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Rubrica legis non est lex

Camastra, confermato il decreto di rigetto della richiesta di incandidabilità per l’ex Sindaco e Vice Sindaco

A seguito dell’inchiesta Vultur, che aveva visto imputati diversi presunti esponenti della cosca mafiosa operante nel territorio di Camastra (AG), il Ministero dell’Interno aveva proposto l’adozione di un decreto di scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, e con separato provvedimento dinanzi al Tribunale civile di Agrigento aveva chiesto l’irrogazione della sanzione della incandidabilità nei confronti del Sindaco, rag. Angelo Cascià, e del Vice Sindaco, rag. Vincenzo Urso, allora in carica presso il Comune colpito dal decreto di scioglimento.
I sig.ri Cascià ed Urso si costituivano in giudizio con il patrocinio degli Avv.ti Girolamo Rubino, Massimiliano Valenza e Mario La Loggia, contestando l’intero impianto della misura adottata, in quanto contraddittorio, tenuto conto del fatto che per stessa ammissione della Commissione d’accesso che aveva proposto lo scioglimento del consiglio comunale, gli elementi reperiti durante le indagini e le ispezioni non avevano determinato l’emersione di un reale tentativo di condizionamento mafioso delle scelte dell’Amministrazione.
Inoltre, gli avv.ti Rubino, Valenza e La Loggia prendevano posizione in maniera dettagliata su tutte le contestazioni formulate dalla Prefettura di Agrigento, dichiarandole erronee e dimostrando la piena regolarità della gestione amministrativa posta in essere dall’Amministrazione guidata dai sig.ri Cascià ed Urso.
Il Tribunale di Agrigento, dopo una lunga attività istruttoria, condividendo in pieno le tesi degli Avv.ti Rubino, Valenza e La Loggia, con Decreto n. 6221 del 24 aprile 2019 ha respinto la proposta formulata dal Ministero, condannandolo al pagamento delle spese di lite in favore dei soggetti proposti, usciti pertanto pienamente vittoriosi.
In particolare, il Tribunale ha confermato che il provvedimento di scioglimento del Consiglio comunale di Camastra, e con esso la proposta di adozione della misura interdittiva della incandidabilità, sono contraddittori, in quanto la stessa Commissione di accesso, in un passaggio, sembra avvedersi essa stessa dell’assenza di un reale condizionamento dell’Amministrazione.
Inoltre, il Tribunale ha anche accertato la totale infondatezza degli addebiti mossi dal Ministero, dichiarando la piena regolarità dell’azione amministrativa svoltasi nel Comune di Camastra e dando il via libera alla futura nuova candidatura dei sig.ri Cascià ed Urso, dichiarando infondate tutte le contestazioni mosse dal Ministero.
Avverso il predetto Decreto il Ministero aveva proposto reclamo dinanzi alla Corte d’appello di Palermo.
Il rag. Cascià ed il rag. Urso si costituivano per mezzo degli avv.ti Girolamo Rubino e Massimiliano Valenza, formulando diverse eccezioni di carattere processuale, nonché contestando analiticamente e nel merito la fondatezza del reclamo del Ministero.
Ebbene, con Decreto n. 2716 del 8 luglio 2020 la Corte d’appello di Palermo ha confermato il Decreto emesso in primo grado dal Tribunale di Agrigento ed ha respinto il reclamo proposto dal Ministero dell’Interno, che è stato altresì condannato al pagamento delle spese di lite, per un importo di € 5.300,00 oltre spese generali, Cassa Avvocati e IVA.
Per l’effetto il rag. Cascià ed il rag. Urso potranno partecipare alle prossime competizioni elettorali che dovessero svolgersi nei prossimi mesi.

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