Da protagonista di Agrigento 2025 a Dottore Honoris Causa in Svezia: il riconoscimento a Gry Worre Hallberg Sisters Hope
Dal successo registrato ad Agrigento nell’ambito delle iniziative di Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2025 al prestigioso riconoscimento accademico conferito in Svezia. Protagonista di questo percorso è Gry Worre Hallberg, fondatrice e direttrice artistica di Sisters Hope, il collettivo internazionale di arte performativa con sede a Copenaghen che ha recentemente ricevuto un Dottorato Honoris Causa dall’Università di Lund.
Nell’ambito di Agrigento 2025, Sisters Hope ha realizzato ad Aragona “Sisters Academy”, un innovativo progetto educativo e performativo ambientato in un mondo in cui la dimensione sensuale e poetica dell’esistenza diventa il principio guida di ogni azione e relazione. Una visione che pone al centro dell’organizzazione sociale, e in particolare della scuola, nuovi modelli di apprendimento, partecipazione e convivenza.
Inaugurata il 21 ottobre 2025, la Sisters Academy ha attirato in poche settimane studenti provenienti da numerosi Paesi, tra cui Danimarca, Australia, Grecia, Turchia, Serbia, Inghilterra, Svezia, Mongolia, Cina, Taiwan, Germania, Spagna e Italia, trasformando Aragona in un laboratorio internazionale di sperimentazione artistica, educativa e culturale.
Artista performativa e ricercatrice, Gry Worre Hallberg guida Sisters Hope sin dalla sua fondazione nel 2007. In quasi vent’anni di attività il collettivo ha sviluppato una metodologia artistica originale, evolutasi in un vero e proprio universo poetico fatto di manifestazioni immersive, spesso di grande scala e lunga durata, realizzate in diversi Paesi del mondo.
Oltre alle numerose esperienze in Scandinavia, Sisters Hope è stata protagonista in Italia come principale evento internazionale di Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2025. Il collettivo ha inoltre sviluppato progetti in Cina, Brasile e Georgia grazie a una consolidata collaborazione con l’Istituto Culturale Danese.
Alla base del lavoro del gruppo vi è una riflessione sul futuro della società. Da questa visione nascono domande concrete: come sarebbe un sistema educativo in una società sensuale? Come potrebbero trasformarsi le istituzioni, gli spazi abitativi o i processi di apprendimento? Per esplorare queste possibilità, Sisters Hope realizza progetti immersivi che consentono ai partecipanti di sperimentare direttamente nuovi modelli di relazione e conoscenza. È il caso di “Sisters Academy”, documentata anche nel progetto “Sisters Academy – Education for the Future”, e delle recenti esplorazioni dedicate al tema dell’abitare in una “Società Sensuale”, oggi esposte al KUNSTEN Museum of Modern Art di Aalborg.
Lo scorso 29 maggio l’Università di Lund ha conferito a Gry Worre Hallberg un Dottorato Honoris Causa. Nella motivazione ufficiale si legge: «Gry Worre Hallberg, illustre artista e studiosa, nonché fondatrice e direttrice di un gruppo teatrale di Copenaghen, che ha mostrato in modo eccellente come l’arte possa rendere migliore la società, è stata regolarmente nominata e oggi proclamata Dottoressa honoris causa in Filosofia».
Un riconoscimento che, come sottolinea la stessa Hallberg, va ben oltre il valore simbolico di un premio artistico.
«È speciale ricevere un dottorato honoris causa perché viene assegnato a pochissime persone e non ci si candida: si viene scelti. È, di fatto, un premio per il lavoro svolto. Quest’anno l’università ha selezionato soltanto 16 persone da tutto il mondo. Tra loro ci sono studiosi che hanno rivoluzionato la comprensione delle galassie, imprenditori e ingegneri che hanno sviluppato nuovi sistemi per la purificazione dell’acqua in Kenya. Essere inclusa in questo gruppo conferisce al riconoscimento un peso straordinario».
Abbiamo incontrato Gry Worre Hallberg a Copenaghen, dove abbiamo avuto l’opportunità di visitare in anteprima il nuovo spazio che Sisters Hope sta realizzando nel quartiere di Valby, uno dei più vivaci poli culturali della capitale danese. Ad accompagnarci nella visita sono state la stessa Hallberg e Ingrid Långström Einarsson, assistente alla direzione e responsabile della formazione dei performer, che hanno illustrato il progetto del nuovo centro dedicato alla ricerca performativa, all’educazione e alla sperimentazione sociale.
Giuseppe Taibi e Luigi Mula con Gry Worre Hallberg
Durante l’incontro le rappresentanti di Sisters Hope hanno ricordato l’esperienza di Aragona come una delle tappe più significative del loro recente percorso internazionale. Hallberg ed Einarsson hanno inoltre espresso il desiderio di tornare in Sicilia per proseguire il lavoro avviato nel 2025, rafforzando il legame costruito con il territorio e sviluppando nuove iniziative capaci di coinvolgere la comunità locale e la rete internazionale che ruota attorno al progetto.
Un’esperienza che ha lasciato un segno importante anche nelle istituzioni agrigentine. Per il valore culturale, educativo e internazionale dell’iniziativa, il presidente del Libero Consorzio Comunale di Agrigento, Giuseppe Pendolino, e il sindaco di Agrigento, Franco Miccichè, hanno conferito un riconoscimento a Sisters Hope, evidenziandone il contributo alla promozione del territorio e alla costruzione di un dialogo interculturale che ha portato ad Aragona studenti, artisti e ricercatori da tutto il mondo.
La prospettiva di una nuova collaborazione rappresenta oggi un’importante opportunità per consolidare l’eredità di Agrigento 2025 e trasformare l’esperienza di Sisters Academy in un percorso stabile di scambio culturale, innovazione educativa e crescita internazionale per il territorio agrigentino.
Per Hallberg, il Dottorato Honoris Causa rappresenta soprattutto il riconoscimento di una visione capace di incidere sulla società.
«Per me è un riconoscimento enorme, persino più importante di un premio artistico. Un premio celebra un’opera; un dottorato honoris causa riconosce invece il contributo che una visione può offrire alla società. Significa che credono davvero che questo modo di immaginare il futuro sia ciò di cui il mondo ha bisogno in questo momento».
Una visione che guarda oltre i confini nazionali e che trova nell’incontro tra culture uno dei suoi elementi fondanti.
«Penso che la visione di una società non appartenga a una singola nazione. Va oltre i confini e guarda verso una nuova umanità, un nuovo modo di stare nel mondo. La nostra pratica è globale fin dall’inizio. In questo percorso, l’Italia e la Sicilia hanno avuto un ruolo importante, perché custodiscono una profondità storica straordinaria. Qui si percepiscono gli strati di ciò che l’umanità è stata per migliaia di anni. È un dialogo continuo tra passato, presente e futuro».
Luigi Mula – giornalista per Scrivolibero.it



























