Favara, 75enne smaschera la truffa dei falsi finanzieri: chiude la porta e salva casa e risparmi
Ha riconosciuto la messinscena prima che fosse troppo tardi e ha impedito ai truffatori di mettere le mani sui suoi beni. Una pensionata di 75 anni ha sventato a Favara un tentativo di truffa organizzato secondo uno degli schemi più utilizzati ai danni delle persone anziane.
L’episodio è avvenuto nella mattinata di venerdì. La donna ha ricevuto una telefonata sul telefono di casa da parte di due uomini che, alternandosi al telefono, si sono presentati prima come un finanziere e poi come un avvocato.
La storia raccontata alla pensionata era quella ormai tristemente nota: l’automobile intestata al marito, ormai deceduto, sarebbe stata coinvolta in una rapina. Una situazione, secondo i truffatori, talmente grave da rendere necessario un controllo immediato nell’abitazione.
Poco dopo sarebbe arrivata anche la seconda parte della messinscena. I falsi rappresentanti delle forze dell’ordine avrebbero annunciato alla donna l’imminente esecuzione di una perquisizione domiciliare, invitandola a preparare denaro e oggetti preziosi.
Quando i sedicenti finanzieri si sono effettivamente presentati davanti alla sua abitazione, però, qualcosa non ha convinto la pensionata.
Invece di lasciarsi prendere dal panico, la donna ha mantenuto la calma e ha capito che dietro quella situazione poteva nascondersi un tentativo di raggiro. Probabilmente anche le numerose campagne di sensibilizzazione promosse dalle forze dell’ordine e le tante notizie pubblicate sui mezzi di informazione sui raggiri agli anziani hanno contribuito a far scattare il campanello d’allarme.
La pensionata ha quindi coinvolto i familiari che si trovavano con lei e insieme hanno deciso di non aprire la porta ai presunti finanzieri.
Una scelta che ha mandato all’aria il piano dei malviventi.
Immediatamente è stata contattata la centrale operativa attraverso il 112. Quando le pattuglie sono arrivate nella zona, tuttavia, dei truffatori non c’era più traccia: i falsi militari avevano già fatto perdere le proprie tracce.
I carabinieri della Tenenza di Favara hanno avviato le indagini per cercare di identificare i responsabili e ricostruire ogni fase del tentativo di truffa.
Un episodio che, ancora una volta, dimostra quanto sia fondamentale non fidarsi di chi chiede denaro, gioielli o altri beni preziosi con il pretesto di controlli da parte delle forze dell’ordine. Nessun vero militare o appartenente alle forze di polizia chiede di consegnare denaro o preziosi durante una perquisizione telefonicamente annunciata.
La vicenda riporta inoltre in primo piano un altro problema: quello della sicurezza urbana e della disponibilità di sistemi di videosorveglianza. Gli investigatori, infatti, dovranno fare i conti anche con la difficoltà di reperire eventuali immagini utili a identificare i truffatori, in un territorio dove la copertura delle telecamere non sempre consente di ricostruire con immediatezza gli spostamenti dei sospettati.
Questa volta, però, a fare la differenza è stata una telecamera molto più efficace: quella accesa nella mente della pensionata. Il suo intuito, la sua lucidità e la capacità di non farsi intimidire hanno fatto saltare il piano dei truffatori, proteggendo la sua abitazione e, soprattutto, i suoi risparmi.
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