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Martedì 11 Agosto 2026

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Emergenza idrica a Maddalusa, il sindaco chiama in causa la Regione: “Serve un intervento immediato”

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La crisi idrica che da oltre due mesi interessa il quartiere balneare di Maddalusa approda sul tavolo della Regione Siciliana. Il sindaco di Agrigento ha inviato una lettera al presidente della Regione chiedendo un intervento urgente per affrontare una situazione che coinvolge circa 1.200 residenti rimasti senza fornitura d’acqua a causa della natura abusiva degli immobili in cui vivono.

Per il primo cittadino, la vicenda non può più essere affrontata esclusivamente sul piano comunale. Le implicazioni sociali, sanitarie e giuridiche della questione, sottolinea nella nota inviata a Palazzo d’Orléans, impongono un’assunzione di responsabilità da parte delle istituzioni regionali e, per gli aspetti normativi, anche del Governo nazionale.

Al centro della controversia c’è il quartiere di Maddalusa, sviluppatosi a partire dagli anni Settanta su terreni privi di destinazione edificabile. Nel corso dei decenni sono sorte numerose abitazioni realizzate senza i necessari titoli urbanistici, una condizione che oggi impedisce l’erogazione del servizio idrico secondo l’attuale normativa.

Il sindaco, pur ribadendo che nessuno mette in discussione il rispetto della legalità né invoca sanatorie, evidenzia come per decenni le istituzioni abbiano tollerato la crescita dell’insediamento. Nel frattempo sono stati riconosciuti servizi essenziali, dalla raccolta dei rifiuti alle residenze anagrafiche, contribuendo di fatto al consolidamento di un quartiere che oggi ospita centinaia di nuclei familiari.

Secondo l’amministrazione comunale, il problema non può essere ridotto a una semplice questione urbanistica. Nel quartiere vivono bambini, anziani, persone con disabilità e cittadini affetti da gravi patologie, per i quali la mancanza di acqua rappresenta un’emergenza che incide direttamente sulle condizioni di salute, sull’igiene e sulla dignità della vita quotidiana.

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Nella lettera viene riconosciuto che la decisione del gestore idrico di interrompere la fornitura trova fondamento nelle norme vigenti. Tuttavia, il sindaco osserva che l’applicazione rigorosa della legge sta producendo effetti socialmente insostenibili, lasciando senza un bene primario un’intera comunità.

Da qui la richiesta alla Regione Siciliana di individuare una soluzione temporanea capace di garantire il diritto all’approvvigionamento idrico senza compromettere il principio di legalità, in attesa di una risposta definitiva sul piano normativo e urbanistico.

Il primo cittadino sollecita inoltre l’apertura di un confronto istituzionale con tutti gli enti coinvolti, proponendo un incontro urgente ad Agrigento o presso la Presidenza della Regione per affrontare la questione in modo condiviso.

L’appello finale è rivolto alla necessità di agire senza ulteriori ritardi. Ogni giorno trascorso senza una soluzione, sottolinea il sindaco, prolunga una condizione che coinvolge centinaia di famiglie e persone fragili, rendendo indispensabile un intervento rapido delle istituzioni affinché venga garantito un equilibrio tra il rispetto delle norme e la tutela dei diritti fondamentali dei cittadini.