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Il duello Rossi – Marquez diventa una “questione di Stato”

Ciò che è avvenuto lo scorso week-end a Sepang in Malesia ha inevitabilmente acceso una interminabile discussione sui social e sui mass media sulle presunte responsabilità di Rossi o Marquez.

I due interessati, poco onestamente, negano di avere commesso il fatto e da parte degli organi di stampa e dei vip, sia italiani sia spagnoli, arrivano le difese d’ufficio dei rispettivi connazionali, generando così stupidi nazionalismi che non portano di certo alla verità.
Chi ha avuto a che fare con le competizioni in pista e non è obbligato a difendere, l’uno o l’altro pilota, sa bene che il Super campione Rossi, purtroppo per lui, il calcetto a Marquez lo ha rifilato, macchiando di fatto la sua straordinaria carriera con un gesto poco sportivo e, anche se lo avesse commesso perché esasperato, ciò non giustifica l’azione che per fortuna ha provocato una scivolata e nulla più.

Analogamente, non si può non ammonire il comportamento, poco leale e poco onesto, del campione del Mondo in carica Marquez, che, come si dice in gergo automobilistico-motociclistico, ha fatto “inspiegabilmente” da tappo a Rossi in Malesia ed in precedenza già in Australia, dove aveva probabilmente impedito al campione pesarese, più veloce in quella pista del rivale e contendente al titolo mondiale Lorenzo, di mettere una seria ipoteca sulla conquista del suo 10° titolo iridato.
Per quanto riguarda Lorenzo, che, fino a prova contraria non ha avuto nessun ruolo dentro la pista, speriamo non lo abbia avuto fuori dal circuito e comunque gli ricordiamo che non importa quanti titoli mondiali si vincano in carriera, ma come si vincono!!!

Il dato di fatto è che il prossimo 8 novembre a Valencia, Rossi, a causa della penalità ricevuta a Sepang, partirà dall’ultima postazione con un vantaggio esiguo di soli 7 punti sul rivale Lorenzo e, comunque vada, probabilmente non sapremo mai chi sarà il legittimo campione della motogp 2015.

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