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Cupa, Armao pensa al rilancio dell’Università: “un passato pesante che ha nomi e cognomi” – VIDEO

polo universitario agrigentoL’ordinanza del TAR dà ragione al Consorzio Universitario di Agrigento e pertanto non dovrà versare alle casse dell’Università di Palermo circa 9 milioni di euro per il pagamento dei docenti incardinati al Polo fino al 2010.

Un importante “successo” oggi commentato dal presidente del CUPA, il prof. avv. Gaetano Armao (in foto) che rilancia l’obiettivo di crescita dell’Università ad Agrigento.

Importi novità, non solo dal punto di vista finanziario, ma soprattutto nella didattica visto che con la certezza della “sopravvivenza” del Polo Universitario, si potrà programmare il futuro di tanti giovani studenti agrigentini, e non.

Dopo questi tre mesi di sofferenza – afferma il presidente del Cupa, Gaetano Armao – possiamo ripartire con la determinazione che ha accompagnato l’avvio di questa nuova stagione del Consorzio. Rimane un passato pesante che ho ereditato e che ha nomi e cognomi che dovremo prima o poi declinare perchè purtroppo un indebitamento si è creato sulla testa dei nostri giovani“.

Dobbiamo consentire alle famiglie agrigentine e ai giovani quel diritto allo studio e quel decentramento universitario che proprio ieri il direttore del Dipartimento del Ministero della Università e della ricerca scientifica che è un compito giusto che il Consorzio sta portando avanti”.

Studenti? “Sono stati riconosciuti – sottolinea Armao – come i veri destinatari dell’ordinanza del TAR che dice ‘al fine di tutelare gli studenti’ e questo è il nostro unico obiettivo“. “Noi non ci fermeremo davanti a nessuno, noi ci opporremo davanti a qualsiasi tentativo di togliere una leva di crescita di sviluppo universitario in provincia di Agrigento“.

Il presidente Armao ha poi annunciato importanti novità che potrebbero vedere il CUPA protagonista: “Grazie alla collaborazione del prof. Saia, si  potrà presto vedere il lancio di un corso di mediazione linguistica e culturale nell’Università ad Agrigento, e poi con l’Università di Messina si sta valutando di potere aprire il corso di Veterinaria”. “Se Palermo non ritiene più strategica Agrigento, ci lasci fare altro; l’importante è che noi diamo un servizio al territorio e agli studenti“.

(Guarda la videointervista)

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