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Regioni ed Enti Locali

Cgil: il 15 giugno proclamato lo sciopero nazionale dei lavoratori del servizio di Igiene Urbana

cgilE’ stato proclamato per mercoledì 15 giugno 2016, lo sciopero generale nazionale dei lavoratori impegnati nel servizio di igiene urbana dalle Aziende del settore pubblico e privato.

Le lavoratrici e i lavoratori sono impegnati nella lotta per il rinnovo del CCNL nazionale scaduto da quasi 30 mesi.
I lavoratori lottano per:
• tutelare i salari e il loro potere d’acquisto;
• migliorare le condizioni di salute e sicurezza del lavoro;
• contrastare la logica delle gare al massimo ribasso con il taglio dei posti di lavoro;
• fornire ai cittadini un ambiente migliore.
Oltre su questi temi lo sciopero dei lavoratori della provincia di Agrigento metterà al centro la situazione disastrosa in cui versa la gestione del servizio da parte dei tre ambiti territoriali ottimali.
I lavoratori non percepiscono le spettanze alla data prevista dal CCNL. Lo stipendio viene versato solo dopo assemblee e scioperi.
Questo significa che le Società d’ambito e le aziende non sono in grado di rispettare i dettami dei CCNL Federambiente e FISE.
La CGIL FP denuncia il fallimento delle politiche messe in atto dalla Regione Siciliana degli interminabili commissariamenti e del fatto che le società d’ambito sono state messe in liquidazione e per questo motivo non possono fare investimenti per l’acquisto di mezzi e materiali.
Lo afferma in una nota Enzo Iacono della Cgil Funzione Pubblica di Agrigento.
Allo scopo di discutere delle problematiche sollevate, delle modalità di organizzazione dello sciopero del 15 giugno e delle ulteriori iniziative di lotta per trovare soluzione alle vertenze del settore, i lavoratori si riuniranno in assemblea in tutti i territori della provincia.
La FP CGIL chiede l’intervento dei Sindaci, i quali sono responsabili della situazione igienico-sanitaria, allo scopo di favorire la stipula dei CCNL nazionali e di mettere in campo tutte le iniziative per superare i Commissari Regionali i quali si sono rivelati, tranne alcune eccezioni, inadatti a gestire i servizi di Igiene Ambientale.

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