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Il Taccuino di Salvatore Rizzo

taccuino_polvereLa scelta di affidare le sorti dello Stato all’idealismo od al realismo si ripercuote drammaticamente sul benessere dei cittadini. L’argomento non è privo di pregio morale. Le scelte del governo devono essere improntate all’intelligenza ed al positivismo, senza alcuna deriva verso l’ipocrisia utopista.

Nella Repubblica il potere è diffuso fra gli organi e le funzioni dello Stato ed è esercitato da chi tali funzioni detiene. La polverizzazione del potere e sopratutto dell’esercizio delle pubbliche potestà è un perfetto terreno fertile per i fenomeni di corruzione. Proprio per siffatto motivo il legislatore deve affrontare il tema con lungimiranza e orientarsi più alla prevenzione che alla repressione.

La corruzione genera un prezzo altissimo per la Repubblica, per la società e per l’economia. L’Italia non può più permettere che il malcostume sia contrastato con misure inefficienti e miopi .E’ tempo che chi governa sia orientato dal realismo e che cessino le utopie forcaiole. E’ tempo di prevenire, non di reprimere.
Michele Lo Foco e Marco Ertman – Il Borghese – maggio 2015

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Non c’è bisogno che una macchina ragioni come un uomo per sostituirlo. Può avere anche meno senso comune di un bambino eppure prendere il posto di molti adulti. L’era della disoccupazione tecnologica è solo all’inizio: allacciamo tutti le cinture, sarà un viaggio turbolento.
Riccardo Staglianò – Il Venerdi di Repubblica n.1418 – 22.5.2015

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Altro che (elezioni ndr) regionali. Oggi è in gioco una partita nazionale. Non solo politica, ma anche personale. Quasi una resa dei conti, sia a sinistra che a destra.
Norma Rangeri – il manifesto – 31.05.2015

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Il numero dei candidati e delle liste nel 2010 in queste sette regioni i candidati alla presidenza
erano 28, oggi sono 51. E’ un indicatore della malattia della democrazia. C’è una crisi di legittimazione del potere centrale e delle ideologie tradizionali che, assieme alla perdita di un confine netto tra destra e sinistra, fa emergere leadership locali sganciate dalle correnti nazionali. Chiunque abbia un minimo di seguito si sente autorizzato a scendere in campo.
Ilario Lombardo – La Stampa – 31.05.2015

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…essere umani significa abitare collettivi in cui il naturale non è separabile dal culturale e dal tecnologico. Prima prenderemo coscienza di questo, prima assumeremo la responsabilità che ci spetta in quanto custodi del collettivo da noi abitato, il quale è al tempo stesso una nicchia ecologica
che condividiamo con un numero enorme di artefatti e di specie animali e vegetali.
Francesco Monico – Il sole 24 ore – 31.05.2015

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La politica in Italia non c’è più da un pezzo. Al suo posto ci sono i Quattro Animatori (Renzi, Berlusconi, Grillo e Salvini ) più una selva di caratteristi e comparse, attori minori, subordinati o insubordinati ai predetti istrioni, e ricco contorno di mariuoli e faccendieri. Quattro presentatori
fra tanti impresentabili, non è un bel vedere, converrete.
Marcello Veneziani – Libero – 31.05.2015

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Il politico ideale, oltre a una fiducia in se stesso e a un coraggio disumani, dovrebbe avere l’abilità di mantenere per un lungo periodo un forte consenso elettorale — ne va della democrazia — e
la capacità di raccogliere attorno a sé le migliori competenze e capacità del Paese, caratteri questi che raramente si trovano riuniti nella stessa persona. Dovrebbe essere volpe e leone ma non basta. Dovrebbe mettere queste sue doti non al servizio dell’ambizione personale, ma di un grande disegno per il futuro del Paese.
Michele Salvati – Corriere delle sera -La Lettura- 31.05.2015

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Una volta c’erano gli eletti; ma ormai sono di più i reietti. Perché i gironi infernali si moltiplicano, come i peccati via via elencati dalle leggi. Peccati dei sindaci o dei parlamentari, dei governatori
o dei ministri. Ciascuno distinto dall’altro, come le categorie dei peccatori: ineleggibili, incompatibili, incandidabili, infine impresentabili.
Michele Ainis – Corriere della sera -31.05.2015

Salvatore Rizzo
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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