Canicattì, vandalizzata la memoria di Antonino Saetta: spezzato il germoglio nel Giardino dei Giusti
Un gesto vandalico che colpisce non soltanto un elemento del patrimonio cittadino, ma soprattutto la memoria di un uomo simbolo della lotta per la legalità. A Canicattì ignoti hanno danneggiato, durante la notte, la foglia dedicata al magistrato Antonino Saetta all’interno del “Giardino dei Giusti”, realizzato nella villa comunale.
A condannare duramente l’episodio è l’onorevole Luigi Salvaggio, deputato regionale di Forza Italia, che ha espresso il proprio rammarico per quanto accaduto, definendo il gesto un atto di violenza e ignoranza nei confronti della memoria di una figura che ha pagato con la vita il proprio impegno per la giustizia.
Il danneggiamento assume infatti un particolare significato proprio per il luogo nel quale è avvenuto. Il “Giardino dei Giusti” è stato realizzato per ricordare uomini e donne che hanno rappresentato, con le loro azioni, un esempio di coraggio e difesa dei valori della legalità. Al suo interno sono presenti due grandi foglie, attorno alle quali sono stati collocati sette germogli con i nomi di altrettante figure considerate simbolo.
Tra queste ci sono il beato giudice Rosario Livatino, padre Gioacchino La Lomia, il medico Antonino Sciascia, Pietro Ivano Nava, testimone dell’omicidio di Livatino, il maresciallo Calogero Vaccaro, originario di Naro e vittima della strage di Ciaculli, Moshe Bejski, ideatore del Giardino dei Giusti, e il magistrato canicattinese Antonino Saetta.
Proprio il germoglio recante il nome di Saetta è stato spezzato. Un atto che ha suscitato indignazione e che, secondo Salvaggio, rappresenta un’offesa simbolica alla figura del magistrato canicattinese, ucciso dalla mafia per il suo impegno professionale e per la difesa dei principi di giustizia e legalità.
Il parlamentare regionale ha manifestato solidarietà al sindaco di Canicattì e auspicato che il simbolo dedicato a Saetta possa essere ripristinato rapidamente e tornare al proprio posto.
L’episodio riaccende così l’attenzione sulla necessità di tutelare i luoghi della memoria, soprattutto quando custodiscono il ricordo di vittime della mafia e di persone che hanno sacrificato la propria vita nella difesa delle istituzioni e della legalità.
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