Favara, omicidio Alaimo: disposta nuova perizia psichiatrica su 49enne
Si riaccendono i riflettori sull’omicidio del cardiologo Gaetano Alaimo, ucciso a sangue freddo il 29 novembre 2022 a Favara. I giudici della Corte di Appello di Palermo hanno disposto una nuova perizia psichiatrica per valutare la condizione mentale del favarese di 49 anni già condannato in primo grado a 22 anni di reclusione per omicidio aggravato e detenzione di arma clandestina.
A eseguire la nuova valutazione sarà un pool altamente qualificato, composto dal professor Felice Francesco Carabellese, ordinario di Psicopatologia Forense all’Università di Bari, dal professor Gaetano Vivona, direttore del Dipartimento di Salute Mentale di Trapani, e dalla psicologa forense Lia Parente. L’incarico sarà conferito formalmente il 12 settembre.
La decisione arriva dopo che i legali difensori dell’imputato hanno depositato una perizia di parte che sostiene l’incapacità di intendere e volere del 49enne al momento del fatto. Una tesi che contrasta con quella emersa nel processo di primo grado, dove un primo team di specialisti aveva invece ritenuto l’imputato pienamente capace.
Il delitto
L’omicidio avvenne all’interno del poliambulatorio di via Bassanesi a Favara. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il 49enne si sarebbe presentato dal dottor Alaimo per ottenere un certificato medico necessario al rinnovo della patente di guida. Al rifiuto del medico, l’uomo avrebbe estratto una pistola e sparato un colpo letale, colpendo il cardiologo nella sala d’attesa. Tentò un secondo colpo, ma l’arma si inceppò. Subito dopo, si diede alla fuga. Fu rintracciato e arrestato poche ore dopo dai carabinieri in una casa di campagna.
La nuova fase processuale
Con l’apertura del giudizio d’appello e la nomina del nuovo collegio peritale, la difesa punta a ottenere il riconoscimento del vizio totale o parziale di mente, che potrebbe incidere sensibilmente sull’entità della pena. La Corte valuterà le conclusioni dei nuovi esperti, che dovranno stabilire se, al momento dell’omicidio, il 49enne fosse in grado di comprendere e volere le proprie azioni.





















