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Politica

Giuseppe Ciulla (FdI): via Volpe non sia oggetto di campagna elettorale

ciulla cirinoLa politica che si crogiola del nulla. Deputati regionali che avrebbero il compito di portare avanti le esigenze dei cittadini, che si trincerano dietro falsi meriti per un tornaconto politico”.

Con queste parole il portavoce di Fratelli d’Italia-An, Giuseppe Ciulla, critica le scelte dei candidati a sindaco di Agrigento, Lillo Firetto e Silvio Alessi, di volersi intestare i meriti circa la soluzione trovata dal governo regionale per il ripristino di via Volpe dopo la frana del costone sovrastante di via XXV Aprile.

Non è ammissibile – continua Ciulla – fare proclami in pompa magna, quando gli agrigentini da anni vivono in uno stato comatoso dettato dai numerosi problemi che la città vive”.
Ad Agrigento – sottolinea Ciulla – per la risoluzione di problemi che nemmeno dovrebbero esistere, in una situazione di normalità, bisogna sempre dire grazie a qualcuno. Intanto il popolo agrigentino offeso soffre (Viadotto Morandi, via Volpe, SS 189 Agrigento-Palermo 3 ore per 130 Km., viabilità da terzo mondo, pulizia della città e decoro urbano inesistente, centro storico abbandonato a se stesso, Cattedrale inagibile). Ci vuole veramente coraggio – continua il portavoce prov.le di Fratelli d’Italia-An – ad aspettarsi un plauso per la risoluzione di un problema che non dovrebbe esistere. Ritengo che Agrigento meriti ben altro, anziché politici che creano il problema e il disagio e poi si ricandidano per promettere le risoluzione di quel problema da loro stessi causato”.

Lo stesso discorso vale per il lavoro. Sembra quasi che sia solo un discorso elettorale. Candidati che chiedono curriculum vitae promettendo questo o quel posto di lavoro che puntualmente non esiste”.

Il lavoro silente e costante della gente comune è la migliore risposta che si potrebbe dare senza proclami di varia natura. Vorrei chiedere a coloro che oggi parlano di meriti: sareste comunque intervenuti anche se non foste candidati a sindaco?”.

Che tristezza, spero – conclude Ciulla – che gli agrigentini il 31 maggio e il 1 giugno con una semplice X scrivano la parola fine a questo modo di intendere la politica”.

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