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Il Risveglio dell’Umanità di Aronica e Volpe infiamma l’alba alla Valle dei Templi: prossimi appuntamenti il 16 e 23 agosto

Dileguata la notte e tramontate le stelle, Gaetano Aronica e Giovanni Volpe hanno vinto la scommessa più grande: portare circa 400 spettatori, tanti giovani, ad assistere alle 4.30, allo spettacolo dell’alba alla Valle dei Templi di Agrigento.
In scena, tra le colonne doriche, gli attori della neonata Compagnia della Fondazione Pirandello, diretti, appunto, dal presidente della Fondazione Pirandello, Gaetano Aronica, insieme all’attore e autore Giovanni Volpe.

Uno spettacolo coraggioso e molto attento alla drammaturgia moderna che, partendo dall’antico, rilegge il contemporaneo, come spiegano gli autori: “ L’Arte ha il dovere del coraggio, il compito della veggenza, la vocazione ad indicare strade che l’uomo ottenebrato dal potere non può più vedere, che però l’uomo libero o liberato può intraprendere per cambiare la Storia”.

Lo spettatore, infatti, lungo il percorso incontra una tribù di donne e uomini liberi che accoglie gli ospiti al sorgere del sole.
Una comunità itinerante che, con graffianti chitarre, ha fatto risuonare le inquietudini e le speranze contemporanee attraverso le voci degli scrittori “eretici” del ‘900, Pier Paolo Pasolini, Leonardo Sciascia, Marguerite Yourcenar, Albert Camus e Vitaliano Brancati: “Chiunque abbia avuto l’età della ragione o della memoria nei terribili giorni dell’estate del ’92 – sottolineano Aronica e Volpe- abbia assistito all’imprevedibile squarcio nei grattacieli di New York quel maledetto 11 settembre o alle catastrofi di Hiroshima e Nagasaki, è in grado di rivivere il momento esatto in cui apprese quelle tragiche notizie. Tutti fenomeni naturali? No. Tutte tragedie volute dall’uomo per ricordare al mondo intero che potremmo scomparire in un istante”.
Agrigento è, anche, porta del Mediterraneo, un nuovo “Checkpoint Charlie”,dove approdano uomini e donne in cerca di speranza.

Ed ecco il dialogo in arabo ed in italiano tra due madri, una musulmana ed una cristiana, che piangono la morte dello stesso figlio: “Abbiamo scelto di raccontare la storia delle Madri, dei Padri e dei Figli, delle Maddalene, dei Giuda, delle Marie antiche e moderne, d’oriente e d’occidente, la storia di una “catarsi” contemporanea che trova limpida metafora nell’acqua e nella danza, quell’acqua che nella terra di Sicilia ci hanno fatto sospirare come un miraggio. Nella nostra cultura, ogni volta che si parla di padri e figli si pensa a Gesù, il figlio di Dio venuto al mondo per salvare gli uomini. E tutte le volte ci interroghiamo sulla capacità di essere in grado di riconoscere un Gesù moderno, simbolo e artefice del futuro. Rivolgiamo specificamente queste nostre Albe ai giovani perché trasformino in amore e canto i fantasmi della memoria”.

Uno spettacolo imperdibile, dunque, per affermare, come ha detto alla fine dello spettacolo Gaetano Aronica (in gran forma), ispirandosi a figure storiche della letteratura italiana ( ricorda il dotto Roscio di A ciascuno il suo di Leonardo Sciascia), che: “ La Sicilia non vuole più fuggire, vuole andare fiera del suo passato, dei suoi giovani e del suo mare. prima che dalle cassaforti del tempio, non quello splendente di Giunone o Eracle, ma quello dei mercanti cacciati da Cristo, escano fuori, assieme ai “trenta denari” anche i “vent’anni” di un’intera generazione che ha deciso di liberarsi – cita Paolo Borsellino – dal “puzzo del compromesso per respirare il fresco profumo di libertà.”
Lo spettacolo è curato da CoopCulture, in collaborazione col Parco archeologico e paesaggistico Valle dei Templi e la Fondazione Teatro Luigi Pirandello.
Prossimi appuntamenti con Il Risveglio dell’Umanità il 16 e 23 agosto, alle 4,30.

Luigi Mula

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