Carabinieri, Federico Palmieri nuovo comandante provinciale di Agrigento: dopo tre anni De Tullio lascia la guida dell’Arma
Cambio al vertice del Comando provinciale dei carabinieri di Agrigento. Il colonnello Federico Palmieri è il nuovo comandante provinciale dell’Arma. L’ufficiale raccoglierà il testimone dal colonnello Nicola De Tullio, destinato a un nuovo e prestigioso incarico a Roma dopo tre anni alla guida dei carabinieri agrigentini.
Palmieri arriva ad Agrigento con una solida esperienza investigativa maturata ai vertici del Raggruppamento operativo speciale. Ha guidato, infatti, la sezione Antiterrorismo del Ros, un incarico che lo ha visto impegnato in attività particolarmente delicate e complesse. Per il nuovo comandante si apre adesso una nuova sfida in una provincia che, per storia e caratteristiche, richiede un presidio costante e una forte capacità investigativa.
A lasciare l’incarico è invece Nicola De Tullio, che il 14 settembre 2023 aveva assunto il comando provinciale.
Sin dai primi giorni ad Agrigento, De Tullio aveva scelto di presentarsi con uno stile improntato alla discrezione, alla responsabilità e alla vicinanza ai cittadini. Un approccio tradotto in un lavoro quotidiano sul territorio, attraverso la collaborazione con la magistratura e con le altre forze di polizia e un’attenzione particolare alle persone più fragili.
Tre anni nei quali l’Arma ha intensificato l’attività di contrasto alla criminalità organizzata. Tra le principali operazioni portate avanti sotto il suo comando figura la complessa indagine sulle famiglie mafiose di Villaseta e Porto Empedocle, sviluppatasi attraverso tre distinti blitz e finalizzata a colpire gli assetti di Cosa nostra nell’Agrigentino.
Ma l’azione dei carabinieri non si è concentrata soltanto sul fronte mafioso. Particolare attenzione è stata dedicata anche al contrasto al traffico e allo spaccio di stupefacenti. Emblematica, in questo senso, l’operazione “Demetra”, culminata nel luglio 2026 con l’esecuzione di 11 misure cautelari tra Agrigento, Aragona, Canicattì e Santa Elisabetta. L’indagine era partita dalla denuncia di una madre preoccupata per la dipendenza del figlio. Un’inchiesta che ha ricevuto anche il pubblico riconoscimento del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
Pochi mesi prima, nel maggio scorso, un’altra importante operazione aveva portato all’esecuzione di sei misure cautelari nell’ambito dell’inchiesta collegata a “Omnia”, nata dagli accertamenti sull’incendio dello stabilimento per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti verificatosi a Licata nel gennaio 2024.
Le indagini, sviluppate tra aprile 2025 e febbraio 2026, avevano consentito di ricostruire, secondo l’impostazione accusatoria, un articolato sistema di approvvigionamento e distribuzione di cocaina e hashish nel territorio licatese. La droga sarebbe stata acquistata in Germania, anche in quantitativi di un chilo per volta, per poi essere trasportata fino a Licata a bordo di camion.
Accanto alla repressione dei fenomeni criminali, De Tullio ha cercato di rafforzare il ruolo dell’Arma come punto di riferimento per le persone più vulnerabili. È stata avviata una campagna capillare di prevenzione contro le truffe agli anziani, realizzata anche attraverso la collaborazione con i farmacisti della provincia. Parallelamente, i carabinieri sono intervenuti in diversi episodi legati alle cosiddette truffe del “finto incidente”, arrivando ad arrestare in flagranza alcuni presunti truffatori provenienti dal Catanese, ad Aragona e Sciacca.
Particolarmente significativo anche il lavoro svolto dagli uomini dell’Arma nei delicati interventi di emergenza per scongiurare tentativi di suicidio. A Montevago e Ribera, in diverse circostanze, i carabinieri sono riusciti a instaurare un dialogo con persone in condizioni di estrema fragilità, riuscendo a convincerle a desistere e mettendole successivamente in sicurezza.
Un ruolo di mediazione svolto personalmente dallo stesso De Tullio il 15 aprile 2025, quando a Favara un uomo armato si era barricato in casa minacciando di togliersi la vita. Una situazione drammatica nella quale il comandante provinciale rimase impegnato per circa otto ore, cercando attraverso il dialogo di evitare che la vicenda potesse trasformarsi in tragedia.
Ora il passaggio di consegne. De Tullio lascia Agrigento dopo tre anni segnati da operazioni antimafia, contrasto allo spaccio, prevenzione delle truffe e una forte attenzione alla sicurezza delle fasce più deboli. Il nuovo incarico a Roma rappresenta il prosieguo di un percorso professionale di rilievo.
A Federico Palmieri spetterà invece il compito di raccogliere questa eredità e guidare l’Arma in una provincia dove il contrasto alla criminalità organizzata, la sicurezza urbana e la vicinanza alle comunità continuano a rappresentare priorità assolute.
Agrigento si prepara così a salutare un comandante che, nel corso del suo mandato, ha fatto della sobrietà e della presenza sul territorio i tratti distintivi del proprio servizio. E per De Tullio, dopo tre anni intensi, potrebbe esserci anche un pizzico di nostalgia per una terra che, come spesso accade a chi vi lavora, non lascia facilmente indifferenti.
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