Comitini, la “città più piccola d’Italia” conquista Avvenire: il borgo agrigentino diventa un esempio di rinascita

Piccola nelle dimensioni, grande nella capacità di reinventarsi. Comitini torna sotto i riflettori e questa volta lo fa su scala nazionale. Il borgo dell’Agrigentino, noto per essere considerato la città più piccola d’Italia, è finito sulle pagine di Avvenire, il quotidiano della Conferenza Episcopale Italiana, che ha scelto di raccontarne il percorso di trasformazione e le iniziative messe in campo negli ultimi anni.
A suscitare l’interesse del giornale non è soltanto la particolarità demografica del piccolo centro, ma soprattutto il processo di crescita e riqualificazione che lo sta interessando. Interventi sul patrimonio pubblico, recupero di edifici rimasti inutilizzati per lungo tempo, nuove iniziative culturali e azioni finalizzate a migliorare la vivibilità stanno contribuendo a ridisegnare il volto di Comitini.
Un risultato che si inserisce in una storia e in un’identità profondamente legate al territorio. È la terra delle miniere e dello zolfo, delle antiche zolfare e di una tradizione culturale che ha incrociato figure di primo piano della letteratura italiana, da Luigi Pirandello a Salvatore Quasimodo. Comitini ha inoltre legato il proprio nome ad Andrea Camilleri e al cinema: proprio nel piccolo centro agrigentino furono effettuate riprese di un film con Domenico Modugno. Più recentemente, il paese è stato scelto come scenario per una fiction dedicata alla vita del giudice Rosario Livatino.
L’attenzione di Avvenire rappresenta dunque un riconoscimento che va oltre i confini locali. Un piccolo Comune che, attraverso il recupero del patrimonio e la promozione della cultura, prova a contrastare l’idea di un inevitabile declino dei centri minori e a trasformare le proprie dimensioni in una risorsa.
«Per noi è motivo di orgoglio – sottolinea il sindaco Luigi Nigrelli –. È anche uno stimolo a proseguire sulla strada intrapresa e a portare avanti il lavoro di risanamento e riqualificazione».
Comitini, insomma, continua a far parlare di sé. E lo fa mostrando come anche una realtà dalle dimensioni ridotte possa diventare laboratorio di idee, cultura e valorizzazione del territorio, attirando l’attenzione ben oltre i confini della provincia di Agrigento.




