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Editoriali

Cattedrale e colle di Girgenti: la “politica” che marcia contro la “politica”

cattedrale_franaUna “marcia” per la Cattedrale e il Colle San Gerlando. Dopo il monito dell’arcivescovo di Agrigento, il cardinale Francesco Montenegro, e la decisione di una marcia silenziosa che da via XXV Aprile raggiungerà piazza don Minzoni il prossimo 3 novembre (partenza ore 18 ndr), sembrano “piovere” le adesioni da parte di associazioni, sindacati, cittadini e partiti politici.

E se l’indignazione collettiva dopo le ultime parole del Sindaco di Agrigento e del cardinale Montenegro, sembrano avere scosso le anime e le coscienze degli agrigentini per un problema che vede la Cattedrale “San Gerlando” chiusa al culto da 6 anni, 8 mesi e 5 giorni, quello che sembra destare particolare curiosità è che a marciare ci saranno gran parte dei movimenti e partiti politici che negli ultimi 20 anni hanno governato questa terra. 

Sì, anche questa è Agrigento, città da mille contraddizioni che vede politici manifestare “silenziosamente” contro quella politica e quelle Istituzioni che da anni ha relegato la città dei templi e il suo futuro in un baratro sempre più profondo.

Le dure parole del cardinale Montenegro e la denuncia che arriva dritta alla Regione Siciliana da parte del Sindaco di Agrigento Lillo Firetto sembrano avere coinvolto anche chi oggi semplicemente dice di “aver fatto” o “che la colpa è degli altri“. 

Un tipico atteggiamento da chi in questi anni nasconde la polvere sotto il tappeto. Una politica che dice di avere finanziato progetti non graditi ad Uffici Tecnici (quali ancora non è dato sapere), riuscendo addirittura a parlare di un progetto della Protezione Civile regionale per la messa in sicurezza del Duomo. Peccato però che del famoso progetto (?) della Protezione Civile sembra non esserci traccia; unici documenti rilevati quelli che riguardano relazioni di fattibilità (sulle quali la Curia ha solo presentato delle deduzioni che da quattro anni non hanno avuto obiezioni ndr) che avrebbero dovuto portare a bandire una gara europea per la relativa progettazione. Un Dipartimento Regionale alla Protezione Civile che ad oggi sarebbe parte “offesa” per il mancato trasferimento dei relativi fondi che furono previsti dall’Assessorato regionale al Territorio e Ambiente dopo quanto stabilito dal tavolo tecnico nato dalle richieste di alcuni deputati regionali.

Da quella riunione passò infruttuosamente un anno e si tornò sulla vicenda solo grazie alle sollecitazioni del Sindaco Firetto, eletto da pochi giorni al Comune di Agrigento. Questa volta il vertice regionale stabilì che, benché i soldi erano dell’Assessorato regionale al Territorio e Ambiente, il soggetto attuatore doveva essere la Protezione Civile. Un atto che fu sottoscritto da tutti i soggetti “attivi” e che sembrava dare finalmente il via al consolidamento della parte di colle interessato allo scivolamento. Un punto “operativo” che però è rimasta “lettera morta” visti i 18 mesi trascorsi che, ad oggi, non ha portato a nulla. Solo dopo l’ennesima conferenza chiesta dal Sindaco Lillo Firetto, e di cui è stato investito anche l’Assessorato regionale al Bilancio, si arriva ai giorni nostri con la lettera della Protezione Civile regionale (ente che avrebbe dovuto fare la progettazione) che comunica al Comune e alla Curia il pericolo insistente sul colle della Cattedrale, aggiungendo di non aver proceduto alla gara per il mancato trasferimento dei fondi da parte dell’Assessorato al Territorio e Ambiente. Un “politichese” che denota probabilmente pressapochezza e disinteresse reale verso un problema che, come detto più volte dal cardinale Montenegro è bene non creare allarmismo, ma è altrettanto bene mantenere alta l’attenzione per evitare future tragedie. 

Chi oggi, politici e non, parlano di ostacoli avrebbe dovuto piuttosto pensare che la Curia sta mettendo in sicurezza i monumenti presenti sul Colle e, insieme al Dipartimento Regionale Protezione Civile, sta lavorando sul Palazzo vescovile e sulla sorte dell’ex Museo Minissi. 

Dalla Regione, sembra esserci stata solo “confusione” e perdita di tempo. 

Se di meriti si può parlare, è solo grazie alla tenacia e alla “unione” di Curia e Comune se ad oggi si parla di un problema conosciuto probabilmente a tutti i livelli istituzionali ma di cui pochi (o nessuno???) hanno fatto qualcosa. Immobilismo? Disinteresse? Domande che potrebbero avere mille risposte e di cui al momento non si conosce la realtà dei fatti. Un “alone” che probabilmente agevola chi oggi si dice pronto a marciare per la Cattedrale e il suo Colle; e se la politica marcia c’è già chi storce il naso e si dice pronto a azioni eclatanti. 

L’unica vera realtà è quella di un colle e di una Cattedrale che potrebbero sparire e con esse i segni identitari di una città e di un centro storico che recrimina giustizia. 

Francescochristian Schembri
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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