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“Caso” Moncada, in aula depone il Sindaco Firetto: “fu un intervento istituzionale”

Sarebbe stato un intervento di natura istituzionale per salvaguardare alcuni posti di lavoro, soprattutto in un territorio che ha “fame” di lavoro.

Sarebbe questo il senso dell’intervento in aula del Sindaco di Agrigento Lillo Firetto nell’ambito del processo nei confronti dell’imprenditore agrigentino Salvatore Moncada accusato di avere costretto tre dipendenti di accettare un trasferimento da una società all’altra, ed in altra sede di lavoro. Fu lo stesso imprenditore a tirare in ballo l’attuale primo cittadino della città dei Templi che, all’epoca dei fatti, era Sindaco di Porto Empedocle. Secondo Moncada i tre dipendenti in questione furono assunti su segnalazione dell’ex primo cittadino del comune marinaro.

“Furono licenziati – aveva evidenziato Moncada – perché, avendo ristrutturato a mie spese la caserma dei carabinieri di Porto Empedocle proprio vicino alla nostra sede,  non avevo più bisogno di personale che si dedicasse al lavoro di sorveglianza. Dopo tre giorni li ho contatti per riassumerli nell’azienda di Campofranco peraltro con un indennizzo superiore rispetto a Porto Empedocle e con le spese del carburante pagate”. Per il “re dell’eolico”, dunque, nessuna violenza privata.

In aula il Sindaco Firetto ha ribadito che si è trattato non di  “un intervento specifico. Il mio è stato un interessamento politico, sollecitato anche da altri consiglieri comunali, perché i licenziamenti potevano comportare un malessere sociale”.

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