fbpx
Regioni ed Enti Locali

Chiesa di San Pietro e Giardino della Kolymbethra insieme

temenos kolymbethra 1La Chiesa di San Pietro è da oggi la porta che dalla Valle dei Templi apre al Centro storico della città. Il Giardino della Kolymbethra scrive, invece, una nuova pagina della sua storia.

È davvero rivoluzionaria la portata del progetto che nasce dall’accordo di partenariato turistico-culturale che Spazio Temenos e il FAI- Giardino della Kolymbethra hanno ufficialmente sottoscritto questa mattina in occasione della conferenza stampa di presentazione.

Nel dettaglio la grande novità che emerge dall’accordo è che, per la prima volta dopo tanto tempo, sarà possibile gustare in città i frutti del Giardino. Il Giardino della Kolymbethra infatti riprende dopo decenni la sua attività produttiva a servizio della città.

Presso lo Spazio Temenos sarà quindi possibile gustare i prodotti del Giardino, sia all’interno del “Caffè San Pietro” che nel ristorante “Terracotta”, con le genuine spremute delle arance antiche e le verdure e gli ortaggi che andranno a comporre i piatti di un menù celebrativo della Kolymbethra. Spazio Temenos ha infatti adottato l’orto del Giardino e ben dieci alberi di agrumi, coprendone i costi di coltivazione e gestione.

Inoltre la Chiesa di San Pietro diventa oltre che “info point” della Kolymbethra per la promozione della visita al Giardino e del patrimonio culturale del territorio, anche “Punto Fai”, quindi luogo di riferimento per tutti gli iscritti e per i nuovi soci della delegazione agrigentina del Fondo Ambiente Italiano.
La convenzione prevede anche, nella zona subito prospiciente i locali della Chiesa, che nell’aiuola già esistente verranno impiantati alcuni alberi di agrumi del Giardino con un apposito cartello informativo, in modo da creare un richiamo al paesaggio della Kolymbethra nel Centro storico.
Anche il Giardino della Kolymbethra, nello spirito della reciprocità, promuoverà la visita alla suggestiva Chiesa – che si caratterizza per gli affreschi di grande pregio di Giuseppe Crestadoro -, nonché le attività culturali organizzate da Spazio Temenos. In altre parole il Giardino, svolgendo questa importante attività di promozione, andrebbe a contribuire all’aumento dei visitatori nel Centro storico.

“Il progetto – ha sottolineato Giuseppe Lo Pilato, property manager del Giardino della Kolymbethra – avviato nel 2012 con gli operatori del settore turistico ha legato la Kolymbethra ad oltre 60 esercizi tra hotel, B&B, ristoranti, e oggi si arricchisce con l’adesione di una importante struttura culturale che per la sua posizione fungerà da porta di ingresso nel centro storico girgentano, segnando l’inizio di un nuovo capitolo della nostra storia. L’ auspicio – conclude Lo Pilato – è che si arrivi a costruire una rete virtuosa di operatori turistici che unendo le forze, e le passioni, realizzino il grande sogno di fare di Agrigento una vera città turistica”.

“Spazio Temenos attraverso questo accordo vuole costruire una rete di cooperazione tra le realtà significative del territorio. Col Fai c’è un percorso di collaborazione iniziato da anni ed oggi si concretizza con questa convenzione. Ospiteremo e promuoveremo assieme, nei reciproci siti, le attività culturali, adotteremo per la prima volta un orto e degli alberi di agrumi facendo assaggiare ai visitatori i frutti del raccolto della Kolymbethra, creeremo un collegamento tangibile tra la Valle e il Centro storico “, dichiara Salvatore Ciulla, presidente della cooperativa sociale Temenos.

Sono tante le affinità tra la Chiesa di San Pietro e il Giardino. Due luoghi incantevoli, due storie parallele che si uniscono in un progetto. La storia della riapertura di San Pietro dopo oltre 50 anni di abbandono e la rinascita del Giardino della Kolymbethra, luogo caduto nell’oblio della memoria storica agrigentina, sono infatti simili. Entrambi i siti sono stati riportati alla luce grazie a un’azione di protagonismo civico che non si è esaurito certo con la riapertura dei due straordinari luoghi, ma che continua ancor oggi a promuovere un’innovativa attività di sviluppo turistico-culturale nel territorio.

Spazio Temenos è il primo progetto culturale in Sicilia di gestione innovativa di un luogo sacro non più adibito al culto. La Chiesa di San Pietro, riaperta al pubblico solo recentemente dopo un accurato lavoro di recupero funzionale, è tornata a splendere dopo oltre 50 anni di oblio. E questo è stato possibile solo grazie all’impegno di un gruppo di ragazzi, la cooperativa sociale Temenos, uno dei primi esempi di cittadinanza attiva.

La Chiesa adesso, non solo è aperta al pubblico, per cui è possibile nuovamente godere della sua bellezza artistica, ma mira a diventare un vero e proprio tempio della cultura. Un luogo sempre aperto nel cuore di Girgenti e animato da idee, incontri, eventi di grande tenore artistico-culturale.

La Chiesa. Di epoca settecentesca, la Chiesa di San Pietro, dalla facciata in stile neoclassico, conserva al suo interno dodici affreschi del pittore palermitano Giuseppe Crestadoro, vissuto nella seconda metà del Settecento, raffiguranti i momenti più importanti della vita dell’Apostolo San Pietro. Oggi all’interno è esposto un percorso iconografico guidato in cinque lingue, assolutamente gratuito, che racconta i dodici affreschi dedicati alla vita dell’apostolo Pietro.

Inoltre è un luogo che conserva anche la memoria letteraria della città. È lo stesso Luigi Pirandello a fare riferimento alla “chiesetta” in alcune sue opere ed è proprio a “San Pietro” che è ambientata la sua novella “La madonnina”, i cui protagonisti sono gli stessi abitanti della via che oggi prende il suo nome.

La storia. Una storia, quella del recupero di San Pietro, che inizia nel 2000 quando la cooperativa Temenos, attraverso il “Progetto Policoro” della Chiesa italiana, prese in gestione la chiesa, avviando – insieme alla Diocesi di Agrigento – un percorso di fruizione innovativo del bene culturale ecclesiastico. L’operazione di riqualificazione inizia subito

Temenos inizia a recuperare quel luogo, abbandonato dal 1954, non solo dal punto di vista materiale, ma culturale e sociale. Si realizzano oltre cento eventi sino a quando questi giovani non trovano un finanziamento europeo, che permette loro di recuperare l’antica sacrestia annessa.

Iniziano nel 2006 i lavori di un difficilissimo cantiere che tra ritardi burocratici e imprevisti dura circa 3 anni. S’interviene anche negli spazi esterni: si sostituiscono i cassonetti della spazzatura del quartiere, che insistevano sulla parete esterna della chiesa, con un bel giardino incorniciato dalla pietra tufacea, la stessa del monumento.

Lo scorso giugno, finalmente, viene inaugurato ufficialmente lo Spazio Temenos che comprende ora anche i due spazi sorti nell’antica canonica: una caffetteria letteraria “Caffè San Pietro” e “Terracotta”, ristorante che propone le eccellenze enogastronomiche del territorio, inclusi i prodotti a marchio Diodoros dell’Ente Parco.

Giardino della Kolymbethra – Da luogo sconosciuto e abbandonato a una delle realtà paesaggistiche e turistiche, è il caso di dirlo, più floride di Agrigento. “Una piccola valle che, per la sua sorprendente fertilità, somiglia alla valle dell’Eden o a un angolo delle terra promessa”, la definì l’Abate di Saint Non, in visita al Giardino nel 1778.
Il Giardino della Kolymbethra è un luogo che sembra davvero benedetto dagli dèi. Si estende per cinque ettari, tra il tempio di Castore e Polluce e quello di Vulcano, nel cuore della Valle dei Templi di Agrigento. Rappresenta, per caratteri percettivi, ambientali e produttivi, il paesaggio più illustre dell’arboricoltura siciliana, ovvero quello irriguo dell’agrumicoltura. In Sicilia gli impianti di agrumi si chiamano “giardini” proprio per sottolineare la loro bellezza, oltre che la finalità produttiva.

La storia del Giardino. Dopo un lungo peridio di abbandono , nella “piccola valle” ha ripreso oggi a rivivere tutta un’esplosione di colori e di profumi provenienti dalle varietà arborea e paesaggistica tra le più antiche e tipiche della macchia mediterranea. A scoprire questo magico posto nascosto dai rovi e dalla vegetazione selvaggia, fu un giovane agronomo agrigentino, Giuseppe Lo Pilato, oggi direttore del Fai – Giardino della Kolymbethra. La storia del Giardino è dunque anche la storia di una visione, di sogno divenuto realtà grazie all’associazione Fondo Ambiente Italiano, a cui la Regione Sicilia nel 1999 ha affidato l’area per un periodo di venticinque anni.
Nel novembre 2001, dopo aver ultimato la campagna dei restauri paesaggistici e aver ripristinato le antiche colture, il Fondo Ambiente Italiano ha riaperto lo storico Giardino al pubblico inserendolo nel circuito di visita della Valle dei Templi.
Secondo le testimonianze dei contadini del luogo, fino agli ultimi decenni del Novecento la Kolymbethra venne coltivata ad agrumeto e a orto e mantenne l’aspetto di un meraviglioso giardino profumato di limoni e di aranci e ricco di mandorli, olivi, gelsi, melograni e fichi d’india. In seguito, il disimpegno progressivo dei vecchi contadini ne causò l’abbandono colturale sino all’intervento del FAI, che ha provveduto alla cura e al ripristino della vegetazione d’un tempo restituendo alla Valle dei Templi il suo originario valore, che non è solo archeologico, ma anche storico, geologico, botanico e agrario.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.