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Cronaca Regioni ed Enti Locali

Inchiesta Black List, ascoltato Lo Bosco: mai prese tangenti

tangentiSi è tenuto ieri il primo interrogatorio dell’ex presidente di Rete Ferroviaria Italiana, Dario Lo Bosco, agli arresti domiciliari da giovedì scorso con l’ipotesi di reato di corruzione dopo la pesante accusa di avere ricevuto una tangente da

parte dell’imprenditore agrigentino Massimo Campione, trovato con l’oramai famoso “libro mastro” all’interno del quale vi sarebbero con molta probabilità nomi, date e cifre riferite a presunte mazzette, per l’aggiudicazione di un appalto relativo all’acquisto di un sensore per il monitoraggio delle carrozze ferroviarie. 

Davanti al gip Ettorina Contino e al pm Claudio Camilleri, Lo Bosco respinge ogni tipo d’accusa, sostenendo di non conoscere i due funzionari della Forestale, anch’essi agli arresti, che gli avrebbero girato la “mazzetta”. Un’ora e mezza di interrogatorio durante il quale l’ex presidente di Rfi ha ammesso di avere parlato con l’imprenditore Campione, evidenziando però che il progetto doveva essere esclusivamente realizzato a spese dell’imprenditore e nulla poteva essere garantito circa la sua approvazione da parte di Rfi.

Versione che scontra con quella dell’accusa che ritiene invece che Lo Bosco avrebbe preso tangenti per un importo di 58.650 euro per agevolare l’approvazione del progetto di Campione.

Accuse respinte dunque e contestuale richiesta, da parte degli avvocati difensori, Francesco Crescimanno e Bartolomeo Romano, di revoca degli arresti domiciliari.

 

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