Francesco Bellomo lascia la direzione artistica del Teatro Pirandello
“Apprezziamo il gesto di Francesco Bellomo che, pur essendo la vicenda odierna estranea all’attività culturale della Fondazione, ha scelto di rimettere il proprio mandato di Direttore Artistico per tutelare l’immagine del Teatro Pirandello, oggi oggetto di inappropriati accostamenti mediatici”.Recita così una nota della Fondazione Teatro Pirandello dopo la notizia di una presunta inchiesta – condotta dalla Procura della Repubblica di Roma – che vede coinvolto Bellomo, noto produttore teatrale ed oramai ex direttore artistico del Teatro Pirandello, con l’accusa di sostituzione di persona.
A dare origine all’indagine sarebbe stata la denuncia dell’attore e regista Roberto Iannone, che accusa Bellomo di averlo usato come prestanome in due società romane, a sua insaputa, per presunte finalità legate ad evasione fiscale. Iannone, oggi nel mirino dell’Agenzia delle Entrate, si è visto recapitare una richiesta di pagamento per 486 mila euro, debito che, secondo quanto sostiene, sarebbe frutto dell’utilizzo improprio della sua identità digitale. A ripotare la vicenda è stato il quotidiano “Il Fatto Quotidiano“. Iannone, legato da una conoscenza professionale a Bellomo sin dal 2006, avrebbe ricevuto dal produttore la proposta di un provino per lo spettacolo Il caso Tandoy. Subito dopo, sempre secondo la ricostruzione, gli sarebbe stato chiesto di diventare rappresentante legale di due società per una “incompatibilità” dello stesso Bellomo con il Teatro Pirandello.
L’incarico risale a gennaio 2022, mentre Iannone, tra il 2023 e il 2024, era impegnato in tournée teatrali. Solo di recente avrebbe scoperto di essere formalmente legale rappresentante delle due aziende, e dunque fiscalmente responsabile, diffidando l’utilizzo non autorizzato della propria firma digitale. Sarebbero due le denunce già depositate a carico di Bellomo.
“Confidando che saprà fare chiarezza nelle sedi opportune – continua la nota della Fondazione a seguito delle dimissioni -, riteniamo doveroso ringraziarlo per il lavoro svolto e, soprattutto, per la responsabilità dimostrata con questa decisione, evidentemente motivata dalla volontà di preservare il buon nome dell’Istituzione. La Fondazione Teatro Pirandello continuerà a operare con serenità e determinazione, fedele alla propria missione culturale e impegnata a garantire un’offerta artistica di qualità, nel solco del percorso tracciato sin dal nostro insediamento”.






















