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Favara in ansia per la 38enne scomparsa dopo l’alluvione: ricerche senza sosta tra cielo e terra

Favara vive ore drammatiche. Da ieri mattina non si hanno più notizie di Marianna Bello, 38 anni, moglie e madre di tre figli, travolta e trascinata via dalle acque alluvionali che hanno invaso via Sottotenente Bosco. La donna, dopo essere scesa dalla sua auto nel tentativo di mettersi in salvo, è stata inghiottita dalla furia dell’acqua. Da allora è dispersa e tutta la comunità vive col fiato sospeso.

Scattato subito l’allarme, anche un elicottero dell’Aeronautica Militare, il Leonardo Aw139, sorvola da ieri lido Cannatello e il tratto di mare antistante, nel timore che la donna sia stata trascinata fino in mare aperto. Dotato di visore notturno, il velivolo sta setacciando dall’alto spiaggia, scogliera e zone limitrofe. L’equipaggio, seguendo il corso del canalone, ha esteso i sorvoli anche verso Favara, per non trascurare alcuna possibilità.

Sul fronte terrestre, i vigili del fuoco del comando provinciale di Agrigento e i colleghi dei distaccamenti di Licata e Canicattì presidiano il territorio. Le perlustrazioni nei canaloni e cunicoli sono state sospese per la notte, ma le squadre resteranno operative a Favara, pronte a intervenire in caso di emergenza. Alle prime luci dell’alba, dalle 5.30, riprenderanno le ricerche palmo a palmo.

La città è letteralmente sotto choc. La notizia della scomparsa di Marianna ha scosso profondamente l’intera comunità, che da ore vive tra angoscia, speranza e dolore. Tra i cittadini si sono rincorse voci sulla possibile localizzazione della donna, rivelatesi infondate, segno della tensione e dell’attesa spasmodica che pervade Favara.

Nella chiesa del Rosario in piazza Cavour, è stata organizzata una veglia di preghiera guidata dall’arciprete don Nino Gulli. Sarà un momento di raccoglimento e vicinanza spirituale per Marianna e per i suoi familiari, che non hanno mai smesso di partecipare attivamente alle ricerche.

Favara, comunità abituata a reagire compatta nei momenti più difficili, si sta stringendo intorno alla famiglia Bello. Tra rabbia, incredulità e commozione, resta una certezza: nessuno vuole arrendersi.