Cupa: protesta degli studenti, manca la cittadinanza
Numerosa partecipazione stamani al Cupa da parte degli studenti che appresa la notizia del rischio chiusura della struttura universitaria agrigentina si sono riuniti in una assemblea permanente per protestare contro la classe politica e scongiurare il pericolo.
Circa un migliaio di studenti che hanno presenziato e partecipato attivamente all’assemblea alla quale ha preso parte anche il presidente del Cupa, la professoressa Maria Immordino, che ha tenuto a precisare come le “notizie che arrivano da Palermo sono buone. Nel pomeriggio si vedrà di concretizzare tutto ed entro mercoledì il Libero Consorzio dovrebbe revocare l’atto di recesso dall’assemblea dei soci”.
Sembra dunque che il commissario del Libero Consorzio dell’ex Provincia Regionale di Agrigento, Alessandra Di Liberto, abbia fatto un passo indietro e, date le rassicurazioni che provengono dal governo regionale, torni ad essere il maggiore ente azionista del Consorzio Universitario.
Resta però il nodo principale da sciogliere, oltre a quella economica, che riguarda come possano essere erogati dalla Regione i 750 mila euro necessari a scongiurare il rischio chiusura. Possibile che sia lo stesso Libero Consorzio a rimpinguare le casse del Cupa, attraverso uno sgravio da parte della Regione Sicilia.
Garanzie alle quali però gli studenti rimangono scettici: “l’assessore regionale Mariella Lo Bello comunica da mesi che il Cupa non chiuderà – riferisce uno degli studenti – . Sono sempre le solite promesse che non si traducono in fatti concreti”.
“L’Università ad Agrigento – afferma un giovane studente del Cupa – è la speranza di molti studenti e famiglie che non possono permettersi di andare altrove. Per non parlare degli studenti portatori di handicap che oggi possono frequentare le lezioni grazie al sostegno familiare che diversamente non ci potrebbe essere”.
Resta alta dunque l’attenzione nonostante le rassicurazioni della classe politica che in questi anni ha sempre relegato Agrigento e le sue “perle” ad uno stato di totale abbandono. Ma studenti a parte, la cittadinanza come sempre ha perso l’ennesima occasione per protestare contro la possibile chiusura del Polo.
Il Cupa si salverà… almeno per ora, ma gli agrigentini no!
Francescochristian Schembri
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