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Emergenza Coronavirus. Firetto tuona: “Ospedale di Agrigento centro Covid o decisione differente?”

“Occorre chiarire in maniera definitiva, senza lasciare spazio a incertezze organizzative, se debba essere l’Ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento il centro di riferimento per i malati Covid o se invece sia preferibile adottare una decisione differente individuando una idonea struttura al di fuori del complesso Ospedaliero”.

Lo afferma il Sindaco di Agrigento, Lillo Firetto. “E’ necessario avere l’assoluta certezza che un eventuale reparto Covid all’interno del presidio ospedaliero San Giovanni di Dio possegga i dovuti standard qualitativi e quantitativi in termini di presidi sanitari a disposizione, e soprattutto che venga garantita la totale sicurezza del personale sanitario.
Bisogna chiarire definitivamente se i locali adibiti ad accogliere tali malati presentino i dovuti standard in termini di sicurezza al fine di non rischiare il diffondersi dell’infezione in altri reparti anche attraverso la creazione (qualora assente) di sistemi di areazione a pressione negativa”.

“Chiediamo quindi che non vengano scartate a priori soluzioni alternative alla luce del fatto che la struttura ospedaliera di Agrigento è un centro di riferimento, non solo provinciale, per svariate discipline.
Qualora la situazione emergenziale dovesse rendere necessario utilizzare altri reparti, o peggio in caso di diffusione dell’infezione all’interno del nosocomio, si metterebbe a rischio la dovuta risposta sanitaria ai pazienti affetti da altri quadri patologici che devono ovviamente continuare ad avere la corretta attenzione in termini di sicurezza, diagnosi e cura. Questo quadro necessita di essere chiarito e condiviso all’esterno per conoscere le reali condizioni di assistenza. A quanto sopra detto si aggiunge la necessità di sapere se e quando verrà avviato il tampone sul personale ospedaliero nonché i tempi dei soggetti da sottoporre a tampone perché in conclusione del periodo di quarantena, così come previsto dall’ordinanza del Presidente della Regione Siciliana n. 7 del 2020”.

“Si ritiene infine che la perdurante assenza della nomina del Direttore Generale, soprattutto in un momento di tale difficoltà, non sia ulteriormente tollerabile.  Per tali ragioni ho indetto quest’oggi alle ore 14 una riunione in videoconferenza con i vertici dell’asp, l’Assessore Regionale alla Sanità alla presenza dei sindaci dei Comuni su cui insistono presidi ospedalieri dell’asp di Agrigento. In maniera tale da avere definitiva chiarezza e punti fermi sulla importante questione”, conclude Firetto.

Sul centro Covid ad Agrigento, si è registrato anche l’intervento del segretario generale della Cisl Fp delle province di Agrigento, Caltanissetta ed Enna, Floriana Russo Introito e del responsabile del Dipartimento sanità pubblica e privata Giovanni Farruggia, che hanno contestato duramente l’ipotesi di dedicare un piano del nosocomio agrigentino a struttura destinata a trattare i casi Covid in provincia: “Dopo le forti perplessità mostrate da medici e infermieri sulla possibilità dell’apertura di un punto Covid al terzo piano dell’ospedale ‘San Giovanni di Dio di Agrigento’, riteniamo assolutamente miope ed irresponsabile ripercorrere comportamenti che hanno condotto altri a strade senza vie di uscita”.

“Prima che la situazione divenga irrimediabile si pensi ad un’alternativa – continua – Stiamo, infatti, imparando che gli ospedali possono essere i principali veicoli di trasmissione del Covid-19, dato che il personale sanitario diventa suo malgrado un vettore, stante l’alta percentuale di malati asintomatici. Riteniamo invece che la proposta di collocare un Punto Covid presso il presidio Ospedaliero ‘Fratelli Parlapiano’ di Ribera, il cui depotenziamento di questi ultimi anni ha liberato interi reparti di degenza, oggi, potrebbe essere una soluzione adatta a tale scopo, così da eliminare problemi nella gestione logistica, nell’incremento di posti letto dedicati e nella circoscrizione dell’eventuale contagio, come indicato tra l’altro dal Ministero della Salute. Proprio nel caso delle scelte prese al “San Giovanni di Dio”, tra l’altro, il sindacato segnala alcune criticità pratiche, come la prossimità dei percorsi di accesso alla sala operatoria del reparto di ostetricia e Oncologia. Le donne in gravidanza affette da Covid verrebbero assistite infatti in un altro piano solo nel caso di parto naturale. “E’ facile immaginare – continuano Russo Introito e Farruggia – quale potrebbe essere il rischio di una diffusione accidentale del virus in un reparto tanto delicato”.
Il sindacato, inoltre, stigmatizza il comportamento dell’Asp, nonostante da tempo siano stati chiesti i numeri correlati al contagio e notizie rispetto alle scelte da mettere in campo da parte della direzione dell’Azienda.
“Le indicazioni date dai lavoratori, che conoscono l’emergenza sul campo – dicono ancora Russo Introito e Farruggia – sarebbero state certamente utili a trovare soluzioni organizzative. Sappiamo che, adesso, il sindaco di Agrigento ha avviato una interlocuzione con la Regione per affrontare il tema del punto Covid al San Giovanni di Dio, attendiamo. Nelle more torniamo a chiedere a gran voce di sottoporre tutto il personale sanitario, Oss e ausiliario al tampone di controllo al fine di evitare il contagio all’interno dei presidi ospedalieri”.

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