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Glenda La Rocca: l’artista licatese che insegue un sogno

Glenda La Rocca è nata a Licata (1982), città dove è cresciuta, dove vive la sua famiglia e dove torna appena gli impegni romani glielo consentono.

Ha conseguito la maturità classica al Liceo Vincenzo Linares e dopo, come molti altri suoi coetanei, ha lasciato la sua città – che sempre porta nel cuore – basta chiederglielo e i suoi occhi iniziano a brillare.
Nel 2000 si è trasferita a Roma, dove attualmente vive, per frequentare l’Accademia di Belle Arti, che ha ultimato brillantemente.
Nel 2005 ha iniziato la carriera di truccatrice cinematografica, che tuttora svolge. Dipingendo – così – volti e tele.
Tra i principali lavori si annoverano diverse serie televisive italiane: da “Onore e Rispetto” a “Il Paradiso delle Signore” e straniere “CATCH 22” di George Clooney; alcuni film italiani, tra cui: “Loro” di Paolo Sorrentino e “Scappo a Casa” con Aldo Baglio per approdare infine al cinema internazionale lavorando sui set di grandi registi tra i quali Ridley Scott, con il film “All the Money” e Michael Bay, con il film “Six Underground”.

Collabora contemporaneamente con alcune gallerie d’arte del territorio romano, quali: “Galleria Pentart”, “Tornatora Art Gallery” con la quale approda a Cannes in occasione della Fiera “Artiste Du Monde” e partecipa a numerose mostre collettive, tra le più importanti “Dioscuri Art” presso il Teatro dei “Dioscuri al Quirinale”, “Triennale CULT” ed.2017 presso l’associazione culturale Plus ARTE Puls, “Arte in Cammino”, “Premio Capitolium 2017” Roma presso le Sale del Bramante con la presenza del prof. Vittorio Sgarbi e a Milano “Soffio del Cielo” presso il Centro Tian Qi.
Quando le chiediamo: “Glenda qual è il tratto distintivo della tua pittura?” Un po’ si emoziona dovendo dare voce a qualcosa che le viene da dentro. Poi, con estrema naturalezza ci racconta.
“La mia ricerca pittorica muove dall’osservazione della natura. Isolo e ingigantisco gli elementi che mi affascinano, che suscitano un’emozione dentro di me e provo a darle voce. A volte li ritraggo avvicinandoli all’osservatore e questo ne rende difficile la riconoscibilità immediata. C’è sempre nelle mie opere un richiamo alla sfera dell’umano, dalle emozioni al linguaggio del corpo. Ovvero, a ciò che più mi affascina”.
Quale opera hai scelto di portare all’Adrenalina Project Art Contest?
“Concorro con Odi et amo. Confesso che ho impiegato un bel po’ di tempo prima di riuscire a mettere a fuoco gli elementi essenziali di quest’opera che parte dall’immagine di due camaleonti in combattimento. Questo combattimento rappresenta l’eterna lotta tra due amanti che si cercano e si respingono nel continuo dualismo tra odio e amore, sentimenti ed emozioni primitive e immortali che si alternano e colpiscono al cuore come quell’Exuperanti Forma di cui siamo alla continua ricerca”.
Guardando i due camaleonti si comprende bene il gioco di piani e l’ingrandimento di alcuni elementi di cui parla Glenda e che si ritrova in molti dei suoi quadri (fatevi un giro sul suo sito http://www.glendalarocca.com/).
Glenda è una siciliana, una licatese che come tanti altri emigra per inseguire un sogno.
Sosteniamola!
A questo link si può votare la sua opera:
https://www.adrenalinaproject.com/Opere/Opera/2573?fbclid=IwAR1UW_cFY8rLsHsPScblOP2_gQPx9joTyVydpsrKnWFABj-0xIic6s7Yn34

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