi e “Fasi”diversi, a partire da quel principio di sostenibilità ambientale che da sempre guida le attività e i progetti del FAI e che anima il, cosiddetto, “Progetto Alpe. L’Italia sopra i 1.000 metri”, il primo progetto organico di restauro, valorizzazione e gestione di Beni nell’Italia delle terre alte e delle aree interne: dalle Alpi agli Appennini fino ai Nebrodi, alle Madonie, al Gennargentu, lungo la linea dorsale del Paese.
Alberto Saibene, nel suo libro, dal titolo “ Il Paese più bello del mondo”, che ripercorre le vicende che hanno portato alla nascita e allo sviluppo del Fai, scrive: “ La società civile non si limita a osservare ma si rimbocca le maniche e agisce nel concreto”.
Così, anche in questo momento di emergenza sanitaria, che ha fatto annullare le attesissime Giornate Fai di Primavera, il Presidente del FAI, Andrea Carandini, ha accolto l’appello di Saibene e ha rilanciato la missione del FAI, ovvero: ri – “aprire” virtualmente il patrimonio storico, artistico e naturale”.

Secondo Carandini, riaprendo i Beni del Fondo, si offrirebbe al pubblico l’opportunità di godere delle bellezze monumentali e paesaggistiche anche da casa, continuando a fare ciò che al FAI piace di più:“Esaudire la voglia di Italia degli Italiani”.
Navigando, dunque, sulle pagine social della Fondazione, il Fai accompagnerà gli utenti attraverso la penisola alla scoperta delle tante storie e dei tesori racchiusi nei Beni: dalla Toscana alla Sicilia, dalla Liguria alla Lombardia per arrivare alla Sardegna, tour virtuali, oggetti curiosi, ricordi e incontri suggestivi, antiche ricette, palazzi, castelli e giardini. Un modo per accorciare le distanze e sentirsi più vicini.
“Esaudire la voglia di Italia degli Italiani”, è la missione narrata dalle donne e dagli uomini che hanno fatto grande il FAI. Mi riferisco a Giulia Maria Crespi, Elena Croce, Andrea Carandini, Marco Magnifico, Ilaria Borletti Buitoni ( che ho avuto l’onore ed il piacere di intervistare recentemente ad Agrigento in occasione di un convegno organizzato dal FAI, alla presenza, tra gli altri, del compianto assessore regionale ai Beni Culturali, Sebastiano Tusa), secondo la quale: “ L’amore per il proprio bene culturale non può partire da adulti ma va stimolato sin da bambini”.

Ed il mondo della gioventù e la scuola meriterebbero un capitolo a parte:
“Si difende ciò che si ama e si ama ciò che si conosce”, è il mantra della presidente onoraria, Giulia Maria Crespi.
Il mondo della scuola rappresenta, infatti, un interlocutore naturale del FAI, che ogni anno offre ai docenti numerose proposte didattiche, in linea con le indicazioni fornite dal Miur, per la scoperta del nostro patrimonio naturale e artistico.
E come, allora, non parlare degli “apprendisti Ciceroni”? Un progetto di formazione del FAI, nato nel 1996, nel quale i ragazzi hanno l’occasione di accompagnare il pubblico alla scoperta del patrimonio di arte e natura del proprio territorio e di sentirsi direttamente coinvolti nella vita sociale, culturale ed economica della comunità, diventando esempio per altri giovani in uno scambio educativo tra pari.
La forza del FAI, però, rimane la sua capillarità territoriale. Una rete formata dai Presidenti regionali, dai Capi delegazione, dai Volontari, dagli Operatori didattici che, con costanza e sinergia, partecipano alle varie forme di intervento e di valorizzazione del territorio.
La mission diventa, così, una cascata che investe le regioni, le province, i comuni; nell’Isola più bella del mondo, ad esempio, si traduce in “esaudire la voglia di Sicilia per i siciliani”.

Lo sa bene il presidente regionale del Fai Sicilia, Giuseppe Taibi, che da anni, sotto l’egida bandiera del FAI, si batte per portare avanti un grande progetto di riscatto sociale e culturale del territorio, raggiungendo importanti traguardi non solo culturali e paesaggistici, ma anche di legalità. Ricordiamo, infatti, che il FAI ha agito in favore della Scala dei Turchi di Realmonte, deturpata da un ecomostro, con una battaglia, poi vinta, per l’abbattimento dell’edificio.
Oggi, in occasione del 45esimo anniversario della Fondazione, abbiamo voluto raccontare alcuni aspetti di questa missione, sottolineare il costante impegno per la tutela della salute della Terra, ed il continuo viaggiare alla scoperta dell’arte e delle tante storie racchiuse nei Luoghi del cuore che il Fondo scopre, protegge e valorizza, uno per tutti il Giardino della Kolymbethra, dentro il Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento.

Dunque, buon compleanno Fondo Ambiente Italiano, aspettiamo con ansia di ripartire tutti insieme, perché, confidiamo in un semplice concetto di dostoevskijana memoria: “La bellezza salverà il mondo”.

Luigi Mula

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