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Discarica abusiva nei terreni contrada Gibbesi confiscati alla mafia, Brandara: “accuse infondate al Comune di Naro”

È apparso sulla stampa un servizio che riporta un blitz presso i terreni confiscati alla mafia da parte del circolo Rabat di Lega Ambiente e del suo responsabile Daniele Gucciardo.

Il Presidente del circolo Rabat lamenta la presenza di una discarica abusiva nei terreni predetti ed imputa la responsabilità al mancato controllo e ai mancati interventi del Comune di Naro.

Ad onor del vero, nel 2015, la Giunta Comunale di Naro ha deliberato l’assegnazione e consegna di detti terreni al Consorzio Agrigentino per la Legalità, il quale, a sua volta, li ha concessi – mediante contratto di comodato d’uso gratuito- alla Cooperativa agricola denominata “Le Terre di Rosario Livatino – Libera Terra”.

Inoltre l’ area -trasformata da ignoti in una discarica abusiva- a seguito di apposito sopralluogo, è stata a suo tempo recintata e posta sotto sequestro da parte dei Vigili Urbani di Naro, con nomina a custode giudiziario del Presidente della Cooperativa agricola sopra citata.
Ancora, rendendosi necessario procedere all’immediato ripristino dello stato dei luoghi, il competente Ufficio Tecnico Comunale ha redatto un preventivo di spesa per individuare un operatore economico a cui affidare l’attività di rimozione dei rifiuti succitati mediante il conferimento dei materiali presso discariche regolarmente autorizzate.
Ad oggi, purtroppo, l’attività di bonifica non ha potuto avere ancora esecuzione per mancanza di copertura finanziaria, poiché l’entità di denaro pubblico da esborsare è davvero enorme.

Peraltro, il Consorzio Agrigentino Legalità e Sviluppo (fra i soci fondatori proprio il Sindaco del Comune di Naro) è scaduto nel 2020 e il medesimo Sindaco di Naro si è fatto promotore -più volte, ma invano- della ricostituzione di esso.

“Dispiace – afferma la Sindaca di Naro Maria Grazia Brandara – constatare come il circolo Rabat di Legambiente abbia preferito rivolgere accuse infondate al Comune di Naro, senza appurare preventivamente la realtà dei fatti e documentarsi adeguatamente, facendo ricorso a quello che può ragionevolmente essere considerato un mero spot promozionale. In ogni caso, senza alimentare polemiche, il mio impegno, oltre che la mia speranza, è di poter procedere quanto prima alla bonifica dei terreni, ai sensi di legge. Continuerò la mia battaglia per la ricostituzione del Consorzio agrigentino per lo sviluppo e la Legalità, seguitando a dimostrare non solo l’importanza sociale dei beni confiscati alla mafia, ma anche e soprattutto l’importanza dell’opera del giudice Livatino in chiave antimafia e di crescita legale e sociale del territorio agrigentino”.

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